Sulla rete sono in corso numerosissimi dibattiti sul signoraggio;
purtroppo prevale la logica del muro contro muro, anche fra persone
sicuramente "oneste e disinteressate".
Risulta evidente la presenza di due paradigmi inconciliabili fra loro:
1) è inammissibile che il
proprietario di un bene si indebiti per averlo (coloro che sostengono
l'esigenza della vera sovranità pubblica della moneta);
2) è inammissibile che
venga creato del denaro libero da debito; se venisse violato questo
principio l'inflazione non sarebbe controllabile, ecc. (la scuola
austriaca, il mondo finanziario, quello accademico e quello politico).
Con questi paradigmi opposti è veramente
difficile comprendere il problema, ma questo intervento chiarisce le
ragioni di coloro che la pensano diversamente, nonostante il secondo
paradigma non sia dimostrato in quanto negli USA di Lincoln
l'inflazione non c'era (22) e nell'isola di Guernsey non c'è!
(23)
IL SIGNORAGGIO
26 agosto 2007
Esistono due tipi di persone:
1) quelli che riscontrando una determinata “stortura” cercano di risolverla con i mezzi che hanno;
2) quelli che per svariati motivi negano l’esistenza stessa della medesima oppure la difendono a spada tratta.
La spaventosa ed evidentissima truffa che in altri
paesi ha assunto il nome di “rete del debito”
(http://www.webofdebt.com/) o “spirale del debito”, in
Italia viene sinteticamente individuata con "signoraggio".
Le persone tipo 2), una parte delle quali avrebbe
il bagaglio culturale e l'obbligo (perchè stipendiati dallo
Stato – alludo ovviamente ai professori universitari di
macroeconomia) di individuare tutti i giusti cavilli tecnici e la
terminologia più appropriata per evidenziare al meglio la
stortura, si affannano, non tanto a cercare di comprendere le ragioni
delle persone tipo 1), ma ad additarle come ignoranti, visionarie, ecc..
Ora emerge sempre più chiaramente che la
truffa non consiste tecnicamente nel vero e proprio signoraggio come
è stato inteso finora (l'insieme dei redditi derivante
dall'emissione di moneta) ma in una accezione più generale,
comprendente anche tutti gli interessi (signoraggio) relativi alle
monete "creditizie", per loro natura esclusivamente pubbliche, in
quanto "emesse" su concessione "pubblica". Ad esempio, se pago il 6%
per un mutuo fatto esclusivamente da moneta creata dal sistema
bancario, il 4% (costo del denaro interbancario) dovrà andare
allo Stato ed il 2% alla banca (21).
Vediamo come se la cava wikipedia.
a) Il signoraggio è la differenza fra il
valore nominale di una banconota (o moneta) ed il costo della sua
produzione. L'insieme dei redditi derivante dall'emissione di moneta
prende il nome di reddito da signoraggio.(1)
b) Bagliano e Marotta, in Economia monetaria, il Mulino, definiscono il signoraggio (pag. 18) come segue:
«In linea di principio, la creazione di base
monetaria in condizioni di monopolio dà la possibilità
alla banca centrale di ottenere redditi (il cosiddetto signoraggio)
pari alla differenza tra i ricavi ottenibili dagl'investimenti in
attività finanziarie e reali e i (trascurabili) costi di
produzione. Poiché questi redditi derivano dalla condizione di
privilegio concessa dallo Stato, i profitti sono in genere incamerati
in misura prevalente da quest'ultimo, sotto forma di imposte. Un limite
alla produzione, potenzialmente illimitata di base monetaria è
posto dall'obiettivo del mantenimento di un livello dei prezzi
relativamente stabile, data la relazione diretta che storicamente si
è osservata tra inflazione e offerta di moneta.» (1)
c) Nei paesi dell'area euro, il reddito da
signoraggio viene incassato dai paesi membri per il conio delle monete,
e dalla Banca Centrale Europea (BCE) che emette le banconote in
condizioni di monopolio. Tali redditi sono poi ridistribuiti dalla BCE
alle BCN (banche centrali nazionali) in ragione della rispettiva quota
partecipazione, es. bankitalia 14,57%. In molti casi, fra cui l'Italia,
gli utili della Banca Centrale vanno comunque in massima parte allo
stato. (1)
d) Si può quindi distinguere il reddito
derivante dal diritto di emettere in esclusiva moneta in due grandi
categorie: il reddito derivante dall'emissione di monete metalliche dal
reddito derivante dall'emissione di altre forme di moneta. Questo viene
incassato solitamente dalla banca centrale, il primo dallo Stato. (1)
e) Apprendiamo ancora, questa volta dal prof. Rovelli (2):
“.. tre concetti di signoraggio sono stati usati nella letteratura:
- costo opportunità, ossia l’interesse (netto) ricavato dalle riserve della banca centrale;
- signoraggio monetario, ossia il cambiamento della base monetaria;
- tassa da inflazione.”
La definizione di base monetaria è la seguente: (3)
È l'elemento di base dell'offerta di moneta
di un sistema economico, ed è composta dalla valuta nazionale in
circolazione (circolante) e dalle riserve detenute presso la Banca
centrale.
Nel bilancio bankitalia è ben visibile il
“costo opportunità”. Lo troviamo nel conto economico
a pag. 280, 285 e 286 dell’ultima relazione annuale (4).
Bankitalia introita 3,13 miliardi di €, paga
imposte per 0,67 miliardi di € e ripartisce gli utili dando allo
Stato altri 0,08 miliardi di €. Il reddito monetario è
trascurabile.
Il signoraggio monetario delle banconote create
tipograficamente nell’anno non va considerato perché la
banca centrale detiene una adeguata riserva fruttifera i cui proventi
vanno allo Stato, già considerati nel costo opportunità.
In sostanza questo signoraggio acquista significato concreto quando
l'emissione monetaria avviene senza un corrispondente indebitamento;
nell’attuale procedura, è come congelato nella riserva.
Il signoraggio “tassa da inflazione” è compreso nei primi due.
Quindi tutto regolare! Possiamo stare tranquilli e
continuare a tirare il carretto. Tutti coloro che hanno messo in dubbio
la bontà dell’attuale procedura
dell’approvvigionamento monetario, come Allais (5), Auriti (6),
Cook (7), ecc., sono degli “ignoranti”. (8)
Ma visto che “A pensar male si fa peccato,
ma spesso ci si azzecca” e che i conti della serva non tornano,
è meglio cercare di capire bene la questione a costo di passare
per ignoranti e malfidati.
Innanzitutto si tratta di inquadrare in che razza di sistema siamo capitati.
Ci sono due modelli, secondo l’attuale paradigma: (9)
1. Economia monetaria pura - non esiste credito
2. Economia creditizia pura - le transazioni sono svolte attraverso il credito
Con l’economia monetaria pura vale
perfettamente l’equazione di Fisher (24) e la velocità di
circolazione della moneta è costante nel medio periodo.
Con l’economia creditizia pura, in astratto,
una piccola quantità di moneta può servire a sorreggere
tutti gli scambi.
- Tutti i pagamenti sono fatti attraverso il credito
- La velocità di circolazione tende all’infinito
Le banche creano moneta (depositi)
- Le banche non hanno limiti (teorici) alla creazione di credito
- L’offerta di moneta viene creata dalla domanda stessa
Viviamo in un sistema che è una via di
mezzo fra questi due ma con netta prevalenza della parte creditizia,
pur non avendone mai avuto coscienza e men che meno avendolo scelto
democraticamente.
Lo Stato ha divorziato dalla banca centrale (10);
tale divorzio ha avuto le conferme del trattato di Maastricht e della
costituzione “bancaria” europea, ma non, grazie a Dio, dei
Popoli francese ed olandese.
Inoltre siamo chiamati ad infiniti atti di fede
per ritenere che i bilanci delle banche centrali siano sempre
veritieri, per poi scoprire che necessitano di “condoni”.
(11) “E troppa premura è stata mostrata dalla Banca
d’Italia nel sollecitare il condono fiscale, per sé e per
tutte le altre banche. L’impressione che ne è scaturita
è che l’intero sistema creditizio avesse più di un
peccato da farsi perdonare dal fisco.”
Non solo; viviamo in un sistema nel quale la società per essere monetizzata deve SEMPRE fare ricorso al debito. (12)
Lo Stato paga per interessi circa 70 miliardi di
euro all’anno ed incassa per “signoraggio”, comprese
le imposte, meno di 1 miliardo di euro all’anno.
.
Il circolante è circa 113 miliardi di euro, dei quali 105 cartacei e 8 metallici (13).
L’aggregato monetario (17)
- M1 (circolante + depositi a vista) il 31 dicembre ’06 era 667 miliardi di euro,
- M2 (M1 + depositi con scadenza
fissa fino a 2 anni + depositi rimborsabili con preavviso fino a 3
mesi) era 941 miliardi di euro
- M3 (M2 + pronti contro termine +
quote di fondi di investimento monetario e titoli di mercato monetario
+ obbligazioni con scadenza fino a 2 anni) era 1.124 miliardi di euro.
La procedura fa sì che lo Stato,
proprietario della moneta, si indebiti sempre di più (a nostro
discapito) per rincorrere gli interessi sul debito e percepisca gli
interessi (quello che secondo loro è il signoraggio) solo di una
minima parte delle monete in gioco (le riserve della banca centrale).
Ma gli interessi (signoraggio) da far pervenire
allo Stato (collettività) non sono solo quelli; vanno aggiunti
TUTTI quelli relativi alle monete creditizie.
È come se un autore (Stato) di un brano
musicale di successo venisse pagato per la sola interpretazione dal
vivo ed il suo impresario (sistema bancario e finanziario) percepisse
legalmente i diritti per tutte le riproduzioni. L’autore vive di
stenti e l’impresario ingrassa.
Fintantoché l’establishment
dirà che và tutto bene dovremo rassegnarci a vedere
l’impresario prosperare e l’autore deperire.
Una volta emersa la debolezza del sistema sarà facile individuare una soluzione per uscirne fuori.
La proposta di Ron Paul (14) di eliminare le
banche centrali sembra la più assennata, visti i risultati del
loro operato (15), checchè paolo savona ne dica ("Libero"
– sabato 18 agosto ’07 – "maggiori poteri alla BCE").
Chi dovrebbe denunciare tutto ciò? A mio
modesto avviso dovrebbero essere gli uomini della cultura e della
politica con la precedenza dei primi, per ovvi motivi, volendo
concedere ai politici l'alibi dell'ignoranza.
Fatte queste osservazioni risulta abbastanza
chiaro che le definizioni fatte da wikipedia possono essere veritiere o
errate in funzione del contesto nel quale ci collochiamo.
I due passaggi del punto a) sono assai diversi fra
loro; il primo nell’attuale sistema è privo di significato
pratico, mentre l’avrebbe se NON ci fosse riserva; il secondo
invece è una definizione generale sempre valida.
La definizione di Bagliano e Marotta punto b)
è corretta, ma sembra più preoccupata a non scoprire gli
altarini piuttosto che a fare chiarezza. Lascia intendere: è
bene che non siano gli Stati a fare direttamente moneta perchè
quando l’hanno fatto si è riscontrata l’inflazione.
I punti c) e d) sono sapienti dosaggi di parole atti ad ottenere un potentissimo rimedio soporifero.
Il punto e) è l’esempio di cosa NON deve fare un professore universitario degno di questo nome.
Si spiega la nozione senza fare nulla per far comprendere il problema fino in fondo. (25)
Ma da un ateneo che ha deciso di infangare la
propria gloriosa storia dando la laurea honoris causa a Soros (ottobre
‘95) cos’altro ci si può attendere? (16)
Veniamo ora al protagonista principale del conferimento della suddetta laurea: il prof. Romano Prodi.
L’11 luglio 2005 era su un Eurostar
Bologna-Roma; una persona informata sulla questione monetaria lo
riconosce e gli chiede; "Professore! Vorrei mostrarle una cosa: questo
è un Simec (20). E' una moneta di proprietà del
portatore, a differenza di quelle stampate dai banchieri privati".
"E qual'è la differenza ?" RP.
"Come qual'è la differenza? ... all'atto
della emissione di questa moneta nessuno si indebita, al contrario di
ciò che succede con l'euro".
"Non capisco la differenza tra i due sistemi" RP.
"Se il valore della moneta non sta nell'oro - come
lei sa benissimo la convertibilità è stata abolita da 30
anni - allora sta nella sua accettazione da parte dei cittadini. Questo
vuol dire che la moneta va accreditata e non addebitata all'atto
dell'emissione, il valore siamo noi..."
"Non capisco proprio che vantaggi ci sarebbero" RP.
"Ci si può liberare dalla schiavitù
del debito [risatine del Prodi e dei portaborse]. Non sarebbe meglio
che lo stato stampasse banconote invece di indebitarsi facendole
stampare ad aziende private come Banca d'Italia, che è posseduta
dai privati che dovrebbe controllare ? Poi potrebbe distribuire questo
denaro ai cittadini".
"Ma no... la quantità di moneta è controllata... dalla Banca Centrale..." RP. (18)
Vediamo ora di capire il motivo dell’incomprensione fra i due interlocutori.
La 4 risposte dell’attuale presidente del
consiglio dei ministri sottolineano che, secondo gli attuali paradigmi,
non cambia nulla perché:
a) i Simec si creano senza indebitarsi e con le sole spese tipografiche;
b) con gli euro cartacei ci si
indebita, ma gli interessi che si pagano vengono restituiti allo Stato
attraverso il “costo opportunità”;
a meno di qualche difformità, se tutto funzionasse correttamente, effettivamente non ci sarebbero differenze.
Fatto quindi l’atto di fede che tutti
bilanci bancari (centrali e non centrali) siano corretti (11) e che
paghino tutti regolarmente le tasse e le imposte (19), la domanda da
fare al professore sarebbe: “perché il signoraggio
(interessi) relativo alle monete creditizie non viene fatto pervenire
allo Stato?”, oppure, in alternativa: “perché non ci
collochiamo in una economia monetaria pura (senza credito), in modo che
tutti gli interessi su TUTTE le monete “pubbliche” giungano
allo Stato?”.
Così facendo rimarremmo entro i confini
dell’attuale paradigma (moneta in cambio di debito - per paura
dell'inflazione), ma NON alimenteremmo l’attuale spirale perversa
del debito.
Ovviamente il sistema finanziario dovrebbe trovare
un nuovo equilibrio perchè avrebbe molte meno entrate di oggi,
ma non mi sembra questa una argomentazione valida per NON farlo,
lasciando inalterate nel contempo le attuali condizioni al contorno.
Non è facilissimo fare i calcoli per
stimare quanto ritornerebbe agli italiani ogni anno se si prendesse
questa via; la stima è assai elevata (fra costo
opportunità ed imposte, almeno 300 miliardi di euro
all’anno; 10 volte l’ultima finanziaria); più che
sufficiente per ridurre drasticamente l’imposizione fiscale oggi
a nostro totale carico.
A questo punto vien da chiedersi: cosa intendono i
politici quando dicono “pagare tutti (le imposte) per pagare di
meno”? Quel “tutti” non è proprio CHIARO!
Concludendo, sia che si prenda la strada
dell’emissione monetaria diretta da parte dello Stato senza
indebitamento, sia che si rimanga entro i confini dell’attuale
paradigma (moneta in cambio di debito) è possibile pervenire ad
una Società degna di questo nome, nella quale gli Stati
sarebbero TUTTI quasi esclusivamente liberi dal debito. È solo
una questione politica, non tecnica.
E' quindi corretto che la BC ponga al passivo le
banconote in circolazione, perchè pone corrispondentemente
all'attivo dello Stato Patrimoniale una congrua riserva, ma non
è corretto che al popolo sovrano vengano sottratti gli interessi
sulle monete creditizie. Così come l'acqua che scorre nei canali
irrigui privati è "pubblica", la moneta creditizia creata dai
sistemi finanziari privati è "pubblica". Così come la BC
corrisponde il "costo opportunità" della moneta circolante allo
Stato (o della corrispondente riserva, che è la stessa cosa), il
costo opportunità della moneta creditizia creata dai sistemi
finanziari deve essere corrisposto allo Stato.