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FACIMM SALTÀ LABBANCA?


16 novembre 2006

I conti correnti corrono… Sul computer i soldi ci sono… Ma la cassa è vuota!
La gente crede che il posto più sicuro per custodire i suoi risparmi sia una banca. Ciò è sensato quanto credere a un asino che vola, o che l’acqua corrente di un torrente sia lì come in uno stagno. Nel momento in cui i tuoi soldi sono passati dalle tue mani alle mani del cassiere ti rimane in mano un pezzo di carta che certifica quel deposito, ma i tuoi soldi non sono più al sicuro: la banca da quel momento dispone del tuo denaro per prestarlo. Ed in base alla cifra che hai risparmiato versandola in banca, è in grado di prestarla immediatamente ad altri moltiplicandola per 1000, grazie al sistema della cosiddetta “riserva frazionaria".
La banca presta i tuoi soldi, lucrando interessi, e dandoti l’illusione (tra commissioni, movimenti, spedizioni, estratti conto, “canoni tenuta conto”, e inflazione) di una sicurezza molto costosa, ma se ti va bene ci rimetti alla grande. Quando invece fai l’errore di accettare il “consiglio” di investire in qualche strana formula di investimento, è facile che i tuoi risparmi prendano il volo.
Osserva: presentarsi allo sportello e prelevare contanti non è ben visto dalla banca. Infatti ogni volta che pretendi attuare il tuo sacrosanto diritto a prelevare il tuo avere, sei immerso nelle difficoltà, e devi sempre alzare un po’ la voce. Perché questa resistenza? La risposta è semplice: i soldi in cassa scarseggiano, e questo innervosisce il banchiere, il quale è istruito a contare sul fatto che mai tutti i cittadini si recheranno in banca a prelevare tutti i soldi che hanno in conto! È infatti questa una delle tante tecniche delinquenziali legali del sistema bancario che vede il banchiere addestrato anche a farsi prendere la mano (cioè fino al limite di percentuale in cui può eccedere nella truffa a danno dell’intera cittadinanza), e a prestare, da buon (cioè nei limiti del “legale”) strozzino, soldi che non ha, iscrivendo semplicemente numeri sui conti dei richiedenti i prestiti.
A questo punto il popolo, bue paziente, buono, e immobile come una statuina del presepio, può solo obiettare: ma i soldi devono esserci, se no come fanno le banche a compensare i pagamenti tra banche? Niente di più sbagliato è pensare che le banche non abbiano accordi tra loro per tenere in piedi questo gioco delle carte false. La gente non arriva a pensare a questo gioco, per il semplice motivo che è onesta, e che pertanto non immagina neanche lontanamente l’usura che ci sta sotto.
Infatti il sistema bancario, in questo modo, si comporta esattamente come il falsario: inventa denaro che non c'è.
E il tuo denaro dov’è?
Semplice: è sparito per garantire la riserva frazionaria, la quale permette questa ignobile perversa pratica di creare denaro che non esiste fisicamente.
Ricorda: che senso aveva la famosa legge per la quale i movimenti bancari sopratutto di denaro contante non dovevano essere superiori ai 20 milioni di lire, pena l'attivazione dell'interessamento della Guardia di Finanza? Ebbene, quella legge veniva spiegata come una legge antiriciclaggio del denaro, cioè come una legge antimafia, ma la verità era, ed è, diversa: questa legge serve solamente a limitare il prelievo dai conti correnti di denaro contante!
Siamo testimoni (e crediamo che ciò corrisponda all’esperienza comune) che in passato abbiamo fatto versamenti (sia di assegni che di contanti) di cifre ben superiori a quella qui accennata, ma nessuno ci disse mai che l'antimafia si sarebbe interessata alla questione. Ed, anzi, cassiere e direttore ti sorridono. Ma nel momento in cui ti presentavi a prelevare 20 milioni e una lira, ti avvertivano del grave reato che stavi commettendo! Allora sei costretto ad alzare la voce per pretendere il tuo denaro, ottenendo, per tutta risposta, l’accettazione di un assegno circolare. Allora devi rialzare la voce, e minacciare una chiamata ai Carabinieri. A quel punto te li danno, dicendo che sono costretti ad avvisare la Guardia di Finanza, che regolarmente non si fa neanche vedere (dato che sarebbe assurdo un suo intervento, in quanto renderebbe palese la truffa). Dunque che razza di legge è? È una legge ad uso e consumo del sistema bancario, che non dispone di contanti ma solo di numeri nei suoi computers…
Ma l'assegno circolare non è coperto dalla banca?
E con che cosa può esserlo se il sistema non ha i contanti da restituire immediatamente al risparmiatore, quando egli lo desidera? Se vado al cinema e metto mano al portafoglio, e dal portafoglio salta fuori in quel momento una tagliola che mi mozza le dita ed un foglietto con scritto “Passa domani”, posso ugualmente entrare in sala con quel foglietto? Non posso. Non posso usare il frutto del mio sudore. E per prendere possesso di ciò che è già mio, devi questionare, litigare a volte…





Ma allora è più sicura una calibro 38 alla cintura dei nostri pantaloni per andare al cinema?
Chissà perché poi rubano solo pensioni a vecchietti, disarmati non solo della rivoltella ma della capacità di reagire a quelle rapine legali, mascherate dalla possibilità di andare in giro ognuno col proprio libretto degli assegni, di poter pagare col bancomat, la carta di credito, ecc…

No! Quegli strumenti di pagamento costano. E la banca guadagna e controlla ciò che fai. E se tu vuoi che i tuoi affari la banca non li sappia ce l’hai questo diritto? No! Tutti i governi (e soprattutto l’attuale) vogliono che non sia cosi con la scusa di perseguire l'evasione fiscale! Niente di più disonestamente demagogico, dato che l'evasione dei grandi capitali anche noti continua ad esserci, e non può essere un governo a sconfiggerla dal momento che è sempre più percepibile che ogni legge è emanata per il solo esclusivo interesse delle banche. Ecco perché Ezra Pound diceva: "I politici sono i camerieri dei banchieri"!
Ricordate due legislature fa con a capo del governo lo skypper D'Alema? Fu lui a legalizzare l’anatocismo, salvando il culo alle banche che stavano perdendo cause in tribunale. L’anatocismo, come rifacimento del calcolo degli interessi sugli interessi, è pratica del peggiore strozzino. Altro che conflitto di interessi dunque!
Questo è in assoluto il più grande conflitto di interessi privati nelle tasche degli italiani, dato che arriva a rastrellare denaro mediante legge finanziaria per equilibrare i conti dello Stato, dato che a pagare sono e saranno sempre le medesime persone, cioè i poveri, e non chi evade le tasse, e dato che il debito dello Stato non è dei politici ma nostro.
Questi politicanti si riempiono la bocca di parametri e di parole altisonanti, incomprensibili per la gente normale, ma che il debito pubblico sia la più grande truffa a livello mondiale, generata dell'emissione del denaro, lo sa oramai chiunque sia in grado di chiedersi “Perché?”.
E qui partono le domande di sempre:

1. Perché lo Stato non si stampa da solo i soldi dei contribuenti allo Stato?
2. Perché conia le monete metalliche ma non stampa le banconote?
3. Perché emette “obbligazioni” invece che stampare moneta esente da interesse?
 
Il termine “signoraggio”, parola ai più sconosciuta, è al tempo stesso drammaticamente importante.

Ma cos’è il Signoraggio?  (il seguente fra virgolette, è tratto da un testo di Nereo Villa).

“Il cittadino non sa niente di queste cose, dunque non può nemmeno prendere atto o accorgersi che è merito di Tremonti di avere messo, consciamente o no, il dito nella piaga e fatto emergere dalla dichiarazione Duisemberg, conscia o no, che si vuole lasciare agli Stati solo l'elemosina proveniente dal "signoraggio degli spiccioli", riservando così il malloppo agli usurai della Banca Centrale Europea.  Qui infatti la truffa si chiama usura. Occorre pertanto informare i cittadini. Basterebbe aprire l'Enciclopedia Treccani alla voce "Vandea" per accorgersi che la causa della rivoluzione vandeana (rivoluzione francese) fu il fisco: con l'emissione degli assegnati (moneta nominale concepita sulla falsariga della sterlina inglese) era nato, infatti, il debito da signoraggio nei confronti della banca centrale. Il portatore della moneta era stato inconsapevolmente trasformato da proprietario in debitore del suo denaro. Al momento del prelievo fiscale si verificava così il trauma psicologico che apriva una nuova drammatica pagina di storia, incompatibile con quella che l'aveva preceduta. Il popolo della Vandea abituato, per tradizione, alla moneta romana di proprietà del portatore, avvertì l'oltraggio della truffa quando ebbe la consapevolezza che gli assegnati lo avevano trasformato da proprietario in debitore della sua moneta. Con la Vandea iniziava il ciclo storico della guerra del sangue contro l'oro, in cui le verità essenziali si sono avvertite in movimenti romantici più col sangue che col cervello, e perché è mancata una scuola di pensiero all'altezza dei problemi della generazione. Dalla Vandea ad oggi non è cambiato nulla, crollano le Torri Gemelle, simbolo di un sistema economico ad uso e consumo dei banchieri e siamo di nuovo in guerra? Perciò solo l'informazione corretta può fermare questo stato di cose.  Occorre sapere per esempio che la differenza tra euro-carta ed euro-moneta è riscontrabile dal fatto che mentre la carta è perfettamente identica in tutte le nazioni che utilizzano l'euro, le monete sono personalizzate dallo Stato che le conia in una delle due facce. Ma i cittadini utilizzano e spendono allo stesso modo cartamoneta e monete metalliche. Come cittadino, come posso credere in Tremonti, se Tremonti, ma anche Berlusconi e tutti coloro che hanno operato per dimetterlo, dimostrano di non sapere che è diritto dello Stato stampare non solo gli spiccioli ma anche la cartamoneta, sottraendo così questa prerogativa alle banche private? In tal modo infatti si affermerebbe il diritto alla sovranità monetaria, fondamentale per la libertà di un popolo così come quella territoriale, quella militare e quella politica. Thomas Jefferson, presidente americano dal 1801 al 1808, ebbe a dire a questo proposito: "Credo che per le nostre libertà le istituzioni bancarie siano più pericolose degli eserciti nemici. Sono già arrivate al punto di erigersi in un'aristocrazia del denaro che sfida il governo. La facoltà di emettere moneta dovrebbe essere loro strappata e restituita al popolo, al quale giustamente appartiene. In realtà, il potere di produrre moneta dovrebbe essere riservato soltanto allo Stato, che provvederebbe a metterla in circolazione a seconda delle necessità". Stretti dalla morsa del ricatto bancario, tutti governi del mondo sono invece "costretti" a pagare cifre di interessi tali da incidere pesantemente sul bilancio delle rispettive nazioni: LE TASSE CHE I CITTADINI DEBBONO VERSARE, INVECE DI FINANZIARE OPERE PUBBLICHE, SERVONO A COPRIRE ANCHE QUESTI INTERESSI. Ecco perché il sistema non funziona, tant'è vero che per denominare una cosa scadente, per esempio un prodotto, invale il detto "È un prodotto 'della mutua'"! Per le strade, gli acquedotti, gli ospedali e tutte le altre strutture necessarie alla collettività, lo Stato è infatti costretto a chiedere nuovi prestiti, sui quali tutti i cittadini debbono pagare il balzello riservato ai banchieri.
Si tratta di una situazione assurda che il rincretinimento giudica inevitabile. Ma basterebbe che lo Stato tornasse a battere moneta e tutto sarebbe risolto. Parecchi hanno intravisto la possibilità di questa soluzione, ma finora nessuno è riuscito a diffondere questa idea, in modo tale da creare una coscienza collettiva, necessaria per una radicale ribellione, né alcun politico è riuscito ad attivare provvedimenti alternativi senza scontrarsi - rovinosamente (si veda la tremarella di Tremonti nei suoi rapporti con Fazio) - con i poteri forti che governano il mondo. Due presidenti statunitensi, per altri versi assai discussi, tentarono l'inversione di marcia. Abraham Lincon fece stampare dei "Biglietti degli Stati Uniti" -chiamati, per il loro colore, "greenbacks" - su cui non gravavano interessi da pagare alle banche. Tutti sanno che nel 1865 Lincon fu ucciso; qualche storico induce a collegare la persona dell'assassino, John Wilkes Booth, con casa Rothschild. John F. Kennedy tentò un provvedimento analogo - alcune banconote prive di interesse stampate allora sono ancora in circolazione -, ma l'iniziativa non ebbe molta durata per quel che avvenne a Dallas nel 1963. Storicamente, il "signoraggio" era il termine col quale si indicava il compenso richiesto dagli antichi sovrani per garantire, attraverso la propria effigie impressa sulle monete, la purezza e il peso dell'oro e dell'argento. Ogni cittadino poteva infatti portare alla Zecca metallo prezioso per farlo trasformare in denaro e il sovrano tratteneva, come signoraggio, una percentuale del metallo.
Ciò che viene oggi indicato come "reddito monetario" in effetti non è altro se non l'antico signoraggio. Se dunque un ente statale si prendesse la briga di stampare moneta, diffonderla, controllare l'operato degli istituti bancari, certamente sarebbe legittimo e comprensibile istituire una tassa per coprire le spese necessarie al buon funzionamento di tale ente. Ma la dimensione del moderno signoraggio va ben al di là di una semplice tassa […]”.

Se domattina tutti quelli che non si sono fatti mettere la corda intorno al collo dalle banche, andassero in banca a prelevare i propri soldi in contanti, ci sarebbe la grande svolta, una società equa e non infettata dal cancro sociale bancario.

In bocca al lupo dunque! A tutti.


Citt.Sovr. Giovanni Sandi

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