LIBANO - «In Libano i civili verranno sterminati senza alcun
umano rispetto in quanto gli israeliani stanno testando, nella caccia
agli uomini di Hezbollah, un sofisticato sistema di intercettazioni
delle comunicazioni e di identificazione degli impulsi delle fonti
elettroniche che consentirà in poche settimane lo sterminio
della fazione armata nemica, che non immagina di essere la cavia di una
tale terribile sperimentazione».
Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del
Senato ed esponente di Italia dei Valori.
«Questi sistemi di intercettazione, uniti a una brillante
attività di intelligence, faranno sì che
l'esercito israeliano chiuda la partita con il movimento Hezbollah - ha
continuato - ma il fatto che le comunicazioni provengano spesso da
edifici abitati da civili non fermerà la furia di Israele,
che ha messo in conto uno sterminio necessario, ma
inevitabile».
«La vita di un militante del partito di Dio nei calcoli di
Tel Aviv può valere decine di vittime civili. Non
è un caso che non sia stata ancora accettata la tregua
umanitaria proposta dall'Unione Europea e dalle Nazioni Unite - ha
sottolineato l'esponente di Italia dei Valori - in quel caso, il
corridoio umanitario rischia di impattare contro la strategia di
Israele, che mira a estirpare Hezbollah e non può
permettersi fughe di terroristi dal teatro delle operazioni. Lasciare
che Israele guadagni tempo per pianificare questa strage che
avrà migliaia di vittime civili, tra cui donne e bambini,
è un atto di negligenza contrario ad ogni buonsenso e che
peserà sulla coscienza di coloro che hanno temporeggiato
inutilmente».
Questa affermazione è stata diffusa dall'agenzia Apcom il 4
agosto.
E' credibile?
In Libano è in corso un esperimento con le vite umane
innocenti?
L'eccesso di morti tra i civili è il prezzo che Israele paga
volentieri per mettere a punto e affinare un sistema nuovo e
sofisticato di intercettazione e identificazione?
Mi pare che una conferma indiretta di questo sospetto venga da un'altra
informazione, pubblicata sull'Observer di Londra (1): piloti israeliani
«mancano» deliberatamente bersagli
perché non si fidano dell'intelligence che ricevono dai loro
comandi.
Quei bersagli, identificati dai comandi come installazioni e roccaforti
Hezbollah, per i piloti non sono che abitazioni di civili.
Il giornale britannico dà voce a Yonatan Shapiro, un ex
pilota di elicotteri d'assalto Blackhawk che dal 2004 è
diventato un «refusenik», rifiutandosi di colpire
civili.
«Alcuni piloti di F-16 mi hanno detto», riferisce
Shapiro, «di aver tirato a fianco dei bersagli temendo che
lì ci fosse gente comune, e perché non si fidano
più di quelli che forniscono loro le coordinate dei
bersagli».
E ha dato un esempio: «Un pilota ha ricevuto l'ordine di
colpire una casa su una collinetta, da cui si presumeva gli Hezbollah
lanciassero le kathiushe. Ma lui ha temuto che ci fossero dei civili
nella casa, ed ha sparato di lato».
Meron Rappaport, ex direttore di Haaretz, ha detto: «Un capo
squadriglia con cui ho parlato ha ammesso che le informazioni che
riceve in volo sono spesso fallaci. Le prove usate per decidere se
sparare su automezzi sono spesso 'circostanziali', nel senso che se
c'è gente nelle aree che le forze israeliane hanno avvertito
di evacuare, si assume che questi rimasti siano Hezbollah…ma
le organizzazioni umanitarie dicono che molta gente non è
partita perché non può, perché
è pericoloso viaggiare sulle strade a causa degli attacchi
dell'aviazione».
L'attentato alla stazione di
Haifa: danni visibili irrisori, 7 morti arabi su 8.
Queste dichiarazioni collimano con la denuncia di De Gregorio: si sta
usando un nuovo sistema sperimentale, che va verificato sulle cavie
umane e messo a punto sulla loro pelle.
I piloti, dopo le stragi dei primi giorni, non se ne fidano.
E trovano che c'è qualcosa di strano.
Evidentemente, anche loro colgono l'aspetto illusionistico di questa
«guerra» (a senso unico), l'elemento di finzione
artificiosa e orwelliana che l'ha caratterizzata fin dal principio, fin
dall'evidente sproporzione tra il casus belli (la cattura di un paio di
soldati) e l'enormità della devastazione di rappresaglia.
Molti piloti, e anche parte dell'opinione pubblica israeliana,
domandano ormai ad alta voce com'è possibile che su Israele
piovano tutti quei missili e razzi Hezbollah, dopo settimane di
offensiva. L'Observer cita un ministro israeliano anonimo:
«Dopo tutto quel che ci costa l'armata, i risultati sono
questi?».
E cita poi un «ben ammanicato esperto israeliano»:
«Se abbiamo una così buona intelligence sul
Libano, come mai non scopriamo i nascondigli dei missili e le rampe di
lancio? E se non localizziamo quelli, com'è che decidiamo
che una casa è un rifugio Hezbollah?».
Costoro possono non essere informati che il loro esercito sta
conducendo un esperimento segreto, sta provando nuove armi e mezzi di
identificazione, armato soprattutto della sua ideologia razzista. Per
il Quarto Reich gli arabi sono sotto-uomini, usabili come ratti da
laboratorio per poter affinare il sistema.
Sempre più sospetto è il mistero dei razzi
Hezbollah che cadono in quantità sul territorio israeliano
nonostante gli Hezbollah siano sotto attacco e probabilmente alle corde.
Il mortaio
israeliano con acquisizione elettronica del bersaglio
Questi razzi sono «kasher», ironizza un sito
americano: guarda caso, uccidono, in Israele, soprattutto arabi. (2)
Come Rabbia e Mahmoud Taluzi, due fratellini di Nazareth di 3 e 7 anni:
giocavano nel cortile e sono stati colpiti da una kathiusha.
O come Habib Awad, falegname, arabo cristiano di 48 anni, incenerito da
un razzo.
Un razzo ha colpito una moschea in Galilea ferendo gravemente un arabo.
Nella cittadina araba di Maghar, un altro missile Hezbollah ha
ammazzato una ragazzina.
Razzi su razzi Hezbollah sono piovuti su altre tre cittadine
arabo-israeliane nel nord.
Il 16 luglio, un razzo «Fajir» (made in Iran) ha
ammazzato otto lavoratori ferroviari ad Haifa: solo uno degli otto ha
ricevuto un funerale ebraico.
Le foto dei danni - che appaiono minimi - non collimano con
l'esplosione di un missile che porta nella testata 250 chili di
esplosivo, e che pesa 3 tonnellate: non c'è nemmeno un
cratere, nemmeno piccolo.
I danni invece sono congruenti con tiri di mortaio; e il sito pubblica
la foto di un mortaio israeliano avanzato, con puntatore laser,
proiettile ad auto-propulsione e acquisizione elettronica del
bersaglio, e gittata di ben 7 chilometri: è prodotto dalla
israeliana Soltam. (3)
Questa sì è un'arma di grande precisione
chirurgica.
Gli «israeliani colpiti da razzi Hezbollah» sono
quasi tutti arabi: una bella precisione, appunto. Cavie umane.
Maurizio Blondet
Note
1) Inigo Gilmore, «Israeli pilots deliberately miss
targets», Observer, 6 agosto 2006.
2) «Hezbollah's kosher rockets: they only hit
arabs», Cytations.blogspot.com, 3 agosto 2006.
3) Si consulti il sito della Soltam per le caratteristiche del
mortaio
CARDOM da 120mm: «Autonomous self propelled recoiling mortar,
mounted on tracked or wheeled vehicles, offers significant advantages
in fast deployment, accuracy, area coverage, tactical mobility,
flexibility and survivability. It achieves ranges of up to
7,200m. The CARDOM contains state of the art navigation
& command control and communication devices, offering the
infantry and mortar commander unique enhanced operational capabilities
of quick response time and automatic laying features. The firing
control system enables first round for effect, to achieve enemy
surprise and enhanced lethality».
Tratto da: www.effedieffe.com
Questa è una pagina interna del sito web http://www.signoraggio.it che tratta il signoraggio e le sue conseguenze sociali.