Un italiano su otto svolge attività di volontariato

Già si conosceva l’alto grado di coinvolgimento degli italiani nell’associazionismo e nel volontariato: il rapporto dell’Istat e degli altri partner su tali attività non fa che confermare questa diffusa tendenza. Circa un italiano su otto svolge attività gratuite a beneficio di altri o della comunità con un numero di volontari stimato in 6,63 milioni di persone, (tasso di volontariato totale pari al 12,6%). Sono 4,14 milioni i cittadini che svolgono la loro attività in un gruppo o in un’organizzazione (tasso di volontariato organizzato pari al 7,9%) mentre ben tre milioni si impegnano in maniera non organizzata (tasso di volontariato individuale pari al 5,8%). Il lavoro volontario è più diffuso nel Nord del Paese. Nel Nord-est si registra il tasso di volontariato totale più elevato (16%), mentre il Sud si contraddistingue per livelli di partecipazione sensibilmente più bassi (8,6%). Gli uomini sono più attivi delle donne (13,3% contro 11,9%), per via di una maggiore presenza maschile nel volontariato organizzato. I volontari appartengono prevalentemente alla classe di età 55-64 anni (15,9%). Il contributo di giovani e anziani in termini di presenza attiva si mantiene, invece, inferiore alla media nazionale. La percentuale di chi presta attività volontarie cresce con il titolo di studio. Il 22,1% di coloro che hanno conseguito una laurea ha avuto esperienze di volontariato contro il 6,1% di quanti hanno la sola licenza elementare.
Considerando la condizione occupazionale, i più attivi risultano proprio gli occupati (14,8%) e gli studenti (12,9%). La partecipazione è, inoltre, massima tra i componenti di famiglie agiate (23,4%) e minima tra i componenti di famiglie con risorse insufficienti (9,7%). Il volontariato organizzato è una pratica consolidata nel tempo: il 76,9% si dedica alla stessa attività da tre anni o più e il 37,7% da oltre dieci anni. Il 23,2% dei volontari è attivo in gruppi/organizzazioni con finalità religiose, il 17,4% in attività ricreative e culturali, il 16,4% nel settore sanitario, il 14,2% nell’assistenza sociale e protezione civile, l’ 8,9% nelle attività sportive, il 3,4% in attività relative all’ambiente e il 3,1% nell’istruzione e ricerca. Il fatto di impegnarsi in attività a beneficio degli altri ha anche ricadute positive sul benessere individuale di chi presta assistenza: infatti il 49,6% di chi presta opera di volontariato dichiara di sentirsi meglio con se stesso.