Le asserzioni di Israele su Hezbollah che si fa scudo dei civili?
«Pura fantasia», dice Peter Bouckaert:
«ho documentato uccisioni di civili in Kossovo, Irak,
Afghanistan e Cecenia, ed ho visto attacchi contro siti militari che
hanno condotto alla morte di civili. In Libano è tutta
un’altra storia: Israele ha colpito abitazioni e auto senza
che ci fosse alcun obbiettivo militare nelle vicinanze». (1)
Bouckaert è direttore di Human Right Watch (HRW).
Questa rispettata organizzazione non governativa ha appena diffuso un
rapporto, frutto di constatazioni sul campo, dal titolo inequivocabile:
«Fatal strikes - Israel’s indiscriminate attacks
against civilianas in Lebanon».
Cinquanta pagine in cui si leggono atrocità deliberate.
«Le forze israeliane hanno sparato con aerei e artiglieria su
decine di automezzi civili, spesso segnalati da bandiera bianca, che
fuggivano dalla zona degli scontri». (2)
Il 15 luglio, sono stati così massacrate a sangue freddo 21
persone, di cui 13 bambini, che fuggivano da Marwahin, «e
senza un Hezbollah né un’arma nelle
vicinanze».
Il 17/7, ad Aitaroun, una bomba giudaica ha sterminato 11 civili, fra
cui sette membri di una famiglia di cittadini canadesi di origine
libanese in vacanza: «Ancora una volta, nè
Hezbollah né armamenti in vista».
Il 19 luglio, 26 persone ammazzate in un bombardamento che ha
«spianato un intero quartiere, e nessun segno che fosse un
bersaglio militare».
Il 23 luglio, aerei di David mitragliano una colonna di decine di auto
che scappavano dopo aver ricevuto dagli israeliani
l’intimazione di evacuare immediatamente: almeno 7 morti,
«e ancora una volta nessuna prova di un'attività
militare nella zona».
Beckaert potrebbe continuare: «Ho il taccuino pieno di casi
simili».
Del resto, nonostante le loro negazioni, sono i comandi stessi
israeliani ad ammettere che non fanno differenza tra civili e
combattenti.
Haim Ramon, ministro della Giustizia (sic) sionista ha sancito
all’inizio del conflitto: «Tutti coloro che si
trovano nel sud del Libano» dopo il volantinaggio che intima
l’evacuazione «sono terroristi in relazione con gli
Hezbollah».
Sicchè, commenta Bouckaert, se uno è troppo
spaventato per scappare, malato, ferito o troppo povero per pagarsi un
taxi che ti chiede mille dollari per portarti via, sei un terrorista e
puoi essere ammazzato.
Del resto, aggiunge, ho visto cosa è successo a chi ha
obbedito all’ingiunzione.
«Le strade sono seminate di auto civili devastate, parecchie
ancora con la bandiera bianca pendente dal finestrino».
Israele ha dichiarato che quelle auto portavano armi.
«Israele si prefabbrica le scuse per giustificare i suoi
omicidi di civili», replica il direttore di HRW.
Israele fa peggio.
Imbocca giornalisti servili a mentire suoi delitti.
Fra questi è da citare Toni Capuozzo,
l’ex-lottacontinua che oggi lavora per la
«5» e che scrive sul Foglio: a Qana, «Ci
sono indizi di una tragica messa in scena Hezbollah». (3)
Qana è il posto dove sono stati massacrati da 30 a 60
abitanti, fra cui 16 bambini.
Capuozzo, che cita un «sito internet libanese» (di
cui non dà il nome) ipotizza che «gli Hezbollah
abbiano costruito una macabra messinscena, portando sul posto corpi
già morti… e radunando nell’edificio
bambini handicappati vivi».
Poi farfuglia di un palazzo caduto «per cedimento
strutturale» e di «foto in posa», e di
assenza di sangue nei corpi dei bambini; di cui fa notare la
«rigidità cadaverica».
L’accusa è che i fotografi occidentali, anche
della Reuter, che hanno documentato il massacro, abbiano
«messo in posa» cadaverini e soccorritori: anche
loro dunque «terroristi» e complici
degli Hezbollah.
Ora, varrà la pena di notare che Capuozzo non è
stato a Qana.
Se ne sta in Israele, a descrivere le angosce di Haifa e a ricevere
proposte di servizio dall’ufficio-stampa del governo.
Non è un testimone oculare, e ciò che dice non
è farina del suo sacco, ma frutto delle
«analisi» israeliane sulle foto che hanno fatto il
giro del mondo.
E delle asserzioni del non identificato «sito web».
La scuola è quella di Fiamma Nirenstein de «La
Stampa», secondo la quale anche l’assassinio
della famiglia palestinese Ghaliya, ammazzata circa un mese fa su una
spiaggia di Gaza, sarebbe
un «falso» architettato dai palestinesi.
A Qana invece c’è stato Bouckaert di Human Right
Watch, ha parlato con i sopravvissuti e i feriti.
E non ha visto segni di installazioni militari hezbollah.
I sopravvissuti hanno negato che ci fossero.
E alla fine anche gli israeliani hanno dovuto ammetterlo
(«C’erano, ma il giorno prima»).
«Colpiscano Hezbollah, ma non la gente. Altrimenti non
è solo un errore, è un delitto. E i capi di
Israele e i loro amici nel mondo devono essere chiamati a
rispondere», dice Bouckaert: l’annuncio di una
denuncia internazionale per crimini di guerra.
Anche se gli USA liquideranno la denuncia nelle sedi ONU, la cosa
può avere seguiti sgradevoli per «i capi
d’Israele».
Vari Paesi europei accolgono denunce per crimini e atrocità
di guerra commessi all’estero, e già alcuni
generali israeliani hanno rischiato l’arresto mentre
sbarcavano, per vacanza e fare shopping, in Gran Bretagna, Spagna e
Belgio.
Se avverrà, ai capi d’accusa bisognerà
aggiungere la circostanziata denuncia di una ONG israeliana per i
diritti umani, B’Tselem: nel villaggio di Beit Hanoun, sei
palestinesi sono stati usati come scudi umani dai soldati di Giuda. (4)
Fra essi, tre bambini.
Gli occhi bendati e le mani legate dietro la schiena, i sei sono stati
messi «a guardia» di una casa - la loro - che i
soldati del Quarto Reich stavano perquisendo, sul pianerottolo: in caso
di attacco di guerriglieri che sarebbero arrivati salendo le scale, i
sei sarebbero stati i primi ad essere colpiti.
B’Tselem ha la documentazione esatta di questo fatto, coi
nomi dei sei civili coinvolti.
E sostiene di avere le prove di diversi casi identici.
Tutto questo è l’effetto di
un’educazione ebraica, che abitua i suoi figli e i suoi
soldati a guardare agli «altri» come essere
sub-umani.
Quarto Reich razzista.
Maurizio Blondet
Note
1) Peter Bouckaert, «For Israel, innocent civilians are fair
game», International Herald Tribune, 4 agosto 2004.
2) «Right group slams Israel for bombing
civilians», Reuters, 3 agosto 2006.
3) Toni Capuozzo, «Ci sono indizi di una tragica messa in
scena di Hezbollah», Il Foglio, 4 agosto 2006.
4) Lucy Williamson, «Israelis accused of’human
shields’ tactic», BBC, 25 luglio 2006.
Tratto da: www.effedieffe.com
Questa è una pagina interna del sito web http://www.signoraggio.it che tratta il signoraggio e le sue conseguenze sociali.