Sondaggio shock: per gli elettori del PD e di SEL è normale e giustificato truccare le primarie!

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A prescindere dall’oggettiva inutilità e idiozia della moda all’americana delle “primarie” che sta imperversando da qualche anno in questo disgraziato Paese per dare una parvenza “democratica” ad un sistema marcio e sull’orlo dell’abisso umano ed economico, abbiamo appreso oggi dei risultati sorprendenti di un certo sondaggio. Pur essendo stata riportata la notizia a tutta pagina da Il Giornale, non si tratta questa volta dell’ennesimo sondaggio berlusconiano, ma di una ricerca statistica teoricamente superpartes, compiuta nei giorni scorsi da Euromedia Research per la trasmissione di Rai 2 Virus, il contagio delle idee. È stato chiesto, in sostanza, agli Italiani cosa ne pensano dei puerili trucchi del falso tesseramento, o dei tesseramenti comunque gonfiati ad arte, che rischiano di compromettere o di falsare l’esito della pagliacciata che si consumerà l’8 Dicembre.
Come ci insegna la nostra storia degli ultimi decenni, la Nazione-Italia risulta ancora irrimediabilmente divisa, con due diverse concezioni del mondo e della vita (e, di conseguenza, anche della politica): da un lato c’è il “democratico” popolo della sinistra che non ci trova niente di scandaloso nei brogli e nel tesseramento “allegro”, e dall’altro ci sono gli elettori degli altri partiti che invece trovano questa vicenda assai squallida.
Dai risultati del sondaggio è emerso che il 45,7% degli Italiani definisce la vicenda “il solito autogoal del PD”, in grado di “delegittimare il vincitore delle primarie”; il 21% trova tutto normale, un piccolo incidente di percorso inevitabile per la macchina organizzativa di un grande partito; il 16% pensa poi che si tratti soltanto di un’esagerazione dei mass-media “reazionari”, magari orchestrata dal solito Berlusconi! Infine, il 17% non esprime alcun parere.
Come rileva un articolo di Andrea Cuomo su Il Giornale, i risultati cambiano però significativamente se stratifichiamo il campione degli intervistati sulla base dell’orientamento politico. Gli elettori del PD e di SEL sono gli unici a non esprimersi a maggioranza per una condanna di certi trucchetti: il 41,8% degli elettori di centro-sinistra minimizza, dichiarando che “sono cose che succedono”, il 32% dà la colpa ai mass-media e solo il 24% di essi fa trasparire una minima preoccupazione per la vicenda e per le sue possibili ripercussioni.
Tutto questo non può fare ameno di ricordarmi tutta la saggistica che ho divorato in passato riguardo al problema della “doppiezza” dei comunisti e alla logica massimalista di concepire la democrazia come un “cavallo di Troia nella cittadella borghese”, un semplice strumento da utilizzare finché è utilizzabile, per poi gettarlo via allo scoccare della fantomatica “Ora X”, quella della conquista del potere.
Questa “doppiezza” la denunciava coraggiosamente Giorgio Amendola in un’intervista del 1978, dichiarando che nel suo partito prevaleva ancora l’attesa messianica di questa “Ora X”: “Bisognava difendere (a parole) la libertà, conquistare comuni, aumentare il numero dei deputati, ma solo per conquistare posizioni utili per il “momento buono”. Quando sarebbe venuto questo momento risolutivo, nessuno poteva dirlo, ma certo non esisteva molta fiducia che si potesse arrivare al socialismo attraverso una trasformazione democratica del Paese”. In sintesi, secondo questa visione, tutto era lecito (anche i brogli e i trabocchetti) per conquistare posizioni in attesa del grande giorno.
Ma, mentre i comunisti di allora credevano sinceramente nella Rivoluzione, ed erano disposti a tutto pur di realizzarla, i loro eredi di oggi credono sinceramente nel sistema bancario-massonico internazionale e sono disposti a tutto pur di compiacerlo.
 
 Nicola Bizzi
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