Questa pagina è l'archivio 2007!
Monete, banconote e ...la Compagnia di San Paolo?
30 agosto 2007
C'è differenza tra monete metalliche e banconote?
Se esiste una differenza, è solamente nella natura fisica?
A tutti è capitata almeno una volta l'esperienza sgradevole di avere le tasche piene di monetine che fanno volume, sono pesanti, ma non valgono nulla.
Bè, a dire il vero, quelle da uno e due euro qualcosa valgono, tanto che l'ex Ministro Tremonti propose già nel primo anno dall_entrata in vigore dell_euro, di stampare banconote di pari valore, cavalcando l'onda di protesta che serpeggiava tra la gente che credeva che se le avessero avute in tasca, sarebbero riusciti ad essere meno spendaccioni.
Poveri illusi!
In pochi capirono la frase dell'allora Presidente della BCE Duisenberg in una conferenza stampa del 12 Settembre 2002 in risposta al sig. Tremonti, sfuggita dal controllo della censura e pubblicata da alcuni giornali: "non abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne abbiamo sentito parlare. Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le implicazioni di introdurre tali banconote. In linea di principio non abbiamo niente contro questo progetto, ma stiamo valutando le implicazioni e spero che Mr Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad essa. Dunque se egli, come ministro dell_Economia, ne sarebbe contento non lo so." (Duisenberg morì il 31 Luglio 2005 nella sua villa di Faucon nel sud della Francia, trovato affogato nella sua piscina, ufficialmente colpito da un infarto)... (Andrea Gianni)
Il Signoraggio
26 agosto 2007
Esistono due tipi di persone:
1) quelli che riscontrando una determinata "stortura" cercano di risolverla con i mezzi che hanno;
2) quelli che per svariati motivi negano l_esistenza stessa della medesima oppure la difendono a spada tratta.
La spaventosa ed evidentissima truffa che in altri paesi ha assunto il nome di "rete del debito" (http://www.webofdebt.com/) o "spirale del debito", in Italia viene sinteticamente individuata con "signoraggio".
Le persone tipo 2), una parte delle quali avrebbe il bagaglio culturale e l'obbligo (perchè stipendiati dallo Stato, alludo ovviamente ai professori universitari di macroeconomia) di individuare tutti i giusti cavilli tecnici e la terminologia più appropriata per evidenziare al meglio la stortura, si affannano, non tanto a cercare di comprendere le ragioni delle persone tipo 1), ma ad additarle come ignoranti, visionarie, ecc.. (Ing. Lino Rossi)
Gli speculatori finanziari prendono di mira i beni alimentari
24 agosto 2007
22 agosto 2007 (MoviSol) - I prezzi delle materie prime alimentari stanno crescendo rapidamente, anche a causa dei consigli dati da Goldman Sachs e altri speculatori, ad investire nei beni di origine agricola, zucchero, mais, grano e caffé.
I nodi vengono gradualmente al pettine. Un broker specializzato in questo tipo di investimenti, intervistato da Bloomberg.com ha detto che "pur in presenza di un tracollo globale, i beni agricoli non saranno influenzati poiché la gente continua a mangiare. Acciaio, ferro, nickel possono anche soffrire [un calo dei prezzi]. Ma la gente andrà comunque nei negozi per comperare pane e patate."
Dunque, gli stessi speculatori e direttori di hedge fund (tra i quali Marc Faber e l'ex socio di George Soros, Jim Rogers), che si sono resi responsabili dell'attuale collasso finanziario, sono dietro alla corsa al controllo delle risorse alimentari del pianeta, causando un aumento stratosferico dei relativi prezzi. In una e-mail del 16 agosto scorso, Faber ha scritto che i prezzi delle risorse agricole sono "attraenti", e ha consigliato i suoi clienti a investire in esse. Si sta già parlando, nell'ambiente dei broker, di un raddoppio del prezzo dello zucchero previsto nei prossimi mesi.
Riciclaggio di denaro e clearing interbancario
21 agosto 2007
"Tra le numerose transazioni molto confidenziali che Ernest ha dovuto trattare durante i tredici anni passati in Cedel, quella che l'ha maggiormente colpito riguarda gli ostaggi americani trattenuti in Iran all'inizio degli anni 80. La Casa Bianca dove Ronald Reagan era stato appena eletto, ha sempre negato di aver versato un riscatto in cambio della loro liberazione. Ma Ernest era al posto giusto per sapere che era falso. Lo stratagemma era indecifrabile a meno di trovarsi nel cuore del sistema, che era appunto il caso suo. Egli ricorda l'ordine urgente ricevuto all'inizio del 1981. Il 16 gennaio la Federal Reserve e la Bank of England (le banche centrali americana ed inglese) gli intimarono congiuntamente l'istruzione urgentissima di trasferire a banche non aderenti a Cedel, sette milioni di dollari in valori mobiliari: cinque milioni da prelevarsi dal conto della Chase Manhattan Bank e due milioni dal conto della Citibank. Gli venne spiegato allora che si trattava di trasferimenti legati alla sorte dei 55 ostaggi americani detenuti da 15 mesi nell'ambasciata americana di Teheran."
Tratto da: "Révélation$", di Denis Robert e Ernest Backes, ed. Les Arènes, Parigi 2001
Negli ultimissimi anni, è venuto alla ribalta lo scandalo della società lussemburghese Clearstream (ex Cedel). Il brano di cui sopra implica un'operazione di riciclaggio: il riscatto venne pagato in base ad un accordo stipulato a Parigi, secondo il quale gli ostaggi avrebbero dovuto essere rilasciati SOLO dopo l'elezione di Ronald Reagan a presidente degli Stati Uniti. Clearstream è una società europea di compensazione interbancaria, come ad esempio lo sono Euroclear e SWIFT. Negli USA, ad esempio, troviamo la società di compensazione CHIPS.
Si tratta di "camere di compensazione" o "società di clearing", secondo la denominazione inglese. Queste servono sia come "trasportatori" di denaro o titoli (azioni, obbligazioni e bond), sia come "notai" che ne registrano le relative transazioni. Le registrazioni sono conservate con cura per risolvere eventuali casi di contestazione da parte dei clienti. Grazie alla potenza informatica di queste società di clearing, un portafoglio titoli può cambiare di mano, anche trenta volte al giorno, viaggiando - virtualmente - attraverso una dozzina di piazze finanziarie diverse. Presso queste società vi sono conti aperti ufficialmente da banche ed istituzioni finanziarie che periodicamente effettuano delle transazioni informatiche per aggiornare le relative posizioni Dare-Avere. Si è scoperto che, oltre ai conti delle istituzioni finanziarie, in Clearstream vi erano conti di privati e di società multinazionali. Inoltre molti conti, più del 50%, erano "non ufficiali" o "non pubblicati". Il 4 agosto 2000, Cedel ha aperto una filiale in Svizzera, a Ginevra, in Rue du Rhône 118, la "Cedel International, Luxembourg, succursale de Genève". L'oggetto sociale era: "Investimento delle liquidità eccedenti sui mercati finanziari internazionali e gestione del relativo portafoglio titoli". Nel suo consiglio d'amministrazione troviamo un italiano: Roberto Civalleri, residente a Scarnafigi, in provincia di Cuneo. Il presidente ed il vicepresidente sono invece americani: Robert R. Douglass e David Van Pelt. La società venne radiata, dalla camera di commercio di Ginevra, prima dell'uscita di questo libro: il 13 luglio 2003. In un articolo recentemente apparso su "La lettre du blanchiment", un banchiere francese ha chiaramente detto, a proposito del riciclaggio, dell'esistenza di un _triangolo delle Bermuda_ della finanza internazionale (Clearstream, Euroclear e Swift)... (Marco Saba)
Il fresco video di SIGNORAGGIO.IT in risposta a politicaweb.it
21 agosto 2007
N.O.E. Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri (by Saimon)
19 agosto 2007
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http://www.sciechimiche-zret.blogspot.com/
Governo e Bancarotta Tecnica
18 agosto 2007
A commento dell'articolo di Di Pietro sul suo sito: Consiglio dei Ministri. Le servitù militari.
http://www.antoniodipietro.com/2007/06/consiglio_dei_ministri_le_serv_1.html
Caro Ministro,
se si parla di bancarotta e fallimenti è opportuno chiedersi chi sia il massimo responsabile in questo paese (ma anche in altri) di migliaia di fallimenti:
il corrotto sistema piramidale bancario che ci portiamo dietro almeno dal 1945.
Non è un caso che nelle tre religioni principali, cristianesimo, ebraismo ed Islam, gli interessi (usura) erano condannati come peccato. (Oggi solo l'Islam continua a considerare l'interesse, "riba", come un peccato e da evitare, per questo gli facciamo la guerra).
Glielo spiego come l'ho spiegato ad una operaia che ha fatto la quinta elementare nella speranza che anche Lei capisca, prima che lo capiscano sessanta milioni di persone che prima o poi ve ne chiederanno conto.
Supponiamo che esistiamo solo io, Lei ed un banchiere.
Supponiamo che il banchiere ci conceda a testa 100.000 euro di prestito. Supponiamo che alla fine dell'anno dobbiamo restituirne 105.000 (centomila più un interesse del 5%).
E' chiaro che solo uno dei due potrà farlo poiché all'altro rimarranno disponibili solo 95.000 euro. E qui entra in gioco il fallimento - o bancarotta - con cui i banchieri mannari si appropriano dei beni reali del "fallito". E' una forma di esproprio "legalizzato" che dimostra come lo stato italiano non sia nemmeno in grado di garantire il minimo: il diritto fondamentale alla difesa della proprietà dei propri cittadini.
Secondo il diritto internazionale (ONU, Ginevra, etc.), basterebbe questo per rendere legale una rivoluzione.
Oppure la secessione. Lo stato ha il DOVERE di difendere gli inalienabili diritti economici dei cittadini. Ne ho parlato con dei partigiani e ho trovato conferme. Uno addirittura si è messo a riorganizzare delle nuove brigate partigiane capendo che il suo lavoro non è ancora finito...
Tornando a noi, se la classe politica che Lei rappresenta non è capace di capire che ci hanno messo nelle mani dei banchieri (compreso lo Stato), vuol dire che è una classe di idioti e/o criminali di cui è meglio fare a meno, non le pare? Se non siete in grado di capire che le banche sono perennemente in bancarotta tecnica poiché spendono cinquanta volte quello che hanno realmente in cassa (riserva frazionaria nell'area Euro pari al 2%...), e che i buchi che fanno dobbiamo ripianarli noi con la tassa sul reddito che finisce invariabilmente nelle mani di questi contraffattori legalizzati, è meglio che organizziate presto un esodo di massa ad Hammamet!
Cordialmente,
Marco Saba
Il crollo delle borse e la strategia dei Manovratori Occulti
18 agosto 2007
Mesi fa, tutte le previsioni meteo, concordavano sul fatto che quest_estate sarebbe stata ricordata come la più calda degli ultimi anni: perturbazioni africane avrebbero infatti interessato l_Europa provocando una calura da record.
Nessuno però aveva specificato che questo caldo non sarebbe venuto nelle città, ma nelle principali borse mondiali, condizionate a dovere, in tutti i sensi e non solo nel refrigerio.
Pochi avevano detto - tranne qualche sparuto oracolo, tra cui noi - che la bolla non sarebbe stata di calore dal continente africano, ma immobiliare dal continente americano!
Quello che nel nostro piccolo avevamo previsto ha iniziato ad accadere, e si tratta ahinoi, solo della punta infinitesimale dell_iceberg, la cui parte rimane tuttora sommersa.
Ma andiamo per ordine.
Per comprendere il quadro generale, non serve avere una laurea in Economica alla Bocconi, ma basta semplicemente usare il proprio cervello (e non quello altrui) e soprattutto avere tutte le informazioni (ovviamente non quelle dei giornali e della televisione)!
Ecco in estrema sintesi quello che i banchieri hanno provocato.
Per molti anni le banche centrali (Fed, Bce e compagnia brutta) hanno tenuto artificialmente bassi i tassi di sconto, cioè il costo del denaro. Questo artificio economico, è stato ed è possibile, perché gli Stati e i Governi hanno totalmente perduto la sovranità monetaria e quindi di emissione monetaria, mettendola nelle mani dei banchieri privati.
Tassi estremamente bassi hanno da una parte indotto milioni di persone nel mondo occidentale - e in particolar modo negli States _ ad indebitarsi nei confronti delle banche per acquistare casa e dall_altro permesso a centinaia di migliaia di aziende di investire nella propria attività.
Di punto in bianco - nel giro di pochissimi mesi - i banchieri centrali (i veri padroni del mondo) hanno iniziato lentamente ma inesorabilmente ad alzare i tassi di sconto, sostenendo le loro decisioni unilaterali da motivazioni macroeconomiche contingenti (in definitiva ridicole e assurde).
Tutti hanno assistito impotenti (molti ignorando il problema), ai rialzi alternati dei tassi di sconto della Fed e della Bce, in un gioco al rialzo pericoloso e assai criminale. Sicuramente pochi stavano comprendendo dove i banchieri volevano arrivare.
La comprensione per tutti si è avuta quando la rata del mutuo è diventata così alta da non riuscire più a sostenerla. Ecco in estrema sintesi la crisi dei mutui (subprime) facilitati negli Stati Uniti.
E in Europa cosa sta accadendo?
Nonostante le belle parole degli economisti da salotto o dei giornalisti prezzolati, qui da noi le cose sono anche peggio!
I tassi di sconto hanno avuto lo stesso andamento: bassissimi fino a poco tempo fa hanno poi subito una inversione di tendenza per salire come non mai.
Quante persone anche qui in Italia hanno acceso un mutuo a tasso variabile e stanno vedendo, mese dopo mese, la rata salire? Quante persone non riuscendo più a pagare la rata a causa di altre rate (macchina, casalinghi, viaggi, ecc.) hanno dovuto (lo fa la banca per loro) mettere la casa alle aste fallimentari?... (Marcello Pamio)
CHIACCHERE E DISTINTIVO: CAMELOT è CROLLATA
17 agosto 2007
«Inezie» autorevoli in materia di lavoro
16 agosto 2007
Diceva Platone che gli errori maggiormente devianti sono quelli iniziali.
Come in artiglieria vale la regola per cui lo spostamento pur minimo della bocca da fuoco, in partenza, causa l'impossibilità che il proiettile centri l'obbiettivo, così, nella logica, l'errata valutazione delle premesse, determina errori irreparabili.
Ebbene, tutta la problematica in materia di lavoro è oggi permeata di fesserie o perché gli addetti ai lavori non hanno letto Platone o perché non hanno fatto servizio militare in artiglieria (ovvero, pur avendolo fatto, non hanno capito un «tubo»).
Dimostrerò ora la validità di questi principi soffermandomi a considerare i tre problemi più scottanti in materia di lavoro:
la conflittualità contrattuale, la disoccupazione, l'immigrazione... (Giacinto Auriti)
Sogno di una borsa di mezza estate
16 agosto 2007
L'analisi delle ultime e non ultime traversie borsistiche va fatta su almeno tre livelli di penetrazione e di ricerca delle cause:
Causa superficiale:
le autorità di controllo sul credito (banche centrali) e sulla borsa "chiudono un occhio".
Si dice che la causa della flessione borsistica mondiale di questo Agosto 2007 sarebbero le diffuse insolvenze nei mutui immobiliari subprime (a rischio) negli USA - crisi di cui si parla da circa un anno. Bene, ma allora dov'era la Federal Reserve Bank? Vigilava o non vigilava sulle aziende di credito che concedevano mutui troppo facili in tanto grande misura, per poi cederli frazionatamente a terzi con congrua svalutazione (cioè a molto meno del loro valore nominale), indice della loro mala fede? Peraltro questo tipo di cessioni a progressiva svalutazione è prassi corrente negli USA, per creare liquidità dal nulla. Si sappia che la Fed è di proprietà di banche e assicurazioni private esattamente come la Banca d'Italia, quindi è proprietà degli stessi soggetti che dovrebbe, nell'interesse della collettività, trattenere dal commettere abusi. È quindi da attendersi che simili istituzioni pseudo-pubbliche facciano gli interessi dei propri proprietari e non quelli della comunità, e che lascino accadere certe cose, anzi le coprano o le favoriscano. Come dicesi sia accaduto con Enron, Halliburton, Parmalat, Cirio, Argentina, WorldCom.... (Avv. Marco Della Luna)
Macchinette mangiasoldi, un buco nelle casse dello Stato da 98 miliardi
15 agosto 2007
Pari a tre finanziarie non riscossi dai Monopoli di Stato,
finiti nelle tasche della casta politico mafiosa.
Quattrini che lo Stato non ha mai riscosso dalle macchinette videopoker e dei giochi.
È scritto nero su bianco nella relazione di una supercommissione di esperti, guidata dal sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi e dal generale della Finanza Castore Palmerini, finita sul tavolo del viceministro s-pregiudicato Vincenzo Visco, che accusa gli Italiani di essere degli evasori
Ma l’aspetto più scandaloso è che, secondo il Gruppo antifrodi tecnologiche della Guardia di Finanza, parte di questo denaro è finito nelle tasche della criminalità organizzata "Cosa Nostra", sotto il naso di chi avrebbe dovuto controllare: i "Monopoli di Stato", trasformati in interessi di casta.
Su questo scandalo indagano gli uomini migliori delle Fiamme Gialle, la procura della Corte dei Conti a Roma, diverse procure in tutta Italia (Venezia, Bologna e Roma).
Un’idagine che si riferisce soprattutto agli anni passati, ma la situazione non è cambiata: "È da segnalare a tutt’oggi - scrive la Commissione - il permanere di un'altissima percentuale (anche questa “testimoniata”) di apparecchiature che dovrebbero essere collegate alla rete dei Monopoli di Stato che invece non vengono rilevate.
Un’inchiesta svolta non senza pericoli, lasciano intendere gli uomini della Guardia di Finanza.
Tutto è rimasto fin'ora sotto silenzio, un commissario rivela: "Pensavamo che questa relazione fosse un’autentica scossa. Invece se n’è parlato pochissimo e la parte relativa alla criminalità organizzata è praticamente scomparsa”, la relazione è sulla scrivania del viceministro Visco.
Visco, è complice o incompetente?
Il divorzio fra Stato e bankitalia
15 agosto 2007
.... il 12 febbraio 1981 scrissi la lettera che avrebbe portato nel luglio dello stesso anno al "divorzio".;
Così scrive Nino Andreatta 10 anni dopo.
La lettera la inviò al Governatore della Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi.
La medesima toglieva l'obbligo alla Banca d'Italia di acquistare, emettendo valuta, i titoli del debito pubblico non collocati sul mercato.
La Banca d'Italia non fù del tutto estranea a questa iniziativa del ministro.
Vediamo i fatti descritti dagli stessi protagonisti... (Lino Rossi)
Bankitalia e la tosatura monetaria del paese
14 agosto 2007
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La pecora non _sa_ di produrre lana. L_uomo non si accorge di creare valori monetari. Come il pastore tosa la lana, così le banche centrali tosano il gregge umano della sua moneta: della sua _lana monetaria_... (Giacinto Auriti)
Un potere (non autonomo e indipendente ma) incontrollabile
13 agosto 2007
Nella già ricordata comparsa depositata dalla Banca d'Italia nel giudizio civile instaurato dal professor Giacinto Auriti è stato anche affermato che _le decisioni riguardanti la quantità dei biglietti da immettere nel mercato ed i tempi dell'immissione competono alla sola Banca Centrale, in quanto strumentali all'esercizio delle funzioni di controllo della liquidità del sistema e di salvaguardia del valore del metro monetario, affidatele nell'ordinamento italiano (1)_.. _e ora trovanti fondamento, anche a livello comunitario, nell'art. 105 del Trattato di Maastricht sull'Unione Monetaria Europea_.
Sostanzialmente è quanto aveva dichiarato il Sottosegretario di Stato Vegas rispondendo ai senatori interroganti, anche al fine di dimostrare come le dottrine economiche dominanti ritenessero inammissibile la concentrazione nell'autorità politica anche del potere monetario.
Ora sul punto desta veramente impressione il contenuto di un articolo apparso su La Repubblica del 1° giugno 1994, dal titolo già di per sé altamente significativo: "La religione di Bankitalia". Questo articolo, scritto con accenti che sembrano davvero ispirati al più cieco fanatismo, dopo aver affermato che "la continuità storica dello Stato italiano resta affidata alla Banca d'Italia assai più che alle altre Istituzioni", rileva che "la religione della moneta" deve rimanere integra nella sua ortodossia "al servizio di una divinità altamente simbolica - quel biglietto di banca firmato dal Governatore, che personifica il potere d'acquisto del cittadino - ma altresì una divinità che, se fedelmente servita, è dispensatrice di beni, mentre, quando viene tradita, si fa implacabilmente vendicativa"; e più oltre che "i Governatori sono i sacerdoti addetti al suo culto", i quali "se non fossero pienamente indipendenti e soggiacessero a poteri esterni la loro qualità liturgica verrebbe meno" (2).
Dunque la dottrina di Montesquieu non è più attuale, perché accanto al potere legislativo, al potere esecutivo ed al potere giudiziario, nei quali fu frantumato il potere assoluto dei sovrani dopo la rivoluzione francese, ce n'è un quarto, quello monetario: ma mentre, a ben guardare all'interno dei princìpi, il potere esecutivo ed il potere giudiziario sono in una posizione di ineliminabile subordinazione (almeno concettuale) rispetto al potere legislativo, perché entrambi assoggettabili, nella loro concreta manifestazione, alla legge e quindi a chi la legge ha il potere di emanare (basti pensare alle limitazioni che può subire il potere giudiziario in conseguenza di nuove leggi processuali o di provvedimenti di clemenza; o il potere esecutivo in conseguenza di leggi diversamente disciplinanti il funzionamento degli organi della pubblica amministrazione), tanto che è giustificato il dubbio che l'uno e l'altro possano considerarsi veri poteri (3); quello monetario, invece, non solo dev'essere autonomo e indipendente, ma addirittura aspira ad occupare e mantenere un ruolo di tutore dello Stato in materia di politica monetaria, tanto da assumere, assecondando la mistica dell'articolo de La Repubblica, persino la dignità e l'intoccabilità di una religione, con i suoi misteriosi riti ed i suoi onnipotenti sacerdoti. (Bruno Tarquini)
La grande rapina a mano "politica"
10 agosto 2007
Stiamo assistendo al grande colpo di mano della casta politica, che rappresenta se stessa, gli amici e i suoi padroni, e laddove mai nella storia della Repubblica si è visto un provvedimento legislativo che riguardi gli interessi economici del popolo, perché dovrebbe esserlo questo?
La prossima rapina dell_oro ricorda l_evento del 15 agosto 1971, quando il presidente Nixon decretò la fine della convertibilità dei dollari in oro in seguito all_energica richiesta di convertibilità da parte dei paesi arabi produttori di petrolio pena la sospensione delle forniture, creando le premesse per il periodo denominato _austerity_ degli anni a seguire.
Le riserve auree USA non sarebbero state sufficienti a convertire un decimo dei biglietti verdi emessi dalla Federal Reserve, unica valuta convertibile dopo i trattati di Breton Woods del 1944.
Il denaro emesso dalle banche centrali occidentali dal 1971 è ufficialmente semplice carta colorata che viene accettata dal popolo con la minaccia delle armi, e che acquisisce il proprio valore dal lavoro, dal sudore di chi, appunto il popolo, fa uso di questa carta straccia.
Nixon disse: _se non vi piace è cosi comunque_ ed iniziò un periodo di tensione mondiale fra Usa e URSS: puntarono i missili nucleari, rischiammo la catastrofe, e i paesi produttori intimoriti, riaprirono i rubinetti e accettarono oltre alla carta colorata (dollari) anche titoli di debito pubblico USA con scadenze decennali. Il popolo americano iniziò a vedersi ridurre lo stato sociale, infatti tale popolo risulta il più indebitato del pianeta e i paesi produttori si ritrovarono in guerre mai desiderate ma necessarie alle 2 superpotenze per renderli succubi e bisognosi di armamenti sempre più moderni e quindi sotto il controllo dei potenti banchieri padroni delle oil company.
Ancora oggi in questi stati non vi è pace, in altri aleggia lo spettro della guerra.
I nostri governanti, sia di destra che di sinistra, ci hanno imposto le privatizzazioni come la migliore cura al male del debito pubblico, ma in seguito a delle vere e proprie rapine dei settori strategici della Repubblica, il debito pubblico non è diminuito, anzi è raddoppiato!
Pochi sanno che il popolo italiano ha ancora una ricchezza da usurpare mediante la lurida mano politica: secondo le stime di un quotidiano la Banca d’Italia custodisce (duemilaquattrocentocinquantadue) 2.452 tonnellate di lingotti d’oro nei suoi forzieri, per un valore di 40,458 miliardi di euro. Quotazione 16,5 euro al grammo oro 24k... (Giovanni Sandi)
E' GIUNTA L'ORA
4 agosto 2007
Bene ora voglio dirvi questo, è giunto il momento di creare le basi, le basi per la verità, per la nostra costituzione. In che modo potete aiutare? In che maniera potete partecipare?
Ognuno di noi è venuto al mondo con speciali talenti e capacità, con le quali siamo stati benedetti.
Possiamo tutti essere di supporto ad Ed e Alan Brown con i nostri mezzi. Ci sono moltissime persone nel movimento per le tasse oneste che hanno trovato la loro strada al movimento per la verità dell'11 settembre, così come ci sono molti di voi che fanno parte dello stesso movimento, ed avete trovato un senso al movimento per le tasse oneste.
Per essere veramente sfacciatamente onesto e realistico, l'11 settembre rappresentò un falso atto terroristico nascosto da componenti del nostro governo, ed abbiamo pagato per questo.
In altre parole, avete finanziato l'attacco dell'11 settembre con le vostre tasse, e state finanziando tutte le attività in Afghanistan e la guerra e l'occupazione dell'Iraq.
State finanziando un governo che ora minaccia l'Iran.
State finanziando un impero, non la Repubblica costituzionale che noi tutti abbiamo la responsabilità di proteggere se vorremo rimanere liberi.
State ricevendo ciò per cui avete pagato?
Così ora vi chiedo di scegliere tra libertà e schiavitù.
Perfavore fate tutto ciò nelle vostre possibilità per supportare i Browns, così come dovete fare ogni cosa a supporto della verità sull'11 settembre. Queste sono le questioni cruciali della nostra nazione oggi.
Quando esporremo la verità sull'11 settembre, il credere erroneamente che si tratti di una guerra al terrore, crollerà. Quando esporremo la verità circa le imposte sul reddito in questa nazione, potremo essere certi che: NON PAGHEREMO MAI PIU' PER UN FALSO ATTO TERRORISTICO!
Non aspettiamo un cambiamento, non dobbiamo adagiarci, DOBBIAMO ESSERE NOI IL CAMBIAMENTO!!
Casey Lee cobb dal blog di Ed e Alan Brown http://edbrownvlog.blogspot.com
Tradotto per noi da Fabio Bissoli
Al Prof. Mario Pianta, Università di Urbino
3 agosto 2007
Al Prof. Mario Pianta, Università di Urbino
cc: Avv. Alfonso Luigi Marra, Napoli
Egregio Professore,
ho letto il suo intervento nell'articolo pubblicato il primo agosto 2007 sul Financial Times: Italy to Use Gold Reserves to Cut National Debt - By Paul Bompard, Financial Times, August 1, 2007
http://www.gata.org/node/5309
Lei sostanzialmente dice che vendere le riserve auree per ripagare il debito pubblico sarebbe una goccia nel mare, il che è vero. Quello che non capisco però è perché Lei non suggerisca una misura più semplice per EVITARE che questo immane debito pubblico continui a condizionare la vita politica del nostro paese.
Sostanzialmente, nel 2006 la quota di euro spettanti all'Italia era di circa 100 miliardi, soldi che l'Italia ha "comprato" al valore nominale più gli interessi tramite emissioni di titoli di stato. Se gli stessi 100 miliardi fossero stati stampati dall'istituzione a suo tempo utilizzata per stampare i biglietti di stato a corso legale, il Poligrafico zecca dello stato che stampava le banconote che non creavano debito come ad esempio le vecchie 500 lire serie Medusa, oggi non ci troveremmo in questa atroce situazione. Invece, col trucco dei titoli di stato, troviamo il debito a comporre due saldi negativi: uno nei conti dello stato ed un altro nei conti della banca centrale che contabilizza furbescamente al passivo il valore nominale delle banconote Euro. La vicenda è stata descritta più dottamente nel testo "La Banca, la moneta, l'usura - la Costituzione tradita" scritto dal già procuratore generale della Repubblica Bruno Tarquini ormai nel lontano 2001 (Controcorrente edizioni, NA).
Viene davvero da chiedersi se lo scopo principe del corpo docente sia non già quello di formare ed informare il pubblico sulle storture di un sistema finanziario e bancario sempre più evidentemente mafioso ma anzi quello di addomesticare il pubblico, tramite la religione della cosiddetta economia neoclassica, affinché sia disposto a trangugiare qualsiasi scemenza ordita a porte chiuse nelle riunioni secretate dei banchieri centrali mannari.
Cordialmente
Marco Saba
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org
Italia: destino argentino
2 agosto 2007
Fino al giorno in cui «sarà espulsa o sceglierà di fuggire dalla zona euro, l_Italia subirà una crocifissione argentina»: è la diagnosi di Bernard Connolly, già capo delle ricerche economiche alla commissione Europea ed ora analista strategico della Banque AIG.
L_Argentina si crocifisse agganciando la sua moneta al dollaro: l_effetto sulla sua economia troppo debole per una valuta forte furono perdita di competitività, rincari, fuga di capitali, e infine bancarotta e miseria di massa.
Secondo Connolly, l_Italia si è crocifissa entrando nell_euro troppo forte, anzi oggi più forte che mai dato il calo del dollaro.
Lo spiega uno dei migliori giornalisti economici britannici, Ambrose Evans-Pritchard.
L_Italia sta peggio perché è la peggio governata, ma serie crisi attendono entro il 2009 tutte le economie deboli dell_euro, il Club Med: Spagna in depressione, Portogallo, Grecia ed anche Francia.
Il perchè è facile a dirsi: la Germania ha guadagnato in competitività il 20% per unità di costo del lavoro contro la Francia, il 30% contro la Spagna, e il 40% contro l_Italia.
Sicchè solo la Germania è in grado di assorbire il rincaro dell_euro, ed infatti è la più grande esportatrice.
Grazie al fatto che ha potuto abbassare le paghe reali.
In Italia, col governo delle sinistre e dei sindacati, e dei parassiti pubblici, ciò non può avvenire. Dice Evans-Pritchard: «Solo quando una severa recessione obbligherà i salari italiani a calare abbastanza da fare la differenza [con la Germania: il 40% in meno] potrà recuperare la competitività perduta contro i tedeschi che godono di bassa inflazione. Il deficit pubblico diventerà astronomico. E l_Italia non potrà uscire da questo circolo vizioso se i tedeschi non accettano di tollerare un_inflazione molto più alta nella zona euro».
Ma perché la Germania dovrebbe?... (Maurizio Blondet)
Vilipesi dal Parlamento
2 agosto 2007
Commentando la storia del parlamentare dell'UDC Cosimo Mele (nella foto) beccato nella suite di un albergo romano con due mignotte solo perché una è collassata a causa della coca (ecco perché la maggioranza dei suoi colleghi non ha voluto fare il test anti-droga!), il segretario del suo partito ha avuto l'impudicizia di affermare: «Vita dura quella dei parlamentari, sempre soli. Bisogna prendere in esame la possibilità dei ricongiungimenti familiari».
Capito?
Poverini, con tutti i soldi che si prendono... tra l'altro hanno gratuiti treni e aerei sul territorio nazionale: che problemi hanno a raggiungere le loro amate mogliettine, ovunque abitino, ogni volta che lo desiderano?
Tanto più che in Parlamento non è prevista l'obbligatorietà della presenza (e sono noti i casi di «onorevoli» fattisi vivi solo alla prima seduta o quasi)...
Allora che cosa dovrebbero reclamare tutti quei meridionali che lavorano nei cantieri del nord e che scendono a casa il venerdì sera per ripartire già la domenica?
Arrivano solo il sabato a pranzo, quindi gli restano solo 24 ore e spiccioli per stare con la moglie.
Ma lo sanno i signori parlamentari che c'è gente che fa questa vita?
Io li ho conosciuti perché viaggio in 2a classe, e possibilmente prendo l'espresso perché costa meno, ma gli alieni del Palazzo vivono fuori dal mondo e sicuramente viaggiano in 1a classe eurostar, dove di pendolari meridionali non c'è nemmeno l'odore.
Poveri parlamentari, vita dura, lontani dalle mogli (già, chi avrà pagato il servizio in camera?), tra un po' inseriranno tra i loro benefici gratuiti pure le mignotte d'alto bordo e il «finocchio» per chi è «diverso»... e magari il gigolò per le signore onorevoli!
E a quando lo psichiatra gratuito per stato depressivo e l'indennità di malattia per chi si darà all'onanismo sfrenato? (Enrico Galoppini)
L I F E
1 agosto 2007
Che cos'è il LIFE
È uno spazio associativo VOLONTARIO, dove chiunque abbia una partita IVA e quindi svolga un lavoro autonomo, con o senza dipendenti oltre a se stesso, può partecipare in modo democratico, diretto e federale, alla lotta politico-sindacale quotidiana a difesa dei propri e degli altrui diritti umani, civili ed economici. Per l'affermazione e la tutela dei diritti naturali ed elementari dell'uomo quali la libertà di lavoro-d'impresa guadagno e profitto di concorrenza e la proprietà. Contro la violenza dell'illegalità e della legalità illegittima di parassiti e sopraffattori, siano essi organizzati in MAFIE o monopoli privati o in enti, apparati, corpi, istituzioni, monopoli dello STATO o del parastato. In Life non si lavora per capi, per leader, per poltrone o cariche remunerate, per carriere sindacali o politiche, per regie nascoste, non si ricevono stipendi o prebende, né si fanno affari occulti, nessuno è costretto a stare in Life o a pagare obbligatoriamente la quota per più anni, nessuno può farsi grande a spese degli altri soci, le decisioni sono sempre collegiali e ognuno è responsabile delle sue azioni. . In Life si fa puro volontariato non assistito né finanziato da enti pubblici, si lavora e si lotta per se stessi e per gli altri, liberamente.
IL LIFE È UNA DELLE RARE ASSOCIAZIONI OVE I VOLONTARI DIRIGENTI NON PAGATI, SIANO INCORRUTTIBILI E NON RICATTABILI.
Per il Life la Democrazia ha senso solo se è diretta e partecipata, e la Repubblica è tale se i cittadini sono la sola classe politica dirigente e il cittadino l'unico vero sovrano e lo stato sia al suo servizio e non viceversa.
LIFE NON È UN PARTITO POLITICO NÉ È LEGATO AD ALCUNO DI QUESTI, E PUÒ DI VOLTA IN VOLTA APPOGGIARE O CONTRASTARE LA POLITICA DI QUALSIASI PARTITO CHE SIA PRO O CONTRO I VALORI DI LIBERTÀ E DI DIGNITÀ DAL LIFE PERSEGUITI
Possibili reati nel sistema del signoraggio privato
1 agosto 2007
Nel modo più puramente accademico e astratto, possiamo a questo punto tirare le somme e chiederci se sarebbe ravvisabile qualche reato nel sistema monetario e bancario che abbiamo analizzato nei capitoli precedenti.
Parliamo ovviamente in astratto, ma se ci fosse un procuratore della repubblica un po' indipendente e molto temerario, magari già in pensione, forse potrebbe sognare quanto segue, dopo aver visto, nel telegiornale della notte, le imprese dei suoi colleghi che hanno intercettato le curiose telefonate di qualche banchiere privato d'assalto con qualche personaggio istituzionale che non doveva nemmeno stare ad ascoltarlo.
"I reati più gravi inerenti al sistema monetario e bancario - inizia il sogno - sono quelli di eversione della costituzione, commessi col trasferire il potere sovrano a organismi privati.
Il peculato potrebbe ravvisarsi nel fatto che il governo fa pagare allo Stato il denaro emesso a costo zero da una banca privata, senza alcuna necessità, con danno per lo Stato e vantaggio per i banchieri privati.
Poi vi sarebbero il falso in bilancio delle Banche Centrali e la conseguente evasione fiscale. Infine, bisognerebbe contestare l'associazione a delinquere, trattandosi di una pluralità di reati commessi da una pluralità di soggetti organizzati al fine di commetterli.
È vero che questi comportamenti di reato vengono compiuti da molti anni senza che vengano perseguiti, ma ciò non impedisce di perseguirli ora, perché in materia penale non esiste la desuetudine delle norme.
È anche vero che è possibile che alcune delle persone che concorrono alla commissione di questi reati non siano consapevoli di come funziona il sistema e del fatto che ciò a cui collaborano è illecito, e che quindi non siano punibili perché in buonafede; ma i dirigenti delle banche e dei ministeri, i finanzieri, qualche ministro, non possono essere inconsapevoli di ciò che stanno facendo, perché è il loro mestiere.
Quindi possiamo aprire il fascicolo delle indagini preliminari, iscrivendolo per ora contro ignoti. Noi non sappiamo, onestamente, se i reati ipotizzabili sussistano davvero; e per fortuna non saremo noi a doverlo stabilire, perchè questo è il compito del tribunale. Per ora, vediamo in dettaglio che cosa dice la legge...
SPORCHI DENTRO, BRUTTI FUORI
31 luglio 2007
Omini di burro capipartito, boia mediatori di pace, narcotrafficanti internazionalsocialisti, contras palestinesi al servizio di Sion, Al Qaida dappertutto: le manovre estive della _Guerra globale al terrorismo_.
_Puliti dentro belli fuori_ è la panzana di un_industria delle acque rubate. Sporchi dentro brutti fuori ne è la nemesi da cui si può vedere colpita la classe dirigente nostrana e mondiale. Metteteli un po_ in fila, come per una foto scolastica, e voglio vedere se non vi scappa qualche osservazione lombrosiana. Che non sarebbe poi proprio da Lombroso, il quale traeva convinzioni piuttosto razziste sui caratteri dei soggetti dalle fisionomie di partenza: ladro, assassino, prostituta, idiota, galantuomo, artista e via classificando. Qui guardiamo alle fisionomie d_arrivo, quelle che vita, comportamenti, pensieri, sentimenti, vizi e bagordi, porcate e ruberie hanno inesorabilmente scolpito sull_innocente materia prima.
La pulizia dentro e la bellezza fuori dell_omino di burro
E quelle sono davvero una documentazione che nessun discorso del Lingotto (Walter Veltroni, all_incoronamento da sovrano del Partito Democratico), o nessuna benedizione urbi et orbi possono smentire. Ricordate _l_omino di burro_ che, tra scampanellii, ghirlande e festoni, trascinava i farlocchi nel Paese dei Balocchi da dove, dopo qualche fugace pippa, sarebbero poi usciti somari da macello? _Omino di burro_, il gigantesco Collodi aveva definito così il conducente di quella spedizione di morte travestita da perenne festa, facendoci immaginare un sorridente e untuoso figlio di puttana dalle flaccide gote in via di prolasso. Beh, (tirate il fiato, il periodo è lungo), non corrisponde forse, in perfetto combacio, al sindaco fuffa dai canini di caimano, quello della piazzetta dedicata al compagno Dino Frisullo, combattente della causa della minoranza turco-curda in via di cancellazione e anche quello della simultanea cacciata dei quattro rom di Roma nel deserto oltre il Raccordo anulare, via da scuole e ospedali? Contributo a quell_idea della sicurezza che, sotto Veltroni, tanta strada ha fatto da far cacciare a sassate due signore berbere che, alla Magliana, avevano voluto dar vita a un progetto di conoscenza con l_erezione in piazza di un autentico villaggio berbero, con relativa cultura, arte e gastronomia. Ma Veltroni non è quello delle pere vippiste cinematografiche e quello del degrado delle periferie e di tutti i servizi urbani; quello dell_ I care (mi prendo cura) e quello dell_inno alla sicurezza - leggi repressione _ per reprimere gli effetti della macelleria sociale? Quello che, concepito, nato e allattato nel CC del PCI, ha fatto per 17 (diciassette) anni il leader della gioventù bolscevica italiana e ora _ mai stato comunista! - fa il leader di un partito-fuffa che fa il verso ai Kennedy degli assalti a Cuba e al Vietnam e delle commistioni mafiose, al Clinton dei massacri balcanici e iracheni, a Sharon, uomo di pace _ e a Olmert - Viva la Sinistra per Israele. Una genìa di serialkiller da far impallidire Re Leopoldo I (ne fece fuori 20 milioni in Congo, a proposito di _unicità dell_Olocausto_)?
Diamo un_occhiata dall_alto della storia. Cosa va facendo questo omino di burro, cocchiere di carri funebri? Non sta forse portando a termine, con il Partito del Vuoto Pneumatico, il Grande Disegno della via italiana al socialismo, col quale hanno intrappolato per tre generazioni l_autonomia, la forza, la creatività, la rabbia e il destino delle masse di questo paese? Quel disegno che l_onesto Be-Be-Be-Berlinguer iniziò a realizzare accucciandosi nella Nato e lavorando, col Compromesso Storico, all_inciucio di classe totale, alla fine del conflitto. Fine del conflitto operato ovviamente da chi abita al pianoterra o nel sottoscala, non certo quello di coloro che sgavazzano ai piani alti che, infatti, hanno continuato a menare come matti quelli di sotto. Da allora c_è voluto un quarto di secolo, una ricca stagione di opposti estremismi con occasionali spruzzate di brigate rosse, ma alla fusione completa tra ex-PCI ed eterni democristiani ci è arrivato, appunto, il primatista assoluto del trasformismo all_italiana, l_omino di burro. Chi è dotato di zanne più luccicanti e al tempo più taglienti da affondare nel corpo inerme e inerte del proletariato italiano? Chi si è abbeverato quanto lui ai poteri forti (è una bella gara, tra Bertinotti, D_Alema, Rutelli, ma con Veltroni non c_è partita) azzerando ogni sfumatura di laicità e promettendo una gabbia della sicurezza che neanche il nerboruto Sarkozy. Tanto da essersi meritato il logico plauso del portabelinate di Forza Italia, Bonaiuti, che è andato profetizzando una non innaturale combine tra il PD e la cosca di Berlusconi. Tanto da essere convolato a nozze con l_ex-picchiatore fascista Alemanno, giurando i due eterna fedeltà a quel coronamento del neoprotocapitalismo che si chiama sussidarietà, ossia morte del pubblico e briglia sciolte all_idrovora del profitto privato. Come i burattini Lanzillotta e Bersani, appesi ai burattinai FMI, Ocse, BCE, UE e l_uomo Goldman Sachs di Bankitalia, insegnano. Tanto da essere il cocco di una comunità ebraica che quanto a identificazione con la destra e, dunque, con i macellai di Tel Aviv, dà punti perfino ad Adriano Sofri e Magdi Allam Ce lo presentano, soffuso di aureole buoniste, il Veltrusconi, questo eroe della più sublime doppiezza nazionale e ci intimano: badate, se non vi sta bene Veltroni, poi arriva il bau-bau vero, quello di Arcore (null_altro che un alter ego con in bocca guano anziché melassa). E il ricatto, vedrete, funzionerà di nuovo. Non è così che le sinistre di complemento ci hanno fatto trangugiare gli assalti al Libano, all_Afghanistan, il massacro del territorio, la demolizione di ogni residua garanzia di sopravvivenza alle vampiresche liberalizzazioni-privatizzazioni, il vaiolo delle basi Usa sulla pelle della Nazione, la dittatura di una cosca di banchieri e bankitaliani? E non abbiamo subito, a sinistra, quel capolavoro dell_inversione della verità con cui la mafia mediatico-politica sion-colonialista, bulimica di territori e stragi, ha trasferito ai musulmani in corso di decimazione l_ intenzione di eliminarci e schiavizzarci tutti e poi dominare il mondo? Con il che ancora una volta il bue ha dato del cornuto all_asino.Rimane da esigere una risposta al quesito che ha sconvolto l_intera, vera sinistra: perché un gruppuscolo romano, collocato nella sinistra antimperialista e pro-palestinese, ha dato del suo (per la verità poco, lo 0,6%) alla glorificazione elettorale del _rabbino_ Veltroni? Cosa ha fatto credere ai vernacolari della retina dei comunisti, quelli della compagnia di giro guidata dallo scaltro Vasapollo, che, allestendo alle amministrative del 2005 una lista _di movimento_ a favore del più insidioso nemico di classe della nostra scena politica, potessero continuare a esibirsi come cantuccio romano dello schieramento antagonista nazionale? L_esperienza insegna che non si procede tanto bene tenendo il piede in due staffe. Prima o poi ci si fa male... (Fulvio Grimaldi)
L_EVASIONE NUOCE AGLI ONESTI, MA LE TASSE GIOVANO AI LADRI.
30 luglio 2007
RISPOSTA ALLA GUARDIA DI FINANZA
Il Col. Dino Pagliari, Comandante provinciale delle Fiamme Oro, nella sua intervista pubblicata su La Cronaca di Mantova del 6 Luglio, denuncia innanzitutto la natura culturale del problema dell_evasione fiscale: un circolo vizioso di furbizia e sfiducia, tipico della mentalità italiana. In un paese in cui si sa che tutti o quasi, di fatto, violano le regole (evadono le tasse), a cominciare da chi è alla guida delle istituzioni, come mostra il celebre libro La Casta di Stella e Rizzi, è semplicemente logico violarle per non restare svantaggiati e pagare anche per gli altri. Tanto più che, essendo un po_ tutti a violarle, è improbabile essere puniti. Una logica insuperabile. Come sottolinea giustamente il Col. Pagliari, è un circolo vizioso, anzi un vortice vizioso: chi la fa, l_aspetta; ma chi l_aspetta, cerca di farla per primo!
Da queste corrette premesse deriva una prognosi di sfascio irreversibile.
Primo punto: quel circolo vizioso non riguarda solo gli obblighi fiscali, ma tutte le regole, giuridiche e organizzative. Ossia, la popolazione e la Casta che la governa non credono nelle norme in generale, non si aspettano che vengano rispettate, e non le rispettano. Dato che il rispetto delle norme è l_essenza di ogni organizzazione, gli Italiani non riescono a organizzarsi, a costruire un sistema-paese efficiente, perché ciascuno o ciascun gruppetto si fa gli affari suoi e cerca di fregare gli altri approfittando del potere o delle risorse che si ritrova. Mordi e fuggi. Di fatto, il sistema-paese non funziona o funziona molto male. Così, un corpo in cui le singole cellule si mettessero a comportarsi in modo non coordinato, ciascuna a suo talento: sarebbe non un organismo vitale e competitivo, ma un organismo malato di cancro. Gli italiani non riescono a creare forme organizzative complesse ed efficienti, in grado di reggere la concorrenza globale, perchè vivono (quasi tutti) secondo quella mentalità e la legge del Menga. Questo significa che il sistema paese Italia è, e sempre più sarà, perdente, in un mondo che richiede sempre più alte forme di organizzazione e specializzazione, organismi con un numero sempre crescente di _cellule_ sempre più specializzate. Gli italiani riescono ad organizzarsi efficacemente solo a livello rudimentale, in organismi centrati su scopi elementari e mai di lungo termine: le società commerciali, le corporazioni, le cosche mafiose, i comitati d_affari, i vertici dei partiti politici. Forme equivalenti, in termini biologici, a quelle di vermi composti da poche centinaia di cellule. Si può uscire da questa situazione? Si è mai visto nella storia un popolo, che dopo aver perso la fiducia nelle regole e nei valori, sia riuscito a recuperarla? No.
Secondo punto: premesso che tasse e contributi per i dipendenti costituiscono per le imprese un fattore di costo di produzione (ossia, quanto più l_imprenditore deve pagare di tasse e contributi per produrre, tanto più aumenta il costo che deve sostenere per produrre), per molte imprese evadere il fisco è la condizione oggettiva per restare competitive con la concorrenza (soprattutto di paesi con tasse e contributi minimi), per poter restare sul mercato, per non chiudere, per non licenziare. Se venissero costrette a pagare tutte le tasse e i contributi, dovrebbero o cessare l_attività (e magari trasferirsi all_estero) oppure (potendo) scaricare sui loro prodotti il maggior costo di produzione, aumentando i prezzi. Entrambe le soluzioni sono dannose per la collettività. Quindi è semplicistico, demagogico e illusorio dire che sia desiderabile costringere tutti a pagare le tasse. È uno slogan che non tiene conto delle conseguenze. E che dire di quei milioni di italiani che hanno un primo o secondo lavoro in nero? Se il loro lavoro fosse costretto a emergere, costerebbe di più, quindi probabilmente finirebbe. E per quale ragione logica o etica o economica un giovane lavoratore dovrebbe pagare i contributi pensionistici, dato che, per ben che vada, quando andrà in pensione potrà recuperarne solo la metà, poiché che la Casta, per ragioni clientelari, ha concesso pensioni a milioni di persone che non avevano versato o avevano versato poco, per non dire dei falsi invalidi?...
Senza patria si brucia
27 luglio 2007
Sugli incendi boschivi: avvengono soprattutto in Sicilia e in Calabria.
Dove il numero delle guardie forestali è sui 30 mila, contro le 50 (diconsi cinquanta) del Friuli. Facile la deduzione: gli incendiari sono i pompieri, per «la salvaguardia del posto di lavoro».
La legge che vieta per dieci anni ogni utilizzo degli ettari bruciati, e che ha messo fine agli incendi estivi in Liguria, in Calabria e in Sicilia non si applica.
Le due Regioni non vogliono disturbare i malavitosi che sono il loro blocco sociale di riferimento.
Ciò conferma ciò che vado dicendo da anni: la vera secessione l_ha fatta il Sud, era già compiuta molto prima che ne vociferassero gli inconcludenti «baùscia» della Lega Nord.
Ma non intendo criminalizzare il Meridione.
L_Italia è un nugolo maligno di secessioni velenose, di insubordinazioni autolesioniste.
Le banche hanno «ignorato il decreto Bersani», continuano a far pagare ai clienti cifre truffaldine per i loro presunti «servizi», un lucro indebito di 5,3 miliardi di euro, un aggravio di 500 euro annui per ogni famiglia.
Sono le stesse banche che hanno rifilato ai risparmiatori i bond Parmalat (da cui avevano guadagnato altri miliardi, finchè Parmalat pagava) in tempo per accollare ai cittadini il crak.
Con ciò, hanno fatto secessione dalla società.
E nessuno le chiama a rendere conto.
Ma i cittadini, mica sono innocenti.
Leggo che Luxottica, azienda leader mondiale, si vede rubare ogni anno 60 mila montature dai suoi dipendenti.
Ha provato ad imporre ai dipendenti borselli trasparenti: i sindacati guidano la rivolta, minacciano sfracelli.
«Libero» che dà la notizia, ha un titolo patetico: «Attenti confederali, così finite per difendere anche i ladroni!».
Ma chi altro difendono, i sindacati, se non i ladroni?
I ladroni pubblici anzitutto: il corpo sociale dei parassiti miliardari, uno su 60 cittadini, che lucrano enormità, autoblù, pensioni, super-stipendi, viaggi gratis, dal denaro dei contribuenti.
E poi ogni ladro privato, purchè rubi alla sua azienda: «lavoratore», viene «difeso nei suoi diritti».
Anche il sindacato è un potere in piena secessione.
Collegato ai poteri pubblici.
Perché il tragico è che da noi lo Stato stesso è secessionista: anziché porsi al servizio dei cittadini, se ne fa servire, come una forza occupante ostile.
Sugli scontrini «parlanti» di Visco, ossia con l_obbligo per i farmacisti di apporvi il codice fiscale dell_acquirente di medicinali, un lettore mi ha ritorto che il provvedimento ha lo scopo «di smascherare gli evasori che non pagano il ticket e che presentano ricette intestate a persone anziane per poter non pagare le medicine... e soprattutto perchè, in questi anni ci sono stati diversi scandali sui medicinali _venduti_ a persone morte o fittizie».
Già, appunto: un provvedimento vessatorio che, anziché colpire la disonestà, colpisce ed offende tutti i cittadini onesti, il cui numero per forza cala.
Come ci si difende da un potere occupante, se non con il sabotaggio, l_evasione, il furto dei beni pubblici e la «terra bruciata»?
D_altra parte, la Cassazione ha obbligato l_ENI a reintegrare (e a pagare gli arretrati) ad un dipendente che sistematicamente timbrava il cartellino, poi riprendeva l_auto nel garage aziendale e se ne andava per i fatti propri.
La prova che l_ENI ha addotto per incastrare il ladro di stipendio - le riprese delle telecamere nel garage aziendale - è stata ritenuta dai giudici non solo illecita, ma delittuosa: «l_esasperato ricorso a mezzi tecnologici» avrebbe violato «la dignità e la riservatezza del lavoratore».
Hanno violato la dignità del ladro, e la magistratura (ricordiamo il nome dell_estensore della sentenza, Paolo Stile) protegge la dignità del ladro, anzitutto e condanna l_azienda.
Ottimo segnale per chi vuole investire in questo Paese sempre più allucinato ed allucinante.
Che pedagogia volete si ricavi da questa sentenza?
Sentenze simili spiegano perché esista in Italia una disonestà così di massa. (Maurizio Blondet)
La sera andavamo alla Goldman_
25 luglio 2007
Un_inchiesta della procura di Bolzano rischia di creare qualche problema alla corazzata e ai suoi uomini più in vista. Un vorticoso giro di fondi neri ha già portato alle dimissioni del vertice tedesco di Siemens per l_acquisto della nostra Italtel. Entriamo fra i segreti di Goldman, da sempre in feeling con l_establishment ulivista. E diamo un_occhiata ad una Cupola di nome Bilderberg_
«Ma Siete Proprio sicuri che sia solo l'Unipol all'origine della guerra tra Vincenzo Visco e le fiamme gialle di Milano?
Potrebbe esserci qualcos'altro. Forse delle indagini molto delicate che puntano in alto, molto in alto». E' una voce che corre fra i corridoi del palazzo di giustizia, sempre più al centro di veleni e polemiche. «Quindici anni fa - osserva una toga - partiva la stagione di Mani pulite, ora ci ritroviamo con un livello di corruzione ancora più invasivo, perché come dice Davigo le tecniche si sono modemizzate. E i partiti sono sempre più lontani dai bisogni reali del paese». E pensare che la procura "rossa" oggi si ritrova quasi a "rimpiangere" il Berlusconi che non oppone il segreto di stato sul caso Abu Omar...
Passiamo ad alcune indagini "bollenti", a delle possibili "piste". Una su tutte. 19 febbraio 2007. I militari della Guardia di Finanza perquisiscono gli uffici milanesi della maxi banca d'affari Goldman Sachs, sempre più alla ribalta delle cronache economico-finanziarie sul fronte "salvataggi" e "privatizzazioni". Fra le varie carte sequestrate, spuntano due documenti: un misterioso file "M Tononi / memo - Prodi 02.doc_; e una lettera inviata nel 1993 dalla sede Goldman Sachs di Francoforte alla Siemens, a proposito di "un buon affare" sull'Italtel. A rivelare la circostanza - nel fragoroso silenzio di quasi tutti i media nostrani - è un giornalista del Daily Telgraph, Ambrose Evans Pritchard, il quale punta i riflettori su un'inchiesta della procura di Bolzano, gemella di svariate altre indagini in mezza Europa e che hanno portato, mesi fa, alle clamorose dimissioni del numero uno di Siemens, Heinrich Von Pierer, fidato consigliere economico del cancelliere Angela Merkel (una sorta di Angelo Rovati in salsa tedesca). Giovane assistente di Romani Prodi durante le presidenze Iri, Massimo Tononi (l'M Tononi del file) è oggi sottosegretario all'economia, in prima fila nella redazione del contestatissimo piano Rovati per il riassetto Telecom, nel pedigree la poltrona di super manager di Goldman Sachs nello strategico settore "fusioni e acquisizioni imprese".
BOLZANO INDAGA
I magistrati di Bolzano indagano per concussione, corruzione e riciclaggio sulla vendita nel '94 di uno dei gioielli di casa Iri nel settore delle telecomunicazioni, Italtel, passato alla tedesca Siemens che batté la concorrenza della francese Alcatel. A favorire l'operazione (con un advisor del calibro di Goldman Sachs), una montagna da ben 400 milioni di euro, fra tangenti e fondi neri, a cominciare dai lo miliardi di vecchie lire transitati dai conti correnti di Siemens a quelli dell'ex vertice di Italtel Giuseppe Parrella, originario di Benevento e trapiantato a Bolzano, finito in galera. Fra l'altro, su un conto corrente di Innsbruck intestato a Siemens Ag, tra il '94 e il '99 sarebbero stati movimentati 140 milioni di marchi, 80 milioni degli attuali euro (senza contare le triangolazioni con altre banche e paesi, via Londra e via Tokio in particolare). Nella massa "nera" spuntano anche i lo milioni di marchi bonificati a luglio '97 dai conti Siemens di Innsbruck verso quelli di Goldman Sachs: all'appello, però, manca una qualsiasi fattura o pezza d'appoggio, visto che Goldman era l'advisor...
"Meglio morire che pagare"
la guerra dei Brown alle tasse
24 luglio 2007
Stati Uniti: evasori da 11 anni, vivono asserragliati nell'attesa di un raid
Marito e moglie, la Bibbia in una mano, la pistola nell'altra, negano che esista un obbligo di imposte
NEW YORK - Sulle targhe delle macchine è stampato il motto dello Stato del New Hampshire: "Vivi libero o muori".
Centonovantotto anni fa quando il generale John Stark lo coniò, per ricordare le grandi battaglie della rivoluzione americana contro gli inglesi, aggiunse: "La morte non è il peggiore dei mali". Anche Ed e Elaine Brown, affiatata coppia ultrasessantenne che non paga le tasse da 11 anni e ha dichiarato guerra al fisco di Washington, ne sono convinti: "Meglio morire combattendo che vivere in schiavitù".
Anche allora la guerra era cominciata come ribellione contro le tasse, ci furono balle di tè gettate in mare nel porto di Boston e opuscoli che incitavano all'insurrezione. Ma oggi a Plainfield, paesino di boschi e colline a metà strada tra Boston e Montreal, le tasse non sono quelle che vogliono gli inglesi ma l'ufficio delle imposte, la pietra dello scandalo è solo uno studio dentistico che praticava regolarmente l'evasione fiscale, e la protesta non viene stampata clandestinamente ma diffusa ogni momento su internet, con i blog, le radio e i forum di solidarietà.
I protagonisti sostengono che la Costituzione e la Corte Suprema indicano che il lavoro ordinario non vada tassato. Sono stati condannati a cinque anni di carcere e ora vivono asserragliati e armati nella loro casa in campagna. La polizia gli ha tagliato la luce, il telefono, internet, la linea dei cellulari e non gli fa arrivare la posta, ma loro hanno i pannelli solari, una montagna di provviste, il satellite e una torretta di guardia su cui sventola la bandiera a stelle e strisce. Pistola in una mano, bibbia nell'altra, aspettano i federali lanciando frasi di sfida: "La nostra è una battaglia per la libertà, sarà un bagno di sangue".
La loro casa è diventata meta di pellegrinaggio, arrivano reduci del Vietnam e dell'Iraq, studenti pacifisti, attivisti del movimento contro le tasse, vecchi libertari, suprematisti bianchi impregnati di razzismo e miliziani che teorizzano la lotta contro il potere di Washington, dell'Onu, del Wto e delle multinazionali. Ognuno porta qualcosa: telefonini con la scheda prepagata, torce elettriche, hot dog e hamburger, cassette di frutta, visori notturni di quelli che usano i militari e perfino un pastore tedesco, di nome Zoey, che è diventato la loro mascotte. Piantano le tende nel giardino, restano a discutere per ore e aggiornano il blog e la pagina che i Brown hanno su MySpace. Dieci giorni fa, nell'anniversario della rivoluzione francese, il network radiofonico We The People, che si batte contro Bush per un America protezionista, isolata dal mondo e senza immigrati clandestini, ha organizzato un piccolo concerto nella loro tenuta. C'erano una mezza dozzina di gruppi country e rock e duecento persone arrivate da tutta l'America per gridare "Salvate i Browns". Mentre gli elicotteri della polizia volteggiavano sopra gli alberi, a suonare la chitarra c'era Dave Cahill, 24 anni con una maglietta che chiede la verità sull'11 settembre... (Mario Calabresi)
L_unica politica possibile
24 luglio 2007
Scopo della politica è quello d_individuare soluzioni innovative finalizzate ad indirizzare, amministrare, incrementare le risorse nazionali, pubbliche e private, per il miglioramento del bene comune di tutti e di ciascuno.c
Oltre a ciò la politica è chiamata a svolgere correttamente la formazione e l_informazione culturale, a tutti i cittadini facendo loro chiaramente comprendere la differente condizione tra l_essere considerati soggetti e non oggetti nell_azione politica, come ora generalmente avviene.
Le due azioni combinate, svolte correttamente, disinteressatamente e con spirito di servizio dai politici, forniscono loro gli unici presupposti per poter esercitare legittimamente l_azione politica svolta nell_interesse dei propri elettori.
Mentre le scelte e gli indirizzi delle varie correnti e formazioni politiche e culturali, inerenti al miglior sistema per la ridistribuzione del reddito prodotto dall_intera collettività, possono essere soggettive, condivise od opinabili, sempre se sorrette in buona fede, un punto resta incontrovertibile: quello di preoccuparsi, in primis, di disporre delle necessarie risorse economiche per realizzare i propri programmi enunciati e perseguiti.
Senza questa verifica, senza un chiaro e realistico programma per il recupero del signoraggio e delle risorse economiche, sciaguratamente cedute nel passato dalla politica al sistema bancario e monetario, secondo la visione tomista, qualunque azione intrapresa da una qualunque formazione politica, di qualunque colore, risulta vana, velleitaria ed ingannevole verso il prossimo, verso i propri aderenti politici, verso la propria persona ed ancor peggio verso i propri figli.
Posto che il miglior sistema conosciuto per produrre e ridistribuire la ricchezza prodotta dall_intera comunità, risulta quello dell_iniziativa privata e del libero mercato, con la conseguente preminenza della meritocrazia, occorre fermamente stabilire il limite invalicabile per tutte le attività di pubblico interesse, specialmente per quelle che non possono essere svolte in regime di concorrenza, le quali debbono assolutamente essere amministrate pubblicamente. (distribuzione acqua, gas, energia, sanità, nettezza urbana, autostrade, ecc.) nell_interesse collettivo al puro costo d_esercizio.
Ormai è stato individuato con precisione come e dove reperire le risorse necessarie per esaudire le istanze sociali, neglette sia dal polo di destra che da quello di sinistra, pertanto risulta inderogabile, nell_interesse generale, unire tutte le componenti politiche e culturali, di qualunque tendenza, non ancora asservite ai poteri forti, per smascherare quelle al servizio dell_apparato bancario e monetario, per far riappropriare allo Stato la sovranità monetaria, in nome e per conto dei propri cittadini, posto che il tutto già appartiene loro.
Solo successivamente potrà risultare ammissibile avviare confronti e distinguo tra le eventuali diverse posizioni e soluzioni culturali, finalizzate ad individuare il più efficace sistema per la ridistribuzione della ricchezza prodotta dall_intero mercato, con il sano e rigido concetto del: _a ciascuno il suo_... (Savino Frigiola)
«Datemi i miei 300mila euro» E in banca chiamano la polizia
23 luglio 2007
Forse ha visto se stesso come Paperone che nuota tra i soldi. O forse ha capito che a 85 anni, tenere ancora da parte i risparmi non era una grande idea. Così l_altro giorno si è presentato in banca per prelevare 300mila euro. Insospettendo il direttore che ha chiamato il 113. Fugato ogni dubbio l_anziano se n_è poi andato con l_intero malloppo.
Sono circa le 13 quando il pensionato si presenta alla Banca Popolare di Milano di via Zurigo chiedendo di estinguere il conto. Trattandosi di 300mila euro, l_impiegato pensa bene di avvertire il direttore. Che fa accomodare il cliente nel suo ufficio, dove però l_ottuagenario insiste nella sua richiesta: «Voglio tutti i soldi».
Nel dubbio parte una telefonata al 113 e dopo poco un equipaggio si presenta in via Zurigo. Prima un_occhiata intorno per vedere se c_è qualche «pescecane» in attesa all_uscita, pronto a derubare l_anziano, poi due chiacchiere con il correntista. Il quale ripete che lui è ormai avanti con gli anni e quindi è stanco di tenere i soldi ad ammuffire. «Voglio goderli, spendendoli ma anche solo guardandoli- ha spiegato -. Non vi preoccupate so benissimo che in giro ci sono un sacco di malintenzionati pronti ad aggirare un povero pensionato, ma io non ci casco».
Di fronte a tanta determinazione non è rimasto che mettere insieme i quattrini e far accompagnare a casa l_arzillo vecchietto. A noi ora piace immaginarlo in partenza per qualche località esotica dove in bermuda e occhiali da sole, tra palme e giovani fanciulle si godrà gli ultimi anni. Come si dice: una bella botta di vita.
Tratto da: www.ilgiornale.it
O forse ha capito che delle banche non ci si può fidare,
avreste fatto di tutto per non darglieli, avete chiamato la Polizia,
molti agenti leggono www.signoraggio.it
Il libro da leggere
22 luglio 2007
_LA FABBRICA DEL DEBITO, DELL_USURA E DELLA DISOCCUPAZIONE_
Se scopo della politica è quello di salvaguardare gli interessi della collettività ed organizzarne il suo armonico sviluppo, risulta imperativo per ogni formazione politica e associazione di categoria occuparsi dei problemi economici e monetari a salvaguardia dei cittadini e degli associati. Secondo il diritto naturale ed in ossequio alle elementari norme di giustizia, i valori dei beni prodotti debbono essere ridistribuiti con equa proporzione all'apporto conferito da ciascuno per produrli comprendendo gli addetti ai servizi generali.
Medesimo atteggiamento deve essere riservato allo strumento di misura dei valori che è la cartamoneta. Il mercato deve essere disponibile a remunerare i costi di produzione e gestione della cartamoneta stessa, ma non può accettare che il tipografo delle banconote possa reclamare ed imporre alla collettività non solo i costi di stampa ma anche il corrispondente valore facciale dei titoli monetari da lui stampati. In tal caso poiché i titoli monetari rappresentano specularmente i beni che vanno a misurare, ne deriva che contestualmente al valore dello strumento di misura (moneta) il "tipografo" finisce per appropriarsi dei beni e patrimoni misurati con i suoi titoli monetari.
Ancora più incisiva per l'armonico sviluppo della Nazione, risulta la gestione pubblica della funzione monetaria in tutti i suoi aspetti, al punto che diventa contradditoria, se non impossibile, l_azione di qualunque Governo che non disponga di tutte le leve economiche ivi compreso la piena sovranità sulla moneta utilizzata dal territorio amministrato.
Le formazioni politiche di qualunque colore, che non intendono dotare l'Esecutivo di tutti gli strumenti indispensabili al governamento dell'economia, finiscono per illudere il proprio elettorato quando promettono iniziative rivolte ai miglioramenti sociali ed economici palesemente in contrasto con i poteri d'intervento dello stesso Governo.
O ai politici democraticamente eletti dal Popolo Sovrano, è riconosciuta la responsabilità e la piena e legittima rappresentanza degli interessi dei singoli elettori, con pieno e doveroso diritto d'intervento in tutte le problematiche economiche e monetarie della Nazione, oppure meglio rinunciare a tutti i costosi apparati di rappresentanza democratica, compreso le più alte cariche di rappresentanza dello Stato, e rassegnarsi ad essere governati dai Governatori, giacché avviene senza costo e nessuno viene disturbato per la loro proclamazione.
E umiliante per il politico, ma ancor più per chi lo ha eletto, considerare di capacità limitata il mandato Parlamentare di rappresentanza legittimamente conferito. Sostenere che la Politica, per propria carenza culturale non è abilitata ad occuparsi dei problemi economici e monetari della propria Nazione, equivale a voler disciplinare il livello culturale che deve disporre il cittadino per poter esercitare i proprio diritto al voto.
Continuare ad eleggere rappresentanti che invece di occuparsi dei problemi vitali de Paese vengono relegati a problematiche sia pure a volte importanti ma di portata circoscritta, quasi a volerli far giuocare con il pallottoliere, riteniamo oggi non possa più interessare a nessuno.
(Tratto dal libro: _LA FABBRICA DEL DEBITO, DELL_USURA E DELLA DISOCCUPAZIONE_ di Savino Frigiola. Edito da PRAGMATEIA)
Gazprom sceglie Total come socio
17 luglio 2007
MOSCA - Putin ha sospeso la partecipazione della Russia ai trattati sulle forze convenzionali in Europa.
«Una nuova guerra fredda», strillano i media.
«Putin scatena una nuova corsa agli armamenti».
«Putin minaccia l'Europa».
Ciò che i media invece non hanno detto è questo: negli stessi giorni, Gazprom ha scelto una compagnia europea - la francese Total - come socia per lo sfruttamento dell'immenso giacimento Shtokman in Siberia, ritenuto la più grande riserva mondiale di gas. (1)
Su questo giacimento (3.700 miliardi di metri cubi accertati, forniture assicurate per 50-60 anni) avevano messo il cappello, durante l'era Eltsin, le compagnie americane.
In origine infatti lo Shtokman doveva essere la fonte del nuovissimo mercato del gas liquefatto (GPL) da destinare agli Stati Uniti.
Con il nuovo accordo con la Total, invece, il gas russo transiterà anzitutto nel gasdotto «North-Stream», costruito a tappe forzate da Russia e Germania nelle profondità del Baltico: per rifornire dunque l'Europa come cliente privilegiato.
Naturalmente il contratto è molto favorevole a Gazprom, ossia all'interesse nazionale russo.
«La parte di Gazprom nel progetto è del 75%, quella di Total del 25%», ha detto Aleksei Miller, il presidente di Gazprom.
La nuova società sarà solo «proprietaria delle infrastrutture di sfruttamento».
Total non sarà dunque padrona delle riserve (le licenze relative restano a Gazprom) ma parteciperà alla gestione e fornirà il suo know-how.
E ai concorrenti americani, Chevron e Conoco, resteranno (forse) le briciole restanti.
Ma per Total è comunque un colpo grosso, tanto più che Mosca aveva minacciato di toglierle il contratto di raffinazione del giacimento Khariaga (stimato a 96 milioni di tonnellate) per non aver adempiuto agli obbiettivi prefissati di produzione.
La scelta dei francesi è dunque tutta politica.
Difatti, come ha chiarito il giornale economico russo Vedemosti, segue alla telefonata intercorsa il mercoledì precedente tra Putin e Sarkozy, di cui ha preso l'iniziativa quest'ultimo... (Maurizio Blondet)
«Tornare alla moneta di Stato»
15 luglio 2007
Tornare alla moneta di Stato, libera da interessi; vietare l'espansione del credito creato dalle banche per la speculazione; abolire la Banca Centrale privata come banca d'emissione.
La novità è che ad avanzare queste proposte rivoluzionarie non è un economista «selvaggio» alla Gesell o alla Ezra Pound, bensì Richard Cook, che è stato per vent'anni altissimo funzionario al Dipartimento del Tesoro USA e ha lavorato con Carter alla Casa Bianca.
Solo così, dice, si può salvare il mondo dall'imminente crak globale.
In un importante articolo, Cook definisce la globalizzazione e il sistema finanziario globale che su essa prospera «un manicomio».
«E i matti, come spesso accade in economia, dirigono il manicomio: sono i banchieri centrali e i magnati della finanza. L'economia del pianeta è decisamente in declino, un declino che i finanzieri non possono fermare perché la causa è il sistema di cui loro sono gli operatori».
«Il problema non è limitato agli USA. La disoccupazione cresce in tutto il mondo, l'indebitamento sale, le infrastrutture non vengono rinnovate, i prezzi delle materie prime aumentano. Ciò che accade illumina i fallimenti della finanza globalista occidentale, che ha devastato la stabilità politica», ossia è la causa diretta delle guerre, del terrorismo e della grande criminalità endemiche nel sistema globale, dice Cook.
Probabilmente «vedremo gravi crisi finanziarie nei prossimi mesi: l'allarme viene da istituzioni superciliose come la Banca del Regolamenti Internazionali e il fondo Monetario. Potremmo anche assistere alla fine dell'epoca in cui i finanzieri hanno governato il mondo».
Siamo vicini al punto di rottura in cui gli Stati o i loro militari o i loro apparati possono smettere di essere passivi davanti al disordine crescente.
«Sta già accadendo in Russia», nota Cook.
Gli Stati che meno saranno capaci di riprendere in mano il loro destino, aggiunge, saranno quelli che sono rimasti più passivi davanti alla decomposizione provocata dal loro settore finanziario.
Quelli che hanno applicato più pedissequamente i dogmi liberisti: privatizzazione, deregulation, speculazione libera... (Maurizio Blondet)
_Date a Cesare quel che è di Cesare_
12 luglio 2007
Perché il Popolo paga gli interessi per usare un bene che gli appartiene sia formalmente sia sostanzialmente?
Fatti.
1) In risposta a due interrogazioni del 3 novembre e 1° dicembre 1994, rispettivamente dei senatori Natali e Orlando (appartenenti il primo al gruppo di Alleanza Nazionale, ed il secondo al gruppo di Rifondazione Comunista), il Sottosegretario di Stato per il Tesoro, Vegas, ha ripetuto quale fosse il compito istituzionale dell'Istituto di Emissione ed ha ribadito che questo non fosse proprietario dei valori monetari e che per tutta la durata della circolazione la moneta rappresentasse un debito, come tale iscritto nel bilancio dell'istituto fra le poste passive. Come ulteriore argomentazione il Sottosegretario Vegas ricordò come nella attuale dottrina economica e nelle opinioni pubbliche degli Stati europei fosse avvertita e radicata l'esigenza "di non concentrare nelle mani di uno stesso soggetto politico, quale potrebbe essere l'autorità di governo, il potere di creare moneta e quello di spenderla, onde impedire che la moneta diventi strumento di lotta politica"; e ricordò che tale esigenza aveva trovato esplicito riconoscimento giuridico nel Trattato di Maastricht, che "sancisce il principio cardine dell'autonomia delle banche centrali dalle autorità governative statali, affidando in via esclusiva alle prime le funzioni monetarie e lasciando invece alle seconde la cura della politica fiscale e di bilancio".
2) Nella seduta della Camera dei Deputati tenutasi il 17/03/1995, il deputato Pasetto rivolse una interrogazione al Ministro del Tesoro per sapere se non intendesse promuovere una riforma legislativa diretta a definire la moneta un bene reale conferito, all'atto dell'emissione, a titolo originario di proprietà di tutti i cittadini appartenenti alla collettività nazionale italiana, con conseguente riforma dell'attuale sistema dell'emissione monetaria, che trasforma la banca centrale da semplice ente gestore ad ente proprietario dei valori monetari. Nel rispondere a tale interrogazione, il Sottosegretario di Stato per il Tesoro, Carlo Pace, ha affermato: è inesatto sostenere che la banca centrale è proprietaria dei valori monetari, avendo per legge il compito istituzionale di emettere moneta e quindi crearla e di immetterla in circolazione "mediante il trasferimento ad altri soggetti, normalmente verso il corrispettivo di titoli o valute estere, attraverso le operazioni a tal fine legislativamente previste (quali, ad esempio, quelle di risconto o di anticipazioni, disciplinate dagli articoli 27 - 30 del Regio Decreto 28 Aprile 1910, n. 204, e successive modificazioni)"; ciò premesso, "in sostanza, per tutta la durata della circolazione, la moneta rappresenta un debito una passività dell'Istituto di Emissione; e come tale è iscritta, nel suo Bilancio, fra le poste passive".
3) Nel documento allegato relativo al signoraggio, il Prof. Riccardo Rovelli, docente ordinario del Dipartimento di scienze economiche dell_Ateneo felsineo, illustra come il signoraggio percepito dalla banca centrale venga trasferito al governo; segno evidente che la proprietà della moneta è dello Stato, in quanto rappresentante del Popolo, in ossequio al primo articolo, secondo comma della Costituzione repubblicana.
4) Il 12 marzo 2007 presso la Sala del Baraccano, via Santo Stefano 118, Bologna, in occasione di un incontro pubblico organizzato da _Impegno Civico_ e da Centro Studi "Lucio Colletti", incentrato sulla presentazione di un libro sulla Sovranità Popolare della Moneta, il Prof. Massimiliano Marzo, docente associato del Dipartimento di scienze economiche dello stesso Ateneo, nel corso del Suo intervento ha sostenuto che _la moneta già oggi è del Popolo_.
5) Dal punto 2) sopra riportato osserviamo che _per tutta la durata della circolazione, la moneta rappresenta un debito una passività dell'Istituto di Emissione; e come tale è iscritta, nel suo Bilancio, fra le poste passive_; infatti le banconote in circolazione sono poste nello Stato Patrimoniale del bilancio della Banca d_Italia proprio al _PASSIVO_ e quindi vanno considerate a tutti gli effetti come un debito per banca centrale; di qui l_affermazione di cui al punto 1).
Tutto ciò premesso preciso che non intendo effettuare una valutazione quantitativa delle sorti del signoraggio, ma un semplice esame qualitativo. Preciso inoltre che quando parlo di moneta intendo quella di nuova emissione.
Osservazioni.
a) La banca centrale è l_unico soggetto planetario che ha la facoltà di contrarre un debito percependone nel contempo gli interessi, anziché venir chiamata a pagarli.
b) D'altro canto tutti gli Stati, proprietari delle rispettive monete, per beneficiarne sono chiamati a pagarne gli interessi. (Ing. Lino Rossi)
Ron Paul contro la Federal Reserve
10 luglio 2007
Dalle banche armate alla Banca Popolare Etica
10 luglio 2007
Da diversi anni esiste in Italia la _Campagna Banche Armate_ (www.banchearmate.it, promossa da _Missione Oggi_ un mensile dei missionari saveriani, _Mosaico di Pace_ il movimento cattolico internazionale per la pace e il mensile dei padri comboniani _Nigrizia_) con lo scopo di fare trasparenza sui finanziamenti privati delle banche commerciali all_export di armi.
In base alla legge numero 185 del 9 luglio del 1990 sul _controllo dell_esportazione, importazione e transito di armi_ è possibile (anche se c_è stato il tentativo di copertura) conoscere i nomi delle istituzioni bancarie che di riffa o di raffa, si incamerano ogni anno (dati anno 2006) ben 1,5 miliardi di euro! Cifra record dell_ultimo ventennio, secondo Paolo Beretta (un cognome, un karma), il coordinatore della Campagna.
Con un governo di (pseudo) sinistra e di (pseudo) pacifisti, _l_export di morte_ ha avuto una impennata, rispetto il 2005, del 61%.
Il documento della Camera dei Deputati pubblicato nel sito del Governo non è certo facile da visionare, visto che si tratta di un tomo di 936 pagine, ma alla pagina 340 alla voce _Riepilogo per ISTITUTO DI CREDITO relativo al periodo 2006_ appare una interessante tabella dei 38 istituti che partecipano alla spartizione del miliardo e mezzo di euri (per essere precisi: l_importo totale delle autorizzazioni è 1.492.605875,64)
Devo fare una precisazione obbligatoria per coloro che ancora non sanno che i soldi dei nostri risparmi, di una vita di sacrifici, depositati in alcune banche (vedi elenco per esempio), vengono usati anche per finanziare l_esportazione di armi!
Magari per qualcuno non è rilevante sapere che i propri soldi partecipano indirettamente a _morte e distruzione_, perché per molte persone la cosa importante rimane il profitto (con gli attuali tassi bancari?), ma per coloro che hanno una morale, un minimo di coscienza attiva e non ipnotizzata, questo non va bene.
La cosa vergognosa e inaccettabile è che questi investimenti avvengono all_insaputa dei risparmiatori che in libertà dovrebbero poter scegliere se accettare o meno. Ma questo sappiamo bene è il classico sistema d_azione del potere che mette il cittadino (ignorante, cioè che ignora) dinnanzi al fatto compiuto. Quindi sarebbe un bel segnale di presa di coscienza e di moralità nei confronti della guerra e dei crimini commessi nel suo nome, togliere i propri risparmi (per coloro che ancora ne hanno), e spostarli in un altro istituto di credito tradizionale, o cooperativo ancora meglio, motivando però la propria decisione non al direttore di filiale, ma alla Direzione generale.
Non servirà a nulla, penserà il passivo, ma se lo facciamo, innanzitutto metteremo in moto la nostra volontà realizzando qualcosa di concreto! Basta ciance perché è arrivato il momento delle azioni. Se questo venisse fatto da un consistente numero di persone, sicuramente qualcosa cambierebbe_.anche solo a livello di coscienza!... (Marcello Pamio)
I segreti servizi di Ar Lecchino servo di due padroni
9 luglio 2007
Nel sito dei Servizi di Informazione e Sicurezza della Repubblica Italiana si legge queste righe
http://www.serviziinformazionesicurezza.gov.it
I commenti in rosso sono miei.
:: I servizi di informazione e sicurezza oggi
La legge 24 ottobre 1977, n. 801 ha determinato una sostanziale rifondazione del settore informativo. Ha privilegiato un'impostazione articolata dei Servizi, poiché si è ritenuta prevalente l'esigenza di evitare una forte concentrazione di potere per quanto riguarda sia l'attività informativa, sia la responsabilità politica. Sono stati pertanto istituiti:
_ il SISMI, alle dipendenze del Ministro della Difesa, che ha compiti informativi e di sicurezza per la difesa, sul piano militare, dell'indipendenza e dell'integrità dello Stato;
_ il SISDE, alle dipendenze del Ministro dell'Interno, con compiti informativi e di sicurezza per la difesa dello Stato democratico e delle istituzioni che, secondo la nostra Costituzione, sono a suo fondamento contro chiunque vi attenti e contro ogni forma di eversione.
Qualcuno vi attenta ogni giorno in modo subdolo dalla fondazione della Repubblica Italiana.
La suddivisione delle competenze è stata individuata sulla base dell'interesse da tutelare (sicurezza militare e sicurezza democratica) e non su base territoriale (Servizio interno e Servizio esterno) come avviene per lo più negli altri Stati*.
Quindi lo Stato ha più servizi, più spese, più segreti.
La struttura dell'intelligence italiana si completa con la Segreteria Generale del CESIS (Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza), che non è un terzo Servizio, ma il punto di raccordo a cui sono affidati, tra gli altri, compiti di canalizzazione delle informazioni fornite dai Servizi verso il Presidente del Consiglio, di coordinamento e di indirizzo in materia di personale, di interfaccia tra il settore intelligence e le altre pubbliche amministrazioni.
Un filtro passa basso.
Gli appartenenti agli Organismi di informazione e sicurezza non rivestono la qualifica di agenti o ufficiali di polizia giudiziaria.
*La suddivisione su base territoriale opera, esclusivamente, per il contrasto alla criminalità organizzata (Legge n. 410/91). Il SISMI opera all'estero, il SISDE all'interno.
Uno di qua e uno di là senza inCiamparsi addosso.
(*) In base alla legge n. 25 del 1997 è stato poi creato un unico Reparto Informazioni e Sicurezza (R.I.S.) a livello interforze. Il R.I.S. è chiamato ad assolvere i compiti già espletati dai tre SIOS di forza armata: un_organizzazione più matura e più vicina a quella dei principali Paesi europei.
Vabbhe!
*-*
:: Cosa fanno i Servizi
Nel corso del tempo l'attività dei servizi è andata caratterizzandosi prevalentemente come supporto ad esigenze militari: per ogni Stato si è imposta la necessità di raccogliere notizie sulle attività sviluppate da altri Stati. Con differenti scopi: per diminuirne l'efficienza difensiva, sabotare le difese altrui oppure limitarne l'indipendenza e la sovranità, assoggettare e schiavizzare o anche per turbare ed infrangerne i legami di alleanza con altri Paesi.
Fomentare guerre con azioni poco eleganti, generare l'odio, spargere sale, creare disgregazione sociale.
Oggi questa attività conoscitiva si è notevolmente allargata. Il concetto di azione ha subito, per esempio, una trasformazione sostanziale: ci si occupa di gruppi terroristici, nazionali ed internazionali, di criminalità organizzata come anche di altri settori tra i quali l'industria, l'economia, la finanza.
Ecco qua, quello che cercavo: _l'industria, l'economia, la finanza_, dopo aver fatto le pulci per cosi dire, alla Guardia di Finanza, che la guardia non fa, (IL PIU GRANDE EVASORE FISCALE E' CHI BATTE MONETA PRIVATAMENTE) sono costretto a chiedere ai nostri illustrissimi servizi segreti, che ne pensano dell_economia italiana, che ne pensano del debito pubblico, che io, piccolissimo ma cittadino sovrano, ritengo sia una truffa, una colossale truffa a danno di tutti i cittadini che la costituzione sancisce come sovrani, che ne pensano i servizi segreti, non sarà anche questo un segreto? Lo sapete che la Banca d_Italia non è d_Italia ma appartiene a privati? Lo sapete che il debito pubblico è il pizzo mafioso che ogni politico sventola in faccia ad ogni cittadino sovrano dai banchi del parlamento e dai media? Lo sapete che la Banca d_Italia commette un illecito nel bilancio appostando al passivo le banconote in circolazione occultando il reddito, quindi evadendo le tasse dovute allo Stato, facendo così sparire nelle vie del NERO una colossale montagna di denaro? io ve l'ho detto, non veniteci a dire che non lo sapete, da adesso non avete più l'attenuante dell'ignoranza.
ALLARME!!
ALTRA GROSSA, GRASSA RAPINA IN VISTA!!
8 luglio 2007
Complici di rapina o somari inadeguati_ fuori dalle balle!!
In un disegno di legge che porta la firma del il senatore ex Comunisti Italiani Ferdinando Rossi attualmente iscritto al Gruppo Misto di Palazzo Madama, questo losco individuo ha proposto l_utilizzo delle riserve d_oro depositate a Palazzo Koch, per combattere e contenere il grave problema
del debito pubblico italiano. Grave? Certo è una truffa!!
Secondo le stime la Banca d_Italia custodisce (duemilaquattrocentocinquantadue) 2.452 tonnellate di lingotti d_oro nei suoi forzieri, per un valore di 60,7 miliardi di euro.
Le 2.542 tonnellate d_oro non sono di proprietà della Banca d'Italia, ma dei cittadini sovrani italiani.
Sappiamo tutti che il debito pubblico è inestinguibile, terminate le rapine delle privatizzazioni, anche svendendo il nostro oro non si risolverà nulla, ma saremo ancora più poveri e privi di ogni risorsa, dunque le proposte di saccheggio continuano, in nome del "pizzo mafioso chiamato debito pubblico" che il politicastro sia di destra che di sinistra ci sventola in faccia ogni giorno dai banchi del parlamento e sui media, credere che con la svendita dell_ultima ricchezza italiana si risolvono i problemi è da "cretini", questo pensano i politicastri di noi cittadini costituzionalmente sovrani ma in realtà schiavi di una classe politica corrotta nemica del popolo al servizio delle banche internazionali.
L_oro degli italiani non si tocca, via i ladri dal parlamento e dal nostro paese!!
Pioggia di fischi per Visco che evade anche le domande
8 luglio 2007
La sede dell'incontro non poteva che essere quella: il «viceministro delle tasse», Vincenzo Visco, ieri è arrivato a Genova nella sede dell'Agenzia delle Entrate di via Fiume per festeggiare i dieci anni dell'agenzia. E lì è giunto scortassimo, intorno alle 10.30.
La sua capacità di appeal nell'elettorato, compreso quello del centrosinistra, lo aveva tenuto lontano dalla Lanterna durante la recente campagna elettorale. E al suo arrivo, anche ieri, non sono mancate le contestazioni. Mica quelle dei commercianti o dei piccoli medi imprenditori, «vittime» predilette dello storico ministro delle Finanze del primo governo Prodi, oggi al lavoro all'ombra di Padoa Schioppa. Non c'erano neppure gli operai, che hanno conosciuto «la cura Visco» nelle busta paga 2007. A contestarlo invece, si sono presentati i «suoi uomini»: gli impiegati del pubblico impiego, i lavoratori dell'agenzia delle entrate. Una cinquantina di persone che lo hanno fischiato e salutato con cartelloni tutt'altro che di benvenuto: «Dite a tutti che ci rendete schiavi del signoraggio», «Sciopero generale: salari europei, contratti di lavoro veri», «Non tagliare le pensioni ma recuperare le evasioni», «Tasse: pagare meno, pagare tutti».
E a spiegare il senso della protesta ci ha pensato Pietro Andriani, lavoratore nell'esecutivo regionale del pubblico impiego: «Raccontano che vogliono puntare sulla lotta all'evasione fiscale, ma come è possibile se non ci pagano le indennità in modo adeguato, se non assumono nuove persone, e se ci vengono concesse pochissime ore di straordinario retribuite? A parole, in politica, è facile dire una cosa, ma senza il nostro lavoro pratico è impossibile stanare gli evasori». Simonetta Peruzzi rilancia: «Non vogliamo più promesse e pacche sulle spalle, vogliamo che si investa sul nostro futuro». E ancora: «Chiediamo a Visco e al direttore dell'Agenzia delle Entrate di aprire un tavolo di confronto ampio tra governo, parti sociali e organizzazioni sindacali sulla materia fisco».
Il viceministro però schizza dentro la sede dell'agenzia, noncurante dei contestatori così come delle domande dei giornalisti. Eh già, perché «l'uomo delle tasse» ha pensato di rispondere solo alle domande gradite e poi voltar le spalle a tutti gli altri. Al Giornale ha risposto con l'arma del maggior disprezzo: il silenzio. Ai cronisti del Secolo XIX ha invece dovuto spiegare come deve funzionare il tollerante apparato informativo di sinistra: «Con voi non ci parlo, non mi siete simpatici».
Perché se il Giornale è reo di non aver perdonato nulla a Visco, di aver criticato la sua politica fiscale lacrime e sangue, di aver parlato degli intrecci Ds-Unipol per la scalata Bnl, di aver documentato le sue pressioni al generale Speciale, notizie che hanno portato a un dibattito parlamentare e a un'appena avviata inchiesta della magistratura, del quotidiano genovese non sono piaciute le indagini sulle slot machine e su altri giochi d'affari. Così gli uomini della scorta hanno dovuto «proteggerlo» dalle domande e allontanarlo dai giornalisti. Anche se, per far questo, hanno dovuto spingere giù dalle scale un operatore Mediaset, che per miracolo è riuscito a non cadere, evitando danni a lui e ai colleghi. Ma anche questo fa parte della democrazia e del prezzo da pagare per vivere davvero con libertà e pluralismo informativo. Proprio come sinistra comanda. Comanda, eh già. ( Tratto da: il Giornale.it )
SIGNORAGGIO, DEBITO PUBBLICO,
BANCHE, PRIVATIZZAZIONI
6 luglio 2007
RINASCITA
5 luglio 2007
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SIGNORAGGIO, RISERVA FRAZIONARIA,
BANCHE CENTRALI DI EMISSIONE
5 luglio 2007
Il signoraggio è la rendita che chi batte moneta realizza dal produrla, ed è pari al valore dei beni e dei servizi ottenuti in cambio della fornitura di moneta, detratti i costi di produzione della moneta medesima.
La moneta metallica reca o recava l_indicazione della quantità di metallo pregiato contenuta in essa. Il valore di scambio è dato, appunto, dalla quantità di questo metallo.
Per emettere moneta è quindi fondamentale il dominio delle miniere. I re si interessano di conquistare i distretti minerari auriferi e argentiferi.
Col tempo, già in epoca romana, vediamo che gli Stati incominciano a emettere monete metalliche il cui valore nominale, ossia quello indicato su di esse, supera il valore del metallo in esse contenuto. Ad esempio, in un primo tempo abbiamo una moneta contenente venti grammi d_oro, denominata come Dieci Soldi. Poi lo Stato, per risparmiare oro, conia una moneta identica, con l_indicazione di valore _Dieci Soldi_, ma contenente solo dieci grammi d_oro. Lo Stato usa tuttavia questa moneta per pagare i suoi debiti (la mercede di operai e soldati, per esempio) contandola e facendola accettare come Dieci Soldi, almeno finché non si svaluta. In questo modo, guadagna il 50% del valore nominale _ nel senso che risparmia il 50% del costo d_oro nel pagare i propri debiti. Pagare un debito pari a venti grammi d_oro gli costa solo dieci grammi d_oro. Questa differenza tra costo di produzione del denaro e valore nominale del denaro dicesi _signoraggio_. Oggi che il denaro non è più coperto da oro e ha quindi un costo di emissione trascurabile, il _signore_ che lo emette _ ossia, le banche centrali _ realizza un signoraggio pari quasi al 100% del valore stampato sul denaro stesso, senza mettere in esso alcun valore reale. In tal modo, realizza un ricavo pari all_importo del denaro emesso, però, con un falso economico, non riporta questo ricavo in bilancio nel conto dei profitti e delle perdite, così non dichiara questo utile e non lo deve rimettere allo stato né vi paga sopra le tasse.
D_altronde, il valore, ossia il potere di acquisto del denaro (la domanda di esso) non è conferito dalla copertura aurea né da chi lo crea (stampa), ma dal mercato che domanda quel denaro. Così come il valore dei un biglietti di un concerto venduti a 20 Euro l_uno non è conferito dal tipografo che stampa su ciascuno di essi la scritta _Euro 20_ ma dagli organizzatori, dal compositore, dagli strumentisti, dal direttore.
Se io sono il sovrano di una nazione, e per legge riservo a me il diritto esclusivo di emettere moneta, tutti avranno bisogno, ossia dovranno domandare e accettare la moneta da me emessa, perché la moneta è indispensabile a un_economia di scambi. Perciò io potrò usare la moneta che emetto per pagare tutte le mie spese (forniture, stipendi, investimenti, costruzioni; acquisti di terreni e aziende, etc.), per concedere prestiti a interesse e per arricchirmi _ insomma, per comperare i beni e i servizi presenti sul mercato e prodotti da altri, anche se io non produco alcun valore.
Se il costo che sostengo per produrre questa moneta è praticamente nullo, come nel caso che io emetta cartamoneta (banconote), posso impadronirmi dell_economia nazionale senza fatica e senza rischio, comperando beni, aziende, terreni, lavoro, etc., in cambio di carta stampata. I banchieri contemporanei si trovano in questa situazione. (Avv. Marco Della Luna)
Lo strano caso del dottor Fiat e di Mr. Luke
3 luglio 2007
_Pensavo si trattasse di pazzia, ma ora comincio
a temere che si tratti di una cosa ignominiosa._
Robert Louis Stevenson
Il mondo dell_informazione è una vera macina, che tutto mastica, tritura e digerisce: se, poi, la digestione richiede parecchio bicarbonato, questi sono affari nostri, non dell_informazione.
Le recenti affermazioni di Mr. Luke di Montezemolo _ _il sindacato dei fannulloni_ _ subito, peraltro, smentite dal dottor Fiat, sono state troppo presto gettate nel dimenticatoio: non tanto per il tono offensivo e terribilmente démodé dell_esternazione, quanto per la sottovalutazione delle cause che possono averla generata.
Qualcuno ha scorto in quella frase _ sprezzante, da vera_razza padrona_ _ il ticket per un futuro ingresso in politica del signor Fiat: vuoi vedere che, alle prossime elezioni, potremo scegliere fra Fiat e Mercedes, Lancia ed AUDI? Poi, ripensandoci un attimo, ho scosso la testa: per operare simili scelte, basta recarsi da un concessionario auto.
Forse un nuovo partito? E quale? Il MENEF, Movement ENgeenering and Entourage Fiat, oppure il REGOF, Raggruppamento Esterno Giovani Operatori Finanziari?
Di certo, il primo problema del nuovo partito sarebbe la leadership: scartati la Moratti e Veltroni (entrambi parcheggiati nelle due capitali dell_impero, nell_attesa di future destinazioni) non rimarrebbero che il dottor Fiat e Mr. Luke.
La scelta sarebbe ardua perché i due individui _ pur ammettendo una certa somiglianza fisica _ divergono, e parecchio, per le loro impostazioni ideologiche.
Mentre il dottor Fiat sembra guardare più alla tradizione _ meglio quattro soldi da Prodi, sopportiamo il sindacato, paghiamo qualche tassa in più e campiamo tranquilli _ Mr. Luke, come un rinato Brenno, getta pesantemente la spada nella contesa: distruggiamo la Triplice , affondiamo Roma Ladrona, annettiamo l_Italia Meridionale alla Libia ed il resto come nuova stellina della Stars and Stripes.
Inutile ricordare che, da simili prodromi, la linea politica del futuro partito (d_ora innanzi, per comodità, nel testo sarà MENEF-REGOF) nasce viziata da frantumazioni laceranti.
Mai come oggi, per riuscire a dissipare almeno un po_ di nebbia che avvolge il futuro politico-industrial-finanziario del paese, conviene gettare lo sguardo indietro, capire come si è giunti a tanto... (Carlo Bertani)
Business schools: fabbriche di replicanti clonati
3 luglio 2007
Dove pensate siano osannate le teorie economiche su cui si basa la globalizzazione, che centri universitari pensate si siano fatti portavoce di quelle delocalizzazioni produttive che stanno affossando il nostro paese e lo stanno conducendo alla morte economica in seguito ad una emorragia di posti di lavoro.
Guardatevi molto bene, mamma e papà, prima di iscrivere vostro figlio in uno di questi atenei universitari che si definiscono la culla dell_eccellenza accademica, quando in realtà non sono altro che mere fabbriche di replicanti clonati.
Teorie economiche che vengono imposte come se fossero il vangelo della vita, teorie economiche assolutamente apportatrici di ricchezza ed opportunità, a loro modo di vedere. Certo, ricchezza ed opportunità per una piccolissima parte della popolazione: proprio l_essenza della globalizzazione ovvero i ricchi ancora più ricchi ed i poveri ancora più poveri. Ecco a che cosa mirerà, anche inconsciamente, un laureato clonato in una di queste cosi dette università di prestigio.
Intere generazioni di giovani ragazzi trasformati in sciacalli globalizzati che decidono della sorte economiche di migliaia di persone o del futuro economico di altre vite, pur di fare arricchire ancora più spudoratamente i loro padri padroni. Non sono managers, ma schiavi del denaro, i servi più infimi di quella diabolica creatura che ha inventato il genere umano: il profitto indiscriminato.
Intere generazioni di giovani ragazzi clonati per replicare e diffondere il verbo del loro padrone da queste università che si proclamano creatrici di leader d_azienda.
Guardatevi bene dal far diventare vostro figlio uno di questi leader: veri e propri filibustieri disposti a tutto per il profitto. Disposti persino a compromettere il futuro dei loro stessi figli pur di vedere la loro azienda aumentare il valore in borsa, disposti a ideare prodotti di gestione del risparmio spazzatura pur di ottenere una supermega promozione, disposti a lasciare a casa migliaia di lavoratori pur di implementare strategie di ottimizzazione aziendale (così le chiamano).
Purtroppo in queste business schools viene insegnato tutto, tranne l_umiltà ed il buon senso: dalle loro aule fuoriesce una nuova razza di cafoni finanziari (per dirla alla Maurizio Blondet), signori di tutto e sapienti di nulla, prima di pensare di riempire il loro portafoglio, qualcuno pensi di riempire la loro testa con il buon senso e l_integrità morale.
Fate bene attenzione, mamme e papà, a che genere di leaders vengono creati in questi sfarzosi castelli gestiti da baroni dell_antico feudo: persone intellettualmente stuprate disposte a svendere tutto quello che sono pur di raggiungere il profitto indiscriminato, senza considerazione sociale alcuna per le scelte di cui si fanno responsabili.
Purtroppo sarà troppo tardi per questi giovani cloni, figli del dollaro facile, quando a cinquant_anni si renderanno conto di come sono stati abilmente plagiati da illusorie teorie economiche e sarà troppo tardi quando si accorgeranno di come il loro cervello sia stato influenzato con termini e teoremi che gli sono stati imposti senza alcuna riflessione o consapevolezza sociale.
State ben attenti, mamme e papà, perché al posto di una persona di valore, leale ed integerrima vi troverete con un frankestein finanziario disposto a tutto per compiacere il suo unico falso dio, il profitto indiscriminato. (Eugenio Benetazzo)
RINASCITA
2 luglio 2007
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Finchè c_è guerra c_è speranza
1 luglio 2007
Con la “guerra permanente al terrorismo”, dotta teoria formulata da Bush e dall’asse del male (Usa-Inghilterra-Israele), ci si fanno pure i soldi. Basta creare i terroristi (che non vengono dal nulla), con apposite prepotenze e occupazioni militari, o furti di territorio. Per capirci, basta fare la politica dell’ASSE degli ultimi 50 anni, e avremo una guerra infinita che però ha prodotto nel campo israeliano una notevolissima esperienza di contrasto sfruttando proprio questo “status belli”, dove i palestinesi sono le cavie.
E’ stato infatti avviato da Israele un ciclo di produzione di sistemi d’arma ad alta tecnologia (per consentire l’individuazione di terroristi in mezzo alla folla, rendere le frontiere impermeabili ad un attacco, sistemi di interrogatorio sperimentati dalla polizia segreta per ottenere confessioni, dispositivi di sorveglianza video e audio, ecc. ecc,) che ha immediatamente avuto successo sui mercati internazionali e ha portato Israele ad essere il quarto commerciante di armi al mondo, dopo aver scavalcato la Gran Bretagna.
La pubblicità maggiore per il successo dell’operazione l’hanno data i risultati sul campo,visto che, dopo l’attuazione della politica di sigillare i territori palestinesi con muri pieni di alta tecnologia, la penetrazione “terroristica” è stata fermata e il modello è stato subito esportabile su scala internazionale.
Figuratevi quale interesse può avere il complesso “militare industriale”, che è il vero governo di Israele, alla PACE, dove la guerra permanente, sufficientemente controllata, genera consensi e profitti.
Questi i fatti. Ora qualche mia riflessione... (Paolo De Gregorio)
Una ribelle a Cretinopoli?
01 luglio 2007
In diretta alla MSNBC, durante il notiziario del mattino «Morning Joe», che è anche un talk-show.
La giornalista presentatrice sbotta: «Vi devo delle scuse, ed è per il pezzo d’apertura. Odio questa storia. E credo che non dovrebbe essere la notizia d’apertura».
Si tratta, come si saprà poi, degli ennesimi aggiornamenti sulla vita di Paris Hilton «cambiata dal carcere».
E sotto gli occhi prima allibiti, poi sarcastici del co-presentatore, Joe Scarborough, che è anche un ex parlamentare, la donna strappa più volte i fogli che ha in mano, cerca di dar loro fuoco, e alla fine li butta in una macchina sbriciolatrice.
«Complimenti, hai cambiato il mondo», le spara velenoso Scarborough.
«Sì, almeno il mio mondo», replica lei.
Spiega che la notizia d’apertura, secondo lei, doveva essere quella dei senatori repubblicani che, capeggiati da Richard Lugar, si oppongono a Bush sulla guerra in Iraq.
«Ma il mio produttore non mi ha dato ascolto, ha voluto mettere questa [la Hilton] in apertura».
La scena è diventata immediatamente un travolgente successo su YouTube.
Vero è che la giornalista presentatrice, 40 anni, si chiama Mika Brzezinski, ed è la figlia del celebre Zbig, del Council on Foreign Relations - dunque anche in USA le figlie di papà vanno in TV - ma sarebbe difficile immaginare la signora Berlinguer fare lo stesso al TG3...
(Maurizio Blondet)
Quanto costa la contraffazione dell'euro al Popolo Sovrano?
30 giugno 2007
In molti paesi, la contraffazione della valuta viene punita con pene molto pesanti: in certi casi con la pena di morte. E' strano ma, per la comunità occidentale, la moneta contraffatta è meno costosa della cosiddetta "moneta" legale stampata dalla privata Banca Centrale. Difatti il "signoraggio", assommato al tasso di sconto che paghiamo per quest'ultima, si trasforma in debito pubblico. Tenendo a mente che l'emissione di banconote non redimibili, di moneta garantita dal nulla, è un processo inflattivo, generato sia dalla moneta "contraffatta" che, in misura molto maggiore, da quella "legale", occorre riflettere sul fatto che quella "contraffatta" non si tramuta in debito pubblico.
Fatte le opportune considerazioni, la moneta "contraffatta", nell'aggregato, è più conveniente per la comunità.
Rimane allora la domanda sul perché della severità delle pene per chi emette moneta contraffatta: evidentemente serve solo per confondere le idee e sviare l'attenzione dall'enormità della truffa dell'emissione monetaria. La Banca Centrale Europea è una società privata composta dalle private banche centrali dei paesi europei, di cui una è la Banca d'Italia. La Banca d'Italia ha per soci solo delle società private, banche ed assicurazioni, a parte l'INPS, L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
La prima cosa che salta agli occhi è che i soci di Bankitalia rientrano tra quelle società su cui Bankitalia stessa dovrebbe esercitare un ruolo di vigilanza. Un palese conflitto d'interessi troppo evidente per essere casuale. In sostanza, Bankitalia e soci, non dovendo rispondere a nessuno, si configurano come entità anarchiche ed esterne al concetto di democrazia.
Il caso dell'INPS è interessante dal punto di vista criminologico. Il meccanismo di funzionamento dell'INPS è quello che si chiama, in criminologia, "schema Ponzi". L'INPS paga le pensioni ai pensionati di ieri con i contributi dei lavoratori di oggi: come se in un fondo d'investimento si pagassero gli interessi agli investitori con le quote dei nuovi investitori che aderiscono. Questo sistema è giustamente proibito poiché truffaldino. Si tratta di bancarotta fraudolenta. Evidentemente l'INPS è stato gestito da ladri tanto avidi che alla fine lo schema Ponzi non era più sufficiente: perciò le entrate della truffa pensionistica sono state aumentate, tramite l'entrata in società con Bankitalia al 5%, con gli introiti della truffa del signoraggio. Immaginiamo che di qui a breve, poiché la strada del crimine è scivolosa, ci troveremo un INPS che si dedica al traffico di schiavi, al contrabbando d'armi, allo spaccio di droga e chissà cos'altro!
Non è un caso che i soci di Bankitalia siano stati resi noti dalla stampa, in gran parte, solo a gennaio 2004. Il monopolio della Bankitalia assomiglia veramente molto a quella che l'uomo della strada chiamerebbe "associazione mafiosa". Le coincidenze sono davvero tante: segretezza del numero e della composizione dell'assetto societario, requisito dell'onorabilità, mancanza di controlli dall'esterno, ricatto continuo nei confronti dello Stato (per via della monetarizzazione della spesa pubblica), false scritture di bilancio, compresenza di reati diversi (racket, bancarotta fraudolenta, truffa, furto, induzione in schiavitù, etc.), continuità dell'azione criminosa, organizzazione interna gerarchica e vincolo al "segreto". Per diventare un banchiere, bisogna avere il requisito dell'essere "uomo d'onore" (la definizione inglese è: "Man of Trust"), una qualifica senza senso che viene dispensata direttamente dal "governatore" dell'associazione e dai suoi satrapi... (Marco Saba)
Padoa Schioppa il tecnico. Incompetente.
27 giugno 2007
Padoa Schioppa esordì al ministero, ricordate?, accusando il governo precedente di aver lasciato un buco enorme: ciò che giustificò il mettere gli italiani alla torchia fiscale.
Qualche settimana dopo, contrordine: i conti erano in ordine.
La torchiatura aveva anzi prodotto un «extragettito».
Nessuno dei grandi media confindustriali si degnò di rilevare l'errore, rivelatore del semplice fatto che - forse - l'espertissimo, il bravissimo, il lodatissimo eurocrate non sa leggere i bilanci.
Anzi.
L'extragettito fu subito ribattezzato «tesoretto», e promesso alle più varie categorie: poveri, pensionati, parassiti, statali, nani e veline.
I famelici ministri se lo sono conteso in zuffe da cani randagi: a me!
No a me!
Mai stato chiaro quanto fosse il «tesoretto».
Padoa Schioppa non l'ha mai chiarito.
Ha sempre parlato di 2,5 miliardi di euro, ma varie voci ministeriali lo facevano ammontare a 5 miliardi.
Prodi ha accennato a 7,5 miliardi.
Si scrisse che l'astuto Padoa Schioppa taceva, per salvare almeno una parte del tesoretto per l'unica destinazione decente per un «una tantum», la riduzione del debito nazionale.
Ma ora è lecito sospettare che, davvero, non lo sapesse nemmeno lui.
Se parliamo al passato, è perché il tesoretto è passato.
Volatilizzato.
Almeno 4,7 miliardi sono stati mangiati dall'aumento agli statali con gli arretrati (da pagare entro il 2008): il che significa che l'anno prossimo ci estrarranno un altro tesoretto, perché gli statali vogliono anche l'aumento anche nel 2009, nel 2010, nel 2011.
Ma il resto?
L'occulta riserva dell'astuto Padoa?
Anche quello è finito. (Maurizio Blondet)
Il Derby della morte
27 giugno 2007
Moby Prince. A diciassette anni dalla tragedia, ecco riemergere uno scenario da brividi: su quella rotta stavano transitando otto navi militari fantasma cariche di esplosivi provenienti dalla base Usa di Camp Derby… Si delineano nuovi sconcertanti scenari per la tragedia del Moby Prince, il traghetto sulla rotta Livorno-0lbia che appena uscito dal porto alle 22:27 del 10 aprile 1990, entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo, provocando la morte di 140 persone bruciate vive perché rimaste per un'ora senza il minimo soccorso.
Il legale di parte civile, l'avvocato Carlo Palermo, ex magistrato (nel 1985 sfuggi a Trapani ad un attentato mafioso in cui una donna ed i suoi due bambini persero però la vita) avrebbe scoperto prove mai esaminate nel corso delle numerose inchieste che si sono succedute negli anni attorno alla vicenda che, per il muro di omertà che la circonda ed i suoi risvolti internazionali, è stata definita “'Ustica del mare".
Secondo il legale, che difende gli interessi di una parte dei familiari delle vittime, ben sette navi militari americane più una francese quella notte, poco dopo le 22, stavano trasportando ingenti quantità di materiale bellico, compreso esplosivo, proveniente dalla base americana di Camp Derby. Un trasporto da considerarsi eccezionale, data la pericolosità del materiale imbarcato, un'operazione segreta che non risulta autorizzata dalla prefettura di Livorno, come prevedono la legge italiana e le norme sulla sicurezza portuale, e da considerarsi quindi assolutamente illegale.
La Moby Prince , una nave di 6187 tonnellate, lunga 130 metri e larga 20, capace di trasportare 1.490 passeggeri e 360 veicoli - di proprietà della Navarma, compagnia di navigazione dell'armatore napoletano Vincenzo Onorato si sarebbe trovata a percorrere la sua rotta abituale sulla quale incrociavano però imbarcazioni militari che procedevano senza copertura radar, come se fossero navi fantasma. Un intralcio alla navigazione della nave civile che sarebbe così finita contro la petroliera italiana.
Ecco spiegato perché le autorità americane si sono sempre rifiutate di consegnare ai magistrati livornesi le foto satellitari rilevate quella notte. Ed ecco perché, con ogni probabilità, i soccorsi furono scientemente ritardati, proprio per dar modo alle navi della morte di lasciare la scena della tragedia.
Una tragedia che a questo punto assumerebbe davvero i contorni della strage. E che solleva nuovi pesanti interrogativi sulla funzione della base americana di Camp Derby, sul suo ruolo strategico e sul contenuto dei suoi depositi.
Se la scoperta dell'avvocato Palermo sarà accettata e verificata dalla magistratura livornese, un passo avanti potrà essere compiuto sulla strada della ricerca della verità del più grande disastro navale mai avvenuto in acque italiane negli ultimi 100 anni.
Dal canto suo, dopo anni di inerzia e di inchieste sbagliate (per trovare le cause della sciagura si parlò di un banco improvviso di nebbia, ma anche di disattenzione del comandante della Moby Prince, un ufficiale esperto come Ugo Chessa), la procura di Livorno sembra essersi svegliata dal letargo investigativo, acquisendo tutta l'attività informativa del Sisde, il servizio segreto civile.
Resta da chiedersi perché, per un atto così semplice, siano dovuti trascorrere ben 17 anni.
(Di Sandro Provvisionato – tratto da “ La Voce delle Voci”, giugno 2007)
Diamoci i pizzicotti
23 giugno 2007
Ho appena terminato di vedere l’ultima puntata di “Annozero": veramente, aveva acceso la TV per guardare un DVD ma, quando ho sentito che si trattava di clima e d’ambiente, ho ritenuto che fosse giusto ascoltare. Mi sono perso un film.
A dire il vero, la trasmissione sembrava ben incamminata: servizio giornalistico sullo stato del Po, carenza d’acqua, centrali a carbone, energie rinnovabili…oh: vuoi vedere che ne parlano seriamente? Mai fidarsi dei Santi, soprattutto di Sant’Oro.
Premetto che chi si è perso la trasmissione non s’è proprio perso nulla: già ho chiarito che sono stato io a perdermi un film.
Il primo round di scelleratezze se lo giocano Rutelli e Sgarbi: il primo afferma che il consumo pro-capite d’acqua è di 250 litri al giorno, il secondo che è di 25. Nessuno chiarisce se sono consumi civili o se comprendono anche quelli agricoli ed industriali: l’unico dato che ha una parvenza di realtà sono i 25 litri di Sgarbi, che corrispondono però ad una doccia, non al consumo pro capite civile. Rutelli ci avrà aggiunto uno zero, oppure chissà cosa voleva dire, poi ho capito: è giorno di maturità! I due avranno letto male dal Bignami che tenevano ben nascosto! Andiamo avanti.
La palla passa a Dario Fo che, dall’alto della sua veneranda età, ricorda com’era bello l’Olona prima che diventasse una fogna. Ha ragione, ma che c’azzecca con tutto il resto? Con un passaggio che taglia la metà campo, Fo passa a Fo. Da Dario a Jacopo, il quale – in tenuta da pasdaran dell’ambientalismo – racconta che tutto si può risolvere facilmente, installando pannelli solari fotovoltaici.
Peccato che, la legge emanata sia dal governo Berlusconi che dal governo Prodi, è per gli aspetti energetici irrilevante. Si tratta di un esperimento o poco più: con le quote d’incentivi concesse, s’andrà ad incidere per lo 0,00 qualcosa del fabbisogno nazionale. Di più: l’ENEL – approfittando a tempo di record della legge emanata nell’agosto 2005 – si riservò il 75% degli impianti. Insomma, una partita di giro, che a
fine anno Tremonti riscosse con un prelievo sul bilancio della società, la “riedizione” della “tassa sul tubo”.
A questo punto si va avanti con l’attacco di Sgarbi agli aerogeneratori: basta con questi mulini cazzuti che ingombrano le colline! Mi guardo intorno e non ne vedo: in compenso, noto uno sterminio di tralicci per le telecomunicazioni, ma Sgarbi non le considera. Non scempiano.
Peccato che, soltanto pochi giorni or sono[1], l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) abbia messo in guardia proprio dalla proliferazione di tali antenne e tralicci, che causerebbero l’elettrosmog. Ho usato il condizionale perché la scienza non ha ancora chiarito se l’inquinamento elettromagnetico esiste ed è pericoloso: Tullio Regge s’affannò a dire che non esisteva, l’OMS, sulla base di recenti studi, la pensa diversamente. Di certo, Sgarbi non sapeva nulla di tutto ciò.
L’attacco di Sgarbi agli aerogeneratori è violento e diretto: non si devono installare! Mai! E cita l’installazione (bloccata) d’alcuni mulini su amene colline a lui care. Con perfetto stile bipartisan, Rutelli lo conforta: “tranquillo, ho fatto bloccare tutto”. Comincio a darmi il primo pizzicotto: ma che sta succedendo?
Consci della bravura di Piero Angela, e dei suoi esperimenti scientifici in studio, si va alla dimostrazione dell’auto ad idrogeno: un tizio mette a terra una macchinina che non ha nemmeno l’ardire di percorrere un metro. Fallimento: la prossima volta chiameremo qualcuno dello staff di Angela. Secondo pizzicotto... (Carlo Bertani)
Riforma penale, via l'ergastolo
21 giugno 2007
Nella bozza pena massima a 38 anni
Dalla bozza di riforma del codice penale scompare l'ergastolo (sostituito dalla pena massima di 38 anni) e viene introdotta la legittima difesa solo per la tutela della persona, non del patrimonio. Per ridurre in parte la discrezionalità dei giudici, prevista l'abolizione delle circostanze attenuanti generiche per introdurre così l'obbligo di indicare i criteri seguiti per la sentenza. Il giudice deciderà direttamente pene alternative al carcere.
Lo ha anticipato il giudice di Palermo Piergiorgio Morosini, uno dei componenti della commissione che ha iniziato i suoi lavori nel luglio scorso sotto la guida dell'ex parlamentare Giuliano Pisapia, e il risultato del cui lavoro è stato consegnato nei giorni scorsi al ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Addio ergastolo
Il progetto prevede l'abolizione della prigione a vita, sulla base del dettato costituzionale, secondo cui la pena non è punitiva, ma deve servire a rieducare. Si prevede la sostituzione dell'ergastolo con la pena massima di 38 anni di carcere, anche se non è esclusa una "soluzione aperta", ha spiegato Morosini, con trattamenti differenziati per i condannati per mafia e terrorismo. In passato l'abolizione dell'ergastolo era stata proposta da almeno un referendum, che però aveva incassato una maggioranza di "no".
Legittima difesa
Tra le altre misure della riforma, che aggiorna il "Codice Rocco", è previsto poi un ampliamento delle ragioni di legittima difesa, consentita in caso di pericolo di vita e per la difesa della libertà personale e sessuale, mentre viene abolita la norma che prevedeva la difesa del patrimonio, fortemente voluta dalla Lega Nord nella passata legislatura e fonte di forti polemiche tra schieramenti politici e tra magistratura e governo di centrodestra.
Qualcuno mi svegli, e mi dica che sto sognando!!! RIFORMA PENALE!!!
Una cosa importante come la RIFORMA PENALE, e a nessun politico è venuto in mente di proporre un progetto ai cittadini, e sottoporlo a REFERENDUM?
Hanno consegnato la bozza a Mastella? A MASTELLA? A UNO CHE NON SA NEANCHE LEGGERE? Ma la bozza AI CITTADINI la devono consegnare, non a quello lì!!
La riforma penale è una cosa dei cittadini, una cosa nostra, che serve prima di tutto a tutelare la nostra sicurezza. Non possono ignorarci, bypassarci così, come se fossimo invisibili! E se stanotte mi ritrovo tre ladri in casa che cazzo faccio? Se sono armati, prima chiamo il mio vicino perchè venga a vedere che sono armati, e mi possa poi fare da testimone quando mi faranno il processo, e poi gli sparo? Se invece non sono armati, gli preparo il caffè? Io lavoro una vita per arricchire i politici e comprarmi quelle poche cose che ovviamente mi tengo in casa, che dovrebbe essere il posto più sicuro del mondo per chiunque, arrivano tre teste di cazzo a rubare, e LORO FANNO IL PROCESSO A ME? Perchè la mia vita non era in pericolo, e mi sono permesso di cercare di difendere il frutto dei sacrifici di tutta una vita? Sacrifici che NESSUNO di questi politicanti PEZZI DI MERDA ha mai fatto e mai farà!!!
Si eleggono tra di loro, si fanno le leggi da soli, per se stessi e per gli amici a cui devono favori, talvolta sono talmente stupidi i nostri politici, che oltre a farsi le leggi a proprio favore, si fanno anche quelle CONTRO! Ma fanno tutto loro, tutto da soli, noi siam semplici cittadini, che cazzo c'entriamo noi? Noi c'entriamo solo quando c'è da pagare.
VAFFANCULO!
Alle prossime elezioni, CHI VA A VOTARE E' UN COGLIONE!
(Tratto da: http://veritaamara.blogspot.com/)
L_IPOCRISIA DEI GIORNALISTI ITALIANI
SUL VENEZUELA E SULL_AMERICA LATINA
18 giugno 2007
Approfitto nuovamente di questo spazio per un altro sfogo-riflessione. Lo spunto di partenza è l’elezione di Panama a membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Fintanto che la sfida tra Venezuela e Guatemala era aperta i telegiornali nazionali e la carta stampata ci hanno coperto di servizi sulla questione. Giornalisti che non si sono mai occupati di Sudamerica hanno raccontato con accenti preoccupati del rischio che questo paese governato da un “caudillo che utilizza il proprio petrolio come arma di ricatto” (cfr. Giulio Borelli al Tg1) entrasse all’interno dei quindici. Poi quando il “pericolo” che il Venezuela potesse farcela è sparito e si è dato via libera alle mediazioni che hanno portato all’elezione di Panama, il fatto ha smesso di essere notizia, è scivolato via dai telegiornali ed è stato relegato alla dimensione di trafiletto o poco più sulla carta stampata. La notizia della designazione di Panama è stata quasi ignorata dall’informazione televisiva. Tutto ciò merita qualche riflessione. Paradossale.Nei mezzi di comunicazione di massa, ad onta di quello che si potrebbe pensare si parla molto di più dei paesi progressisti dell’America Latina che di quelli conservatori. Ma per parlarne male. Chi scrive ha notato che gli unici due paesi le cui elezioni non siano state “coperte” dall’informazioni televisiva nostrana, tra i tanti interessati da tornate elettorali quest’anno, sono stati Colombia ed Ecuador. Guardacaso gli unici due nei quali ha vinto la destra – mettiamo tra parentesi l’indefinibile governo peruviano di Alan Garcia. Nel caso del primo infatti si sarebbe dovuto affrontare lo spinoso nodo dei paramilitari, nel caso del secondo parlare dei probabili brogli che hanno favorito il re delle banane Noboa. Meglio lasciar perdere. Per quanto riguarda il Messico, le cui elezioni anche solo per il peso politico ed economico del paese erano ineludibili, si è deciso di accettare la versione governativa e di non dar conto dei circa due mesi di controversie, seguiti alla consultazione elettorale. Cosi finchè c’era l’occasione per parlar male del Venezuela, giù tutti a professare un pelosissimo interesse per le sorti del seggio latinoamericano del Consiglio di Sicurezza, salvo poi tornare alla consueta distrazione svanito il pericolo. Chi scrive non è esente da critiche nei confronti di Chávez. L’abbracio fraterno nei confronti del presidente negazionista Ahmadinejad il leader della rivoluzione bolivariana poteva evitarlo, così come a volte potrebbe risparmiarsi certi eccessi populistici come i papponi filo-governativi propinati attraverso il domenicale programma televisivo Alò Presidente. Ma qualunque giornalista onesto intellettualmente deve riconoscere che si tratta di dettagli folkloristici e secondari rispetto all’immane sforzo di giustizia sociale portato avanti dal governo di Caracas. Qualunque giornalista onesto dovrebbe riconoscere che il Venezuela non ha mai conosciuto un livello di giustizia, partecipazione, democrazia e pluralismo come in questi ultimi anni – pur nei limiti “fisiologici” di un paese prostrato da decenni di violenza e corruzione. Invece i vari Romano, Riotta, Rampoldi preferiscono ricamare su questi aspetti secondari arrivando a descrivere il presidente (ed il governo) venezuelano come autoritario e dittatoriale. Gente che non si è mai interessata al Venezuela e ai suoi problemi pretende di dirci che oggi lo stato sudamericano è autoritario e dittatoriale. Ma dov’erano questi signori alla fine degli anni ’80 quando il governo Pérez reprimeva nel sangue i cittadini venezuelani che scendavano in piazza a causa della crisi economica, durante il periodo del Caracazo, quando venivano soppressi tutti i diritti civili e si compivano massacri intollerabili? Come possono questi signori far finta di nulla e non riconoscere che nell’era chavista il paese ha conosciuto un incremento delle libertà civili e dei diritti umani come mai nella sua storia? Perchè bisogna seguitare in quest’ipocrisia intollerabile e non dire le cose come stanno e cioè che certi giornalisti “liberal” del nostro bel paese più che alla sorte dei diritti umani e della democrazia in Venezuela (e nel resto dell’America Latina), sono attenti agli interessi economici italiani (e in particolare dell’Eni) colpiti dalle politiche di nazionalizzazione degli idrocarburi del governo di Caracas? Perchè i mezzi d’informazione devono far finta di non vedere la “trave” delle violazioni sistematiche dei diritti umani di paesi come la Colombia, o quella delle frodi elettorali di Messico ed Ecuador ed enfatizzare invece la “pagliuzza” di singoli frasi o iniziative più o meno opinabili di governi democraticamente eletti (e pienamente democratici) come il Venezuela e la Bolivia? Non farebbero più bella figura a dirlo apertamente che il loro scopo primario non è il rispetto dei diritti umani o della democrazia in Sudamerica, ma gli interessi di un pugno di multinazionali europee e statunitensi?
P.S. Si badi bene che ho tenuto appositamente fuori da questo discorso Cuba, che per i suoi deficit democratici e per la complessità della sua situazione non è immediatamente omologabile al resto del continente, pur essendo anch’essa esposta ad una campagna di “sovra-informazione fuorviante” identica a quella degli altri governi progressisti sudamericani.
(Francesco Zurlo - Tratto da: http://camminaredomandando.blogspot.com)
On. Teodoro Buontempo ci riprova
17 giugno 2007
Onorevole, non si è accorto che in parlamento non ci sono più i comunisti, ma i mentecattocomunisti?
Ricchi più ricchi, poveri più poveri
15 giugno 2007
La globalizzazione deve essere considerata come una conseguenza del turbocapitalismo. Con questo termine si individua una miscela esplosiva fatta da capitali presi a prestito a bassi tassi di interesse ed un mare di strumenti finanziari derivati presenti sul mercato.
Questa miscela funziona proprio come il protossido di azoto nelle automobili da corsa: una volta iniettato nel motore, fa raggiungere performance strepitose. Tuttavia il protossido d’azoto può anche causare l’esplosione del motore se usato in maniera irresponsabile o soprattutto per un tempo eccessivo alla tolleranza meccanica e termica del motore. Immaginate pertanto la globalizzazione come il raggiungimento di elevata velocità per un motore (sistema capitalistico) in cui viene iniettato il protossido d’azoto (capitali di debito a tassi bassi e strumenti di copertura finanziari).
Il motore può girare con performance da capogiro per qualche decina di minuti, dopo deve essere completamento smontato e rettificato. Se l’alimentazione a protossido d’azoto si protrae per oltre i dieci minuti, potete tranquillamente aspettarvi l’esplosione della testata dei cilindri. Quindi per analogia come il protossido d’azoto crea conseguenze al motore di un’auto sportiva, allo stesso modo la globalizzazione crea conseguenze al sistema economico, conseguenze che in alcuni casi possono assomigliare all’esplosione della testata dei cilindri.
Nel nostro caso, le conseguenze colpiscono tre sfere tra loro differenti: quella economica, finanziaria e sociale. Vediamo per iniziare quelle economiche.
La globalizzazione rappresenta uno stadio terminale in quanto sta portando il sistema economico odierno al collasso industriale e finanziario. Questa affermazione può sembrare molto forte da udire, ma lasciatemi fornire le dovute spiegazioni ed alla fine converrete con me sul raggiungimento di questa conclusione. La globalizzazione a dispetto del capitalismo classico è fautrice di enormi sperequazioni sulla ricchezza prodotta, vale a dire che quest’ultima non viene suddivisa e distribuita in maniera proporzionata a chi ha contribuito a crearla.
Attenzione: non che il capitalismo classico sia indenne da critiche, ma rimane tutt’oggi il sistema economico in grado di creare la maggiore diffusione di benessere e prosperità a fronte di limitati episodi di sfruttamento. Si deve al sistema capitalistico classico la nascita della media borghesia: la classe sociale che rappresenta la componente sociale trainante per la crescita di ogni nazione. La globalizzazione, invece, accentua profondamente questa sproporzione e disomogeneità, arrivando a creare solo due classi sociali: i molto ricchi (una minoranza) ed i molto poveri (la maggioranza), sopprimendo lentamente, per le conseguenze economiche e sociali che derivano, proprio la classe media borghese.
Con la globalizzazione, i grandi stabilimenti ed i posti di lavoro vengono trasferiti in aree del globo terrestre in cui la manodopera è particolarmente più a buon mercato. Successivamente l’output produttivo (beni, prodotti, merci) di questi stabilimenti industriali delocalizzati viene importato proprio nel stesso paese in cui gli stabilimenti industriali sono stati chiusi e trasferiti. (Eugenio Benetazzo)
Il Putin che i media censurano
14 giugno 2007
RUSSIA - L’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) è «arcaica, non democratica e rigida»: l’ha detto Vladimir Putin al Forum Economico di San Pietroburgo, davanti a un folto pubblico di imprenditori, investitori ed economisti.
La stessa sede in cui Putin ha evocato la necessità di «una nuova architettura finanziaria internazionale» che tenga miglior conto dei Paesi ad economia emergente come Cina, India e Russia.
«Cinquanta anni fa i Paesi del G-7 contavano per il 60% del prodotto lordo mondiale, oggi il 60% è prodotto da Paesi al di fuori del G-7», ha esemplificato.
E poi: «Oggi il protezionismo per combattere il quale il WTO è stato creato, viene spesso applicato dai Paesi che fondarono l’organizzazione. E’ in questi Paesi che vediamo la maggior concentrazione di aiuti di Stato alle imprese. Non è per caso che stia prendendo forma un parallelo sistema di alleanze e accordi regionali, ciò che dà al mercato globale una nuova struttura. …Vale la pena di pensare a creare istituzioni regionali di libero commercio eurasiatico per incoraggiarvi gli scambi e gli investimenti».
Ha anche criticato «un sistema finanziario fondato su una o due sole monete», perché «la fluttuazione dei cambi di tali monete ha un effetto negativo sulle riserve di interi Paesi».
Ed ha caldeggiato un sistema fondato su una maggior quantità di divise, fra cui il rublo.
Ad ascoltare queste parole c’erano seimila personalità, fra cui i capi di Shell, Siemens, Deutsche Bank, BP, Nestlè, Chevron e Coca Cola.
Là sono stati firmati accordi commerciali per 4 miliardi di dollari, fra cui acquisto di aerei Boeing da parte di Aeroflot.
Che la Russia interessi il business è evidente, come ha rilevato lo stesso Putin: «Gli investimenti esteri diretti nell’economia russa sono cresciuti di 2,5 volte rispetto allo scorso anno. Il totale degli investimenti esteri supera ora i 150 miliardi di dollari».
La fuga di capitali, uno dei grandi problemi della federazione russa, è ora rovesciata: «Per la prima volta abbiamo avuto un afflusso netto di capitale di 41 miliardi di dollari».
Giù le mani dal Venezuela!
14 giugno 2007
Mentre gli organi di stampa occidentali ignorano come sempre tutto ciò che accade in America Latina, il Venezuela sta conoscendo una nuova e autentica stagione rivoluzionaria.
Il presidente Chavez sta infatti mettendo mano sempre più decisamente all’architettura oligarchica di una nazione (egli ha infatti definito il 2004 «l’anno del consolidamento della rivoluzione»), quella venezuelana, per oltre 50 anni soffocata dal mortale abbraccio tra l’alta borghesia industrial-finanziaria-sindacale e i padri-padroni di Washington.
L’ascesa dell’ex comandante dei paracadutisti ha conosciuto finora un cammino particolare e tormentato.
Le elezioni del 1998 furono vinte a sorpresa, grazie alla sua popolarità di ufficiale raggiunta sei anni prima, quando egli aveva tentato un colpo di stato per protestare contro la repressione militare del 1989; Chavez si era allora rifiutato di partecipare alla carneficina di un popolo disarmato (si calcola che i morti furono tra i 2000 e i 3000), reo solo di manifestare contro un sistema politico che arricchiva i soliti noti malgrado le cospicue materie prime contenute nel sottosuolo venezuelano.
In un primo momento il suo programma di stampo «bolivariano» non andò oltre il capitalismo e persino un determinato settore dell’oligarchia pensò di poterlo utilizzare per riportare ordine nel paese.
Ma Chavez iniziò subito ad applicare le riforme promesse e in particolare:
1) Una Costituzione democratica molto avanzata, elaborata mediante assemblee popolari e referendum (Assemblea costituente);
2) 49 nuove leggi nel solo 2001, delle quali tre molto importanti: quella sulla pesca, a difesa dei piccoli pescatori contro le multinazionali del settore; quella sulla terra, volta a distribuire ai contadini le proprietà con più di 5000 ettari lasciate incolte; quella sugli idrocarburi, la più importante.
Quest’ultima stabilì il principio che le risorse petrolifere appartengono alla Nazione e non possono essere privatizzate; l’industria petrolifera, già nazionalizzata nel 1976, era però finita nelle mani di un’enorme burocrazia, così potente da controllare i vari governi e talmente oligarchica da destinare l’80% delle risorse alle spese di funzionamento e solo il 20% allo Stato. Peraltro, poco prima dell’ascesa di Chavez, era già pronto un piano destinato a privatizzare l’industria petrolifera dopo averla smembrata in varie parti, assecondando il desiderio delle multinazionali di Washington (ricordiamo che il Venezuela è il terzo esportatore mondiale di petrolio verso gli Stati Uniti d’America).
La “reazione” non si fece attendere e il tentato golpe dell’aprile 2002 venne immediatamente riconosciuto da Stati Uniti e Spagna che, seguendo il modello-Pinochet, avevano direttamente partecipato al suo finanziamento e alla sua organizzazione e potevano contare su tre importanti sostenitori interni: la Confindustria, il Sindacato “tradizionale” (Ctv) e la Chiesa cattolica.
Ma, rispetto al Cile del 1973, le cose andarono diversamente.
Centinaia di migliaia di persone si diressero quasi immediatamente verso il palazzo presidenziale e favorirono il passaggio di una parte dell’esercito verso posizioni filo-chaviste: in sole 48 ore il golpe fallì e la “reazione” conobbe una sconfitta che ha pochi precedenti nella storia.
Nonostante le pressioni contrarie dei suoi sostenitori, Chavez adottò una politica conciliatoria e non imprigionò nessuno dei responsabili del colpo di stato; lo stesso presidente golpista Carmona, messo agli arresti domiciliari, riuscì a fuggire e oggi vive liberamente a Miami …
Nessuna misura fu presa contro i mezzi di comunicazione a lui sfavorevoli, al punto che nel dicembre 2002 l’opposizione iniziò a preparare un nuovo golpe, stavolta da realizzarsi dopo una serrata padronale e il sabotaggio dell’industria petrolifera: lo scopo era quello di mettere il Venezuela in ginocchio economicamente e costringere il presidente alle dimissioni.
(Stefano Vernole)
L'ARPA Piemonte "ammette" l'esistenza delle scie chimiche!
10 giugno 2007
L'ARPA Piemonte, interpellata da un cittadino in merito alla precipitazione di una sostanza giallastra rinvenuta sulle auto ed in merito alla questione delle scie rilasciate da aerei privi di contrassegni, ammette, in un documento di risposta, l'esistenza del problema con le seguenti parole...
Il Dott. *** mi ha inoltrato la richiesta di informazioni da lei pervenuta relativamente al fenomeno del 25 maggio di precipitazioni che hanno lasciato le automobili ricoperte di polvere gialla.
In effetti, l'analisi di un campione probabilmente avrebbe permesso di risolvere il dubbio sulla natura e composizione di tale polvere, tuttavia l'attività analitica dell'ARPA è strutturata su analisi di routine con metodiche standardizzate previste dai compiti istituzionali dell'ARPA.
Non abbiamo avuto altre segnalazioni di percezione di presenza di zolfo (come lei indica per l'odore) durante il fenomeno da lei segnalato e rimaniamo convinti che probabilmente si trattasse di polline. Per cui concordo nel poter considerare "la questione zolfo chiusa". Presso il Dipartimento ARPA di Torino mi occupo del monitoraggio della Qualità dell'aria ed il controllo è focalizzato sui parametri previsti dalla normativa vigente, i cui dati possono essere consultati e scaricati presso il seguente indirizzo...
http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/
I dati vengono aggiornati quotidianamente per i campionatori automatici, e appena disponibili quelli relativi alle polveri.
Mentre nel link seguente vi è un resoconto aggiornato annualmente della Qualità dell'aria a Torino e Provincia
http://www.provincia.torino.it/ambiente/inquinamento/eventi/sguardo
Le segnalo, comunque, che oltre ad i parametri previsti dalla normativa che potrà trovare nei siti indicati, da quest'anno è iniziata la determinazione di solfati, nitrati, cloruri e ammonio su particolato PM10 e su deposizioni umide, quindi avremo informazioni anche su questi composti che ci permetteranno di valutare l'entità dei composti dello zolfo presenti nell'aria.
Per quanto riguarda il fenomeno delle "scie chimiche" conosciamo il problema, tuttavia l'ARPA è un organo tecnico che misura e fornisce i dati ambientali, ma non è deputato a prendere decisioni di tipo politico o strategico.
Colgo l'occasione per porgerle distinti saluti.
Dott.ssa***
ARPA - SC06 Dipartimento Provinciale della Provincia di Torino
SS 06.02 - Attività Istituzionali di Produzione - Qualità dell'Aria
Si tratta di un'ammissione obliqua ed un po' ambigua, ma è pur sempre una dichiarazione in cui l'ARPA riconosce che sostanze chimiche sono irrorate nell'atmosfera, pur nascondendosi poi dietro il dito della non competenza ad agire.
Epocale annuncio di Hugo Chavez
9 giugno 2007
A partire dal primo maggio 2010 la giornata lavorativa in Venezuela passa ad essere di sei ore
Attilio Folliero, Caracas, 01/05/2007, LPG - E_ un salto epocale, quello annunciato oggi da Hugo Chavez, in occasione della Festa del Primo maggio. Costituita una commisione presidenziale, presieduta dal Vice Presidente Jorge Rodriguez, incaricata di promuovere una riforma costituzionale tendente a portare la giornata lavorativa dalle attuali otto ore a sei ore, con meta da raggiungere progressivamente il primo maggio del 2010. Ossia, progressivamente la giornata lavorativa in Venezuela passerá dalle otto ore attuali, a sei ore, il che significa un enorme miglioramento della qualitá della vita del lavoratore, del proletariato.
Con quest_annuncio Hugo Chavez si pone decisamente alla testa delle rivendicazioni del proletariato non solo venezuelano e latinoamericano, ma mondiale. Una dozzina di anni fa, in Italia sulla scorta dell_approvazione in Francia di una legge che fissó la settimana lavorativa a 35 ore, si ebbe un grande dibattito, poi caduto nel dimenticatoio. Oggi, la sinistra che allora era alla testa della rivendicazione della settimana lavorativa di 35 ore, é pienamente inserita nel Governo, ma il tema della riduzione della giornata lavorativa non é stato piú ripreso. Oggi, questa sinistra sembra, preoccupata esclusivamente delle sorti del capitalismo italiano in affanno per la profonda concorrenza da parte dei nuovi capitalismi selvaggi, dove lo sfruttamento dei lavoratori é illimitato ed il salario orario é di poche decine di centesimi di dollari. Quest_annuncio di Chavez puó e deve avere ripercursioni anche in Italia, stimolando la ripresa delle lotte rivendicative dei lavoratori e del proletariato.
E_ indubbio che l_annuncio di oggi, di Hugo Chavez avrá ripercursioni non solo in America Latina, ma in tutto il mondo e soprattutto nei paesi del capitalismo avanzato, dove la giornata lavorativa é ferma alle otto ore. E_ arrivato il momento che ovunque si apra la stagione della rivendicazione della giornata lavorativa di sei ore. Da oggi é necessario lottare per rivendicare una nuova riorganizzazione della giornata dell_uomo: 6 ore per il lavoro, 6 ore per dormire, 6 ore per la diversione e 6 ore per la formazione e la rigenerazione, per alimentare il corpo e formare il cervello.
Ricordiamo anche che la rivoluzione bolivariana, in otto anni di Governo Chavez ha sconfitto l_analfabetismo in Venezuela ed é fortemente impegnata nella sfida per debellare la povertá entro il 2021. Ma la rivoluzione bolivariana non ha solo mete in Venezuela: é di questi giorni il lancio del programma, nell_ambito dell_ALBA, tendente a sconfiggere l_analfabetismo in tutta l_America Latina. Inoltre, sono numerosi i programmi di solidarietá intrapresi nei vari paesi dell_America Latina, fino ai settori poveri della societá statunitense, ai quali lo stato venezuelano fornisce petrolio a prezzo agevolato.
Se l_annuncio piú eclatante, che sicuramente fará il giro del mondo, é quello della riduzione della giornata lavorativa, non meno impattanti sono gli altri provvedimenti annunciati: da oggi il salario minimo in Venezuela passa a 614.000 bolivares circa, con un aumento del 20%. E_ bene ricordare che il salario minimo é accompagnato anche da un buono pasto giornaliero.
Negli otto anni di Governo Chavez il recupero del potere d_acquisto reale del salario del lavoratore é cresciuto come in pochi paesi al mondo: dai circa 30 dollari USA mensili del 1999, anno dell_arrivo di Hugo Chavez al Governo, ai poco meno di 300 dollari USA mensili attuali; in realtá aggiungendo il valore del buono pasto giornaliero, il salario minimo supera abbondantemente i 400 dollari USA mensili. Ma vi é un altro dato da considerare: quando Chavez arriva al Governo l_inflazione, che nel 1996 arrivó a superare il 100%, (http://www.lapatriagrande.net/01_venezuela/economia/ipc_ven.htm) divorava interamente lo scarso salario; negli anni di Chavez l_aumento del salario é sempre stato al di sopra dell_inflazione; nel mese di Marzo 2007, ad esempio, ultimo dato disponibile, l_inflazione é stata di -0.7%.
Sono stati numerosi i provvedimenti annunciati e che da oggi entrano in vigore, tutti tendenti a migliorare la qualitá della vita delle fasce piú deboli, come la pensione sociale (il 60% del salario minimo) per le persone anziane (61 anni di etá) che non hanno versato contributi previdenziali e che fino ad oggi non avevano diritto a nessuna fonte di reddito.
Ma oggi é anche il giorno della fine della _Apertura petrolifera_, ossia la legge che permise la privatizzazione del settore petrolifero, pur in presenza di una legge costituzionale che riservava l_attivitá lucrativa nel settore petrolifero ed energetico esclusivamente allo Stato. Con l__apertura petrolifera_ negli anni novanta si permise praticamente la privatizzazione del settore petrolifero. A partire da oggi, l_attivitá petrolifero torna ad essere interamente di uso esclusivo dello Stato.
E_ proprio grazie al recupero degli introiti derivanti dallo sfruttamento delle fonti energetiche che il Governo Chavez ha potuto operare una ridistribuzione delle ricchezze piú giusta ed inidirizzata fortemente a pagare l_enorme _debito sociale_ di cui furono vittime le classi lavoratrici e piú povere. Fino all_avvento del Governo Chavez, le enormi ricchezze del Venezuela erano di uso esclusivo delle classi oligarchiche e di governo, lasciando al proletariato esclusivamente le briciole, ossia i circa 30 dollari USA mensili di salario minimo, con cui era costretta a sopravvivere il 70% della popolazione venezuelana. Mai in passato i governi venezuelani avevano realizzato politiche di carattere sociale: il 70% della popolazione venezuelana non aveva diritto a sanitá, educazione, formazione, pensione, assistenza sociale... non aveva diritto che alla povertá estrema.
Oggi Chavez non é solo sempre piú saldamente al Governo nel suo paese, ma é sempre piú popolare in America Latina e nel mondo intero e lider riconosciuto alla testa delle rivendizioni del proletariato mondiale. (Tratto da: La Patria Grande)
D_alema: l_hanno rovinato gli yacht
8 giugno 2007
Anzitutto un lancio d_agenzia: «Roma (Reuters) - Il ministro degli Esteri Massimo D_Alema ha definito _irrituale e fonte di un certo turbamento_ che il progetto statunitense di difesa missilistica in Europa sia stato discusso soltanto con alcuni Paesi e non investendo della questione NATO e Russia. Questa scelta di Washington _ha messo in mora il ruolo della NATO, creando preoccupazioni ed equivoci che hanno alimentato nuove spinte agli armamenti_, ha detto D_Alema nel suo discorso a un convegno sulla proliferazione nucleare alla presenza del direttore generale dell_AIEA Mohamed El Baradei. Per il ministro degli Esteri il progetto di difesa missilistica deve essere condiviso anche con la Russia oppure deve essere abbandonato. _Una questione di questo genere va esaminata insieme, per valutare insieme se questo progetto possa essere utile alla sicurezza comune anziché farne un progetto di parte_, ha spiegato D_Alema. _Speriamo che in queste ore, a partire dalla riunione di Heiligendamm del G8, possa esserci una svolta positiva, cioè che si arrivi a quel chiarimento, per il quale questo progetto diventi un progetto condiviso per la sicurezza comune oppure non sia_».
Bello.
Belle parole.
Peccato che ora D_Alema sia nei guai, e nei guai grossi.
Su La Stampa Paolo Colonnello ha tirato fuori la storia delle due righe della Kroll (l_agenzia investigativa) intercettate dalle spie di Tavaroli (della Telecom).
Che dicono, in inglese: «Fonti d_intelligence in Italia indicano che Inepar [società brasiliana] era la compagnia che ha spostato i soldi per l_allora primo ministro D_Alema, che ha coinvolto le attività di Telecom».
Complicata storia: riguarda la battaglia di Brasil Telecom con Telecom Italia, ai tempi della scalata Telecom da parte di Colaninno, grande amico del Massimo.
Quando Colaninno prende il controllo di Telecom con l_aiuto di Massimo e subito tenta di prendere il controllo di Brasil Telecom, e questa si rivolge alla Kroll per cercare elementi di impedimento (paga 20 milioni di dollari per il servizio).
Fondi neri di D_Alema in Brasile?... (Maurizio Blondet)
Alla Camera oggi la discussione sul signoraggio
7 giugno 2007
A.C. 2272-bis-A
ORDINI DEL GIORNO
Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale.
N. 3.
Seduta del 7 giugno 2007
La Camera,
premesso che:
l'emissione di denaro in euro a favore dello Stato da parte della Banca d'Italia avviene dietro corresponsione alla banca stessa di debito pubblico;
la Banca d'Italia è di proprietà di privati che si arricchiscono commerciando i titoli di debito, mentre tale debito è pubblico e quindi a carico di tutti i cittadini;
dunque l'utilizzo della moneta euro rappresenta un costo per i cittadini italiani, che non sono più proprietari dell'istituto di emissione nazionale, come anche sono private le banche nazionali di molti Paesi d'Europa e la Banca centrale europea, le cui quote sono detenute dalle banche nazionali;
non vi è nessun motivo che legittimi questo stato di cose visto che la moneta è inconvertibile e non rappresenta alcuna riserva e si tratta quindi di un mero strumento cartaceo di rappresentazione di valori di scambio;
l'articolo 41 del provvedimento in esame mostra l'impegno del Governo a «favorire la modernizzazione degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante e dei titoli di credito cartacei» e per questo il Governo chiede la delega a riordinare «la disciplina in materia di sistemi di pagamento»,
impegna il Governo
a valutare l' opportunità di affrontare la questione del signoraggio vigente sull'utilizzo della moneta euro adottando i provvedimenti necessari ad eliminare i costi finanziari per i cittadini legati all'emissione di tale moneta.
9/2272-bis/3. Buontempo.
Spagna sull_orlo della crisi
6 giugno 2007
SPAGNA - Negli ultimi due mesi, la Banca Centrale iberica (Banco de Espana) ha venduto 80 tonnellate d_oro, e inoltre Buoni del Tesoro USA e titoli britannici.
Le riserve del Paese, che ammontavano a 41,5 miliardi di euro nel 2002, sono scese così a 13,2 miliardi: dei due terzi.
Ora la Spagna ha riserve per pagare solo 12 giorni di importazioni.
Nell_ultima settimana la svendita d_oro s_è intensificata.
Cosa sta accadendo?
In apparenza, l_economia spagnola è prospera.
Nel primo trimestre del 2007 la crescita del PIL è stata del 4%.
Il bilancio è in attivo per l_1,8 del PIL.
Le esportazioni tirano.
Vero è che il prezzo degli immobili è triplicato dal 1995, segno di bolla speculativa: la quale si va sgonfiando rapidamente da quando il governo ha varato norme contro la speculazione edilizia.
Perché ha speso i risparmi?
La banca tace.
Il problema spagnolo è il deficit dei conti correnti, che è salito al 9,5% del prodotto lordo, raggiungendo gli 8,6 miliardi di euro nel solo mese di gennaio.
Il settore privato ha accumulato un debito verso l_estero pari a 600 miliardi di dollari. L_indebitamento delle aziende è pari al 100% del PIL.
I mutui sono sestuplicati nell_ultimo decennio.
Le famiglie hanno debiti per il 120% del reddito, a tassi fluttuanti.
E poichè la Banca Centrale Europea ha elevato i tassi al 3,75%, la bolla immobiliare sta per scoppiare in insolvenze che avranno un immediato contraccolpo sul sistema bancario sovra-esposto coi mutui.
Una crisi bancaria può diventare incontrollabile per Madrid. (Maurizio Blondet)
"Lettera aperta di cittadini italiani alla Guardia di Finanza"
4 giugno 2007
Chiarimenti per tutti e risposta a Ernesto: "il distruttore illogico"
La _Lettera aperta dei cittadini italiani alla Guardia di Finanza_, (raggiungibile all'inizio di questa pagina) appartiene esclusivamente ai cittadini che la firmano. Questo deve essere richiamato alla memoria di alcuni che ne accampano diritti di proprietà, scrivendo un po' qua e un po_ la nel web che questa lettera è un falso.
Se così fosse, dovrebbe esistere un'altra attendibile. Un'altra c'era, ma era stata orpellata da chi ha voluto strafare, introducendo la caligine nella comprensibilità di tale lettera, facendola diventare una preghiera prima di addormentarsi, includendo con vari link testi giovevoli a dare origine a verità di fede, rendendo il tutto caricaturale e debole.
Questa che noi proponiamo è la copia onesta del testo autentico, la diversità la si rileva unicamente nelle indicazioni per poter aderire firmando, resesi occorrenti dopo un tentato atto di sabotaggio del quale vi informo, dando risposta al vandalo:
Una lettera aperta è non vera se: descrive il falso.
Vi sembra fasullo il testo nella "Lettera aperta di cittadini italiani alla Guardia di Finanza", nella quale tale Ernesto ci ha costretto ad una limitazione, obbligandoci a sostituire i dettami che davano più campo ai firmatari per impedire le sue incursioni.
Ci sono più lettere? Meglio!!
Se viene aperto un banchetto per la raccolta delle firme in P.za Garibaldi e qualcuno sostiene l'identica realtà oggettiva ne apre un altro in Corso Genova, si ha una migliore esposizione e innegabilmente una raccolta di adesioni maggiore!! La restrizione alle firme è prodottasi a causa di Ernesto, che ha postato ripetitivamente un commento privo di senso ed insultante, per a dir poco, una trentina di volte, manifestando la sua vandalica volontà di far fallire questa ulteriore e meglio organizzata iniziativa, dove nelle indicazioni si leggeva prima delle modifiche: "LE FIRME CHE PERVERRANNO CON COMMENTI ILLOGICI, NON PERTINENTI SARANNO CANCELLATE".
Immaginatevi il banchetto per la raccolta delle firme di Corso Genova, aggredito da un pazzo che urla insulti ed altre scemenze come: "@xyz#_ chiudete il banchetto!!" rivendicando la proprietà dell'iniziativa al banchetto mal gestito di P.za Garibaldi! Eebbene la reazione fu composta, le persone in C.so Genova si sono limitate ad allontanare il pazzo con gentilezza, in seguito dall'indesiderabile pazzo ci viene contestato di essere dei censuratori antidemocratici. Forse occorreva dargli un ben assestato calcione nel culo?!
Ernesto, tu parli di nostra censura??!! Eri tu che procuravi l’orchiclastia a tutti i firmatari con le tue illogicità, rivendicando a nome di altri la proprietà di una cosa di tutti: "pubblica".
Giovanni Sandi
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Ps: Ormai lo sanno anche i sassi che la Banca d'Italia è una società privata, quindi chiedo al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri: come si rapporta alla colossale truffa del SIGNORAGGIO? Chi paga lo stipendio ai militari di questo singolare reparto dei Carabinieri?
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Fiducioso, credente ancora nelle istituzioni, attendo la risposta dal Comandante Generale, appena mi perverrà, ve ne darò notizia su questa pagina.
Dopo una diagnosi di cancro.
Questioni da porsi nella scelta tra terapie oncologiche chemioterapiche piuttosto che naturopatiche
4 giugno 2007
È ampiamente noto come un crescente numero di malati si rivolga alla medicina alternativa per la cura di malattie come il cancro, la depressione, il diabete, malattie di cuore e così via. Generalmente, però, sono poco esplorati i dettagli delle modalità con cui molti di questi malati effettuano una tale svolta dalla medicina convenzionale a quella alternativa.
La verità in proposito è piuttosto sorprendente e, forse, persino un poco frustrante perché molti ammalati si rivolgono alla medicina alternativa soltanto dopo che la medicina convenzionale, nel loro caso, ha fallito. Solo allora molte persone cominciano a interessarsi di erbe medicinali, agopuntura o di cure chiropratiche. È solo dopo aver tentato tutto quello che propone la medicina convenzionale - farmaci, interventi chirurgici, radioterapia e chemioterapia - che infine si rendono conto di non riuscire ad ottenere nessun beneficio e che devono fare qualcosa di differente.
È stupefacente come la medicina convenzionale riesca a motivare così fortemente la gente a scansare le alternative, tanto più che la maggior parte delle terapie proposte dalla medicina convenzionale semplicemente non funziona. Ancora peggio, tali terapie provocano danni tremendi ai pazienti, pur promettendo di aiutarli.
Durante il trattamento convenzionale del cancro con i farmaci tossici della chemioterapia, per esempio, i pazienti vengono informati che li si sta aiutando. Gli si dice che stanno migliorando. L'Associazione Medica Americana, la FDA e tutte le autorità mediche li informano che stanno ricevendo una forma di terapia scientificamente comprovata.
Quello che non si dice è che la chemioterapia sta compromettendo il sano, normale funzionamento degli organi vitali, quali fegato, cuore, cervello e reni. Sì, un tumore potrebbe anche rimpicciolirsi, ma qui non si tratta semplicemente di uscire dalla terapia oncologica con tumori più piccoli. Il punto è di uscirne sani con un sistema immunitario forte e un equilibrio cellulare che blocchi o elimini del tutto i tumori. Quel genere di risultato che non sortisce dalla medicina convenzionale.
Dopo essere stati quasi uccisi dalle terapie oncologiche, si va in cerca di alternative.
Quando i pazienti di cancro, infine, prendono la decisione di rivolgersi alla medicina alternativa, spesso lo fanno in uno stato di pre-morte a causa della severità con cui sono stati danneggiati dai trattamenti offerti dalla medicina convenzionale occidentale. Allora, in maniera ancor più frustrante, cominciano a prendere qualche erba o sperimentano qualche genere di trattamento alternativo e l_esito è la morte dovuta ai danni organici provocati dalla chemioterapia tossica somministrata in precedenza dai propri medici convenzionali. È per questo che dico alle persone: la scelta la dovete fare prima. Non aspettate di essere alle soglie della morte per svegliarvi e scegliere la medicina alternativa. Potrebbe essere troppo tardi.
Se rimanete prigionieri del sistema medico convenzionale e permettete che tutti questi farmaci tossici, prodotti chimici e procedure nocive minino il vostro corpo e danneggino in modo permanente i vostri organi vitali (il fegato, ad esempio), state ulteriormente ostacolando tutti quei sistemi di supporto del vostro corpo utilizzati di norma dalla medicina alternativa per ottenere un risultato curativo.
Vedete, la medicina alternativa si basa sul sostegno dei processi curativi naturali propri dell_organismo. Ciò significa sostenere la funzione epatica al meglio e non metterla fuori uso, come fanno i prodotti farmaceutici. Significa permettere che il corpo regoli il suo colesterolo, la pressione sanguigna e la chimica del cervello aiutandolo con metodi sani. Senza forzare la pressione sanguigna, il colesterolo o la chimica del cervello con prodotti chimici, tossici che, per l_appunto, si chiamano _medicamenti_... (Tradotto da Stefano Pravato)
Il grande vampiro fiscale
1 giugno 2007
Un giovane amico avvocato, ci segnalava il fatto che, leggendo un suo recente estratto conto si era visto, con sorpresa, trattenere una cifra intorno a 500 euro per presunti debiti con il fisco, lamentandosi giustamente della sua proverbiale voracità. Su questo punto la Confcommercio ha segnalato nei giorni scorsi vere e proprie incursioni del fisco sui conti correnti di molti utenti, ovviamente senza preavviso e senza avere a disposizione alcuno strumento giuridico per tutelarsi. Infatti il decreto legge numero 262 del 2006 su «Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria», approvato definitivamente il 23 novembre 2006, attribuisce agli esattori libero accesso all_anagrafe dei conti correnti senza il controllo dell_autorità giudiziaria. Non a caso, con l_introduzione dell_anagrafe fiscale on-line voluta dal duo Visco-Bersani, lo Stato esattore ha accesso a tutti i conti correnti delle persone fisiche e giuridiche, consentendogli non solo di mandare al contribuente cartelle esattoriali insindacabili, ma altresì di procedere automaticamente all_esproprio diretto e immediato sul conto corrente del malcapitato contribuente. Il bello è che il cittadino, caduto nelle grinfie del grande vampiro fiscale, non ha possibilità di difendersi sia nella fase dell_accertamento e tanto meno in quella successiva dell_escussione dell_equivalente di ciò che, nel nostro diritto privato, è oggetto del noto pignoramento a garanzia di somme di denaro dovute a terzi. Proprio in quest_ultimo frangente opera la garanzia a tutela del creditore nel rapporto tra privati, con l_intervento del giudice dell_esecuzione a tutela dei diritti rivendicati dai creditori. Con l_entrata in vigore del nuovo decreto legge nessuna difesa può essere approntata mettendo, di fatto, il contribuente in una posizione di obbligata acquiescenza.
Questa nuova manovra delinea uno scenario estremamente pericoloso e, nel contempo, orwellianamente parlando, dipinge i cittadini come furbi evasori, giustificando l_aggressione portata avanti con sadico cinismo che sta oggettivamente terrorizzando molti contribuenti già sfiduciati da una cronica crisi economica che non lascia spazio, in questi termini, a un rilancio delle attività produttive in ogni settore e che faccia da nuovo propulsore all_intero organismo economico. I numeri divulgati dalla Confcommercio parlano chiaro: nei primi quattro mesi del 2007 gli accertamenti sono ulteriormente aumentasti del 60% sul 2006. Non c_è da meravigliarsi che le categorie messe sotto questa dispotica lente di ingrandimento messa a punto dai compagni Visco e Bersani siano commercianti, lavoratori autonomi e quelle piccole imprese che cercano di sopravvivere disperatamente, costituenti la spina dorsale del sistema Paese. Queste manovre partorite da un determinato rancore - ovvero da odio sociale di chiara connotazione politica e da una demente complicità con il sistema delle Banche Centrali, che sollecitano il «risanamento» di quel debito pubblico frutto del signoraggio, esercitato impunemente - hanno accentuato un malessere ed un forte nervosismo, innalzando una «temperatura sociale» già molto calda. La stessa Confcommercio segnala che nei prossimi mesi sarà approntata una nuova raffica di 120.000 accertamenti per i contribuenti che ricadano nella gabbia dei cosiddetti studi di settore.
Continua dunque l_alleanza indissolubile Stato vampiro e lobby bancarie ed a rimetterci, ancora una volta, sono i cittadini considerati semplicemente dei numeri su cui giocare barbaramente e paradossalmente senza doverne rendere conto a nessuno.
(Gianluigi Mucciaccio) Tratto da: www.effedieffe.com
Il piano del Governo per avvelenare gli italiani
Decreto Legge n. 61 (G.U. n. 108, 11-5-2007)
1 giugno 2007
I telegiornali hanno mostrato cumuli di spazzatura, parlando di "emergenza rifiuti" in Campania, ma si sono guardati bene dallo spiegare come mai le società preposte alla raccolta dei rifiuti non hanno fatto il loro dovere, e perché le autorità non sono intervenute adeguatamente. Cosa avevano da nascondere? E' ovvio che in questi fatti sconcertanti c'è la responsabilità delle autorità locali e nazionali, dato che non devono essere i cittadini stessi a gestire la spazzatura. Qual'è la verità di tutto questo? Perché i cittadini campani devono pagare bollette più salate pur essendo costretti ad avere sotto casa cumuli di spazzatura fatiscente? Sarebbero state almeno 700.000 le tonnellate di immondizia gettate sul territorio campano, esposto criminosamente al degrado e a seri pericoli sanitari. Questa situazione è costata parecchio a tutti noi: 500 milioni di euro soltanto per la gestione commissariale, e 1 miliardo e 300 milioni per la "risoluzione dell_emergenza", che ancora non c'è stata. La situazione è peggiorata dall_estate del 2006, periodo in cui sono iniziate le proteste contro la costruzione di discariche e inceneritori sul territorio campano. I rifiuti non sono più stati ritirati, fino ad arrivare ad accumulare 7000 tonnellate al giorno di immondizia sparsa per la Campania. La situazione d'"emergenza" è servita a "subcommissari" e "consulenti" di vario genere, che hanno incassato 9 milioni di euro, per "Consulenze di esperti", fatte dal 2000 al 2005. Si tratta in realtà di pagamenti clientelari a sostenitori politici di destra e sinistra. Altro caos è stato creato fra gli impiegati pubblici, che sono stati messi in condizioni di non svolgere il loro lavoro, mentre il servizio veniva affidato a società private, che avrebbero dovuto organizzare la raccolta differenziata, ma incassavano denaro senza adempiere alle loro funzioni. Nell'ottobre del 2006 è stato nominato commissario straordinario per l_emergenza rifiuti in Campania il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che ha assunto la funzione di controllo della situazione, al fine di assecondare i piani del governo. Bertolaso, senza spiegare la gravità della situazione, per rassicurare, in questi giorni ha dichiarato: "Se siamo fortunati, nell_arco di una decina di giorni si risolve la crisi in atto e con l_inizio dell_estate si potrà lavorare tranquillamente... (ci sono) ipotesi allo studio di riapertura di discariche chiuse per quantitativi che non daranno fastidio a nessuno e siti di stoccaggio temporaneo". La "gestione straordinaria" è stata una macchina mangia soldi pubblici, e un modo per generare altro caos, per far sì che i cittadini si piegassero alle decisioni del governo. (Antonella Randazzo)
Transition money: la via per l_abbondanza
1 giugno 2007
In un recente articolo abbiamo visto le qualità negative di una moneta che nasce e circola legata a doppio filo al debito e agli interessi come il dollaro l’euro e tutte le altre monete a “corso forzoso”. Le loro qualità negative sono entrate e hanno modificato la nostra vita a tal punto che anche solamente pensare ad un’alternativa diventa un’operazione molto, ma molto difficile per tutti noi.
Un esempio sono tutte le domande che scaturiscono quando si cerca di trovare una soluzione al difficile momento attuale: inflazione, decrescita, sovrappopolazione in relazione alle risorse, carenza di fonti energetiche, idriche, alimentari tanto per citare i più comuni.
Tutti problemi reali, ma che potrebbero non essere così irrisolvibili come normalmente si pensa. Quello che vogliamo dire è che per riuscire a trovare una soluzione è necessario abbandonare il percorso logico che usualmente seguiamo e che è viziato dall’uso della moneta debito che ci fa vedere tutto in un’ottica totalmente sbagliata. Quando sei dentro ad un tunnel è difficile spiegare che fuori c’è un mondo pieno di luce, così come è assurdo chiedere di essere felice ad un depresso cronico.
Ebbene questo è proprio quello che sta accadendo a tutti noi che, forzatamente, utilizziamo una moneta che nasce e prospera con il debito. Tutte le caratteristiche positive diventano improvvisamente negative. Il nostro modo di pensare alla soluzione dei problemi è viziato da questo, non piccolo, peccato originale legato alla moneta, il DEBITO.
Con il modo di pensare che la moneta debito ha “impiantato” nei nostri cervelli è impossibile capire l’essenza del discorso della montagna del vangelo di Matteo. Quando lo abbiamo letto tanti anni fa per la prima volta, non abbiamo colto l’essenza di quelle parole, abbiamo sorriso pensando a un’esagerazione, ma rileggendolo consapevoli del segreto del denaro, questo brano acquista improvvisamente un significato incredibilmente attuale.
I microchip che, secondo alcuni, le autorità vorrebbero mettere a ciascuno di noi in realtà ce li abbiamo già e sono i concetti che l’uso del denaro contaminato porta indissolubilmente con sé: carenza, lotta per la sopravvivenza, sofferenza, sopraffazione, schiavitù ecc. (Pierluigi Paoletti)
A proposito: Goldman Sachs...
30 maggio 2007
A proposito: Goldman Sachs ha da pochi giorni creato una sua propria Borsa - una Borsa privata - dove «saranno trattate le azioni di compagnie che non vogliono il controllo e i pesi delle regole connesse con la quotazione pubblica», scrive il Wall Street Journal. Il nuovo sistema, GS TRUE (abbreviazione per Goldman Sachs Tradable Unregistered Equity) ha cominciato a trattare, il primo giorno d’apertura, 880 milioni di dollari, il 15% della Oaktree Capital Management LLC, un’agenzia di investimento «alternativa». In che senso «alternativa»? Nel senso che tali compagnie quasi certamente riciclano soldi sporchi e fondi neri, del crimine organizzato e dei politici, e perciò non desiderano che su di loro si posi lo sguardo della SEC, l’organo di controllo della Borsa «pubblica» di new York. Non a caso, il nuovo «mercato» di Goldman Sachs è aperto solo a «investitori» che possano spacciarvi almeno 100 milioni di dollari di liquidità. E’ la saldatura definitiva tra finanza e delinquenza. E noi siamo governati da proconsoli della cerniera mondiale tra delinquenza e speculazione. Oltretutto, come nota il Wall Street Journal, questa «Borsa» del riciclaggio è l’ultimo passo verso la tendenza del capitale speculativo ad escludere i piccoli e i privati dalle speculazioni più lucrose. Ciò corrisponde alle esigenze dei «private equity funds», che comprano a man bassa compagnie quotate e poi le tolgono dalla Borsa, così da liberarsi dal fastidio di dover pagare dividendi e capital gains ai picccoli investitori. Il «libero mercato» è solo per voi, piccoli risparmiatori. Per lorsignori, c’è un altro mercato: nero, oscuro, occulto e insindacabile. La «comunità degli affari» più selezionata sta reagendo così, fra l’altro, a quel che giudica un «eccesso di regolazione» imposto in USA dopo lo scandalo Enron. Uno dei maggiori oppositori all’«eccesso di regolazione» è attualmente il ministro del Tesoro americano Henry Paulson, che guarda caso è stato direttore esecutivo di Goldman Sachs. Naturalmente il mercato così sregolato offerto da Goldman è altamente rischioso: ciò non disturba gli «investitori» o speculatori che vi si affollano, il cui primo problema non è fare profitti da lì, ma riciclare il denaro ricavato dall’eroina afghana e dalla coca colombiana. (Maurizio Blondet)
Tratto da: effedieffe.com
Affari sporchi Goldman-Prodi?
30 maggio 2007
Dobbiamo sapere certe cose dai giornali esteri?, mi chiede il lettore che mi manda un articolo del Telegraph, di cui lo ringrazio.
Mi limito a tradurlo, a scanso querele:
«Gli italiani brontolano che è la Goldman Sachs a gestire il loro Paese, come i gesuiti governavano durante la Controriforma (sic).
Il premier Romano Prodi è un ex Goldman Sachs, così come il presidente della Banca Centrale Mario Draghi e il vice-capo del Tesoro Massimo Tononi.
Il prezzo di avere tanti amici a corte è che la celebre banca, inevitabilmente, viene implicata negli scandali finanziari che così spesso turbinano attorno alla classe politica italiana.
Dal mese scorso, Goldman Sachs è trascinata in un'inchiesta per corruzione, che si allarga sempre più, riguardante la fusione Siemens-Italtel e risalente alla metà degli anni '90.
L'indagine è arrivata a lambire in modo imbarazzante Mister Prodi, che è stato nel libro-paga Goldman Sachs dal 1990 al 1993, e poi di nuovo nel 1997 dopo la sua prima prova come primo ministro.
L'inchiesta è solo una delle varie indagini in corso in tutta Europa a proposito di una rete di conti neri, del valore di 400 milioni di euro, usati da Siemens per ungere le ruote.
Gli inquirenti di Bolzano sostengono di aver scoperto un pagamento di Siemens di 10 milioni di marchi tedeschi ad un conto Goldman Sachs a Francoforte nel luglio 1997.
Da qui, il denaro è rimbalzato più volte nel mondo, spedito da Londra e Tokio prima di tornare in Germania in forma di yen, secondo il giornale finanziario Il Sole.
Un funzionario di Goldman Sachs, interrogato all'inizio del mese, ha detto che il pagamento di 10 milioni di marchi è stato fatto per una «terza parte sconosciuta».
La Guardia di Finanza ha perquisito la sede di Milano di Goldman Sachs a febbraio, dove ha sequestrato, fra altre carte, un dossier intitolato «M Tononi/memo-Prodi 02.doc»; ha anche messo le mani su una lettera spedita alla Siemens dall'ufficio francofortese di Goldman Sachs nel 1993, che esponeva un buon affare a riguardo di Italtel. (Maurizio Blondet)
Il Comune di Milano ha oscurato il sito "www.effedieffe.com"
26 maggio 2007
Il Direttore di www.effedieffe.com Maurizio Blondet scrive:
I parassiti si sono fatti la Stasi
Un lettore ci segnala che il nostro sito è stato oscurato dai computer del Comune di Milano, dove lavorano 17 mila dipendenti.
Il filtro lì usato è della Astaro, ditta tedesca. Chi cerca di cliccare effedieffe si vede rifiutare il sito con l_avviso: «Category political Extreme hate discrimination». Ossia: «categoria politica, estremo odio, discriminazione». C_è qui uno scandalo (anzi due: il primo è che il Comune di Milano abbia 17 mila addetti; è ormai la più grande azienda della città, s_intende dopo la Regione), ed è il fatto che in Italia esiste - come si vede - la censura contro la libertà di pensiero e d_opinione. E la cosa peggiore è che questa censura non è «istituzionale», come avveniva nei regimi totalitari comunisti, i quali almeno non proclamavano il rispetto della libertà d_opinione e di stampa. La nostra censura è surrettizia, segreta, non dichiarata e «privata». Perciò, è tanto più insindacabile. Lo scrittore del mondo comunista poteva sperare di aggirare i censori della Stasi o della Securitate con accorti giri di parole, imparando a scrivere «tra le righe». Nell_URSS, era persino possibile, se si era iscritti all_Unione degli Scrittori, discutere coi censori di Stato, togliere una riga qua e un paragrafo là e strappare il diritto alla pubblicazione. Nella libera Milano del libero Comune della libera Moratti, questo genere di difesa condizionata e, ammessa persino nei totalitarismi, non è possibile.
Il filtro acquistato è una mannaia definitiva, automatica. Basta aver scritto qualche parola-chiave di troppo, e via con l_oscuramento censorio. Magari perfino all_insaputa del Comune stesso: semplicemente, la Astaro (Astaroth, nome di un vecchio demonio) ha scelto essa stessa le parole da vietare nel suo filtro, di sua insindacabile e incontrollabile iniziativa. Inutile eccepire con argomenti, adducendo la complessità dei temi che pubblichiamo nel sito. Il filtro giudica quale pensiero è pericoloso per voi. Quali idee non dovete conoscere, voi eterni minorenni. E la motivazione prodotta a macchina- «Estremo odio, discriminazione» - è in sé una calunnia, o almeno una diffamazione. (Maurizio Blondet)
Il sito web della Lista Partecipata per la democrazia diretta
25 maggio 2007
Il controllo del governo nelle mani dei cittadini
(e non solo al momento delle elezioni)
Questa che vi presentiamo, e che con tutto il cuore vi invitiamo a sottoscrivere, è la proposta di sostenere alle prossime elezioni una lista di candidati denominata _LISTA PARTECIPATA_ E_ una proposta politica completamente differente da quelle che sono state sempre praticate dai partiti di destra, di sinistra o di centro.
E_ la proposta di eleggere dei rappresentanti che funzionino come delegati al vostro servizio e non al servizio dei partiti, per tutta la durata della legislatura.
Normalmente i partiti vi chiedono un voto con motivazioni più o meno apprezzabili, proponendo loro, uomini più o meno stimabili che poi voi scegliete e votate.
Una volta eletti, nei cinque anni seguenti, i vostri rappresentanti si occupano loro di gestire la delega ottenuta.
Questo sistema ha il vantaggio di avere qualcuno che si occuperà in votra vece del governo liberandovi da questo compito quotidiano, ma ha lo svantaggio di lasciare completamente nelle mani del vostro rappresentante tutte le scelte, senza che voi possiate più intervenire, correggendo o indirizzando diversamente le sue decisioni.
Nemmeno se il vostro rappresentante farà il contrario di quello per cui lo avete eletto. Nemmeno se invece di fare i vostri interessi farà quelli del suo partito o della sua consorteria. Nemmeno se passerà dalla destra alla sinistra o viceversa. Nemmeno se lo coglierete con le mani nel sacco a rubare in flagrante.
Una volta eletto, il potere è nelle mani del rappresentante. E voi avete perso ogni possibilità concreta di controllo.
Noi pensiamo invece che i rappresentanti eletti devono rappresentare la volontà del popolo, non quella dei partiti. Neanche se quel partito è il nostro partito.
Proprio per questo noi non siamo propriamente un partito, ma piuttosto una organizzazione politica di tipo nuovo.
Noi non abbiamo lo scopo di conquistare il potere. Ma abbiamo lo scopo di far tornare il governo sotto reale controllo dei cittadini. E pensiamo che solo così sarà possibile ridurre la corruzione, gli sprechi, i disastri ambientali ed economici e avere più giustizia, più sviluppo, meno povertà, più pace.
Ma non vogliamo che vi convinciate per le parole o gli slogan più o meno accattivanti che possiamo dirvi e che tutti vi dicono.
Vorremmo che esaminaste la nostra proposta e la giudicaste per la sua sostanza.
(Giuseppe Strano)
Contrordine: Visco s-pregiudicato
25 maggio 2007
Sento alla radio ridacchiare Mario Blandini, il procuratore dell_Avvocatura Generale dello Stato: «Quello che dovevano fare l_abbiamo fatto. Il nostro compito era quello di effettuare un_indagine preliminare su un eventuale procedimento disciplinare nei confronti dei finanzieri. Non dovevamo studiare le dichiarazioni del generale Speciale, che per noi era solo un elemento di contorno».
Ridacchia: «Dalla deposizione di Speciale e dall_esame di altri finanzieri che abbiamo sentito, non sono emersi, in modo prepotente, gli estremi per una comunicazione di reato a carico di Visco».
Ma quale abuso d_ufficio, ridacchia il procuratore: è stato Speciale a trasferire i finanzieri, e «così ha negato di fatto di essere vittima di un abuso d_ufficio. Altrimenti non doveva dare seguito a un trasferimento che riteneva illegittimo, e fare denuncia».
Come se la ride, il procuratore.
Lui si stava occupando di mettere sotto accusa i finanzieri, mica Visco.
Contro Visco, gli indizi non sono emersi «in modo prepotente», tanto da dover «fare rapporto all_autorità giudiziaria».
Il che ci dice: non ci sarà un_altra Mani Pulite.
Perché allora, e con quanta «prepotenza», i procuratori che s_occupavano di un fatto A, appena emergeva anche il minimo indizio, o la più vaga testimonianza, di un possibile reato socialista o democristiano, aprivano un procedimento B!
Inviavano il fascicolo agli altri procuratori, «obbligatorietà dell_azione penale», e ai giornali in tempo per l_edizione straordinaria!
Nessuna deposizione di un ufficiale era tenuta per «elemento di contorno».
Anzi!
Come prepotentemente estraevano deposizioni, sbattendo in galera preventiva i testimoni, tanto da indurne diversi al suicidio!
A quei tempi, un generale Speciale, che trasferisce i finanzieri come richiestogli da Visco sotto minaccia, sarebbe stato considerato uno che ha «ceduto» a un abuso di potere, non come uno che «ha negato di fatto» l_abuso (perché si sa, anche un generale tutto d_un pezzo è pur sempre un italiota: un pezzo di pastafrolla).
E gli indizi emergevano, emergevano in modo prepotente!
Tanto che gli avvisi di reato e gli arresti preventivi fioccavano come una nevicata.
(Maurizio Blondet)
La scomparsa delle classi
25 maggio 2007
Le strategie dell'inganno politico
I mass media si sono dedicati a lungo alle elezioni presidenziali francesi, parlando della "nuova sinistra", rappresentata da Ségolène Royal e della "nuova destra", di Nicolas Sarcozy. Ma cosa si intendesse per "nuova destra" o "nuova sinistra" nessuno lo spiegava, nemmeno alcuni programmi televisivi sull'argomento, che menzionavano questi concetti come fossero assiomi. Non c'era alcun approfondimento su ciò che si diceva, e non si permetteva allo spettatore di capire cosa si stesse effettivamente sostenendo. Evidentemente, questi programmi hanno ospiti ben selezionati, poiché se anche un solo interlocutore avesse chiesto ulteriori approfondimenti, le trasmissioni sarebbero miseramente crollate insieme ai loro assiomi.
Qual'era la differenza fra Royal e Sarcozy? Chi lo ha capito? Entrambi hanno parlato a tutti i francesi, hanno utilizzato la bandiera, la Marsigliese , l'orgoglio patriottico. Hanno esposto programmi simili, attuando una propaganda elettorale incentrata sulle stesse problematiche: sicurezza, tasse, sviluppo economico, immigrazione e lavoro.
Perché accade questo? I valori tradizionali della sinistra erano basati sulla distinzione fra le classi, e su una constatazione oggettiva: ossia l'esistenza di classi non dotate di mezzi finanziari ed economici come altre fasce sociali.
Oggi, in tutti i paesi d'Europa, i politici propagandano di avere a cuore l'interesse di tutti. Sembra che gli interessi di classe non esistano più, anzi, le stesse classi sociali sembrano sparite nel nulla, come se tutti i cittadini avessero improvvisamente acquisito lo stesso status, con le medesime possibilità e gli stessi privilegi.
Con la presunta scomparsa delle classi, anche le formazioni politiche di sinistra, che prima difendevano i lavoratori, hanno assunto prospettive favorevoli al rafforzamento del potere dell'oligarchia dominante, e attuano politiche non dissimili da quelle dei partiti di destra. La campagna elettorale è diventata come uno spettacolo, e gli schieramenti somigliano più alle tifoserie, e non offrono una reale possibilità di scelta responsabile di ciò che è meglio per la collettività. I personaggi politici sono diventati protagonisti per la loro personalità, e non tanto per la capacità di governare, mentre la fiducia verso le istituzioni crolla sempre più, e in alcuni paesi induce molti cittadini a non votare. I pubblicitari e i "consulenti" più esperti, chiamati spin doctors (dottore del raggiro, manipolatore di opinioni) curano le campagne elettorali, utilizzando conoscenze sociologiche e di psicologia sociale, allo scopo di dirottare l'attenzione e evocare emozioni. Come disse il pubblicitario che si occupò della campagna elettorale di François Mitterrand, Jacques Séguéla: "(c'è stato un) passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia consumista". Tutti i governi, di qualsiasi colore, manipolano l'opinione pubblica, spacciando qualsiasi politica come dovuta all'interesse generale. Durante le campagne politiche tutti i partiti dicono di voler difendere gli interessi di tutti. Dopo le elezioni, gli schieramenti fanno il gioco delle parti: chi non è al governo accusa l'altro di alzare le tasse, di precarizzare il lavoro, di fare tagli alla sanità o alla scuola ecc. Così gli elettori si convincono a votare l'altro schieramento, che quando sarà al potere riceverà dall'opposizione le stesse accuse. Il teatrino elettorale nasconde così la verità di un sistema in cui è un ristretto gruppo di banchieri-imprenditori a controllare tutti i settori dell'economia, e si vale dei politici per conservare il potere. (Antonella Randazzo)
Shanghai surprise: prove tecniche di crash
24 maggio 2007
Forse non tutti sanno che il 27 Febbraio 2007 in seguito al peggiore crash di borsa degli ultimi 10 anni scaturito per effetto domino a causa della pesante correzione nella Borsa di Shanghai, negli USA intorno alle 14:00, quando gli indici di Wall Street perdevano quasi il 4 per cento, gli scambi degli operatori istituzionali (banche e fondi) attraverso sistemi di negoziazione automatizzata sono stati istantaneamente congelati dal Plunge Protection Team. Sono stati congelati per evitare che quel - 4 % si trasformasse in poche ore in - 10 %. Non è affatto una notizia rassicurante. Tutt'altro.
Il Plunge Protection Team è un organismo di controllo dei mercati borsistici nato nel 1988, dopo il crollo del 1987, che ha lo scopo di garantire la liquidità e stabilità dei mercati: in sostanza è un pool di key men in USA che devono prevenire ed evitare fenomeni di panic selling incontrollato, fanno parte di questo organismo di controllo il Segretario del Tesoro USA, il Presidente della FED (Federal Reserve Bank), il Presidente della SEC (Securities and Exchange Commission) ed il Presidente della CFTC (Commodity Future Trading Commission). Il Plunge Protection Team è il cane da guardia della salute pubblica dei mercati finanziari in America. Ma la sua presenza non salverà i mercati dalla più grande bolla finanziaria che si è ormai creato sui mercati globalizzati: la bolla sul mercato cinese.
Lo Shanghai Composite Index (l'indice della Borsa Cinese) è diventato il vero motore planetario di tutti gli indici azionari, statunitensi compresi. Basti pensare che circa due settimane fa quando la proiezione trimestrale sul PIL USA è uscita a 1.3 % contro un atteso 2.5 %, Wall Street ha chiuso la seduta tranquillamente in leggera salita, quando anni prima un dato di questa portata avrebbe causato un - 3% in meno di due ore. Se Shanghai tira e continua a tirare, lo stesso faranno anche le altre borse, quasi fossero una perfetta replica di questo indice.
I mercati ormai sembrano stampellati, forse manipolati, ma di certo sono drogati. Una droga costituita dal mare di liquidità proveniente dalla Banca Centrale del Giappone che foraggia ormai incessantemente da quattro anni rinegoziazioni di debiti, fusioni aziendali e la corsa costante, silenziosa e progressiva degli indici. L'abitudine ad alzarsi la mattina ed osservare un + 0,3 % in preapertura, sarà presto spazzata via da un improvviso - 7 % in pieno stile crash del 1987. Non che questo sia una novità, di moniti su questa eventualità ormai se ne contano a decine negli ultimi due mesi.
A mio modo di vedere, questo scenario sarà notevolmente più drammatico, a causa della massiccia presenza e diffusione degli strumenti derivati e dei loro principali utilizzatori (gli hedge funds). Oltre il 10 % della capitalizzazione mondiale di borsa è in mano ai fondi speculativi con strategie di posizionamento in leva finanziaria con rapporti anche oltre 1:25, il che significa che movimentano una ricchezza venticinque volte più grande di quella effettivamente detenuta. I derivati hanno letteralmente minato le basi della stabilità dei sistemi finanziari del pianeta, in completa contrapposizione alle loro originarie finalità. Proprio dieci anni fa il mondo era già andato vicino ad un collasso finanziario di proporzioni bibliche con il posizionamento speculativo del noto fondo di investimento ed arbitraggio LTCM (gestito tra l'altro da due premi Nobel): se non fosse intervenuta la FED ad inondare il mercato di liquidità, le principali banche centrali del pianeta avrebbe dovuto dichiararsi insolventi. (Eugenio Benetazzo)
Rai: scoperta una struttura a difesa del "Segreto di Stato"
24 maggio 2007
La notizia emersa durante una riunione dell_Autorità nazionale per la sicurezza
Ne farebbero parte 50 giornalisti con potere di censura -
Roma, 22 mag. _ La notizia è clamorosa: secondo quanto appreso da fonti dell_intelligence militare, in Rai sarebbe attivo un _organo esecutivo sicurezza_ (Oes), alle dirette dipendenze del ministero delle Comunicazioni, con il compito di _vagliare_ le notizie da diffondere. Stando a quanto scoperto dalla Voce, farebbero parte di questa struttura segreta circa 50 giornalisti _ tra cui alcuni caporedattori _ che avrebbero il potere di autorizzare il _Nulla osta di sicurezza_ (Nos) sulla divulgazione di notizie sulle reti della tv pubblica. La rivelazione dell_esistenza di un organo preposto alla tutela del segreto di Stato in Rai, sarebbe stata fatta la settimana scorsa, durante una riunione dell_Autorità nazionale per la sicurezza (Ans), da parte del rappresentante del dicastero delle Comunicazioni - attualmente guidato da Paolo Gentiloni della Margherita -, dal cui Organo centrale di sicurezza (Ocs) dipenderebbe la struttura di viale Mazzini.
L_Ans è alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei ministri, al quale, secondo la legge n. 801 del 24 ottobre 1977 sull_Istituzione ed ordinamento dei servizi per l_informazione e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato, è demandato il potere di decidere la secretazione delle informazioni. La materia è stata poi ulteriormente regolata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 febbraio 2006 contenente le _Norme unificate per la protezione e la tutela delle informazioni classificate_ (Berlusconi lo aveva usato per _coprire_ l_abuso edilizio di villa Certosa in Sardegna). Tuttavia, il regolamento attuativo emanato da Palazzo Chigi è stato classificato come _riservatissimo_, e, quindi, occultato all_opinione pubblica. La scoperta ha lasciato stupefatti anche gli uomini del reparto Informazione e sicurezza del Centro intelligence interforze dello Stato maggiore della Difesa, che partecipavano all_incontro: persino i militari ne erano all_oscuro. (Marco Marsili)
Italiaoti
23 maggio 2007
Visco pregiudicato
Il generale della Finanza Roberto Speciale ha raccontato ai giudici che Visco gli intimò di trasferire gli ufficiali che indagavano sulla scalata della BNL da parte dei furbetti delle Coop rosse, minacciando in caso contrario «gravi conseguenze». E Visco come si difende?: «Non ci sono prove». E' la reazione di un delinquente. Prodi: «Visco ha la mia fiducia», manco fosse il Re Sole. E pensare che solo ieri sembravano essersi accorti della montante rabbia dei cittadini per la loro politica di parassiti. Ma i metodi arroganti non cambiano da oggi al domani. In ogni caso, Visco è pregiudicato: almeno nel senso che la sua saldezza al potere sembra pregiudicata. E' il Previti del centro-sinistra. O dobbiamo credere che un generale delle Fiamme Gialle menta ai magistrati? Visco dovrebbe querelare Il Giornale, che ha dato la notizia: è falsa o no? Altrimenti, lo vedo alquanto pregiudicato. (Maurizio Blondet)
Politicastri!! Economisti!! Giornalisti!! Ecologisti!! Pacifisti!!
della supercazzola
Dov'è andata a finire quest' AUTOMOBILE?
22 maggio 2007
Moneta debito? Se la conosci la eviti
22 maggio 2007
Quanto è importante lo strumento che usiamo?
Quanto il suo uso può condizionare il nostro comportamento?
Secondo il diritto penale lo strumento in se è ininfluente, determinante è l’uso che se ne fa e l’esempio più classico è quello del coltello che può essere utilizzato sia per tagliare il pane che per uccidere.
Nel caso della moneta invece possiamo affermare al di là di ogni ragionevole dubbio, tanto per rimanere in ambito giuridico, che l’uso di una moneta rispetto ad un’altra cambia radicalmente ogni aspetto della nostra vita. Pensate che sia un’affermazione azzardata? Vediamo se riusciamo a dimostrarvi il contrario.
La nostra moneta ufficiale, l’euro, come tutte le altre monete a corso forzoso, la cui accettazione è imposta dalla legge, è una moneta basata sul debito. Lo stato, che ogni anno deve adeguare la quantità di moneta in circolazione, necessaria per lo scambio di beni eservizi, si indebita con la banca centrale che stampa il denaro, emettendo titoli di debito (Bot, BTP, CCT ecc.) per un pari importo e sui quali deve pagare anche un tasso di interesse. Ora noi sappiamo che questa è una truffa bella e buona perché se la moneta deve essere solo la rappresentazione “cartacea” dei beni e servizi, ovvero della ricchezza prodotta in un territorio, la sua funzione dovrebbe essere praticamente neutra e non gravata da un debito a cui si devono aggiungere perdipiù i dannosissimi interessi.
La moneta quindi appartiene di diritto a chi lavora, produce e contribuisce in qualsiasi modo al benessere collettivo, è il caso delle casalinghe per il sostegno dato alla famiglia, degli anziani per il loro apporto passato e per la loro esperienza, ma anche dei bambini che sono il futuro della comunità. Nel mondo economico attuale invece ogni moneta a corso forzoso, attraverso artifici o raggiri, “sembra” essere di proprietà della banca centrale che semplicemente la stampa e poi la presta ad interesse ai legittimi proprietari.
Il risultato di questo è che più si produce nuova ricchezza, più il corpo sociale impoverisce indebitandosi sempre di più e se a questo aggiungiamo una classe politica che a tutto mira meno che al benessere dei cittadini, abbiamo oltre al crescente indebitamento anche unaspesa pubblica che ogni anno aumenta, tanto per chiarire oggi spendiamo ogni anno oltre la metà di quello che si produce (circa750 miliardi di euro).
Il risultato sono tasse crescenti per coprire debiti inesistenti e sperperi pubblici, mentre i servizi essenziali e gli investimenti per ricerca, scuola, infrastrutture ecc., sono ridotti o addirittura inesistenti per mancanza di fondi. Un esempio recente sono quei 10 mld di euro chiamato il “tesoretto” che potevano essere destinati a scopi utili o restituiti ai legittimi proprietari, sempre di avere amministratori della cosa pubblica intelligenti e oculati, ma anche di questo abbiamo da tempo immemorabile perso ogni speranza, invece, secondo il ministro delle finanze, banca d’italia e le autorità comunitarie, quella cifra deve essere destinata alla riduzione del debito pubblico (Come Volevasi Dimostrare).
Ecco allora che la moneta da strumento neutro con la sola funzione di misurare la ricchezzaprodotta e di agevolare gli scambi tra le persone diventa uno strumento di dominazione.
La sua carenza artificiale, prodotta dal debito ingiusto e inesistente a cui è legata, induce chi la usa, a esprimere le peggiori qualità dell’essere umano. Sentimenti come rabbia, impotenza, tristezza, paura del futuro sono la norma e la maggior parte dei nostri pensieri sono rivolti a come fare per pagare conti, debiti personali, tasse, multe, addizionali comunali, regionali, accise, mutui.
Oltre a lavorare sempre di più, che è una contraddizione in un mondo tecnologico e opulento come quello occidentale, il poco tempo che passiamo con la nostra famiglia, i nostri genitori, i nostri figli, i nostri compagni-e di vita, lo passiamo a preoccuparci di come arrivare a fine mese, dimenticandoci di come crescono i figli, di come si coltiva l’amore e in un batter di ciglia ci ritroviamo sempre più soli, senza amici, a lottare persino con il partner per gli alimenti e con una terribile fatica di vivere.
Questo solo per usare una moneta creata con il debito, ma non basta e la situazione peggiora sensibilmente se pensiamo che nessuno mette in circolazione i soldi degli interessi. Il gioco già difficile e infinito (se ci si indebita per quello che produciamo non riusciremo MAI a ritornare in attivo) diventa perverso e diabolico dal momento che non esistono materialmente i soldi per gli interessi, per cui necessariamente dobbiamo lottare con gli altri per accaparrarci i soldi tra quei pochi disponibili. Questo scatena la competizione e l’istinto di sopravvivenza in ciascuno di noi che come una belva lotta per riuscire a trovare quei maledetti soldi per gli interessi ed è matematico che qualcuno rimanga con il cerino in mano e aumenti il numero dei marchiati come fallito, inaffidabile e povero.
Pensate che oltre al debito dello stato, su di noi gravano sempre più pesanti anche i debiti personali e allora letteralmente si aprono le porte dell’inferno. Non abbiamo amici e l’altro diventa il nemico da sconfiggere per cui uccisioni, suicidi, rapine, furti, maltrattamenti sono all’ordine del giorno e gran parte, se non tutti hanno come matrice il denaro e i debiti, per non parlare delle malattie che per l’80% hanno origini psicosomatiche. (Pierluigi Paoletti)
E pensate, tutto questo solo per usare una moneta legata al DEBITO
Una nuova manovra per il potere
22 maggio 2007
E' ormai siglato il patto di nascita del secondo (per quota di mercato e primo come capitalizzazione) supercolosso finanziario in Italia.
Si prevedeva la fusione tra Unicredit (Profumo) e Capitalia (Geronzi), tanto che si parlava di Unitalia; invece si tratterà nella sostanza di una incorporazione della banca romana da parte di quella milanese, e si dice che l'istituto finanziario continuerà a chiamarsi Unicredit (nuovo).
L'ad di Capitalia, Arpe, ha dunque perso la sua battaglia per mantenere indipendente la banca e si dimetterà con, si vocifera, una favolosa buonuscita; con la quale, sempre stando alle voci, si sposterà a Londra lanciando una sua società di «private equity».
E' ben noto che Profumo (messosi pubblicamente in mostra mentre andava a votare Prodi nelle «famose» primarie pre-elezioni) ha chiare simpatie per i DS, nella loro parte più moderata, cioè di fatto per D'Alema (Profumo, da uomo concreto del potere economico, sa bene che quest'ultimo è un moderato, un sostanziale filoamericano, anche se si lancia attualmente in molti minuetti per confondere le idee ai gonzi di sinistra).
A questo punto, come ho spesso sostenuto in passato, tutto il gioco interno ai «poteri forti» si svolge avendo come longa manus politica il centrosinistra.
L'Intesa-San Paolo (Bazoli con il suo ad Passera) ha come «scherani» di governo i prodiani, il nuovo Unicredit ha i DS con particolare riferimento a D'Alema (ma credo anche a Fassino, che non ha una sua autentica personalità autonoma).
Sembra un po' preoccupato Veltroni, che in passato aveva molto «flirtato» con Geronzi e che, di fronte al fatto che il quartier generale della nuova banca sarà certamente a Milano, ha manifestato il suo disappunto perché nella capitale dovrebbe pur esserci «un insediamento bancario importante» (che era appunto, fino ad ieri, quello della Capitalia).
Non vi è dubbio che Intesa-San Paolo e nuovo Unicredit saranno probabilmente competitori, rappresentando l'uno il contrappeso dell'altro (Profumo-diesse, quindi, come contraltare a Bazoli-prodiani).
Tuttavia, le due banche sembrano chiaramente orientate, per il momento, al compromesso; un po' come due pugili di pari forza che, nelle prime riprese, si studiano e non si lanciano in scriteriati attacchi.
Sintomo di questa prudenza è proprio il fatto che Geronzi, il meno vicino agli ambienti economico-finanziari che si rappresentano politicamente nel centrosinistra, abbia nominato Costamagna come consulente per le strategie relative a quella che sembrava una fusione e che è una incorporazione (in cui comunque Geronzi si ritaglierà un qualche potere, sembra in attesa di essere nominato, forse, al vertice di Mediobanca).
Per chi non lo ricordasse, Costamagna è un ex uomo di vertice della Goldman Sachs (quella che ha piazzato un altro suo ex al governatorato della Banca d'Italia)... (Gianfranco La Grassa)
Perfezionato il sistema del saccheggio
21 maggio 2007
La fusione Unicredit-Capitalia?
Tutti i media si buttano a lodarla.
E ad escludere che, questa volta, ci sia entrata la politica.
La verità è - dunque - l’esatto contrario.
Risulta che Profumo non voleva comprare Capitalia, né mettersi con il pregiudicato bancarottiere Geronzi.
Come spiega il Financial Times, «l’acquisizione da 22 miliardi di euro di Capitalia sembra porre a rischio la tendenza (di Profumo) di ridurre l’esposizione ad un solo mercato».
Profumo ha sempre detto di voler «internazionalizzare».
E lo dice ancora, con parecchi soldi in meno.
Anche con il peso morto di Capitalia, «la banca resta internazionale e genererà ancora il 53% dei suoi introiti fuori d’Italia. … Avremmo fatto qualcosa di simile in Germania, ne avessimo avuto la possibilità».
Nessuna esultanza, come si vede.
Insomma Profumo ha dovuto obbedire.
Obtorto collo.
Alla politica.
Quale politica?
Geronzi ha ricevuto piogge di avvisi di garanzia per Parmalat, Cirio, e le mancate comunicazioni a Bankitalia sui crediti in sofferenza dei partiti.
Già, perché Capitalia ha salvato i DS dalla bancarotta.
Ha fatto prestiti a tutti i partiti (tranne ad AN e a Forza Italia), senza uno straccio di garanzie, perché dal potere politico ha sempre ottenuto la garanzia massima: ti salveremo qualunque cosa faccia.
Capitalia ha un capitale inferiore alle sue sofferenze, e Geronzi resta intoccabile.
Come scrive il blog «Finanza e Politica»: «Capitalia è una banca patrimonialmente pessima, per certi aspetti pericolosa, ma possiede tanti sportelli e le partecipazioni in Mediobanca e Generali [ecco, ecco].
E allora ecco il miracolo.
Il prezzo viene gonfiato, i bilanci imbellettati... e il vecchio Geronzi compie il suo capolavoro... porta la sua pessima banca alle nozze con il miglior principe presente sul mercato... così salva definitivamente Capitalia che annacquerà i suoi crediti incagliati con la gestione ottima di Unicredit, e in più si candida a divenire presidente di Mediobanca [Un pregiudicato? Del resto c’è già Ligresti, è il salotto buono o no?].
E allora chapeau a Geronzi che è riuscito a dimostrare che in finanza si possono compiere i miracoli e si fanno volare anche le vacche.
Ancora una volta la politica ha determinato le sorti del mercato e non viceversa»... (Maurizio Blondet)
Veleno per tutti!
17 maggio 2007
Tratto da: http://sciechimiche-zret.blogspot.com
CARABINIERI: NOE (Nucleo Operativo Ecologico)
Alziamo gli occhi al cielo e osserviamo, facciamoci sentire
>>Archivio video scie chimiche<<
La Cia sta tentando di uccidere Ugo Chavez?
16 maggio 2007
"Voglio uccidere quel figlio di puttana", ha dichiarato il capitano della Guardia Nazionale venezuelana, Thomas Guillen, in una telefonata registrata alla moglie. Durante la conversazione, mandata in onda lo scorso mese sulla tv di stato venezuelana, il capitano ha rivelato il piano, elaborato assieme al padre, per uccidere il presidente Hugo Chávez.
Il giorno seguente, il capitano e suo padre, Ramon Guillén Dávila, generale ritirato, sono stati arrestati e incarcerati per aver cospirato contro il Presidente del Venezuela.
Nelle ultime settimane, Hugo Chávez ha a più riprese avvertito che gli Usa tramano per farlo fuori e stanno aumentando le attività dirette contro il suo governo e la sua persona.
Chávez ha anche affermato che la CIA sta lavorando con alcuni contatti del famoso terrorista cubano, nonché agente CIA, Posada Carriles, elaborando piani per il suo assassinio.
C'è qualche verità in tutto ciò?
Potrebbe essere un'altra classica cospirazione della CIA al fine di uccidere un nuovo "nemico_ ufficiale degli Stati Uniti?
Una rapida occhiata ai legami tra CIA e il generale Ramon Guillén Dávila mostra che la possibilità è decisamente fondata.
Gli Stati Uniti riescono ad allungare i tentacoli verso molti paesi in tutto il mondo in molti modi, influenzando e intervenendo nella politica delle nazioni sovrane. In America Latina, uno dei metodi più comuni è attraverso le cosiddette "operazioni anti-droga". La CIA notoriamente ha compiuto operazioni _anti-droga_ in paesi come Bolivia, Colombia ed Ecuador.
In Venezuela, queste operazioni _anti-droga_ create ad hoc dalla CIA vennero guidate negli anni '80 dallo stesso generale Ramon Guillén Dávila che negli ultimi tempi progettava l'attentato a Chávez. Stando al Miami Herald, Guillen era l'uomo più fidato della CIA in Venezuela e il più vecchio collaboratore officiale della CIA nel 1980.
A capo della Guardia Nazionale del Venezuela, Guillén lavorò a stretto contatto con la CIA per le infiltrazioni e la raccolta di informazioni sul traffico di narcotici colombiano. Ma invece di frenare le operazioni di droga, Guillén e la CIA finirono per importare cocaina loro stessi e l'intera faccenda venne a galla quando _60 Minutes_ [_60 minuti_, trasmissione della CBS News, generalmente basata su documentari di tipo politico, ndt] mandò in onda un servizio esplosivo nel 1993. La CIA aveva collaborato con Guillén per far entrare clandestinamente l'incredibile quantità di 22 tonnellate di cocaina negli Stati Uniti.
Dopo che la dogana ebbe intercettato un carico di cocaina giunto nel paese attraverso l'aeroporto internazionale di Miami, un'indagine officiale stabilì la responsabilità del generale Guillén. Ma secondo il giornalista investigativo Michael Levine, Guillén era una _risorsa_ che operava dietro ordini e protezione della CIA, fatto poi ammesso dall' _Agenzia_ stessa. Il generale Guillén non venne mai estradato per processo negli Stati Uniti.
Quindi, il generale Ramon Guillén Dávila è ancora una _risorsa_ CIA che lavora al progetto di estromissione del presidente venezuelano? Che il generale abbia mantenuto o meno i legami con la CIA, sembra comunque un ottimo candidato per i tentativi di destabilizzazione del governo di Chávez. (Chris Carlson)
El pueblo no se va
16 maggio 2007
El pueblo no se va. Letteralmente, il popolo non se ne va: così cantavano e gridavano nelle piazze argentine milioni di famiglie scese a protestare contro le conseguenze socioeconomiche di quella scellerata campagna di indebitamento della nacion argentina a scapito della sua popolazione. Questo slogan (il popolo non se ne va) è opportuno iniziare ad impararlo ed intonarlo nella nostra lingua perchè molto presto rivedremo in Italia situazioni simili, se non peggiori.
Il colpo di grazia lo darà l'immobiliare, in particolar modo l'indebitamento ipotecario per l'acquisto della prima casa che questa volta farà anche delle vittime eccellenti: proprio il sistema bancario che ha alimentato in questi ultimi 5 anni, prima il rally ed ora lo sboom immobiliare. Non che questo debba ormai stupire, i moniti arrivano da svariati cantoni, majors comprese: tra cui recentemente la Merryl Lynch che ha annunciato un vero e proprio scenario stile 1929 per i prossimi mesi. (Eugenio Benetazzo)
«Mercato», l_ultima ideologia sovietica
15 maggio 2007
Aumentano le voci allarmate sugli effetti della globalizzazione dominata dal profitto finanziario: e aumentano fra gli stessi fautori teorici della globalizzazione, i credenti ortodossi. Alan Blinder, ex vicepresidente della Federal Reserve (nella fototo), collaboratore fisso del Council on Foreign Relations, è ovviamente uno di questi. Ma è stato colto da dubbi che (come nota il Financial Times, custode dell_ortodossia) lo avvicinano alla «apostasia». Blinder ha scritto una colonnina sul Washington Post il cui titolo è eloquente della sua turbata fede: «Il libero commercio è bellissimo, ma le delocalizzazioni dei posti di lavoro mi spaventano». Il commercio mondiale non è solo di merci; anche i servizi vengono venduti e comprati oltre ogni confine. Ora, la maggior parte dell_economia USA, da tempo de-industrializzata, consiste in servizi, e in lavoratori impiegati di servizi.
Presto, in pochi decenni, questi posti di lavoro finiranno nei Paesi a basso costo salariale. Blinder calcola che saranno 40 milioni gli americani che vedranno emigrare i loro lavori in Cina e in India. Blinder ripete il dogma con fede raddoppiata: «Il libero commercio globale è complessivamente benefico» per tutti.
Ma, aggiunge, «questa forza non appare così benigna dal punto di vista di un contabile o un programmatore di computer americano». Lo strappo di un così importante credente pare tanto grave, che il Financial Times ha pensato bene di incaricare Clive Crook, uno dei suoi editor, di sbugiardare l_apostata. Come un teologo scolastico, Croock comincia col rilevare la falla nel sillogismo di Blinder.
1) Blinder dice che il libero commercio mondiale è un bene assoluto, perché mentre distrugge lavori, ne crea anche, elevando il livello generale di benessere (la premessa è il dogma centrale del liberismo).
2) Le delocalizzazioni (dice Crook) «Sono semplicemente un_altra forma di commercio».
3) Ergo, le delocalizzazioni sono buone. La paura di Blinder è dimostrata falsa. Blinder teme che la perdita di lavori nei servizi in USA e il loro trasferimento all_estero sarà particolarmente «grande, lunga e dolorosa».
Croock gli ribatte: se gli effetti del commercio sono vantaggiosi (il dogma centrale, indubitabile), «più grandi sono gli effetti, meglio è». Se sono di lunga durata ancora meglio: lo stress sociale derivante dalla perdita massiccia di posti di lavoro in USA, sarà spalmato su molti anni. Per questo motivo, «non sarà per niente dolorosa».
Blinder è smentito un_altra volta. La teoria ha trionfato. (Maurizio Blondet)
Bush, in vista del prossimo attentato
12 maggio 2007
STATI UNITI - George Bush ha emanato una direttiva di sicurezza nazionale in cui ordina alle varie agenzie di preparare i piani di «continuità del governo» nel caso di un mega-attentato che «decapiti» l’amministrazione.
Esistono già dai tempi della guerra fredda le misure per costituire un «governo-ombra», un governo che possa continuare a funzionare fuori dalla capitale, dall’interno di rifugi segreti, in caso di attacco atomico.
Dopo l’11 settembre, i piani sono stati riattivati: un centinaio di alti funzionari sono costretti, a rotazione, a salutare la famiglia e a imbucarsi in località segrete per un mese, onde assicurare «la sopravvivenza della nazione» in condizioni estreme.
Anche il Pentagono, la CIA e la direzione della National Intelligence hanno disperso alcune delle loro sedi e apparecchiature fuori Washington.
Ora la direttiva di Bush (National Security Presidential Directive numero 51 e Homeland Security Presidential Directive 20) intende preparare il governo a operare nella ipotesi di un’esplosione atomica su Washington, senza il preavviso di venti minuti previsto per un attacco con missili balistici.
L’ipotesi è di una bomba portata nella capitale «da terroristi o da una potenza straniera».
E punta sulla «dispersione territoriale della leadership, del personale e delle infrastrutture onde aumentare la sopravvivenza dell’amministrazione».
Inutile sottolineare quanto la cosa sia allarmante.
Zbigniew Brzezisnki stesso, qualche settimana fa, ha accusato la Casa Bianca di esser capace di simulare un attentato gravissimo, come scusa per aggredire l’Iran.
Voci insistenti messe in giro dagli stessi servizi USA alludono ad un attacco terroristico «imminente» contro installazioni militari americane in Germania.
Ovviamente, attentato o no, falso o vero, un evento che obblighi alla «continuità del governo» consentirebbe a Bush - ridotto al 28% di favore nei sondaggi, con le forze armate alle corde in Iraq, l’economia in crisi, e con un Congresso ostile ai suoi progetti - di assumere pieni poteri e di esercitarli da località segrete, sotto protezione militare, senza dover rispondere ad alcun controllo democratico.
Il quadro di un colpo di Stato col pretesto del «terrorismo».
Terrorismo estremo, perché ci vorrà qualcosa di veramente tragico per far digerire la necessità di un Bush con pieni poteri dittatoriali. (Maurizio Blondet)
Il saccheggio continua...
12 maggio 2007
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Cefalonia e la resistenza greca
12 maggio 2007
Di tanto in tanto, le nostre autorità utilizzano diverse mistificazioni storiche, al fine di far risultare l'attuale assetto come nato da fatti eroici, che lo renderebbero imperituramente improntato ad alti valori. Il filone più gettonato è quello che riguarda la Resistenza all'invasore tedesco, evento da cui si fa derivare la Repubblica. Sia l'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che l'attuale presidente Giorgio Napolitano, hanno utilizzato i fatti accaduti a Cefalonia, come esempio di eroicità e di "Resistenza".
Napolitano, il 25 aprile scorso, ha celebrato la ricorrenza storica proprio a Cefalonia, e in quell'occasione ha ribadito la versione dei fatti già suffragata da Ciampi: "A Cefalonia si manifestò un impulso... nobilissimo e destinato a dare i suoi frutti... si può ben cogliere... un ponte ideale tra quest'impulso e la successiva maturazione dello spirito della Resistenza... eroismo e martirio delle migliaia di militari italiani che scelsero di battersi... caddero difendendo la dignità della nazione italiana".
Come il suo predecessore, l'attuale presidente della Repubblica ha parlato di "migliaia" di morti, "caduti eroicamente in un primo atto di resistenza". In realtà i morti non furono migliaia, e i fatti di Cefalonia hanno poco a che vedere con la Resistenza partigiana.
Napolitano sa che la versione dei fatti da lui sostenuta è stata confutata, ma liquida anni di ricerche da parte di studiosi seri, come "polemiche", mostrando poco rispetto e poca attenzione ai documenti, preferendo la versione mistificata dal potere dominante.
Non si può dire che " la Divisione Acqui decise di resistere", perché non si trattava di una banda irregolare che decideva liberamente come agire, ma era un esercito obbligato ad obbedire ai superiori, come avviene in tutti gli eserciti regolari. Non c'è mai stata alcuna decisione dal basso o "referendaria", come venne propagandato in seguito, per far passare la versione che vede quei fatti come "Resistenza".
Forattini da La Stampa del 2 marzo 2001 |
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Le nostre autorità mirano a commuovere, utilizzando parole retoriche per raccontare fatti in modo del tutto falsato e romanzato. Raccontano quello che più conviene e come conviene, in spregio alla verità storica. Addirittura, i reduci di Cefalonia, che raccontano una versione diversa dalla loro, vengono tenuti lontani dai mass media, preferendo mettere in evidenza alcuni reduci considerati corresponsabili della strage, e che dunque hanno convenienza a sostenere la versione mistificata. Ai nostri politici non difetta la furbizia, dato che si prodigano a suffragare la loro versione della Storia attraverso programmi televisivi e articoli giornalistici, convincendo persino le associazioni come l'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), a cui non tutti i reduci danno credibilità. Attorno agli argomenti più utilizzati dalla propaganda viene creato un clima di intimidazione e di "tabù", come se non dovessero esistere la ricerca storica e il libero pensiero. (Antonella Randazzo)
La menzogna del liberismo
11 maggio 2007
La fame. Vignetta di Mauro Biani http://maurobiani.splinder.com/ |
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La crescita economica riduce la povertà!», esulta la Banca Mondiale (di Wolfowitz), esibendo le statistiche sull_Asia sud-orientale. E' una forma in cui il dogma viene ripetuto: la globalizzazione è benefica, il commercio libero e senza ostacoli è la condizione preliminare per ridurre la povertà, il liberismo è la risposta giusta a tutti i bisogni umani. Se questo fosse vero, i poveri dovrebbero essere n procinto di arricchirsi soprattutto in Gran Bretagna e in USA, i due Paesi dove la dottrina liberista di Adam Smith (l_egoismo del mercante assurto a teologia) viene applicata con più rigore ideologico. In Inghilterra, è stato appena annunciato che il numero dei bambini in condizione di povertà è cresciuto di altri 200 mila. Ormai i bambini poveri, che crescono in famiglie povere, sono 3,8 milioni, il 30% di tutta l_infanzia britannica. Cosa significa? Che quei bambini vivono in case «umide, mal riscaldate, sovraffollate». Hanno madri singol o con «compagni» che non sono i padri dei bambini. I bambini poveri hanno più probabilità di diventare adulti in cattiva salute, con poca o nulla istruzione, destinati a bassi salari e lavori occasionali o marginali. Sembra una descrizione della prima rivoluzione industriale, cui Marx assistè e che denunciò: anche allora il liberismo ideologico ebbe via libera, non incontrò ostacoli. Gli effetti sono sempre gli stessi: pochi ricchissimi, masse di impoveriti ignoranti, iniquità sociale che chiede vendetta e suscita utopie contrarie e devastanti, comunismo, anarchia_ (Maurizio Blondet)
Proposta una dittatura monetaria mondialista
10 maggio 2007
7 maggio 2007 – Il Council on Foreign Relations (CFR), il centro studi USA con radici in Inghilterra che ha già sponsorizzato la campagna dello “Scontro di civiltà” di Samuel Huntington, è venuto allo scoperto con la proposta di indurre le nazioni del mondo a ridimensionare la propria sovranità nelle questioni economiche, monetarie e finanziarie, abdicando alla dittatura di una moneta unica mondiale. La proposta è contenuta nel numero di maggio-giugno di Foreign Affairs, la rivista del CFR, ed è firmata da Benn Steil, direttore di economia internazionale del CFR, sotto il titolo “La fine della moneta nazionale”.
A proposito delle sfide poste dalla crisi monetaria Steil sostiene che la soluzione “non è il ritorno ad un mitico passato di sovranità monetaria, in cui i governi controllano gli interessi locali ed i tassi di cambio beatamente ignorando il resto del mondo. I governi debbono rinunciare alla nozione fatale secondo cui la nazionalità esige che loro emettano e controllino il denaro usato sul loro territorio. Le monete nazionali ed i mercati globali semplicemente non vanno d'accordo, ma possono piuttosto costituire una miscela fatale di crisi monetarie e tensioni geopolitiche e creare prontamente pretesti per il deleterio protezionismo. Per globalizzare con sicurezza, i paesi debbono abbandonare il nazionalismo monetario e abolire le monete indesiderate che sono la fonte di gran parte dell'instabilità attuale”.
Il punto di riferimento storico di Steil per questo progetto è l'epoca d'oro dell'impero britannico, alla fine del XIX secolo. “Le lezioni della globalizzazione su base aurea nel diciannovesimo secolo devono essere semplicemente ristudiate - scrive Steil - ... giacché lo sviluppo economico al di fuori del processo di globalizzazione non è più possibile, i paesi debbono abbandonare il nazionalismo monetario. I governi debbono sostituire le monete nazionali con il dollaro o l'euro, o, nel caso dell'Asia, collaborare nel produrre una nuova moneta multinazionale su un'area paragonabilmente estesa e diversificata economicamente....
Per la maggior parte dei paesi più piccoli e poveri sarebbe la cosa migliore adottare unilateralmente il dollaro o l'euro, che consentirebbe loro un'integrazione sicura e rapida nei mercati finanziari globali. I paesi dell'America Latina debbono dollarizzare, i paesi dell'Europa orientale e la Turchia debbono euroizzare.”
Steil conclude con un monito: se i governi, compreso quello degli Stati Uniti, non raccolgono tale invito, “il mercato potrebbe privatizzare il denaro per conto suo”.
Da tempo al servizio dell'Inghilterra, Steil è stato direttore del programma economico internazionale del Royal Institute of International Affairs (RIIA). E' passato al CFR nel 1998, quando ambienti di potere britannici si mobilitarono per sabotare le iniziative allora prese dal presidente Bill Clinton per fondare “una nuova architettura finanziaria”. Attualmente Steil è anche un fellow presso il Progetto britannico-americano per le generazioni successive (BAP) dalle cui file provengono diversi esponenti del governo di Tony Blair.
Nel denunciare la follia pericolosa di Steil, LaRouche ha spiegato che un tale progetto ripropone il “Modello Persiano” per costituire un impero globale suddiviso in potenze regionali. Questa volta, invece di una divisione tra Est ed Ovest, Steil propone una divisione trilaterale, ma sempre secondo la ricetta dell'impero mondialista oligarchico. (disinformazione.it)
I media come cani da guardia della globalizzazione
10 maggio 2007
Il caso venezuelano, scrive Ignacio Ramonet, è esemplare della nuova situazione internazionale, nella quale gruppi mediatici inviperiti assumono apertamente la loro nuova funzione di cani da guardia dell'ordine economico costituito e il loro nuovo status di potere antipopolaree anticivico. Questi grandi gruppi, al di là del loro ruolo mediatico, costituiscono soprattutto il braccio ideologico della globalizzazione, e la loro funzione è quella di contenere le rivendicazioni popolari tentando di impossessarsi del potere politico.La "sporca guerra mediatica" condotta in Venezuela contro il presidente Hugo Chavez è l'esatta replica di quella condotta in Cile dal quotidiano El Mercucio dal 1970 al 1973 contro il governo democratico del presidente Salvador Allende, arrivando fino a spingere i militari al colpo di stato. Campagne del genere, ove i media cercano di abbattere la democrazia, potrebbero riprodursi domani in Ecuador, in Brasile o in Argentina, contro ogni riforma legale che tenti di modificare la gerarchia sociale e di ridurre le sperequazioni nella ripartizione delle ricchezze. Ai poteri dell'oligarchia tradizionale e a quelli della reazione classica si aggiungono ormai i poteri mediatici. E tutti insieme si scagliano - in nome della libertà di espressione! - contro i programmi concepiti in difesa degli interessi della maggioranza della popolazione. Questa la facciata mediatica della globalizzazione liberista, che ne rivela l'ideologia nel modo più chiaro, più evidente, più caricaturale. I mass media e la globalizzazione liberista sono intimamente legati. Di conseguenza è quanto mai urgente sviluppare una riflessione su come i cittadini possano esigere dai grandi media più etica, più verità, più rispetto di una deontologia che consenta ai giornalisti di agire secondo coscienza, e non in funzione degli interessi dei gruppi, delle imprese e dei proprietari dei media che li ingaggiano. Nella nuova guerra ideologica imposta dalla globalizzazione, i media sono utilizzati come un' arma di combattimento. L'informazione, in ragione del suo esplosivo sviluppo, della sua moltiplicazione e sovrabbondanza, si ritrova letteralmente contaminata, avvelenata da ogni sorta di bugie e voci mistificatorie, inquinata da deformazioni, distorsioni, manipolazioni.
(ASCA) - Roma, 4 mag - Venezuela: Chavez Minaccia Anche La Nazionalizzazione Delle Banche
8 maggio 2007
(ASCA) - Roma, 4 mag - Dopo il petrolio, l'energia elettrica e le tlc, anche il mondo del credito e l'industria dell'acciaio potrebbero essere nazionalizzate dal governo del venezuela. Il presidente Hugo Chavez ha ammonito che banche e industria siderurgica devono contribuire in modo piu' incisivo allo sviluppo dell'industria del paese. Anche se la minaccia non sembra un segnale di un nuova fase di nazionalizzazioni in tempi brevi, il monito di Chavez conferma comunque la ferrea volonta' del presidente venezuelano a realizzare ''la rivoluzione socialista''. In un intervento diffuso ieri, Chavez ha sottolineato che ''le banche private devono dare priorita' a finanziare l'industria del Venezuela a bassi costi. Se le banche non sono d'accordo con questa linea allora e' meglio che se ne vadano, che ci diano le banche. Noi nazionalizzeremo le banche e le faremo operare per sviluppare il paese e non per speculare e produrre ingiusti profitti''. Il discorso di Chavez e' stato in termini generali, senza riferimenti specifici a banche venezuelane come la Mercantil Servicios o il Banco Provincial, oppure nei confronti dei principali gruppi esteri presenti nel paese come Citigroup (NYSE), Bbva (Madrid: BBVA.MC) e Santander (Madrid: SAN.MC).
RISCRIVIAMO IN MODO CORRETTO LA NOTIZIA:
(SIGNORAGGIO.IT) - Belluno, 8 mag - Venezuela: Chavez Progetta Anche La Nazionalizzazione Delle Banche
(SIGNORAGGIO.IT) - Belluno, 8 mag - Dopo il petrolio, l'energia elettrica e le tlc, anche il mondo del credito e l'industria dell'acciaio potrebbero essere nazionalizzate dal governo del venezuela. Il presidente Hugo Chavez ha dichiarato che banche e industria siderurgica devono contribuire in modo piu' incisivo allo sviluppo dell'industria del paese. La dichiarazione è un forte segnale di un nuova fase di nazionalizzazioni in tempi brevi, Chavez conferma la ferrea volonta' a completare ''la Rivoluzione Bolivariana''. In un intervento diffuso ieri, Chavez ha sottolineato che ''le banche private devono dare priorita' a finanziare l'industria del Venezuela a bassi costi. Se le banche non sono d'accordo con questa linea allora e' meglio che se ne vadano, che ci diano le banche. Noi nazionalizzeremo le banche e le faremo operare per sviluppare il paese e non per speculare e produrre ingiusti profitti''. Il discorso di Chavez e' stato in termini generali, senza riferimenti specifici a banche venezuelane come la Mercantil Servicios o il Banco Provincial e dei principali gruppi esteri presenti nel paese come Citigroup (NYSE), Bbva (Madrid: BBVA.MC) e Santander (Madrid: SAN.MC), ma si riferiva a tutto il sistema bancario operante in Venezuela.
Le agenzie di stampa sono maestre nell'uso distorto delle parole, così da indurre il lettore ad avere una visione diversa dalla realta' (Giovanni Sandi)
Origine e significato del concetto di terrorismo
8 maggio 2007
Il termine "terrorismo" è stato coniato nell'Ottocento, ad indicare gli indigeni coloniali che si opponevano alla violenza e al dominio delle autorità europee in Africa e in Asia. Le oligarchie europee, per preservare il potere assoluto sulle terre coloniali, elaborarono il progetto di sterminare i popoli indigeni che non si fossero completamente sottomessi. Tutti coloro che cercavano di liberare il proprio paese dalla morsa coloniale erano considerati "terroristi" o "pericolosi ribelli" e, dato che risultavano inutili o dannosi al progetto imperiale, dovevano essere uccisi. Le autorità tedesche decisero di sterminare gli Herero quando si resero conto che erano sempre più riluttanti a farsi sfruttare. Il Generale Lothar von Trotha, responsabile del genocidio, commesso fra il 1904 e il 1907, scrisse: "Io credo che la nazione come tale (gli Herero) debba essere annientata, o, se questo non è possibile con misure tattiche, debba essere espulsa dalla regione con mezzi operativi ed un ulteriore trattamento specifico... L'esercizio della violenza fracasserà il terrorismo e anche se con raccapriccio fu ed è la mia politica. Distruggo le tribù africane con spargimento di sangue e di soldi. Solo seguendo questa pulizia può emergere qualcosa di nuovo, che resterà". I crimini contro gli Herero furono attuati anche per provare che l'impero tedesco era forte, e dunque aveva potere di vita o di morte. Una Relazione dello Stato Maggiore tedesco diceva: "Von Trotha capì che la rivolta fu il primo segno di una guerra di razza che avrebbe sfidato tutti i poteri coloniali in Africa. Ogni cedimento quindi da parte dei tedeschi avrebbe dato ulteriore alimento al movimento etiopico secondo il quale l'Africa appartiene solo agli africani. La guerra deve continuare finché ci sarà il pericolo di una nuova resistenza degli Herero". Come le autorità tedesche, anche quelle inglesi, francesi, belghe, italiane, portoghesi e spagnole, di fronte a popolazioni indigene che non volevano sottomettersi, reagivano definendole "terroriste" e attuavano veri e propri genocidi, costruendo lager e riducendo alla fame. Utilizzavano il potere economico acquisito attraverso il saccheggio delle risorse e delle terre indigene. Decidendo cosa coltivare nelle terre africane e privando gli indigeni di tutte le risorse del loro paese, costringevano milioni di persone a morire di fame, come accade anche oggi... (Antonella Randazzo)
Il clientelismo uccide
7 maggio 2007
«Otto morti nell’ospedale di Taranto, il ministro ordina ispezione»,
dice l’Ansa.
Livia Turco potrebbe utilmente indagare su come si diventa primari negli ospedali, nel sud come nel nord.
Come si gestiscono le ASL.
Il Servizio Sanitario Nazionale è in realtà «regionale»: un assurdo logico.
Ma lo hanno voluto così, perché le cricche regionali potessero riempire i loro ospedali di raccomandati di partito.
Un servizio chiamato «nazionale», offre in realtà ai pazienti cure regionalizzate, pessime al sud, un po’ migliori al nord, con grandi sprechi dovunque.
Ad essere «nazionale» è solo il pagatore dei conti in rosso: il contribuente italiota, convinto pure che la medicina sia più o meno gratis, a parte il ticket.
Il 70% del disavanzo del servizio sanitario nazionale è dovuto a sole tre regioni: il Lazio (da solo, il 30%), la Campania e la Sicilia.
Sono le tre regioni che andrebbero abolite - per indegnità e clientelismo criminale - e assoggettate ad un governo e ad un controllo assolutamente centralizzati.
Come podestà di queste tre regioni si dovrebbero richiamare in servizio, se sono ancora vive, delle vecchie SS tedesche.
Con carta bianca.
Anche per appendere ai lampioni gli individui che identificheranno, con sul petto un cartello (in gotico): «Ha preso tangenti», «Ha raccomandato la figlia come primario».
Invece no.
Lo Stato ripiana di continuo le perdite e le ruberie delle regioni mascalzone.
La burocrazia inadempiente statale sostiene le burocrazie inadempienti locali.
Prodi, dalla Finanziaria con cui ci ha risucchiato gli ultimi quattrini, ha assegnato 2,3 miliardi di euro al servizio sanitario del Lazio, che in tre anni ha accumulato un deficit di 3,9 miliardi di euro: ecco altri soldi, continuate a malaffare. (Maurizio Blondet)
Hugo Chavez e RCTV, censura o decisione legittima?
1 maggio 2007
Il governo del presidente venezuelano, Hugo Chavez, decise di non rinnovare la licenza del gruppo audiovisivo Radio Televisione Caracas (RCTV) che scadrà il 28 maggio 2007. Questa decisione, totalmente legale, suscitò una viva polemica nel seno della stampa internazionale, che si è trasformata nel portavoce dell'opposizione venezuelana e denunciò immediatamente un caso di "censura".
RCTV è un gruppo privato, la cui attività principale consiste nel denigrare la politica del governo bolivariano.
Hugo Chavez ha accusato ripetute volte, non senza fondamento, le quattro principali emittenti televisive del paese, Globovision, Televen, Venevision e RCTV -che controllano circa il 90% del mercato e dispongono d'un monopolio mediatico "di facto"- di portare avanti una "guerra psicologica" contro la sua amministrazione.
D'altra parte, questi mezzi hanno dimostrato apertamente un'ostilità, che raggiunge il fanatismo, nei riguardi del presidente venezuelano, da quando giunse al potere nel 1999. Non hanno mai smesso di questionare la legittimità del governo e di mettere sul tappeto l'appoggio popolare di cui gode coerentemente. I mezzi privati hanno invitato costantemente ai loro programmi gli oppositori dell'oligarchia e i militari che si erano ribellati, quelli che profetizzano la sovversione e la sconfitta dell'ordine costituzionale. Marcel Granier, presidente del gruppo 1BC, che controlla una quarantina di emittenti radiotelevisive in tutto il paese ed è il proprietario di RCTV, denunciò una violazione dei diritti dell'emittente. "Questa posizione è illegale, viola i diritti e va contro la libertà di espressione e contro i diritti umani", si lamentò. Tuttavia, la legge venezuelana stipula che i segnali d'emissione appartengono allo Stato, che dispone del diritto di concessione, mentre le infrastrutture, il materiale e le sedi delle emittenti sono di proprietà privata. Il governo venezuelano replicò subito le accuse del presidente di RCTV: "Marcel Granier si è dedicato a calpestare i diritti umani degli utenti (...) credendosi al di sopra dello
Stato di diritto, per cui non è qualificato per operare con una catena di televisione che ha una canale aperto". Secondo le dichiarazioni del governo, la emittente due, sarà d'ora in avanti, patrimonio di tutto il popolo e non solo di piccoli gruppi "dell'oligarchia mediatica". Però non è l'opposizione ricalcitrante di RCTV quella che portò le autorità del paese a prendere la decisione di non rinnovare la concessione della licenza d'operare all'emittente più antica della nazione. La ragione principale è la seguente: RCTV partecipò nel colpo di Stato contro il presidente Hugo Chavez l'11 aprile 2002. "Il ruolo determinante di RCTV durante il colpo di Stato del 2002 deve essere ricordato", sottolineò William Lara, ministro di comunicazione e Informazione che aggiunse che "quell'attitudine irresponsabile non è cambiata all'interno di RCTV". La partecipazione di RCTV nella rottura costituzionale d'aprile del 2002 fu di tale magnitudine che il suo manager di produzione, Andres Izarra, che s'opponeva al colpo di Stato, si dimesse subito per non trasformarsi in complice. Durante una testimonianza davanti l'Assemblea Nazionale, Izarra indicò che il giorno del golpe e durante quelli seguenti ricevette l'ordine formale di Granier di non trasmettere nessuna informazione su Chavez, i suoi addetti, ministri o qualsiasi altra persona che potesse essere relazionata con lui"...
Chi è Chavez?
30 aprile 2007
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"The Mad Tea Party"
30 aprile 2007
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I videogiochi killer dietro il massacro della Virginia
30 aprile 2007
I videogiochi sanguinolenti, in concomitanza all'uso di droghe psicotrope e/o psicofarmaci, rientrano in una strategia mirata volta alla creazione di giovani mostri (killer)! Al Virginia Tech, Cho Seung Hui, alla Columbine Hisg School, Ed Harris, e in moltissimi altri tristi episodi, questi giovani e improvvisati killer avevano e hanno in comune un passato di psichiatrizzazione (con uso e abuso di psicofarmaci) e giochi molto violenti come Doom e Counter-Strike...
24 aprile 2007 _ Il fiume dei commenti sulla strage avvenuta nel campus Virginia Tech apparsi sui mezzi d'informazione stampati ed elettronici statunitensi pare concepito per nascondere la sostanza dell'accaduto. Questa non riguarda i dettagli cruenti dell'episodio ma piuttosto le responsabilità dei videogiochi killer di case produttrici, come Microsoft, che finiscono per trasformare dei ragazzi in gelidi killer. In tale operazione ad esempio si è distinto il Washington Post, come riferito di seguito.
Secondo Lyndon LaRouche questi videogiochi agiscono sulla mente come una droga, capace di trasformare gente normale in killer programmati, ed occorre quindi toglierli dal commercio. Nei commenti si è evitato accuratamente l'argomento essenziale: tanta gente è morta perché qualcuno ha libertà di fare soldi vendendo sistemi che trasformano i giovani in killer.
Riferendosi ai suoi numerosi interventi precedenti su questo argomento, in particolare tra il 1999 e il 2000, LaRouche è tornato a spiegare la necessità di affrontare questa minaccia con uno scritto disponibile sul sito www.larouchepac.com.
Strategia dell_allarme
25 aprile 2007
«Allarme siccità»: non so se avete notato come tutti i TG e i giornali aprano lo stesso giorno con lo stesso allarme.
Con le stesse immagini: il Rio delle Amazzoni in secca, il Po asciutto.
Non c_è dubbio, è l_allarme siccità.
Ma sono indubbie anche le seguenti citazioni, trovate in un sito internet:
«Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, giungemmo all_idea che l_inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la mancanza d_acqua, la carestia e cose del genere fossero adatte_».
Questa è una frase da una pubblicazione del Club di Roma.
«Abbiamo bisogno, per ottenere un ampio sostegno, di catturare l_immaginazione pubblica_ sicchè dobbiamo offrire scenari paurosi, fare dichiarazioni semplificate e drammatiche, e non menzionare alcun dubbio_ciascuno di noi dovrà fare il giusto bilancio fra l_essere efficace e l_essere onesto».
Questo è Stephen Schneider, docente di climatologia a Stanford, soprannominato «il super-venditore dell_effetto serra».
«Anche se la scienza del riscaldamento globale fosse tutta falsa_ il cambiamento climatico offre la più grande opportunità di portare nel mondo uguaglianza e giustizia»: così Christine Stewart, ministro dell_Ambiente canadese. (2)
Sì, c_è siccità, e ne siamo tutti coscienti.
Siamo infinitamente meno coscienti di un «allarme manipolazione»: di essere psichicamente influenzati, anzi soggiogati, da un vasto progetto.
Tale progetto è malthusiano: poteri forti mirano alla riduzione della popolazione umana.
Non a caso, il verbo del Club di Roma viene ancor oggi reclamizzato da un blog «spontaneo», che è ospitato nel sito de La Stampa di Torino: il blog si chiama «decrescita.it».
I poteri forti dietro il progetto-allarme sono ben identificati.
Nel 1972, quando il Club di Roma diffuse il suo rapporto, Maurice Strong, un miliardario canadese e membro del Club, era capo dell_UN Environmental Programme.
Nel 1992 lo stesso Strong ha organizzato la Conferenza dell_ONU sull_Ambiente; e nel frattempo aveva creato «spontanee» ONG di base, di nome «Planetary Citizens» e «World Future Society», il cui scopo è di reclamare «dal basso», a nome della presunta «società civile», le misure malthusiane volute dall_alto.
Strong è uno dei finanziatori e membri della Rockefeller Foundation, dell_Aspen Institute, membro della Commissione ONU sulla Global Governance, e consulente principale della Banca Mondiale di Wolfowitz.
Strong ha fondato inoltre lo Earth Council.
L_organo che, in stretta collaborazione con Steven Rockefeller, Mikhail Gorbachev e il vicesegretario dell_ONU Robert Mueller, emanò la «Carta della Terra» (Earth Charter), un documento di fondazione dell_ambientalismo malthusiano.
Il documento esordisce così: «Siamo a un momento critico della storia della Terra, un momento in cui l_umanità deve scegliere il suo futuro_ come mai prima nella storia, il destino comune ci impone di cercare un nuovo inizio».
Non sfuggirà il tono in qualche modo mistico della frase.
Esso è dovuto a Robert Mueller, che era un membro della Società Teosofica e che pubblicava i suoi saggi presso l_editrice della Società Teosofica.
Nella prefazione ad uno di questi libri si legge: «Ancora una volta, ma questa volta su scala universale, l_umanità cerca niente di meno che la sua riunificazione col divino, la sua trascendenza in una nuova forma di vita. Gli indù chiamano la nostra Terra Brahman, o Dio, perché giustamente non fanno distinzione tra la nostra Terra e il divino_».
E_ la «religione» della nuova era, voluta dai poteri forti: un panteismo materialista (la Terra è Dio) che dovrebbe colmare il vuoto lasciato in Occidente dallo stingersi del messaggio di Cristo.
Come ogni «religione», anche questa mobilita gli oscuri complessi di colpa dell_uomo occidentale consumista, conscio in cuor suo che la sua vita basata sull_avere e lo shopping è fondamentalmente «sbagliata», e in qualche modo lo condanna.
Quest_uomo-massa non crede più all_inferno, ma è pronto a credere alla condanna che più lo spaventa, la fine del suo mondo di abbondanza.
Di conseguenza, è pronto a credere ai profeti di sventura, purchè «scientifici».
Come ogni religione autentica, anche questa contraffazione richiede dal singolo pentimento, ascetismo e sacrificio, in cambio di una salvezza «sostenibile».
Ovviamente, questa religione si pone come opposta e contraria a quella di Cristo. (Maurizio Blondet)
DIES IRAE
19 aprile 2007
Nel guardare le opere di Daniele Bianchi è impossibile esimersi dal considerare l’angoscia che ne determina.
L’angoscia nei dipinti di questo artista non è quella di Jean Paul Sartre, in cui l’uomo consapevole della propria libertà cade in questo stato d’animo.
Ma è piuttosto quella che conduce alla filosofia di Martin Heidegger che concentra i suoi scritti sul vivere quotidiano, e nel rapportarci agli altri e alle cose che ci circondano.
I personaggi “realistici” di Daniele Bianchi sono prostrati e delusi, in quello che Heidegger definisce con “l’esserci nel mondo”.
L’artista evidenzia il conformismo dell’uomo spersonalizzato nell’era della globalizzazione e della società di massa , dove prevalgono i luoghi comuni del “si dice e si pensa” o per dirlo come il mai superato Herbert Marcuse
“QUESTA
SOCIETA'
CHE
SODDISFA
MENTRE
REPRIME
E
REPRIME
MENTRE
SODDISFA”
Daniele Bianchi non si maschera, e così non maschera i suoi personaggi dietro rassicuranti affermazioni appartenenti a tutti, i suoi uomini hanno la consapevolezza di essere stati gettati nel mondo, e da qui il dolore e l’angoisse che ne scaturisce: sono prostrati perché autentici.
La loro consapevolezza nasce dalla certezza di saper ascoltare i propri sentimenti e stati d’animo. (Oscar Quinto Belardinelli)
Verità e nichilismo
18 aprile 2007
Quello che state leggendo non è uno dei miei soliti articoli, che in genere trattano un tema basandosi su una serie di prove, documenti o testimonianze. Questo è un articolo che ho deciso di scrivere in seguito a numerose e-mail di lettori, che mi dicevano di essere d'accordo con quello che scrivo ma di sentirsi demoralizzati e in preda al pessimismo circa quello che sarà il futuro dell'Italia o del mondo. Dato che secondo me tale pessimismo parte da premesse errate, ho ritenuto importante scrivere un articolo che argomentasse quello che a mio avviso potrebbe essere il giusto modo di rapportarsi alla realtà una volta che si è raggiunta una più elevata consapevolezza.
Questo articolo, dunque, non può avere il rigore degli altri, perché dovrò, per forza di cose, esprimere idee che nascono dalla mia esperienza, e che dunque potrebbero essere relative. Tuttavia, ritengo sia molto importante anche scambiarsi idee ed esperienze su come vivere una condizione che probabilmente non si è mai presentata prima nel panorama storico di questo pianeta. Mi sto riferendo allo stato di coscienza che sempre più persone raggiungono quando si accorgono di essere frodate dalle banche e da istituti economici detti "corporation", quando apprendono che dietro il sistema di potere basato su questi istituti ci sono sempre le stesse persone, poche centinaia, che decidono la vita o la morte di tutti noi; o nel momento in cui capiscono che le guerre possono essere evitate perché sono organizzate e volute dallo stesso gruppo di persone suddetto; o che le autorità locali sono a servizio sempre di quelle stesse persone, e che i mass media prendono per i fondelli, descrivendo una realtà di "democrazia" che non esiste affatto.
Il gruppo di persone smascherate, ovviamente, non avrebbe voluto che si sapessero queste cose e che venissero diffuse, ma grazie anche alla rete Internet ciò è avvenuto. Ora, in seguito a questo, cosa credete che l'élite dominante vorrebbe che avvenisse? L'ideale per loro sarebbe che ogni persona che sa pensi di non poter far nulla. Che si rappresenti come debole, incapace di fronteggiare la situazione, e che magari soffra per aver saputo, dicendo fra sé e sé: "siamo troppo pochi", "la realtà non potrà cambiare", "siamo costretti a subire", ecc.
In altre parole, ciò che giunge ad attanagliare molte persone che hanno raggiunto un alto livello di consapevolezza è una sorta di "nichilismo", ovvero quella sensazione di sfiducia che fa sentire, talvolta, anche una certa disperazione.
Il punto è: è proprio vero che non possiamo fare nulla? E se ciò fosse vero, allora non serve proprio a nulla acquisire un certo grado di consapevolezza? Sarebbe meglio rimanere nell'illusione che oggi esiste la "democrazia", che le autorità sono a servizio dei cittadini, e tutte le altre baggianate varie? Naturalmente, credo che non sia affatto così, credo che chi cede all'autocommiserazione stia seguendo, per così dire, la via di minore resistenza. Anzi, a ben vedere, ritengo proprio che scegliere la filosofia nichilista sia il metodo più confortevole per non affrontare gli aspetti sgradevoli della realtà. Quegli aspetti che hanno prodotto un certo turbamento, e da cui è derivata l'esigenza di assestare anche la propria interiorità per porla in linea con la maggiore consapevolezza raggiunta.
E' vero che la stragrande maggioranza di persone vive ancora senza una grande consapevolezza, non avendo idea di cosa stia facendo e del perché lo sta facendo, ma prima o poi tutti incapperanno in qualcosa che li risveglierà, magari in modo brusco. Esistono anche persone insoddisfatte, che si accorgono come in vari modi il sistema li frustra, e iniziano ad aggregarsi ai gruppi di denuncia (es: Beppe Grillo, ecc.) ottenendo una sorta di "gratificazione passiva". Cioè scaricano in una certa misura l'insoddisfazione ma poi concretamente fanno poco o pensano di poter cambiare il mondo senza cambiare se stessi. (Antonella Randazzo)
Il caso di Michael Medini - comunicato della difesa nr. 22 - Pordenone, 16 aprile, 2007
16 aprile 2007
Il carcere ingiusto ha distrutto Michael Medini. Sospeso a tempo indeterminato il processo a Medini : la sua salute è stata minata alla radice dalla ingiusta detenzione durata oltre 220 giorni per una bombola del gas vuota....
In data odierna il giudice monocratico dott. Gaetano Appierto, della sezione distaccata di S.Vito del famigerato tribunale di Pordenone, alla luce di altri certificati medici depositati dal difensore di Medini, avv. Edoardo Longo, ha ritenuto di prendere in seria considerazione la possibilità di sospendere a tempo indeterminato il processo al militante padano anti-usura, in considerazione delle sue aggravate condizioni di salute. Il pubblico ministero, rappresentato dalla dottoressa Cau, si è rimesso alle decisioni del Giudice.
Il difensore ha evidenziato come il fisico di Medini sia stato pesantemente minato dalla lunga e ingiusta detenzione cautelare : Medini ha subìto oltre 220 giorni di carcerazione 'cautelare' l'anno scorso, perchè trovato in possesso di una bombola vuota, che la procura ha ritenuto essere un "ordigno esplosivo" ( poi rivelatosi totalmente inoffensivo) e da quella volta non si è più rimesso. Il processo è stato quindi aggiornato al 23 aprile 2007, per ulteriori verifiche sullo stato di salute. Successivamente, il Giudice deciderà se sospendere in via definitiva il processo per gravi ragioni di salute.
Da Hitler a Gore, la strategia ecologista dell'Impero Britannico
5 aprile 2007
_Ogni bambino nato in soprannumero rispetto all_occorrente per mantenere la popolazione al livello necessario deve inevitabilmente perire, a meno che per lui non sia fatto posto dalla morte degli adulti...pertanto...dovremmo facilitare, invece di sforzarci stupidamente e vanamente di impedire, il modo in cui la natura produce questa mortalità; e se temiamo le visite troppo frequenti degli orrori della fame, dobbiamo incoraggiare assiduamente le altre forme di distruzione che noi costringiamo la natura ad usare.
Invece di raccomandare ai poveri l_igiene, dobbiamo incoraggiare il contrario. Nelle città occorre fare le strade più strette, affollare più persone nelle case, agevolando il ritorno della peste. In campagna occorre costruire i villaggi dove l_acqua ristagna, facilitando gli insediamenti in tutte le zone palustri e malsane. Ma soprattutto occorre deplorare i rimedi specifici alla diffusione delle malattie e scoraggiare quella persone benevole, ma tratte decisamente in ingannano, che ritengono di rendere un servizio all_umanità ostacolando il decorso della estirpazione completa dei disordini particolari_.
(Thomas Malthus, _Saggio sui principi della popolazione_)
L'attuale campagna sul riscaldamento globale dell'ex vice presidente USA Albert Gore trae origine da un altro ben più noto progetto britannico, quello che portò al potere Adolf Hitler in Germania. Fu lanciata negli anni Ottanta dal governo di Margaret Thatcher. La politica ambientalista del governo britannico fu gestita da sir Crispin Tickell, che indusse la signora Thatcher a sollevare il tema del riscaldamento in diverse conferenze, nel tentativo di prevenire alcuna opposizione o resistenza in quella che fu un'opera di calcolata erosione delle resistenze da parte degli USA e di altri paesi. L'Inghilterra, si sa, sponsorizza da sempre la politica _ecologista_ in chiave malthusiana, mirante cioè a ridurre la popolazione mondiale e a mantenerne la stragrande maggioranza in uno stato di forzato sottosviluppo. Il primo ideologo di questa politica fu Thomas Malthus che, al soldo della Compagnia delle Indie Orientali, mise a punto l'ideologia del limite delle risorse a fronte della crescita demografica nel quadro dei nuovi strumenti ideologici che questa si dette verso la fine del XVIII secolo per cercare di recuperare i suoi monopoli globali che erano stati infranti dal successo della Rivoluzione Americana. Negli anni Trenta, la politica del genocidio che sottende l'ideologia dei _limiti delle risorse_, fu riformulata nel corso di un incontro tra Adolf Hitler e Lord Lothian (Philip Kerr) il capo della Tavola Rotonda, o gruppo di lord Milner, la formazione più direttamente impegnata a sostenere la scalata al potere di Adolf Hitler in Germania.
Il caso di Michael Medini - comunicato della difesa nr. 21 - Pordenone, 2 aprile, 2007
3 aprile 2007
"Banka & Manetta" ha distrutto la salute di Michael Medini : il processo non può cominciare perchè l'imputato è gravemente malato.
In data odierna il processo a Michael Medini ha conosciuto un'altra battuta d'arresto. Il difensore avvocato Edoardo Longo ha prodotto alcuni certificati medici che provano come il dissidente padano anti-usura sia gravemente malato e non ha potuto presenziare all' udienza odierna. Il giudice , preso atto di un tanto e senza che vi fosse opposizione da parte del pubblico ministero, ha concesso un rinvio per permettere a Medini di ristabilirsi e presenziare al processo.
L'udienza è stata quindi aggiornata al 16 aprile 2007, sempre ad ore 10.00, sempre avanti al giudice dott. Gaetano Appierto, avanti al tribunale penale di San Vito al Tagliamento, sezione distaccata del famigerato tribunale penale di Pordenone. Era presente il pubblico ministero titolare dott.ssa Daniela Bartolucci.
Alla fine, Medini si è gravemente ammalato...
LA QUESTIONE MONETARIA
1 aprile 2007
Svelati i segreti più nascosti? No, sono alla luce del sole, basta volerli vedere!!
È la Banca d_Italia stessa che nella definizione delle _BANCONOTE IN CIRCOLAZIONE_ ci racconta che esse sono REDDITO.
Nel momento in cui si pongono nelle passività i suddetti _redditi_ succede che gli stessi vengono sottratti al CONTO ECONOMICO, così come definito dall_art. 2425 del C.C.. Significa due cose:
1) il reddito così trattato non viene sottoposto a nessun tipo di imposizione fiscale, né a nessun tipo di rientro nelle casse dello Stato;
2) lo stesso viene fatto sparire dalla contabilità per prendere la misteriosa via del _NERO_...
Capitalismo totalitario
1 aprile 2007
"Pochissimi capiranno il sistema, e quelli che lo capiranno saranno occupati a far soldi. Il pubblico probabilmente non capirà che è contro il suo interesse" Jacob Rothschild
I sistemi totalitari moderni potrebbero essere definiti "dittature del capitalismo dei compari". In questi sistemi, un gruppo di persone si appropria indebitamente della maggior parte delle risorse, e le gestisce per il proprio interesse, a danno della maggior parte del popolo. Il capitalismo viene definito come quel sistema economico e sociale in cui il capitale privato viene investito in attività economiche, stabilendo una separazione fra chi possiede i mezzi di produzione e chi offre la propria manodopera. Nel capitalismo di Stato i capitali e i mezzi di produzione appartengono allo Stato, e i cittadini lavorano per avere ciò che è necessario alla sopravvivenza.
Nel capitalismo "selvaggio" il capitalista non rispetta alcuna legge a tutela dei diritti umani. Ad esempio, paga salari così bassi da non permettere la sopravvivenza, oppure non si cura di migliorare le condizioni lavorative dannose alla salute dei lavoratori. Il capitalismo selvaggio è stato definito "capitalismo dei compari" dall'economista americano Joseph Stigliz, in riferimento alle furbe strategie attuate da alcune persone per appropriarsi di finanziamenti e beni pubblici. Negli Usa, alcuni privati, appartenenti alla classe ricca, riescono ad avere ingenti sovvenzioni oppure sgravi fiscali milionari. Inoltre, si sono appropriati dei beni pubblici, ricavandone profitti. I meccanismi e le leggi che permettono ad alcuni privati di arricchirsi a spese dei cittadini sono molteplici, come spiega Stigliz:
_Gli imprenditori generalmente sono contrari ai sussidi, tranne che per se stessi... il cosiddetto Corporate Welfare sembra quasi un omaggio delle abbondanti risorse del nostro paese. Le società minerarie, per esempio, possono sfruttare queste risorse praticamente per niente. Quando, nei primi anni dell'amministrazione cercammo di farle pagare, fummo messi in minoranza... Fino al 1993 avevamo concesso a titolo gratuito l'utilizzo delle nostre frequenze e le emittenti televisive e radiofoniche del paese, i magnati dei media, avevano costruito così le loro fortune. I progressi compiuti dalla teoria economica avevano dimostrato che era possibile indire delle gare di appalto e incamerare a nome e per conto dei cittadini americani il valore di queste risorse che appartenevano loro di diritto... Raggiungemmo un accordo con il capogruppo dei repubblicani al senato, Robert Dole, per introdurre una tassa a carico delle emittenti televisive per l'uso dello spettro e per un breve periodo sembrò che la cosa potesse andare in porto. Ma alla fine, la reazione dei media contro questo progetto riuscì a soffocarlo_. (Antonella Randazzo)
La mercificazione della donna
28 marzo 2007
Violenze e discriminazioni contro le donne nel mondo contemporaneo
Le autorità occidentali, attraverso i media, denunciano spesso i comportamenti discriminanti e vessatori, contro la donna, presenti all'interno della cultura islamica. Queste denunce danno ad intendere che la cultura occidentale tutela i diritti delle donne. Ma siamo davvero sicuri che le donne siano rispettate nella cultura occidentale? Dai fatti sembrerebbe proprio di no. Nelle zone occupate dalle truppe occidentali, il livello di disprezzo e di violenza contro le donne è massimo. L_arrivo degli eserciti occidentali (peacekeepers o Caschi Blu, missioni Nato ecc.) produce sempre, oltre allo sfruttamento economico e sociale dei popoli occupati, anche sfruttamento sessuale di donne e bambini. Quasi mai i soldati subiscono processi per questi reati, nemmeno quando il crimine viene denunciato e provato. La violenza contro le donne e i bambini sembra fare parte della "missione" delle truppe occidentali. (Antonella Randazzo)
Beppe Grillo visto da vicino
24 marzo 2007
La mia collaborazione giornalistica con il Blog di Beppe Grillo è terminata, per cause non dipendenti dalla mia volontà. I fatti sono questi.
Per circa un anno ho concesso la pubblicazione gratuita di miei contributi al Blog di Grillo. A dicembre 2006 mi telefona Gianroberto Casaleggio, gestore del Blog: vuole affidarmi una rubrica di interviste. Ci diamo appuntamento, gli presento dieci proposte di interviste, le approva. Mi propone un compenso di cento euro a intervista. Gli rispondo che la soglia minima di dignità è di duecento, netti. Accetta, e mi promette di studiare a breve la modalità di pagamento più adeguata. Intanto inizio il lavoro, le interviste trattano di bombe atomiche ad Aviano, Aids, Tav, Acqua, Conflitto di interessi_ Casaleggio è soddisfatto. Grillo mi esprime più volte stima, arrivando a dichiarare: _siamo tutti orgogliosi di lavorare con te!_. Devo però chiedere tre volte di essere pagato secondo quanto (verbalmente) stabilito. Il ventilato contratto non riesce a prender corpo. Chiedo di essere dotato di un fondo spese, invano. Entra in scena anche la figura del socio-contabile, il quale più volte mi assicura che sta _studiando la pratica con il commercialista_. Questione complicata. Nel frattempo Casaleggio mi propone _una collaborazione integrata_, così la chiama, senza indicazioni circa il compenso. In pratica, oltre alle interviste dovrei seguire le relazioni web di un altro loro cliente, una ditta di prodotti sanitari. Gli rispondo: no grazie, mi occupo di informazione, non di comunicazione aziendale... (Piero Ricca)
MalTrattati Europei
23 marzo 2007
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La distruzione dell’Afghanistan
20 marzo 2007
Da molti anni le autorità anglo-americane si accaniscono in maniera crudele e spietata contro l'Afghanistan. Già nel 1919, gli inglesi fecero guerra all'Afghanistan per poter continuare ad imporre il proprio dominio. Quell'anno la resistenza afgana, guidata da Amanullah Khan, riuscì a prevalere e a rendere il paese indipendente. Iniziò una fase di riforme e cambiamenti. Furono realizzati sistemi d_irrigazione, costruite nuove strade e scuole, e venne abolito l'obbligo di portare il velo. Per molti anni gli inglesi e gli americani cercarono di imporre un controllo indiretto, finanziando governi conservatori. Negli anni Settanta diventò più difficile controllare l'Afghanistan perché il paese tendeva a laicizzarsi e a realizzare una maggiore libertà e indipendenza. Invano le autorità statunitensi foraggiavano bande di estremisti religiosi, che avevano il compito di opporsi alle riforme. Una svolta importante si ebbe nel 1978, quando il Partito Democratico del Popolo afghano (PDPA) iniziò la "rivoluzione d'aprile" e fondò la Repubblica Democratica dell'Afghanistan, sotto la guida di Nur Muhammad Taraki. Gli Usa cercarono di far credere che il nuovo governo era un governo fantoccio dell'Urss, per poterlo abbattere. Ma ciò non era vero, come spiegarono il New York Times e il Washington Post, che riferirono che il nuovo governo era sostenuto dalla maggioranza degli afgani, e che "la lealtà degli afgani verso il governo è fuor di dubbio". Il governo di Taraki attuò riforme sociali importanti: iniziò una campagna per l'alfabetizzazione e introdusse l'assistenza medica gratuita per tutti. Inoltre, abolì il potere feudale nelle campagne, introdusse la libertà di religione e l'uguaglianza fra uomini e donne. Parecchie persone beneficiarono di questi cambiamenti, ad esempio, Saira Noorani racconta: Ogni ragazza poteva andare alle scuole superiori e all'università. Potevamo andare dove volevamo e vestirci come ci pareva... Potevamo frequentare i caffè, e il venerdì andavamo al cinema a vedere gli ultimi film indiani e ascoltare gli ultimi successi della musica hindi... Tutto è cominciato ad andare storto quando i mujaheddin hanno iniziato a vincere... Uccidevano gli insegnanti e bruciavano le scuole... Eravamo terrorizzate. Era comico e nel contempo triste pensare che quelle erano le persone che erano state sostenute dall'Occidente. Il governo afgano veniva continuamente minacciato dagli Usa, e per questo chiese all'Urss di essere aiutato militarmente. Le autorità americane volevano intervenire prima possibile per abbattere il legittimo governo afgano. Anni dopo, lo stesso Zbigniew Brzezinski, Consigliere per la Sicurezza Nazionale , confessò a Le Nouvel Observateur del 15 gennaio del 1998, che gli Usa avevano attuato in Afghanistan una serie di operazioni di sostegno dei mujaheddin, per alzare le probabilità di un intervento russo: Secondo la versione ufficiale della faccenda, gli aiuti ai mujaheddin da parte della Cia sono cominciati durante il 1980, ovvero, dopo che l'armata rossa aveva cominciato l'invasione dell'Afghanistan il 24 Dicembre 1979. La realtà, rimasta fino ad oggi strettamente celata, è completamente diversa: è stato il 3 luglio 1979 che il presidente Carter ha firmato la prima direttiva per aiutare segretamente gli oppositori del regime filo sovietico di Kabul. Quello stesso giorno ho scritto una nota al presidente nella quale si spiegava che a mio parere quell'aiuto avrebbe determinato un intervento armato dell'unione sovietica in Afghanistan.(...) Non abbiamo spinto i russi ad intervenire, ma abbiamo consapevolmente aumentato le probabilità di un loro intervento... Il ruolo fondamentale è svolto dai servizi segreti pakistani (ISI) che ricevono intelligence e finanziamenti da USA e Arabia Saudita ( sono questi gli anni dell'alleanza economica tra la famiglia Bush e la famiglia saudita dei bin Laden, al cui proposito torneremo in seguito). L'ISI gestisce autonomamente i fondi americani e la guerra contro la Russia non viene presentata al popolo afgano e ai volontari stranieri (che d'ora in poi chiameremo arabi-afgani) come una guerra pro-America, ma come una jihad islamica contro gli infedeli comunisti. I pochi ufficiali, che in realtà erano a conoscenza del vero ruolo americano, lo hanno silenziosamente accettato, pur di abbattere l'allora principale nemico russo. (Antonella Randazzo)
Italian Metal Jacket
14 marzo 2007
UN EXPORT CHE SUPERA 1600 MILIONI DI EURO ALL'ANNO. Un volume di operazioni finanziarie quantificato in oltre un miliardo e cento milioni di euro. E_ il triste piazzamento (al settimo posto) nella classifica mondiale dei Paesi che ne fabbricano di più. E_ la fotografia dell'Italia che produce. Purtroppo, però, si tratta di armi. ~ un'industria fiorente, quella che sforna pistole, mitra e kalashnikov in tutto il mondo: si stima che la spesa militare complessiva abbia superato di quindici volte quella destinata ogni anno agli aiuti umanitari. Un mercato globale che coinvolge ormai ogni continente: se Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Germania coprono l'82 per cento delle esportazioni mondiali, fanno ormai parte dell'elenco delle prime cento industrie armiere del pianeta aziende brasiliane, sud-coreane, indiane, sudafricane e di Singapore. Complessivamente, alla fine di quest'anno, la spesa militare raggiungerà la cifra senza precedenti di oltre 1000 miliardi di dollari. Superiore perfino a quella (record) registrata negli anni 1977- 1978, in piena guerra fredda. Il risultato? Un morto al minuto vittima di arma da fuoco, otto milioni di armi prodotte ogni anno e così tante pallottole da essere sufficienti ad uccidere l'intera umanità. Due volte.
Pistole Beretta in Iraq (per legge) Una montagna di denaro che fa gola a molti. Anche in Italia. D'altra parte, il nostro Paese è da sempre un grande produttore di armi. Ma ha anche, storicamente, una delle legislazioni più avanzate in tema di traffico di armi. 0 forse l'aveva e non l'ha più? Già, perché l'Italia - un anno fa - ha modificato la propria legislazione in materia di commercio di armi sul territorio nazionale. Nella legge n'49 del 21 febbraio 2006 (che disponeva "misure urgenti per garantire la sicurezza e i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali di Torino") il governo Berlusconi fece inserire, infatti, una norma che modificava un vecchio regio decreto del 1931, nel quale si vieta la raccolta e la detenzione senza licenza ministeriale di armi da guerra, munizioni, uniformi militari e altro equipaggiamento analogo. Oggi, recita la legge, "con la licenza di fabbricazione sono consentite le attività commerciali connesse e la riparazione delle armi prodotte". Tradotto: la licenza di fabbricazione non consente solo di produrre le armi, ma anche di venderle e ripararle se di seconda mano. Una piccola rivoluzione per gli industriali armieri, tanto che alcune tra le più importanti aziende del settore - compreso il colosso austriaco Glock - starebbero ipotizzando di aprire proprie "filiali italiane_. Un bel regalo, però anche per Ugo Gussalli Beretta, proprietario dell'omonima azienda di Gardone Val Trompia. Il maggior produttore italiano di pistole e il fornitore della stragrande maggioranza delle armi in dotazione alla Polizia di Stato. Un amico personale di Silvio Berlusconi e un fervente sostenitore di Forza Italia che da qualche anno si deve difendere dall'accusa di aver contribuito a foraggiare la guerriglia irachena. (Andrea Barolini e Emanuele Isonio)
Come è stata svenduta l_Italia
12 marzo 2007
Era il 1992, all'improvviso un'intera classe politica dirigente crollava sotto i colpi delle indagini giudiziarie. Da oltre quarant'anni era stata al potere. Gli italiani avevano sospettato a lungo che il sistema politico si basasse sulla corruzione e sul clientelismo. Ma nulla aveva potuto scalfirlo. Né le denunce, né le proteste popolari (talvolta represse nel sangue), né i casi di connivenza con la mafia, che di tanto in tanto salivano alla cronaca. Ma ecco che, improvvisamente, il sistema crollava. Cos'era successo da fare in modo che gli italiani potessero avere, inaspettatamente, la soddisfazione di constatare che i loro sospetti sulla corruzione del sistema politico erano reali? Mentre l'attenzione degli italiani era puntata sullo scandalo delle tangenti, il governo italiano stava prendendo decisioni importantissime per il futuro del paese. Con l'uragano di "Tangentopoli" gli italiani credettero che potesse iniziare un periodo migliore per l'Italia. Ma in segreto, il governo stava attuando politiche che avrebbero peggiorato il futuro del paese. Numerose aziende saranno svendute, persino la Banca d'Italia sarà messa in vendita. La svendita venne chiamata "privatizzazione". Il 1992 fu un anno di allarme e di segretezza. L'allora Ministro degli Interni Vincenzo Scotti, il 16 marzo, lanciò un allarme a tutti i prefetti, temendo una serie di attacchi contro la democrazia italiana. Gli attacchi previsti da Scotti erano eventi come l'uccisione di politici o il rapimento del presidente della Repubblica. Gli attacchi ci furono, e andarono a buon fine, ma non si trattò degli eventi previsti dal Ministro degli Interni. L'attacco alla democrazia fu assai più nascosto e destabilizzante. Nel maggio del 1992, Giovanni Falcone venne ucciso dalla mafia. Egli stava indagando sui flussi di denaro sporco, e la pista stava portando a risultati che potevano collegare la mafia ad importanti circuiti finanziari internazionali. Falcone aveva anche scoperto che alcuni personaggi prestigiosi di Palermo erano affiliati ad alcune logge massoniche di rito scozzese, a cui appartenevano anche diversi mafiosi, ad esempio Giovanni Lo Cascio. La pista delle logge correva parallela a quella dei circuiti finanziari, e avrebbe portato a risultati certi, se Falcone non fosse stato ucciso. (Antonella Randazzo)
Delibera definitiva: da oggi Ritalin® e Strattera® tornano in Italia
9 marzo 2007
Comunicato stampa "Giù le mani dai Bambini" - 9 marzo 2007
Anticipando i tempi, oggi l’Agenzia Italiana del Farmaco, presieduta da un ex dirigente di Farmindustria, ha deciso in via definitiva per la reimmissione in Italia del potente e discusso psicofarmaco per i bambini vivaci e di una seconda molecola, l’atomoxetina, sotto accusa negli Stati Uniti. Sconcerto nel mondo accademico e scientifico: “è ancora in pieno fermento il dibattito circa l’opportunità di somministrare psicofarmaci ai bambini, e l’AIFA lo reimmette in commercio: c’è qualcosa di molto poco chiaro”. Allarme dalle associazioni di genitori e di medici: “è una storia già vista in altri paesi, si arriverà all’abuso”.
Usura e Libertà
8 marzo 2007
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Rinascita (prima pagina)
6 marzo 2007
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I crimini NATO in Kosovo
2 marzo 2007
Nel 1999, la Nato bombardò le apparecchiature di trasmissione televisiva della Jugoslavia, accusandole di essere "macchine della menzogna", uccidendo 16 persone. In realtà ciò avveniva per evitare la smentita delle notizie menzognere che venivano date in Occidente. Si trattava di impedire che la Jugoslavia fornisse la sua versione dei fatti, assai diversa da quella che veniva riferita dai nostri media.
Dalla fine del 1989, la Cnn e altre Tv occidentali, mandavano in onda con frequenza filmati di presunte stragi di civili attuate dai serbi. Venivano trasmesse diverse parti del filmato, che mostravano cadaveri accatastati. Le parti sempre diverse dello stesso filmato davano l'idea che i serbi stessero attuando un genocidio, e inducevano a credere che la Nato dovesse intervenire per impedirlo.
I giornalisti occidentali ripetevano acriticamente le notizie che arrivavano dalle agenzie. Il nuovo Hitler era Slobodan Milosevic, e si doveva credere nell'umanità e nell'altruismo delle autorità dei governi dei paesi della Nato, come fossero filantropi disinteressati. Giornali come il Wall Street Journal e il New York Times scrivevano che "il regime di Milosevic stava tentando di sradicare un intero popolo".[1]
In realtà, Milosevic, assediato dalle forze militari delle autorità occidentali, aveva presentato due possibili piani di pace, per evitare ulteriori distruzioni. Egli aveva comunicato che : (sebbene) "il Parlamento serbo non avesse accettato la presenza di forze militari straniere in Kosovo e Metohjia"[2] intendeva discutere un accordo politico sull'autogoverno nella regione del Kosovo. I tentativi di pace della Repubblica Federale Jugoslava passarono sotto silenzio e venne propagandata la realtà opposta. I giornali occidentali, come il New York Times scrivevano: "il rifiuto di Milosevich di accettare o addirittura discutere un piano di pace internazionale (l'accordo di Rambouillet) è il fattore che ha fatto scattare i bombardamenti Nato del 24 marzo".
Le autorità europee e statunitensi avevano imposto a Milosevic i negoziati di Rambouillet, in cui si proponevano condizioni inaccettabili, per scatenare la guerra. Si imponeva l'occupazione militare della Nato sulla Federazione Serba. Lo stesso Henry Kissinger dichiarò che: "Il testo di Rambouillet, che chiedeva alla Serbia di ammettere truppe Nato in tutta la Jugoslavia era una provocazione, una scusa per iniziare il bombardamento. Rambouillet non è un documento che un Serbo angelico avrebbe potuto accettare. Era un pessimo documento diplomatico che non avrebbe dovuto essere presentato in quella forma".[3] La conferenza di Rambouillet iniziò il 6 febbraio 1999 e si concluse il 23 febbraio. Venne riaperta il 15 marzo a Parigi e si chiuse il 18 marzo con la sola firma della delegazione kosovara albanese.
Dal 24 marzo le forze aeree della Nato, comandate dagli Usa, iniziarono a distruggere la Repubblica Federale Jugoslava. Il 3 giugno Milosevic si arrese. L'intervento Nato veniva giustificato con la presunta esistenza di profughi kosovari che fuggivano dai serbi. Ma in realtà, come spiega Noam Chomsky:
L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) ha dato notizia dei primi profughi recensiti fuori dal Kosovo (quattromila) il 27 marzo, tre giorni dopo l'inizio dei bombardamenti. Il loro numero non ha fatto che crescere fino al 4 giugno, raggiungendo un totale valutato intorno alle 670 mila unità nei paesi confinanti (Albania e Macedonia), a cui si aggiungono 70 mila profughi nel Montenegro (all'interno della RFY) e 75 mila rifugiati in altri paesi. Queste cifre, purtroppo ben note, non tengono conto delle migliaia di persone disperse all'interno del Kosovo: due o trecento mila secondo la Nato prima dei bombardamenti, molte di più dopo. E' indiscutibile che la "grande guerra aerea" ha fatto precipitare la situazione in una drammatica escalation di pulizia etnica e altre atrocità.[4] (Antonella Randazzo)
San-Remo_liberaci dai mali quotidiani
28 febbraio 2007
_Sanremo è Sanremo_, ci dicono. Come non essere d_accordo. Lo spettacolo della musica leggera italiana infatti terrà incollate al tubo catodico milioni di persone (12 milioni per l'esattezza), evitando così per una intera settimana di pensare agli accadimenti e ai veri problemi che ci toccano direttamente e indirettamente. 1) Centinaia di migliaia di persone di tutte le classi e di tutte le bandiere politiche sono scese a manifestare a Vicenza qualche settimana fa, contro lo strapotere militare di uno stato straniero, cercando così di salvaguardare la sovranità politica e territoriale, oramai agli sgoccioli, e mettendo in evidenza la sudditanza dell_intera classe politica, ad un Potere Occulto. Nessuno però lo mette ben in evidenza. Anzi, l_evento di Vicenza, è stato boicottato con ogni mezzo possibile, sia prima dalla stampa becera e servile, poi dai politici, beceri e servili. Il comunista (primo ad aver avuto accesso agli States nel periodo della Guerra Fredda!!!) Giorgio Napolitano dallo scranno del Quirinale dichiara che le manifestazioni di piazza non sono il sale della democrazia, ma che la _Vera Democrazia_ si fa nelle sedi istituzionali! Lo stesso personaggio che _confonde_ antisionismo con antisemitismo! Politici che hanno nel corso degli anni partecipato a innumerevoli manifestazioni, oggi, raggiunto un certo potere, negano l_utilità delle loro battaglie_Evviva l_ipocrisia di stato. Il Ministro degli Esteri Massimo D_Alema, ex comunista pure lui, dichiara che _la base a Vicenza, non si discute_. Cosa dire? Non è facile commentare visto che il passato politico di D_Alema è macchiato di sangue: il suo governo ha partecipato infatti ai crimini commessi in Kosovo, sotto il cappello del patto atlantico, avvallando e partecipando ai bombardamenti statunitensi:
Vorrei ricordare che quanto a impegno nelle operazioni militari noi siamo stati, nei 78 giorni del conflitto, il terzo Paese, dopo gli USA e la Francia , e prima della Gran Bretagna. In quanto ai tedeschi, hanno fatto molta politica ma il loro sforzo militare non è paragonabile al nostro: parlo non solo delle basi che ovviamente abbiamo messo a disposizione, ma anche dei nostri 52 aerei, delle nostre navi. L'Italia si trovava veramente in prima linea." |
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Il Massimo nazionale non solo ha permesso l_utilizzo delle basi in Italia, il volo sopra il territorio italiano, ma ha gentilmente messo a disposizione ben 52 aerei.
Un uomo e la sua coerenza: come quella dell_attuale governo.
Un governo di presunta sinistra (bellicista, filoatlantico, nonché filosionista) caduto in politica estera (è stato detto) che sta rinascendo, come la mitica Fenice, dalle proprie ceneri.
Nessuno avverte che questa è stata (la caduta del governo) una manovra politica pensata esclusivamente per distogliere da una parte l_attenzione pubblica da quei movimenti, non di persone ma di coscienze, (per sminuirli per renderli innocui e inoffensivi) e dall_altro per dare un segnale forte a quei politici _dissidenti_ che non trovano la coerenza in una politica guerrafondaia e liberista.
Forse è arrivato il momento di comprendere che destra e sinistra (mai realmente esistite) sono le due ali dello stesso avvoltoio: quel potere economico, rappresentato dalla potentissima elité finanziaria internazionale che controlla e gestisce il Risiko globale.
Se dovesse cadere (oppure no) il governo Prodi e al suo posto salire (oppure no) un governo Berlusconi o Fini o Casini o Toni o Bortolo, non cambierà assolutamente nulla per noi, perché verranno portate avanti le medesime politiche economiche (TAV, basi USA, missioni di guerra, tfr, ecc.), sociali (privatizzazione delle pensioni, sanità, ecc.) e finanziarie (risparmio delle famiglie italiane, ecc.).
La cosa più pericolosa per questo Sistema è che le persone si sveglino da questo incubo, comprendendo le truffe che da decenni stanno portando avanti, i politici di tutte le risme e di tutti i colori, da destra a sinistra passando per il centro. Se infatti comprendessimo fino in fondo che _i politici sono i camerieri dei banchieri_, come disse il grande Ezra Pound, avrebbe ancora senso andare a votare? Delegare una marmaglia di burattini che nulla fanno se non i servigi di un Potere che tutto permea?
Fortuna vuole che c_è Sanremo a ottenebrare le menti.
Perché infatti dovrebbe interessarci la situazione economica internazionale?
E anche se le borse stanno crollando una dopo l_altra con effetto domino, qual è il problema?
(Marcello Pamio)
La fidanzata di Padoa Schioppa
27 febbraio 2007
Anche gli illuministi cedono alla forza irrazionale della passione.
In età senile, Barbara Spinelli e Padoa Schioppa si sono innamorati: ciò non è strano come sembra.
I gerontologi sanno che succede così anche negli ospizi per vecchi.
In quei luoghi di vacanza pre-mortuaria dove «o' pesce», come lo chiamano a Napoli, «non ha più pensieri», infuriano passioni roventi, nient'affatto impediti da pannoloni e sedie a rotelle.
Padoa non ha mai dovuto render conto di nulla: non ha pensieri propri, letteralmente, a parte quelli che gli vengono dettati dal «Washington consensus» e dal Fondo Monetario.
Il suo cervello, felicemente libero, è aperto ai richiami di Cupido.
Fatto sta che Padoa Schioppa ha abbandonato la moglie Fiorella Kostoris, economista di scostante e immotivata presunzione, e s'è accasato con la sua Barbie.
Li unisce l'ideologia oligarchica: lei è figlia del massone Altiero, massimo artefice delle trame dietro le quinte che hanno proliferato l'eurocrazia a-democratica; e lui è stato l'inventore dell'euro e della «crisi monetaria pianificata» (quella che tutti ci ammorba) in qualità di economista preferito da Jacques Delors, in odore di pedofilia (quest'ultimo).
Si somigliano anche nella pretesa di pensosità, di emettere oracoli; e nella convinzione della loro superiorità su tutti gli altri goym.
Erano fatti per cadere l'uno nelle vizzose braccia dell'altro.
Questa circostanza privatissima doveva essere esposta in via preliminare, per comprendere l'enorme e furente articolessa che la Spinelli ha scritto per La Stampa di domenica. (1)
Un rovente editoriale a tutta pagina, che commenta la crisi del governo Prodi: o meglio prende le difese del suo Tommaso, ministro-chiave nel governo.
Qui, la forza dell'amore si rivela con gli ululati di rabbia, le bave d'odio che la Barbie vomita sulla sinistra estrema, colpevole secondo lei di aver rischiato di far cadere il suo Schioppa.
E' «un male italiano», ulula l'innamorata: «L'ideologismo di un'estrema sinistra che ha avuto la sciagurata leggerezza di candidare irresponsabili al Parlamento», anzi, peggio: «Una patologia che affligge la maggior parte dei politici e tutta la classe dirigente, attori economici, intellettuali, i giornalisti».
Questa patologia che colpisce tutti, Confindustria, ultrasinistri, artigiani, giornalisti de Il Corriere, elettori di sinistra (tutti tranne lei e il suo Tom) consiste in «un'amnesia»: questi, che si permettono di criticare le azioni del governo, dimenticano che il Prodi-Schioppa li ha salvati da «dieci anni dominati da Berlusconi».
E' questo il pericolo estremo che gli ultrasinistri («i perdenti radicali») hanno dimenticato.
Nella prosa furibonda della Barbie, il Cavaliere assurge al rango di Male Assoluto.
La metafora antinazista non è casuale.(Maurizio Blondet)
Quello che realmente è successo in Senato il 21 febbraio
26 febbraio 2007
I giornalisti allarmati annunciavano: "caduto il governo Prodi sulla politica estera!" I due senatori di sinistra che avevano votato contro la mozione del governo venivano chiamati nei Tg "senatori ribelli", come se chi segue la propria coscienza lo fa per una capricciosa ribellione.
La domanda è: come fa un governo ad andare in crisi su una politica che è praticamente uguale in entrambi gli schieramenti?
La politica è ormai diventata una questione di dettagli e pretesti. I due schieramenti si scontrano non per questioni reali, legate a valori o a principi, ma per sgomitare, pestare piedi e sopraffare.
Perché è stata creata questa crisi di governo?
Che il sistema avesse un bisogno urgente di dirottare l'attenzione dei cittadini era cosa ovvia, dopo la manifestazione di Vicenza, da cui è emerso in modo assai chiaro il pensiero degli italiani sulla guerra e sul militarismo. La politica estera era diventata l'argomento scottante, a cui si doveva collegare un colpo di scena o un evento che avesse l'effetto di gettare sabbia negli occhi o di rimettere in sesto le vecchie logiche scardinate dalla manifestazione di Vicenza. Si doveva, cioè, riportare l'attenzione sulla "stabilità di governo" o sul "dovere di sostegno di tutta la coalizione di maggioranza".
Lo scopo principale della crisi era dunque di creare altri problemi di cui discutere, altre questioni. In effetti, l'attenzione è stata dirottata.
Ma in realtà la questione è rimasta invariata: i nostri governi a chi obbediscono?
La politica estera della maggioranza, esposta da D'Alema il 21 febbraio al Senato, era un intruglio di retorica e di menzogne. Pressoché analoga a quella del centrodestra.
La premessa è che la politica di governo e la volontà del paese, specie sulla questione della base di Vicenza, risultavano due cose contrapposte. La legge sull'ampliamento della base Nato a Vicenza era stata approvata il 31 gennaio, con 152 voti a favore e 146 voti contro (4 astenuti). L'ordine del giorno sull'ampliamento della base militare di Vicenza era stato proposto da Roberto Calderoli, ma anche il documento presentato dalla maggioranza era stato approvato.
Erano rimaste inascoltate le critiche dei senatori Rame, Grassi e Bulgarelli, che facevano notare come si stesse calpestando la promessa fatta ai cittadini di "contenimento della proliferazione degli armamenti, sulle servitù militari e (la decisione) prescinde dalle esigenze espresse dalle popolazioni interessate, la cui mobilitazione è un'affermazione concreta della sovranità popolare... nonché l'esigenza di riconsiderare su un piano di reciproco rispetto il regime giuridico cui sono sottoposti i dipendenti delle basi".[1]
Massimo D'Alema, in qualità di Ministro degli Esteri, il 21 febbraio, ha presentato la politica estera del Governo al Senato, sapendo di doversi arrampicare sugli specchi per esprimere i valori tradizionali della sinistra e al contempo sostenere una politica di bellicismo. L'impresa non era facile, e la destra aveva già fatto conto di approfittare della difficoltà per farsi spazio, come se la loro politica fosse amata dai cittadini italiani più di quella di D'Alema... (Antonella Randazzo)
Manifestazione a Vicenza: schiaffo morale a politici e giornalisti
21 febbraio 2007
Tutti i vergognosi media di Regime (da destra a sinistra) per settimane prima del 17 febbraio scorso, hanno cercato di montare il caso, di etichettare la manifestazione di Vicenza come un ritrovo di briganti, brigatisti, terroristi, antiamericani e personaggi vicino alle frange più estreme, non si sa se di destra o di sinistra. Hanno poi - sempre questi pseudogiornalisti - fatto del più becero terrorismo mediatico che includeva, mediante una martellante campagna, l'instillazione di paura, terrore per possibili attentati. Dulcis in fundo, le forze dell'ordine arrestano presunti brigatisti qualche giorno prima. Indagini durate anni e ... guarda caso, gli arresti pochi giorni prima della manifestazione! Che incredibile coincidenza! Nonostante tutto questo, la manifestazione ha portato a Vicenza centinaia di migliaia di persone di tutte le età, di tutte le razze e di tutti i colori. Uno schiaffo morale a tutti i politici di tutti gli schieramenti (utili burattini del potere economico), e a tutti quei giornalisti che speravano accadesse qualcosa di grave per screditare il movimento (di coscienze), e per balzare alle cronache e diventare per un giorno l'inviato di guerra, o fare bella figura agli occhi del direttore. Purtroppo per loro, la moltitudine di persone arrivata da ogni città d'Italia (oltre 30 pullman solo dalla Val di Susa!!!) è scesa pacificamente a manifestare la propria presa di coscienza! A questo punto, non sapendo che pesci pigliare, i mezzobusti televisivi e della carta stampata non hanno potuto far altro che soffermarsi su quelle scritte (due su migliaia) che inneggiavano alla liberazione dei brigatisti. O come l'inviata del telegiornale indipendente di Studio Aperto che il giorno seguente ha fatto un servizio sulle scritte nei muri, sulle stelle a cinque punte apparse misteriosamente e per la gioia sua e di quella del suo Direttore. Ha potuto così riprendere in semi-estasi e dare (violenza all'intelligenza delle persone), con la meraviglia di chi scopre un tesoro, alla manifestazione una etichetta estremistica. Non commento le farneticazioni di personaggi della politica che dovrebbero vergognarsi di trattare da deficienti e antiamericani, centinaia di migliaia di persone scese in piazza pacificamente; perché vedete, se a Vicenza erano duecentomila, la prossima volta potrebbero essere cinquecentomila e la prossima ancora, un milione... Chi ha orecchie per intendere intenda... Abbiamo testimoniato il clima festoso e divertente, mettendo però in evidenza i pericolosi terroristi che si sono mescolati alla folla. (www.disinformazione.it)
Aerei-pirata sull_Europa
21 febbraio 2007
C'è uno Stato canaglia che sta facendo sorvolare l'Europa a suoi aerei, dichiarando alle torri di controllo una sigla-fantasma.
Nei piani di volo e ai controllori, i piloti dichiarano di essere il «volo JGO» (seguito da un numero), ossia della compagnia canadese «JetsGo» di Montreal.
Solo che questa ditta di voli low-cost è da tempo fallita.
Lo denuncia l'ICAO, l'organizzazione dell'Aviazione Civile, organo mondiale di controllo. (1)
E' un fatto completamente illegale oltre che pericoloso per la sicurezza.
Lo Stato canaglia che compie queste azioni - da sette anni - si chiama Stati Uniti d'America.
Gli aerei che nascondono con la sigla JGO nei piani di volo che sono obbligati a depositare sono velivoli dell'Air Force e dell'US Army, che per lo più fanno la spola tra e per i Balcani.
Si tratta di Learjet 35, di cargo militari C-130 e di più allarmanti MC-130P «Combat Shadow», un apparecchio specificamente concepito dalla Lockheed per «operazioni clandestine o in territorio ostile». (2)
Il «Combat Shadow», attrezzato per volare essenzialmente di notte, serve primariamente a rifornire in volo elicotteri che portano truppe speciali in missioni segrete; serve anche a recuperare i commandos da esfiltrare e a rifornirli con lanci del materiale bellico di cui abbisognano.
In almeno un caso, dice l'ICAO, un aereo della CIA già identificato come usato per le «extraordinary renditions» (trasporto di sospetti per farli torturare) è decollato da una base aerea USA appena dopo l'atterraggio di un aereo falsamente indicato come JGO.
L'analisi dei piani di volo ha stabilito che questi aerei sono basati a Tuzla in Bosnia, a Pristina (Kossovo), e ovviamente ad Aviano, Italia, oltre che a Ramstein in Germania, il quartier generale dell'Air Force in Europa (USAFE). (Maurizio Blondet)
Il blocco sociale dei taglieggiatori
21 febbraio 2007
In Italia, le banche sono il nuovo superpotere.
Occulto.
D'accordo, nove grandi banche sono quotate in Borsa (sulle 40 prime imprese del MIB S&Poor); ma restano fuori dalla quotazione praticamente tutte le Casse di Risparmio, quelle di Credito Cooperativo, la Popolare di Vicenza, la Veneto Banca.
E nel conto non si fanno entrare banche quotate che dicono di non essere banche, Mediolanum e Unipol Banca.
E nemmeno le Generali, il colosso assicurativo che è di fatto una banca, in quanto gestita da Mediobanca.
Il potere «quotato» è solo la punta di un iceberg sottomarino colossale.
Le banche hanno le mani in pasta in tutto e su tutto: industrie, finanza, giornali.
Fuori dalla vista del pubblico.
Sono ricchissime.
Secondo l'ABI, la loro raccolta in depositi e obbligazioni è di 1.193,5 miliardi di lire: poco meno del prodotto interno lordo italiano.
Di questi, i depositi sono 716 miliardi, quasi la metà del PIL.
Soldi nostri.
Ed è qui il punto.
Come rileva Il Foglio (1), a noi risparmiatori le banche pagano come interessi circa lo 0,25 %. «Un'inezia, se si pensa che il tasso di riferimento della Banca Centrale Europea è al 3,5 %».
In altri Paesi, ciò significa che la banche devono pagare ai depositanti privati qualcosa in più di quel 3,5, il tasso primario; e farsi concorrenza offrendo interessi di qualche frazione più alti.
In Italia, no.
Com'è il trucco lo sappiamo. (Maurizio Blondet)
I TELEGIORNALI DI PULCINELLA
19 febbraio 2007
La manipolazione dell'opinione pubblica nei Tg italiani
I giornalisti dei nostri telegiornali sono diventati presentatori e pubblicitari. Altre competenze, ben diverse dall'informazione obiettiva e "sul campo". I servizi giornalistici sembrano creati ad arte per mostrare alcune cose e nasconderne altre. In un paese in cui sempre meno persone leggono i giornali, l'informazione televisiva rappresenta per la maggior parte della popolazione l'unica fonte d'informazione. Molte di queste persone credono che i telegiornali li informino su ciò che accade nel mondo, e si troverebbero increduli di fronte al solo pensiero che i Tg possano essere utilizzati per manipolare le loro opinioni. Eppure ciò appare sempre più evidente, dall'omissione di elementi indispensabili per capire i fatti, dall'alterazione di alcune notizie e dall'assenza di altre.
L'opinione pubblica è fondamentale per la stabilità di un sistema, e nel nostro sistema viene formata attraverso il bombardamento mediatico. Per mantenere la stabilità, nell'attuale assetto politico-economico, occorre che l'opinione pubblica sia piegata a ciò che è funzionale al sistema e non apprenda alcune verità. Ciò rende il potere mediatico notevolmente importante. Il controllo da parte del potere avviene oggi all'interno delle nostre case, attraverso la Tv. La manipolazione dell'informazione è sempre più sistematica, progettata per essere efficace e per rimanere nascosta agli occhi dei cittadini. Le agenzie internazionali (americane, europee o giapponesi) che forniscono le informazioni, sono supportate da agenzie di propaganda, soprattutto americane, che pianificano non soltanto cosa rendere noto ma soprattutto "come" dare informazione. La quantità di notizie viene sfoltita e ridotta al 5/10% del totale.
La verifica delle fonti e l'utilizzo del senso critico sono ormai capacità atrofizzate dall'assumere passivamente il punto di vista delle poche agenzie che informano centinaia di paesi, come la Adnkronos e l'Ansa. Considerando come assolute alcune fonti e ignorandone altre, l'informazione è già alterata in origine, derivando da un unico punto di vista, che nel contesto appare oggettivo. Di tanto in tanto, nei nostri Tg, appare qualche debole critica, ad esempio contro il governo statunitense. Si tratta delle cosiddette _fessure controllate_, cioè critiche fatte ad oc per generare fiducia nel Tg, ma che risultano vaghe e discordanti.
Alcune notizie assumono nei Tg un certo rilievo, soprattutto quelle che evocano emozioni. Suscitare associazioni emotive e commozione è diventato uno degli scopi principali dei Tg. I fatti di cronaca, specie se si tratta di delitti contro bambini, si prestano a questo scopo, e quindi talvolta occupano uno spazio ampio dei telegiornali. Si tratta di un modo per distrarre l_attenzione pubblica da altri fatti assai più importanti per la vita dei cittadini. In altre parole, vengono amplificate notizie (di solito di cronaca o relative ad uno specifico problema) che non mettono in pericolo il sistema, per evitare di trattare altri argomenti "scottanti" e pericolosi per l'assetto che i politici hanno il compito di proteggere. Ad esempio, siamo stati indotti a parlare a lungo dei Pacs (una legge che sarebbe stato ovvio approvare senza tanti problemi), mentre si occultavano, tra le altre cose, le spese ingenti per la "difesa". Nessun telegiornale ha detto che parte del Tfr dei lavoratori andrà per spese belliche... (Antonella Randazzo)
Come parla uno statista
14 febbraio 2007
La natura di questa conferenza mi consente di evitare l'eccesso di buona educazione e il bisogno di parlare in termini diplomatici, piacevoli ma vuoti.
Mi consente di dire ciò che penso realmente dei problemi della sicurezza internazionale.
E se i miei commenti appariranno indebitamente polemici, chiedo ai colleghi di non arrabbiarsi con me. Dopotutto, questa è solo una conferenza.
[…] Il carattere universale e indivisibile della sicurezza è espresso dal principio che «la sicurezza per uno è la sicurezza per tutti».
Come disse Franklin D. Roosevelt nei primi giorni della seconda guerra mondiale, «Quando la pace è violata da qualche parte, è in pericolo la pace di tutti i Paesi».
Queste parole restano essenziali anche oggi. […].
Che cos'è un mondo unipolare?
Per quanto si possa edulcorare il concetto, in ultima analisi significa che c'è un solo centro di autorità, un solo centro di forza, un solo centro di decisione.
E' un mondo dove esiste un solo padrone, un solo sovrano.
E alla fin fine questo è pernicioso non solo per tutti quelli che sono soggetti al sistema, ma anche per il sovrano stesso, perché lo distrugge dal di dentro.
E questo sistema non ha nulla a che fare con la democrazia.
Perché come sapete, la democrazia è il governo della maggioranza alla luce degli interessi e delle opinioni della minoranza.
La Russia, ossia noi, riceviamo continue lezioni di democrazia.
Ma per qualche motivo, chi ci dà le lezioni non vuole imparare lui stesso.
Io ritengo che il modello unipolare non è solo inaccettabile ma anche impossibile nel mondo d'oggi.
E ciò non solo perché le risorse politiche, militari ed economiche non basterebbero per instaurarlo. Ancor più importante, è che il sistema stesso è fallace, perché non ha alla base alcun fondamento morale nella civiltà d'oggi.
[…] Azioni unilaterali e spesso illegittime non risolvono alcun problema.
Anzi hanno causato tragedie umane e creato nuovi centri di tensione.
Giudicate voi stessi: guerre e conflitti regionali e locali non sono diminuiti.
E non muore meno gente in questi conflitti, anzi muoiono più di prima.
Molto, molto di più... (Vladimir Putin)
SIGNORAGGIOZAK
13 febbraio 2007
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Nel campo artistico, il credere che la consapevolezza della gente circa l'enorme truffa dell'emissione bancaria - o signoraggio - a danno della gente, spaventi talmente la gente da indurla a rimuovere la consapevolezza stessa, ed il comportarsi di conseguenza, come per esempio il rimuovere il tema del signoraggio dal repertorio della satira politica (vedi, ad es., il video youtube _Signoraggio: nessuno ne vuole parlare_, http://www.youtube.com/watch?v=XVF_m_Uf3O0), genera una finta satira, cioè una satira ad usum delphini, un repertorio satirico che io chiamo _remerdorio_, in cui il buffone di corte non presenta nel suo menù alcuna porzione _satura_ di iniquità (satira proviene infatti da _satura_) riguardante per esempio l_usura più esosa, come avveniva originariamente nella cosiddetta satira menippea, così chiamata dal nome del padre fondatore della filosofia satirica stessa, Menippo di Gadara (IV-III sec. a.C.), notoriamente attento alle ingiustizie sociali. È chiaro che nel campo artistico della satira, la maggior parte degli attuali comici satirici, che campano della loro arte, non possono essere colpevolizzati del loro solito repertorio omissivo, perché in nome del pane quotidiano sono costretti ad omettere la verità, preferendo mezze verità, come del resto tutti gli altri sudditi di regime. (N.V.)
Ci tassano, ci sgovernano, e ci sparano
13 febbraio 2007
Pietro Ichino, lui stesso bersaglio, ha stilato una lista impressionante delle vittime delle nuove e vecchie BR. Da Guido Rossa a Gino Giugni, da Tarantelli a D'Antona a Marco Biagi, sono tutti giuslavoristi o sindacalisti di sinistra ma in qualche modo «moderati», modernizzanti e perciò «traditori». Evidentemente, erano tutti bersagli indicati come tali nelle discussioni e nelle pubblicazioni sindacali; gente che i loro assassini avevano magari frequentato, che avevano sentito parlare, gente del loro ambiente. Marco Biagi era stato bersaglio di infuocati discorsi di Cofferati, vituperato nei comizi. Difatti, sui quindici neo-brigatisti arrestati, sette sono iscritti alla CGIL, cinque alla FIOM. Il gruppo che ammazzò Biagi, quello della Lioce, era per lo più composto da dipendenti pubblici, parapubblici, ospedalieri. Tra i nuovi, simpatizzante o complice, c'è un ufficiale giudiziario. Non è solo che i dipendenti pubblici e parapubblici, specie se delegati sindacali, hanno infinitamente più tempo libero dei lavoratori del settore privato, tempo da usare per architettare attentati, e con tante assenze incontrollabili da privilegiati. E' che in quanto statali o parastatali, ancorchè nullafacenti, essi si considerano in qualche modo più «morali». I privati lavorano per il profitto, loro sono depositari della «volontà generale». I privati sono tenuti all'«efficienza», loro alle procedure legaliste. I loro stipendi non sono collegati a nessuna «produttività», vengono dati per il fatto di essere statali. Il brigatismo è la forma estrema di una patologia mentale che cova, in Italia, nell'intero settore pubblico. Questo settore, anzichè sentirsi tenuto a servire i cittadini nelle loro attività libere, si preoccupa solo di controllarli e disciplinarli. La gente nella società normale esercita le sue volontà private, ossia la libertà: ciò, per la mente statale, è sospetto. La volontà generale è «virtuosa» per definizione (al punto che esime i portatori della volontà generale dal lavorare davvero), la volontà privata è delittuosa in potenza. Questa mentalità risale a Robespierre: la ghigliottina che usò con abbondanza simbolizzava, disse Hegel, che tutte le teste individuali dovevano essere troncate, perché trionfasse solo la volontà generale, ossia la virtù. Non a caso, Robespierre era l'«incorruttibile». (Maurizio Blondet)
Capitalismo o Sistema criminale?
Qual è il vero modello economico nel mondo di oggi?
10 febbraio 2007
Il capitalismo viene definito come un sistema economico e sociale in cui il capitale privato viene investito in attività economiche, stabilendo una separazione fra chi possiede i mezzi di produzione e chi offre la propria manodopera. Le caratteristiche essenziali sarebbero la libertà economica, la competitività e il libero mercato. Ma oggi nel mondo prevale davvero un modello con tali caratteristiche? Forse sarebbe più esatto sostenere che esistono più "capitalismi". Ne possiamo distinguere almeno due tipi: un tipo di capitalismo che chiameremo "teorico" e un altro definito capitalismo selvaggio o dei compari. Il capitalismo teorico coincide con la definizione classica del capitalismo quale sistema basato sull'imprenditoria privata. Il secondo tipo è stato definito "capitalismo dei compari" dall'economista Premio Nobel Joseph Stigliz[1], in riferimento al gruppo di imprese statunitensi che si appropriano delle risorse del paese e intascano grossi profitti. Le grandi imprese americane ricevono dal governo enormi somme, attraverso il Corporate Welfare. Spiega Stigliz: Gli imprenditori generalmente sono contrari ai sussidi, tranne che per se stessi... il cosiddetto Corporate Welfare sembra quasi un omaggio delle abbondanti risorse del nostro paese. Le società minerarie, per esempio, possono sfruttare queste risorse praticamente per niente. Quando, nei primi anni dell'amministrazione cercammo di farle pagare, fummo messi in minoranza... Fino al 1993 avevamo concesso a titolo gratuito l'utilizzo delle nostre frequenze e le emittenti televisive e radiofoniche del paese, i magnati dei media, avevano costruito così le loro fortune. I progressi compiuti dalla teoria economica avevano dimostrato che era possibile indire delle gare di appalto e incamerare a nome e per conto dei cittadini americani il valore di queste risorse che appartenevano loro di diritto... Raggiungemmo un accordo con il capogruppo dei repubblicani al senato, Robert Dole, per introdurre una tassa a carico delle emittenti televisive per l'uso dello spettro e per un breve periodo sembrò che la cosa potesse andare in porto. Ma alla fine, la reazione dei media contro questo progetto riuscì a soffocarlo.[2]
L'élite americana del capitalismo selvaggio riceve sussidi dallo Stato, oppure, grazie alle loro lobby, ottiene sconti fiscali per milioni di dollari.
Questo tipo di capitalismo grava su tutti i cittadini, in quanto le ricchezze dell'élite dominante sono pagate dai cittadini.
Il capitalismo selvaggio o dei compari viene sostenuto dai governi americani in tutti i settori. Ad esempio, la guerra per il petrolio dell'Iraq è pagata dai contribuenti americani, ma i vantaggi dell'appropriazione dei pozzi petroliferi vanno alle grandi società petrolifere private come la General Electric e la Halliburton. Anche la ricerca scientifica negli Usa è spesso sovvenzionata con denaro pubblico, ma quando i ricercatori raggiungono un importante risultato, i capitalisti selvaggi possono brevettarlo e ottenere profitti privati da un investimento pubblico. (Antonella Randazzo)
Lì dove finisce il TFR
9 febbraio 2007
Leggiamo letteralmente la notizia così come riportata dal sito «Negrizia.it» dell_01/02/2007. (1) «E_ stato costituito un apposito Fondo per le esigenze di investimento per la difesa, nell_ambito del ministero della Difesa, con uno stanziamento di 1.700 milioni di euro per il 2007, di 1.550 per il 2008 e di 1.200 milioni per il 2009. Il Fondo realizzerà programmi di investimento pluriennali per la difesa nazionale, per un totale di 4.450 milioni nel triennio 2007-2009 _ (omissis) _ Inoltre, una parte del trattamento di fine rapporto (TFR) che i lavoratori dipendenti delle aziende private con più di 49 addetti non destineranno alla previdenza complementare sarà dirottato ad un nuovo fondo statale che finanzierà anche un fondo per le spese di funzionamento della difesa, per un ammontare di 160 milioni nel 2007, di 350 milioni nel 2008 e di 200 milioni nel 2009_ (omissis)_»... (Claudio Bianchini)
COME TI TAROCCO IL BOMBOLONE
8 febbraio 2007
Quando assunsi il mandato difensivo del sig. Medini e questi mi giurò e spergiurò che la bombola che gli trovarono vicino durante la manifestazione avanti alla Banka era assolutamente vuota e inidonea ad esplodere, gli dissi che temevo che qualcuno la potesse manipolare e riempire con del gas, onde 'incastrare' Medini.
Le ragioni per temere un simile abietto comportamento da parte di "qualcuno" durante le indagini c'erano tutte : Medini era molto inviso alla magistratura pordenonese per la sua attività di militante padano e esponente in tempi non lontani del sindacato autonomista LIFE. Inoltre Medini aveva toccato un santuario del potere economico-politico : il monopolio bancario in tema di moneta. Egli aveva infatti ideato una intelligente "lira padana" che aveva,se pur limitata e sperimentale, una piccola diffusione locale, alternativa alla lira di Stato. Una intuizione non diversa da quella del prof. Auriti che anni fa ideò una analoga moneta popolare alternativa ispirandosi alle teorie economiche di Ezra Pound. A seguito di questa intuizione, Medini venne aggredito con una operazione a regia da parte della magistratura locale e ridotto alla fine sul lastrico, dopo che il bar gli era stato depredato dagli avvoltoj bancari, a cui la magistratura aveva concesso licenza di uccidere. (Avv. Edoardo Longo)
Pompei e Catania
5 febbraio 2007
Come oggi nelle nostre città, i muri di Pompei erano bruttati dovunque da graffiti.
Per lo più osceni («Fortunato, leccami il culo»; «Laide lo succhia per lire due»; «Tiopilus, canis, cunnum lingere noli puellis in muro»; «Straniero, le ossa del tumulo ti pregano di non pisciare qui»).
Una delle scritte beffa un cristiano, c_è il graffito di un crocifisso con testa d_asino.
Tifoserie opposte, nel 59 dopo Cristo, si scatenarono nel circo in gravissimi atti di teppismo sanguinosi.
«Futili incidenti diedero origine a violenti scontri», scrive Tacito, «tra gli abitanti di Nocera e quelli di Pompei durante uno spettacolo di gladiatori. Cominciarono con l_intemperanza tipica delle cittadine di provincia, a scambiarsi insulti, poi pietre, e finirono col mettere mano alla spada. Ebbero la meglio quelli di Pompei» che giocavano, come si dice, in casa.
«Molti di Nocera furono riportati alla loro città col corpo mutilato, e parecchi piansero la morte di figli e genitori».
Imperava Nerone, che affidò al Senato l_inchiesta sugli incidenti.
Il Senato la affidò ai consoli.
Furono disciolti i collegia, ossia le vecchie associazioni di mestiere, che erano diventate polisportive e covi di teppisti.
Lo stadio di Pompei fu squalificato per dieci anni.
Ma già tre anni dopo venne l_amnistia.
Le autorità ritennero necessario risollevare gli animi dopo il terremoto del 62, e non c_era di meglio che concedere alla teppa urbana il suo solo passatempo, lo stadio, il circo.
Ancora per pochi anni.
Nel 79, l_eruzione del Vesuvio seppellì Pompei, le sue tifoserie e le sue scritte sui muri.
Anche Catania giace ai piedi dell_Etna.
Non sono sicuro quale lezione si debba ricavare dalla storia.
Forse quella, scoraggiante, che la volgarità di massa che diventa teppismo delittuoso è una costante della cafoneria italiota.
Non si noterà mai abbastanza che in Italia gli atti delinquenziali si configurano come la forma estrema della maleducazione incivile: i litigi di condominio diventano massacri a coltello, si ammazzano le fidanzate che vogliono lasciarti, i bulletti violentano le compagne.
E questa cafoneria delinquenziale è immedicabile, perché i cafoni arroganti sono «ermetici» ad ogni argomento: non imparano mai nulla, nemmeno nella propria carne. (Maurizio Blondet)
Il volo delle lobby delle armi
1 febbraio 2007
Una legge Finanziaria 2007 positiva per l'industria militare.
Saranno utilizzati anche i soldi del Tfr per finanziare la Difesa.
E' stato costituito un apposito Fondo per le esigenze di investimento per la difesa, nell'ambito del ministero della difesa, con uno stanziamento di 1.700 milioni di euro per il 2007, di 1.550 per il 2008 e di 1.200 milioni per il 2009. Il Fondo realizzerà programmi di investimento pluriennali per la difesa nazionale, per un totale di 4.450 milioni nel triennio 2007-2009. Dal 2010 ulteriori stanziamenti saranno stabiliti dalle successive leggi finanziarie. Sempre nell'ambito del predetto Ministero è stato introdotto un Fondo per esigenze di mantenimento della difesa, con la dotazione di 350 milioni di euro nel 2007 e 450 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per un totale di 1.250 milioni nel triennio 2007- 2009. In particolare il Fondo finanzierà interventi di sostituzione,ripristino, manutenzione ordinaria e straordinaria di mezzi, materiali infrastrutture ed equipaggiamenti, anche in funzione delle operazioni internazionali di pace. (Luciano Bertozzi)
La piccola Haiti: un esempio del potere globale difeso dai Caschi blu
31 gennaio 2007
Ad Haiti, dopo lo sterminio degli indigeni Arawak e Taino ad opera dei conquistadores francesi e spagnoli, gli abitanti erano soprattutto ex schiavi. Il 1° gennaio del 1804 si sollevarono contro l'oppressore, riuscendo a prendere il potere. Haiti sarà il primo paese indipendente dell'America Latina. Salì al potere il generale Jean Jacques Dessalines, un ex schiavo nato in Guinea, che giurerà di morire piuttosto che tornare a vivere sotto il dominio francese. Nel 1806 verrà assassinato dagli spagnoli. Seguirono una serie di tragici eventi, che resero assai difficile mantenere l'indipendenza dell'isola. Haiti, che aveva dato un esempio di libertà, pagherà duramente per questo.
A partire dal 1910, gli Usa manifestarono il desiderio di condurre una "missione civilizzatrice" ad Haiti, che divenne un protettorato americano. L'occupazione vera e propria iniziò nel 1915, e continuò attraverso governi corrotti e crudeli.
Le bellissime spiagge, i magici fondali corallini e la gente ricca di umanità e di tradizioni incantevoli, stridono con l'inferno in cui ad oggi il paese è costretto a vivere.
Ancora oggi gli Usa intervengono nelle questioni politiche ed economiche di Haiti, e hanno distrutto ogni possibilità di vera indipendenza del paese. Nel febbraio del 2004, gruppi di paramilitari, che già avevano compiuto crimini orribili nel paese, fecero l'ennesimo colpo di Stato contro governo in carica. Questi gruppi criminali erano stati addestrati dagli Usa, e avevano attuato anche il colpo di Stato del 1991, instaurando successivamente una terribile dittatura militare (1991-1994). Uno squadrone della morte, creato da Emmanuel Constant, fu conosciuto con l'acronimo F.R.A.P.H., e massacrò almeno 3000 haitiani. Constant confessò alla Tv americana Cbs che era al soldo della Cia. (Antonella Randazzo)
ANNUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM È NATA RADIO SIGNORAGGIO NETWORK!
30 gennaio 2007
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L_ombra dei servizi segreti sugli attentati terroristici e sulle guerre civili
27 gennaio 2007
Una tragica notizia di questi giorni è che un kamikaze si è fatto esplodere nei pressi di Khost, in Afghanistan, fra un gruppo di operai afgani (in attesa di essere assoldati dagli americani), uccidendone 10 e ferendone 14. Una "pratica" tragicamente comune in Iraq, in cui molte volte i kamikaze si sono fatti esplodere fra iracheni in fila per essere arruolati dagli americani. C'è da chiedersi come mai dopo numerosi attentati agli aspiranti poliziotti iracheni, gli americani abbiano continuato gli arruolamenti come prima, facendo sostare le persone in strada, esponendoli al pericolo di morte, che per molti è arrivata puntuale. Chi trae vantaggio da queste morti? E perché gli americani non proteggono nemmeno i potenziali collaboratori? La resistenza irachena e afgana non trae vantaggio del creare terrore fra la popolazione, mentre gli occupanti certamente sì. Gli aggressori americani stanno attuando i crimini più feroci per sottomettere il popolo iracheno e quello afgano. Hanno diviso l'Iraq territorialmente e nei mezzi di comunicazione, e hanno potenziato l'estremismo religioso, come spiega Giuliana Sgrena: (Antonella Randazzo)
Bush, apri le orecchie, c'è un messaggio da Chàvez
27 gennaio 2007
Bersani, il ras delle COOP rosse
27 gennaio 2007
Anche per chi la conosce e l_ha vista all_opera, la sfrontatezza di Pierluigi Bersani riesce sempre a lasciare senza fiato, allibiti.
E_ riuscito a far passare come una «liberalizzazione» del governo di sinistra l_abolizione del balzello sulle ricariche telefoniche.
Di fatto, era un atto dovuto e obbligatorio: persino il capo dell_Authority sulle telecomunicazioni
(il tizio si chiama Catricalà) stava per dichiarare illegale quel balzello, e ciò non di sua iniziativa, ma su richiesta delle autorità europee, attivate da privati cittadini.
In realtà, Bersani ha fatto di tutto per ritardare l_ineluttabile decisione.
Non ha appoggiato affatto quei privati consumatori.
Ed è facile capire perché: con quel costo sulle ricariche, illegalmente e senza far nulla, i gestori TIM, WIND e VODAFONE hanno incamerato 1,7 miliardi di euro l_anno.
Da una cifra così grossa, i beneficiari avranno sicuramente ritagliato un «aiutino» per i partiti.
E così sono tutte le pretese «liberalizzazioni» di Bersani, accolte dai giornali e dagli elettori di sinistra con uggiolii servili di soddisfazione, con sospiri di «giustizia è fatta, profittatori che affamano il popolo».
Spenderemo meno in barbieri, scodinzolano i sinistri, perché chiunque potrà diventare barbiere senza licenza e tenere aperto il lunedì; i giornali li troveremo dappertutto.
Le guide turistiche non saranno più contingentate, gli agenti immobiliari nasceranno come funghi, le autolinee saranno libere e private, chiunque potrà aprire una scuola guida, i cinema potranno aprire a dieci metri l_uno dall_altro_ ridicolo.
Semplicemente ridicolo. (Maurizio Blondet)
LE _ARMI AD ENERGIA DIRETTA"
26 gennaio 2007
Questo dispositivo è in grado di indirizzare (_sparare_) un fascio di microonde ad alta energia verso un bersaglio preciso. La frequenza utilizzata si aggira intorno ai 95 Ghz.Il _raggio del dolore_ è classificato come _arma non letali_, in quanto il suo raggio invisibile penetra sotto la pelle soltanto per alcuni millimetri, facendo temporaneamente impazzire i recettori del dolore. Nel giro di 1 _ 2 secondi chi viene colpito dal raggio a microonde prova la sensazione di andare a fuoco.
Ufficialmente infatti tali strumenti di guerra servirebbero per produrre un _raggio del dolore_, capace di _distogliere_ qualsiasi nemico da azioni ostili. L_invisibile raggio microonde a 95 Ghz penetra sotto la pelle per alcuni millimetri provocando, nell_arco di alcuni millisecondi, una insopportabile sensazione di calore che però svanisce non appena si spegne il dispositivo o si scappa oltre il suo raggio d_azione. Negli esperimenti condotti su circa 400 volontari il tempo di esposizione massimo è stato fissato in 3 secondi, ma secondo il Boston Globe, soltanto una _cavia_ è riuscita a resistere per tre secondi.
Le fonti del Direttorio USA sulle Directed Energy Weapons sostengono che il _raggio del dolore_ non provoca danni permanenti, ma esistono altri rapporti militari che indicano la possibilità di gravi ustioni alla pelle nel caso in cui l_esposizione duri 250 secondi o più. Durante gli stessi test alle _cavie_ venivano fatti togliere sia gli occhiali che tutti gli oggetti metallici, in quanto potevano creare degli _hot spots_, capaci di ustionare la pelle.
Gli utilizzi strategici delle armi a microonde sono elencati in diversi documenti ufficiali: una delle applicazioni che viene citata più di frequente riguarda il controllo delle folle e dell_ordine pubblico.
Oltre ai possibili danni a lungo termine causati dal raggio a microonde, le organizzazioni umanitarie si interrogano sulla legalità di questo dispositivo che a causa della sua invisibilità e della sofferenza che provoca, potrebbe facilmente tramutarsi in un versatile strumento di tortura. Altri interrogativi riguardano la possibilità di ustioni (nel caso in cui si indossino oggetti di metallo), danni oculari, o altre tipologie di effetti a lungo termine. Esistono infatti diverse pubblicazioni scientifiche che documentano ampiamente gli effetti altamente dannosi legati all_esposizione alle microonde. Dal cancro al precoce invecchiamento, alla riduzione delle difese immunitarie, ai danni a pelle e retina, fino agli effetti molecolari e genetici, vengono elencate serie infinite di _effetti collaterali_ a breve, medio e lungo termine.
Rapporto sulle scie chimiche
25 gennaio 2007
Il processo conoscitivo si basa su due presupposti fondamentali: l'osservazione e la domanda.
Quando ciò che si osserva non si riconosce come un qualcosa facente già parte del mondo delle nostre conoscenze, è da quel momento in poi che sorge in noi la domanda.
Da ciò si deduce che l'osservazione deve precedere la domanda.
La domanda stimola l'attività del pensiero.
Il cammino corretto per cominciare ad avviare un processo di conoscenza è quindi: osservazione, domanda, attività conoscitiva.
Affinché l'osservazione però divenga un vero e proprio strumento nonché sia matrice per acquisizione di nuove conoscenze, essa deve essere maggiormente intensificata nella percezione del mondo.
Due sono gli strumenti di percezione più importanti che abbiamo a disposizione per cogliere la realtà che ci circonda: la vista e l'udito.
Se si considera più da vicino la vista, intesa come processo visivo che permette l'osservazione, dobbiamo distinguere tre espressioni che indicano tre modi differenti di usarla.
Essi sono: vedere, guardare, fissare.
Il vedere è la possibilità che ha l'occhio di collegarsi e di trasmettere la visione del mondo che ci circonda. Questa è la normale possibilità che l'occhio ha per svolgere la sua funzione.
Se poi vogliamo avere una determinata visione con maggiore esattezza, dobbiamo concentrare con maggiore attenzione la nostra capacità visiva. Da una situazione generica si passa perciò ad una più grande possibilità di definizione di quello che vediamo, si passa cioè al guardare.
Di fatto esso è una concentrazione più precisa, una delimitazione della nostra capacità visiva per poter cogliere al meglio ciò che vediamo.
In tal modo ha luogo il passaggio dal vedere al guardare cioè da una possibilità genericamente umana ad un'altra maggiormente individualizzata.
Proseguendo nell'analisi del processo visivo se desideriamo approfondirlo maggiormente, se vogliamo entrare fin nei minimi dettagli non è più sufficiente il guardare ma dobbiamo ulteriormente concentrarci ed arrivare a fissare l'oggetto della nostra percezione.
Per quanto riguarda quindi la visione del mondo che ci circonda, fissare il nostro sguardo in maniera concentrata significa personalizzare al massimo ciò che percepiamo. Da questo momento in poi può sorgere quella che può essere definita una vera domanda e non soltanto una superficiale curiosità.
Giunti a questo punto, riferendosi al tema dell'argomento, bisogna dire che per cominciare a comprendere cosa siano le scie chimiche, si dovrebbe prima applicare nel modo più corretto l'osservazione e cioè tutto il processo che per l_appunto ho appena descritto.
Quando finalmente sorge la domanda e ciascuno si chiede: " che cosa sono le scie chimiche? " solo allora ci si può accorgere delle loro anomalie: la strana lunghezza di queste particolari scie bianche, le inconsuete direzioni degli aerei formanti strani incroci, il fatto che non si dissolvono come le altre normali scie di condensazione rilasciate. (Giovanni Peccarisio)
Alcool: un sostituto ecologico alla benzina
24 gennaio 2007
Articolo vecchio, ma buono.
Da alcuni anni ormai il settore trasporti è diventato la prima causa di inquinamento dell_aria. Più delle industrie e di qualsiasi attività produttiva. Per cercare di limitare gli enormi danni alla salute dell_uomo e del pianeta sono state pensate ed attuate piccole azioni che non hanno sfiorato il problema di fondo: l_uso degli idrocarburi fossili. Io vi voglio portare a conoscenza di alcuni semplici metodi e moderne tecnologie che sono di immediata applicazione ma che rimangono a tutt_oggi in assoluta sordina. Forse non sono la soluzione finale ma vi permetteranno di agire concretamente affinché l_aria che noi tutti respiriamo migliori già da oggi e non investendo soldi_ ma risparmiandone! Probabilmente già sapete che il motore a combustione, che sia diesel o benzina, necessita di tre elementi base per il suo funzionamento: un combustibile, un comburente e la giusta miscela di entrambi nella camera di scoppio. Ciò vuol dire che per far andare la vostra auto non necessitate obbligatoriamente della benzina o del gasolio ma di un combustibile che abbia caratteristiche simili. Tali prodotti esistono e sono, principalmente, di origine vegetale. Parlo in particolare del biodiesel, o semplicemente degli olii vegetali, quali sostituti del gasolio, e dell_etanolo o metanolo in sostituzione alla benzina. Non vi spaventate, nulla di folle o illegale. Provate a pensare alla benzina: conoscete la sua formula chimica? Cos_è, di cosa è composta? Essendo un idrocarburo contiene atomi di idrogeno e carbonio ma non è un composto sempre uguale, non contiene sempre lo stesso tipo di molecole, non ha una sua formula chimica. Possiede piuttosto una serie di caratteristiche chimico-fisiche che vengono decise per legge. E_ un bel miscuglio a cui si aggiungono inoltre vari additivi quali coloranti, antidetonanti, antiruggine e spesso anche un gocciolino di acqua. Eppure viene sempre chiamata benzina ed il vostro motore la brucia senza problemi. Questo già vi fa capire che la vostra auto per funzionare non ha bisogno di un liquido particolare ma piuttosto che rispetti dei parametri di fondo. Questo è difficile che qualcuno ve lo dica ma, di fatto, è così. Dimostrazione di ciò è la semplicità con cui si può alimentare un motore benzina con GPL o metano (di fatto a parte il serbatoio separato è solo un problema di carburazione, la giusta miscela aria-combustibile). Assodato ciò possiamo entrare nel vivo dell_articolo, alle informazioni pratiche per poter far funzionare la vostra auto o moto con carburanti vegetali.
Manovre di potere
22 gennaio 2007
Lungi da me voler difendere Tronchetti Provera. Le complicate, e per nulla chiare, manovre che lo condussero ad impossessarsi della Telecom (con un mucchio di debiti ancor oggi assai pesanti), dopo il flop dei dalemiani «capitani coraggiosi» (Gnutti e Colaninno), non depongono affatto a favore della sua limpidezza e cristallinità. E_ un grosso capitalista (diciamo pure del tipo italiano) come tutti gli altri ben noti. Tuttavia, la lotta in corso è preoccupante per il possibile accumulo di poteri in mano al gruppo della SuperIntesa (che è fortemente legata alla finanza americana, come per la verità tutti gli altri nostri gruppi finanziari), di cui il maggiordomo politico è l_attuale disastroso (e pericoloso) Premier, ma a cui si sono ultimamente avvicinati - vista l_aria che tira - anche gli ambienti dalemiani (e D_Alema, quale servo di potenti interessi, è tanto pericoloso quanto Prodi). L_operazione, come al solito, trova la sua longa manus nella magistratura, che conduce i giochi a «fuoco lento» (va avanti per anni) in modo da porre gli indagati «sotto schiaffo», con la possibilità di ricatti, «spade di Damocle», ecc.; si fa il possibile affinché questi si ritirino dalla lotta senza bisogno di arrivare ad uno scontro feroce e aperto che potrebbe provocare ferite pure agli attaccanti. La stessa sostituzione di Tronchetti al vertice della Telecom può oggi essere meglio letta in questa chiave, ben sapendo le qualità mediatorie (ma sempre al servizio di precisi interessi) del signor Guido Rossi. La Magistratura ha appurato che gli spiati dai vertici Telecom erano soprattutto Colao e Mucchetti, entrambi uomini di Bazoli (Intesa). Il primo era amministratore delegato (ad) della RCS, proprietaria del Corrierone, e fu defenestrato dopo uno scontro tra il suo protettore, da una parte, e, dall_altra, l_Unicredit (Profumo) appoggiato proprio da Tronchetti, e probabilmente da Montezemolo, ecc.: diciamo dal gruppo degli «industriali decotti» (anche se la Fiat è in preda «al miracolo», continuo a vederla come strategicamente inconsistente). Mucchetti è vicedirettore del Corriere, si pone in antitesi al direttore Mieli in quanto quest_ultimo sta con l_«altro gruppo», mentre egli è vicino ai vertici della superbanca. Adesso si dice che al Corriere (nel comitato di redazione, immagino) si è preoccupati. Mi auguro che invece di esprimere solo preoccupazione, questi pennivendoli comprendano almeno quali giochi si stanno facendo sulla testa di tutti gli italiani, poiché il superpotere che si cerca di creare - da parte della finanza e della politica, con le solite manovre giudiziarie che durano ormai da quindici anni - è qualcosa che abolirebbe la stessa «democrazia borghese». (Professor Gianfranco La Grassa)
Riforma pensioni: anche per Ciampi
22 gennaio 2007
Apprendo dalla radio che la «riforma delle pensioni» varata da Dini nel _95 ha già ridotto le pensioni in essere a quella data, in termini reali, del 30 %.
Ma non basta.
La legge Dini prevede una «revisione dei parametri» decennale, che in pratica provoca un calo del 7 % ogni dieci anni.
La revisione è in ritardo, doveva essere fatta nel 2005; l_Europa preme, i pensionati se la godono_ Dunque presto, prestissimo un altro taglio del 7 %.
Ma non basta.
Ci vuole una «profonda riforma», e dunque un altro taglio.
Perché gli italiani vivono troppo a lungo.
Anche Ciampi, francamente, vive troppo a lungo.
E risulta che già nel 1999, a 79 anni, godeva di tre pensioni: una INPS dall_81, pari a 8.222.150 lire mensili.
Una Bankitalia dal 1980, di 45 milioni e mezzo di lire mensili.
Una seconda pensione Bankitalia da 12 milioni e mezzo.
Al mese, 71 milioni e passa.
All'anno, 852 milioni e mezzo.
In più, nel _99, Ciampi godeva del principesco emolumento di capo di stato: un settennato d_oro, senza spese di casa, d_affitto e di auto.
Oggi, oltre alla pensione di ex-presidente, percepisce lo stipendio di senatore a vita più tutti i benefit della carica, autoblù eterna, voli gratis, omaggi e gratifiche.
Ed ora va per gli 87 anni.
Ma quando muore una buona volta Ciampi, che ci costa così tanto?
Visto che gli italiani con pensione sotto i mille euro dovranno subire il taglio di un altro 7 % da «revisione dei parametri» - dunque la loro pensione si ridurrà a 930 euro - perché non cominciare da Ciampi?
Un taglio del 7 % non lo ridurrà in miseria, probabilmente ha messo da parte qualcosa nella sua lunga vita di grand commis, governatore di Bankitalia, presidente della repubblica e senatore non eletto da alcuno, e che per anni ed anni non ha dovuto pagare l_affitto né le rate della macchina. Inoltre, ha il privilegio - negato ai comuni cittadini - di cumulare più pensioni, e pensioni con redditi «di lavoro» (se così si può definire quello che fa Ciampi). (Maurizio Blondet)
Discorso tipico dello schiavo
22 gennaio 2007
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Un tentato raid israeliano?
21 gennaio 2007
Sarebbe accaduto il 7 gennaio.
Una squadra di tre caccia-bombardieri israeliani F-16, armati con bombe nucleari e convenzionali e in rotta verso l'Iran sarebbe stata intercettata da caccia americani nel cielo dell'Iraq e obbligata a tornare indietro.
Lo afferma il giornalista William Thomas nel suo sito (1), citando «due fonti» a lui note, che gli hanno confermato la notizia «indipendentemente l'una dall'altra».
Non ci sono altre conferme.
Tuttavia, i dettagli forniti da Thompson sono assai interessanti e credibili.
Non è la prima volta che aerei israeliani partono per una rappresaglia atomica.
Durante la prima guerra del Golfo, quando missili Scud di Saddam caddero su Tel Aviv, decollarono caccia israeliani con armi atomiche per bombardare Baghdad.
Furono dissuasi solo perché l'US Air Force rifiutò di assegnare a quegli aerei il codice IFF (Identification Friend or Foe, amico-nemico) necessario per attraversare lo spazio aereo controllato dagli USA.
Questo codice IFF del trasponder è ovviamente necessario oggi per sorvolare l'Iraq.
A richiesta di Thomas, la sua seconda fonte ha risposto che gli aerei israeliani da guerra ricevono normalmente un «codice squawk» perché compiono missioni di routine volte ad acquisire informazioni sui radar di Siria, Giordania e Iran attivati dall'avvicinamento degli aerei israeliani.
La fonte ha aggiunto che i caccia israeliani «in visita» nello spazio aereo iracheno vengono normalmente riforniti in volo dalle cisterne volanti USA; ma il patto è che si limitino a seguire una rotta predeterminata e non si avvicinino troppo all'Iran.
Il punto da non superare si chiama in gergo «stazione 160», un angolo di strada che costeggia una tubatura petrolifera a 160 chilometri ad est di Baghdad.
Qualunque aereo che proceda oltre deve dichiarare le proprie intenzioni; altrimenti, un F-15 americano gli si affianca e, se l'altro aereo non cambia rotta, gli si mette dietro e lo «aggancia» con un missile Sidewinder pronto al lancio. (Maurizio Blondet)
"BANCOCRAZIA"
20 gennaio 2007
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Dal blog di B. Grillo
19 gennaio 2007
Questi commenti sono tratti dal post Critical Mass del 18 gennaio 2007
Con il mio bolide da 320 CV scendo a valle tutte le mattine con gomme chiodate antighiaccio una volta giunto a valle faccio il pitstop da Alfredone gommista che in 5 minuti mentre bevo il caffe' nel bar di sua moglie mi cambia le 4 ruote con cerchi da 17" e pneumatici ad alto gripp per i miei 240 km di autostrada che percorro in circa 1 ora e 20 per raggiungere il mio posto da schiavo dove mi guadagno segando legname i miei 2400 euro al mese, alla sera percorso inverso, con la sosta da Alfredone e grappino, Beppe se vuoi venire a pedalare con la bicicletta su queste montagne ti aspetto e aspetto tutti i critical mass per pedalare tra i boschi a 2300 metri, voglio vedere quanti sono in grado di farlo.
La stradale non mi ferma, hanno capito che devo mantenere 5 figli 1 moglie 2 cani 3 gatti e se possono mi agevolano quando vedono 6 fari allo xeno accesi scendere la montagna rombando. Senza auto sarei senza soldi, senza casa, senza famiglia, senza queste splendide montagne.
Emilio Alpino 18.01.07 23:52 | Rispondi al commento |
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guido, non preoccuparti so pilotare perfettamente, ma vedi che: se fossi in te mi preoccupererei di piu' di quei [omissis...] di militari che vanno in missione all'estero a difendere le multinazionali del petrolio, anche loro hanno una famiglia e quando tornano dentro la bara la famiglia chi la mantiene? io lavoro solo perche' lo stato italiano mi estorce il denaro con le tasse.
Emilio Alpino 19.01.07 00:45 |
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che te ne frega di mia moglie, certamente non cambierebbe mai questo posto con la villetta a schiera in periferia di qualche citta', o peggio in un appartamento di un condominio di cagoni
Emilio Alpino 19.01.07 00:40 |
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fai attenzione la sera quando torni
a casa e lascia stare la grappa
se ti ammazzi moglie figli cani
e gatti dovremo poi mantenerteli noi
guido lapanda 19.01.07 00:36 |
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E tua moglie cosa ne pensa?
Margherita Grassi 19.01.07 00:33 |
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vivici tu in pianura, su questa montagna sono io il padrone, il sovrano, nella tua pianura c'e' il piattume, i cervelli con elettroencefalogramma piatto, il piatto fra poco sara' vuoto per i pianuri schiavi, sulla montagna si potrebbe vivere senza soldi ma lo stato italiano mi obbliga a pagare le tasse.
Emilio Alpino 19.01.07 00:20 |
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Magari, invece che a 2300 mt., vivresti in pianura.
Ci hai mai pensato?
La montagna è bella, ma non c'è solo quello in Italia.
Margherita Grassi 19.01.07 00:03 |
Discussione
Cheney: questa guerra durerà 40 anni
19 gennaio 2007
La frase esatta è: «L_Iraq è il tipo di conflitto che guiderà la nostra politica e il nostro governo per i prossimi venti, trenta o quarant_anni. Dobbiamo vincere, e abbiamo lo stomaco di combattere per lungo termine».
Dick Cheney lo ha detto in un_intervista a Fox News il 14 gennaio.
Testuale.
Il vicepresidente ha così rivelato il vero progetto lanciato dall_11 settembre: la «guerra infinita», la «guerra di lunga durata» al cosiddetto terrorismo globale, dovrà impegnare gli americani per generazioni.
In questo senso, il caos iracheno non è affatto un fallimento: la «guerra civile» sunnito-sciita è lo scopo voluto e fomentato, per mantenere gli iracheni divisi e incapaci in perpetuo di creare una società stabile.
Ciò garantisce la «necessità» della perpetua presenza americana, del perpetuo controllo americano dei pozzi iracheni, e il perpetuo profitto delle aziende belliche americane, il sistema militare-industriale.
L_estensione della guerra all_Iran (in aggiunta a quelle già in corso, dalla Somalia all_Afghanistan e al Libano) corrisponde dunque ad una deliberata volontà.
Non è un pasticcio, ma un piano di aumento dei profitti di guerra e dell_occupazione delle riserve petrolifere mondiali.
Non a caso Cheney è il presidente della Halliburton, la mega-ditta che sta facendo miliardi di dollari con i contratti di fornitura alle truppe e di «ricostruzione» in Iraq.
Presidente dimissionario, ma che continua a ricevere gli emolumenti dell_azienda, oltre un premio di pensionamento di 33 milioni di dollari.
Le guerre non sono un male per tutti.
Lo sono per i soldati che combattono, ma Cheney non ha mai prestato servizio militare.
«Come la maggior parte degli americani, ho visto la guerra (del Vietnam) da lontano», ha dichiarato una volta.
E_ questa, forse, la metamorfosi ultima e maligna in cui doveva finire la democrazia: cadute le ideologie, la politica è diventata - non solo in America - lo spazio della criminalità.
Non si tratta di criminalità politica, com_era quella, poniamo, di Stalin; si tratta di criminalità comune.
Il potere senza ideologia ha trasformato i politici in criminali, volti solo al saccheggio della cosa pubblica, sicuri della passività del popolo e dell_elettorato. (Maurizio Blondet)
Basi militari americane: una storia di crimini e soprusi
18 gennaio 2007
Gli Stati Uniti hanno oltre 800 basi militari sparse nel mondo. Tale livello di militarizzazione globale viene giustificato con l'esigenza di "sicurezza e protezione". Ma da chi? Chi sono i nemici? E se gli Usa non sono capaci di proteggere nemmeno se stessi da attentati aerei, a cosa possono servire questi enormi arsenali? Di sicuro gli effetti della militarizzazione sono devastanti ovunque. Con le basi militari, gli Usa introducono una cultura di guerra, di dominio e di violenza. Ovunque avvengono crimini contro la salute, l'ambiente, reati sessuali e di altro genere. Nell'esercito americano avvengono almeno 14.000 casi di violenza sessuale ogni anno. Raramente i responsabili subiscono un processo perché vige ovunque il principio dell'extraterritorialità.
Nella base della Maddalena, in Sardegna, i danni ambientali sono enormi. Nel settembre del 2005 è stato rivelato che i sottomarini di attacco americani avevano gettato acqua radioattiva dai reattori, inquinando il Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio. Invano l'allora deputato Mauro Bulgarelli chiese al Ministro italiano della Difesa: "Quali i provvedimenti presi durante questa delicatissima operazione?"
Già nel dicembre del 2003, Bulgarelli aveva sollevato domande sull'operato dei militari della base, ma incredulo si era trovato di fronte ad un atteggiamento arrogante:
Sapete cosa ci ha risposto il comando del corpo militare italiano quando ci siamo allarmati per il modo in cui vengono stoccate le armi atomiche dalla Marina americana alla Maddalena? E quando ci siamo preoccupati per le procedure relative allo scarico dei residui radioattivi? Ci hanno risposto: "No comment". E' un insulto alla nostra sovranità nazionale!
Nell'ottobre del 2003 si era verificano un incidente al sottomarino nucleare Hartford, che aveva prodotto gravi danni. Le conseguenze dell'incidente sono state tenute segrete, ma gli abitanti avevano sentito un enorme boato. Anche nel 2000 si era verificato un incidente nella base di Camp Darby, in seguito al quale furono evacuate diverse armi, forse nucleari. La popolazione è tenuta all'oscuro di ciò che avviene nelle basi, e non c'è alcuna protezione per la salute dei cittadini. (Antonella Randazzo)
Mosca: preso l_assassino del banchiere centrale
17 gennaio 2007
Il 13 settembre scorso, un attentato nel centro di Mosca, veniva ucciso Andrey Kozlov, primo vicepresidente della Banca Centrale della Russia.
In ottobre, la polizia ha identificato e arrestato gli esecutori del delitto.
Oggi, ha preso il mandante.
Si tratta del banchiere ebreo Aleksei Fraenkel detto «Jako», che a soli 35 anni è presidente del consiglio d_amministrazione della VIP Bank e della Sodbiznezbank, entrambe da lui fondate.
Pochi mesi prima di essere assassinato, Kozlov, il numero 2 della Banca Centrale, aveva ritirato le licenze della VIP Bank.
Con l_accusa di riciclaggio e rendite illegali.
La banca di Fraenkel «conduceva una politica di credito arrischiata senza creare provviste adeguate agli attivi, violava le regole contabili di cassa, notificava in ritardo il Servizio federale di controllo finanziario delle operazioni soggette a controllo obbligatorio. La natura e l_ampiezza delle irregolarità commesse rappresentavano una seria minaccia agli interessi dei creditori e dei depositanti», secondo un comunicato della Banca Centrale.
Quanto alla Sodbiznesbank, si era scoperto che in essa finivano i pagamenti di riscatto di uomini d_affari sequestrati.
Già nel _96, a soli 26 anni, Fraenkel aveva fondato e presiedeva una banca, «Diamant», poi travolta da un_inchiesta per frodi fiscali.
Insomma, un classico «oligarca» ebreo-russo, prosperante tra la malavita e la grande finanza internazionale.
Fraenkel viene indicato come una delle «sponde finanziarie dell_epoca delle privatizzazioni di Eltsin»; di cui beneficiò come Khodorkovsky, un altro giovane divenuto padrone della Yukos con pochi milioni di dollari di provenienza occidentale, ed oggi in galera in Siberia.
Non a caso i media occidentali hanno taciuto dell_arresto di Fraenkel o, come nel caso de Il Sole 24 Ore - l_hanno difeso (1): sarebbe una vittima perché «nemico» di Putin.
Mentre altri oligarchi parimenti luridi, come Mikhail Prokhorov, presidente della Norilsk Nickel, viene difeso in quanto «amico di Putin», benchè arrestato in Francia per sfruttamento della prostituzione (i francesi l_hanno rimesso in libertà). (Maurizio Blondet)
Angela Merkel, una neo-conservatrice alla Presidenza dell_Unione Europea
16 gennaio 2007
Mentre Angela Merkel assume la presidenza dell'Unione europea nel primo semestre 2007, Thierry Meyssan ritorna sul percorso sorprendente di questa responsabile della propaganda comunista della RDA diventata cancelliere cristiano democratica della Germania riunificata.
Sottolinea i suoi legami assunti con i neo-conservatori e la sua concezione di una leadership degli Stati Uniti in Europa.
Angela Merkel è nata nel 1954 ad Amburgo (Repubblica Federale tedesca). Poco dopo la sua nascita, la famiglia fece la scelta poco comune di passare all'Est. Suo padre, pastore della chiesa luterana, fonda un seminario nella Repubblica Democratica tedesca e dirige una casa per handicappati. Si astiene da ogni critica pubblica contro il regime ed usufruisce di uno statuto sociale privilegiato: dispone di due automobili e si muove spesso all'Ovest.
Angela Merkel prosegue gli studi brillantemente, fino al suo dottorato in fisica. Sposa un fisico, Ulrich Merkel, di cui divorzia rapidamente. Quindi, si trasferisce con il professore Joachim Sauer, divorziato pure lui, ma già padre di due bambini. La Sig.ra Merkel diventa ricercatrice in fisica quantistica all'Accademia delle Scienze.
Contemporaneamente, si impegna in politica dentro la Freie Deutsche Jugend (gioventù libere tedesche), l'organizzazione di inquadramento dei giovani devoti allo Stato. Sale di grado al punto da diventare segretario del dipartimento agitazione e propaganda. Diventa una delle principali esperti in comunicazione politica della dittatura socialista. A titolo professionale e politico, viaggia spesso nell'ambito del blocco sovietico, in particolare a Mosca, ancor più parla correttamente il russo...
Vento dell'est
14 gennaio 2007
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Nel guardare le opere di Daniele Bianchi è impossibile esimersi dal considerare l’angoscia che ne determina. L’angoscia nei dipinti di questo artista non è quella di Jean Paul Sartre, in cui l’uomo consapevole della propria libertà cade in questo stato d’animo, ma è piuttosto quella che conduce alla filosofia di Martin Heidegger che concentra i suoi scritti sul vivere quotidiano, e nel rapportarci agli altri e alle cose che ci circondano. I personaggi “realistici” di Daniele Bianchi sono prostrati e delusi, in quello che Heidegger definisce con “l’esserci nel mondo”. L’artista evidenzia il conformismo dell’uomo spersonalizzato nell’era della globalizzazione e della società di massa , dove prevalgono i luoghi comuni del “si dice e si pensa” o per dirlo come il mai superato Herbert Marcuse “QUESTA SOCIETA' CHE SODDISFA MENTRE REPRIME E REPRIME MENTRE SODDISFA” .
Daniele Bianchi non si maschera, e così non maschera i suoi personaggi dietro rassicuranti affermazioni appartenenti a tutti, i suoi uomini hanno la consapevolezza di essere stati gettati nel mondo, e da qui il dolore e l’angoisse che ne scaturisce: sono prostrati perché autentici; la loro consapevolezza nasce dalla certezza di saper ascoltare i propri sentimenti e stati d’animo.
(Oscar Quinto Belardinelli)
PIL = INCALCOLABILE IDIOZIA
12 gennaio 2007
La notizia della crescita del Pil (il cosiddetto prodotto interno lordo del cui calcolo nessuno sa niente) paventata da una parte politica, potrebbe benissimo essere smentita dalla parte politica avversa come occultismo di Stato. Ma se l_occulto divenisse palese, il giochetto sarebbe scoperto. Penso al Cicap, comitato per lo smascheramento del paranormale fasullo. A chi è in grado di dimostrare la _scientificità_ del calcolo del Pil, il Cicap non dovrebbe forse offrire gli stessi soldi che promette a chi riesce a dimostrare scientificamente un fatto paranormale? Il calcolo del Pil è infatti una bufala alla Vanna Marchi. Si fa _ad occhio_, in quanto è un_impresa impossibile. Dal 1971 gli economisti si sono infatti _convertiti_ al Pil, ma prima di quella data, sapevano ed affermavano in coro che tale calcolo era una vera e propria assurdità scientifica. Cos_è successo dunque nel 1971? È successo che il _pagabile a vista al portatore_, che era scritto sulle nostre vecchie lire, è stato derealizzato, in quanto furono abolite la convertibilità e le riserve auree. E sostituendole col Pil, a mo_ di _garanzia_ per la _serietà_ delle emissioni di cartamoneta, si continuò (e si continua) ad emettere denaro, come se tale fatto notorio non fosse noto. (N.V.)
Angela Merkel, la donna di servizio
11 gennaio 2007
Nel momento di assumere la presidenza della UE, la Merkel è volata a Washington
per confermare la sua volontà di servire il padrone.
Ecco cosa ha detto a Bush a proposito di Hamas: «Dobbiamo dire chiaro che [Hamas] non può giocarci l’uno contro l’altro, noi europei e gli USA, ma che noi spingiamo nella medesima direzione, che agiamo di concerto».
Non a caso John Vinocur, l’ebreo super-columnist del New York Times, ha dedicato una lode entusiasta alla nuova cameriera, che promette di sostituire tanto degnamente il maggiordomo uscente Tony Blair. (1)
E non è certo un caso se Washington ha manovrato per dare alla Merkel, in coincidenza con la presidenza europea che terrà fino a luglio, anche la presidenza del G-8 che terrà per tutto il 2007. Un cumulo di potere ragguardevole.
Come lo userà la donna delle pulizie germanica, l’ha detto lei stessa.
- Vuole creare un «mercato comune trans-atlantico»: in sintesi, cioè, adeguare le leggi europee basate sul «principio di precauzione» - che per esempio vietano l’uso di alimenti geneticamente modificati, gli estrogeni nelle vacche e il mercurio nei vaccini - alle norme americane, che permettono tutti i veleni nel cibo e nel corpo, in nome del supremo interesse del business.
- Ha proclamato di voler imporre una costituzione europea, già bocciata dai referendum francese e olandese. Ciò è contrario alla volontà popolare, ma secondo la volontà dei burocrati di Bruxelles e della Massoneria di cui sono magna pars.
- Vuole difendere il «libero mercato globale» finanziario da tutte le pulsioni «protezioniste», come esige Goldman Sachs. (2)
- Naturalmente, difenderà in ogni sede Israele nelle sue aggressioni presenti e future.
- Vuole la Turchia nella UE, contro la volontà popolare, ma su ordine di Israele; naturalmente non vuole affatto, invece, un’associazione della UE con la Russia.
- Più specificamente, ha già dichiarato la guerra a Putin, ipotesi detestata da tutti gli industriali tedeschi, ma fortemente voluta dalla Casa Bianca. (Maurizio Blondet)
Anno nuovo, vecchi crimini e criminali!
8 gennaio 2007
Il 2006 ha lasciato il posto al 2007.
Si è cambiato il vecchio calendario sostituendolo con il nuovo, e la speranza è sempre quella: che i mesi che verranno saranno diversi da quelli che hanno preceduto.
Ma non è così: i crimini e i criminali non guardano in faccia nessuno!
Si è chiuso l’anno con l’impiccagione del dittatore Saddam Hussein. Ucciso pochi giorni prima di entrare nel settantesimo anno di età (essendo nato a Tikrit nel 1937) perché la legge irakena (anche se non riconosciuta dalla Corte fantoccio) non permette o permetteva esecuzioni di stato dopo appunto il settantesimo anno (o nell’anno dello stesso), sia perché non si dovevano continuare i processi perché sarebbero saltati fuori i numerosi scheletri nell’armadio degli Stati Uniti e dei loro servizi segreti deviati.
Chi avrà mai fornito le mappe satellitari con la dislocazione dei villaggi e delle truppe, e soprattutto le armi di distruzione di massa, come i gas, usati poi dal dittatore per sterminare le popolazioni nemiche?
Cosa dire poi delle riprese “casuali”, mediante la fotocamera del cellulare di uno dei boia incappucciati presenti all’esecuzione dell’ex Rais. In un posto segretissimo e superprotetto, qualche buontempone ha avuto il tempo di estrarre tranquillamente il telefonino e riprendere gli ultimi istanti dell’ex Rais irakeno!
Beati coloro che credono a questa ridicola spiegazione!
Non è forse più logico pensare che tali immagini galeotte – esattamente come quelle del lager Abu Graib - sono state pensate e successivamente veicolate per scuotere l’opinione pubblica del mondo arabo? Per fomentare rabbia e odio? (Marcello Pamio)
La guerra mondiale allo shampoo
7 gennaio 2007
Rashid Rauf è innocente: un tribunale pakistano lo ha scagionato da ogni accusa di terrorismo per mancanza di indizi.
E chi diavolo è Rashid Rauf?, chiederete voi.
Eppure dovreste saperlo: è il musulmano di 26 anni che nell'agosto scorso tutti i media del mondo hanno indicato come colui che aveva architettato di far esplodere in volo dieci aerei in rotta da Londra agli USA.
I terroristi avrebbero dovuto portare a bordo dei componenti chimici liquidi, da mescolare di nascosto nelle toilettes degli aerei per farne degli esplosivi.
«Un attentato da far impallidire l'11 settembre», dichiarò Jan Blair, il capo di Scotland Yard.
Dovreste saperlo perché è a causa di quel piano terroristico - per fortuna sventato - che ancor oggi, se prendete un aereo, la sorveglianza vi ingiunge di liberarvi di tutti i fluidi che portate nel bagaglio a mano.
E' a causa di questo attentato non avvenuto che milioni di viaggiatori devono abbandonare ancor oggi dentifrici e dopobarba, gettare shampoo, lozioni, deodoranti e bibite, consegnare alla security creme anti-rughe e costosissime confezioni di profumi.
Non fosse che per questo, perché ha reso più difficili, sgradevoli, lunghe e scomode le operazioni d'imbarco, dovreste ricordarvi di Rashid, la «mente dietro l'attentato».
Ma non è colpa vostra: i grandi media non vi hanno tenuto informati che la storia del grande complotto si è a poco a poco sgretolata.
Era tutta una bufala.
I 26 arrestati clamorosamente come terroristi suicidi, sono stati rilasciati uno per uno alla chetichella.
Cinque giornali inglesi hanno dovuto pagare fior di risarcimenti ad un musulmano di Birmingham che avevano indicato come uno degli attentatori.
In quei giorni d'agosto, i giornali annunciarono con titoli a cinque colonne che erano stati trovati i «testamenti» degli aspiranti kamikaze nelle loro case.
Mesi dopo, con titoli ad una colonna, hanno dovuto spiegare che si trattava di testamenti risalenti agli anni '90, scritti da musulmani britannici che si erano arruolati per combattere i serbi in Bosnia... (Maurizio Blondet)
BPM ancora "banca armata"
5 gennaio 2007
Con una quindicina di nuove operazioni per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro Banca Popolare di Milano (BPM) si conferma anche nel 2006 per il terzo anno consecutivo "banca armata": lo rivelano fonti pervenute alla Campagna di pressione alle 'banche armate'. I dati ufficiali si sapranno solo ai primi di aprile con la pubblicazione della Relazione della Presidenza del Consiglio sull'export di armi italiane del 2006: se, a differenza di quanto fatto finora, rendiamo pubbliche queste indiscrezioni non è per sensazionalismo, ma per invitare - in prossimità del nuovo anno - la banca ad esplicitare la propria policy in merito all'appoggio al commercio delle armi.
L'entrata di BPM nel business del commercio di armi risale al 2004 quando con 22 operazioni del valore complessivo di 53,4 milioni di euro la banca milanese ricopriva ben più del 4% del totale degli "importi autorizzati" dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per operazioni collegate all_export di armi. Gli affari proseguivano l'anno successivo con altre 26 nuove operazioni per un valore complessivo di oltre 34,6 milioni di euro che ricoprivano più del 3% di tutti gli importi autorizzati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze nel 2005. E, come rivelano le nostre fonti, sono proseguiti anche nel 2006 con una quindicina di nuove operazioni per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro. E si tratterebbe - lo specifichiamo - di nuove operazioni, non di autorizzazioni ottenute negli anni precedenti. (Giorgio Beretta)
U.E. = U.R.S.S.
3 gennaio 2007
Vladimir Bukovsky, un ex dissidente sovietico di 63 anni, teme che Unione Europea stia trasformandosi in un'altra Unione Sovietica. In un discorso tenuto a Bruxelles la scorsa settimana Bukovsky ha definito l'UE un “mostro” che deve essere abbattuto al più presto, prima che si trasformi in un vero e proprio stato totalitario.
Bukovsky ha fatto visita al Parlamento Europeo quest’ultimo giovedì, a seguito dell'invito del Fidesz, il maggior partito di opposizione ungherese. Il Fidesz, componente del gruppo Democratico Cristiano Europeo, aveva invitato l'ex dissidente sovietico dall'Inghilterra, dove vive, in occasione del cinquantesimo anniversario della rivolta ungherese del 1956. Dopo l ’incontro in mattinata con gli ungheresi, Bukovsky nel pomeriggio ha tenuto un discorso in un ristorante polacco ubicato in Trier straat, nei pressi della sede del Parlamento Europeo, dove in passato aveva già tenuto un altro discorso a seguito dell’invito del Partito per l'Indipendenza del Reno Unito, di cui è un attivista.
Nel suo discorso Bukovsky ha fatto riferimento a documenti classificati rinvenuti negli archivi segreti sovietici che ha potuto visionare nel 1992. Questi documenti confermerebbero l'esistenza di una “cospirazione” col fine di trasformare l’Unione Europea in una entità statuale di tipo socialista. Ero presente alla riunione ed ho registrato il suo discorso, la cui trascrizione è riportata di seguito. Inoltre ho avuto l’occasione di fargli una breve intervista. Anche la trascrizione dell’intervista è riportata di seguito. L'intervista sull’Unione Europea è stata bruscamente interrotta perché Bukovsky aveva altri impegni. Vladimir Bukovsky l’avevo già intervistato venti anni prima, nel 1986, quando l'Unione Sovietica, il primo “mostro” che così coraggiosamente aveva combattuto, era ancora vivo e vegeto.
Bukovsky è uno degli eroi del ventesimo secolo. Da giovane aveva denunciato l'uso del ricovero psichiatrico coatto dei prigionieri politici nell’ex URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, 1917-1991) ed è stato per ben dodici anni (dal 1964 al 1976), e cioè dall’età di 22 anni all’età di 34, nelle prigioni sovietiche, in campi di lavoro e in strutture ospedaliere psichiatriche. Nel 1976 i sovietici lo espulsero dal paese e si rifugiò in occcidente. Nel 1992 fu invitato dal governo russo in qualità di esperto per testimoniare nel processo tenutosi a Mosca con lo scopo di stabilire se il partito comunista sovietico fosse stata un'istituzione criminale.
Per dargli la possibilità di prepararsi per il processo, Bukovsky fu autorizzato ad accedere ad una notevole quantità di documenti presenti negli archivi segreti sovietici. Egli è pertanto uno dei pochi che hanno potuto visionare questi documenti, che ancora oggi sono segreti. Con un piccolo scanner e un computer portatile ne riuscì anche a copiare molti (alcuni “top secret”), compresi i rapporti del KGB allo stesso governo sovietico. (Paul Belien)
INTELLETTUALI-CANAGLIA
2 gennaio 2007
Coloro che gestiscono le informazioni sulle dinamiche della truffa plutocratica dell'emissione monetaria senza lavorare per nulla sulla _coscienza_, ma sempre e soltanto ancora sulla _delega_, vale a dire sulla delega a loro, sedicenti esperti _che ne sanno di più_, sono mossi da mero spirito di avversione. Costretti a cambiare nome alle loro associazioni ad ogni canto del gallo, migrano perennemente da un_associazione all'altra come chierici assoldati, e non riuscendo a parlare gratuitamente di signoraggio, dato che l'hanno reso in sé lecito come cosa buona e giusta, sanno solo aspettare il politico di turno più serio nel dividerne il bottino. Sono traditori, venditori di libri che parlano di truffa, commercianti mascherati da rivoluzionari. E sono ciechi volontari, dato che non vogliono vedere che vendere un libro che parla di una truffa come quella dell_emissione di soldi da parte delle banche centrali è già truffa a danno del popolo. Ecco perché Nicholas Murray Butler, membro dell_associazione legale per delinquere _Council on Foreign Relations_ diceva con cinica ragione: _Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che determina gli avvenimenti; un gruppo un po_ più consistente che vigila sulla loro esecuzione, ed assiste al loro compimento; e infine una vasta maggioranza, che non saprà mai cosa è accaduto in realtà_. (N.V.)
Morto Welby: trovarne un altro subito
22 dicembre 2006
…Altrimenti gli italiani apprendono notizie sul governo Prodi e sui miliardari di Stato che questo governo rappresenta e difende, protegge e crea.
Per esempio, i contribuenti potrebbero farsi domande sullo splendido, ricchissimo Natale che attende i dipendenti del ministero del Tesoro, su cui regnano i super-tassatori Visco e Padoa Schioppa.
Costoro, tra personale e dirigenti, si divideranno una «gratifica» di 447 milioni di euro.
Pari a circa 900 miliardi di vecchie lire.
Sì, avete letto bene.
Come funziona il trucco, lo ha spiegato Dagospia, in un articolo segnalatoci dal lettore Simoncini.
La Finanziaria del 2004 (dunque il responsabile è Tremonti) previde una «doppia retribuzione fuori contratto» per dirigenti e dipendenti, legata «ai risparmi di spesa effettuati su tutti i capitoli di bilancio dello Stato». Sic.
Fanno i risparmi, e se li mangiano loro.
Di fatto, ogni dipendente ha ricevuto da allora, oltre allo stipendio e alla tredicesima, 10 mila euro il fattorino, e fino a 16,5 mila euro (lordi) gli altri impiegati, secondo il grado; per i direttori generali, da 28 a 45 mila euro.
Per i capi dipartimento la fetta più grossa, perché questi dipendenti pubblici (in quanto pagati dai contribuenti) godono di contratto di dirigenti privati, perché, si sa, hanno un genio manageriale che va compensato secondo «il mercato», anche se il mercato non ha nulla a che fare con loro: personalità come il Ragioniere Generale dello Stato, il Capo Dipartimento, il Capo di gabinetto, il Capo degli uffici legislativi, che già prendono sui 400 mila euro l'anno, si sono aggiudicati anche la gratifica fuori contratto di 175 mila euro a testa.
Natale d'oro per i miliardari di Stato.
A noi le tasse, la frusta, la disciplina, la flessibilità: a loro i miliardi.
Nessun aumento per i poliziotti e i vigili del fuoco, i soli dipendenti pubblici di cui la gente ha bisogno: a lorsignori, la torta di 900 miliardi da spartisti.
Niente per la ricerca, tutto per i burocrati. (Maurizio Blondet)
Controllo delle masse? Ecco come lavorano gli Illuminati
21 dicembre 2006
Spesso accade a coloro che cercano informazioni in rete, di incontrare articoli, resoconti o documentazioni sul cosiddetto _Nuovo Ordine Mondiale_ o sugli _Illuminati_.
Capita così di frequente che ho deciso di approfondire tale argomento, cercando di rispondere ad alcune domande: ma chi solo gli _Illuminati_? Da dove provengono? Fino a che punto compenetrano la nostra realtà, la nostra storia? E a che scopo?
Analizzando superficialmente i messaggi che ci provengono dalla realtà esterna, si può già intravedere l_accenno di una risposta a tali quesiti. E_ un dato di fatto per cominciare, che i mezzi di comunicazione più comuni (televisione, cinema, quotidiani, libri e riviste) diventino giorno dopo giorno più scadenti, uniformando e appiattendo le informazioni (soprattutto tivù e giornali), passando una realtà sempre più squallida e sovvertendo _ in maniera non casuale, come vedremo in seguito - la scala di valori che ogni individuo equilibrato con un po_ di cultura, buon senso e rispetto per la vita, avrebbe come saldo punto di riferimento nella propria esistenza.
Per dirla in parole povere risulta difficile da accettare che un matrimonio tra vips possa diventare notizia di apertura di un serio TG che abbia la pretesa di informare la gente. E ancora mi è difficile accettare che tale TG si riduca a 20 minuti con pubblicità per poi lasciare spazio alla tanto attesa e sospirata ricetta di cucina a cui, pare, gli italiani non sappiano rinunciare.
Per non parlare dei reality che tanto hanno preso piede nel nostro paese ma che - a detta di Maurizio Costanzo - sono ancora più diffusi all_estero, o che dire dei programmi dove la gente si rinnova grazie alla chirurgia plastica, rendendola una pratica talmente normale che, come riportato poco tempo fa su tutti i quotidiani, persino le teenagers inglesi a Natale o per il compleanno chiedono ai loro genitori di rifarsi il seno. Oppure pensiamo ai pianti e alle disgrazie in TV dove si vedono solo comuni cittadini che mettono in piazza i loro problemi familiari, abituandoci sempre più all_idea che ci possa essere qualcuno (o qualche milione di telespettatori) che ci osservi e conosca anche i nostri fatti più intimi.
Solo per quanto detto, un normale osservatore constaterebbe che qualcosa non funziona nel sistema. Come non funziona il fatto che nonostante l_avanzare della tecnologia l_uomo si riduca a lavorare di più, a dedicare sempre meno tempo ai rapporti umani diventando quasi incapace di gestirli, diventando sempre più stressato, insofferente e, lasciatemelo dire, frustrato.
Qualcosa non quadra ma questo qualcosa non è limitato alla nostra realtà cittadina, né nazionale, si tratta di qualcosa che esula dalle nostre conoscenze perché sta dietro alle quinte, dietro a ciò che viviamo. Qualcuno la chiama dietrologia! Lo stesso Manifesto piduista di Licio Gelli (il famoso Piano di Rinascita Democratica) è disgiunto dalle radici più ampie del malfunzionamento del sistema, anche se rende bene l_idea del controllo sui media che già egli aveva, a suo tempo, sottolineato come prioritario. (Lorenza Veronese)
MA QUESTI CI PRENDONO PER IL CULO!!
20 dicembre 2006
San Paolo-Banca Intesa e Banca Rothschild, Prodi sull’attenti!
DilloAdAlice.it n. 134 del 20/12/2006
L'imminente maxi-fusione tra Banca Intesa e San Paolo Imi, salutata calorosamente dagli 'addetti ai lavori' del settore finanziario e accolta con plauso reverenziale dai massimi esponenti del governo di centrosinistra, Prodi in testa, è stata presentata quale logica conseguenza delle irrinunciabili esigenze dettate dagli indiscutibili processi di globalizzazione, ritenuti esiziali per l'intero sistema creditizio europeo.
Esigenze tanto care ai 'padroni planetari' quanto nefaste, alla luce del già annunciato riassetto aziendale, per il personale dei due istituti. L'operazione di fusione-accorpamento prevede infatti il licenziamento, loro li chiamano 'esuberi', di 15/20 mila persone, per lo più costrette al prepensionamento, con onerosi costi aggiuntivi per i già lacunosi conti dell'INPS.
L'annoso problema occupazionale che investirà 15/20 mila famiglie, maggiore e più nefasto aspetto, non deve però fare passare in sordina la preoccupante concentrazione di potere e gli oscuri intrighi di palazzo che ombreggiano su tutta l'operazione, a partire dai protagonisti principali, come i sodali di Romano Prodi, Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa che guiderà il nuovo gruppo, ed Enrico Salza, presidente di San Paolo Imi, che sarà a capo del nuovo Consiglio di gestione.
Alla loro corte verranno confermati Pietro Modiano, direttore generale di San Paolo Imi, nonché marito del Ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini e il protagonista, unitamente al presidente di Unicredit Alessandro Profumo, delle primarie uliviste Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa. Senza però dimenticare Alfonso Iozzo, già amministratore delegato di San Paolo Imi, oggi scelto, guarda caso, dal Consiglio dei Ministri, come Presidente della potentissima Cassa Depositi e Prestiti, il cui riassetto è stato recentemente stilato e presentato al governo Prodi dalla Banca Rothschild. Un nome, una garanzia...non certo per i circa 20 mila senza più occupazione.
Buon Natale alla Guardia di Finanza
18 dicembre 2006
In rosso i miei commenti.
La Guardia di Finanza è uno speciale Corpo di Polizia che dipende direttamente dal Ministro dell'Economia e delle Finanze (D.Lvo 300/99). E' organizzato secondo un assetto militare e fa parte integrante delle Forze Armate dello Stato oltre che della Forza Pubblica.
I compiti della Guardia di Finanza sono sanciti dalla legge di ordinamento del 23 aprile 1959, n. 189.
I compiti prioritari sono la prevenzione, la ricerca e la denunzia delle evasioni e delle violazioni finanziarie, la vigilanza sull’osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico e la sorveglianza in mare per fini di polizia finanziaria.
Inoltre concorre al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica e la difesa politico-militare delle frontiere.
Sin dalle origini, il ruolo di polizia tributaria costituisce il primo e prioritario impegno istituzionale della Guardia di Finanza.
In tale contesto, la lotta all’evasione fiscale è andata progressivamente ampliandosi per ricomprendere tutte quelle forme di illegalità che recano pregiudizio al bilancio dello Stato e dell’Unione Europea (area finanziaria) ed all’economia legale (area economica).
Questo processo graduale di evoluzione si è affermato nel tempo ed ha ricevuto il naturale riconoscimento ordinamentale con l’emanazione della legge delega 31 marzo 2000, n. 78, in materia di riordino delle Forze di polizia, che all’art. 4 ha previsto l’adeguamento e l’integrazione dei compiti istituzionali – fermo restando l’art. 1 della legge di ordinamento n. 189/1959 – con l’espressa previsione che al Corpo compete l’esercizio delle “funzioni di polizia economica e finanziaria a tutela del bilancio dello Stato, dell'Unione Europea, delle Regioni e degli Enti locali”.
In tal modo, la fisionomia istituzionale si è allineata alla realtà operativa che caratterizza l’azione ispettiva tipica dei Reparti.
Risulta così esattamente delimitata l’area di primario interesse del Corpo rispetto alle altre Forze di Polizia, che è basata sull’esercizio di potestà d’indagine esclusive ed unitarie ai fini della protezione degli interessi nazionali e comunitari.
Qui devo far notare alla Guardia di Finanza che: nel bilancio di Banca d'Italia si legge in passivo il valore facciale o nominale delle banconote emesse, (che gran puzza di bruciato...)
(Giovanni Sandi)
Gli articoli pubblicati nel 2005 e 2006 sono
L'UE è la reincarnazione dell'Urss
Appunti da una conferenza di Vladimir Bukovsky,
dissidente sotto il regime sovietico, autore de
"Gli archivi segreti di Mosca", ed Spirali, 1999
Per quasi 50 anni abbiamo vissuto insieme un grande pericolo, all'ombra
dell'Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello
politico a tutto il mondo.
Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell'Urss.
Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi.
Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo
nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena
seppellito.
Che cos'era l'URSS? Un'unione di repubbliche socialiste.
Che cos'è l'UE? Un'unione di repubbliche socialiste.
Tutti i paesi dell'Unione europea tranne la Spagna e l'Austria hanno governisocialisti. E guardate cos'è successo ll'Austria, quando non ha voluto un governo socialista.
Chi governava l'URSS? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro Chi governa l'UE? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro. Come fu creata l'URSS? Soprattutto con la forza militare, ma anche costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente.
Come viene creata l'UE? Costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente.
Per la politica ufficiale dell'URSS le nazioni non esistevano, esistevano solo i "cittadini sovietici". L'URSS Creò una nuova entità, chiamato popolo sovietico.
L'UE non vuole le nazioni, vuole solo i cosiddetti "europei".
In teoria, ogni repubblica dell'URSS aveva il diritto di secessione. In pratica, non esisteva alcuna procedura che consentisse di uscirne.
Nessuno ha mai detto che non si può uscire dall'Europa. Ma se qualcuno dovesse cercare di uscirne, troverà che non è prevista nessuna procedura.
Nell'Urss esisteva la corruzione tipica di una repubblica socialista: una corruzione organizzata dall'alto.
Nell'UE i sintomi della corruzione sono uguali, tipicamente sovietici.
L'UE promette più uguaglianza, più equità, più giustizia. Questa è una promessa bolscevica.
Nell'Urss, che prometteva le stesse cose, si creò una classi di nomenklatura, e la disparità di condizioni era più grande che negli Stati Uniti.
L'Urss aveva i gulag.
L'UE non ha dei gulag che si vedono, non c'è persecuzione tangibile. Ma nonostante l'ideologia della sinistra di oggi sia "soft", l'effetto è lo stesso: ci sono i gulag intellettuali. Gli oppositori sono completamente isolati e marchiati come intoccabili sociali. Sono messi a tacere, gli si impedisce di pubblicare, di fare carriera universitaria ecc. Questo è il loro modo di trattare con i dissidenti. I risultati del Gulag intellettuali sono gli stessi del Gulag visibile. E i loro piani prevedono che alla polizia europea sia concessa l'immunità, una cosa che non era garantita neanche al KGB!"
L'Urss era aggressiva. Poteva sopravvivere solo annettendo nuovi paesi.
L'UE è lo stesso vicolo cieco. E non è a vantaggio dell'Europa.
Si tratta solo di somiglianze superficiali? Dopo aver fatto alcune ricerche sono arrivato alla decisa conclusione che non si tratta di coincidenze.
Semplicemente parlando, la storia dell'Europa del dopoguerra è una lotta di Bolscevichi contro Menscevichi, cioè di Comunisti contro Socialisti.
Ma i Comunisti / Bolscevichi vogliono sempre reclutare i Menscevichi / Socialisti per farne la principale forza trainante e ottenere così finanziamenti e forza.
I Menscevichi e i Socialisti hanno sempre lo stesso sogno, che un giorno i bolscevichi possano ammorbidirsi.
E quando i Bolscevichi sono in una situazione dura, danno sempre ad intendere che ritorneranno alla socialdemocrazia. Questo stratagemma ha sempre funzionato: sotto Lenin, Stalin, Kruscev, Breznev, Andropov. E alla fine è diventata una teoria.
L'Europa e Mosca stanno lavorando insieme. Questo era nei piani. I comunisti e i socialisti hanno cospirato per attuare una "convergenza" dei due sistemi, per creare "una casa comune europea".
Il piano era fallito prima, all'est, ma è continuato all'ovest con la formazione di un'Unione europea così concepita. E Clinton ha consigliato che la Russia sia ammessa all'Unione europea! E' un mistero per me, perché Clinton possa dire chi dovrebbe entrare nell'UE!
Denaro dal nulla
tratto da: Il segreto più nascosto di David Icke
Oggi gli iniziati e gli uomini della Elite controllano la politica, le banche, gli affari, i servizi segreti, la polizia, gli eserciti, l'istruzione e i media di tutto il mondo. Forse il più importante di questi settori, in termini di controllo, è quello delle banche. La creazione e la manipolazione del denaro.
Si basa sulla creazione di denaro che non esiste e che viene prestato a persone ed aziende in cambio di interessi. Ciò crea un debito enorme per i governi, le aziende e la popolazione in generale, che sono così più facilmente controllabili. Essenziale in tutto questo è stato permettere ai banchieri di prestare denaro di cui non sono in possesso. Funziona così: se io o voi abbiamo un milione di sterline, possiamo prestare un milione di sterline. Semplicissimo. Ma se una banca possiede un milione di sterline, può prestare dieci volte tanto e più, e gravare quei soldi di interesse. Se anche solo un numero esiguo di quelle persone che teoricamente hanno i "soldi" depositati nelle banche andassero oggi a ritirarli, le banche chiuderebbero i battenti in mezz'ora perché quei soldi non ce li hanno. Il denaro delle banche è un mito, un'altra truffa. Quando andate in banca a chiedere un prestito, la banca non stampa neanche una banconota nuova, né conia nuove monete. Si limita a digitare la somma del vostro prestito sul vostro conto corrente. Da quel momento in poi pagate alla banca interessi su ciò che non è altro che denaro digitato sullo schermo (denaro virtuale). Eppure, se non riuscite a rimborsare il prestito che non esiste, la banca può intervenire e, in tutta legalità, espropriarvi beni che invece esistono, come la casa, la macchina, la terra e tutto quello che possedete, per un valore pari a quello che compare sullo schermo. Inoltre, poiché il denaro non viene messo in circolazione dai governi, ma dalle banche private che concedono prestiti ai clienti, le banche controllano la quantità di denaro in circolazione. Più prestiti decidono di elargire, più denaro viene messo in circolazione. Qual è la differenza tra un boom economico e una depressione economica? Solo una: l'ammontare del denaro in circolazione. Tutto qui. E, attraverso questo sistema, le banche private, controllate da quelle stesse persone, decidono quanti soldi saranno in circolazione. Così possono creare periodi di prosperità e di crisi a loro piacimento. Lo stesso succede con le borse, i cui agenti spostano miliardi di miliardi di dollari al giorno nell'ambito dei mercati finanziari e bancari, determinandone così l'ascesa o la caduta, lo sviluppo o il controllo. I crolli della borsa non accadono così per caso, accadono perché qualcuno li fa accadere.
La maggior parte del "denaro" in circolazione non è denaro materiale, banconote e monete. E' costituito da cifre che passano elettronicamente da un conto corrente su un computer ad un altro, attraverso bonifici bancari, carte di credito e libretti di assegni. Più denaro, elettronico o di altra natura, è in circolazione, maggiori attività economiche possono svolgersi e, quindi, più prodotti vengono comprati e venduti, maggiore è il reddito di cui dispongono le persone, e maggiori sono i posti di lavoro disponibili. Ma la cricca finanziaria ha sempre cercato di creare dei boom elargendo molti prestiti e poi staccando la spina. Economisti e giornalisti economici strapagati, la maggior parte dei quali non ha idea di quello che sta accadendo, vi diranno che i boom economici e le crisi rientrano nel cosiddetto "ciclo economico". Balle! Si tratta invece di una manipolazione sistematica messa in piedi dalla Elite per appropriarsi della vera ricchezza del mondo. Durante un boom molte persone finiscono per indebitarsi ancora di più. Un'attività fiorente implica che le aziende chiedano ulteriori prestiti per comprare nuovi macchinari ed incrementare così la produzione. La gente chiede prestiti per comprarsi una casa più grande e una macchina nuova e più cara, perché ha fiducia nel suo futuro economico. Poi, nel momento più conveniente, i maggiori banchieri, coordinati dalla rete di società segrete, alzano i tassi di interesse per diminuire la richiesta di prestiti e iniziano a richiedere il pagamento dei prestiti già accesi.
Così facendo, i prestiti diminuiscono e ciò ha come conseguenza la sparizione dalla circolazione di unità monetarie (il denaro nelle sue varie forme). Questo fa diminuire la domanda e comporta anche una riduzione dell'occupazione perché non ci sono abb




















Aguzziamo la vista 


























