Scopo
della politica è quello d’individuare soluzioni
innovative finalizzate ad indirizzare, amministrare, incrementare le
risorse nazionali, pubbliche e private, per il miglioramento del bene
comune di tutti e di ciascuno.
Oltre a ciò la politica è chiamata a
svolgere correttamente la formazione e l’informazione
culturale, a tutti i cittadini facendo loro chiaramente comprendere la
differente condizione tra l’essere considerati soggetti e non
oggetti nell’azione politica, come ora generalmente avviene.
Le due azioni combinate, svolte correttamente,
disinteressatamente e con spirito di servizio dai politici, forniscono
loro gli unici presupposti per poter esercitare legittimamente
l’azione politica svolta nell’interesse dei propri
elettori.
Mentre le scelte e gli indirizzi delle varie correnti e
formazioni politiche e culturali, inerenti al miglior sistema per la
ridistribuzione del reddito prodotto dall’intera
collettività, possono essere soggettive, condivise od
opinabili, sempre se sorrette in buona fede, un punto resta
incontrovertibile: quello di preoccuparsi, in primis, di disporre delle
necessarie risorse economiche per realizzare i propri programmi
enunciati e perseguiti.
Senza questa verifica, senza un chiaro e realistico
programma per il recupero del signoraggio e delle risorse economiche,
sciaguratamente cedute nel passato dalla politica al sistema bancario e
monetario, secondo la visione tomista, qualunque azione intrapresa da
una qualunque formazione politica, di qualunque colore, risulta vana,
velleitaria ed ingannevole verso il prossimo, verso i propri aderenti
politici, verso la propria persona ed ancor peggio verso i propri figli.
Posto che il miglior sistema conosciuto per produrre e
ridistribuire la ricchezza prodotta dall’intera
comunità, risulta quello dell’iniziativa privata e
del libero mercato, con la conseguente preminenza della meritocrazia,
occorre fermamente stabilire il limite invalicabile per tutte le
attività di pubblico interesse , specialmente per quelle che
non possono essere svolte in regime di concorrenza, le quali debbono
assolutamente essere amministrate pubblicamente. (distribuzione acqua,
gas, energia, sanità, nettezza urbana, autostrade, ecc.)
nell’interesse collettivo al puro costo
d’esercizio.
Ormai è stato individuato con precisione come e
dove reperire le risorse necessarie per esaudire le istanze sociali,
neglette sia dal polo di destra che da quello di sinistra, pertanto
risulta inderogabile, nell’interesse generale, unire tutte le
componenti politiche e culturali, di qualunque tendenza, non ancora
asservite ai poteri forti, per smascherare quelle al servizio
dell’apparato bancario e monetario, per far riappropriare
allo Stato la sovranità monetaria, in nome e per conto dei
propri cittadini, posto che il tutto già appartiene loro.
Solo successivamente potrà risultare ammissibile
avviare confronti e distinguo tra le eventuali diverse posizioni e
soluzioni culturali, finalizzate ad individuare il più
efficace sistema per la ridistribuzione della ricchezza prodotta
dall’intero mercato, con il sano e rigido concetto del:
“a ciascuno il suo”
Il polo di sinistra non riesce più a governare,
quello di destra ha già dimostrato che non è in
grado di subentrare per risolvere le attuali problematiche economiche,
tramontata definitivamente la fittizia contrapposizione ideologica
sulle grandi impostazioni di fondo, la popolazione avverte
l’inutilità dell’azione politica
intrapresa sia dalla destra che dalla sinistra e come unica difesa
disponibile, diserta sempre più l’elezioni e
quando vota, sistematicamente punisce il partito di governo in carica.
E’ arrivato il momento, sono già maturi
i tempi per preparare il cambiamento.
Ci sono abbondanti e sempre più pressanti motivi
per spingere le persone più preparate ad un maggior impegno
pubblico e sociale.
All’incremento della produttività non
corrisponde la maggior diffusione di benessere dei cittadini, ma
viceversa il progressivo indebitamento sia pubblico che privato.
Attualmente la legittimazione dell’azione politica
può derivare solo dall’impegno finalizzato ad
affrancare la popolazione dalla schiavitù, sempre
più strisciante ed opprimente, attuata dalla fabbrica del
debito, qual è l’azione combinata della funzione
bancaria e monetaria, nelle diverse articolazioni ed a tutti i livelli,
nella più assoluta indifferenza di tutto
l’apparato politico.
Tutto ciò continua ad avvenire attraverso le
diverse subdole azioni lobbistiche nei confronti dei compiacenti
apparati politici, le quali finiscono per condizionarne le scelte, con
la conseguenza che finiscono per essere usati parassitariamente per i
propri scopi, governi nazionali, governanti, singole persone ed
istituzioni con la soppressione della libertà di tutti noi.
La leva e lo strumento principalmente usato per il
condizionamento dell’intera società,
dell’intero mercato e dell’intero apparato
produttivo, è proprio quello bancario e monetario,
specialmente in sede di emissione monetaria, dolosamente sottratta alla
funzione pubblica, con il coinvolgimento dell’intero apparato
bancario.
Per comprendere definitivamente le conseguenze e le
implicazioni, negative o positive, che si determinano in campo politico
e sociale, mediante l’utilizzo appropriato o distorto della
funzione monetaria, è opportuno comprendere per poter
rispondere correttamente alle due classiche domande:
1 ) chi è il proprietario della moneta al momento
della sua emissione, se della comunità che la utilizza o
delle banche centrali.
2 ) qual è l’ordine di grandezza del
danno medio, che ne subisce la comunità nazionale derivante
dall’indebita appropriazione del signoraggio monetario, da
parte del sistema bancario e monetario nazionale ed internazionale.
La risposta corretta a queste due semplici quesiti, consente
per conseguenza, d’uniformare l’esatto indirizzo
che deve assumere la corretta azione e funzione politica.
Le due domande sopra citate sono per l’appunto
quelle rivolte dal Giudice del Tribunale di Lecce al proprio Perito
d’Ufficio nel procedimento incardinato da un privato
cittadino contro la Banca d’Italia per ottenere la
restituzione del signoraggio indebitamente incamerato dalla Banca
d’Emissione.
La perizia di parte DA ME EFFETTUATA in quel procedimento,
ne illustra sufficientemente metodi operativi, cause ed effetti
derivanti dalla truffaldina emissione monetaria, come viene tuttora
effettuata da società private, Banca d’Italia
prima, Banca Centrale Europea oggi, nella più assoluta
indipendenza e svincolate da qualsiasi forma di controllo politico o di
altro tipo.
La loro indipendenza arriva al punto tale che
insindacabilmente determinano a proprio piacimento il Tasso Ufficiale
di Sconto che loro stessi incamerano.
(in passato la quantità di fertilizzante per
ettaro di terreno veniva determinata dagli stessi consorzi che ne
vendevano il prodotto. Questa procedura è stata
precipitosamente abbandonata quando ci si accorse che con
l’eccesso di fertilizzante impiegato stavamo inquinando tutti
i mari)
La causa si è conclusa con la condanna della
Banca d’Italia, salvata poi come era prevedibile dalla
Cassazione la quale, non avendo potuto individuare possibili appigli
nel merito, ha dovuto ricorrere ad un’inesistente vizio di
forma in sede di notifica, sostenendo tra l’altro che la
magistratura ordinaria non può giudicare e sindacare il
comportamento dello Stato nell’esplicamento della sua
attività sovrana, come per l’appunto e quella
monetaria.
Si continua imperterriti a rastrellare dal mercato per
tasse, imposte e balzelli vari, somme sempre più rilevanti
che non ritornano sul mercato stesso sotto forma di servizi resi, per
finire direttamente nelle casse del sistema monetario e bancario a
pagamento degli interessi sul debito pubblico, nella misura da loro
stessi arbitrariamente stabilita, proprio su quel debito pubblico
fittiziamente creato in gran parte proprio dalla truffaldina emissione
monetaria. Proprio grazie a ciò l’indice di
povertà e d’indebitamento, sia pubblico che
privato, è in continuo e costante aumento, e così
sempre sarà sino a quando lo Stato non si sarà
riappropriato della sua sovranità monetaria..
Occorre rapidamente, una volta per tutte, interrompere
questa vorticosa spirale perversa
Domanda:
Ma se anche la Cassazione riconosce che la funzione
monetaria fa parte di quelle prerogative sovrane dello Stato,
perché la nostra politica non ci affranca da questa
situazione e continua a far subire ai privati cittadini, al mondo
produttivo ed allo stesso Stato le angherie e la tosatura da parte
delle privatissime attività bancarie e monetarie ???
S F
Tratto da: disinformazione.it
Questa è una pagina interna del sito web http://www.signoraggio.it che tratta il signoraggio e le sue conseguenze sociali.