Un focolare antico di 300.000 anni è stato scoperto dagli archeologi in Israele

600_8c9bb887ff9b8ba7a6b9d46b3cb713bd

 

Eccezionali scoperte effettuate dagli archeologi nei pressi di Tel Aviv smentiscono la teoria secondo la quale l’Homo Sapiens sarebbe giunto nel Mediterraneo dall’Africa 200.000 anni fa.

Il sito Ancient Origins ha dato oggi la notizia di una straordinaria scoperta archeologica effettuata in Israele. Durante uno scavo da tempo in corso in una grotta, la Qesem Cave, ubicata nei pressi di Rosh Ha’ayin, una località a circa 10 km. a Est di Tel Aviv, è venuto alla luce un grande focolare di quasi due metri di diametro, utilizzato dagli antichi abitanti della zona per cuocere i cibi e per riscaldarsi. Ma la cosa più sorprendete è la datazione che a questo focolare è stata ufficialmente attribuita, recentemente pubblicata anche sul prestigioso Journal of Archaeological Science: ben 300.000 anni!

Gli scienziati, pur ritenendo che l’uso del fuoco sia conosciuto dall’umanità da oltre un milione di anni, mai prima di oggi avevano rinvenuto prove documentabili così evidenti di un suo regolare utilizzo per la cottura del cibo. Ma la scoperta della Qesem Cave evidenzia chiaramente come, in questo angolo del Mediterraneo, già 300.000 anni fa un’antica popolazione di cacciatori preistorici utilizzasse regolarmente e in maniera stabile e organizzata, il fuoco per le loro esigenze alimentari quotidiane.

L’insediamento preistorico della Qesem Cave risulta però essere ancora più antico, come hanno dichiarato ai giornali gli archeologi che stanno effettuando lo scavo. Questi avrebbero infatti già portato alla luce uno strato ricco di asce in pietra e di manufatti lavorati risalenti addirittura a 400.000 anni fa, come confermano gli esami spettrografici. Il che testimonia l’importanza di un sito che ha visto una presenza umana stabile per un periodo estremamente lungo e continuativo.

Come riporta sempre il Journal of Archaeological Science, attorno a questo focolare gli archeologi hanno rinvenuto una gran quantità di strumenti di pietra che servivano per ragliare la carne degli animali destinata alla cottura.

Come ha evidenziato la Dottoressa Ruth Shahack Gross del Centro di Scienze Archeologiche Kimmel del Waizmann Institute, “questi ritrovamenti ci aiutano a individuare un importante punto di svolta nello sviluppo della cultura umana, in cui gli uomini della Preistoria iniziarono ad utilizzare con regolarità il fuoco sia per cucinare che per scaldarsi in una struttura condivisa che serviva probabilmente anche come punto di ritrovo e di socializzazione. Essi ci dicono qualcosa di importante sugli impressionanti livelli di evoluzione cognitiva raggiunti da quegli uomini di 300.000 anni fa”.

La straordinarietà delle scoperte della Qesem Cave è rappresentata dal fatto che esse contraddicono, smentendola a tutti gli effetti, quella teoria, generalmente sostenuta dagli scienziati, secondo la quale l’Homo Sapiens si sarebbe evoluto in Africa ed avrebbe iniziato a spostarsi da quel continente non prima di 200.000 anni fa.

Nicola Bizzi