Tartarughe marine un tesoro da preservare

Era stata presa all’amo la tartaruga marina di 250 kg, e circa 40 anni, trovata al largo di Lampedusa. Una specie in via d’estinzione che rischiava di perdere un altro preziosissimo membro.

Eppure il “Serena”, il peschereccio di Filippo Solina, appena avvistata la tartaruga ha messo in moto adeguate manovre per il salvataggio dell’esemplare.

Issata la sventurata sull’imbarcazione si è provveduto ad avvertire la dottoressa Daniela Freggi, biologa e direttrice da 20 anni del “Turtle Group. Qualificandosi, così, come una delle maggiori esperte di tartarughe marine.

La dottoressa Freggi, non lascia dubbi: l’esemplare non sarebbe altrimenti sopravvissuto.

Un caso non isolato che mostra come i pescherecci non siano sempre causa di morte indiscriminata e brutali pratiche ormai vietate come la pesca a strascico. Un caso che mostra come un peschereccio possa essere più “umano” di una nave da pesca che scorazza per l’Atlantico. Come quando si vive a stretto contatto con la natura, senza prefiggersi di abbatterla ma catturando una parte della sua vitalità da trasfondere in noi, allora ci si trova davanti spesso a situazioni di scambio uomo-natura nelle quali non sempre è la seconda a donare la vita.

Per dirlo più semplicemente, non siamo certo ai tempi dei Malavoglia nella Sicilia pescatrice, e non siamo nemmeno in epoche arcaiche quando raccogliere, seminare, pescare e solcare i mari erano atti paragonabili alla nostra messa. Nessuno più guardando il tiglio ve ne scorge lo spirito, eppure se una piccola parte di questo supremo patos rimanesse nei meandri dell’anima umana, forse si parlerebbe di un’altro tipo di pesca, di un’altro tipo di caccia, forse dimenticheremmo i transatlantici, dimenticheremmo le reti, dimenticheremmo le brutali macellazioni non necessarie, che si accompagnano a queste forme irrispettose di sfruttamento della natura.

Potreste chiedere: ma ciò è sostenibile? Be’ è un po’ la stessa storia dell’allevamento. Potremmo diventare tutti vegetariani, sarebbe sostenibile (al di là della legittimità di una tale domanda). Potremmo coltivare, senza incrementare Ogm e utilizzare tecniche che rendono le coltivazioni sempre più intensive, la quantità sufficiente di materia prima? Be’ sì. Perché per l’allevamento è necessaria una quantità di vegetali, primi tra tutti mais, che è la maggiore causa di deforestazione mondiale. Una quantità insostenibile e che si potrebbe ridurre non dovendo più alimentare l’industria della carne.

Giunta a terra la tartaruga ha subito la rimozione chirurgica dell’amo che sembra le consentirà una perfetta guarigione. Intanto potrà risiedere al centro Turtle Group diventandone l’attrazione principale. Sarà infatti visibile al pubblico ogni giorno dalle 17 alle 20.

Giselda Campolo

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