Le avventure dell’ispettore di polizia francese Clouseau

Tra il 1963 e la fine degli anni Settanta, le avventure dell’ispettore di polizia francese Clouseau hanno fatto ridere le platee di tutti i cinema del mondo. Certo, tra la magistrale penna del regista Blake Edwards ed il talento di un attore inglese come Peter Sellers, il successo non fu altro che un’ovvia e scontata conseguenza. Goffo, impacciato, ridicolo, karateka alla “carlona” (il maggiordomo con cui spesso si allenava sfasciando gli arredi si chiamava appunto Carlo), la Pantera Rosa non si curava dei continui richiami provenienti dal severissimo capo della gendarmeria Dreyfus (sic!). In tutte le pellicole, Closeau appare svampito, disattento, goffo e scarsamente recettivo. Cioè, tutto il contrario di come l’immaginario collettivo ritiene debba essere il profilo ideale dell’ispettore di polizia. Eppure, nonostante tutto, è sempre e solo lui a risolvere il caso. Dopo essere scampato rocambolescamente a sfilze di attentati alla propria vita, gli arresti dei veri criminali, portano tutti la sua firma. E la refurtiva puntualmente recuperata. Le parodie di allora, riscossero ampio apprezzamento anche gli appartenenti alle forze dell’ordine francesi, e non solo. L’aspetto preoccupante, tuttavia, è che oggi (Gennaio 2015), a far ridere sia sempre la polizia francese, ma quella reale però! Se i danni causati da Clseau erano danni da set cinematografico, quelli odierni sono devastanti. Stando alla versione ufficiale dei fatti, così come ci sono stati sfacciatamente narrati, la polizia francese ne esce demolita. Ed uno dei suoi ispettori, addirittura, ne è uscito a piedi pari.
Richiamate Closeau, fatelo subito. Su certi set cinematografici, è meglio piazzare un cast di attori che un cast di meri incompetenti.

Andrea Signini