Ciampi ai partner: " Porteremo vitalita "
--------------------------------------------------------------- VERSO MAASTRICHT - 2 / Il ministro: grazie per aver preferito una moneta unica "larga". Elogio a Bankitalia: presidio di democrazia Ciampi ai partner: "Porteremo vitalita" "Il Dpef insistera' sull'occupazione". Prodi: il documento in consiglio dei ministri il 17 aprile ROMA - I fautori della "fase due" e' bene sappiano che "risanamento e sviluppo sono due facce della stessa medaglia". Al governo tedesco, "che e' stato abbastanza lungimirante da preferire un euro largo a uno ristretto", invia un grazie. E un grazie va anche, con un filo di commozione, alla Banca d'Italia, che in tutti questi anni e' stata "presidio di democrazia", per i servigi resi al Paese. Carlo Azeglio Ciampi strappa applausi al convegno organizzato dai Democratici di sinistra su "L'euro e le politiche per lo sviluppo e l'occupazione". Un lungo applauso in particolare alla fine del suo intervento, quando il ministro dell'Economia ha detto con orgoglio che "l'Italia entra a testa alta in Europa, portandovi una stabilita' e una vitalita' superiore a quelle di tanti Paesi". Eppure, di fronte a una platea a maggioranza ulivista (in sala erano presenti Massimo D'Alema e Walter Veltroni, Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco, Fabio Mussi e Laura Pennacchi, accanto al commissario europeo, Mario Monti, e ad economisti indipendenti come Francesco Giavazzi, Luigi Spaventa e Giacomo Vaciago), Carlo Azeglio Ciampi ha concesso pochissimo alla logica tradizionale delle politiche per lo sviluppo, molto invece ai benefici della moneta unica e del risanamento ad essa collegato. Il ministro dell'Economia ha detto, e' vero, che il Dpef "insistera" sul tema della occupazione. Il Documento di programmazione triennale sara' in consiglio dei ministri il 17 aprile - lo ha annunciato ieri da Londra il presidente del Consiglio Romano Prodi - e prevede "un piano di investimenti in infrastrutture", ma soprattutto "il sorgere di una nuova imprenditorialita' nel Mezzogiorno e incentivi alla formazione". Ciampi considera cruciale anche "battere la criminalita" e "creare un clima di fiducia" tra la gente del Sud; una operazione, questa, di proporzioni "enormi". Altri stimoli allo sviluppo verranno poi dalla gestione "attiva" del Patto di stabilita' e crescita che Ciampi ha proposto martedi' a Parigi al suo omologo francese Dominique Strauss Kahn ottenendone l'appoggio. L'idea qui e' di fare del Patto il foro di concertazione delle politiche economiche, non un puro strumento di monitoraggio fiscale. Risanamento e sviluppo restano tuttavia nell'ottica dell'ex governatore di Banca d'Italia, che fa di giorno in giorno sempre piu' proseliti, un binomio inscindibile. L'epoca dei cicli economici che alternano fasi di ripresa a periodi di recessione e' finita, secondo Ciampi. Che cita il 1997, anno di forte riduzione del deficit in Italia, ma anche di avvio della ripresa. "Abbiamo realizzato - ha spiegato il ministro dell'Economia - la piu' grande redistribuzione del reddito che si ricordi: in cinque anni abbiamo spostato 120 mila miliardi. "L'onere per interessi sul debito era al 12 % , e' sceso al 9,5 % e arrivera' al 6 % nei prossimi anni". Ancora, sui benefici dell'Unione monetaria, il ministro dell'Economia ricorda che il solo fatto di avere creato una moneta unica, moneta "che in futuro potra' godere dello stesso potere di signoraggio del dollaro", e' un fattore di crescita. Di questo, ha detto Ciampi, bisogna essere grati ai tedeschi che hanno sacrificato il marco sull'altare dell'euro. Ma altri vantaggi verranno dal processo di unificazione. Mercato unico, ha precisato Ciampi, significa infatti "comunione di istituzioni, armonizzazione fiscale, un diritto societario europeo, il superamento progressivo della sovranita' nazionale insomma". Nel discorso del ministro ha colpito poi il pubblico ringraziamento alla Banca d'Italia: "Ho passato 47 anni in questa istituzione, se tutto il Paese avesse funzionato come lei, molti problemi sarebbero stati gia' risolti". Intanto ieri il consiglio dei ministri ha licenziato la Relazione sulla situazione economica del Paese. Crescita del pil (prodotto interno lordo) dell'1,5 % , spinta dai consumi privati ( + 2,4 % ), un andamento degli investimenti contenutissimo ( + 0,6 % ), un tasso di inflazione dell'1,7 % , ma anche un aumento del tasso di disoccupazione, arrivato al 12,2 % . Sono queste le cifre principali della Relazione per il '97 che conferma per la finanza pubblica "risultati migliori di quanto previsto dagli obiettivi fissati", con un rapporto indebitamento delle amministrazioni pubbliche su Pil del 2,7 % . Un risultato reso possibile, sottolinea la relazione, grazie "al notevole ampliamento del surplus primario, che ha raggiunto il 6,8 % del pil" grazie "ai consistenti interventi correttivi operati nel corso dell'anno e al monitoraggio settoriale sui flussi di cassa". Un contributo positivo e' venuto anche dalla riduzione della spesa per interessi, scesa a 9,5 % sul Pil.
Cecchini Marco .
Pagina 21 (4 aprile 1998) - Corriere della Sera
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