In diretta alla MSNBC, durante il notiziario del mattino
«Morning Joe», che è anche un talk-show.
La giornalista presentatrice sbotta: «Vi devo delle scuse, ed
è per il pezzo d’apertura. Odio questa storia. E
credo che non dovrebbe essere la notizia
d’apertura».
Si tratta, come si saprà poi, degli ennesimi aggiornamenti
sulla vita di Paris Hilton «cambiata dal carcere».
E sotto gli occhi prima allibiti, poi sarcastici del co-presentatore,
Joe Scarborough, che è anche un ex parlamentare, la donna
strappa più volte i fogli che ha in mano, cerca di dar loro
fuoco, e alla fine li butta in una macchina sbriciolatrice.
«Complimenti, hai cambiato il mondo», le spara
velenoso Scarborough.
«Sì, almeno il mio mondo», replica lei.
Spiega che la notizia d’apertura, secondo lei, doveva essere
quella dei senatori repubblicani che, capeggiati da Richard Lugar, si
oppongono a Bush sulla guerra in Iraq.
«Ma il mio produttore non mi ha dato ascolto, ha voluto
mettere questa [la Hilton] in apertura».
La scena è diventata immediatamente un travolgente successo
su YouTube.
Vero è che la giornalista presentatrice, 40 anni, si chiama
Mika Brzezinski, ed è la figlia del celebre Zbig, del
Council on Foreign Relations - dunque anche in USA le figlie di
papà vanno in TV - ma sarebbe difficile immaginare la
signora Berlinguer fare lo stesso al TG3.
Secondo il sito Dedefensa, il fatto è
«significativo dello stato del ‘grandi
media’, del livello della informazione televisiva, del
livello culturale della nostra civiltà e del nichilismo che
guida spontaneamente il nostro sistema».
«Come si vede, non è nemmeno più
questione di propaganda o di ideologia, ma della tendenza sistematica
alla cretinizzazione (degli ascoltatori, ma anche dei giornalisti
presentatori di news), all’inebetimento e alla
normalizzazione ebete del pensiero. I motori di questa tendenza sono
altrettanto meccanici e sistemici e si chiamano
‘audience’, ‘profitto degli azionisti e
proprietari (anonimi o no) dei grandi gruppi mediatici’,
eccetera. Non è tanto un complotto universale cosciente, ma
una tendenza assolutamente meccanica verso un totalitarismo riduttore
di ogni pensiero critico e autonomo. Il potente conformismo del sistema
americanista (che influisce tanto fortemente sulle elites dei media in
Europa) ha il suo posto nel processo di cretinizzazione,
perché formatta le psicologie delle elites prima ancora di
influire sul pubblico».
Considerazioni intelligenti, che si ha voglia di sottoscrivere:
l’istupidimento collettivo televisivo come il
risultato non già di un complotto, ma di un
«sistema meccanico» impersonale che va per conto
suo verso il peggio, rievoca con forza le «strutture di
peccato» di cui parlò Papa Woytjla.
Queste «strutture» che sono ormai consolidate
dovunque, anche nella politica corrotta, nell’amministrazione
inefficiente, nel conformismo sub-ideologico, fanno
sì che una infinità di persone solo mediocri,
anche non attivamente cattive, anche intellettualmente oneste e
coscienti del male prodotto, collaborino ad esse (e al male) senza
sforzo né responsabilità personale.
E’ lo stesso meccanismo tante volte denunciato invano per i
lager, dove lavorava «brava gente».
Il nostro lager è multiforme, scemo, allegro e spettacolare,
nemmeno si nasconde ma va in prime time.
E’ il lager totale, che non ha nemmeno bisogno del filo
spinato.
Perciò viene voglia di congratularsi con Mika Brzezinski,
che si ribella in diretta alla «gerarchia di
notizie» di Cretinopoli, a Paris Hilton prima della protesta
dei repubblicani contro Bush.
Si ha voglia di incidersi nel cuore la sua frase: «Non ho
cambiato il mondo, ma ho cambiato il mio», come un programma
di vita esemplare.
E viene spontaneo vedere nel fatto uno dei tantissimi episodi di
insubordinazione corpuscolare che avvengono sotto i nostri
occhi in Italia, a scuola, sulle piazze, nell’occupazione dei
binari come nelle finte malattie degli insegnanti e degli infermieri:
dove nessuno obbedisce più a nulla, perché il
potere di chi comanda è sentito illegittimo e radicalmente
disonesto.
Viene da sognare che questi atti possano ripetersi fino a scardinare
Cretinopoli e la sua struttura di peccato idiota.
Viene da spaventarsi alla prospettiva: l’anarchia
corpuscolare nascente da pura sfiducia e cinismo, disorganizzata e non
organizzabile, non costituirà in sé una
«struttura di peccato» ancora peggiore, uno
sfaldamento di ciò che resiste nel nichilismo puro?
Non si esaurirà in una galassia di bullismi sterili e
prevaricatori?
Non sarà la guerra di tutti contro tutti, senza fine e senza
sbocco, in cui consiste il ritorno alla barbarie?
Ma forse non è il caso di correre.
Forse, tutta la spontanea scena del talk show americano è
stata pre-ordinata e programmata.
Sì, Mika Brzezinski sembra davvero esasperata, si prende la
testa fra le mani, a tratti è sul punto di piangere.
Ma la vicinanza della macchina sbriciolatrice suscita un sospetto.
Forse anche la ribellione era in programmazione.
Forse, anche questo è stato simulato, come in fondo in TV
è simulato tutto.
Il sistema di Cretinopoli avrebbe celebrato così il suo
trionfo finale e la sua chiusura totale: è in grado di darci
tutto, anche il sogno della liberazione da se stesso.
Staremo a vedere, aspettiamo il seguito
In ogni caso, siate certi che ciò non avverrà in
Italia.
Pippo Baudo, 71 anni, presenterà un’altra volta
Sanremo.
Maurizio Costanzo, anni 70, ha un nuovo ricco contratto TV.
Madame Berlinguer è sempre lì, compostissima, a
leggere le veline del partito del nulla.
Maurizio Blondet
Tratto da: effedieffe.com
Questa è una pagina interna del sito web http://www.signoraggio.it che tratta il signoraggio e le sue conseguenze sociali.