TTP e TTIP: un nuovo passo avanti del Nuovo Ordine Mondiale nel processo di repressione

 

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Apprendiamo da WikiLeaks che è prevista, entro la fine dell’anno, la sottoscrizione di un accordo internazionale che limiterà fortemente la libertà di accesso a Internet e che cancellerà con un tratto di penna le leggi di interi stati.
Il celebre sito creato da Julian Assange ha infatti in questi giorni diffuso la bozza del capitolo sui diritti di proprietà intellettuale che i governi di 12 importanti nazioni mondiali stanno negoziando nel quadro del TPP (Trans Pacific Partnership). E il capitolo reso pubblico da WikiLeaks è quello più controverso, perché affronta gli effetti che questo Accordo di Associazione Transpacifica avrà su settori chiave e di fondamentale importanza: farmaceutico, editoriale, dei servizi di Internet, delle libertà civili e dei brevetti biologici. Di fatto, sfruttando a pretesto il controverso tema dei diritti di proprietà intellettuale, questo testo tenta di riproporre, questa volta rafforzate, le disposizioni che erano contenute in due precedenti provvedimenti per la limitazione dell’accesso a Internet, il SOPA e l’ACTA, fortunatamente mai entrati in vigore in seguito ad una massiccia mobilitazione mondiale.
Il capitolo incriminato contenuto nell’accordo, composto da ben 95 pagine, prevede di fatto l’obbligo di rimozione dalla rete di tutti quei contenuti che potrebbero risultare “lesivi” della “proprietà intellettuale”. Non lasciamoci ingannare da questa terminologia che un lettore italiano potrebbe superficialmente associare con i diritti d’autore su un romanzo o su una canzone. Si tratta invece di un’opera di censura mediatica voluta ed imposta dalle case farmaceutiche e dalle grandi multinazionali nei confronti di tutto ciò che potrebbe solo essere sospettato di danneggiare il loro copyright; un testo che cerca di modificare o rimpiazzare le leggi attualmente vigenti in tutti i paesi coinvolti in quello che risulta essere, nel suo complesso, il più grande trattato economico di tutti i tempi.
Le nazioni interessate rappresentano infatti il 40% del PIL planetario. Si tratta di: Stati Uniti, Canada, Australia, Messico, Giappone, Cile, Malesia, Singapore, Perù, Nuova Zelanda, Vietnam e Brunei.
Una volta in vigore, questo accordo coinvolgerà pesantemente la regolamentazione del rilascio dei brevetti (in particolare nel settore farmaceutico e nell’industria agro-alimentare OGM) e del diritto d’autore, la registrazione di marchi e il design industriale, prevedendo anche l’istituzione di speciali tribunali sovranazionali “per la risoluzione delle controversie”, le cui decisioni saranno ritenute vincolanti, in spregio delle leggi attualmente vigenti nei relativi paesi; leggi che diventeranno, da un giorno all’altro, carta straccia.
Il fatto che il TPP non preveda al momento l’adesione dei paesi europei non deve trarci in inganno. Fosche nubi di repressione si addensano all’orizzonte anche sui nostri cieli, perché, come ha evidenziato il quotidiano Rinascita, il Trans Pacific Partnership spiana la strada ad un altro mostruoso accordo di portata globale, accordo del quale il TPP costituisce infatti soltanto la base, il punto di partenza. Stiamo parlando del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), per il quale sono già in corso dal Gennaio di quest’anno intense trattative avviate da Barak Obama fra gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Se questo nuovo mostro prenderà vita, esso regimenterà il 60% del PIL globale e assesterà un micidiale colpo a quel poco che ancora resta delle sovranità nazionali degli Stati e delle identità culturali dei popoli.
Ma ciò che più inquieta e che intendo fermamente denunciare è il pesante velo di segretezza che è stato imposto sulle trattative di entambi gli accordi. Secondo quanto riferisce WikiLeaks, il processo di elaborazione e negoziazione dei capitoli del TPP è stato blindato dal segreto, tanto che persino i membri del Congresso degli Stati Uniti non hanno potuto visionarli, se non in parti limitate, a rigide condizioni e “sotto stretta supervisione” (della CIA, della NSA? WikiLeaks questo non lo dice). Il network di Assange segnala inoltre che solo tre individui di ogni nazione sottoscrivente il trattato hanno avuto accesso al testo completo, mentre a 600 esponenti di multinazionali come la Chevron,la Monsanto, la Halliburton e la Walmart è stato concesso un accesso “privilegiato” a tutta la documentazione. E denuncia inoltre che le norme sulla “proprietà intellettuale” presenti nel trattato “calpesteranno i diritti individuali e la libertà di espressione e tratterebbero come uno straccio il patrimonio comune intellettuale e creativo”.
Non a caso l’amministrazione di Obama sta tentando in ogni modo di accelerare l’approvazione del TPP, con l’evidente intento di impedire che il Congresso possa discuterlo o emendarlo in alcune sue parti, dichiarando che “deve” essere sottoscritto e ratificato assolutamente entro la fine di quest’anno. Dopo di che sarà il nostro turno, con l’intensificarsi delle trattative per il TTIP.

Nicola Bizzi

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