Vermeer e le straordinarie tecniche espositive bolognesi

Molto criticata la mostra sulla pittura olandese del seicento di Palazzo Fava a Bologna. Eppure, afferma Goldin, il curatore, che ha scritto l’atto unico omonimo al titolo dell’opera messo in scena lo scorso 17 gennaio al teatro Comunale di Bologna, e ora stampato sul catalogo della mostra, è una perla di perfezione espositiva.

Il dipinto è un olio di 44,5 cm di altezza per 39 di lunghezza.  Ma non è l’unico pervenutoci dal Mauritshuis Museum dell’Aia. Ci sono anche Diana e le sue Ninfe, la prima opera di Vermeer; quattro Rembrandt; Frans Hals; Ter Borch; Claesz; Van Goyen; Van Honthorst; Hobbema; Van Ruisdael; Steen. Tutti dipinti che messi insieme non attirerebbero lo stesso numero di visitatori, ma tutti di estremo valore.

La Ragazza, però, è sola nella stanza del piano nobile dietro una teca in vetro antiproiettile ad una temperatura costante di 21 gradi e con umidità fissa al 53%, si vanta quasi comunicandolo il curatore. A sorvegliarla con estrema attenzione 5 guardie. Per non parlare dei sistemi di sicurezza elettronici. Dovrà sentirsi fanciulla più reclusa di Shahrazād!

Le luci, ideate e realizzate dall’architetto Edoardo Gherardi sono strutturate in modo che ogni dipinto ne abbia una calda e una fredda in modo da sfruttare tutte le rotondità cromatiche delle sfumature; mentre la stanza resta assopita nella penombra, eccetto gli alti affreschi, tra i quali gli splendidi Carracci, tanto amati da Vittorio Sgarbi.

Eccellenze di cui sembra superfluo parlare data la “concessione” esclusiva fatta dal museo olandese. E se volete constatare di persona il fascino di quell’unico tocco di pennello che è la perla, lo troverete aperto dal lunedì al giovedì tra le 9 e le 20; venerdì e domenica tra le 9 e le 21; sabato: dalle 9 alle 22. Il prezzo dei biglietti varia tra i dodici dell’intero, i nove del ridotto per gli over-65 e gli universitari under-26 con tessera di riconoscimento e i 6 del ridotto per i bambini: 6-17 anni.

 Giselda Campolo