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Possibili reati nel sistema del signoraggio privato



Nel modo più puramente accademico e astratto, possiamo a questo punto tirare le somme e chiederci se sarebbe ravvisabile qualche reato nel sistema monetario e bancario che abbiamo analizzato nei capitoli precedenti.


Parliamo ovviamente in astratto, ma se ci fosse un procuratore della repubblica un po' indipendente e molto temerario, magari già in pensione, forse potrebbe sognare quanto segue, dopo aver visto, nel telegiornale della notte, le imprese dei suoi colleghi che hanno intercettato le curiose telefonate di qualche banchiere privato d'assalto con qualche personaggio istituzionale che non doveva nemmeno stare ad ascoltarlo.

"I reati più gravi inerenti al sistema monetario e bancario - inizia il sogno - sono quelli di eversione della costituzione, commessi col trasferire il potere sovrano a organismi privati.

Il peculato potrebbe ravvisarsi nel fatto che il governo fa pagare allo Stato il denaro emesso a costo zero da una banca privata, senza alcuna necessità, con danno per lo Stato e vantaggio per i banchieri privati.

Poi vi sarebbero il falso in bilancio delle Banche Centrali e la conseguente evasione fiscale. Infine, bisognerebbe contestare l'associazione a delinquere, trattandosi di una pluralità di reati commessi da una pluralità di soggetti organizzati al fine di commetterli.

È vero che questi comportamenti di reato vengono compiuti da molti anni senza che vengano perseguiti, ma ciò non impedisce di perseguirli ora, perché in materia penale non esiste la desuetudine delle norme.

È anche vero che è possibile che alcune delle persone che concorrono alla commissione di questi reati non siano consapevoli di come funziona il sistema e del fatto che ciò a cui collaborano è illecito, e che quindi non siano punibili perché in buonafede; ma i dirigenti delle banche e dei ministeri, i finanzieri, qualche ministro, non possono essere inconsapevoli di ciò che stanno facendo, perché è il loro mestiere.

Quindi possiamo aprire il fascicolo delle indagini preliminari, iscrivendolo per ora contro ignoti. Noi non sappiamo, onestamente, se i reati ipotizzabili sussistano davvero; e per fortuna non saremo noi a doverlo stabilire, perchè questo è il compito del tribunale. Per ora, vediamo in dettaglio che cosa dice la legge.

Attentato all'indipendenza dello Stato (art. 241 CP):

[I]. Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza dello Stato, è punito con l'ergastolo.

Questo reato potrebbe esser stato commesso da quei governanti che illegittimamente hanno donato la sovranità monetaria prima alla Banca d'Italia e poi alla BCE, e sottoponendo così la Repubblica al potere indipendente e sovrano di organismi privati e, il secondo, esterno alla Repubblica stessa.

Attentato contro la costituzione dello Stato (art. 283 CP):

[I]. Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni [90 Cost.].

Questo reato potrebbe esser stato commesso da quei governanti che illegittimamente hanno concorso a istituire il sistema di dominio della finanza privata sullo Stato.

Peculato (art. 314 CP);

[I]. Il pubblico ufficiale [357] o l'incaricato di un pubblico servizio [358], che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da tré a dieci anni.

Forse commesso da funzionari e ministri col donare soldi dei cittadini alle Banche Centrali in cambio di denaro il cui valore è dato dai cittadini e non dalle Banche Centrali".

Ma canta il gallo e il sole del debito pubblico sale sempre più luminoso e dorato in cielo, e qui finisce il sogno del nostro magistrato. Il fascicolo delle indagini preliminari non è mai esistito.

Non ha fatto nemmeno tempo ad affiorare alla sua mente l'idea che tutti i bilanci delle banche, e soprattutto quelli delle Banche Centrali, siano forse falsi, e ancor meno gli è venuto il dubbio l'art. 416 bis del Codice Penale, sul reato di Associazione di tipo mafioso, che dice:

"[I]. Chiunque fa parte di un'associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da tre a sei anni.
     
 [II]. Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l'associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da quattro a nove anni.

 [III]. L'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte [628 comma 3 n. 3] si avvalgono [629-bis] della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per se o per altri ovvero alfine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a se o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.
    (...)

 [VI]. Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei commi precedenti sono aumentate da un terzo alla metà.

 [VII]. Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca [240 com­ma 2] delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l'impiego (3).

[VIII]. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla camorra e alle altre associazioni, comunque localmente denominate, che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso".

    Tratto dal libro “€uroSchiavi” di Marco Della Luna e Antonio Miclavez, Arianna Editrice

Marco Della Luna, avvocato e saggista, studioso di politica economica, è già autore di Le Chiavi del Potere - L'arte di legittimarsi con l'illegalità (Koinè Nuove Edizioni 2003) e di numerosi articoli.

Antonio Miclavez, medico, imprenditore e docente universitario. Autore di numerosi articoli scientifici e divulgativi, soprattutto sulla tossicità di tarmaci e terapie convenzionali.



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