Veri scrittori? Possono scrivere di tutto

Un testo che è composto da tre saggi sul pittore francese Francis Bacon. 150 pagine scritte con una tecnica romanziera raffinata, giocata su una profondità interpretativa ascendente.

Dei saggi romanzati che raccontano le componenti psicologiche, tecniche e interpretative, iconologiche e storiche. Un’analisi che raggiunge il suo acmé nelle corrispondenze remote ed evidenti tra l’arte di Bacon e la tradizione bizantina nel terzo ed ultimo saggio, La Vera Luce.

Questa è la prima volta che l’autore nato a New York, ma che scrive in francese e vive a Barcellona, si cimenta pubblicamente con l’evidente dote di interprete dell’arte, e di critico acuto.

Una personalità complessa e cosmopolita che evidentemente si accosta alle problematiche poetiche, culturali e storiche con occhio attento.

La pubblicazione più famosa tra i tanti romanzi resta Le Benevole, un romanzo del 2006, Le benevole, vincitore del Goncourt.

Un romanzo che sembrava voler sfruttare la vena di attenzione del pubblico alle vicende belliche recenti, che prendeva per protagonista, e voce narrante, Maximilien Aue. Aue è un ex ufficiale SS rifugiato in Francia. Una scelta che ha destato notevoli polemiche.

Polemiche sicuramente gradite all’autore intenzionato a cavalcarne l’onda e a istigarle anche tramite dichiarazioni pubbliche e interviste.

A libro chiuso la sensazione è proprio che il Trittico sia un’opera critica sui dipinti di Bacon ben fatta, piacevole alla lettura, romanzesca, ma profondamente vera.

Giselda Campolo

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