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Human Right Watch: Israele criminale di guerra

04/08/2006

Le asserzioni di Israele su Hezbollah che si fa scudo dei civili? «Pura fantasia», dice Peter Bouckaert: «ho documentato uccisioni di civili in Kossovo, Irak, Afghanistan e Cecenia, ed ho visto attacchi contro siti militari che hanno condotto alla morte di civili. In Libano è tutta un’altra storia: Israele ha colpito abitazioni e auto senza che ci fosse alcun obbiettivo militare nelle vicinanze». (1)
Bouckaert è direttore di Human Right Watch (HRW).
Questa rispettata organizzazione non governativa ha appena diffuso un rapporto, frutto di constatazioni sul campo, dal titolo inequivocabile: «Fatal strikes - Israel’s indiscriminate attacks against civilianas in Lebanon».
Cinquanta pagine in cui si leggono atrocità deliberate.
«Le forze israeliane hanno sparato con aerei e artiglieria su decine di automezzi civili, spesso segnalati da bandiera bianca, che fuggivano dalla zona degli scontri». (2)
Il 15 luglio, sono stati così massacrate a sangue freddo 21 persone, di cui 13 bambini, che fuggivano da Marwahin, «e senza un Hezbollah né un’arma nelle vicinanze».
Il 17/7, ad Aitaroun, una bomba giudaica ha sterminato 11 civili, fra cui sette membri di una famiglia di cittadini canadesi di origine libanese in vacanza: «Ancora una volta, nè Hezbollah né armamenti in vista».
Il 19 luglio, 26 persone ammazzate in un bombardamento che ha «spianato un intero quartiere, e nessun segno che fosse un bersaglio militare».


Il 23 luglio, aerei di David mitragliano una colonna di decine di auto che scappavano dopo aver ricevuto dagli israeliani l’intimazione di evacuare immediatamente: almeno 7 morti, «e ancora una volta nessuna prova di un'attività militare nella zona».
Beckaert potrebbe continuare: «Ho il taccuino pieno di casi simili».
Del resto, nonostante le loro negazioni, sono i comandi stessi israeliani ad ammettere che non fanno differenza tra civili e combattenti.
Haim Ramon, ministro della Giustizia (sic) sionista ha sancito all’inizio del conflitto: «Tutti coloro che si trovano nel sud del Libano» dopo il volantinaggio che intima l’evacuazione «sono terroristi in relazione con gli Hezbollah».
Sicchè, commenta Bouckaert, se uno è troppo spaventato per scappare, malato, ferito o troppo povero per pagarsi un taxi che ti chiede mille dollari per portarti via, sei un terrorista e puoi essere ammazzato.
Del resto, aggiunge, ho visto cosa è successo a chi ha obbedito all’ingiunzione.
«Le strade sono seminate di auto civili devastate, parecchie ancora con la bandiera bianca pendente dal finestrino».
Israele ha dichiarato che quelle auto portavano armi.
«Israele si prefabbrica le scuse per giustificare i suoi omicidi di civili», replica il direttore di HRW.
Israele fa peggio.
Imbocca giornalisti servili a mentire suoi delitti.


Fra questi è da citare Toni Capuozzo, l’ex-lottacontinua che oggi lavora per la «5» e che scrive sul Foglio: a Qana, «Ci sono indizi di una tragica messa in scena Hezbollah». (3)
Qana è il posto dove sono stati massacrati da 30 a 60 abitanti, fra cui 16 bambini.
Capuozzo, che cita un «sito internet libanese» (di cui non dà il nome) ipotizza che «gli Hezbollah abbiano costruito una macabra messinscena, portando sul posto corpi già morti… e radunando nell’edificio bambini handicappati vivi».
Poi farfuglia di un palazzo caduto «per cedimento strutturale» e di «foto in posa», e di assenza di sangue nei corpi dei bambini; di cui fa notare la «rigidità cadaverica».
L’accusa è che i fotografi occidentali, anche della Reuter, che hanno documentato il massacro, abbiano «messo in posa» cadaverini e soccorritori: anche loro dunque «terroristi» e complici
degli Hezbollah.
Ora, varrà la pena di notare che Capuozzo non è stato a Qana.
Se ne sta in Israele, a descrivere le angosce di Haifa e a ricevere proposte di servizio dall’ufficio-stampa del governo.
Non è un testimone oculare, e ciò che dice non è farina del suo sacco, ma frutto delle «analisi» israeliane sulle foto che hanno fatto il giro del mondo.
E delle asserzioni del non identificato «sito web».
La scuola è quella di Fiamma Nirenstein de «La Stampa», secondo la quale anche l’assassinio
della famiglia palestinese Ghaliya, ammazzata circa un mese fa su una spiaggia di Gaza, sarebbe
un «falso» architettato dai palestinesi.


A Qana invece c’è stato Bouckaert di Human Right Watch, ha parlato con i sopravvissuti e i feriti.
E non ha visto segni di installazioni militari hezbollah.
I sopravvissuti hanno negato che ci fossero.
E alla fine anche gli israeliani hanno dovuto ammetterlo («C’erano, ma il giorno prima»).
«Colpiscano Hezbollah, ma non la gente. Altrimenti non è solo un errore, è un delitto. E i capi di Israele e i loro amici nel mondo devono essere chiamati a rispondere», dice Bouckaert: l’annuncio di una denuncia internazionale per crimini di guerra.
Anche se gli USA liquideranno la denuncia nelle sedi ONU, la cosa può avere seguiti sgradevoli per «i capi d’Israele».
Vari Paesi europei accolgono denunce per crimini e atrocità di guerra commessi all’estero, e già alcuni generali israeliani hanno rischiato l’arresto mentre sbarcavano, per vacanza e fare shopping, in Gran Bretagna, Spagna e Belgio.
Se avverrà, ai capi d’accusa bisognerà aggiungere la circostanziata denuncia di una ONG israeliana per i diritti umani, B’Tselem: nel villaggio di Beit Hanoun, sei palestinesi sono stati usati come scudi umani dai soldati di Giuda. (4)
Fra essi, tre bambini.
Gli occhi bendati e le mani legate dietro la schiena, i sei sono stati messi «a guardia» di una casa - la loro - che i soldati del Quarto Reich stavano perquisendo, sul pianerottolo: in caso di attacco di guerriglieri che sarebbero arrivati salendo le scale, i sei sarebbero stati i primi ad essere colpiti.


B’Tselem ha la documentazione esatta di questo fatto, coi nomi dei sei civili coinvolti.
E sostiene di avere le prove di diversi casi identici.
Tutto questo è l’effetto di un’educazione ebraica, che abitua i suoi figli e i suoi soldati a guardare agli «altri» come essere sub-umani.
Quarto Reich razzista.

Maurizio Blondet

Note
1) Peter Bouckaert, «For Israel, innocent civilians are fair game», International Herald Tribune, 4 agosto 2004.
2) «Right group slams Israel for bombing civilians», Reuters, 3 agosto 2006.
3) Toni Capuozzo, «Ci sono indizi di una tragica messa in scena di Hezbollah», Il Foglio, 4 agosto 2006.
4) Lucy Williamson, «Israelis accused of’human shields’ tactic», BBC, 25 luglio 2006.


Tratto da: www.effedieffe.com

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