Il pazzo di Parigi: un copione già visto!

In mattinata, nella città di Parigi, il “solito pazzo” armato, ha aperto il fuoco contro un poveraccio che ha avuto il torto di trovarsi nel luogo sbagliato nel momento sbagliato. Si tratta di un fotografo del quotidiano gallo “Liberation” (il quotidiano dei Rothshild edito da Edouard de Rothshild) il quale, in queste ore, combatte sul letto di ospedale tra la vita e la morte. Poi, sempre il “pazzo”, avrebbe fatto una puntatina alla Defense dove avrebbe sparato ancora (stavolta senza ferire nessuno) davanti alla sede della banca locale omonima (la stessa Societè Generale che nel 2008 ha cercato in tutti i modi di far credere ai propri azionisti di aver perso solamente 5 miliardi di euro sebbene si mormori siano stati ben 50 miliardi di euro, accumulati col sistema dei mutui subprime). Un copione già visto, non vi pare? Gli ingredienti ci sono praticamente tutti: il folle, un’arma pericolosa, il mezzo morto, due luoghi in cui seminare il panico e… la caccia al “pazzo” che gabba polizia e tutta Parigi. Stando a ciò, costui tutto può essere tranne che pazzo, come vogliono farci credere a tutti i costi. Un pazzo, per definizione, non sarebbe capace di armare un pandemonio simile e far perdere le sue tracce. O no? Assomiglia di più ad un rambo metropolitano, uno che – oltre a saper maneggiare armi di difficile reperimento – sa pure come muoversi indisturbatamente, beffando i reparti specializzati della polizia; l’unica che in tutto ciò esce con le ossa rotte e la reputazione sotto ai tacchi. Addirittura, si dice, avrebbe fatto una corsa in auto, dopo aver costretto il malcapitato al volante, ad ascoltare la propria confessione: “Sono appena uscito di galera, sono armato ed ho ordigni esplosivi con me nella borsa”. E “mecojoni”, avrebbe esclamato un fecondo Trilussa. E questo sarebbe il pazzo? A rigor di logica agisce, si muove, e fa perdere le proprie tracce esattamente come riuscirebbe a fare solamente 007 nei film migliori. Uno stile da killer con una precisa strategia in mente. Freddo, astuto, calcolatore, impavido e preparatissimo. Ma la stampa, quella votata a confezionare i pensieri delle masse incapsaci di pensare autonomamente, lo ha descritto come pazzo nella speranza nessuno osi interrogarsi sulla questione di fondo e tiri dritto. Ma: chi trarrebbe profitto a seminare feriti e morti (per fortuna ancora non conteggiati) in questa precisa temperie politica francese che vede Hollande piombato al piano terra nei sondaggi e Marine Le Pen più in alto che mai? Seminare tensione nel tessuto cittadino e nazionale è una pratica assai nota. L’Italia ha un’ottima memoria ed una lunga esperienza. Così lunga che potremmo insegnare ai francesi tante cose. Se poi chiedessero ai nostri servizi…

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