"2008"
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27 dicembre 2008
L’Italia va a rotoli, i telegiornali aprono con la neve in montagna seguita dall’identikit dello sciatore che ne ha investito un altro sui pendii dell’Alto Adige.
Intanto nella Milano del boom di aste e fallimenti aumentano gli italiani che si recano alle mense gratuite e ai dormitori per disadattati. Molti di loro hanno figli a carico e un divorzio alle spalle dovuto a rapporti guastati con le ex mogli, a causa di perdurante scarsità di soldi in tasca.
E mentre in molte città il psi e il pd augurano buone feste su gigantografie appese ai muri pagate coi nostri soldi, è salvo l’8 per mille alla chiesa cattolica. Salvi i rimborsi elettorali ai partiti entro il 2011 avranno succhiato dalle nostre tasche 330 milioni di euro. Salva Rete4 abusiva grazie alla multa da 300 mila euro al giorno che inzieremo a pagare fra pochi giorni con effetto retroattivo all’editore di Europa7 Francesco Di Stefano. Dobbiamo ringraziare Silvio Berlusconi che ama pulirsi il culo con le sentenze della corte europea pur di continuare a stipendiare Emilio Fede. Uno della casta degli indenni da crisi e disoccupazione esattamente come le 106 province italiane.
Tutte salve! Compreso i 315 consiglieri siciliani che ci costano 8 milioni e 300 mila euro. Costoro ringraziano il mago dei sortilegi Raffaele Lombardo, che da perfetto antifederale ha mantenuto intatto ciò che nell’isola a statuto speciale doveva essere cancellato già dal 1946.
Ma siccome siamo un paese ribaltato quel titolo di capoluogo di provincia in Sicilia, oggi lo pretendono anche Caltagirone, Gela e i Monti Nebrodi. Il tutto mentre Umberto Bossi si dice disposto ad abolirle a patto che i dipendenti siano assorbiti dai comuni. Che federalista! Che garantista della casta!
Bassolino, Del Turco, e altri derelitti della democrazia che non c’è guardano fiduciosi le poltrone europee che rendono oro al portafogli.
Intanto la giustizia moltiplicherà le sue velocità. Con la stretta alle intercettazioni magistrati e giornalisti diventeranno dei fiuorilegge. Dovremo ringraziare la venuta del nuovo bavaglio (a cui io disobbedirò) il voto favorevole di deputati pregiudicati, mafiosi, inquisiti, corrotti e col culo rotto.
Per una rivolta violenta oggi manca un giorno in meno rispetto a ieri. Cerchiamo di goderci questi ultimi scampoli di feste, apparentemente normali, in santa pace perché con la crisi che la farà da protagonista, tra qualche mese, vedere nero sarà soltanto un’ingenuità da ottimisti.
(Daniele Martinelli)
http://www.danielemartinelli.it/2008/12/26/natale-bianco-futuro-nero
26 dicembre 2008
Propongo una breve intervista all'economista Marco Saba che consente di precisare alcuni temi finanziari e monetari, a complemento di quanto scrivevo nell'articolo Il sistema economico obbedisce a modelli di complessità?
Gli aspetti da puntualizzare mi paiono i seguenti.
- La crisi finanziaria attuale non è la conseguenza di scelte dissennate e di processi distorti inerenti al modello capitalista, non solo: è soprattutto un tracollo deciso negli anni passati per determinare una situazione di caos, premessa indispensabile per la militarizzazione della società e l'instaurazione di regimi liberticidi. In tale ottica, si comprende che l'economia è pilotata dalle élites per scopi che non sono quasi mai economici, ma di controllo della popolazione e di distruzione dei fondamenti su cui si basa la convivenza civile. Si vedano i vari articoli di Capitano Nemo, in particolare La creazione di una crisi finanziaria....
(Zret)
Il palese SIGNORAGGIO delle banche centrali
23 dicembre 2008
CITAZIONE (ichnos @ 16/12/2008, 07:56):
E' facile dire che le banche centrali vendono a 100€, pezzi di carta che costano 0,3€, ma se poi non si dimostra chi intascherebbe questo profitto 99,7 il tutto resta una storiella.
* * * * *
CITAZIONE (mario scarponi @ 19/12/2008, 16:02):
ho visto coi miei occhi che la FED ha tagliato i tassi fino allo 0%.
poichè una banca non può operare allo 0%, non avrebbe i soldi per pagare neanche la bolletta della luce, significa che guadagna altrove, cioè sul "capitale", essendo gli interessi solo la ciliegina sulla torta.
perchè non tagliano di un altro 50%????
il biglietto da 100 $ lo facciano pagare 50$......e continuano a lucrarci cifre colossali.
tu leggi i bilanci dele banche?
è peggio di Topolino, il personaggio centrale è Gambadilegno.
come Testimone di Genova.......chiamo in causa 3monti.
oggi sul Messaggero, 19/12/2008, pag 6.... a Parigi durante un convegno Ecofin , mentre Draghi parlava
Menomale che c'era il Financial Stability Forum, figurarsi se non c'era. I ragazzi hanno fatto un grande lavoro
e poi, mentre Draghi parlava è demenziale stare ad ascoltare le lezioni di chi non ha capito nulla, o ha capito molto e sbagliato tutto
Draghi ha risposto che in questa situazione il Giovernatore non risponde alle battute.
Ma quale Governatore e di chi? io non l'ho mai eletto nè ho alcuna fiducia.
per me è il Capo Pirata della Banda d'Italia........e prendano nota, lorsignori.
qui le aziende chiudono, con i magazzini pieni di merce invenduta perchè la gente non ha i soldi per comprare.
non ci sono forse i soldi?????
No, la FED ne stampa quanti ne vuoi e li dà allo 0%.
i soldi che circolano in tutto il mondo, sia in banconote che in soldi falsi virtuali stampati dalle banche, sono oltre 100 volte tutta la merce e tutti i servizi che esistono al mondo.
solo che se li tengono loro,per tamponare la bancarotta tecnica in cui si trovano tutte le banche che operano alla riserva frazionaria del 2%
vuoi altre prove?
alle Cayman , su 20.000 abitanti ci sono 6.000 banche, e oggi sui giornali c'è il nome di quella della Parmalat di Callisto Tanzi che si è preso 10 anni.
vuoi altre prove ?
vai a hhhhaahhhagare.....per cortesia.... e poi guarda dentro il WC....è simile allo sterco del demonio.
il denaro è merda....peccato che la merda non sia denaro.
con quella faccia un pò così
quell'espressione un pò così
che abbiamo noi
che abbiamo visto Genova
3monti ieri a Parigi era...uno dei nostri....peccato che non mobiliti l'esercito per fucilare alla schiena il Capo della Banda d'Italia.
(1600.000.000.000 di debito pubbico sono equivaleneti a 10.000.000 di appartamenti da 160.000 euro l'uno.
Mussolini non ha fatto tutti questi danni ed è stato fucilato per molto meno)
(Mario Scarponi dal forum di www.signoraggio.it/forum)
22 dicembre 2008
Gli italiani sono sempre più poveri, lo conferma anche l’Istat, che ieri ha diffuso nuovi dati sulla distribuzione del reddito e le condizioni di vita in Italia, ma che si riferiscono al 2007, ovvero prima che la crisi internazionale in atto facesse sentire i suoi maggiori effetti.
Leggendo con attenzione i dati sembra affiorare però un mistero.
Il 5,3% delle famiglie italiane ha dichiarato di avere avuto nel corso dell’anno 2007 “momenti con insufficienti risorse per l’acquisto di cibo”, alla fine dell’anno precedente il numero delle famiglie in difficoltà con gli acquisti di alimentari era risultato il 4,2%. Sale così dal 14,6% al 15,4% il numero delle famiglie che ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Una famiglia su due ha guadagnato (ma il dato si riferisce addirittura al 2006) meno di 1.924 euro al mese, con un aumento del reddito del 2,8% rispetto al 2005, superiore all’inflazione che all’epoca era al 2,1%.
Viene ora da domandarsi: se il reddito medio è cresciuto in misura maggiore dell’inflazione, come è possibile che sia aumentata la povertà?
Una risposta è semplicissima: il sistema di calcolo dell’inflazione è errato, viene volutamente sottostimata per arginare le legittime rivendicazioni salariali dei lavoratori. Forse però bisogna prendere in considerazione anche altre ragioni. Poiché l’Istat valuta la “percezione di povertà” questa può aumentare anche a causa di maggiori pressioni all’acquisto di beni per i quali non sussistono risorse sufficienti in famiglia. In questa assurda società consumistica ci si può sentire poveri anche senza un telefonino oppure se si hanno difficoltà a pagare la rata per il televisore con megaschermo al plasma. Il consumismo ha creato il mostro, ma ora non è più capace di nutrirlo.
Questi sono però dati vecchi, riferiti al 2007. Oggi la situazione è peggiorata in modo drammatico e proprio ieri Confesercenti ha diffuso un sondaggio secondo il quale gli italiani spenderanno meno per il cenone e il pranzo di Natale, il 7% rispetto allo scorso anno. Il 3% (pari a 1,8 milioni di italiani, che non sono pochi) addirittura questo anno non farà la cena o il pranzo di Natale a causa delle difficoltà economiche.
Questa è povertà vera. Perché se forse la società consumistica ha indotto la gente a spese superflue, le feste natalizie sono parte integrante della nostra tradizione e solo la disperazione può indurre una famiglia a non imbandire la tavola per il cenone o il pranzo natalizio.
Non osiamo immaginare come potrà essere il Natale 2009, quando la crisi avrà avuto il tempo per divorare i risparmi di una vita che molte famiglie stanno ora utilizzando per tirare avanti.
Servono interventi strutturali decisi e bisogna fare presto. Bisogna anche prendere atto che il consumismo e la società capitalistica hanno fallito e non possono essere rianimati i loro cadaveri. Serve una massiccia iniezione di socialismo, ma gli italiani devono rendersi conto che questa medicina non è nelle corde del liberista governo Berlusconi, ma nemmeno in quelle dell’opposizione, altrettanto liberista, guidata, si fa per dire, da Veltroni.
(Paolo Emiliani dalla prima pagina di RINASCITA del 23 dicembre 2008)
Replica agli "scecchisti" creatori di buoni sconto
19 dicembre 2008
Rispondo a questo articolo pubblicato su:
http://www.centrofondi.it/report/Report... in risposta ad una mia considerazione dal titolo: "Inutili e dannose le monete complementari" pubblicata in questo sito il 19 novembre 2008.
Premetto che: sul forum di nexus che sul meetup amici di Beppe Grillo di Napoli sto partecipando da qualche giorno alla discussione ponendo domande piuttosto critiche, nel momento in cui scrivo questo non ho ricevuto alcun chiarimento convincente ma diversi puerili attacchi personali ed inviti a fare atti di fede verso lo scec.
Il mio atteggiamento nei confronti dello scec è molto critico ma costruttivo e mi spiego: se pongo domande o faccio affermazioni che penetrano nella debolezza dello scec non mi si deve attaccare come hanno fatto alcuni nel forum di Nexus e Nello sul meetup, piuttosto s'impone una veloce correzione, irrobustendo la parte debole, sono convinto di non dire una cosa errata affermando che, il buono sconto scec sostiene la circolazione dell'euro.
In mancanza di euro per arrivare alla fine del mese, si mettono nelle tasche di pochi cittadini dei buoni sconto che verranno accettati da pochi, è poco, ma è sopratutto un poco che per funzionare necessita dell'80% di euro, chi non ha euro come lo scrivente con eventualmente solo gli scec non compra la ciambella.
Si deve fare di meglio e farlo per tutti, non possono esistere pochi cittadini favoriti o pochi cittadini fortunati geograficamente, altrimenti si discrimina (sappiamo bene cosa sono le discriminazioni e a cosa portano).
Ho avuto un senso di orrore dopo aver udito: "il sistema va assecondato" questa affermazione l'ho sentita proferire dal vertice di questa iniziativa in una videointervista su Youtube, non posso pensare che: se il sistema ci sta sodomizzando, lo si debba assecondare, altrimenti cari amici qui si induce i credenti ed aventi fede verso lo scec a mettersi a 90°.
Il sistema politicastro rappresentativo che noi votiamo ci sta massacrando, abbiamo il dovere di fermarlo con i mezzi a disposizione, ma se lo assecondiamo con lo scec, possiamo tranquillamente paragonarlo alla vaselina, dobbiamo o meglio, dovete ripensare a quello che state facendo, porre in atto tutte le modifiche per evitare che con il 20% del buono sconto, siate obbligati ad acquistare le ciambelle, non di salvataggio, ma quelle per lenire il dolore e poter stare comodamente seduti digiunando, nel vedere in televisione nei migliori ristoranti la classe politicastra da voi delegata a mangiare in vostra vece.
(Citt.Sovr. Giovanni Sandi)
Prima Pagina "RINASCITA"
19 novembre 2008
14 dicembre 2008
http://www.grandeoriente.it/eventi.php?id=723&task=view&t=208
http://www.grandeoriente.it/eventi.php?id=776&task=view&t=108
SENZA COMMENTI dal blog di Paolo Franceschetti: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/12/senza-commenti.html
12 dicembre 2008
Grazie agli amici sostenitori del sito, R.S.N. ha ripreso a trasmettere, è possibile ascoltarla anche online cliccate qui buon ascolto.
2 dicembre 2008
L’intera comunità “libertaria”, quella che, almeno a parole, difende il diritto di ogni opinione (e anche di molti comportamenti) e del libero pensiero, ha osservato la consegna del silenzio. La settimana scorsa i ministri della giustizia dell’Ue hanno sottoscritto un documento con il quale impegnano gli Stati membri entro due anni a varare leggi nazionali contro “ogni discriminazione”. Fin qui nulla di particolarmente strano (a parte certi usi strumentali e “discriminatori” che potranno essere fatti con una legge simile), se non fosse che nel documento è inserito un passaggio inquietante.
La legge dovrà infatti punire anche coloro che negheranno genocidi nelle forme stabilite dal tribunale internazionale de L’Aja o quello di Norimberga. Una disposizione liberticida che distruggerebbe la libertà di opinione, la libera ricerca storica ed in fondo la stessa verità.
Tra l’altro in alcuni casi parliamo di vicende assai recenti che la storia come tale dovrà ancora scrivere nella sua forma definitiva. La stessa Carla Del Ponte, che per anni ha guidato il tribunale de L’Aja, ha recentemente scritto un libro che rivede profondamente sue passate visioni delle responsabilità nella guerra civile tra slavi nei Balcani. Ma la verità per questa legge dovrà rimanere quella stabilita dalla Del Ponte magistrato mentre la Del Ponte “storica” sarebbe fuorilegge.
Per non parlare poi del processo di Norimberga e delle sue sentenze.
Le irregolarità processuali, i falsi manifesti e i soprusi di quel dibattimento sono macroscopici; qualsiasi tribunale del mondo oggi considererebbe quel processo una pagliacciata, ma l’Ue, per legge, vuole trasformare i risultati di quella farsa in religione intoccabile permanentemente.
Rinascita difende da sempre tutti gli uomini liberi e si batte contro ogni forma di discriminazione, religiosa, etnica o culturale spesso denunciando anche quei razzisti che dietro i loro atteggiamenti libertari nascondono solo la tutela dei loro interessi, ma ancor di più si indigna per una legge che darà ancora più potere in Europa alla polizia del pensiero e che rischia di mettere in cella storici, ricercatori e studiosi con l’unica colpa di voler definire la verità.
(Paolo Emiliani dalla prima pagina di RINASCITA del 3 dicembre 2008)
2 dicembre 2008
La banca prima parte
La banca seconda parte
Prima Pagina "RINASCITA"
29 novembre 2008
Alcune considerazioni sul recente ritorno delle BR
26 novembre 2008
Il decreto Gelmini porta gli studenti (e non solo) in piazza.
Alle manifestazioni di protesta contro il decreto ci sono degli scontri (non si sa se, come in passato, causati da agenti provocatori, ma il sospetto è forte).
Nonostante l’impegno dei partecipanti alle manifestazioni, che instancabilmente gridano “siamo tutti studenti” con la utopica speranza, almeno questa volta, di non venire strumentalizzati, il governo, con rapidità e sicurezza straordinarie, dichiara: “Gli scontri a Piazza Navona del 29 ottobre 2008 sono stati causati dagli studenti di sinistra”.
Ecco creati gli estremisti di destra e di sinistra.
Passano due giorni e il 31 ottobre 2008 Licio Gelli rilascia un intervista in cui afferma:
“Terreno ''fertile'' per un eventuale ritorno delle Brigate Rosse…”
Ancora qualche giorno e, l’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga scrive al capo della polizia dispensando consigli:
''Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura… “
Il 13 novembre il Ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta afferma:
“Sono sotto scorta perchè le Br vogliono farmi fuori”.
Il 15 novembre ancora l’ex presidente della repubblica Francesco Cossiga scrive:
“Cio' premesso io, Francesco Cossiga, già ministro dell'Interno, dichiaro che ho molto più rispetto per i militanti delle Brigate Rosse e di Prima Linea che per i giudici delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione”.
Il 23 novembre un volantino firmato "Nuove Brigate Rosse" con la stella a cinque punte cerchiata viene rinvenuto attaccato alla porta d'ingresso della redazione dell'emittente ligure 'Primocanale'. Nel messaggio si legge:
"Nessun compromesso sarà possibile con i carnefici della libertà e dei diritti”
Ricapitolando: ... (Solange Manfredi)
Censura a Rovereto? Forse salta la presentazione libro “Democrazia dei Cittadini” perchè…
22 novembre 2008
ho ricevuto oggi una telefonata dal direttore della Biblioteca Civica, Gianmario Baldi che mi diceva che ci sono problemi per la presentazione del libro “Democrazia dei Cittadini” per il 22 Novembre 2008. Dice che “non c’è chiarezza su ciò che faremo nella saletta”. Scava scava, il problema sta nel fatto che nell’ultima email inviata dicevamo che avremmo iniziato a raccogliere le firme dei referendum alla fine della presentazione. E ciò non si può fare, non all’interno della biblioteca. Bene. “Chiarito” che il regolamento della biblioteca non lo permette, gli ho quindi “chiarito” che avremmo raccolto le firme fuori, nella piazzetta del Mart. Sembrava tutto a posto.
Dopo due ore mi ha ritelefonato dicendomi che aveva ricevuto varie telefonate che “chiarivano” che l’incontro non si doveva fare perchè “non c’era chiarezza”. Quindi era “chiaro” che il problema non era la raccolta firme, che era stato risolto, ma proprio la presentazione del libro. Gli ho chiesto da parte di chi è stato chiamato e mi ha detto vagamente da vari membri del consiglio di gestione della biblioteca. Bene. Gli ho detto che avrei scritto una lettera che “chiariva” con precisione che avremmo presentato il libro all’interno della biblioteca e raccolto le firme fuori. Lui mi ha detto che avrebbe avvisato alcuni dei membri del comitato di gestione e poi mi avrebbe saputo dire.
Sotto riporto la lettera che gli ho inviato
Poi ho cercato su internet chi fa parte del comitato di gestione della biblioteca ed ho scoperto che… (Paolo Michelotto)
Il mistero dei rosacroce. E la Rosa Rossa.
21 novembre 2008
I rosacroce, con questo nome e come organizzazione autonoma, entrano sul palcoscenico del mondo nel 1614. Prima di allora nessuno ne aveva mai sentito parlare né aveva mai sospettato la loro esistenza.
In quell’anno, a Kassel, in Germania, vennero pubblicati i primi manifesti Rosacrociani: la Fama Fraternitas, e la “Riforma generale e universale del mondo intero”.
L’organizzazione, cioè esce per la prima volta allo scoperto in un modo singolare e destinato a produrre un forte dibattito che durerà in tutti i secoli successivi e che ancora oggi non è del tutto sopito.
In questi manifesti in sostanza essi annunciano al mondo la loro esistenza.
Essi sostengono di essere stati fondati da Christian RosenKreutz, che sarebbe nato in Germania nel 1378 e sarebbe morto a 106 anni, nel 1484; sostengono di avere il dono dell’invisibilità e di poter parlare tutte le lingue. Invitano chi vuole aderire alla loro confraternita a manifestare la loro intenzione, ma affermano che chi vuole diventare dei loro non deve cercarli; saranno loro a trovare il nuovo adepto, qualora lo considerino degno.
Essi hanno un piano di riforma universale, politica, religiosa ed artistica il cui fine è il miglioramento del mondo intero.
Nel manifesto rosacrociano compaiono alcune delle loro regole base:
- Curare i malati senza compenso
- Adattarsi agli usi e costumi e modo di vestire del paese in cui si trovano
- Adottare la sigla RC per le associazioni che essi fonderanno (o anche CR. La Rosa Rossa ovviamente adotterà la RR).
Il loro simbolo è una rosa rossa, incastonata su una croce d’oro. Sotto alla Croce compare un pellicano che dà da mangiare ai suoi piccoli.
La loro sapienza si rifà alla tradizione Cristiana ma anche alla Cabala, all’alchimia, ai Tarocchi e alle dottrine orientali induiste e buddiste.
Se per qualcuno tutto ciò può sembrare un guazzabuglio sconclusionato, probabilmente ha ragione chi dice che la conoscenza e la sapienza dei Rosacroce sono difficilmente eguagliabili. Non solo perché – non a caso – furono Rosacroce le persone più influenti e geniali di tutti i tempi (da Dante, a Paracelso, Leonardo, Comenio, Galileo, Bacone, Shakespeare, Leibniz, Cartesio, ecc...), ma perché, leggendo gli scritti Rosacrociani, si ha spesso l’idea che costoro abbiano realmente un grado di conoscenze più elevate della media. E’ sufficiente leggere un romanzo dell’800, “Zanoni”, scritto da Edward Bulwer Lytton, probabilmente un Rosacroce. Un romanzo semplicemente stupendo in cui si riconosce, al di là della parte di fantasia, un sapere e una conoscenza superiore a quello di molti scienziati di oggi, e vi si trovano risposte soddisfacenti a molti dei più elementari quesiti riguardo alla vita e alla morte, quesiti che tutt’ora la nostra scienza continua a porsi senza dare alcuna risposta convincente.
A questi manifesti seguì un intenso dibattito negli anni successivi, in tutta Europa, che vedeva contrapporsi coloro che sostenevano che i Rosacroce non esistevano, e coloro che invece ne sostenevano l’esistenza.
Umberto Eco, scrivendo una prefazione ad un recente libro “Storia dei Rosacroce” di Paul Arnold, dice che i rosacroce non si sa se effettivamente esistono veramente o se siano una leggenda. Anche perchè - aggiunge lo studioso - i Rosacroce non si manifestano mai all’esterno; un vero Rosacroce non direbbe mai che è un Rosacroce. E se qualcuno dicesse che è un rosacroce, vorrebbe dire che non è un Rosacroce.
Ci sarebbe da chiedere a Eco come mai uno con la sua cultura si scomoda a fare la prefazione ad un libro che parla di un’organizzazione di fantasia, e perché ne parla anche nei suoi libri. Darsi tanto da fare per studiare e capire un’organizzazione inesistente sembra un controsenso, specie per una persona colta come Eco.
La verità è che i Rosacroce esistono, e quando uno conosce un po’ i simboli e la storia di questa associazione, li riconosce immediatamente, specie perché alcuni rosacrociani lasciano dietro di sé tracce di ogni tipo, peggio di Pollicino (Umberto Eco arriva pure a farsi fotografare con una rosa rossa in mano nel libro “i 100 libri che dovete senz’altro leggere prima di morire”; e anche in altre occasioni ha sempre questa rosa tra le mani)... ...
... ...Quindi ufficialmente i Rosacroce non esistono. Quelli esistenti ufficialmente sono considerati poco più che un gruppetto di eccentrici dediti all’alchimia. Altri gruppi sono veri Rosacroce, cioè persone dedite al perfezionamento di se stessi e all’aiuto degli altri. Ma chiunque fosse un vero rosacroce, uno di quelli che sta al potere oggi, non potrebbe mai ammettere che i Rosacroce esistono come movimento organizzato e mondialista.
In realtà sono l’organizzazione più vasta e complessa che esista, al di sopra e più potente delle varie massonerie ufficiali... (Paolo Franceschetti)
Inutili e dannose le monete complementari
19 novembre 2008
Circa un anno fa dopo approfondite riflessioni mi sono convinto che le monete complementari o parallele siano alquanto dannose all'economia di chiunque, semplicemente per il fatto che dette monete non raggiungono lo scopo di eliminare il potere del banchiere di emettere e prestarci carta straccia imponendoci un valore che nella realtà non esiste.
Oggi, ci sono in circolazione diverse monete complementari, altro non sono che dei semplici buoni sconto che vengono spacciati come monete risolutive ai problemi economico-monetari della società, questi buoni sconto non sono autonomi per l'acquisto di beni e servizi, ma al contrario di quello che viene detto dai sostenitori di questi buoni, l'immissione nel mercato di codesti simpatici bigliettini di carta colorata non risolve il problema ma lo aggrava per diversi motivi, uno dei quali ed il piu' evidente è che l'euro continua ad essere la moneta di riferimento per tutti e continuerà ad essere imposta come moneta unica, infatti la "moneta complementare buono sconto" senza l'euro non ha nessun potere d'acquisto.
Nella storia recente abbiamo avuto un eclatante esempio di vera moneta popolare che eliminava la circolazione dell'euro la sua caratteristica principale era: che non era da considerarsi "complementare" ma bensi' vera moneta, quindi "alternativa", il "SIMEC" ideato, coniato, e messo in circolazione a Guardiagrele dal Prof. Giacinto Auriti, questa iniziativa fece scatenare il diritto di Stato, infatti dopo qualche settimana ci fu l'incursione della Guardia di Finanza in tenuta antisommossa a Guardiagrele, furono sequestrate le banconote SIMEC e rinviati a giudizio il Prof. Auriti ed alcuni suoi collaboratori che furono in seguito assolti da ogni imputazione, ma nel frattempo la gente perse la fiducia, per ulteriori dettagli: www.simec.org
Quindi invito i promotori di monete complementari di non venirci a raccontare favole, le vostre pseudo monete favoriscono e sostengono la circolazione dell'euro, nessuna banca, anche etica che sia, mai vi fara' un prestito in moneta di paperopoli, tantomeno lo Stato, quando vi ingiungera' di pagare il pizzo mafioso chiamato tasse non vi permetterà versamenti all'erario con la moneta del monopoli o moneta complementare stampata nella cantina del condominio, attenzione gente, immaginatevi quelli che nel sottoscala stampano i soldi... qualcuno, oltre ai banchieri dell'euro, vuol prendervi per fessi!
(Citt.Sovr. Giovanni Sandi)
La Pesante Consapevolezza del Pollo
14 novembre 2008
Bene.
Con la lettura dell' ultimo post la nostra posizione si è evoluta: da "polli semplici" siamo diventati "Polli Consapevoli".
Il che ci pone nella non facile posizione, tipica di ogni presa di coscienza, di operare delle decisioni per cercare in qualche modo di influire sul nostro destino.
( Lo so che i politici li deputiamo appunto ad assolvere a questo compito in nostra vece, ma questi politici sono una moglie che non solo non ce la dà, ma non ci prepara più neanche una zuppa tiepida ... non rimane che la via della separazione ).
Ora cosa può fare "materialmente" un povero pollo in un universo guidato dai poteri forti finanziari, refrattari al controllo stesso della politica ???
... Molto più di quanto lo stesso potere gli faccia credere .... ( Perchè mai altrimenti i Media si affannerebbero tanto...??? )
Teoricamente parlando, una volta ben individuate le leve su cui poggia tutto il baldacchino ( cosa che abbiamo fatto appunto nell' ultimo post ) non resta semplicemente che scardinarle !
... non è difficile ... sono inconsistenti, ricordate ? ... .... sono realtà "virtuali" che noi stessi alimentiamo, assoggettandoci alle balle che ci raccontano ... .... e non sono più consistenti della merda.
Che puzzerà un po', ma finora non è mai stata usata come arma di distruzione di massa.
Val la pena ricordarli ancora una volta, e fissarceli bene in testa, questi due "cardini virtuali interni" su cui poggia tutto il sistema, i due piedi del Mostro:
1) Il Controllo Monetario
2) Il Controllo Mediatico
( E già da qui possiamo intuire delle possibili direttive concrete )...
(Brunotto588)
La fine del qualunquismo
12 novembre 2008
La classe politica di una nazione è sempre espressione della sua storia. L’attuale classe politica, nonostante tutte le varie “mutazioni genetiche” degli ultimi anni, resta figlia, o al massimo nipote, di coloro che giunsero al potere a bordo delle jeep dell’invasore americano o comunque raggiunsero il parlamento dalle fila di coloro che in nome dell’internazionale comunista furono complici di chi voleva appropriarsi di un bel pezzo d’Italia e fu assassino di italiani o complice di assassini.
In poche parole questa è una classe politica antinazionale e quindi non ci stupisce nemmeno tanto che in parlamento ci sia pure una forza come la Lega che ha inventato la Padania, e a intervalli regolari parla di secessione.
Questo per comprendere quanto non ci sia da parte nostra alcun particolare afflato con i politicanti di Palazzo; nonostante ciò, nonostante questa sia una politica con la “p” decisamente minuscola, ci piace ancora meno la cosiddetta “antipolitica” ovvero il qualunquismo più o meno organizzato, nemico dell’interesse nazionale e forse strumento occulto per faccendieri in cerca di fortune e di salotti apolidi nemici di tutti i popoli.
Non ci piace nessun movimento o presunto tale che comincia con “anti”, perché non si costruisce nulla solo distruggendo, senza ideali di riferimento e progetti di grande respiro.
Per questo motivo abbiamo visto con sospetto e certo non con simpatia i “vaffa day” di Beppe Grillo e sempre criticato i suoi sermoni moraleggianti contro tutto e contro tutti, ma in pratica perfettamente funzionali al sistema attuale.
Così ci fa piacere apprendere che la sua raccolta di firme per tre referendum abrogativi è miseramente fallita.
I tre quesiti riguardavano l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, i finanziamenti pubblici all'editoria e la legge Gasparri sulle frequenze tv, ma la Cassazione ha ieri rilevato importanti irregolarità per svariate centinaia di migliaia di firme così che nessuno dei tre referendum avrebbe raggiunto la soglia delle cinquecentomila sottoscrizioni indispensabili per sottoporlo al giudizio popolare.
E se non altro questo farà risparmiare agli italiani parecchi soldi mentre proprio Grillo, cioè il suo comitato promotore, non riceverà alcun contributo elettorale.
Già perché nessuno ha mai detto, e tanto meno Grillo, che per ogni referendum il comitato promotore riceve un contributo elettorale, più o meno quanto succede per il finanziamento dei partiti.
E questo spiega pure perché i radicali hanno sempre proposto un numero assurdo di referendum, anche assolutamente cretini: perché facevano cassa.
Già il supermoralista comico genovese ha tuonato contro le provvidenze dell’editoria, che nello spiritodella legge servono a garantire la pluralità dell’informazione, ma non ha mai detto una parola sul finanziamento dei referendum oppure sulle provvidenze allo spettacolo o sui fondi destinati a finanziare pellicole cinematografiche che magari non raggiungono mai la proiezione nei cinema.
Finanziamenti questi ultimi concessi da una commissione, quindi in modo del tutto soggettivo, per non dire arbitrario, e finiscono sempre nelle tasche dei soliti noti.
In realtà Grillo, come stabilisce la Legge, è stato convocato in Cassazione per il prossimo 25 novembre, dove potrà esprimere le sue controdeduzioni e speriamo che non ci siano spazi per “salvare” almeno uno dei tre quesiti.
Ci auguriamo invece che questa bocciatura popolare metta la parola fine alla stagione dell’antipolitica, in effetti ce ne è già troppa anche in parlamento.
(Decio Siluro, dalla prima pagina di RINASCITA del 12 novembre 2008)
Il colore della pelle
5 novembre 2008
Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile, ma nell’era della religione globalista, durante la dittatura del pensiero politicamente corretto, un negro alla Casa Bianca era in fondo la soluzione più scontata. Non esistevano differenze sostanziali tra i due candidati, ma gli Usa, dopo le scelleratezze belliche di Bush, dopo una crisi finanziaria che sta colpendo tutto il pianeta, avevano bisogno di mostrare segni forti di cambiamento e questo messaggio non poteva certo mandarlo McCain o la sua vice superconservatrice, in pratica un nuovo Bush. Obama era invece perfetto: abbastanza “nero” per attirare simpatie anche fuori degli Usa, sufficientemente “bianco” per non spaventare l’elettorato interno. La dimostrazione di quanto sia stato considerato perfetto “per l’uso” Obama sta tutta nell’atteggiamento della potentissima lobby ultraconservatrice cristiana che negli Usa controlla qualcosa come 60 milioni di voti, solitamente destinati al candidato repubblicano e lasciati eccezionalmente questa volta in libera uscita.
Puntuali sono infatti giunti un po’ da tutto il mondo messaggi di congratulazioni per il nuovo presidente e non tutti solo frutto di necessaria diplomazia.
Soprattutto l’Africa è in festa. Il Kenya, nazione di origine del nuovo presidente ha addirittura dichiarato la giornata di ieri festa nazionale e si è fatto festa nelle strade, a Kogelo, il piccolo villaggio dell’ovest del Kenya dove Obama ha ancora parte della sua famiglia, ma poi in ogni angolo del continente nero.
Gli africani pensano di avere ora un uomo che ha le loro stesse radici alla guida della nazione più potente della Terra e sperano in un cambiamento. Sarebbe bello se fosse così, ma non sarà. Sarebbe bello se Obama usasse il suo potere per fermare le ruberie delle multinazionali, per riconsegnare all’Africa le ricchezze del continente. Questo arresterebbe l’invasione verso il Nord e salverebbe anche l’Europa dal meticciato culturale. Ma questo non è il desiderio né di chi ha finanziato le sue campagne elettorali, né di chi ha creato il personaggio. Sarebbe bello se Obama interrompesse quel filo che lega gli Usa ad Israele e che rappresenta le fondamenta per quelle azioni che hanno ridotto il popolo palestinese alla disperazione ed una minaccia per tutto il Vicino Oriente. Sarebbe bello se l’Onu non fosse più al servizio dei potenti e se la Nato non fosse più lo sceriffo degli interessi usurocratici contro i popoli. Ma questo è certo ben oltre le possibilità di Obama. Sia per la sua nota ignoranza della politica internazionale e sia soprattutto perché non è questo né l’interesse degli Usa, né l’interesse di chi ha sostenuto la sua candidatura.
Comprendiamo quindi l’ottimismo di chi vede comunque un segno di cambiamento, del resto peggio non poteva andare, ma siamo molto più prudenti di chi invece già sogna miracoli in serie. Non comprendiamo invece per nulla l’entusiasmo di qualche politicante nostrano, visto che certo Obama non smantellerà le basi militari sul nostro territorio né ci restituirà la sovranità perduta con le armi nel 1945.
Temiamo insomma che Obama abbia vinto soprattutto per il colore della pelle, in attesa, tra qualche anno, di un presidente Usa dichiaratamente gay, perché quello sarà il prossimo… segnale di cambiamento mentre tutto procederà come sempre.
(Paolo Emiliani, dalla prima pagina di RINASCITA del 6 novembre 2008)
Il 4 aprile 1998 sul Corriere Della Sera
appariva questo articolo:
5 novembre 2008
VERSO MAASTRICHT 2 / Il ministro: grazie per aver preferito una moneta unica " larga " . Elogio a Bankitalia: presidio di democrazia
Ciampi ai partner: " Porteremo vitalita "
" Il Dpef insistera' sull' occupazione " . Prodi: il documento in consiglio dei ministri il 17 aprile
VERSO MAASTRICHT - 2 / Il ministro: grazie per aver preferito una moneta unica "larga". Elogio a Bankitalia: presidio di democrazia Ciampi ai partner: "Porteremo vitalita" "Il Dpef insistera' sull'occupazione". Prodi: il documento in consiglio dei ministri il 17 aprile ROMA - I fautori della "fase due" e' bene sappiano che "risanamento e sviluppo sono due facce della stessa medaglia". Al governo tedesco, "che e' stato abbastanza lungimirante da preferire un euro largo a uno ristretto", invia un grazie. E un grazie va anche, con un filo di commozione, alla Banca d'Italia, che in tutti questi anni e' stata "presidio di democrazia", per i servigi resi al Paese. Carlo Azeglio Ciampi strappa applausi al convegno organizzato dai Democratici di sinistra su "L'euro e le politiche per lo sviluppo e l'occupazione". Un lungo applauso in particolare alla fine del suo intervento, quando il ministro dell'Economia ha detto con orgoglio che "l'Italia entra a testa alta in Europa, portandovi una stabilita' e una vitalita' superiore a quelle di tanti Paesi". Eppure, di fronte a una platea a maggioranza ulivista (in sala erano presenti Massimo D'Alema e Walter Veltroni, Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco, Fabio Mussi e Laura Pennacchi, accanto al commissario europeo, Mario Monti, e ad economisti indipendenti come Francesco Giavazzi, Luigi Spaventa e Giacomo Vaciago), Carlo Azeglio Ciampi ha concesso pochissimo alla logica tradizionale delle politiche per lo sviluppo, molto invece ai benefici della moneta unica e del risanamento ad essa collegato...
PERSEGUITATO POLITICO
1 novembre 2008
Questo articolo è apparso su Il Gazzettino a cura della redazione di Belluno, oggi 1 novembre 2008, mi sono accorto che l'articolo pubblicato nel sito del quotidiano è stato rimosso dopo le insistenti pressioni del potere politico autoritario senza autorevolezza del comune di Santa Giustina e del potere religioso, quindi da oggi sono a tutti gli effetti un "PERSEGUITATO POLITICO", se il signor Joseph Ratzinger e la sua cricca mafiosa di uomini in gonna, pizzi e merletti sono a conoscenza del signoraggio e di tutte le implicazioni sociali non prova vergogna a dirci: "Nella crisi delle grandi banche scompaiono i soldi, ma non sono niente, perché tutte le cose che sembrano vere in realtà sono di secondo ordine. Lo ricordi chi costruisce la propria esistenza, solo sul successo, la carriera, e i soldi".
L'importante che non sparisca il suo sacro "8x1000" che con gli spot televisivi vi ricorda quando compilate la dichiarazione dei redditi.
(Citt.Sovr. Giovanni Sandi)
PAPA BENEDETTO XVI conosce il SIGNORAGGIO ma..
SIGNORAGGIO sul Denaro = SCHIAVITU del "cuore", e della "mente".
28 ottobre 2008
"Signoraggio" sui soldi, indica un "sistema del debito" che non può MAI estinguersi; ma che anzi, si autorigenera, all'infinito.
Equivale alla Schiavitù, e non in un senso metaforico: è piuttosto reale visto che mira ad "appropriarsi" del "nostro tempo", oltre che dei nostri beni.
Del nostro "tempo", sì.
Abbiamo bisogno di "denaro" per vivere, e dedichiamo quindi molto tempo a "procurarcelo".
Più ne abbiamo bisogno, più tempo gli dedichiamo.. fino a che, non ce ne rimane più molto per ... vivere. Per "vivere" veramente: tempo da "dedicare a noi stessi".. , o a chi amiamo.
Non è PER NIENTE quindi esagerato dire che, il Signoraggio, è la più alta forma di "schiavitù", fisica-mentale-emozionale e.. spirituale, che sia mai stata inventata. (betulla blu)
Democratica canaglia
28 ottobre 2008
La Costituzione degli Stati Uniti (Art.1 Sez.8) ancora oggi affida al Congresso il potere di concedere le lettere di corsa, dette anche lettere di marca o patente di corsa, ovvero una garanzia (o commissione) emessa dal governo Usa che autorizza un pirata a cercare, catturare o distruggere, beni o persone appartenenti ad una parte ostile a Washington. Molti pensano che questo articolo sia semplicemente un retaggio del passato e che non venga utilizzato dagli Usa, ma si sbagliano di grosso.
Forse non vengono più stilate formali lettere di corsa, ma da sempre Washington utilizza criminali di vario genere per certe sporche operazioni e non disdegna nemmeno atti di vera e propria pirateria direttamente per proprio conto. Del resto come definire altrimenti il criminale blitz in territorio siriano operato domenica pomeriggio da miliaziani yankee? Quattro elicotteri americani basati in Iraq hanno raggiunto il villaggio di Al- Sukkariya, nella zona di Abu Kamal, due velivoli hanno fatto sbarcare un commando, mentre gli altri controllavano dall'alto la zona. I militari hanno fatto irruzione in un edificio in costruzione, colpendo alcuni operai al lavoro e altre persone. Otto i morti, tra cui il guardiano del cantiere e la moglie, un uomo e i suoi figli. Quindi i soldati sono risaliti sugli elicotteri e tornati in Iraq. Il pretesto per questo crimine? Il solito: la necessità di colpire un commando di al Qaida.
Davanto all’evidenza del loro crimine ora gli americani magari cercheranno di scusarsi, parleranno di fatale errore, in pratica quel che fanno sempre dopo una strage di civili, ma non c’è strato nessun errore: si è trattato di un’aggressione terroristica.
Abbiamo sempre dubitato sulla reale esistenza di Al Qaida, una sigla che compare e scompare, pronta a giustificare ogni nefandezza americana, ma non si può ormai più dubitare sulla reale propensione di questo governo Usa per il terrorismo.
Forse è arrivato il momento affinché il mondo si muova per liberare gli americani da una democratica dittatura canaglia.
(Paolo Emiliani, dalla prima pagina di RINASCITA del 28 ottobre 2008)
I have a dream
25 ottobre 2008
Ho fatto un sogno.
Sì, un sogno bellissimo e quando mi sono svegliato ero felice, fino a che ho compreso che era stato solo un sogno.
Nel mio sogno c’era una manifestazione a Roma con migliaia e migliaia di italiani, forse un milione, che da quattro diversi punti della città marciavano tutti insieme verso piazza del Popolo, da dove tutti i palazzi del potere potessero sentire la loro voce.
I manifestanti venuti dal sud si erano radunati, fin dalle prime ore del mattino, a piazza di Cinecittà, sulla Tuscolana. C’erano le facce cotte dal sole dei pescatori siciliani e dei braccianti pugliesi, c’erano i campani, i calabresi e i lucani ed i napoletani si erano portati dietro pure un asinello, per rivendicare folklore e tradizioni della loro bella terra.
Quelli del nord-est erano invece partiti dalla via Aurelia, dove si erano concentrati i facchini del porto di Genova, gli operai della Fiat e di tutte le fabbriche piemontesi e lombarde.
Quelli del nord-ovest si erano radunati sulla Salaria con in prima fila gli operai tessili del Veneto e i contadini friulani.
Dietro di loro emiliani e romagnoli come al solito rumorosissimi ed allegri.
Infine i romani e gli altri del centro Italia erano partiti dalla Stazione Tiburtina.
Nei diversi cortei si potevano ascoltare slogan gridati in dialetti diversi, ma quasi per una segreta regia, dal momento dell’unificazione in un unico corteo si potevano ascoltare solo cori in italiano.
C’era tutta l’Italia in piazza: operai, studenti, impiegati, casalinghe, pensionati, ma anche artigiani, piccoli imprenditori, dirigenti, medici ed anche i piloti e gli assistenti di volo della nostra compagnia di bandiera (in un sogno si può anche avere una compagnia di bandiera).
Tanti i tricolori e spesso, spontaneamente, partivano dalla gente le note dell’Inno di Mameli. Al passaggio del corteo la gente rimasta in casa si affacciava ed applaudiva.
Stavo dimenticando la cosa più importante: il motivo di questa manifestazione.
La gente era andata in piazza per sostenere il governo (quello del sogno, ovviamente) per aver emesso una sorta di Magna Charta con la quale venivano nazionalizzate tute le aziende strategiche, ripristinato lo stato sociale e stabilito un reddito di cittadinanza; per aver finalmente risolto il problema ell’immigrazione selvaggia, per aver sconfitto definitivamente la criminalità organizzata; per aver avviato un colossale piano di edilizia pubblica capace di assicurare un tetto a tutte le famiglie; per aver estirpato l’usurocrazia delle banche; per aver garantito a tutti un’istruzione pubblica e gratuita e tante altre buone cose.
Purtroppo era solo un sogno.
Quel governo non esiste (nemmeno all’orizzonte) e le uniche manifestazioni di piazza alle quali assistiamo dalla realtà sono, come oggi, le scampagnate del centrosinistra che organizza figuranti tra i clientes e arruola stranieri con promesse che non potrà nemmeno poi mantenere. E tutto questo solo per mere questioni di bottega.
Decio Siluro, dalla prima pagina di RINASCITA di Sabato 25 e Domenica 26 ottobre 2008)
In nome del loro bene "8x1000" inducono gli italiani alla miseria, chi li contesta viene perseguitato ed indotto al suicidio
18 ottobre 2008
Per questo articolo ho tratto ispirazione da un recente scritto del tutto condivisibile di Ennio Montesi, illuminante anche per chi lotta contro il signoraggio bancario per ottenere la sovranità monetaria, sopratutto per coloro che dopo la lettura di questo articolo faranno ancora l'errore di rivolgersi al parroco per ottenere ascolto ed indurre il prete a farne un'omelia durante il rito domenicale o che, in qualche modo ne parli ai parrocchiani oppure che dia la disponibilità di una sala per farci delle riunioni con a tema il “signoraggio”, ad oggi non mi risulta aver sentito proferire dai preti la parola "SIGNORAGGIO" se non per negarne l'esistenza, collocando la carenza di risorse al debito pubblico, esattamente come ogni politicastro irrispettabile, lo sventolano in faccia agli italiani come un pizzo mafioso...
cakken fino al collo
14 ottobre 2008
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La classe politica nonostante il teatrino è d'accordo per salvare le banche... Da cosa? Le banche sono già tecnicamente morte, considerando che la causa della crisi sono loro stesse, avanti dunque con la mascherata, le salveranno con le tasse degli italioti... il vero scopo non è salvare gli istituti di credito morti e quasi sepolti nel ridicolo, ma sfilare dalle tasche degli italioti gli ultimi spiccioli rimasti, a questi politicastri non è balenato in mente che ai veri italiani sovrani cittadini si sono frantumati i coglioni, e non sono più disposti a farsi prendere ulteriormente per il culo?
La crisi del ‘29 e il buon governo
29 settembre 2008
Draghi su Marte
La crisi finanziaria, già esplosa da qualche tempo negli Usa, sta bussando alle porte dell’Europa. Ieri Wall Street ha vissuto un’altra giornata nerissima. Immediato il contraccolpo in Europa dove cominciano ad arrivare i primi crack. Il Benelux è intervenuto con 11 miliardi di euro per salvare Fortis mentre persistono forti difficoltà per Dexia, Roskilde e Hypo Real Estate.
Piazza Affari non poteva restare fuori dalla bufera ed ha lasciato sul campo circa il 4% con tutti i titoli bancari in caduta libera (Unicredit ha perso il 10,3%, poi sospeso al ribasso, Bpm il 7,5% e Intesa il 4,6%) mentre intanto Citigroup si è comprato Wachovia.
Un fantasma aleggia sempre più su tutti i mercati finanziari del pianeta ed è quello della crisi del 1929. Anzi peggiore, perché la globalizzazione del mercato e la facilità con la quale ora viaggiano le informazioni potrebbero scatenare ondate di panico nei risparmiatori tali da spazzare via l’intero sistema in poche ore in tutto il mondo.
Proprio la crisi del ’29 dovrebbe però darci alcuni importanti insegnamenti.
Ora come allora la causa sta, almeno in parte, nella perdita di contatto tra realtà industriale e speculazione finanziaria. Allora fu la voglia di speculazione azionaria tra i piccoli risparmiatori a drogare i prezzi delle azioni; il loro valore in pratica saliva a prescindere dal valore industriale ma solo in base alle leggi della domanda e dell’offerta. Una bolla speculativa che logicamente ad un certo punto esplose.
Adesso la colpa è in gran parte nella virtualità del mondo finanziario fondato su prodotti “derivati”, sulla scommessa continua fatta su “quel che sarà”, con enormi ricchezze virtuali che si muovono da una parte all’altra del pianeta senza che dietro ci sia alcuna ricchezza materiale.
Solamente dopo tutto questo c’è la crisi dei mutui, figlia di un sistema nel quale chi eroga il prestito non si preoccupa della solvibilità del debitore, perché cede immediatamente ad altri il credito: più alto è il rischio maggiore è il profitto che si pensa di ricavare.
Tornando al 1929, quella crisi coinvolse quasi tutto il mondo generando schiere di poveri disperati. Quasi, non tutto. Una piccola nazione, una nazione relativamente giovane e senza ricche colonie da depredare per far quadrare i conti non solo non fu toccata dalla crisi ma vide in quegli anni un nuovo splendore economico. E non si trattava nemmeno di una nazione fortemente industrializzata ma anzi ancora fortemente legata all’economia dei campi. Quella nazione è l’Italia.
La felice intuizione del governo italiano di allora fu semplice, ma efficacissima. L’Italia avviò in quegli anni importanti opere pubbliche (le bonifiche pontine, la fondazione di intere città, la costruzione di importanti infrastrutture come ferrovie, strade e autostrade, ponti, nuove industrie): in questo modo l’Italia non conobbe disoccupazione ed a fronte delle nuove ricchezze poté emettere nuova moneta senza creare inflazione, anzi la lira arrivò a sfiorare la parità con la sterlina.
Questa ricetta valida allora sarebbe ancor oggi miracolosa, tanto è vero che nella patria del capitalismo, gli Usa, qualcuno comincia a predicare (ed a attuare) l’intervento pubblico in alcuni comparti strategici. Anche in Francia o in Germania si comincia a guardare al “modello italiano”, ma proprio in Italia si continua invece a privatizzare in nome di un liberismo sempre più stolto ed autolesionistico.
Qualche voce in verità si è sentita anche da noi, quella di Tremonti per esempio, ma bisogna fare presto e ci vuole coraggio per imboccare decisamente al contrario la strada intrapresa dagli ultimi governi. Ci dispiace poi non sentire alcuna proposta in tal senso da un’opposizione (teoricamente di sinistra) che sembra invece persino più liberista del governo.
Il bivio è dietro l’angolo: da una parte c’è il socialismo (almeno un po’), dall’altra la miseria, la disoccupazione, la crisi profonda. (Paolo Emiliani, dalla prima pagina di RINASCITA del 30 settembre 2008)
Caritatevolmente
26 settembre 2008
Libera Chiesa in libero Stato: questa era l’aspirazione di Benedetto Croce. In uno Stato come l’Italia, dove la sovranità nazionale è un ricordo vecchio di parecchi decenni, la Chiesa è soprattutto libera di tracimare nel potere temporale e mettere bocca su faccende che non la dovrebbero riguardare.
L’Osservatore Romano, quotidiano dello straniero Stato Città del vaticano, ha ieri criticato duramente quello che definisce il “giro di vite” adottato dal governo italiano sui ricongiungimenti degli immigrati e i richiedenti asilo, e ha attaccato pure le politiche europee che prevedono “restrizioni, ostacoli e barriere” all’immigrazione.
Tanta foga tradisce però un’evidente conflitto di interessi quando ci si accorge che l’articolo di prima pagina è firmato dal prelato responsabile della Caritas italiana, Vittorio Nozza, ovvero voce di quella che può essere definita la primaria industria italiana dell’accoglienza, con “fatturati” a molti zeri.
Nozza si lamenta perché i principi di accoglienza, tolleranza e convivenza fra i popoli non sarebbero più condivisi, di fronte alla svolta culturale xenofoba in atto.
Nozza non si chiede però perché questo sentimento sia in crescita in Italia, nazione da sempre estranea a questo genere di pulsione.
Nozza non si rende conto che gli italiani non sono per loro natura, cultura, tradizione razzisti. Persino il nostro passato coloniale rivela i sentimenti degli italiani che in passato cantarono “faccetta nera” auspicando che la bella abissina diventasse romana pure lei, esempio di integrazione assai prima che si inventasse il pensiero politicamente corretto.
L’invasione straniera in Italia ormai incontrollata ha sconvolto anche la convivenza tra gli italiani, dei quali evidentemente la Caritas non si interessa, del resto non producono introiti. Soprattutto inquieta la nuova ingerenza clericale nei fatti interni italiani ed europei ed è sospettoso il fatto che dietro il “principio” difeso dal capo della Caritas ci sia una cascata di euro. In ogni caso non ci piace una certa tendenza “restauratrice” che sembra avanzare. Solo qualche giorno fa, durante la celebrazione ufficiale del 20 settembre, anniversario della liberazione di Roma dal potere papalino, vennero sciorinati i nomi dei caduti a Porta Pia, ma non dei bersaglieri liberatori bensì dei papalini difensori del papa. E tutto questo davanti al sindaco Alemanno che è rimasto impassibile come impassibili sono rimaste anche in seguito tutte le cariche dello Stato. Non temiamo certo il ritorno del papa re, anche perché dall’altra parte del Tevere hanno scoperto che in fondo è più comodo così, ma proprio non ci piacciono le ingerenze nelle cose di casa nostra né se queste provengono da stranieri arrivati in Italia sui gommoni né se arrivano da stranieri con la tonaca o il clergyman. (Decio Siluro, dalla prima pagina di RINASCITA del sabato 27 e domenica 28 settembre 2008)
Dall'indottrinamento all'annientamento dell'essere umano
22 settembre 2008
“Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. [B. Brecht]
Di recente il gentilissimo Pierpaolo Saba, coordinatore dell'U.S.A.C. Sardegna, mi ha fornito del prezioso materiale relativo alle scie chimiche ed alla sindrome di Quirra nell'isola. E' questa la dicitura con cui sono raggruppate gravi patologie (tumori, leucemie, linfoma non Hodgkin) diffuse nel Sarrabus, "sulla costa sud-orientale della Sardegna, a circa 80 km da Cagliari. Sorge qui la più grande base N.A.T.O. del Mediterraneo, il più vasto poligono sperimentale interforze d'Europa. E' una presenza oscura, lì da più di trent'anni, chiusa e inquietante con i suoi strani bersagli per le esercitazioni sparsi sul litorale o negli altopiani dell'entroterra".
Almeno sin dal 1977, in quest'area, comprendente i comuni di Villaputzu, con la tristemente nota frazione di Quirra, e di Perdasdefogu, sono numerose le morti per malattie tumorali e le nascite di bimbi con malformazioni orribili.
Quasi tutte le vittime operavano all'interno del poligono di tiro per un’azienda, la Vitrociset, che si occupa della manutenzione delle apparecchiature interne, o abitavano nelle campagne circostanti. Le persone colpite, per lo più soldati e pastori, appartengono a tutte le fasce tutte le età. Le analisi ed i prelievi del terreno hanno rilevato la presenza di uranio impoverito, di cesio 136 e tungsteno.
In questi ultimi tempi, è stato accertato che le patologie riscontrate, sono collegabili non alla radioattività degli elementi chimici sopra citati, ma alle nanoparticelle che, non trovando, a causa delle loro ridottissime dimensioni, idonee barriere nell'organismo, penetrano nel cervello, nel fegato, nella milza, nelle ghiandole linfatiche con effetti devastanti... (Straker - http://www.tankerenemy.com)
La merce finale
20 settembre 2008
Nella questione dei trapianti i punti controversi sono talmente gravi e numerosi che non si finirebbe più di parlarne anche se la discussione fosse ammessa; in realtà, invece, esiste un ordine segreto ma inderogabile che vieta qualsiasi informazione sull’argomento, salvo qualche compiaciuta notizia che viene data su casi straordinari tesi a meravigliare l’opinione pubblica e a incitarla a mettere a disposizione senza remore tutti i corpi, quello proprio e quello dei familiari.
Questo è il primo dato sul quale bisogna riflettere: perché le Istituzioni vogliono a tutti i costi incrementare la pratica dei trapianti e hanno impostato fin dall’inizio una campagna pubblicitaria indirizzata a convincere i sudditi in modo che non li sfiori neanche il minimo indizio negativo? Quale interesse ha lo Stato? I trapianti sono autorizzati esclusivamente nelle strutture pubbliche, quindi la spesa enorme che comportano è a carico dei cittadini.
Nessuna cifra, però, viene mai allo scoperto. Cifre spaventose, comunque, anche se non ne conosciamo l’entità perché non riguardano soltanto i numerosi fallimenti (i trapianti di midollo, per esempio, vengono ripetuti più volte e non sempre riescono), ma soprattutto a causa dell’incremento di malattie genetiche le quali ovviamente non guariscono con il trapianto. E’ il caso di molte cardiopatie: gli individui trapiantati mettono al mondo dei figli a loro volta bisognosi di trapianto. In Italia esistono ormai le terze e le quarte generazioni di portatori di trapianto cardiaco e nessuno si sogna neanche di esortarli almeno a non procreare: altro che “dono”…non c’è mondo più egoista di quello dei trapianti...
(Ida Magli - tratto da Il Giornale di lunedì 8 settembre 2008)
NEVROSI USUROCRATICA
19 settembre 2008
Le cattive regole
Il pasticcio Alitalia è consumato. Qualunque soluzione diversa dalla nazionalizzazione che si concretizzerà nei prossimi giorni sarà infatti solo un pasticcio, anzi un disastro per gli italiani ed al massimo un affare lucroso per pochi eletti.
E’ del tutto evidente che a questo punto (ma anche a tutti i passaggi precedenti della crisi) l’unica possibilità per salvare la compagnia di bandiera, è quella di mantenere il controllo pubblico sul trasporto aereo e garantire posti di lavoro passa per la nazionalizzazione. Questo è quanto chiede anche la gran parte dei lavoratori Alitalia, almeno quelli dei servizi di terra, operai e impiegati che non avrebbero soverchi problemi a vedere le loro retribuzioni allineate a quelle degli statali, visto che sono già molto simili.
Anzi parecchi precari “storici” potrebbero vedere la loro situazione finalmente regolarizzata con un passaggio allo Stato. Discorso a parte per il personale di volo che sembra aver ormai trovato sponda nel sindacato Cgil per mere questioni di bottega. La nazionalizzazione sarebbe quindi la soluzione giusta, ma Tremonti ha ieri subito messo le mani avanti, spiegando che l’Ue non lo consentirebbe. Probabilmente anche Tremonti sa bene che quella sarebbe la strada da intraprendere, ma il minsitro dell’Economia conosce pure la debolezza italiana quanto a sovranità nazionale e forse per questo dice quel che dice.
Qualcosa però non è chiara. Perché negli Usa, la patria del capitalismo e delle liberalizzazioni, lo Stato è intervenuto in salvataggio di Banche e assicurazioni considerate strategiche per l’economia statunitense?
Perché la Francia non ha minimamente accelerato la privatizzazione di importanti settori strategici? Perché la Germania ha fatto altrettanto, anzi mantiene ancora in qualche modo il controllo statale del servizio postale e delle tlc?
E perché in Italia sono stati fatti, in un passato sia remoto che recente, interventi con soldi pubblici a favore del sistema bancario internazionale, anche quando ciò ha di fatto creato danno all’economia italiana?
Le regole non ci sembrano chiare, ma anche se lo fossero sarebbero semplicemente cattive regole e non bisogna obbedire alle cattive regole.
L’Europa delle banche e del profitto si arrabbia? Allora anche lei è una falsa Europa, non è la più grande patria degli europei, ma solo uno strumento per opprimerli ed allora si può dire ‘no’ anche all’Europa, come hanno già fatto i cittadini di Irlanda, Francia e Olanda. O no?
(Paolo Emiliani, dalla prima pagina di RINASCITA del 20 settembre2008)
Laureatosi in ingegneria nucleare per farsi un bidone di pippe tutti i giorni dietro una scrivania in attesa del pensionamento
19 settembre 2008
L'immensa stronzata di un ingegnere fallito frustrato impotente che ha deciso di occuparsi di economia per ammazzare il tempo
Originally Posted by linorossi:
«Le monete con riserva, come le banconote che abbiamo in tasca, non hanno il signoraggio monetario, ma hanno un altro tipo di signoraggio che si chiama “costo opportunità”.
http://www.soldionline.it/saperinves...a-central-bank
Lo Stato dapprima paga gli interessi sui titoli del debito pubblico che vanno nella riserva, poi dovrebbe riaverli indietro. Ma mentre ciò è stato vero per la Spagna, per noi non lo è stato affatto.
La frase di Duisenberg dice: se mantieni le monetine metalliche hai un utile, mentre se facciamo le banconote, al massimo fai la patta. Questa frase può essere letta in due modi.
1) Duisenberg sapeva che bankitalia non avrebbe dato nulla allo Stato perché è una BCB;
2) Duisenberg ha sottovalutato il fatto che allo Stato importa avere la giusta quantità di moneta nella società. Averla attraverso un utile (monete metalliche), oppure attraverso un debito non oneroso (per tutti tranne che per noi), NON cambia nulla; è solo una questione contabile (se non si ha a che fare con una BCB) che non cambia la sostanza, perché un debito che genera un interesse che viene restituito non costituisce un vero debito.»
E' ovvio che, essendo impossibile negare l'evidenza del debito pubblico generato dal signoraggio sulle banconote emesse dalla BCE, l'ingegnere Lino Rossi (omologo del ragionier Ugo Fantozzi) al soldo del potente banchiere ha assunto la posizione di 90°, con massima viltà e disprezzo per l'umanità, di cui non può farne parte integrante (non se lo fila nessuno fuori da interDet) ci racconta scrivendo sul web queste colossali idiozie sul signoraggio, inventandosi il "debito non oneroso" ed il "costo opportunità".
lino rossi, per te c'è un sonoro vaffanculo!! (accetto querele)
Citt.Sovr. Giovanni Sandi
Gli economisti neoliberisti sono in agonia e a corto di idee.
Il passato è virtuoso, la globalizzazione no
18 settembre 2008
Italia da rinazionalizzare
Come si sa, Mario Draghi è il governatore di quella merchant bank privata che qualche sprovveduto ancora chiama Banca d’Italia.
Fino a qualche giorno fa, questo signore, tra una querela e l’altra a giornali fastidiosi come il nostro, elargiva urbi et orbi i suoi pareri al cloroformio sulla crisi finanziaria in atto. Dichiarando “nient’affatto coinvolte” le banche italiane. Poi, d’un tratto, nelle ultime ore, tra un invito in un salotto di gnomi a Nizza ed uno a Berlino, ha però cambiato rotta e dichiarata “severa” la crisi che galoppa da Wall Street. E ha cominciato a ipotizzare “misure concertate” di banche e governi per frenare il crack in atto.
Certo. La situazione sta sfuggendo di mano. E le notizie sui rimbalzi italiani della bancarotta Lehman si fanno più precise.
Enrico Mattei è stato il costruttore di un’Italia affrancata dal giogo delle multinazionali, è stato il manager pubblico capace di restituire agli italiani orgoglio nazionale e sovranità economica. Il nostro popolo, la nostra Nazione, ha bisogno di nuovi Mattei per tornare a una virtuosa economia produttiva che si liberi di quei nani illuminati al servizio della grande finanza internazionale e delle catene del profitto e dell’usura |
Non solo alcune tra le maggiori banche italiane - Unicredit, Intesa, Bnl, Popolare di Milano - ma anche alcuni enti locali come il Comune di Milano e lo stesso Tesoro italiano (esposto per un miliardo di euro!) hanno sottoscritto derivati, obbligazioni, Lehman Brothers... ed ora i risparmiatori irretiti da tali “consulenti finanziari” stanno cominciando a ricevere cortesissime comunicazioni su mancate rendite e... scomparsa del capitale investito.
Grazie alla omessa vigilanza di Banca d’Italia sui rischi di tali speculazioni. D’altra parte come si fa a pretendere che i controllanti siano controllati? Che gli azionisti di Banca d’Italia - le banche private - siano soggetti a controlli da parte della Banca di loro proprietà?
Ma non tutto il male viene per nuocere. Intanto, anche se qualche Soros rimarrà in piedi, le rovine saranno tante, perché questa tempesta finanziaria può scuotere alle radici il sistema di potere fondato sul profitto e sull’usura fin qui padrone del mondo. E poi l’esplosione della bolla monetaria che strangola uomini e popoli, si sa, era attesa.
E’ giunta ed è benvenuta. (Ugo Gaudenzi, dalla prima pagina di RINASCITA del 18 settembre 2008)
Rispettabili Banditi
17 settembre 2008
Mario Draghi è un uomo d’onore.
Non per nulla è stato per sei anni direttore esecutivo della Banca Mondiale. E non per nulla ha guidato - da buon alunno di Caffè e di Modigliani - la svendita del patrimonio pubblico nazionale, quale presidente del Comitato Privatizzazioni e consigliere-pilota di Eni, Iri, Bnl e Imi. Non per nulla è stato posto al timone della Banca d’Italia.
Mario Draghi è un uomo d’onore.
Nella sua qualità di ex vicepresidente per l’Europa della Goldman & Sachs dal 2002 al 2005 deve oggi correre in rapido aiuto al suo ente mentore, in grave crisi di liquidità trimestrale, nonostante i buoni affari fatti dal 1992 in poi in Italia, dalla pilotata svalutazione della lira all’acquisizione del patrimonio immobiliare Eni a prezzi stracciati da parte del fondo Whitehall G&S.
Mario Draghi è un uomo d’onore.
E qualcosa farà per sostenere il Mercato, le Banche d’affari, l’Usura e la Grande Finanza in tempi procellosi come gli attuali. Un compitino difficile, però. Deve partecipare alla difesa delle banche usuraie mondiali, quelle della City e di Wall Street, dall’effetto domino in corso. Dal 25 gennaio al 29 agosto di quest’anno dodici principali banche americane sono fallite. Poi il crack ha toccato i due istituti Fannie Mae e Freddie Mac, quindi ha stroncato la Lehman Brothers e ferito la Merryl Lynch.
E ieri la crisi ha fatto tremare la più grande compagnia assicurativa Usa, la Aig, crollata del 63 per cento, e le due banche speculative per antonomasia, la Morgan Stanley scivolata del 22% e la Goldman Sachs che ha perso in un trimestre l’11%. Neanche Ben Bernanke, il timoniere della Federal Reserve (l’omologa statunitense della Banca d’Italia, anch’essa cioè una banca privata che lucra gli interessi di signoraggio sulla ricchezza di una nazione) sa che pesci pigliare.
Ma Mario Draghi è un uomo d’onore.
Farà tirare la cinghia agli italiani e sosterrà la crociata per salvare le povere banche internazionali, le povere compagnie di assicurazione, le stesse che hanno allattato il suo personale potere, dal fallimento. Se ci riuscirà. Ma i tempi non sono favorevoli. A metà dell’‘800, un tizio scriveva:
“Il sistema creditizio che ha come centro le pretese banche nazionali e i potenti prestatori di denaro, e gli usurai che pullulano attorno a essi, rappresenta un accentramento enorme e assicura a questa classe di parassiti una forza favolosa, tale non solo da decimare periodicamente i capitalisti industriali, ma anche da intervenire nel modo più pericoloso nella produzione effettiva - e questa banda non sa nulla della produzione e non ha nulla a che fare con essa. Questi rispettabili banditi - ai quali si uniscono i finanzieri e gli speculatori di borsa - sfruttano la produzione nazionale e internazionale”. [Karl Marx, Il Capitale, III.33]
Ecco, in queste ore, in questo salutare autunno nero del 2008, i parassiti stanno tentando di far quadrato per salvare i propri privilegi da un annunciato tramonto della follia liberista.
Non ci riusciranno. (Ugo Gaudenzi, dalla prima pagina di RINASCITA del 17 settembre 2008)
Prima Pagina "RINASCITA"
16 settembre 2008
Mi dichiaro perseguitato politico dall'amministrazione comunale di Santa Giustina Bellunese e servizi sociali.
3 settembre 2008
SANTA GIUSTINA Giovanni Sandi, 49 anni, milanese, è arrivato cinque anni fa nel Bellunese sperando in un lavoro attraverso i servizi sociali, ma è stato solo un miraggio
Invalido, solo e disoccupato da oggi è in strada
(si.p.) Se il codice penale italiano lo prevedesse come reato avrebbe già sporto denuncia - querela in Procura per rapina di tempo. Ma l'ipotesi, per quanto descritta nel Levitico (terzo libro della Bibbia cristiana e della Torah ebraica), non è ovviamente contemplata dal nostro ordinamento giuridico.
Di passi per far valere le proprie ragioni, Giovanni Sandi, ne ha fatti comunque altri. L'ultimo solo pochi giorni fa quando è comparso a Palazzo Rosso mentre si riuniva la Giunta comunale di Belluno, spiegando la propria situazione all'assessore Angelo Paganin e chiedendo asilo politico sociale.
Sandi, nato a Milano 49 anni fa, si era trasferito a Santa Giustina nel settembre 2004 dopo che si era prospettata la possibilità di trovarvi un alloggio e un lavoro grazie ai contatti fra i servizi sociali di Vaprio d'Adda, suo precedente comune di residenza, e quelli dell'amministrazione del Bellunese.
In realtà, nonostante l'insistenza da parte del Sandi e l'interessamento della Caritas, un lavoro per l'uomo non è mai stato trovato. Sono arrivati pacchi alimentari, piccoli prestiti, perfino uno stanziamento di 1800 euro da parte del Comune di Santa Giustina per un soggiorno temporaneo nella struttura feltrina Sole di Napoli (visto che la casa di Meano dove aveva vissuto non era mai stata dichiarata abitabile), ma nessuna occupazione. E da oggi, primo settembre, l'uomo sarà fuori dalla casa accoglienza, senza un posto dove andare, senza un lavoro né disponibilità di soldi.
«Le misure del dolore sono colme, anzi traboccanti» scrive Sandi in fondo alla denuncia mai presentata. La sua storia, con i dettagli dei vari passaggi che lo hanno interessato da quando ha lasciato la Lombardia per il Veneto, è raccontata su Internet, sul sito www.signoraggio.it. «Cari Amici, - scrive - appena qui sopra c'è l'invito a farmi una donazione per sostenere il sito e la radio che non trasmette più, la causa è l'infarto che mi ha colpito domenica 2 settembre 2007 alle 9. Ero appena rientrato dalla passeggiata mattutina con la mia lupetta Patty, ho perso conoscenza per il dolore per pochissimo tempo, la lupa mi ha rianimato o svegliato leccandomi il volto e prendendomi a zampate ho avuto la forza di chiamare il 118, all'ospedale di Feltre venivo trattato in terapia intensiva e inviato in elicottero presso l'emodinamica di Treviso dove mi venivano impiantati 2 sten in DA1 e DA2, mi sono sentito subito meglio, ma da quel giorno tutto è cambiato».
Gravi strascichi della malattia, l'impossibilità di continuare a vivere nella casa senza servizi né acqua né luce, la morte della cagnetta, avvenuta qualche mese fa nel canile che l'aveva ospitata, hanno peggiorato la vita di Giovanni Sandi, che da oggi si ritroverà in mezzo alla strada con un'invalidità del 60 per cento.
Tratto dal Il Gazzettino.it che ha rimosso l'articolo essendo un giornale prono al potere politico e religioso, quindi per vedere l'articolo originale cliccate qui.
...mi vu in gir de chi e de là, mi vu in gir a lavurà...
18 agosto 2008
http://it.youtube.com/watch?v=sHd23wVfNAA
1929, reloaded
14 agosto 2008
Le file di ansiosi risparmiatori davanti alle banche per ritirare i depositi: si ripete in USA ciò che avvenne nel ‘29. Solo, la vecchia foto in bianco e nero ci è riproposta a colori. Wall Street che crolla, come allora. Le «solide» istituzioni finanziarie che devono essere messe sotto la tenda a ossigeno.
Il crack speculativo con la svalorizzazione degli «attivi» di carta (fase uno) che si trasmette alle banche commerciali (fase due) e si ripercuote nell’economia reale, con chiusure di aziende, licenziamenti in massa, insolvenze a catena nel ceto medio, caduta verticale dei consumi (fase tre).
In Gran Bretagna, la polizia ha proposto seriamente di istituire di nuovo il «servizio nazionale», come si fece nel 1945, per occupare i giovani senza lavoro e senza titolo di studio - i più proni alla delinquenza - in opere sociali e lavori pubblici.
E’ la fase quattro: anche Roosevelt, negli anni ‘30, irregimentò milioni di disoccupati, per occuparli in opere pubbliche.
La fase cinque può essere quella del razionamento, delle economie pianificate per la necessità imposta dalla penuria, delle tessere alimentari: a ciascuno tanti grammi di grassi, tanti di proteine, tanti di farina.
Insomma tutto si ripete. Con qualche aggravante: i prezzi di petrolio e alimentary, che dopo il ‘29 erano al minimo (deflazione), ora continuano a salire nonostante la stagnazione (stagflation). E peggio che nel ‘29, il centro dell’impero mondiale è senza testa, con un presidente screditato e in uscita, senza iniziativa e senza autorità; e il suo successore non entrerà in carica che fra molti, lunghissimi mesi.
Le stesse avidità stolte e insaziabili, lo stesso capitalismo svincolato da ogni regola, ha prodotto la stessa rovina. Ovviamente, anche le stesse menzogne... (Maurizio Blondet)
11 agosto 2008
Il cambio generazionale nelle aziende è un vero disastro.
Ma è tutto l’ambiente, in generale, così provinciale e così poco avvezzo ai rapporti umani, in particolare nel padovano.
Che tristezza! Una volta ci si faceva belli perchè si raggiungeva la tanto sospirata laurea; adesso è più importante essere “Il figlio del Paron!”. Con o senza laurea il prodotto non cambia. Arroganti e presuntuosi, spesso ignoranti delle mansioni, ma non solo, a cui, per pura fortuna, sono «proiettati» per subentrare ai padri che sono stati capaci, loro si, di rimboccarsi le maniche e sporcarsi le mani. Il rischio è grosso. Il tanto decantato nord-est, rischia di fallire sotto i colpi delle nuove generazioni (figli degli imprenditori) che si ritrovano dei «gioielli» per le mani, senza aver mai fatto «gavetta» e senza mai aver fatto visita, quantomeno una sbirciatina, al mondo del lavoro reale. Potrei citare casi vissuti in prima persona di contatti con queste nuove generazioni di «Zombies inquietanti», ma questa non vuol essere un’inchiesta, con dati e sondaggi; semplicemente un campanello d’allarme per il genere umano. Scarso e di pessima fattura. In generale, il materiale umano, nella regione dove questa rivista è nata, è prossimo alla desertificazione, arido e senza sussulti di vitalità. I parametri con cui misurano i rapporti interpersonali sono: il Porsche o il SUV (pagato anche a cambiali e per tutta la vita. Poco importa; fa scena e ti identifica); le amicizie cosidette «altolocate» (certe volte ti senti fare dei nomi, a te totalmente oscuri); il vicino VIP (una sorta di capomandamento) della zona in cui vivono, che identifica e rende il paese o quartiere di residenza «IN» o nel caso contrario «OUT», tanto da far lievitare i costi degli immobili (pensate che potere). Se tanto mi da tanto, tra un po’ di anni avremo dei nuovi ghetti, non di extracomunitari, da una parte, e di italiani, dall’altra, bensì di italiani auto-incoronati Top, e il resto per differenza, ma sempre italiani, diciamo di serie B.
Il massimo lo si raggiunge nei rapporti lavorativi: se ti presenta Tizio, e per Tizio non intendo uno qualunque, allora stai sicuro che ci saranno ad accoglierti i tappeti rossi. Tutto il resto è il nulla. Puoi fare prodotti straordinari, offrire servizi innovativi: “no te caga nessun!!” (non ti filerà nessuno).
Un raro esempio di meritocrazia applicata.
Nessuno vuole generalizzare, ci sono «personalità», non intese come VIP, degne di nota. Persone a cui puoi dare l’appellativo di “Amici”; sinceri, affettuosi e leali (già perchè un altro dei problemi oltre quelli già citati, è la falsità che ti circonda).
Spesso sono individui che hanno vissuto lontano, in altri luoghi per alcuni periodi e che in qualche modo hanno «respirato» culture differenti, alle quali si sono accostati con fiducia e non, come spesso accade per ignoranza, con timore. Ci sono, esistono e vivono tra noi. Purtroppo, però, sono mosche bianche. Speriamo che qualcosa cambi e si esca dall’enclave in cui questa bella regione si è «auto-avvitata».
“Dopo la discesa (agli inferi), c’è sempre una risalita”.
Mi preoccupa però il fatto che si potrebbe citare un altro proverbio:
“Al peggio non c’è mai fine!” (Gaetano Baldi - Vice Direttore Responsabile LiberoReporter)
Tratto dall'editoriale della rivista mensile di agosto 2008 LiberoReporter http://www.liberoreporter.it
La Georgia aggredisce, la Russia risponde
11 agosto 2008
08.08.2008 17:55 - Tibilisi - Le truppe russe si stanno avvicinando alla capitale dell’Ossezia Meridionale per sostenere il contingente di pace russo dislocato in Georgia per riprendere il controllo della regione, attaccato dall’esercito georgiano. Già si parla di guerra e di invasione illegittima della Russia, ma è da precisare che la Georgia ha aggredito un contingente di pace russo presente in Ossezia del Sud, provocando la reazione russa.
Il Colonnello Igor Konashenkov, Aiuto Comandante dell’Esercito russo ha dichiarato che circa 10 soldati russi sono stati uccisi e 30 sono rimasti feriti nella provincia, dopo che la Georgia ha bombardato la zona in cui erano presenti i soldati con missili, aerei da combattimenti, artiglieria pesante e fanteria. "L’unità della 58esima brigata in aiuto dei soldati di pace russi si stanno avvicinando a Tskhinvali", afferma Konashenkov, nel tentativo di fermare l’attacco georgiano contro la sede centrale del contingente russo in Ossezia meridionale. "Le truppe Georgiane stanno sparando contro soldati e civili che si trovano nei posti i blocco che hanno occupato - continua Konashenkov - il combattimento sta continuando anche nell'area di Tskhinvali, dove stanno sparando i carri armati Georgiani".
Secondo alcune informazioni, confermate poi dal Ministero della Difesa russo circa 100 carri armati russi e veicoli blindati sono entrati a Tskhinvali. Mentre, secondo il Ministero dell'Interno di Tbilisi la Georgia ha perso il controllo di parte della capitale di Tskhinvali dopo i bombardamenti russi, e che un aereo russo ha sganciato due bombe nei pressi della base dell’aeronautica militare in un sobborgo di Tbilisi a Vaziani, senza però causare vittime in entrambi i casi. Oggi il Presidente pro-occidentale georgiana Mikheil Saakashvili ha dichiarato, in un'intervista alla CNN, che "la Russia stava portando la guerra nel suo paese", mentre il Ministero degli Esteri ha fatto un appello alla comunità internazionale per avvertire la Russia che "invadere il territorio di un paese sovrano è inaccettabile nel 21 secolo".
Tuttavia, la diplomazia russa risponde alle intimidazioni e al tentativo di coinvolgimento di Paesi esteri sottolineando che la Georgia ha attaccato la forza di pace russa, tale che la risposta dell’esercito russo è stata solo una difesa rispetto all'aggressione Georgiana, e una "punizione" per chi uccide cittadini russi in Ossezia Meridionale. Infatti, il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, afferma che le intelligence russe hanno avuto informazioni secondo le quali sarebbe in corso una "pulizia etnica" di russi in alcuni paesi dell'Ossezia del Sud, e che il numero di rifugiati sta aumentando preparando una vera e propria crisi umanitaria, ha detto Lavrov. Al momento, secondo gli ufficiali separatisti, Tskhinvali ha subito i danni maggiori con 15 morti tra i civili, tre soldati georgiani, e 17 feriti. Il Presidente russo Dmitri Medvedev ha ordinato l’invio di aiuti umanitario per le zone colpite dal conflitto, mentre è stato annunciato che la Russia cancellerà ogni collegamento aereo con la Georgia a partire dalla mezzanotte di stasera. In giornata su richiesta di Tbilisi il Consiglio di sicurezza dell'Onu riprenderà la riunione di emergenza per la situazione in Ossezia del Sud. (Fulvia Novellino)
La canicola estiva che fa sudare freddo agli italiani
30 luglio 2008
Mentre l'oro degli italiani
evapora nei caveau di Bankitalia
in nome della truffa del debito pubblico:
Ogni volta che si avvicina il periodo delle ferie estive qualcuno tira fuori la storia dell'oro degli italiani, comunicando dati incerti sulla quantità. Pensate: la testata Panorama riesce anche a dirci che quell'oro è marchiato con falce e martello, svastiche naziste e aquile americane, insomma la stampa riempie le colonne dei giornali di grandi cazzate sul nostro oro, unica vera ricchezza che appartiene al popolo italiano (E' NOSTRA!!) che ancora non sono riusciti a depredarci con le manovre speculative dei banchieri e loro amici, questo sara' l'argomento estivo (salvo qualche spettacolare omicidio), mentre in coda con l'auto tenterete di raggiungere la vostra meta estiva qulcuno degli uffici di riscossione delle banche che le ferie se le è già fatte, vi sta preparando la sorpresina, a molti di voi toglieranno la casa, che probabilmente verrà messa all'asta dopo essere stata pignorata con atto giudiziario per morosità al mutuo. Se in ferie andate all'estero e per estero intendo in posti extracomunitari date un'occhiata in giro e cercatevi un'occupazione e li rimanete, certamente passerete un inverno migliore, in italia dopo il mese di agosto saranno dolori per molti.
Per gli italiani in ferie domestiche e anche per coloro che le ferie le avranno viste con il binocolo, consiglio di fare scorta di biancheria e indumenti invernali, sarete in molti in coda sui marciapiedi a chiedere il pasto caldo alla Caritas della vostra città, non dovrete colpevolizzarvi e pensare al suicidio, voi ce l'avete messa tutta, dovrete sentirvi fregati e quindi vi incazzerete con il sistema politico monetario che affama ed avvelena il popolo.
Ricordate: la Caritas raccoglie quattrini per i poveri, se siete poveri, i soldi in cassa alla Caritas sono Vostri.
Per i fortunati che ancora avranno la casa ci rileggeremo a settembre, buone ferie!!
(Citt.Sovr. Giovanni Sandi)
Il re è nudo
25 luglio 2008
Dalla prima pagina di Rinascita del 25 luglio 2008
La manovra d’estate ha passato l’esame di Montecitorio. Il decreto legge presentato dal governo ha ottenuto 305 voti a favore e 265 contrari. Il provvedimento tornerà ora a Palazzo Madama per una seconda votazione. Non dovrebbero sussistere particolari problemi, ma è probabile che il governo, per evitare modifiche ed affrettare i tempi, blindi il decreto con un voto di fiducia. Nel recente passato abbiamo commentato in modo non completamente negativo la manovra, rilevando alcuni spunti interessanti in alcune sue parti, anche se non abbiamo potuto non bocciare completamente lo spirito liberista che la ispira. Proprio questo è il punto. Non possono bastare alcune lucide intuizioni di Tremonti, poi solo parzialmente trasformate in atti concreti, per trasformare un governo ultraliberista e cameriere dell’invasore atlantico in un governo attento ai bisogni dei cittadini italiani, difensore della sovranità nazionale. Del resto in questo senso Berlusconi ha gioco facile, visto che l’alternativa al suo esecutivo è rappresentata da figuri che nel recente passato hanno dato pessima prova di sé ed ancora più succubi, se possibile, agli ordini della grande finanza internazionale. Il presidente operaio, come si autoproclamò il Cavaliere un po’ di tempo fa, suscitando la naturale ilarità generale, alla fine si è mostrato per quel che è: difensore dei forti, ovviamente economicamente parlando. L’abolizione, sacrosanta, dell’Ici sulla prima casa è stata solo fumo negli occhi, poi sono arrivate tutte misure ben gradite a Confindustria, a cominciare dalla detassazione dello straordinario, utile solo a chi pensa di spremere i lavoratori che ha senza creare nuova occupazione. Così alla fine il “povero” Tremonti ha dovuto racimolar cassa come ha potuto, anche per rispettare gli ordini degli euroburocrati, e per far questo ha tagliato un po’ a vanvera, ma soprattutto laddove ha pensato far meno danno propagandistico. Già, perché molti scellerati saranno contenti di veder soffrire i lavoratori statali, almeno gli imbecilli che insultano l’inno nazionale e maledicono “Roma ladrona” Ed ancor più saranno quelli che saranno soddisfatti nel veder ridimensionate le provvidenze per l’editoria, ammaestrati da qualche “grillo parlante” ed ormai succubi dell’antipolitica, che come tutte le cose che cominciano per anti è roba poco intelligente. Poi, a ben vedere, i tagli non riguarderanno i grandi giornali, quelli imbottiti di pubblicità, ma solo i piccoli, come Rinascita, le vere cooperative che con il loro lavoro garantiscono una effettiva pluralità dell’informazione. No, non ci siamo proprio: non si mette in pericolo la libera informazione solo per accontentare il popolo dei qualunquisti. Il re è nudo. Del resto non esiste alcuna possibilità di realizzare un buon governo se l’ispirazione è quella liberal-liberista. L’unica soluzione è il socialismo, un socialismo non marxista che sappia difendere l’identità dei popoli e la sovranità delle nazioni. Ma questi sono concetti sconosciuti dalle parti di Palazzo Chigi. (Paolo Emiliani - Rinascita)
Soros, il liberista
23 luglio 2008
E' infatti questo ebreo americano d'origine ungherese il responsabile del collasso monetario che, nel settembre del '92, ha ridotto il cambio della lira del 28% rispetto al dollaro. Soros opera sul mercato della "finanza derivata" (derivatives) con un suo fondo d'investimento speculativo, il Quantum Fund, che ha sede a Macao e nelle Antille Olandesi, due paradisi del riciclaggio mondiale. per la speculazione contro la lira, ha raccolto tra i suoi clienti 50 milioni di dollari: una piccola cifra nella Tangeri finanziaria mondiale, ma più che sufficiente sul mercato dei derivates per mobilitare 20 volte tanto. Di fatto, impegnando "realmente" 50 milioni di dollari, è riuscito a lanciare contro la lira un miliardo di dollari presi a prestito a termine.
Con quel miliardo, ha comprato a termine lire e ha cominciato a venderle a fiumi (sena averle) in cambio di marchi tedeschi, al tasso fisso di cambio previsto dallo Sme. In questi casi la Bundesbank, obbligatavi dalla disciplina monetaria europea, deve comprare le lire buttate sul mercato con marchi tedeschi. Ma la cifra che Soros mobilita, a cui presto si aggiunge il fiume mosso da altri speculatori sulla sua scia, supera ormai di molto la possibilità d'intervento delle banche centrali. Viene il momento in cui la lira, non più sostenuta, deve svalutare: il suo valore passa da 765 per un marco a 980 (-28%). Soros ha ora in cassa i marchi, fortemente rivalutatisi contro la lira; può acquistare con essi lire, con lo sconto del 28%, e ripagare in lire svalutate il suo debito iniziale prima che scada la data del suo contratto. Il suo profitto sta nella differenza: 280 milioni di dollari (420 miliardi di lire) pari al 28% del miliardo di dollari fittizziamente mobilitato, ma pari al 560% dei 50 milioni realmente impegnati.
Il meccanismo speculativo è abbastanza semplice. Ma richiede - come fu già il caso di Parvus - che Soros abbia potuto contare su una rete di altissime relazioni, dalle quali deve aver ricevuto informazioni riservate, atte a diminuire il rischio dell'impresa. C'è il sospetto che alcune informazioni le abbia ricevute dalla "banca delle banche", dalla Federal Reserve di New York: il cui capo Gerald Corrigan, amico intimo di Soros, s'è dimesso d'improvviso subito dopo il fortunato raid contro la lira. Altri indicano alcuni nomi brillantissimi che risiedono nel consiglio d'amministrazione del suo Quantum Fund: Nils Taube, socio di Lord Victor Rothschild; Sir James Goldsmith, imparentato ai Rothschild; Richard Katz, che poco prima della speculazione è diventato direttore della Rothschild Italia S.p.a. a Milano...
LE ARMI DEL POTERE RELIGIOSO
20 luglio 2008
LE ARMI DEL POTERE RELIGIOSO SONO...........
Ambizione, paura e credulità sono le armi del potere. Quando Dio viene concepito come un dio che discrimina tra credenti e miscredenti, giusti e peccatori, praticanti e non praticanti, nasce il potere religioso.
Il potere religioso si basa sulla paura. Minaccia violenza e castighi, in cielo ed in terra. Rende l’uomo vile e timoroso. Rende l’uomo schiavo. Il potere religioso si basa sull’ambizione, e promette ricompense a chi si sottomette. In cielo e in terra. Rende l’uomo orgoglioso e superbo. Il potere religioso si basa sulla credulità. Esalta se stesso. In cielo e in terra. Propaganda la cieca obbedienza come bene per l’uomo, e rende l’uomo infantile. Il potere esercitato in nome di Dio è il più perverso. Propaganda la sottomissione ai suoi rappresentanti come volontà di Dio. Come amore per Dio. Ma la schiavitù non è un valore. In cielo e in terra. All’obbedienza a Dio, Gesù contrappone l’assomiglianza al Padre. All’osservanza della Legge la pratica dell’Amore.
“UOMINI VAMPIRI” vestiti di nero, reclutatori ed impositori di riti alienati che succhiano la vita umana dalle prime ore della nostra esistenza…….: PREGATE-VI
“UOMINI VAMPIRI” vestiti di nero, che condannate come “IMPURO” l’atto d’amore (di cui Voi stessi siete il prodotto) che genera la chimica più sublime che madre natura ci possa aver regalato (la vita) : CONFESSATE-VI.
“UOMINI VAMPIRI” vestiti di nero, patetici prodotti OGM ,malati pervertiti banchieri, venditori d’assoluzioni e statuette…..: PENTITE-VI.
“UOMINI VAMPIRI” vestiti di nero, siate condannti alla masturbazione infernale per aver commesso il peccato più grave in assoluto, nei confronti dell’intera umanità: CI AVETE MENTITO….cazzo!!! Che ZEUS possa folgorarvi il culo………
AGLI “UOMINI VAMPIRI” vestiti di nero e BUGIARDI GENOCIDI come Voi (ve li ricordate le centinaia di migliaia di arrosti umani inquisiti ed arsi vivi per 4 secoli, UH ?? bene… ), non Vi è più permesso di occupare volumetria su questo pianeta: andate a farlo nel “Vostro Aldilà “. Qui c’è poco spazio.
“UOMINI VAMPIRI” vestiti di nero, esseri non graditi ed indegni di consumare il poco ossigeno prezioso che resta all’umanità : LA GIUSTEZZA È GIUNTA AL VERDETTO…………………COLPEVOLI.
Stringetevi la mano (od altro) in segno di fratellanza e possiate soffocare in pace….AMEN.
~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~
LO STAFF di LEZAPP, Vi ricorda gentilmente che, dovreste togliere i Vostri risparmi dalle cazzo di banche che continuano, giorno dopo giorno, a rubarVi e succhiarVi il sangue, anche mentre dormite. SVEGLIATEVI!! COSA VI HA MAI FATTO CREDERE CHE DELLA CARTA SIA COSI PREZIOSA ??
KEEPONTRUCKINGENTE
[ http://chimidice.wordpress.com/2008/07/19/le-armi-del-potere-religioso/ ]
Prima Pagina "RINASCITA"
15 luglio 2008
Una verità che scotta
15 luglio 2008
Dal periodico " l'Informazione del Collezionista " n.16 Giugno-Agosto - 2000
Nella silenziosa calura del post-ferragosto di questo anno giubilare, il titolo potrebbe dare adito a varie interpretazioni: il caldo, conseguenza del solleone, i piromani nei boschi, i drammi quotidiani dei giovani e meno giovani sulle strade che amareggiano il più intenso e lungo periodo vacanziero dell'anno.
Niente di tutto questo: si tratta di una rivoluzione monetaria che parte verso la metà del luglio 2000 da Guardiagrele, in Provincia di Chieti, una delle città più interessanti d'Abruzzo, abitata da circa 10.000 guardiesi, ricca di storia, arte ed artigianato, distesa su un colle ai piedi della Maiella e sede dell'omonimo Parco Nazionale.
La piazza centrale è dominata dal più importante monumento cittadino, il Duomo di S. Maria Maggiore, e delimitata dall'antico palazzo della illustre famiglia degli Auriti, oggi rappresentata dal settantasettenne prof. Giacinto, che, pur autodefinendosi "contadino" è stato docente di ben quattro cattedre di Giurisprudenza ed autore di pubblicazioni scientifiche di contenuto giuridico e sociale.
Presidente del Comitato locale antitrust, il prof. Auriti è stato promotore nel 1993 di una proposta di legge "Per ripartire tra i cittadini il reddito monetario del capitale amministrato dallo Stato in attuazione del secondo comma dell'art. 42 della Costituzione".
Quale Segretario del Sindacato Pro Loco Comitato Antiusura Auriti fa presente che l'8 marzo 1993 denunciò per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere ed usura l'allora Governatore e firmatario dei biglietti di banca d'Italia, Carlo Azelio Ciampi e, successivamente, il Governatore Fazio.
Oggi, venerdì diciotto agosto, alle ore 11 circa, godiamo della ospitalità del prof. Auriti, al primo piano dell'omonimo palazzo, così pieno di ricordi e testimonianze di varie generazioni. Ci viene ricordato un evento storico, quando, nel 1897, suo nonno cedette la carica di Onorevole al Parlamento del Regno d'Italia al già celebre Poeta pescarese Gabriele D'Annunzio.
Il prof. Auriti, deus ex machina, ideatore e realizzatore della "moneta del popolo", mostra pagine di giornali in varie lingue sul significato del "valore indotto" e sulla recente esperienza monetaria del Simec, attualmente sospesa per il blitz della Magistratura davanti alla quale è sub iudice (28 agosto 2000).
L'interesse della stampa inglese, statunitense, svizzera, giapponese, è dimostrato da corrispondenti delle più importanti agenzie giornalistiche in lista d'attesa, tanto che, trattandosi di varie ore di laboriosi colloqui, il professore ha in animo di quantificare ogni appuntamento, stavolta in lire e non in Simec.
Al fine di diffondere la verità sulla ultima possibilità di difesa dell'Italia e dei Paesi interessati alla imminente circolazione-capestro dell'Euro, don Giacinto (come amorevolmente viene chiamato dai concittadini), ha già aperto un sito di più pagine su Internet, tutti comprenderanno la differenza base tra un biglietto di banca e un Simec: il primo è addebitato al portatore, mentre il Simec viene accreditato al cittadino.
Prima del commiato con l'autorevole interlocutore, poniamo due domande al prof. Auriti:...
Autolesionismo
12 luglio 2008
Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Questo è quanto recita un noto ed arguto proverbio popolare e questo è quanto dovrebbero recitare ogni giorno i leader del Pd, ma anche quelli della sinistra cosiddetta radicale.
Per anni, invece di fare una politica “di sinistra” si sono accontentati di battere la strada dell’antiberlusconismo becero; invece di difendere i lavoratori, lo stato sociale e la sovranità nazionale hanno scelto di cavalcare la protesta qualunquista, rinunciando a qualsiasi progetto sostenuto da un ideale socialista.
E non si può dire che il Cavaliere non abbia dato loro spunti interessanti. L’atlantismo al limite dell’idiozia del centrodestra ha trascinato l’Italia in tutte le imprese militari a vantaggio di Washington, ma
questi “sinistri figuri” hanno per un po’ sventolato le inutili bandiere della pace per poi mettersi in fila per conquistare uno strapuntino per il pellegrinaggio negli Usa o a Tel Aviv. E se Berlusconi predicava il liberismo loro si facevano garanti del turboliberismo; se Berlusconi minacciava le privatizzazioni, loro, appena arrivati al governo, concretizzavano le superprivatizzazioni più selvagge.
Non ci si può quindi stupire se gli ultimi sondaggi, che peraltro non tengono in conto le recenti pagliacciate di piazza Navona, premiano proprio il Cavaliere, bastonano il Pd e regalano ulteriore spazio
a quel Di Pietro che si è impossessato dell’antiberlusconismo proprio quando il Pd cominciava ad accorgersi, ormai troppo tardi, dell’errore fatto.
In particolare un sondaggio effettuato da “Dinamiche” per conto della testata web “Affari italiani”, diffuso ieri, mostra un centrodestra oltre il 50% con il Pdl al 40,1% (alle elezioni ha preso il 37,4%), mentre il Pd precipita al 30% (aveva il 33,2%) e l’Idv dipietrista sale addirittura al 6,2% (aveva il 4,4%).
Quanto alla sinistra ormai extraparlamentare non devono averle fatto molto bene le polemiche interne che da tempo caratterizzano tutte le formazioni di quell’area: raggiunge il 4,1% dal 3,3% che aveva, ma è poca cosa.
Come è irrilevante l’incremento di mezzo punto della Lega e la retrocessione appena sotto il 2% della Destra di Storace, che dall’epoca elettorale non ha più sovraesposizione mediatica.
In pratica starebbe succedendo questo: il centrodestra cresce in valore assoluto mentre l’Idv cannibalizza il Pd.
Tutto ciò farà sì che Berlusconi continuerà dritto per la sua strada e Di Pietro farà altrettanto (tutto sommato con recirproco vantaggio) mentre toccherà al Pd inventare qualcosa per invertire la tendenza.
Ci diranno finalmente qualcosa “di sinistra”?
Difficile, perché Veltroni nega addirittura di esserlo mai stato, Rutelli probabilmente non lo è proprio stato mai, mentre gli altri, come D’Alema lo sono forse stati, ma hanno dimenticato.
E la sinistra cosiddetta radicale? Si avvia verso una svolta pirandelliana. I vari Bertinotti, Vendola, Ferrero, Diliberto, Rizzo, Pecoraro, Mussi e compagni sono tutti personaggi in cerca d’autore. E di congressi
miracolosi. (Decio Siluro)
Tratto dalla prima pagina di RINASCITA del 12 e 13 luglio 2008
Balle, barzellette, menzogne…
8 luglio 2008
E’ incredibile, ma da secoli si spaccia per scienza accademica una mistura di balle, barzellette e menzogne. La prima menzogna è quella di chiamare economia ciò che è predonomia: la prima è una scienza risolutiva quanto a produzione e distribuzione di beni e servizi per tutti i membri di una comunità secondo possibilità, equità e bisogno. La seconda è l’antropomorfizzazione giuridica della predazione animale, che ci ha dato quel capitalismo-liberismo, che è criminalità “legalizzata”.
Come in una famiglia esente da patologia criminale non ci sono figli amati ed altri abbandonati al proprio destino, così in un nucleo umano, esente da “animalismo predatorio residuo”, non ci sono soggetti-predatori e soggetti-prede: in essa ogni nato – solo perché tale – riceve quanto gli serve per vivere nel miglior modo possibile fino alla fine dei suoi giorni con il solo impegno di dare il proprio contributo di lavoro secondo età, salute e convenzioni. Più è la produzione del lavoro, più sono i beni distribuibili. Lavorare conviene. In tale nucleo non si nasce (barzelletta da scompisciarsi dalle risa!) debitori, ma solo e sempre creditori! Né poveri né ricchi!
Altra menzogna è che il meglio possa essere ottenuto dal giro di affari dei predatori legali detti – e qui c’è ancora una menzogna – imprenditori (denominazione ben diversa da “affaristi”).
Un’ulteriore menzogna è che questi affaristi “diano lavoro”, mentre, nella realtà, comprano quelle prestazioni, manuali e di competenza, senza delle quali non potrebbero ricavare profitti, attratti dalla speranza di accumularne così tanti da potersi acquistare ogni confort e strumento di piacere, mentre i “venditori di lavoro” restano puntualmente poveri. Da tempo si parla infatti di “mercato del lavoro” laddove lavoro sta per “possibilità di sopravvivenza”.
Il fallimento della giustizia come effetto di un “affarismo predatorio”, spacciato per economia, ci riporta alla famiglia, in cui dei figli hanno tutto e più di tutto mentre altri vengono abbandonati al proprio destino.
Per rendere credibile siffatta pretesa scienza economica, fatta di balle, barzellette e menzogne, i vincitori l’hanno assimilata ad una specie di “meteorologia sociale” per trasferire la responsabilità delle ingiustizie criminali dagli uomini ad entità indefinibili. Così, si dice (balla) che i prezzi dipendano dalla “legge della domanda e dell’offerta”, legge che non esiste in presenza della pressione dei consumi (pubblicità consumistica) che determina la domanda.
Altra menzogna (ma l’abbiamo già tenuta per scontata) è che lo Stato non debba essere come un buon padre di famiglia, ma piuttosto un arbitro di lotte impari fra predatori e prede. L’intervento statale lo chiamano, spregiativamente, assistenzialismo e lo considerano contrario dell’economia, per non dire predonomia, i cui motori sono la sfida e la competitività, attributi per l’appunto derivati dall’agonismo della giungla!
Menzogna capitale è che lo Stato non possa coniare moneta, cioè avere la sovranità monetaria ma che debba rivolgersi ai “mercanti di moneta” (v. Bankitalia e, oggi, anche BCE: Banca Centrale Europea ), titolari del relativo “signoraggio”. Ne seguono una serie di barzellette come quella del debito pubblico, che pesa perfino su ogni neonato (sic!) e dell’insufficienza o mancanza di fondi per il necessario sociale. Per es., per costruire un ospedale! Menzogna è che la crescita di un paese dipenda dal PIL (prodotto interno loro). PIL è il manto di auto che deturpa le nostre città alla stessa stregua della gomma da masticare se di produzione nazionale! Menzogna è che la ricchezza di un paese sia il volume degli affari dei suoi “predatori legali”. Barzelletta è che un’azienda somigli ad una trottola, che si ferma se rallenta la sua velocità (donde licenziamenti e crisi varie). Menzogna è che la disoccupazione involontaria non sia un crimine di Stato. Barzelletta è che il debito pubblico venga coperto con il fisco, diretto e indiretto.
Barzellette sono le trattenute alla fonte come i conteggi millesimali per dare una parvenza di giustizia. Menzogna astronomica è la lotta alla criminalità, prodotta dalla stessa predonomia! L’antimafia sa proprio di barzelletta funerea e la rieducazione carceraria di balla per piccini. Unica verità è che tali balle, barzellette e menzogne, di cui sono piene migliaia di migliaia di pagine – nelle quali si pretende di spiegare, sempre in termini di alchimia meteorologica, anche l’inflazione, la crescita dei prezzi, la depressione, il collasso ed altre amenità, e che echeggiano nelle aule delle università - sono indispensabili al gioco a chi preda di più, tenuto in auge da chi sta dalla parte dei vincitori e da chi ignora la propria ignoranza. (Carmelo R. Viola)
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
DENUNCIA E QUERELA
29 giugno 2008
CONTRO [Operatori Servizi Sociali e Comune di Santa Giustina BL (Sindaco)]
PREMESSA:
Questa insolita denuncia tratta di rapina di tempo, perpetrata dallo Stato Italiano “povero” - non nel senso di fatalità ma nel senso di disgrazia per chi ad esso appartiene - a mio danno, e indirettamente a danno del Mercato.
Non così succede ad ogni altro Stato che può dirsi ricco. Nello Stato ebraico, ad es., il furto del tempo è considerato sottrazione indebita di quanto vi è di più sacro nell’essere umano (1).
Tale rapina di tempo nei confronti dei cittadini è dunque qualcosa di abominevole che va contro gli interessi di tutti, cioè del popolo il quale, sopportandola prono, non fa che perdere regolarmente la sua sovranità.
Questa denuncia vuole dunque avere non solo la funzione di autodifesa e di soccorso di persona fisica in carne ed ossa, danneggiata da persona giuridica (Stato) costituita da mera carta priva di pensiero (dunque priva di “jus”, dato che un diritto privo di pensiero è mera sopraffazione) ma di rendere palese quanto invece è regolarmente occultato come comune e normale procedura istituzionale.
Spesso ci troviamo in situazioni in cui rimandiamo il momento di fornire questa o quella informazione, o di prendere questa o quella decisione, o in altre in cui indugiamo nel dire le nostre intenzioni, e/o rinviamo l’annuncio di decisioni prese, pur sapendo in noi stessi che non intendiamo apportare cambiamento alcuno che potrebbe giustificare tale indugiare.
Perché dunque non informiamo immediatamente le altre persone interessate, magari anche ammettendo la nostra incompetenza, la nostra incapacità, o il nostro disinteresse?
Invece, senza alcun motivo, rimandiamo, e così facendo ci accaparriamo il tempo di un’altra persona, per la quale, e per il suo Mercato, ciò diventa una vera e propria tragedia.
Nella maggior parte dei casi, questo comportamento è dovuto a indifferenza, e/o alla nostra riluttanza ad affrontare le circostanze.
Le conseguenze non sono solo lo spreco del tempo altrui, ma la degenerazione di questa perdita di tempo in situazioni imbarazzanti, conflitti, e sofferenze. E ciò è massimamente antieconomico ed impoverisce il Mercato.
Tutto ciò premesso, e con riserva di fornire tutti i chiarimenti opportuni,
io sottoscritto Giovanni Sandi, nato a Milano il XX xxxxxx XXXX res. in Xxxxx di Xxxxx Xxxxxxxx, piazza Xxxxxx XX, dove eleggo domicilio e richiedo di essere avvisato in caso di richiesta di archiviazione al fine di poter esercitare il diritto all’opposizione di cui all’art. 410 CPP,
CHIEDO...
Le parole di Satana
28 giugno 2008
Goethe affermava che «nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo». Questo principio è particolarmente valido nel sistema monetario vigente.
Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito.
Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere ché emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario.
La moneta, invece, deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione.
Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito.
Non si può comprendere come sia stata possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla definizione della moneta strumento (sterco) del demonio. La verità di questa definizione è stata avvertita anche da S. Francesco d’Assisi quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole di Satana che stanno nel Vangelo.
Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel deserto, Satana Gli dice: «Tramuta le pietre in pane». Per lo più queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile.
Dunque la giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando, rispondendo a Satana, afferma (Mt. 4,4): «Sta scritto, non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Ciò che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai considerata dai teorici dell’interpretazione, di dedurre il significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata l’ipotesi, peraltro assurda, che Cristo avesse accettato l’invito di Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben dire a Cristo: "Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho dato il consiglio di trasformare le pietre in pane.” Quindi Cristo sarebbe stato trasformato da “padrone” a “debitore” del Suo pane.
A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione della moneta nominale. Quando la banca centrale emette moneta prestandola, induce la collettività a crearne il valore accettandola, ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto, esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della pietra la carta, ed al posto del pane l’oro, al posto di Satana la banca, si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di tutte le successive monete nominali, tutte le caratteristiche della tentazione di Satana...
Genere umano... piccolo
24 giugno 2008
Amici ConSovrani Cittadini della colonia USA fondata sulla schiavitù,
vi annuncio che è iniziato il tentativo di persecuzione nei miei confronti da parte degli appartenenti ad un ente che autoproclamatosi salvatore dell'umanità mi sta lentamente inducendo ogni volta che mi squilla il cellulare a prendere in considerazione il suicidio, l'ente in questione si chiama: XARITAS di XXXXXX (XX), il presidente è il Monsignor XXXXXXX XXXXXX, il direttore salvo cambiamenti dell'ultimo minuto è il signor XXXX XXX XXX, il quale tempo fa incontrandomi per strada mi ha anche minacciato e rivolto ingiurie, la mia reazione fu quella di presentare immediatamente una querela nella locale caserma dei Carabinieri di XXXXXX, insomma questi vogliono che io non abbia un'abitazione, e che passi le notti su una panchina magari di fronte all'abitazione del prete XXXXXXX XXXXXX così potrà sorvegliare il mio sonno agitato, questo prete il giorno 11 giugno 2008 era presente alla riunione organizzata dall'assistente sociale del servizio di intergrazione lavorativa presso il comune di XXXXX XXXXXXX, erano inoltre presenti l'assessore ai servizi sociali, l'assistente sociale dell'USL per il comune di XXXXX XXXXXXX, l'organizzatrice, ed io.
Il prete ha chiesto che io liberi il mini alloggio, che da lui stesso mi era stato assegnato con contratto a titolo gratuito per aiutarmi a superare il momento difficile che mi sono trovato a vivere dopo l'interessamento di un nostro consovranocittadino devoto di Trieste, io, ho dichiarato che lascerei più che volentieri quell'alloggio se ne avessi un altro migliore, che i servizi sociali e il comune devono in qualche modo provvedere e trovare una soluzione adeguata, altrimenti rimango dove sono, io non pratico l'autolesionismo, l'assistente sociale del comune che non sprizza simpatia nemmeno se gli fai il solletico sotto i piedi non ha dimostrato un grande interesse a voler risolvere la questione, l'unica che sembrava divertita dalle mie reppliche al prete era colei che indico come assistente sociale organizzatrice di questo memorabile evento, nel quale senza il minimo sforzo è stato dimostrato che il prete è un perfido rincoglionito, basta lasciarlo parlare.
L'assessore ai servizi sociali del comune si prodigava in consigli inutili e demagogie su come si fa a far questo et quello, l'assistente sociale organizzatrice, è stata chiarissima: "io non potrò inserire il Giovanni qui presente nel lavoro finchè non avrà un'abitazione stabile e decorosa, il Giovanni è invalido al 60% iscritto nelle liste di collocamento protette, ma senza un'abitazione sicura e decorosa, niente lavoro!!" l'ho applaudita dentro di me!!
Da questa divertente riunione sono ormai passati 13 giorni ma la settimana scorsa e precisamente
mercoledì 18 giugno verso le ore 17 più o meno, mi ha telefonato un cogli o nazzo della Xaritas che ha tentato subdolamente di attribuirmi cose da me mai affermate e mai promesse, dalla serie: per attribuirmi tali affermazioni ci vuole una grande dose di faccia di culo, la curiosa soddisfazione di vedere tale cogli one negli occhi prima o poi me la prenderò, per il momento vista l'inutilità da parte mia di conversare con tale individuo e l'orchiclastia che mi stava procurando ho semplicemente interrotto la telefonata ridedicandomi a quello che stavo facendo prima della scocciatura: accarezzavo il gatto della mia amica, che in quel bellissimo giorno mi stava ospitando in un posto che dire magnifico è molto riduttivo.
Più mi daranno fastidio e più questi inutili ciarlatori della ca ri tà pelosetta si metteranno nei guai, la loro malafede è sempre più evidente.
La mia offerta a loro pervenuta via mail qualche mese fa la ritengo ancora valida, ma da rinegoziare nella parte economica, poi, se veramente vogliono mandarmi via, hanno da prendere in considerazione la via legale, quella dello sfratto per fine locazione, sapete come funziona un'istanza di sfratto? Nella prossima puntata ve lo spiegherò. (Citt.Sovr. Giovanni Sandi)
Tratto da una storia vera.
Il peggio del peggio
7 giugno 2008
Elezioni politiche 2008. Hanno vinto i delinquenti: mafiosi, fascisti, razzisti, baciapile, ladri, truffatori, criminali di guerra, ottusi, incolti, incompetenti. Hanno perso gli altri, uguali ma con un “cripto” davanti: criptomafiosi, criptorazzisti, cripto fascisti, criptoladri… Più una bella dose di collotorti e pinzocheri di diretta obbedienza vaticana. E tutto questo era nell’ordine delle cose dopo sessant’anni di corruzione etica ed ideologica democristiano-piccista e quasi vent’anni di cabaret berlusconide con dietro le quinte lupare, triangoli e Corte di Cassazione.
Ma, per tutti gli dei, s’è tolto dai coglioni Fausto Bertinotti, con tutta la sua corte dei miracoli, i suoi rapaci monaci tibetani bramosi di schiavi e bimbetti impuberi, i suoi ominicchi, ruffiani, quaquaraquà, i suoi tartufi, ipocriti, farisei, i suoi blasfemi revisori del ‘900 e del comunismo, le sue arpie ginocrate travestite da femministe e firmaiole di guerre genocide, i suoi buoni, miti e nonviolenti del disarmo unilaterale purchè sia il nostro, o dei palestinesi, o degli iracheni, o degli afgani; i suoi ciarlatani che alla lotta di classe sostituiscono una “tendenza culturale”. come dettato in questa lunga notte dai vampiri di classe. E i suoi ultramodesti zappatori alla Giordano, i suoi grilli parlanti col culo nel cantuccio caldo, alla Russo Pena, i suoi ossimori, alla Gennaro Migliore, l’opposizione di Sua Maestà, vociferante a brache calate, alla Burgio e Grassi, i suoi mazzieri alla Dejana e Menapace, i suoi “tienimi-buoni-i-noglobal” e intrufolaci nel business municipale, alla Patrizia Sentinelli. Che gente, ragazzi, che gente! Una consolazione c’è: si t oglierà di mezzo anche quel tabloid delle bufale politiche ed ideologiche che è il “Liberazione” del Sionetti. Finito il Parlamento, finito il contributo. E questo, nel caso del giornaletto più adulterato d’Italia, è un sollievo. (Fulvio Grimaldi)
Questi due mi fan piu' schifo di una legislatura del governo Prodi
6 giugno 2008
Quasi-dd svizzera e sovranità monetaria
2 maggio 2008
Stimolato da uno scambio di informazioni tra frequentatori del forum dei DD (di cui uno di nazionalità svizzera), sono andato a fare alcune ricerchine per tentare di trovare risposta a una domanda sorta appunto nel corso della discussione.
La svizzera viene in genere considerata una nazione a sostanziale democrazia diretta, poichè il popolo svizzero possiede pienamente la propria sovranità politica, particolarmente attraverso l’istituto dei referendum di iniziativa e revisione. Per altro la svizzera è considerata la patria delle banche. E’ doppiamente interessante quindi la domanda: che rapporto c’è tra sovranità politica e sovranità monetaria in Svizzera?
LA TRASPARENZA
Dico subito che per quanto abbia cercato in nessuno dei documenti che ho trovato viene citato il termine “signoraggio” (1). Tuttavia, nei documenti messi a disposizione dalla banca centrale di emissione svizzera, la Banca Nazionale Svizzera (BNS), c’è una evidente semplicità e straordinaria chiarezza nella descrizione del ruolo e delle funzioni della banca di emissione svizzera. Che contrasta enormemente con l’aura di mistero e segretezza intorno agli stessi temi da parte della Banca d’Italia prima e della Banca Centrale Europea ora.
Molte delle polemiche e delle critiche fatte alle interpretazione del signoraggio (supportata da www.signoraggio.it, con la quale io concordo quasi integralmente) troverebbero fine se certi antisignoraggisti consultassero il sito della BNS (2), che con linguaggio semplice e trasparente spiega come funziona una banca centrale... (Pino Strano)
PRIMIT? NO GRAZIE!
26 aprile 2008
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L'associazione Primit non è democratica!
L'Art. 10 dello statuto del "primit" è antidemocratico
18 aprile 2008
Il Citt.Sovr. Giovanni Sandi candidato a vicepresidente protesta sull'art 10 dello statuto e rinuncia alla candidatura, viene immediatamente diffamato, insultato e in tutta fretta bannato dal forum del signoraggio network dall'antidemocratico Sandro pa scucci. I futuri membri dell'associazione "primit", inequivocabilmente antidemocratica non hanno avuto la possibilita' di vederci chiaro, esattamente come accade nelle sette. Sotto, due immagini della schermata del mio monitor per riprendere i miei ultimi post e la classe di Sandro pa scucci, "allevatore di pappagalli".
ecco il vero volto degli antidemocratici condottieri del Primit!
clicca sulle immagini per ingrandirle
Ezra Pound diceva: i politici sono camerieri dei banchieri. Giovanni Sandi dice: i membri del Primit sono dei pappagalli. |
Sono un DD, lascio il Primit prima che nasca.
18 aprile 2008
Tratto dal Big Forum dell'allevatore di pappagalli pa scucci
Biopresto non hai ancora spiegato a tutti i partecipanti al thread, te l'ho chiesto più volte ma ho ricevuto insulti, perchè hai attaccato Marce' in questo thread e in quello intitolato " Laurea! " ??
risposte logiche!!
nuovo art. 10
Viene escluso dal PRIMIT chi si iscrive a un qualsiasi partito o movimento politico, comprese liste civiche et similia. Parimenti viene escluso chi partecipa ad altri gruppi o associazioni o enti che hanno scopi non compatibili con quelli espressi da questo Statuto. L'esclusione viene deliberata dalla Giunta e dal Presidente. La cancellazione volontaria puo' avvenire in qualsiasi momento. Con la cancellazione decade ogni diritto dell'ex-socio verso il PRIMIT e ogni dovere del PRIMIT verso l'ex-socio.
vecchio art.10
Viene escluso dal PRIMIT chi si iscrive a un qualsiasi partito politico. Parimenti viene escluso chi partecipa ad altri gruppi o associazioni o enti che hanno scopi non compatibili con quelli espressi da questo Statuto. L'esclusione viene deliberata dalla Giunta e dal Presidente. La cancellazione volontaria puo' avvenire in qualsiasi momento. Con la cancellazione decade ogni diritto dell'ex-socio verso il PRIMIT e ogni dovere del PRIMIT verso l'ex-socio.
mi sembra di capire che se questo è il nuovo art. 10, che risulta identico al vecchio art. 10, presentarlo come nuovo è una presa per il culo, volete voi uomini di mare di cielo e di terra essere presi per il culo? dite tranquillamente democraticamente SI oppure NO!
Amici, non vi è dubbio che l'associazione Primit non solo appare antidemocratica ma purtroppo lo è, perchè se fosse vero il contrario nessuno e tantomeno io avrei messo in discussione la democraticità dell'associazione.
quindi invito i futuri membri di questa associazione a riflettere ancora, prima di aderire ufficialmente, per poi vedere i propri nomi stampati nei documenti ufficiali e quindi pubblici, aperti a chiunque chieda di visionarli. "ATTI PUBBLICI"
io non desidero essere accumunato come antidemocratico, sono un DD, me ne vanto e ne sono orgoglioso, con questo non ho detto come invece prevedo che dirà l'antidemocratico, che la lotta al signoraggio non mi apparterrà più, anzi, la sento ancora più intensa proprio perchè' sarà' l'impegno massimo che avrò e spero insieme a tanti altri all'interno dei democratici diretti, non parlerò' che di signoraggio.
spero che la cosa non infastidisca biopresto, se lo assolvo per incapacità' di intendere e di volere, dopo le sue delicate perle di saggezza vi chiedo se non vi risulta ridicolo averlo tra i piedi nel Primit, sarà solo una questione di tempo, prima o poi si comporterà' ancora in questo sorretto modo, è nella sua natura, quindi fate attenzione alle cattive compagnie, la risposta a questo post da parte del bulletto di periferia sarà tra le più esilaranti diffamatorie reazioni, frutto di una formidabile incredibile eccezionale rarità umana.
Saluti e grazie Amici (quelli veri che ritengo non siano pochi)
Citt.Sovr. Giovanni Sandi
post estratto dal Big Forum dell'allevatore Sandro pa scucci
12 aprile 2008
scusate,
posso?
io non voglio flammare, e se pensate che non ho diritto a dire la mia, mi dispiacerà ma me ne andrò e basta.
Al di là dei flame, di cui sopra, credo che ci stiano sotto delle questioni importanti di strategia e di natura dell'iniziativa su cui divergete che meriterebbero di essere esplicitate e non ridotte a flame. Questo permetterebbe anche ad altri (almeno a me) di capire meglio.
Io vorrei capire che cosa è il primit. A tavola a milano, abbiamo fatto poche battute, e sicuramente ci sono delle cose che non ho capito. Io ho fatto delle domande, e le risposte mi sono sembrate insoddisfacenti e ancora non capisco cosa vuole fare o essere il primit. Mi ha particolarmente sorpreso l'affermazione di Sandro che il primit non deve fare politica... (ho capito male?)
Le mie principali domande/questioni sono:
1) Fermo restando che la prima cosa da fare è certamente informazione, la sola informazione di sicuro non basta a eliminare il signoraggio privato. Per eliminarlo bisogna avere potere. Particolarmente bisogna avere potere politico. Cioè quella forma di potere che stabilisce le regole "ufficiali" di un gruppo umano (che possiamo chiamare stato o nazione, impero o comune o come vi pare). Bisogna che cambino le leggi. E bisogna avere il controllo degli apparati pubblici, compresi quelli che sono autorizzati all'uso della forza (organi di polizia, esercito...)
Ora se non si sta pensando di volere acquisire direttamente potere economico (che si fa si mette su una banca? Investiamo in borsa? Si occupano le fabbriche e le banche?) o potere militare (facciamo una bella rivoluzione armata?) per poi poter avere i nostri bravi lacchè politici che facciano quello che gli chiediamo, non resta che l'opzione della conquista di un maggioranza parlamentare che determini i cambiamenti voluti, mentre ne controlla o ne impone legalmente gli effetti.
Tra l'altro questa è la vera sola unica opzione attualmente praticabile visto che il popolo dalla sua ha pricipalmente (se non esclusivamente) la forza del numero.
Riassumendo sinteticamente la domanda quindi è: Il primit, come pensa dovrà realizzarsi l'abolizione del signoraggio privato, se non cambiando le leggi?(*)
2) Ammesso anche che si raggiungano le condizioni di potere (economico, militare, scientifico o religioso o quello che vi pare) o semplicemente di potere politico per abolire il signoraggio privato e imporre il signoraggio pubblico, quale natura avrà questo signoraggio pubblico?
CHI gestirà questo signoraggio pubblico?
Poichè non credo che si intenda arrivare a un sistema in cui la moneta viene stampata da chiunque voglia stamparla (anche perchè si farebbe rientrare dalla finestra quello che si sta buttando dalla porta sostituendo N privati a un solo privato, con l'aggiunta del rischio di ritrovarsi in poco tempo ad avere di nuovo un privato o pochi privati che dominano il sistema), la risposta non può che essere: lo stato.
MA QUALE stato?
Se il controllo del sistema monetario è attuato con uno stato del tipo attuale, in cui i membri del popolo non hanno controllo reale sulle leve del potere e sono obbligati a delegare il proprio diritto di gestione democratica della res publica a un gruppo ristretto, non avremo cambiato NULLA. Avremo solo cambiato l'organigramma del potere: da un gruppo ristretto (di banchieri) ad un altro gruppo ristretto (di politici o segretari). Per questo è vitale che il nuovo signoraggio sia sotto il reale controllo di tutti i membri del popolo, e ciò può essere attuato solo con un sistema a democrazia diretta. Dove cioè l'ultima parola sulle regole del gioco spetta direttamente al cittadino. (Non importa poi se con un sistema in cui il cittadino possa votare sulle leggi ogni volta che lo desidera individualmente, o con delega ad altri sempre revovcabile in ogni momento o collettivamente con referendum di iniziativa e approvativo). Se non c'è questo avremo solo cambiato le facce dei padroni.
La seconda domanda è quindi: Il primit che cosa intende mettere al posto dell'attuale signoraggio delle banche private e come pensa che il popolo potrà esercitare la propria sovranità monetaria senza usare un reale sistema democratico (democratico diretto)?
Ci sarebbero poi delle cose da dire, sulla natura della stessa organizzazione che mentre si pone degli obiettivi di vantaggio generale, non può essere governata secondo principi verticisti, pena la più o meno rapida degenerazione a gruppo di potere di pochi.
Ci sarebbero delle cose da dire su come sia pericoloso e perdente seguire il principio che il fine giustifica i mezzi, perchè i mezzi con cui si arriva a un fine che, la storia insegna, determinano la natura stessa dei fini reali che poi si raggiungono.
Ci sarebbero delle cose da dire sul fatto che affermare che non si fa politica mentre si affronta un tema vitale come il signoraggio, mi suona un tantino ipocrita perchè occuparsene è fare politica, e dire di no lancia dei segnali per lo meno contraddittori il cui scopo mi sfugge.
Ci sarebbero cose da dire sul fatto che i DD sono o non sono un partito. Noi siamo un partito nel senso che vogliamo fare politica e conquistare potere politico, ma siamo profondamente diversi da qualsiasi partito mai apparso sulla faccia della terra perchè da subito tutto il potere che viene conquistato viene distribuito da subito a tutti i cittadini che collaborano (e non dopo la conquista del palazzo d'inverno).
Ma mi riservo di parlarne in altro momento, perchè le due questioni che ho posto sopra sono vitali e propedeutiche a tutte le altre.
SaluDD
(*) Il fatto che IGB© ha avuto bisogno di una legge (prima dei re e poi degli stati) per poter applicare e ampliare il proprio signoraggio sulla moneta, ci dovrebbe aprire gli occhi sul fatto che se è vero che il potere economico determina le scelte dei politici, il puro potere economico non è affatto sufficiente a governare una collettività. Storicamente (e oserei dire geneticamente) le comunità umane si danno capi politici e forme organizzate attraverso le quali si autogovernano e queste hanno una loro forza in sè., Senza queste le collettività in realtà si disorganizzano, si disgregano e sono sconfitte dai gruppi che invece sono retti da regole. La capacità di darsi regole (leggi) e quindi anche la necessità di rispettarle (anche con la forza sui "riottosi") è una caratteristica peculiare ineludibile anche da IGB©. Lui sa benissimo queste cose. Noi dovremmo invece ritenerle secondarie o addirittura trascurale? Quello è il lato debole di IGB©, e noi dovremmo rinunciarci? (Pino Strano www.democraticidiretti.org)
post originale: http://signoraggio.forumfree.net/?t=27045840&st=30#entry228930130
ELEZIONI POLITICHE 2008
12 aprile 2008
bEPPE grill0
10 aprile 2008
La miseria dietro l’angolo
26 marzo 2008
Antonio Di Pietro = Ridicolo Farabutto
19 marzo 2008
Dico questo perchè secondo me il Ridicolo Farabutto è il peggiore della compagine politicastra, votarlo significa legittimare l'esistenza di un aguzzino:
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è amico di Trippa alla Genovese e già questo dopo aver smascherato il trippone sarebbe più che sufficiente.
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al processo Cusani era il pubblico ministero, ha chiesto 6 anni di condanna per l'imputato ma i giudicanti ne hanno comminati 8, qui si evince che come magistrato faceva cagare.
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Terminato il processo che lo ha reso famoso come quelli sull'isola ha immediatamente tolto la toga per incassare l'assegno politico di IGB; per aver indotto al suicidio alcuni indagati e per aver fatto fuori politicamente Craxi, Forlani e tutta quella parte politica che alla banca d'ìtalia non piaceva, per poi prenderne il posto con tutti gli addetti "Ciampi e combricola".
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Dopo aver letto l'articolo di ieri e visto i video realizzati lunedi scorso dal pappagallino fascista "Biopresto" si può desolatamente affermare che Antonio Di Pietro è un Ridicolo Farabutto servo della banca e Lanutti, quello dell'adusbef gli lecca i piedi.
Se i soldi sono i nostri, perchè ce li prestano?
18 marzo 2008
Il Cittadino Sovrano vota in questo modo!
3 marzo 2008
2 marzo 2008
Nella notte del 28 febbraio la Patty se ne è andata
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Grazie per essere esistita, per essermi stata accanto per quasi 15 anni, ciao cucciola
21 febbraio 2008
Misteri democratici, nessuno parla di Ron Paul
11 febbraio 2008
L’America mi è sempre piaciuta, ma sempre più spesso mi stupisce; soprattutto sotto elezioni. Su questo blog ho già segnalato le anomalie delle primarie del New Hampshire: le autorità avevano iniziato il riconteggio delle schede, ma non se n’è saputo più nulla. E nessuno reclama il risultato. Ora ne emergono altre. Una riguarda Ron Paul, il candidato libertario del partito repubblicano: è rimasto in corsa per la nomination con Huckabee a McCain. Su Internet continua a raccogliere donzioni per milioni di dollari. In certi Stati è andato molto bene: ad esempio ha vinto il caucus in Louisiana, ma nessun media lo ha riportato. Durante le ultime primarie i grandi giornali come New York Times e Washington Post pubblicavano tabelle in cui apparivano solo i nomi di McCain e Huckabee; Paul no. E i grandi network televisivi si guardano bene dall’invitarlo ai dibattiti. E’ come se ci fosse una congiura del silenzio. Eppure Paul ha conteso la vittoria agli altri due nello stato di Washington, dove McCain è stato proclamato vincitore sebbene sia stato scrutinanto solo l’87% delle schede. Huckabee ha denunciato frodi: lui, McCain e Paul erano separati da 200 schede l’uno dall’altro. Sia lui sia Paul avrebbero potuto vincere se il 100% delle schede fosse stato conteggiato. Episodi analoghi vengono segnalate in diversi Stati. (Marcello Foa)
DEMOCRATICI DIRETTI
6 febbraio 2008
"NIRVANA"
3 febbraio 2008
Attesa…
27 gennaio 2008
Eccomi qua.
Non riesco a star dietro a questo blog in maniera decente. Ma non importa. L’impegno poitico che la situazione generale richiede è stato quasi totale.
Ma sono felice. E preoccupato.
La “bomba” Grillo è scoppiata.
Ora alcune sue scelte saranno determinanti. E sto un pò in ansia.
Quando nel settembre 2005, dopo qualche mese da guardone, mi sono iscritto al meetup di roma, volevo rendere chiaro che la democrazia diretta era qualcosa di diverso da quello cui grillo si riferiva (era l’epoca del “Fazio Vattene!”). Pensavo sarei uscito dopo poco. Invece mi sono coinvolto. Ho trovato altri che erano arrivati lì attratti come farfalline attorno a una fioca luce intravista da lontano. Qualcuno aveva capito già per conto suo. A qualcun altro è bastato poco.
E mille domande e dubbi e diffidenze, verso chi veniva lì a “pontificare” sulla dd. Qualcuno mi ha detto che ero troppo “pronto”. Come avessi risposte per tutto. Era quasi vero. Ma non erano risposte solo mie.
La “talpa” dd scavava da anni. Quatto gatti che pomposamente si dicevano essere parte del movimento mondiale democratico diretto. Movimento mondiale… per anni al più una ventina di persone. Cosi’ matte da ritrovarsi occasionalmente a Praga, a Monaco, ad Atene… Trovarsi sull’agora e quasi sentire il popolo che esercita la politiké tecné. Matti. O visionari. Comunque sì. Io e quelli come me sentivamo di avere le risposte. Mancavano le domande. Ora ci sono anche quelle. Ma ancora la consapevolezza non è di molti. Molti ancora hanno bisogno del conforto di qualcuno in cui credono. Che rassicuri. Che stimoli. Che dia l’idea che si può vincere. E aspettano che il grillo canti.
La dd, ancora una volta, non è questo. Ma lui può spingere verso o può spegnere o stravolgere.
Chi è Grillo? Io l’ho criticato senza ipocrisia. Alcuni si spingono a dire che è venduto, pagato, servo di questo o di quelli. Io ho sempre cercato di mantenere il mio giudizio sul livello politico e senza aderire al complottismo. Anche se molte persone che stimo, anzi alcune le amo proprio, sono “complottiste”. Del resto anche molte persone sincere e intelligenti sono “giustificazioniste”. Qualcuna proprio vittima del fascino e della necessità di credere, convinta della necessità inevitabile del “capo”. Lui ha le sue contraddizioni. Io non ho bisogno di amarlo. Nè di odiarlo.
Di fatto, secondo me, è stato utile al movimento democratico. Forse anche nonostante alcune sue “uscite” e alcuni pesanti silenzi. La questione del signoraggio su tutte. Auriti (anche amico suo) muore, e lui non dice nulla. Mi ha fatto male vederlo. Perchè?
Ma non riesco ad avere certezze su di lui. Nè negative, nè positive. Mi dispiace per tutti gli amici di qua e di là.
La cosa certa è che nelle sue mani ora c’è un potere importante. Vorrà lavorare per rendersi inutile? O cadrà vittima di sè stesso? O di altri? Lo è già?
Grillo ha detto: liste civiche. Sappiamo bene che solo questo non basta. E lo sa anche lui. Per questo ha scritto che farà sapere quali sono i requisiti che esse dovranno avere.
Per me, per noi democratici diretti che lavoriamo per le liste civiche in democrazia diretta e partecipata, sono chiari. (Pino Stano)
E venne Beppe
21 gennaio 2008
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La banana della befana di fotogian
16 gennaio 2008
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Il maestro!
12 gennaio 2008
Gli articoli pubblicati nel 2007 sono
Gli articoli pubblicati nel 2005 e 2006 sono
L'UE è la reincarnazione dell'Urss
Appunti da una conferenza di Vladimir Bukovsky,
dissidente sotto il regime sovietico, autore de
"Gli archivi segreti di Mosca", ed Spirali, 1999
Per quasi 50 anni abbiamo vissuto insieme un grande pericolo, all'ombra
dell'Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello
politico a tutto il mondo.
Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell'Urss.
Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi.
Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo
nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena
seppellito.
Che cos'era l'URSS? Un'unione di repubbliche socialiste.
Che cos'è l'UE? Un'unione di repubbliche socialiste.
Tutti i paesi dell'Unione europea tranne la Spagna e l'Austria hanno governisocialisti. E guardate cos'è successo all'Austria, quando non ha voluto un governo socialista.
Chi governava l'URSS? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro Chi governa l'UE? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro. Come fu creata l'URSS? Soprattutto con la forza militare, ma anche costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente.
Come viene creata l'UE? Costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente.
Per la politica ufficiale dell'URSS le nazioni non esistevano, esistevano solo i "cittadini sovietici". L'URSS Creò una nuova entità, chiamato popolo sovietico.
L'UE non vuole le nazioni, vuole solo i cosiddetti "europei".
In teoria, ogni repubblica dell'URSS aveva il diritto di secessione. In pratica, non esisteva alcuna procedura che consentisse di uscirne.
Nessuno ha mai detto che non si può uscire dall'Europa. Ma se qualcuno dovesse cercare di uscirne, troverà che non è prevista nessuna procedura.
Nell'Urss esisteva la corruzione tipica di una repubblica socialista: una corruzione organizzata dall'alto.
Nell'UE i sintomi della corruzione sono uguali, tipicamente sovietici.
L'UE promette più uguaglianza, più equità, più giustizia. Questa è una promessa bolscevica.
Nell'Urss, che prometteva le stesse cose, si creò una classi di nomenklatura, e la disparità di condizioni era più grande che negli Stati Uniti.
L'Urss aveva i gulag.
L'UE non ha dei gulag che si vedono, non c'è persecuzione tangibile. Ma nonostante l'ideologia della sinistra di oggi sia "soft", l'effetto è lo stesso: ci sono i gulag intellettuali. Gli oppositori sono completamente isolati e marchiati come intoccabili sociali. Sono messi a tacere, gli si impedisce di pubblicare, di fare carriera universitaria ecc. Questo è il loro modo di trattare con i dissidenti. I risultati del Gulag intellettuali sono gli stessi del Gulag visibile. E i loro piani prevedono che alla polizia europea sia concessa l'immunità, una cosa che non era garantita neanche al KGB!"
L'Urss era aggressiva. Poteva sopravvivere solo annettendo nuovi paesi.
L'UE è lo stesso vicolo cieco. E non è a vantaggio dell'Europa.
Si tratta solo di somiglianze superficiali? Dopo aver fatto alcune ricerche sono arrivato alla decisa conclusione che non si tratta di coincidenze.
Semplicemente parlando, la storia dell'Europa del dopoguerra è una lotta di Bolscevichi contro Menscevichi, cioè di Comunisti contro Socialisti.
Ma i Comunisti / Bolscevichi vogliono sempre reclutare i Menscevichi / Socialisti per farne la principale forza trainante e ottenere così finanziamenti e forza.
I Menscevichi e i Socialisti hanno sempre lo stesso sogno, che un giorno i bolscevichi possano ammorbidirsi.
E quando i Bolscevichi sono in una situazione dura, danno sempre ad intendere che ritorneranno alla socialdemocrazia. Questo stratagemma ha sempre funzionato: sotto Lenin, Stalin, Kruscev, Breznev, Andropov. E alla fine è diventata una teoria.
L'Europa e Mosca stanno lavorando insieme. Questo era nei piani. I comunisti e i socialisti hanno cospirato per attuare una "convergenza" dei due sistemi, per creare "una casa comune europea".
Il piano era fallito prima, all'est, ma è continuato all'ovest con la formazione di un'Unione europea così concepita. E Clinton ha consigliato che la Russia sia ammessa all'Unione europea! E' un mistero per me, perché Clinton possa dire chi dovrebbe entrare nell'UE!
Denaro dal nulla
tratto da: Il segreto più nascosto di David Icke
Oggi gli iniziati e gli uomini della Elite controllano la politica, le banche, gli affari, i servizi segreti, la polizia, gli eserciti, l'istruzione e i media di tutto il mondo. Forse il più importante di questi settori, in termini di controllo, è quello delle banche. La creazione e la manipolazione del denaro.
Si basa sulla creazione di denaro che non esiste e che viene prestato a persone ed aziende in cambio di interessi. Ciò crea un debito enorme per i governi, le aziende e la popolazione in generale, che sono così più facilmente controllabili. Essenziale in tutto questo è stato permettere ai banchieri di prestare denaro di cui non sono in possesso. Funziona così: se io o voi abbiamo un milione di sterline, possiamo prestare un milione di sterline. Semplicissimo. Ma se una banca possiede un milione di sterline, può prestare dieci volte tanto e più, e gravare quei soldi di interesse. Se anche solo un numero esiguo di quelle persone che teoricamente hanno i "soldi" depositati nelle banche andassero oggi a ritirarli, le banche chiuderebbero i battenti in mezz'ora perché quei soldi non ce li hanno. Il denaro delle banche è un mito, un'altra truffa. Quando andate in banca a chiedere un prestito, la banca non stampa neanche una banconota nuova, né conia nuove monete. Si limita a digitare la somma del vostro prestito sul vostro conto corrente. Da quel momento in poi pagate alla banca interessi su ciò che non è altro che denaro digitato sullo schermo (denaro virtuale). Eppure, se non riuscite a rimborsare il prestito che non esiste, la banca può intervenire e, in tutta legalità, espropriarvi beni che invece esistono, come la casa, la macchina, la terra e tutto quello che possedete, per un valore pari a quello che compare sullo schermo. Inoltre, poiché il denaro non viene messo in circolazione dai governi, ma dalle banche private che concedono prestiti ai clienti, le banche controllano la quantità di denaro in circolazione. Più prestiti decidono di elargire, più denaro viene messo in circolazione. Qual è la differenza tra un boom economico e una depressione economica? Solo una: l'ammontare del denaro in circolazione. Tutto qui. E, attraverso questo sistema, le banche private, controllate da quelle stesse persone, decidono quanti soldi saranno in circolazione. Così possono creare periodi di prosperità e di crisi a loro piacimento. Lo stesso succede con le borse, i cui agenti spostano miliardi di miliardi di dollari al giorno nell'ambito dei mercati finanziari e bancari, determinandone così l'ascesa o la caduta, lo sviluppo o il controllo. I crolli della borsa non accadono così per caso, accadono perché qualcuno li fa accadere.
La maggior parte del "denaro" in circolazione non è denaro materiale, banconote e monete. E' costituito da cifre che passano elettronicamente da un conto corrente su un computer ad un altro, attraverso bonifici bancari, carte di credito e libretti di assegni. Più denaro, elettronico o di altra natura, è in circolazione, maggiori attività economiche possono svolgersi e, quindi, più prodotti vengono comprati e venduti, maggiore è il reddito di cui dispongono le persone, e maggiori sono i posti di lavoro disponibili. Ma la cricca finanziaria ha sempre cercato di creare dei boom elargendo molti prestiti e poi staccando la spina. Economisti e giornalisti economici strapagati, la maggior parte dei quali non ha idea di quello che sta accadendo, vi diranno che i boom economici e le crisi rientrano nel cosiddetto "ciclo economico". Balle! Si tratta invece di una manipolazione sistematica messa in piedi dalla Elite per appropriarsi della vera ricchezza del mondo. Durante un boom molte persone finiscono per indebitarsi ancora di più. Un'attività fiorente implica che le aziende chiedano ulteriori prestiti per comprare nuovi macchinari ed incrementare così la produzione. La gente chiede prestiti per comprarsi una casa più grande e una macchina nuova e più cara, perché ha fiducia nel suo futuro economico. Poi, nel momento più conveniente, i maggiori banchieri, coordinati dalla rete di società segrete, alzano i tassi di interesse per diminuire la richiesta di prestiti e iniziano a richiedere il pagamento dei prestiti già accesi.
Così facendo, i prestiti diminuiscono e ciò ha come conseguenza la sparizione dalla circolazione di unità monetarie (il denaro nelle sue varie forme). Questo fa diminuire la domanda e comporta anche una riduzione dell'occupazione perché non ci sono abbastanza soldi in circolazione per alimentare l'attività economica. Così le persone e le aziende non guadagnano abbastanza da rimborsare i loro prestiti e finiscono per fallire. A questo punto le banche si appropriano delle loro vere ricchezze, le loro aziende, la casa, la terra, la macchina, in cambio del mancato pagamento di un prestito che non è mai stato niente di più che delle cifre digitate su uno schermo.
Gli Stati Uniti per esempio, invece di crearsi del denaro proprio privo di interesse, i governi lo prendono in prestito dal cartello di banche private e rimborsano sia l'interesse che il capitale tassando la popolazione. Le somme fantastiche di denaro che pagate sotto forma di tasse vanno dritte alle banche private per rimborsare prestiti che i governi potrebbero crearsi da soli, emettendo denaro privo di interessi. Perché non lo fanno? Perché l'Elite controlla i governi tanto quanto le banche.
Ciò che chiamiamo "privatizzazione" è la svendita dei beni dello Stato al fine di impedire la bancarotta causata dal debito creato dalla banche. I paesi del Terzo Mondo stanno cedendo il controllo della loro terra e delle loro risorse ai banchieri internazionali poiché non sono in grado di rimborsare i grossi prestiti elargiti loro, di proposito, dalle banche proprio per intrappolarli in questa situazione.
La notizia della crescita del Pil (il cosiddetto prodotto interno lordo del cui calcolo nessuno sa niente) paventata da una parte politica, potrebbe benissimo essere smentita dalla parte politica avversa come occultismo di Stato. Ma se l’occulto divenisse palese, il giochetto sarebbe scoperto. Penso al Cicap, comitato per lo smascheramento del paranormale fasullo. A chi è in grado di dimostrare la “scientificità” del calcolo del Pil, il Cicap non dovrebbe forse offrire gli stessi soldi che promette a chi riesce a dimostrare scientificamente un fatto paranormale?
Il calcolo del Pil è infatti una bufala alla Vanna Marchi. Si fa “ad occhio”, in quanto è un’impresa impossibile. Dal 1971 gli economisti si sono infatti “convertiti” al Pil, ma prima di quella data, sapevano ed affermavano in coro che tale calcolo era una vera e propria assurdità scientifica. Cos’è successo dunque nel 1971? È successo che il “pagabile a vista al portatore”, che era scritto sulle nostre vecchie lire, è stato derealizzato, in quanto furono abolite la convertibilità e le riserve auree. E sostituendole col Pil, a mo’ di “garanzia” per la “serietà” delle emissioni di cartamoneta, si continuò (e si continua) ad emettere denaro, come se tale fatto notorio non fosse noto.
Oggi il Pil è di fatto il “pil-astro” che sorregge la pretesa dei signori tipografi (così si dovrebbero chiamare gli attuali banchieri delle “Banche Bassotti” emittenti) di emettere debito anziché credito, i quali pretendono non solo “prestare” banconote - indebitando così gli Stati del valore nominale di esse anziché di quello meramente tipografico - ma perfino gli interessi! Così avviene che sul pilastro di questa frode (legalizzata, in quanto la “banca d’Italia” - in realtà “banda d’Italia” S.p.A. con scopo di lucro - si è da decenni autonominata Istituto di Diritto), i cittadini sono tenuti all’oscuro, mentre i politicanti di destra, di sinistra e di centro, fanno mostra di credere al Pil, come se il calcolarlo fosse davvero possibile. Hanno interesse a far credere alla serietà di quel pilastro, perché, in base ad esso, possono percepire stipendi dieci volte superiori a quelli del popolo, sempre più ignaro, e sempre più muto seguace di correnti politiche apparentemente litiganti ma in realtà tutte d’accordo nel fregare il cittadino.
Ecco perché se un’eminenza grigia, creatrice di moneta dal nulla (o se chi per essa) dice che il Pil è aumentato dello 0,7, il governo in carica gongola, mentre l’opposizione si rode. Questo è vero. Ma si rode solo perché il messaggio dell’eminenza grigia è il seguente: “Non vincerete alle prossime elezioni, in quanto chi governa ora, rientra nei nostri piani di “ordine mondiale”, e non vogliamo opposizioni ad esso!” Ora infatti, dopo l’Iraq, è la volta dell’Iran… Ed ecco perché Ezra Pound affermava che i politici tutti “sono i camerieri dei banchieri”. Bisognerebbe chiedersi chi è che ha dato per primo la notizia di quello 0,7, e individuandolo, si potrebbe star certi di trovarsi di fronte ad uno 007 con licenza di uccidere. Questo è il mio parere, che ovviamente non cambierebbe se in luogo dello 0,7 si fosse parlato di uno 0,7 con segno negativo.
Credo che se un solo studioso del calcolo del Pil fosse in grado di dimostrarne la scientificità, tale calcolo sarebbe utile, così come è utile il teorema di Pitagora, e l’economia mondiale non sarebbe in crisi com’è. In altre parole, se la fede del politico nel Pil fosse in buona fede, diventerebbe operante, in quanto l’autorità politica sarebbe autrice (da auctor) di qualcosa di valido, vale a dire di opere di giustizia, e la sua parola diverrebbe credibile. Ma poiché il calcolo del Pil è assolutamente ascientifico, nessun politico ha in realtà voglia di impegnarsi, e dunque ci si ostina solo a creare norme economiche, perdendo così il senso della giustizia, che è norma di luce. Pertanto, lo Stato di diritto si muta in diritto di Stato, che distrugge gli agrumi per farne aumentare il prezzo, distruggendo l’economia, e generando, in quanto terrorismo di Stato, risposte terroristiche.
Un premio per chi sa calcolare il PIL
(Da “L’INTERVENTO” di N.V. sul quotidiano piacentino LIBERTÀ del 17 agosto 2005)
Lo scopo di divulgare opere, che rimangono in genere sconosciute al Cittadino, proprio a causa dell'omertà di coloro che hanno interessi nell'occultazione della Sua Sovranità e nella produzione di panschiavismo.
Mentre costoro oggi difendono banche e banchieri, cioè i manipolatori del capitale italiano, dovremmo incominciare ad occuparci di tali opere, in quanto in esse sono riscontrabili eventi illuminanti e sintomi precisi del cancro sociale rappresentato dagli istituti bancari a livello mondiale.
In questo sito sono riportati testi, informazioni e documentazioni, prese da Internet, senza NESSUNA ottica politica, né di Destra, né di Sinistra, né di Centro. Questo occorre dirlo da subito, per non cadere nell'errore di snobbare, sottovalutare o addirittura ignorare un articolo e un'informazione solo perché scritto dall'opposizione. Opposizione che poi, inevitabilmente, ogni pochi anni, cambia e torna ad essere maggioranza, e viceversa. Tanto per far capire che occorre leggere tutto, senza guardare al nome dell'autore (e del suo inevitabile schieramento politico) se non per vedere che si tratta di una persona vera, e non inventata
Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
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Aguzziamo la vista 
































