Prova e riprova, tenta e ritenta, correggi la Finanziaria
qua, cambiala di nuovo là, Prodi, Visco e Padoa-Schioppa
sono riusciti a inventare la tassazione regressiva.
Tale è infatti l’aggravio del bollo
auto, aggravato in base all’età delle macchine:
chi ha l’auto nuovissima E-4 ed E-5 paga come prima; chi ha
la E-3 paga di più, e ancor più chi ha una E-2,
moltissimo chi ha la E-1.
Insomma sono colpiti gli italiani che hanno auto vecchie
più di quelli che si possono permettere l’ultimo
modello; puniti quelli che si tengono l’auto da dieci anni, e
non certo per piacere ma per necessità; premiati quelli che
hanno i mezzi per cambiarla spesso.
Tassazione regressiva: che torchia più
crudelmente chi ha i redditi più bassi.
E pensare che un tempo il cavallo di battaglia della
sinistra era la «progressività»
dell’imposizione fiscale.
Per questo si sono sempre opposti alla tassazione puramente
proporzionale, ad aliquota unica, detta «flat tax»:
con la motivazione che un prelievo del 30 % per chi denuncia 200 mila
euro l’anno come per chi ne denuncia 10 mila, è
ingiusto.
Chi guadagna di più deve contribuire
più che in proporzione: «giusto»
è che chi ha 200 mila euro annui paghi il 30 %, e chi ne ha
solo 10 mila paghi, magari, il 12 %.
Per questo la sinistra si è opposta, anzi ha
deriso, la proposta di «flat tax» (proporzionale e
non progressiva) promessa da Berlusconi (altra promessa non mantenuta,
del resto).
La cosiddetta sinistra non si è mai lasciata
convincere dalla teoria, comprovata nei fatti dalla
fiscalità americana, che una tassazione modesta e uguale per
tutti accresce anziché diminuire il gettito fiscale,
perché disincentiva l’evasione e
l’elusione.
Ha sempre schernito la «curva di
Laffer», la quale dimostra come il gettito diminuisca con
l’aggravarsi progressivo delle aliquote, per diventare zero
quando le aliquote sono altissime e predatorie.
Per loro, questo era un mito: anche se ne hanno sotto gli
occhi la prova in Italia, dove - sono loro a dirlo, strepitando - solo
l’1% dichiara più di 150 mila euro
l’anno, cifra colpita dall’aliquota del 43 %.
I veri ricchi che guadagnano dieci o cento volte tanto, sono
numerosissimi: ma guarda caso, chi ha mezzi ragguardevoli ha anche i
mezzi - legali e di elusione - per sottrarsi alle aliquote predatorie.
Alla sinistra basta gridare che c’è
«l’evasione fiscale».
E lanciare slogan come «anche i ricchi
piangano».
Poi, con le finanziarie alla Visco, provvedono a far
piangere non i ricchi veri, ma i dipendenti agiati.
Però quest’aggravio del bollo auto in
base alla vecchiaia del veicolo supera tutte le precedenti trovate
della sinistra cosiddetta.
Sono diventati i Robin Hood al rovescio di cui si credeva
impossibile l’esistenza, quelli che rubano ai poveri per dare
ai ricchi.
Nemmeno una dittatura di plutocrati reazionari ha mai osato
imporre tasse regressive come questa. Loro sì.
E così è dimostrata in modo definitivo
che cos’è la «sinistra» oggi:
una dittatura di plutocrati burocratici ed idioti. I miliardari di
stato.
Del resto, l’ho sentito dire a Rai3, a tutte
lettere, da un giornalista del Manifesto, che mi pare si chiami Loris
Campetti.
Ad un ascoltatore che si lagnava del governo Prodi, questo
Campetti ha detto (cito a memoria): caro signore, lei deve sapere che
gli operai e in genere la classe lavoratrice, specie del
Nord, non hanno votato per le sinistre ma per il Polo.
«Chi ha salvato questo governo» (ha
detto proprio così) sono stati gli insegnanti, i magistrati,
gli statali, e l’appoggio di Confindustria e delle grandi
banche; ed ora, questi passano a riscuotere il credito…
Un’ammissione lucida di cui va dato atto ad una
bocca di sinistra: «sinistra» è il nome
santificante che si sono date le oligarchie parassitarie e i poteri
forti uniti in blocco di potere.
Magari, una maggiore lucidità doveva prendere
atto del tradimento profondo della democrazia che si configura con
questo governo.
E’ accaduto che i partiti di sinistra, abbandonati
dal «loro» popolo e dal loro elettorato storico,
anziché mettersi in liquidazione, si sono trovati un altro
«elettorato», le oligarchie, le corporazioni e le
lobby parassitarie.
Come nella battuta di spirito di Brecht: il governo
insoddisfatto del popolo, ha sciolto il popolo.
La tassazione regressiva è appunto il corollario
del rovesciamento brechtiano.
Il governo «di sinistra», saldo al
potere grazie a Confindustria, banche e grand commis, punisce
l’elettorato lavoratore che non ha votato per lui, lo punisce
super-tassandolo.
La cosa ha aspetti grotteschi, se non fossero tragici.
Con uno sforzo supremo, quasi si togliesse il pane di bocca,
il regime delle oligarchie parassitarie ha alzato il reddito esente da
prelievo tributario, ridicolmente chiamato «no tax
area».
Prima, erano esenti da tassazione coloro che denunciavano
meno di 7.500 euro l’anno.
Oggi, è esente chi ha fino a 7.750 euro
l’anno.
Siamo il solo Paese d’Europa che sottopone alla
torchia fiscale già chi guadagna meno di 700 euro mensili.
In Spagna, nel quadro della riforma fiscale «di
destra» che ridusse la progressività, Aznar
alzò l’area di esenzione a 24 mila euro annui.
Forse non a caso, l’economia spagnola va
abbastanza bene, quella nostra abbastanza male.
Ma è ovvio: chi percepisce 700 euro mensili non
può sottrarsi al dovere di contribuire ai lussi dai
Sardanapali di Stato e alle loro auto blù.
Decine di presidenti emeriti della Suprema Corte, migliaia
di magistrati, dozzine di governatori di regioni, presidenti di
provincia e loro consulenti ed amici e parenti aspettano da voi, ricchi
coi 700 euro, il loro mantenimento.
Voi con la vecchia utilitaria E-1, pagate di più
senza lagnarvi: mica pretenderete che Mastella o Padoa Schioppa si
paghino la E-5 di tasca loro.
Maurizio Blondet
tratto da: effedieffe.com
Questa è una pagina interna del sito web http://www.signoraggio.it che tratta il signoraggio e le sue conseguenze sociali.