10 agosto 2007
Stiamo assistendo al grande colpo di mano della casta politica, che rappresenta se stessa, gli amici e i suoi padroni, e laddove mai nella storia della Repubblica si è visto un provvedimento legislativo che riguardi gli interessi economici del popolo, perché dovrebbe esserlo questo?
La prossima rapina dell’oro ricorda l’evento del 15 agosto 1971, quando il presidente Nixon decretò la fine della convertibilità dei dollari in oro in seguito all’energica richiesta di convertibilità da parte dei paesi arabi produttori di petrolio pena la sospensione delle forniture, creando le premesse per il periodo denominato “austerity” degli anni a seguire.
Le riserve auree USA non sarebbero state sufficienti a convertire un decimo dei biglietti verdi emessi dalla Federal Reserve, unica valuta convertibile dopo i trattati di Breton Woods del 1944.
Il denaro emesso dalle banche centrali occidentali dal 1971 è ufficialmente semplice carta colorata che viene accettata dal popolo con la minaccia delle armi, e che acquisisce il proprio valore dal lavoro, dal sudore di chi, appunto il popolo, fa uso di questa carta straccia.
Nixon disse: “se non vi piace è cosi comunque” ed iniziò un periodo di tensione mondiale fra Usa e URSS: puntarono i missili nucleari, rischiammo la catastrofe, e i paesi produttori intimoriti, riaprirono i rubinetti e accettarono oltre alla carta colorata (dollari) anche titoli di debito pubblico USA con scadenze decennali. Il popolo americano iniziò a vedersi ridurre lo stato sociale, infatti tale popolo risulta il più indebitato del pianeta e i paesi produttori si ritrovarono in guerre mai desiderate ma necessarie alle 2 superpotenze per renderli succubi e bisognosi di armamenti sempre più moderni e quindi sotto il controllo dei potenti banchieri padroni delle oil company.
Ancora oggi in questi stati non vi è pace, in altri aleggia lo spettro della guerra.
I nostri governanti, sia di destra che di sinistra, ci hanno imposto le privatizzazioni come la migliore cura al male del debito pubblico, ma in seguito a delle vere e proprie rapine dei settori strategici della Repubblica, il debito pubblico non è diminuito, anzi è raddoppiato!
Pochi sanno che il popolo italiano ha ancora una ricchezza da usurpare mediante la lurida mano politica: secondo le stime di un quotidiano la Banca d’Italia custodisce (duemilaquattrocentocinquantadue) 2.452 tonnellate di lingotti d’oro nei suoi forzieri, per un valore di 40,458 miliardi di euro. Quotazione 16,5 euro al grammo oro 24k.
La casta politica vuole farci passare l’ennesima rapina come buona e giusta - perché di vera rapina si tratta - come una scelta obbligata per ridurre il debito pubblico, nonostante moltissime persone abbiano preso coscienza che il debito pubblico è la colossale truffa generata dal signoraggio, ossia: prestare allo stato banconote garantite dal nulla al valore nominale in cambio di titoli di Stato, che dal mio punto di vista e non solo sono cambiali firmate dal popolo, che paga e pagherà con i prelievi fiscali. Lo stato giustifica questi prelievi con l'esigenza di garantire i servizi ai cittadini. Se così fosse dovremmo vantare i servizi migliori al mondo invece con i nostri soldi si arricchisce la casta che ci ha indebitati (politici & banchieri), e si crepa negli ospedali per patologie diverse da quelle che ne hanno giustificato il ricovero.
Una goccia nel mare… Pensare che svendendo l'oro si ridurrà il debito pubblico è falso (vedi privatizzazioni) siamo alla follia estiva, non si avrà alcun effetto tranne che impoverirci ulteriormente a vantaggio dei politici e loro amici banchieri, tant'è che il debito pubblico è inestinguibile per natura, infatti, il debito è gravato da interessi decisi autonomamente dal prestatore di banconote - chiamarlo strozzino sarebbe corretto.
Il denaro per pagare gli interessi non esiste, (non è stato prodotto) quindi per pagare questa cazzata di debito pubblico, essendo una truffa, i politicastri non fanno altro che indebitare il popolo ulteriormente, infatti ad ogni emissione di Titoli di Stato vi è il prestito erogato allo Stato dalla Banca d’Italia Spa.
Gentili lettori, mi dispiace, ci troviamo in guerra dal 1992 dopo il famoso meeting sul panfilo Britannia di sua Maestà del 2 giugno; la guerra per adesso è economica, contro ognuno di noi, non può essere diversamente, altrimenti non si spiega perché i politicastri che hanno permesso e voluto tutto questo, sbraitando in ogni dove ottenendo la privatizzazione di ogni bene comune, oggi vogliono mettere le loro luride mani nei caveau per rapinare l'oro del popolo. Quando sentiamo la parola “privatizzazione” convertiamola in “rapina”: privatizzare, per quanto ci riguarda è sinonimo di rapinare i cittadini, con la complicità dei media che li distraggono, mostrando loro tette sulle spiagge assolate, i roghi estivi molto sospetti, gli sbarchi di clandestini, le presunte evasioni fiscali di Valentino Rossi. L’importante è che non si vedano le manovre della casta, sempre più ricca, sempre più potente e sempre più mafiosa.
Quelle rare volte in cui i media parlano - molto sbrigativamente – di economia e delle scelte economiche dei “camerieri dei banchieri”, non riportano con esattezza le cose. Ad esempio, sulla vendita della riserva aurea di Bankitalia, sembrano suggerirci che l’oro le appartenga e non sia nostro. Quest’oro Bankitalia lo custodisce e per questo servizio di custodia viene pagata dallo Stato, come ogni cittadino titolare di una cassetta di sicurezza paga il servizio di una qualsiasi banca commerciale; in questo caso Bankitalia fornisce un servizio alla Repubblica Italiana, i cittadini sbracati sul divano non elaborano la notizia e dimenticano immediatamente il problema alla vista del frivolo servizio giornalistico successivo.
Il nostro oro potrebbe permetterci un’emissione di denaro di Stato a “sovranità monetaria” garantita, sganciandoci dal cappio dell’emissione di denaro a debito di Bankitalia Spa.
Dal bilancio della Banca d’Italia del 2006 rilevo in circolazione 105.519.190.400 di euro, quindi posso ipotizzare un’emissione di biglietti di Stato da parte della Repubblica Italiana, ritornando alle lire inizialmente parallele all’euro, una vera moneta con garanzia aurea. Naturalmente ipotizzare di uscire dall’euro ritornando alla lira italiana presuppone l’esclusione della Banca d’Italia che, essendo banca e soprattutto privata, non farebbe certo gli interessi dello Stato ma dei suoi azionisti, quindi il popolo con forza dovrebbe disconoscere la casta politica attuale e riconoscere il debito pubblico come illegittimo essendo frutto della truffa del signoraggio sulle banconote garantite dal nulla, portatrici di povertà.
Solo la massa critica dell’opinione pubblica può portare questo epocale cambiamento.
Ovvio che ci verrà detto dal politicastro economista che uscendo dall’euro, la nostra eventuale lira non avrà futuro, prospettandoci un crollo valutario del tipo Argentina: queste affermazioni terroristiche giovano al sistema attuale, sono falsità ed occorre la forza, il risveglio, di tutto il popolo italiano, altrimenti il crollo del tipo Argentina lo vedremo davvero e molto presto.
1936,27 lire fu il costo che pagammo per la conversione, questo ci impoverì del 50% di colpo il 1 gennaio 2002 e naturalmente nessun politico si assunse le responsabilità, anzi ne addossarono la colpa agli avidi commercianti – ma anche lo Stato aumentò le tariffe, più precisamente le raddoppiò! Prendiamo spunto dalla colossale somma di euro in circolazione dichiarata nel bilancio da Banca d’Italia (che è molto vicino alla somma del debito pubblico), somma necessaria al mercato italiano, la riconvertiamo in lire, per ottenere la cifra del denaro necessario al passaggio da moneta marcia a moneta sana: avremmo quindi la necessità di produrre biglietti di Stato per un valore nominale di lire 204.313.642.795.808 che potremmo dividere per 2452 tonnellate d’oro ottenendo 83.325 lire garantite da un grammo d’oro (pensate voi che tra un anno l’oro non arriverà a 43 euro al grammo? Io credo di si e forse anche di più, ecco perché ce lo vogliono rapinare!)
Così, io vedo la sovranità monetaria che solo con la forza del popolo tutto possiamo ottenere! Con del denaro nostro possiamo riportare nel paese tutte le aziende che sono fuggite all’estero, le nostre esportazioni aumenteranno il benessere e il lavoro sarà garantito, la politica dovrà subire un cambiamento verso la democrazia diretta, come ad esempio la Svizzera paese con sovranità monetaria e democraticamente fuori dell’Unione Europea.
L’Unione Europea rappresenta la reincarnazione dell’U.R.S.S. immediatamente dopo aver abbattuto il muro di Berlino abbiamo permesso ai burocrati di edificare un muro invisibile e più subdolo “Il Muro di Maastricht”.
Gli economisti della casta politica sono al servizio dei grandi ladroni, diversamente non si spiega questa guerra economica a colpi di rapine, nessun politico rappresenta gli interessi del popolo italiano, è dimostrato dal fatto che l’opposizione non farà cadere il governo finché non sarà maturato il periodo legale per percepire la pensione di parlamentare, nessun politicastro prenderà posizione nell’interesse dei cittadini nel caso questa non combaci con le direttive del suo gruppo parlamentare. Soprattutto in questo caso - qui si parla di ORO non di carta straccia ed il nobile metallo garantisce la ricchezza più “vera”, anche nel caso del peggior conflitto bellico.
Le borse iniziano a crollare in tutto il mondo, il crack è imminente, questo sistema monetario è marcio, perché basato sul debito e mai come oggi si rilevano le insolvenze: se il denaro per i debiti non c’è, o lo si falsifica o ci si indebita ulteriormente.
Con il sistema attuale possiamo aspettarci, e non sono l'unico ad affermalo, una crisi del tipo “1929” con conseguenze peggiori. Desidero evitarlo e il modo c’è, bisogna informare più concittadini possibile.
Se condividete il mio pensiero sapete che gli strumenti li abbiamo e siamo noi stessi.
Siamo in guerra!! O si combatte o si viene massacrati, non aspettate che sia troppo tardi!
Da cittadini sovrani a debitori morti di fame? No Grazie!
Giovanni Sandi
Questa è una pagina interna del sito web http://www.signoraggio.it che tratta il signoraggio e le sue conseguenze sociali.