Wilhelm Wundt: il genio. Formazioni Psichiche Composte

Per Wundt le formazioni psichiche composte, degli aggregati complessi di elementi sensibili e soggettivi, non sono definibili in base alla semplice descrizione degli elementi componenti; esattamente come le proprietà chimiche delle molecole non sono descrivibili attraverso quelle degli atomi che le compongono. Dunque, seppure ogni elemento psichico è necessariamente un contenuto dell’esperienza, non si può dire che ogni elemento dell’esperienza sia necessariamente un contenuto psichico; infatti le proprietà delle formazioni complesse non sono date dagli elementi semplici ma dal loro legame.

Fatto che appare particolarmente evidente, sostiene, considerando una percezione innegabilmente connessa alla nozione di tempo, che per sé stessa non può essere svincolata da almeno altre due idee di anteriorità e posteriorità. Gli stessi sentimenti sono scomposti in sotto-categorie, successioni di sensazioni elementari nel tempo. Potremmo grossolanamente dire, ascoltando un brano di musica, che percepiamo una serie di sensazioni catalogabili come piacere, ma ben definibili nella loro sequenza temporale.

Con questo discorso, che Wundt porta avanti filosoficamente per circa duecento pagine, si voleva mostrare che, pur con un’impostazione filosofico speculativa ottocentesca, Wundt si orienta sempre con maggiore decisione verso un concetto anacronisticamente chiamato inconscio collettivo, basato su delle idee elementari comuni. Naturalmente questa forma di elementarismo non affronta affatto ciò che riguardi la provenienza di tali idee, siano esse nate dalla semplice impressione di fenomeni esterni (fatto al quale rimandano molti esempi) o innate.

Al di là di questa differenziazione egli ha esplicitamente descritto le basi di una mente sociale composta da lingue, mitologie, forme artistiche ed espressive. Il suo esplorare, però, si ferma a questo punto. Dichiara queste formazioni non indagabili ulteriormente con il metodo sperimentale, e ne cede il compito a scienze leggere come antropologia o etnologia.

Così ci viene da pensare che nessuno prima di Bastian ha osato strutturare pienamente tale ipotesi.

Giselda Campolo