Questa pagina è l'archivio 2006!
Firma anche Tu la
"Lettera aperta di cittadini italiani alla Guardia di Finanza"
Morto Welby: trovarne un altro subito
22 dicembre 2006
…Altrimenti gli italiani apprendono notizie sul governo Prodi e sui miliardari di Stato che questo governo rappresenta e difende, protegge e crea.
Per esempio, i contribuenti potrebbero farsi domande sullo splendido, ricchissimo Natale che attende i dipendenti del ministero del Tesoro, su cui regnano i super-tassatori Visco e Padoa Schioppa.
Costoro, tra personale e dirigenti, si divideranno una «gratifica» di 447 milioni di euro.
Pari a circa 900 miliardi di vecchie lire.
Sì, avete letto bene.
Come funziona il trucco, lo ha spiegato Dagospia, in un articolo segnalatoci dal lettore Simoncini.
La Finanziaria del 2004 (dunque il responsabile è Tremonti) previde una «doppia retribuzione fuori contratto» per dirigenti e dipendenti, legata «ai risparmi di spesa effettuati su tutti i capitoli di bilancio dello Stato». Sic.
Fanno i risparmi, e se li mangiano loro.
Di fatto, ogni dipendente ha ricevuto da allora, oltre allo stipendio e alla tredicesima, 10 mila euro il fattorino, e fino a 16,5 mila euro (lordi) gli altri impiegati, secondo il grado; per i direttori generali, da 28 a 45 mila euro.
Per i capi dipartimento la fetta più grossa, perché questi dipendenti pubblici (in quanto pagati dai contribuenti) godono di contratto di dirigenti privati, perché, si sa, hanno un genio manageriale che va compensato secondo «il mercato», anche se il mercato non ha nulla a che fare con loro: personalità come il Ragioniere Generale dello Stato, il Capo Dipartimento, il Capo di gabinetto, il Capo degli uffici legislativi, che già prendono sui 400 mila euro l'anno, si sono aggiudicati anche la gratifica fuori contratto di 175 mila euro a testa.
Natale d'oro per i miliardari di Stato.
A noi le tasse, la frusta, la disciplina, la flessibilità: a loro i miliardi.
Nessun aumento per i poliziotti e i vigili del fuoco, i soli dipendenti pubblici di cui la gente ha bisogno: a lorsignori, la torta di 900 miliardi da spartisti.
Niente per la ricerca, tutto per i burocrati. (Maurizio Blondet)
Controllo delle masse? Ecco come lavorano gli Illuminati
21 dicembre 2006
Spesso accade a coloro che cercano informazioni in rete, di incontrare articoli, resoconti o documentazioni sul cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale” o sugli “Illuminati”.
Capita così di frequente che ho deciso di approfondire tale argomento, cercando di rispondere ad alcune domande: ma chi solo gli “Illuminati”? Da dove provengono? Fino a che punto compenetrano la nostra realtà, la nostra storia? E a che scopo?
Analizzando superficialmente i messaggi che ci provengono dalla realtà esterna, si può già intravedere l’accenno di una risposta a tali quesiti. E’ un dato di fatto per cominciare, che i mezzi di comunicazione più comuni (televisione, cinema, quotidiani, libri e riviste) diventino giorno dopo giorno più scadenti, uniformando e appiattendo le informazioni (soprattutto tivù e giornali), passando una realtà sempre più squallida e sovvertendo – in maniera non casuale, come vedremo in seguito - la scala di valori che ogni individuo equilibrato con un po’ di cultura, buon senso e rispetto per la vita, avrebbe come saldo punto di riferimento nella propria esistenza.
Per dirla in parole povere risulta difficile da accettare che un matrimonio tra vips possa diventare notizia di apertura di un serio TG che abbia la pretesa di informare la gente. E ancora mi è difficile accettare che tale TG si riduca a 20 minuti con pubblicità per poi lasciare spazio alla tanto attesa e sospirata ricetta di cucina a cui, pare, gli italiani non sappiano rinunciare.
Per non parlare dei reality che tanto hanno preso piede nel nostro paese ma che - a detta di Maurizio Costanzo - sono ancora più diffusi all’estero, o che dire dei programmi dove la gente si rinnova grazie alla chirurgia plastica, rendendola una pratica talmente normale che, come riportato poco tempo fa su tutti i quotidiani, persino le teenagers inglesi a Natale o per il compleanno chiedono ai loro genitori di rifarsi il seno. Oppure pensiamo ai pianti e alle disgrazie in TV dove si vedono solo comuni cittadini che mettono in piazza i loro problemi familiari, abituandoci sempre più all’idea che ci possa essere qualcuno (o qualche milione di telespettatori) che ci osservi e conosca anche i nostri fatti più intimi.
Solo per quanto detto, un normale osservatore constaterebbe che qualcosa non funziona nel sistema. Come non funziona il fatto che nonostante l’avanzare della tecnologia l’uomo si riduca a lavorare di più, a dedicare sempre meno tempo ai rapporti umani diventando quasi incapace di gestirli, diventando sempre più stressato, insofferente e, lasciatemelo dire, frustrato.
Qualcosa non quadra ma questo qualcosa non è limitato alla nostra realtà cittadina, né nazionale, si tratta di qualcosa che esula dalle nostre conoscenze perché sta dietro alle quinte, dietro a ciò che viviamo. Qualcuno la chiama dietrologia! Lo stesso Manifesto piduista di Licio Gelli (il famoso Piano di Rinascita Democratica) è disgiunto dalle radici più ampie del malfunzionamento del sistema, anche se rende bene l’idea del controllo sui media che già egli aveva, a suo tempo, sottolineato come prioritario. (Lorenza Veronese)
MA QUESTI CI PRENDONO PER IL CULO!!
20 dicembre 2006
San Paolo-Banca Intesa e Banca Rothschild, Prodi sull’attenti!
DilloAdAlice.it n. 134 del 20/12/2006
L'imminente maxi-fusione tra Banca Intesa e San Paolo Imi, salutata calorosamente dagli 'addetti ai lavori' del settore finanziario e accolta con plauso reverenziale dai massimi esponenti del governo di centrosinistra, Prodi in testa, è stata presentata quale logica conseguenza delle irrinunciabili esigenze dettate dagli indiscutibili processi di globalizzazione, ritenuti esiziali per l'intero sistema creditizio europeo.
Esigenze tanto care ai 'padroni planetari' quanto nefaste, alla luce del già annunciato riassetto aziendale, per il personale dei due istituti. L'operazione di fusione-accorpamento prevede infatti il licenziamento, loro li chiamano 'esuberi', di 15/20 mila persone, per lo più costrette al prepensionamento, con onerosi costi aggiuntivi per i già lacunosi conti dell'INPS.
L'annoso problema occupazionale che investirà 15/20 mila famiglie, maggiore e più nefasto aspetto, non deve però fare passare in sordina la preoccupante concentrazione di potere e gli oscuri intrighi di palazzo che ombreggiano su tutta l'operazione, a partire dai protagonisti principali, come i sodali di Romano Prodi, Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa che guiderà il nuovo gruppo, ed Enrico Salza, presidente di San Paolo Imi, che sarà a capo del nuovo Consiglio di gestione.
Alla loro corte verranno confermati Pietro Modiano, direttore generale di San Paolo Imi, nonché marito del Ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini e il protagonista, unitamente al presidente di Unicredit Alessandro Profumo, delle primarie uliviste Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa. Senza però dimenticare Alfonso Iozzo, già amministratore delegato di San Paolo Imi, oggi scelto, guarda caso, dal Consiglio dei Ministri, come Presidente della potentissima Cassa Depositi e Prestiti, il cui riassetto è stato recentemente stilato e presentato al governo Prodi dalla Banca Rothschild. Un nome, una garanzia...non certo per i circa 20 mila senza più occupazione.
Lettera aperta di cittadini italiani alla Guardia di Finanza
19 dicembre 2006
Spett. Guardia di Finanza,
come cittadini dello Stato italiano, conoscendo il decreto legislativo n. 68 del 19/3/01 che prevede - in attuazione dei principi direttivi della legge n. 78/2000 - la Vs. missione come Forza di polizia a competenza generale su tutta la materia economica e finanziaria,
sentiamo il dovere di riferire quanto segue:
1. Nel bilancio della banca d’Italia si legge in passivo il valore nominale delle banconote emesse.
2. La lettura di bilancio della banca d’Italia spa è percepibile come un trucco nella misura in cui la posta in passivo di tale valore delle banconote, emesse in cambio di titoli di Stato, nasconde reddito percepito in nero e iniquamente: appropriandosi di un reddito che ammonta alla differenza fra valore nominale della cartamoneta e costo di produzione meccanografica della stessa (detto, appunto, reddito da signoraggio in quanto antico esercizio del potere del Signore di appropriarsi di risorse, attraverso emissione di moneta non convertibile, a corso legale, e sotto forma di debito) e non pagando su di esso (perché lo segna come passivo nel suo bilancio, cioè non come reddito percepito ma come debito da percepire) tassa alcuna.
Per leggere integralmente il testo e poter firmare cliccate QUI
Buon Natale alla Guardia di Finanza
18 dicembre 2006
In rosso i miei commenti.
La Guardia di Finanza è uno speciale Corpo di Polizia che dipende direttamente dal Ministro dell'Economia e delle Finanze (D.Lvo 300/99). E' organizzato secondo un assetto militare e fa parte integrante delle Forze Armate dello Stato oltre che della Forza Pubblica.
I compiti della Guardia di Finanza sono sanciti dalla legge di ordinamento del 23 aprile 1959, n. 189.
I compiti prioritari sono la prevenzione, la ricerca e la denunzia delle evasioni e delle violazioni finanziarie, la vigilanza sull’osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico e la sorveglianza in mare per fini di polizia finanziaria.
Inoltre concorre al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica e la difesa politico-militare delle frontiere.
Sin dalle origini, il ruolo di polizia tributaria costituisce il primo e prioritario impegno istituzionale della Guardia di Finanza.
In tale contesto, la lotta all’evasione fiscale è andata progressivamente ampliandosi per ricomprendere tutte quelle forme di illegalità che recano pregiudizio al bilancio dello Stato e dell’Unione Europea (area finanziaria) ed all’economia legale (area economica).
Questo processo graduale di evoluzione si è affermato nel tempo ed ha ricevuto il naturale riconoscimento ordinamentale con l’emanazione della legge delega 31 marzo 2000, n. 78, in materia di riordino delle Forze di polizia, che all’art. 4 ha previsto l’adeguamento e l’integrazione dei compiti istituzionali – fermo restando l’art. 1 della legge di ordinamento n. 189/1959 – con l’espressa previsione che al Corpo compete l’esercizio delle “funzioni di polizia economica e finanziaria a tutela del bilancio dello Stato, dell'Unione Europea, delle Regioni e degli Enti locali”.
In tal modo, la fisionomia istituzionale si è allineata alla realtà operativa che caratterizza l’azione ispettiva tipica dei Reparti.
Risulta così esattamente delimitata l’area di primario interesse del Corpo rispetto alle altre Forze di Polizia, che è basata sull’esercizio di potestà d’indagine esclusive ed unitarie ai fini della protezione degli interessi nazionali e comunitari.
Qui devo far notare alla Guardia di Finanza che: nel bilancio di Banca d'Italia si legge in passivo il valore facciale o nominale delle banconote emesse, (che gran puzza di bruciato...)
(Giovanni Sandi)
Entriamo in punta di piedi nella terza guerra mondiale
17 dicembre 2006
“Questo mucchio di cadaveri proclama un macello.
O orgogliosa Morte! Quale festa si prepara nell'eterno tuo antro, che tanti principi a un sol colpo così sanguinosamente hai abbattuto?”
William Shakespeare - Amleto
Dopo la sconfitta elettorale di George W. Bush, qualcuno potrebbe essere persuaso che i rischi per la pace planetaria siano drasticamente ridotti, come se il Presidente americano fosse l'unico artefice della strategia globale di guerra, finalizzata a definire i nuovi rapporti economici internazionali ed il conseguente accaparramento delle risorse energetiche.
Oggi, dicembre 2006, assistiamo al crollo del castello di carte costruito dai neocon americani: Rumsfeld ha lasciato il Pentagono e Bolton l'ONU. Due importanti pedine dell'amministrazione di destra americana sono state sacrificate ai democratici dopo la sconfitta elettorale, ma non cadiamo nell'errore di credere che Baker ed i democratici chiamati al “capezzale” dell’Iraq siano delle colombe.
Giustamente, il Ministro italiano degli Esteri D'Alema ha scorto in quei mutamenti interni agli Usa il passaggio dall’unilateralismo dei neocon ad una nuova fase, più vicina al multilateralismo che fu di Clinton.
Non dimentichiamo, però, che quella fase – nella quale Europa e Stati Uniti furono più vicini per gestire i destini del pianeta, come nei Balcani – fu anch'essa una stagione di guerra, anzi: proprio nei Balcani iniziarono ad essere evidenti alcune fratture fra gli Usa e la Francia , la Russia e la Cina.
Ricordiamo che – appena sette anni or sono – diciotto aviazioni europee più quella statunitense non esitarono a bombardare la Serbia per due mesi, dove furono uccisi dalle bombe della NATO 1.200 civili serbi.
Il grande sogno americano di dominare solitari il pianeta è dunque andato in frantumi: non per questo, però, possiamo credere che Washington ceda le armi e s’appresti a chiudersi in sé stessa, ossia a varare una nuova fase isolazionista. Nel pianeta della globalizzazione dei mercati, chi si ferma è perduto.
I prossimi due anni della presidenza Bush – il cosiddetto “regno dell'anatra zoppa” – saranno utilizzati per ricostruire i rapporti fra le due rive dell’Atlantico: consapevoli di non poter raggiungere l'obiettivo in completa solitudine, gli Usa cercheranno nuove alleanze per realizzare i medesimi risultati.
D'altro canto, nemmeno l'Europa desidera che gli Stati Uniti abbandonino lo scenario geopolitico mondiale: l'assenza di Washington dalla scena comporterebbe per Bruxelles un impegno che l'Europa, oggi, non è in grado di reggere.
Cosa possiamo ragionevolmente attenderci dalla nuova situazione? (Carlo Bertani)
I servi e il padrone
17 dicembre 2006
Qualche giornale ha appena accennato alla telecamera lasciata accesa, che ha rivelato come Prodi si sia fatto dettare da Olmert le dichiarazioni su Israele Stato ebraico, sul rifiuto al ritorno dei palestinesi, sul riconoscimento dello Stato sionista.
Tutto subito finito nel dimenticatoio complice; ma devo ringraziare il lettore Moscaritolo per aver trovato il video completo su internet: come dice giustamente, una cosa è leggere quelle scene, una cosa è vederle.
Rivoltanti.
Rivoltante l’eccessiva cordialità di Prodi, gli abbracci troppo calorosi, il suo orrido sorriso silenzioso e falso stampato sul faccione; e poi i «sì, sì» con la testa, con tutto il corpo, come un cane scodinzolante con la lingua fuori, mentre Olmert - sorridente, sicuro di sé - gli prescrive quel che deve dire nella conferenza stampa.
«Lei ha detto qualcosa sullo Stato ebraico, lo so…», dice Olmert.
Insomma, ripetilo in pubblico.
Subito dopo, al microfono, Prodi esegue: «Io debbo aggiungere anche il riconoscimento di Israele come…(e qui una pausa, come gli si fosse seccata la gola)… Stato ebraico».
«Sembra il comunicato letto da uno con la pistola alla schiena», commenta il lettore.
Di uno sotto ricatto.
E giustamente nota, il lettore, che al «noi» diplomatico («le nostre due nazioni») Prodi a quel punto ha sostituito «io».
Le immagini rubate che mostrano il servo italiota obbedire al padrone non sono certo casuali.
I servizi sionisti, dice giustamente il lettore, non «dimenticano» telecamere aperte.
Non a caso è stato ripreso il testa a testa dietro le quinte. (Maurizio Blondet)
Nuovi genocidi vecchi criminali
15 dicembre 2006
Sono stati condannati a morte nel settembre del 2003. Si tratta di un popolo intero, fatto di bambini, uomini, donne e vecchi: gli Anuak della regione di Gambella (Etiopia). La loro colpa? Vivere in una regione ricca di oro e di petrolio.
Nemmeno i migliori servizi giornalistici sull'Africa dicono che i genocidi dei popoli africani vengono pianificati dai governi fantoccio, eppure spesso è così. Il caso degli Anuak non è certo l'unico, basti ricordare gli Ognoni della Nigeria, i Fur del Dalfur o i Pigmei di etnia Baka. [nella foto: donna Anuak]
L'accanimento contro gli Anuak è iniziato alla fine del 1979. Quell'anno, le terre degli Anuak furono confiscate, per costringere la popolazione ad arruolarsi forzatamente o al lavoro coatto nelle fattorie. Gli Anuak cercarono di scappare, ma molti furono uccisi o arrestati.
Per attuare il genocidio sono stati assoldati eserciti definiti impropriamente di "difesa". In Etiopia è stata creata la milizia del Fronte di Difesa Rivoluzionario Popolare Etiope (Eprdf), incaricata di uccidere impunemente e di praticare ogni sorta di violenza. Nel febbraio del 2004, il giornalista Keith Harmon Snow[1] scrisse un rapporto in cui provava che l'Eprdf aveva massacrato migliaia di Anuak, su ordine del governo del ministro Meles Zenawi. Nel settembre del 2003, il governo Zenawi si era riunito per discutere l'eliminazione degli Anuak, considerati un intralcio dalla Halliburton Company, che sfrutta il petrolio del bacino dell'Ogaden, e dalla Canyon Resources, che estrae oro dalle miniere etiopiche. Snow sostiene senza ombra di dubbio che le autorità americane sono al corrente del genocidio che si sta attuando nella regione di Gambella, e che forniscono armi e addestramento militare agli assassini. L'Operazione è chiamata in codice "Operation Sunny Mountain" (Operazione montagna assolata). (Antonella Randazzo)
Immobiliari agevolate, piccoli puniti
14 dicembre 2006
Tra i trucchi celati nella Finanziaria di Prodi (devo la segnalazione ad una lettrice) c'è la creazione di «Società di investimento immobiliare» (SIIQ), specie di fondi d'investimento che si occuperanno di costruzioni edilizie e di locazioni.
Sono previste, nota la lettrice, «volumetrie da capogiro, tali da far raddoppiare molti comuni, in particolare della cintura di Milano».
La novità è che queste SIIQ godono, nella Finanziaria, di un regime di tassazione molto agevolato, del 15 %, oltre che della totale esenzione dall'Irap e dalla tassa societaria.
Perché Prodi, Visco e Padoa Schioppa, famigerati tartassatori, siano così generosi con tali fondi, si spiega con i nomi dei fondi stessi: Soros RE, Pirelli RE (dove RE sta per «real estate», patrimoni immobiliari), Beni Stabili…
Insomma i soliti compari del governo della cosiddetta «sinistra Goldman Sachs»: colossi multinazionali e amici ben protetti.
Soros RE è uno dei cinque fondi offshore del noto finanziere ebreo-ungherese e speculatore George Soros, amico di Prodi e da lui insignito di laurea honoris causa a Bologna.
Soros l'ha creato in società con Paul Reichmann, un altro notorio immobiliarista, perché controllava la maggioranza dell'immobiliare Olympia & York, fallita a causa dell'enorme volumetria costruita a Londra sui vecchi docks in disuso, Canary Warf, e rimasta a lungo sfitta.
La Pirelli RE è stata portata alla gloria dall'amministratore delegato Carlo Puri Negri, compagno di classe di Tronchetti Provera, che è anche uno dei dirigenti più pagati d'Italia (sugli 11 milioni di euro annui).
E' la società con cui la famiglia Pirelli si è sottratta all'industria (troppa concorrenza, troppa ricerca e tecnologia) per rifugiarsi nel mattone sicuro: la percezione di affitti non richiede ricerca né tecnologia.
Ammanicata con Morgan Stanley, si è molto espansa all'estero.
Ad ottobre, con la Cypress Grove International ha creato una joint venture per investire nell'edilizia residenziale in Polonia; ed ha assorbito la Deutsche Grundvermogen (DGAG), una delle prime immobiliari germaniche.
Quanto alla Beni Stabili, è parte integrante dell'impero di Leonardo del Vecchio.
La scusa ufficiale per le agevolazioni fiscali ai colossi del mattone è la necessità di ridurre il costo delle locazioni: Prodi pensa ai poveri, vedete.
Ma se così fosse, nota la giudiziosa lettrice, l'agevolazione sarebbe stata estesa anche ai piccoli proprietari privati che danno i loro appartamenti in affitto.
Invece no.
Questi restano tartassati, con l'aliquota punitiva del 43%.
COMUNICATO STAMPA del 13 dicembre 2006
Benvenuti nel meraviglioso secolo dello screening sulla salute mentale
Il nuovo psico-inganno alla ricerca di pazienti nella scuola dietro l’angolo
In Italia sono attive strategie, in tema di salute mentale, che contengono specifiche azioni per attivare lo screening di massa dei bambini nelle scuole e l'addestramento degli insegnanti a tale scopo.
Naturalmente alla gente e persino ai politici, ciò viene spiegato con la necessità di aiutare i bambini e le famiglie, permettendo di individuare precocemente qualsiasi alterazione del comportamento.
Usano parole complesse e discorsi fumosi per confondere le acque… Indagando si scopre che alla fine ciò che vogliono ottenere sono tre cose precise: i test di screening, diagnosi e terapia!
Ecco un esempio di cosa viene comunicato in alcuni progetti per le scuole, al fine di “creare il problema” e attivare tutto il meccanismo :
Nella scuola primaria il 10-15% degli alunni (2-3 per classe, da 50 a 75mila in tutta Italia) ha difficoltà a svolgere le normali attività (leggere, scrivere, far di conto); nella scuola secondaria inferiore tale dato sale al 20-25%, (fonte Associazione Italiana Dislessia). Circa il 5% del totale della popolazione scolastica presenta Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), definiti genericamente Dislessia.
Se individuato e affrontato in tempo un Disturbo Specifico di Apprendimento si può, se non risolvere, certamente ridurre. L'età più adatta per individuare in un bambino un disturbo specifico di apprendimento e quindi potere intervenire in modo adeguato, è attorno ai sei anni. Quanto più si tarda rispetto a tale periodo tanto più si compromette la possibilità di un esito favorevole dell'intervento.
Al contrario, se non si interviene dai primi anni della scuola, i problemi legati al DSA sono pressoché irrecuperabili, con grande danno per lo sviluppo personale del bambino, la cui diversità incompresa lo esclude sempre di più dal contesto sociale, e forte disagio della famiglia (i genitori, anche e soprattutto quelli che hanno preparazione scolastica di alto livello, se non guidati, non riescono a capire la natura del problema e le azione da intraprendere).
(http://www.dislessia.org/portale/index.php?option=com_content&task=view&id=53&Itemid=44)
Gli screening non sono molto diversi da quelli utilizzati in America, dove queste attività sono radicate da tempo.
Uno di questi programmi di screening utilizzato in America è il Teen Screen (vaglio degli adolescenti), che ha già causato la preoccupazione e lo sconcerto di esperti di salute, genitori e gruppi civici. Il programma fa uso di questionari invasivi e soggettivi ed è inteso a incanalare i bambini in un sistema di salute mentale all’interno del quale vengono facilmente etichettati e poi “trattati” con psicofarmaci dagli effetti collaterali devastanti, come comportamento suicida, psicosi, diabete, aggressione, attacco cardiaco e decesso improvviso.
Un devastante studio pubblicato dal Comitato di Cittadini per i Diritti Umani Internazionale rivela i fallimenti del Teen Screen e gli enormi interessi che l’hanno creato. Prendete in considerazione i seguenti fatti:
La privatizzazione sta per passare di moda
12 dicembre 2006
Siamo in grado di offrire ai lettori, in esclusiva, una previsione certa e in grande anticipo: l’ideologia del privatismo ha i mesi contati.
Presto, l'idea che «la mano invisibile del mercato» cura tutte le inefficienze pubbliche sarà sottoposta a critica spietata.
Ciò che viene chiamato a torto o a ragione «tatcherismo» finirà ridicolizzato.
Ancora un poco, e lo slogan «meno Stato più mercato» parrà a tutti un errore, anzi una scemenza sorpassata, impronunciabile nei salotti che contano.
No, nessuna sfera di cristallo.
Il fatto è che la critica del privatismo è cominciata in America: e dunque arriverà anche da noi, s’intende con il consueto ritardo culturale.
In USA, la causa è il rapporto dell’Iraq Study Group (ISG) di James Baker.
Per quanto debole, eufemistico e gonfio di ovvietà, il rapporto sta producendo un enorme effetto liberatorio.
Si sente un sospiro di sollievo nell’intera grande nazione.
Finalmente, gli editorialisti di grido scoprono che «si possono dire» certe verità, che fino a ieri erano confinate negli ufficialmente disprezzati blog marginali: sì, stiamo perdendo la guerra in Iraq. Sì, è stata condotta con criminale incompetenza.
Sì, Bush e i suoi neocon ci hanno portato al disastro e alla vergogna…
Erano cose che tutti capivano anche prima.
Ma che non potevano dire, senza temere che il vicino ti denunciasse all’FBI per disfattismo e sabotaggio, e senza essere attaccati come anti-patriottici, gente che «non sostiene i nostri soldati», amici di Osama.
Oggi, si può per i fatto che a dirlo è stato l’Establishment, ossia i membri dell’ISG, tutti vecchie volpi del potere costituito: hanno reso ammissibile nel discorso pubblico ciò che prima ne era censurato, espulso ai margini sospetti dei complottisti e degli estremisti.
Una triste smentita della favola di Andersen: oggi, per accettare la verità evidente, all’opinione pubblica democratica non basta che sia un bambino a esclamare «il re è nudo»; occorre che lo dica chi ha il potere, i consiglieri del re.
Triste e pericolosa situazione. (Maurizio Blondet)
SELVAGGI CON TELEFONINO
12 dicembre 2006
Il testo descrive, in modo suggestivo, un’ antichissima società umana, collocabile all’inizio del tempo, molto progredita spiritualmente, socialmente e tecnologicamente; la sua repentina caduta; la lenta, faticosa, risalita fino agli elevati livelli della nostra civiltà europea di qualche decennio fa; poi nuovamente un declino, che si avvicina al crollo, e siamo nella realtà di oggi.
Il selvaggio col telefonino è l’immagine del nostro scadimento come popolo: non è che torniamo alla barbarie (magari), ma affondiamo ogni giorno di più nell’amoralità, nella volgarità, nella bassezza soddisfatta, nell’ignoranza compiaciuta, nella grettezza e mancanza di rigore - mentale prima che morale.
Questo genere di regresso è avvenuto nella storia d’Italia per l’abdicazione o la corruzione delle classi dirigenti, il contentarsi di essere quello che già siamo, il non chiedere più niente a noi stessi.
E’ la dittatura collettiva del «fellah» urbanizzato.
«Fellah» è la parola egiziana che indica il bracciante agricolo, in Italia il «cafone».
Il cafone d’oggi ha il telefonino (o la Mercedes, o la laurea alla Bocconi) ma la sua mente resta quella dello zappatore.
Il suo repertorio di curiosità e di ambizioni resta limitatissimo: il sesso, il «mangiare», il «vestire», il calcio, sono tutto ciò che esige dalla vita.
Questo tipo umano è estraneo alla cultura, all’arte, al pensiero, alle attività umane alte che costituiscono la civiltà; per lui sono inutili, e ne frena e ne soffoca la comparsa nella società.
Come lo zappatore quando va alla fiera del paese, diffida dei competenti, degli intelligenti, e in generale della complessità della vita, mentre dà cieca fiducia ai venditori di amuleti: è lui che ha arricchito le infinite Vanna Marchi della nostra vita collettiva, politica, mediatica e spettacolare. E’ lui che impone il suo «stile»: la maleducazione, la rozzezza, la vile violenza e la svaccata ineleganza che chiama «Made in Italy».
Questo libro tenta di essere un manuale di aristocratizzazione, di ri-educazione alla civiltà, che dichiara il suo debito, tra gli altri, al filosofo-educatore della modernità, Ortega y Gasset.
Non esorta a tornare solo all’etica, ma anche all’estetica: al capire che certe azioni tipicamente italiane, prima che delinquenziali e disoneste, sono «brutte», ignobili, volgari.
Maurizio Blondet, già inviato speciale de Il Giornale e di Avvenire, ha pubblicato per Effedieffe «I nuovi barbari», «11 settembre colpo di Stato in USA», «Cronache dell’Anticristo», «L’ uccellosauro ed altri animali la catastrofe del darwinismo», «Chi comanda in America», «Osama bin Mossad», «La strage dei genetisti», «Schiavi delle banche», «Israele, USA, il terrorismo islamico».
Dirige il giornale on-line www.effedieffe.com
La verità sul petrolio nigeriano
11 dicembre 2006
A causa del rapimento di tre italiani, lo scorso 6 dicembre, i telegiornali hanno parlato della situazione nigeriana, ma senza far comprendere cosa sta accadendo veramente. Hanno parlato di un paese poverissimo, come se la povertà fosse una sorta di calamità naturale. Hanno detto che il paese è ricchissimo di petrolio e di gas, ma non hanno spiegato come mai un paese così ricco di risorse energetiche sia così povero. Molti documentari e articoli “informativi” sulla Nigeria (ad esempio la puntata di Leonardo andata in onda su Raitre l’8 dicembre), hanno parlato di estrema “arretratezza” del paese, inducendoci a pensare che essendo un paese africano non ha avuto lo “sviluppo” dell’Europa. La giornalista del programma Leonardo disse che: “esistono bande per la libertà della Nigeria, peccato che esse si mescolino con la comune criminalità”, facendo intendere che ciò che accade in Nigeria è dovuto alla criminalità comune. I media alimentano l’etnocentrismo europeo e il razzismo, pur di tenere nascosta la vera condizione dell’Africa. 
La verità è che il popolo nigeriano è vessato da un sistema criminale che gli sottrae le ricchezze e lo priva delle condizioni minime di sopravvivenza. L’Agip partecipa attivamente a questo sistema criminale, pagando milizie paramilitari che non esitano ad uccidere civili. Nei nostri media fanno notizia soltanto i rapimenti di persone che lavorano nella struttura petrolifera, mentre le centinaia di vite spezzate dai paramilitari dell’Eni e delle altre Corporation non generano alcun interesse. Darne notizia farebbe emergere qualche dubbio sull’operato delle Corporation che si appropriano delle risorse dell’Africa. I media (quelle poche volte che danno notizie sull’Africa) parlano genericamente di “corruzione” dei governi africani, ma non approfondiscono mai il discorso. Se esistono corrotti devono per forza esistere anche i corruttori e le vittime. Nessun telegiornale dice che i corruttori sono le Corporation (anche l’Eni), e che le vittime sono le popolazioni, costrette a vivere in condizioni di miseria e di degrado a causa della corruzione. La Nigeria è il primo produttore di petrolio in Africa, e il sesto esportatore nel mondo, ma la maggior parte della popolazione vive in condizioni di estrema miseria. Oltre il 30% degli abitanti è analfabeta e la disoccupazione tocca livelli del 70%. (Antonella Randazzo)
Coppie di fatto: il trucco della sinistra
10 dicembre 2006
"VECCHIA SINISTRA: L'EMORRAGIA DI VERITA' CONTINUA!!"
Ecco com’è: siamo qui a dividerci sulle coppie di fatto.
Titoloni sui giornali, polemiche.
Dite la vostra, o cittadini: siete pro o contro le nozze gay? (1) E se uno si prova ad eccepire, guai.
Tutti a chiedergli: perché ce l’hai con gli omosessuali? Tu sei contro i diritti delle lesbiche?
Diventa un caso personale: tu sei un reazionario, «noi» siamo progressisti e avanzati.
Ebbene, questo è il solito trucco delle sinistre e ancora una volta è perfettamente riuscito.
Dov’è il trucco?
Nel fatto che portano il popolo italiano a spaccarsi su un tema politicamente secondario, per farci dimenticare che la sinistra non risponde sui temi veri.
Ci sono cose che preoccupano gli italiani un po’ di più delle nozze fra finocchi.
Qualche esempio: la gente è allarmata perché i figli non trovano lavoro, se non con contratti trimestrali a 700 euro al mese.
La gente vuole risposte sull’immigrazione, sulla concorrenza cinese o polacca che ci fa perdere posti di lavoro, sugli emolumenti miliardari dei grand commis di Stato, sulla torchia fiscale eccessiva e ingiusta.
La gente vuol sapere perché ci rubano il TFR, perché le paghe italiane sono le più basse d’Europa mentre i grand commis sono i più pagati del mondo, e perché i nostri salari diminuiscono mentre il costo della vita sale.
Perché ci sono 7 milioni di poveri con meno di 700 euro al mese.
Questi sono i temi urgenti, per il popolo italiano.
Questi sono i problemi sociali che preoccupano tutti.
Ma beninteso, le cosiddette «sinistre» non sanno e non vogliono rispondere: hanno giù risposto alle lobby che li controllano o con cui sono in combutta.
E allora spostano il discorso pubblico su un tema falso per tenerci occupati in polemiche inutili. (Maurizio Blondet)
Aggiotaggio di Stato
8 dicembre 2006
Nel mito egizio Osiride, benchè morto, ebbe un’erezione, con cui fecondò Iside.
Prodi è riuscito in un simile miracolo itifallico: ha prodotto un'’erezione in un cadavere.
Le azioni Alitalia, azienda decotta, sono alle stelle.
Come ha fatto, è noto.
Chi comprerà Alitalia, ha sancito, deve prendersi subito il 30 % e poi rastrellare il resto con un’OPA, offerta pubblica di acquisto.
Ora, un’OPA obbligatoria, imposta dallo Stato, ovviamente provoca la speculazione in Borsa: nessun compratore si è fatto avanti per Alitalia (e chi se la piglia?), ma già c’è chi si accaparra le azioni del cadavere in attesa di rivenderle a caro prezzo all’ipotetico acquirente.
E’ovvio.
E’ automatico.
Per questo, nei paesi di libero mercato, le OPA non si annunciano in anticipo: vengono fatte a sorpresa, dopo segreti rastrellamenti.
Prodi ha deliberatamente provocato il rialzo.
In ogni Paese normale, questo si chiama «aggiotaggio»: la manipolazione deliberata dei prezzi azionari con manovre e false informazioni.
Sono sicuro che qualcuno
ci sta guadagnando forte, spacciando le azioni del cadavere a risparmiatori ingenui - in Borsa, nessuno si è mai rovinato sopravvalutando la stupidità del parco buoi.
E potrei anche sospettare che quei qualcuno sono amici dell’amico.
Perché la vendita Alitalia alle condizioni poste dal governo è un falso palese: obbligo di mantenere i livelli occupazionali, obbligo di mantenere le rotte in perdita, OPA preannunciata, ecc.
L’asta andrà deserta.
Dopo di che, quel che succederà, lo spiegano tutti i blog finanziari.
Un «noto investitore» italiano, che i blog identificano in De Benedetti, farà un’offerta da quattro soldi.
Giusto per non mandare a casa le hostess strapagate.
La Repubblica dipingerà De Benedetti, il suo padrone, come il cavaliere bianco nazionale, e Turani spiegherà al parco buoi
i vantaggi dell’operazione.
Il resto lo descrive «l’imprenditore» dai pensieri in libertà: «Poco dopo lo Stato, zitto zitto, per salvare una azienda di tale rilevanza nazionale comincerà con gli aiuti» (integrazione prezzo carburante, contributo di servizio per zone disagiate, pubblicità dell’immagine dell’Italia nel mondo…).
L’imprenditore ricorda che De Benedetti è lo stesso che, grazie a Prodi allora presidente IRI, cercò di comprarsi la SME alle stesse condizioni: quattro soldi, e il contribuente fregato e contento.
Oggi non c’è più Craxi a impedire la svendita: e i due compari invece sono ancora qui.
Aggiotaggio di Stato aggravato. (Maurizio Blondet - Tratto: da effedieffe.com)
ERRATA CORRIGE
7 dicembre 2006
L'eterna naturale necessaria resistenza contro le tasse: quest’è una e-mail con la quale s’invitano gli adepti di una fazione all’ennesima marcia su Roma contro l’ennesima spremitura del fesso da parte dei superiori dell’altra fazione.
ERRATA. Errato è appellarsi ad una resistenza contro le tasse affinché i provveduti di una fazione possano trascinare migliaia di loro sprovveduti contro gli sprovveduti dell’altra parte, a loro volta imboniti dai loro provveduti. Invece, CORRIGE, gli sprovveduti dell'una e dell'altra parte dovrebbero essere provveduti delle nozioni necessarie per non farsi trascinare né a marce su Roma, né a marce di qualsiasi genere, bensì per marciare per conto loro, con chi gli pare, quando gli pare e se ne hanno voglia...
Abbiate pazienza: da sessant'anni siamo sotto i talloni di questo Stato (e parastato) che si fa sempre più pesante man mano che invecchia (la burocrazia in 138 anni, a fronte di un aumento della popolazione di 2 volte e mezza, è aumentata di 1.200 volte; sì, sì, avete letto bene: milleduecento volte!) e che ammonisce con l'art. 53 della sua Costituzione gettata nel calcestruzzo: «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.» Sic!
Ebbene, la capacità contributiva è un optional rispetto alla caterva di gabelle,tasse, imposte, tributi, bolli, balzelli, addizionali, componenti tariffarie, valori aggiunti, supplementi, corrispettivi, quote fisse, trattenute, ritenute, eccetera, eccetera, talché, un povero cristo, si ritrova a pagare in base a parametri che col reddito non hanno nulla a che fare. Cibi, bevande, calzature, abiti, igiene, riscaldamento, mobili, immobili, rifiuti, studi dall'asilo all'università, malattie, previdenza, assicurazioni, disgrazie, incidenti, infortuni, decessi (sì, anche decessi: provate un po' a farvi un funerale e poi ditemi quanto vi costa, di tasse intendo), arti, mestieri, professioni, vicende giudiziarie, eredità, regali, beneficenza, mezzi di locomozione, viaggi, telefoni, hobbies, vacanze, associazionismo, spettacoli, risparmi, conti correnti, conti postali, carte di credito, sport, eccetera, eccetera, sono tutte trappole pronte a scattare; per uscirne non c'è che da pagare! Sempre, su tutto... A prescindere dalla millantata "capacità contributiva".
C'è da pagare non tanto il valore delle prestazioni o delle merci acquistate, com'è giusto che sia, ma anche il valore di un forzoso accattonaggio di Stato (e parastato), sempre abbarbicato come una sanguisuga a qualsiasi prestazione o merce o atto. Lo Stato (e il parastato), coi suoi sbirri di cielo di terra e di mare, coi suoi burocrati infiltrati in ogni fibra del tuo tessuto sociale, ti è sempre vicino, ti fa sentire il fiato sul collo, ti controlla, ti spia,veglia diuturnamente su ogni atto della tua vita, vita natural durante, e anche oltre... e ti fa pagare i suoi balzelli ad ogni mossa che fai.
Nell'interesse nazionale, naturalmente... Al provveduto non lo far sapere, com'è bello l'abuso del potere.
E' un turbine perverso e immenso che ti attanaglia dalla vita intra-uterina fin oltre la morte con le spese di manutenzione, Iva inclusa, della tomba (meglio farsi cremare...); un turbine cosi perverso e devastante che portare tanti sprovveduti a Roma, con la scusa delle tasse, è fortemente riduttivo e fuorviante. Diciamoci la verità, se una fazione fa piangere, l'altra non fa davvero ridere!
Vediamo di ragionar sui fatti. E' naturale che, chi abita in luoghi freddi, debba consumare più energia se vuole stare al caldo, e di conseguenza spendere di più; ma, perbacco! Te ne approfitti per alleggerire di un ulteriore 20% chi sta al freddo? O Stato (e parastato) profittatore e sfruttatore: se un suddito è costretto a spendere 100 e un altro 50, ne approfitti per succhiare un ulteriore 20 a chi spende di più e solo 10 a chi spende di meno? Ma che razza di giustizia persegui? Ma che t'hanno insegnato? A dar pedate negli stinchi agli zoppi? Ma all'art. 53 non hai definito la "capacità contributiva" unico parametro contributivo?
Ora provate ad applicare lo stesso ragionamento del riscaldamento a tutti i parametri sopra menzionati e che buttano la gran parte delle entrate statali (e parastatali). Una famiglia numerosa deve comprare merci in misura maggiore di una meno numerosa; affar suo, direte, nessuno li ha obbligati; d'accordo, è fatale che debbano spendere di più: ma perché devono dare un contributo maggiore indipendentemente dal reddito? Solo perché sono cinque invece di tre? Ancora. Chi s'ammala, lavora meno e spende di più in quei balzelli sanitari ipocritamente detti ticket: in altri termini, in tempi di vacche magre, lo Stato (e il parastato) gli sottrae più ricchezza... Anche le malattie, sono fonte di ricchezza, per lo Stato (e il parastato)... E' il caso di fare altri esempi?
Ma, mi si dice, sono previsti degli sgravi. Da chi? Chi è che decide, e perché? A che titolo? Chi li ha autorizzati? Non ho mai sentito nessuno, ma proprio nessuno, interpellare gli interessati sull'argomento. Ho dato invece un'occhiata alle istruzioni per la dichiarazione dei redditi: mostruose, allucinanti! Tre fascicoli fitti fitti d'un linguaggio misterioso da iniziati.
CORRIGE! Non portate a Roma migliaia di sprovveduti a lamentarsi delle tasse; portateli a Roma a manifestare contro lo Stato (e il parastato); non contro SOLO verso certe sue manifestazioni; ma contro questo Stato (e parastato) messo su senza alcuna legittimazione popolare, senza concorso di popolo ma contro il popolo; riveduto e corrotto, da monarchico- liberale (si fa per dire), a monarchico-fascista, a repubblicano-antifascista-liberale (si fa sempre per dire), sempre senza concorso di popolo e sempre contro il popolo. Un popolo (anche qui si fa per dire) che non è mai stato chiamato a votare la "sua" costituzione, mai; ma nemmeno i "suoi" statuti comunali, provionciali o regionali, né ha strumento alcuno per opporsi ai capricci e ai funambolismi dei "suoi" rappresentanti, ogni cinque anni puntualmente resi irresponsabili e intoccabili da elezioni pilotate, padroni tuttofare; ogni cinque anni trasformati in provveduti che sanno, solo loro (a sentirli!), i problemi del popolo, le soluzioni per risolverli, il sistema migliore per una convivenza forzosa nel "loro" Stato, creato a "loro" immagine e somiglianza, eterno, indiscutibile, intoccabile, inossidabile, ingualcibile.
Anche Antonio Gramsci, in «Ordine Nuovo», 1920, scriveva che «Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti.»
Aggiungi la Banca Romana (1893), Adua e Tripoli, poi Cercivento, l'impero sui colli fatali di Roma, l'Etiopia e la Spagna, mettici anche 100.000 gavette di ghiaccio, un diktat (1943) detto eufemisticamente armistizio, e ancora: una Banca dell'Agricoltura, una Stazione di Bologna, un'Ustica, una Moby Prince, e infine, per far buon peso, una tangentopoli, mafia e camorra, e mille altre bagattelle dello stesso segno; ora ditemi se è il caso di andare fino a Roma per manifestare SOLO contro le tasse...
Come disse Balilla? Ai genovesi sotto il tallone dei savoiardi del gen. Botta-Adorno?
«Che l'inse?!»
Ditelo a Roma: che l'inse!, che l'inse! E allora vengo anch'io. (Romano Redini)
(sottoscrivo Giovanni Sandi)
Il signoraggio spiegato ai bambini
7 dicembre 2006
Attenzione: quello di cui verrete a conoscenza, proseguendo nella lettura, cambierà completamente la vostra visione del mondo. La politica vi sembrerà tutta una farsa ed inizierete ad intuire chi possiede veramente il potere di far crescere o di annientare le economie di interi Stati. Quando avrete capito i meccanismi dell' incredibile trappola nella quale siete invischiati, vostro malgrado, anche voi, NON POTRETE PIU' TORNARE INDIETRO!. Se ritenete di essere pronti per sapere la verità proseguite pure. Se non volete aggiungere una preoccupazione (molto grossa) a quelle che già avete, fate dietro-front e RIMANETE TRANQUILLAMENTE NELL'IGNORANZA, è comunque un vostro diritto. (www.boorp.com)
Abusi e crimini dei caschi blu dell’ONU
6 dicembre 2006
Quanti di noi si chiedono come mai anche nei paesi controllati dai Caschi blu dell'Onu, come Haiti e la Liberia, avvengono violenze e vessazioni di ogni genere? I Caschi blu dell'Onu che missione svolgono veramente? Non sembrerebbe che stiano lì, come dicono, per proteggere le popolazioni oppure per ristabilire la pace, dato che in ciò hanno sempre fallito. Ad esempio, in Sierra Leone, non limitarono in nessun modo l'attività criminale delle Corporation che pagavano milizie per contendersi le risorse diamantifere. Al contrario, difesero gli interessi delle Corporation combattendo contro tutti coloro che volevano una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse del paese.
I Caschi blu dell'Onu, ovunque abbiano attuato missioni di "peacekeeping", hanno commesso una serie di crimini contro la popolazione civile, e soltanto in pochissimi casi si è avuto un processo e una condanna penale. Hanno ucciso migliaia di civili e praticato violenze di ogni genere. La lista dei casi documentati è lunghissima. Anche quest'anno sono emersi numerosi casi di abusi sessuali commessi dai Caschi blu ad Haiti e in Liberia. Ad Haiti, secondo un rapporto pubblicato su The Lancet nell'agosto del 2006, i casi di stupro su donne e bambine sono 32mila negli ultimi due anni. Secondo lo studioso Royce Hutson, coautore della ricerca, almeno nel 25% dei casi, i responsabili degli abusi sono soldati dell'Onu e polizia locale.
Un rapporto del maggio 2006 sui campi profughi liberiani, curato da "Save the Children", accusa i Caschi blu di aver obbligato bambini a prestazioni sessuali in cambio di cibo, birra o per un giro in automobile.
Questi crimini vanno aggiunti ad una lista lunghissima di violenze commesse dai Caschi blu in Bosnia, Congo, Rwanda, Kosovo, Ucraina, Somalia ecc. In quasi tutte le missioni, i Caschi blu combattono come eserciti in guerra, e sono sempre schierati dalla parte del potere tirannico che opprime i popoli. (Antonella Randazzo)
Ma la BCE è al servizio di Bush?
5 dicembre 2006
«Gli inglesi volano in massa a New York per gli acquisti natalizi», segnala Dee Byrne, portavoce dell'associazione degli agenti di viaggio britannici, e non sa se rallegrarsi o no.
Il dollaro che cala rapidamente rende la sterlina fortissima, e le merci americane sono di colpo a buon prezzo per i cittadini di sua maestà.
La Banca di Inghilterra, che mantiene la sovranità monetaria che noi europei abbiamo perduto, si tiene pronta a prendere misure di adeguamento.
Il suo governatore Mervyn King ha segnalato alla commissione parlamentare che gli esportatori inglesi cominciano ad avere difficoltà a vendere in USA.
Presto taglierà i tassi primari sulla sterlina, facendola calare rispetto al dollaro per mantenere la competitività relativa.
Lo stesso faranno le banche asiatiche.
«Giappone e Corea del Sud sono famose per intervenire pesantemente sui mercato monetari allo scopo di impedire un eccessivo apprezzamento delle loro monete rispetto al dollaro», dice Brian Brenner, direttore della sede di Hong Kong di Business Week.
«E la Cina non ha alcuna fretta di lasciare libertà al cambio del suo yuan».
Ciò significa che le merci cinesi, giapponesi e coreane si manterranno competitive sul mercato americano, perchpè quelle monete vengono mantenute artificialmente deprezzate.
Unica eccezione, la Banca Centrale Europea, BCE.
Dura, mantiene alti i tassi, anzi minaccia di alzarli ancora per «tenere a bada l'inflazione».
Così tiene l'euro sempre più forte, sopravvalutato.
Conclusione di Brenner: «Saranno gli europei a sopportare tutto il peso del dollaro debole».
Tanto più che l'euro si è già apprezzato del 50% sul dollaro in cinque anni, e lo yen solo del 6%. Quest'anno, l'euro ha avuto un rincaro sul dollaro quasi dell'11%, mentre lo yen solo dell'1,5%, e lo yuan cinese non si è mosso affatto.
L'ostinazione della BCE a mantenere «forte» l'euro penalizza le nostre esportazioni.
Il peso che ci fa sopportare consisterà di decine di migliaia di posti di lavoro perduti o non creati in tutta Europa.
Perché lo fanno, gli eurobanchieri?
La scusa ufficiale è che l'euro deve restare forte per «tenere sotto controllo l'inflazione».
Strano: quando sono i cittadini-consumatori europei a lamentarsi del costo della vita, la BCE giura che l'inflazione non c'è - e così nega ai risparmiatori europei frutti decenti sui loro depositi e risparmi; oggi invece sancisce che l'inflazione è dietro l'angolo e va «controllata» tenendo alto l'euro.
E a noi cittadini che abbiamo tutti gli svantaggi di un euro «forte» e «debole» (da una parte penalizza le nostre esportazioni, ma dall'altra non fa calare i prezzi nei negozi), i banchieri eurocratici ci tengono pure la lezione: allegri, con l'euro alto paghiamo meno il petrolio, che si vende in dollari.
Ma il petrolio, che è sceso ai 60 dollari mentre pochi mesi fa sfiorava gli 80, è già basso.
La verità è un'altra, e non ci viene detta: la BCE sta aiutando la Federal Reserve e il governo Bush a nostre spese. (Maurizio Blondet)
Eufemismo obbligatorio
5 dicembre 2006
«Le prigioni americane ingabbiano lavoratori manuali potenziali di cui l’economia ha sempre meno bisogno», scrive Seth Sandronsky, un attivista che organizza assistenza nelle galere.
Se vogliamo, possiamo usare un eufemismo: il carcere è la cassa integrazione americana.
Ma non crediamo che in Italia vada meglio, quanto ad eufemismi.
Il governo Prodi ci ripete che «il costo del lavoro è eccessivo» in Italia; Confindustria e sindacati annuiscono vivacemente.
E’ dunque il «costo del lavoro» che va tagliato, non le auto blu e i privilegi dei miliardari di Stato. Però, le statistiche europee dicono un’altra cosa: che in Francia, dove l’economia va meglio, un addetto costa 9 mila euro in più che in Italia; in Germania, dove la ripresa è piena, costa addirittura 18 mila euro in più.
Ma Confindustria ribatte: in Italia, il valore aggiunto per addetto è di soli 37 mila euro l’anno, in Francia di ben 49 mila.
Ciò vuol dire, è l’insinuazione generale delle cosiddette sinistre, che gli italiani sono fannulloni.
La verità è un’altra.
A far crescere il valore aggiunto per addetto è solo in parte il sudore del lavoratore; in parte preponderante l’investimento di capitale in macchinari e innovazione.
Dunque sono i cosiddetti capitalisti italioti ad essere fannulloni, incapaci e saccheggiatori, a non investire abbastanza, a rifugiarsi nei settori oligopolistici, dove possono estrarre pedaggi e bollette come autostrade e telefoni.
In perfetta combutta coi parassiti pubblici, fanno leggi per ridurre le paghe reali dei lavoratori italiani del privato, che sono già i meno pagati d’Europa (meno degli spagnoli), e il cui reddito reale è calato del 10 % nel decennio (i dipendenti pubblici hanno visto invece un piccolo aumento: per forza, sono loro il corpo che sostiene il governo detto «di sinistra»).
Bisognerebbe chiamarli, lorsignori, col nome che meritano: ladri, farabutti, affamatori del popolo. Ma non si può, c’è l’eufemismo obbligatorio. (Maurizio Blondet)
Basta con il debito!
5 dicembre 2006
Insediatosi, ormai, da qualche mese (17 maggio sottolineo per gli scaramantici), il nuovo governo di Romano Prodi sta dando segnali incontrovertibili su quelle che sono le corsie preferenziali di intervento, che l’Esecutivo prodiano porrà in essere in questa prima finanziaria. Fin da subito spulciando qualche mese fa la lista dei nuovi ministri messi in campo dall’ex presidente della commissione europea, fui subito rapito dalla presenza dell’ex banchiere della BCE Tommaso Padoa Schioppa, il quale trovò – guarda un po’ – il pieno compiacimento dei neoconservatori americani, i quali nei giorni antecedenti alla formazione della compagine governativa avevano più volte caldeggiato mediaticamente e non solo l’ingresso di uomini vicini alle loro posizioni “politiche”, auspicandone l’ingresso nei ruoli chiave della politica governativa.
La massima istituzione in tema di finanza internazionale l’americana Goldman Sachs, per chi non lo sapesse, la prima banca d’affari al mondo aveva fatto in questo senso intendere che uomini “calibrati” sulle loro politiche finanziarie sarebbero stati molto graditi. Ebbene il buon Romano, tra l’altro, guarda caso, ex consigliere della suddetta, li ha accontentò. Non è un a caso, visti i suoi non trascurabili trascorsi nel settore bancario, che il neoministro stia portando avanti programmi in sintonia ai proclami più volte rimarcati non solo dalla Goldman Sachs, ma altresì, da altri organismi internazionali tra questi il Fondo Monetario Internazionale, la BCE , l’American Enterprise, l’agenzia di rating Standards and Poors, che hanno “suggerito” ovvero sollecitato le iniziative da intraprendere per “rilanciare” la debole economia italiana che giorno per giorno mostra segni di crisi piuttosto preoccupanti. (Dott. Gianluigi Mucciaccio)
Un po’ di chiarezza sulla nazionalizzazione di bankitalia
5 dicembre 2006
Negli ultimi giorni il neo governatore Draghi ha riportato alla ribalta il tema della nazionalizzazione della banca d’italia (il carattere minuscolo non è un errore) attualmente in mano proprio a quelle banche sulle quali avrebbe il compito istituzionale di vigilanza. Questa, come sappiamo dalle cronache degli ultimi anni, non è un’anomalia solo italiana, ma comune a molti paesi tra cui la fed americana.
Noi non possiamo sapere come sia avvenuto questo colpo di mano, l’art.3 dello statuto di bankitalia prevede che la maggioranza delle azioni sia in mano pubblica, perché gli azionisti sono stati a lungo celati da una spessa cortina di nebbia ed il loro elenco è stato reso pubblico solo fortunosamente per un controllo incrociato sui bilanci fatto dall’ufficio studi di Mediobanca nel 2003 e ufficialmente apparso (purtroppo ancora incompleto) sul sito di bankitalia http://www.bancaditalia.it/la_banca/partecipanti/Partecipanti.pdf solo dal settembre dello scorso anno grazie agli sforzi della controinformazione.
Ora, cacciato con disonore Fazio, si vuole ridare una mano di onorabilità a bankitalia rivedendo il suo statuto e restituendola al controllo pubblico. Una delle poche favole a lieto fine? Neanche per sogno e vediamo perché.
Il fatto della proprietà è importante solo ai fini di un corretto controllo dell’attività di credito svolta dalle banche, il fatto che con un blitz le banche si siano impossessate del controllo dell’istituzione che dovrebbe vigilare sul loro operato la dice lunga sulla serietà dei controlli messi in atto da bankitalia e profumatamente pagati dal contribuente (allo stato sono rimasti tutti i pesantissimi oneri della gestione – una manovrina finanziaria - compresi stipendi, spese, pensioni ecc. tutti d’oro naturalmente). I risultati sono sotto gli occhi ancora esterrefatti dei sottoscrittori di obbligazioni Cirio, Parmalat, Argentina o dei clienti truffati di Monte dei Paschi e Banca 121 per non parlare della BPL di Fiorani e di Banca Unipol di Consorte solo per citare gli ultimi fatti di cronaca. (Pierluigi Paoletti)
Il Profumo dei soldi
4 dicembre2006
![]() |
|---|
Ci sono i banchieri semplici. Quelli ex carcerati come Fiorani. Quelli che in carcere non ci andranno mai come Geronzi. E i migliori tra i pari: i banchieri di sinistra. Il loro campione è Alessandro Profumo di Unicredit. Profumo ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. E ha detto cose di sinistra. Meglio di D’Alema. Più di Fassino. Un po’ meno del Banco dei pegni. Parole che vanno interpretate.
Rendere il mondo schiavo della droga
30 novembre 2006
All'inizio degli anni '50, gli psichiatri scoprirono una nuova "cura miracolosa", che causava gravi effetti collaterali. Lo psichiatra francese Jean Delay scoprì che la Thorazine (chlorpromazine), sviluppato originariamente come colorante sintetico, aveva un effetto intenso sui pazienti. Pubblicizzato come un "antipsicotico", il farmaco impediva gravemente le funzioni del cervello, creando un effetto che gli psichiatri descrissero come "una lobotomia chimica".
Una nuova legge cambiò il mercato degli psicofarmaci rendendo possibile la prescrizione di psicofarmaci fuori dalle istituzioni psichiatriche. Prima del 1951, l 'Associazione Medica Americana aveva agito come osservatore nel business delle case farmaceutiche; con l'inserimento delle prescrizioni di psicofarmaci ne divenne parte. Questo causò nel giro di 8 mesi dall'uscita sul mercato della Thorazine, prescrizioni a circa due milioni di pazienti negli Stati Uniti, tre quarti di loro fuori dalle istituzioni. Verso la metà degli anni '60, il 48% degli americani aveva fatto uso di un farmaco psicotropo.
Nel 1967, psichiatri e dottori si riunirono in un congresso a Puerto Rico per elaborare un piano per i “farmaci psicotropi" nell'anno 2000. Nel rapporto del congresso è scritto: "Quelli di noi che lavorano in questo campo vedono un potenziale sviluppo per il controllo quasi totale delle emozioni umane, funzioni mentali e volontà di agire. Questo fenomeno può essere iniziato, fermato o eliminato tramite l'uso di vari tipi di sostanze chimiche".
Durante il meeting furono proposte sostanze chimiche che potevano aiutare una persona a ricordare o dimenticare un'esperienza piacevole o non, rimpiazzare la punizione, prolungare o accorciare la memoria, prolungare l'infanzia o accorciare l'adolescenza, regolare la reazione sessuale, indurre o prevenire l'apprendimento, e migliorare la vita matrimoniale portando il compagno ad avere "le sensazioni di una iniziale ammirazione che spesso
caratterizzano la prima esperienza". I presenti discussero anche se il litio poteva essere messo nel fornitore di acqua potabile.
Se democrazia vuol dire trasparenza
29 novembre 2006
Perchè queste condizioni di segretezza? Perchè il cittadino non deve sapere?
Proprio i recenti scandali bancari hanno mostrato retroterra nei quali è percepibile come queste condizioni di "segretazione" di atti concernenti materia finanziaria contribuiscono a rendere particolarmente difficile qualsiasi controllo e verifica dall'esterno.
L'Italia dunque poggia "legalmente" sul contrario della trasparenza.
E sempre "legalmente" gli italiani sono tenuti a versare lacrime e sangue per pagare l'invenzione dei banchieri, cioè il cosidetto "debito pubblico", che con l'avvallo di politicanti - per i quali il bianco è uguale al nero - è diventato la ragione dell'imposizione (e già la parola è significativa) di finanziarie sempre più truffaldine e deprimenti l'economia intera, con la conseguente depressione di qualsiasi iniziativa o creatività del cittadino.
Microonde: cottura contronatura
28 novembre 2006
Nonostante i numerosi studi, si parla troppo poco dei rischi legati alla cottura con il forno a microonde. Intervista al dottor Hans U. Hertel, uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di indagare fino in fondo.
«Cucinare col forno a microonde è veloce, semplice e conveniente»: questo l'irresistibile slogan che ha fatto in modo che un nuovo elettrodomestico entrasse nelle case di tutto il mondo. E’ possibile però che questo oggetto miracoloso si riveli un moderno cavallo di Troia, dal momento che fino ad oggi poco si è detto sul possibili rischi legati ad una tecnologia assai controversa.
In queste pagine cercheremo di capire meglio come funziona il forno a microonde, ripercorrendo la storia delle varie ricerche condotte e dando voce ad uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di indagare fino in fondo. (Nicholas Bawtree)
Alto tradimento
24 novembre 2006
Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri
Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri, con riferimento alle informazioni che già vengono diffuse sui contenuti della prossima manovra finanziaria 2006, sento il dovere di avvisarLa di quanto segue.
Premesso che sono perfettamente consapevole che le cose di cui ora scriverò Lei le conosce già molto bene, intendo principalmente informarLa del fatto che le stesse sono conosciute altrettanto bene, oltre che dal sottoscritto, da un ampio numero di cittadini, in continua crescita.
Nel DPEF 2005-2008, a pagina 25 relativamente all'anno 2003, si riporta che il "saldo primario" dello Stato ammonta a 34 miliardi e 459 milioni di Euro.
Sempre e solo per lo stesso anno gli "interessi passivi" contabilizzati ammontano a 69 miliardi e 291 milioni di Euro.
Contabilmente parlando lo Stato ha accettato un "indebitamento netto" pari a 34 miliardi e 832 milioni di Euro (69.291 ml€ - 34.459 ml€ = 34.832 ml€).
Ora, sapendo che:
da quando sono stati annullati gli accordi di Bretton Woods (decisione unilateralmente presa dagli USA e annunciata al mondo intero da Nixon il 15 agosto 1971), non esiste più alcuna carta-moneta, compreso l'Euro, rappresentativa di una qualsivoglia riserva di valore né tantomeno dell'oro;
la Banca Centrale privata fabbrica materialmente il simbolo monetario costituito dalla carta-moneta, stampandola o producendone il suo equivalente elettronico;
la carta-moneta (e a maggior ragione quella scritturale bancaria) di conseguenza "costa" alla Banca Centrale privata emittente i soli costi tipografici e/o gestionali, e MAI IL VALORE NOMINALE impresso sulla stessa;
la Banca Centrale Europea gestisce la contabilità come se all'atto dell'emissione fosse proprietaria del valore monetario, quando invece è stato dimostrato scientificamente che il valore monetario viene prodotto non già dalla Banca Centrale ma bensì dai cittadini, i quali, accettando per convenzione il simbolo monetario, ne inducono su di esso valore ogniqualvolta lo usano come strumento per misurare il valore di beni reali ceduti in cambio di esso;
la proprietà di un bene appartiene a chi lo produce;
risulta chiaro che la proprietà della moneta all'atto dell'emissione spetta a ciascun cittadino italiano, per cui il debito che lo Stato si "sente" obbligato a pagare al sistema Bancario Centrale NON HA ALCUNA MOTIVAZIONE D'ESISTERE.
Vagabondo con il Book
23 novembre 2006
Questa mattina, alle ore 10:45 sento bussare timidamente alla porta a vetri di casa, e intravedendo dalle tendine le sagome di due donne, chiedo “Chi è?”. Risponde una voce: “Vorremmo lasciarle un opuscolo da leggere". Intuendo che sono testimoni di Geova, dico : “Un attimo, devo ancora vestirmi e arrivo”, prendo di corsa dal mio studio un Vagabond Book, apro la porta, e dico “Vi do’ anch’io qualcosa da leggere”. Stupite, non riescono a dire nulla e rimangono scioccate, in quanto, così facendo, ho presumibilmente rotto lo schema di attacco dei testimoni di Geova. “Ma che cos’è?” chiedono. “È il libro dell’anno belle signore” – rispondo – “il libro che nessun editore di regime mai pubblicherà. Leggetelo e poi datelo a qualcun altro. Ora vi devo salutare, perché ho molto da fare. Tornate, se volete, ma solo se avrete letto il Vagabond Book. Vi chiederò cosa avrete capito da questo libro. Insomma vi interrogherò”. Sempre più stupite, mi ringraziano, e con un arrivederci escono dal mio cortile. Ritorneranno? Non lo so.
Quello che so è che l’errore basilare dei testimoni di Geova - in realtà testimoni di una dottrina congetturata a Brooklyn e trasmessa a Roma in Via della Bufalotta 1281 (via di per sé sufficientemente onomatopeica per caratterizzare la “bufala”, consistente in una generalizzazione di tipo sintattico, grammaticale e monotematico del loro concetto di “anima”) è quello di essere "animati", e di "pensare", secondo le traduzioni ed i pensieri degli "illuminati" di Brooklyn, esattamente come il politico si anima e "pensa" secondo i dettami del grasso banchiere: se i traduttori di Brooklyn dicono che il termine ebraico per “anima” è “nephesh”, il testimone ripete pappagallescamente che nephesh è l’anima. E tu hai un bel ripetergli che “nephesh” è solo uno dei tre termini veterotestamentari con cui si caratterizza l’anima, che gli altri due sono “ruach” e “neschamah”, e che “neschamah” è l’elemento eterno che riposa negli esseri umani, e che invece la “nephesh” appartiene anche al mondo animale!
Il testimone non ti ascolta, e si comporta esattamente come il teologo cattolico (altro “testimone”) in merito ai tre concetti neotestamentari greci “egheiro”, “anastasi”, ed “apokatastasi”, che traduce tutti e tre indifferentemente con “risurrezione. Come il testimone di Brooklyn-Bufalotta traduce indifferentemente con “anima”, i tre concetti “nephesh”, “ruach”, e “neschamah, così il testimone di Roma-Vaticano traduce col termine “risurrezione” i tre differenti concetti “egheiro”, “anastasi”, ed “apokatastasi”.
Insomma, da Brooklyn-Bufalotta a Roma-Vaticano è in tal modo negata la realtà delle ripetute vite terrene: da Brooklyn-Bufalotta perché attribuendo all’anima l’esclusivo suo animarsi di tipo animale, è ovvio che non si può poi attribuire all’immobile cadavere alcuna ipotesi di reincarnazione individuale (apokatastasi per l’evangelista Luca); da Roma-Vaticano perché la fede nella risurrezione della carne sostituisce barbaramente la conoscenza di ciò che dalla carne e dalla materia non proviene: l’io umano.
Il grasso banchiere, esattamente come Caifa o come Pilato, ha tutto l’interesse a che l’io umano non nasca, si svegli, e prenda coscienza di sé in quanto essere immateriale. Ha tutto l’interesse alla negazione o all’estirpazione dell’io, perché l’io sveglio non potrebbe essere manipolato più di tanto. (Giovanni Sandi)
Da Romano Prodi a Frits Bolkestein
21 novembre 2006
Mentre in Italia i media in generale si occupano dello sfarzoso matrimonio del mangia-placenta, nonché attore, Tom Cruise, il governo italiano (il più vicino alle oligarchie bancarie internazionali), e l’Unione Europea (emanazione politica delle medesime) continuano passo dopo passo a realizzare il piano di controllo politico-economico-finanziario globale.
Da noi una che finanziaria stringerà ancor di più il cappio attorno al collo delle famiglie e delle piccole imprese (secondo l’Adusbef le famiglie pagheranno circa 251 euro in più!), mentre nell’UE la Direttiva per i Servizi, meglio nota come Direttiva Bolkestein, liberalizzerà tutto il liberalizzabile, a beneficio, manco a dirlo, delle grandi corporation e dei grandi capitali. Tutti lì in trepidante attesa di venire a fare acquisti con i saldi, come è avvenuto dopo l’incontro sul Britannia del 2 giugno 1992…
Questa direttiva, voluta fortemente dal senior adviser (consulente) della Goldman Sachs (la più potente banca privata ebraica del mondo), allora Presidente della Commissione europea e oggi messo a capo del governo, il Prof. Romano Prodi, è stata firmata da un certo Frits Bolkestein.
Anche se nessuno lo avrà mai sentito nominare, si tratta di un uomo abbastanza losco.
Membro del R.I.I.A. (Royal Institute of International Affairs, cioè l’Istituto Reale per gli Affari Internazionali, l’omologo del C.F.R. statunitense), il governo ombra britannico, e membro della potentissima Mont Pelerin Society, l’organizzazione semisegreta svizzera che dal 1947, anno della sua fondazione, persegue l’ultraliberismo sfrenato e che, stando all’Executive Intelligence Review, promuove addirittura “il fascismo economico”!
Quindi Frits Bolkestein non è un politico qualsiasi, ma uomo appartenente ai gruppi elitari più potenti e influenti oggi in Europa.
Con la scusante di eliminare gli “ostacoli burocratici” e le barriere per la circolazione dei servizi, si è fatto un regalo straordinario all’Ordine Economico Internazionale.
Ma sapete cosa s’intende per servizi?
In base all’art. 4 per servizi s’intende “ogni attività economica che si occupa della fornitura di una prestazione oggetto di contropartita economica”. In pratica tutto: energia, salute, turismo, lavoro, informazione, ecc. (Marcello Pamio)
La “Nuova Europa” veste Bolkestein
20 novembre 2006
E mentre i giornalisti “indipendenti” scioperano, a Strasburgo, sede del Parlamento europeo, i burattini nelle mani delle oligarchie bancarie internazionali hanno fatto passare la Direttiva Frankenstein, meglio nota come Bolkestein!
Un aborto legislativo - nato sotto le ali protettive del Prof. Romano Prodi (Goldman Sachs), quando era Presidente della Commissione europea - che privatizzerà il privatizzabile. L’ennesimo regalo agli imperi bancari internazionali, che rientra nelle strategie anglo-americane di privatizzazione iniziate alla fine degli anni ’70. L'ennesimo passo in avanti nell'instaurazione del Nuovo Ordine Economico Internazionale.
Stiamo solo parlando di servizi? Oggi purtroppo i servizi sono tutto: energia, acqua, trasporti, turismo, sicurezza, cultura e chi più ne più ne metta.
Nonostante la modifica fumosa al PPO, e cioè al Principio del Paese d’Origine, le parole chiave nella direttiva sono: competitività e privatizzazione. Le parole amate da banchieri.
Un prestatore di servizio - qualsiasi esso sia - deve offrirlo al minor costo possibile, rispetto ad altri competitivi!
Per tanto la concorrenza diventa tutto, anche più dell'essere umano. (La redazione di www.disinformazione.it)
![]() |
|---|
AMERICA: FREEDOM TO FASCISM Synopsis
16 novembre 2006
>> AMERICA: FREEDOM TO FASCISM Synopsis <<
FACIMM SALTÀ LABBANCA?
17 novembre 2006
I conti correnti corrono… Sul computer i soldi ci sono… Ma la cassa è vuota!
La gente crede che il posto più sicuro per custodire i suoi risparmi sia una banca. Ciò è sensato quanto credere a un asino che vola, o che l’acqua corrente di un torrente sia lì come in uno stagno. Nel momento in cui i tuoi soldi sono passati dalle tue mani alle mani del cassiere ti rimane in mano un pezzo di carta che certifica quel deposito, ma i tuoi soldi non sono più al sicuro: la banca da quel momento dispone del tuo denaro per prestarlo. Ed in base alla cifra che hai risparmiato versandola in banca, è in grado di prestarla immediatamente ad altri moltiplicandola per 1000, grazie al sistema della cosiddetta “riserva frazionaria".
La banca presta i tuoi soldi, lucrando interessi, e dandoti l’illusione (tra commissioni, movimenti, spedizioni, estratti conto, “canoni tenuta conto”, e inflazione) di una sicurezza molto costosa, ma se ti va bene ci rimetti alla grande. Quando invece fai l’errore di accettare il “consiglio” di investire in qualche strana formula di investimento, è facile che i tuoi risparmi prendano il volo.
Osserva: presentarsi allo sportello e prelevare contanti non è ben visto dalla banca. Infatti ogni volta che pretendi attuare il tuo sacrosanto diritto a prelevare il tuo avere, sei immerso nelle difficoltà, e devi sempre alzare un po’ la voce. Perché questa resistenza?
(Giovanni Sandi)
Una radio libera veramente è in serio pericolo!!!
15 novembre 2006
“Se una radio è libera, ma libera veramente
piace ancor di più perché libera la mente”
Eugenio Finardi – “ La Radio ”
“Se una radio è libera, ma libera veramente
per il Regime è un danno perché sveglia la gente”
Marcello Pamio
L’informazione di Regime è piatta e uniformata!
Non ci credete? Accendete il tubo catodico e vedrete, sintonizzatevi via etere e sentirete.
I media in generale, che ci piaccia o non ci piaccia - anche quelli che si autodefiniscono “liberi” - sono controllati e manipolati in maniera pressoché totale. Il meccanismo di controllo è diversificato ma implacabile: linea editoriale, pressioni politiche, pressione economica degli sponsor. Soprattutto quest’ultima detta legge!
In Italia c’è una radio locale, una radio popolare, che si chiama Radio Gamma 5 (il numero indica i soci fondatori) che da oltre trent’anni (nata in febbraio del 1976) da voce a tutti indiscriminatamente, senza censura e filtri, senza partiti, senza padroni davanti e soprattutto senza sponsor “dietro”.
Siamo circa sessanta speaker e ci alterniamo per quasi 24 ore di trasmissione in diretta ogni giorno, feste incluse.
Nessuno viene pagato, nessuno ha un rimborso spese. Siamo tutti volontari e a nostre spese andiamo in radio, sia con la neve, sia rischiando la multa nei giorni dei blocchi demenziali (per non dire criminali) delle strade.
C’è chi trasmette musica e fa dediche, chi commenta le notizie del giorno, chi si occupa di sport, di problemi sociali, di filosofia, di tematiche religiose, etiche, della tutele dei diritti, e chi come lo scrivente (ma non l‘unico per fortuna) veicola informazioni per così dire di difficile reperimento.
Tutti uniti (anche se le nostre vedute spesso e volentieri divergono) da un unico obiettivo: portare avanti la radio nel corso degli anni per lasciarla, libera com’è, alle generazioni future!
Cosa questa non facile visto che la libertà di espressione e di parola oggi è in estinzione perché pericolosa.
In nessun’altra radio esistente si possono dire e/o sentire le cose che trasmette l’emittente padovana, e io lo posso testimoniare senza paura di smentite. Provate per credere (Frequenza 94:00 MHz per il Veneto o per chi ha internet www.radiogamma5.it )
Questa grandissima libertà oggi però è messa in serio pericolo.
Da una parte c’è una controversa multa (che viaggia da 25 a 150 mila euro) per inquinamento elettromagnetico del ripetitore sito sul Monte Grappa. Si parla di uno sforamento irrisorio misurato prontamente dagli esperti dell’ARPAV (di cui tra l’altro partecipano attivamente antenne di altre radio come Radio Capital e Radio Sherwood ma che stranamente sembra riguardare solo noi…). Per la cronaca quello che ci viene contestato è lo sforamento dell'"obiettivo qualità" e NON del limite di esposizione. Quindi NON ci sono implicazioni per la salute dei cittadini. E poi, detto tra noi, le misurazioni sono state effettuate a qualche metro di distanza dall'antenna e riguardano una singola casa usata solo nel periodo estivo. L'antenna (di bassissima potenza) si trova infatti sopra un monte!
Visto la totale non apertura da parte dell'amministrazione comunale (tutta dimissionaria di recente) di Romano d'Ezzelino (VI) che ha fatto partire la sanzione, è logico pensare anche ad un ostruzionismo di natura politica.
Se a qualcuno viene in mente il paragone con radio vaticana, preciso subito un paio di cosette: le emissioni delle antenne del vaticano (colpevoli effettivamente di aumentare neoplasie nella popolazione) non possono essere messe a confronto con quelle della nostra: è come parlare di Chernobyl (dopo il disastro) e di una centrale eolica! Per ultimo, ma non per importanza, dietro non abbiamo il “Vaticano Spa”, ma persone fisiche in carne ed ossa che volontariamente dedicano il loro tempo libero con amore, con passione perché consapevoli dell’importanza e della rarità di una realtà come Gamma 5.
Dall’altra parte abbiamo sul groppone uno sfratto esecutivo, la cui scadenza è proprio il 22 novembre prossimo.
Tutto questo è avvenuto nel mese di agosto 2006!
Non male come coincidenza, vero? Multa e sfratto esecutivo!
Forse qualcuno vuole tappare la bocca ad una radio totalmente libera?
Il Regime vuole mantenere - come ha sempre fatto e come sempre farà - le persone nell’ignoranza e soprattutto nell’isolamento. Perché questo?
Semplice: le persone che non conoscono gli accadimenti reali (leggi media ufficiali) e che tra loro sono isolate (leggi tivù), sono più facilmente manipolabili.
La nostra colpa, oltre a quella di essere liberi e senza padroni, è infatti quella di organizzare appuntamenti con i moltissimi ascoltatori, di creare una comunione e una condivisione tra le persone attraverso cene, feste, convegni, congressi, cineforum (con proiezioni di film inediti e documentari a tema), il tutto per uscire di casa, spegnere la televisione, e incontrarci: scambiare pareri, consigli, suggerimenti e quant’altro per cercare di migliorare nel nostro piccolo questo mondo.
Se non partiamo da noi stessi non potremo pensare di cambiare nulla. Ma se cambiano dentro, cambia anche il nostro mondo circostante!
Mera illusione? Forse, ma sperare è ancora a gratis (almeno per il momento).
Per salvaguardare tutto questo siamo alla ricerca di una sede (un capannone, possibilmente nelle zone di Cadoneghe in provincia di Padova) per diventare indipendenti anche dal punto di vista immobiliare.
Abbiamo bisogno di un aiuto economico, di un contributo, di una donazione. E’ già stato raccolto molto, perché gli amici della radio si sono fatti sentire e vedere, ma non basta.
Se a qualcuno sta a cuore la libertà quella vera, si metta una mano nella coscienza e una nel portafogli.
Che senso ha pagare il canone di stato per assistere a vergognosi spettacoli che sono un insulto all’intelligenza umana? Che senso ha pagare Sky e finanziare così il magnate dei media, nonché massone, Rupert Murdoch? Che senso ha tenere i proprio soldi nelle banche e sostenere il sistema cancerogeno per antonomasia?
Aiutate semmai una radio popolare, una radio locale, una radio libera, una radio fatta da persone per le persone: RADIO GAMMA 5.
Ne guadagnerete sotto tutti i punti di vista: manterrete in vita una realtà unica, potrete chiamare in diretta e dire la vostra in ogni momento, potrete ascoltare quelle informazioni che i media ortodossi filtrano, potrete sentire i veri problemi della società e non le finzioni demenziali dei reality, e alla fine potrete anche dedicare una canzone.
Cosa volete di più?
Grazie per le donazioni e soprattutto grazie a Radio Gamma 5
Marcello Pamio
(pubblicità occulta: trasmetto in diretta ogni martedì mattina dalle ore 7:30 alle 9:30 )
Radio Gamma 5
Via Belzoni 9, 35010 Cadoneghe (PD)
Telefoni per le dirette 049 700700 – 049 700838 - Fax 049 700852
Per contributi c/c postale 25386459 intestato a Cooperativa Gamma 5, via Belzoni 9, Cadoneghe (Pd)
http://www.disinformazione.it/radio_gamma_in_pericolo.htm
LA CANAPA E' UNA DROGA
15 novembre 2006
La canapa è veramente una pianta formidabile!
In termini di massa vegetale è un vero mostro di produttività, e in più della canapa si utilizza tutto, e questo moltiplica ulteriormente la dimensione del raccolto.
Con le materie prime ricavate dalla pianta, fibra, legno e semi, si possono fabbricare una grande quantità di cose utili: dai tessuti alla carta, dalle carrozzerie delle auto ai materiali per l'edilizia e la falegnameria, e poi ancora plastica, cosmetici, vernici, detersivi ecc., per finire con le proteine e il prezioso olio dietetico che si ottengono dai semi.
La canapa è quindi la migliore candidata per sostituire le materie prime inquinanti ricavate dal petrolio, per produrre tutta la carta di cui abbiamo bisogno e risparmiare centinaia di milioni di alberi, ed è anche la pianta che serve all'agricoltura per estendere il mercato dei prodotti agricoli anche al settore non alimentare.
Eppure, mentre tutti si lamentano dell'inquinamento, dell'effetto serra, di un'agricoltura non più in grado di espandersi a causa della saturazione del mercato, ancora non si riesce a far ripartire la coltivazione di questa meravigliosa pianta. Come mai? La colpa è tutta di una verità rovesciata.
Una bolletta alla Vanna Marchi
13 novembre 2006
Mi è sempre piaciuto essere preciso e chiamare le cose con il loro nome; dovrebbe essere un piccolo sforzo che tutti compiamo: ci aiuterebbe a non prendere lucciole per lanterne ed a non ritrovarci poi nella torre di Babele.
Ancor più, dovrebbero farlo coloro che ci governano e tutti i responsabili dei grandi servizi; al riguardo, esiste addirittura uno specifico reato: false comunicazioni sociali.
Purtroppo sappiamo che non tutti, nel Bel Paese, sono soggetti alla stessa legge: per i “furbi” ne esiste sempre un’altra, quella che tutto perdona e dove la condanna è un buffetto affettuoso.
E passi che un governo inizi a raccontare di voler colpire i cosiddetti “SUV” oppure le automobili di grossa cilindrata – e poi finisca per colpire il 90% delle auto vecchie, quelle dei poveracci, per capirci – al punto che, dei 538 milioni di euro previsti per “fare cassa”, 428,5 milioni arriveranno dall' aumento del bollo per le auto più inquinanti (quelle dei poveracci), e 109,5 dalle autovetture che superano la soglia dei 100 KW (quelle dei “Paperoni”). A rimanere fermi sono infatti gli importi del bollo auto per le sole vetture "Euro 4" e "Euro 5" (2,58 euro per KW) al di sotto dei 100 KW. Per tutte le altre è previsto un incremento.
Italiani, state allegri! Non avete i soldi per comprare un’auto nuova? Vi aiutiamo noi con una bella tassa: vi passa la voglia d’inquinare?
E’ vero, hanno ragione: siamo un popolo d’inquinatori, siamo poveri e pure un po’ “puzzoni”; per questa ragione meritiamo d’essere colpiti. Se i medici ragionassero come lor signori, curerebbero la dissenteria con i tappi.
Meno che mai, però, m’aspettavo che a raccontar frottole ci si mettesse pure l’ENEL nelle bollette: almeno, così sembrerebbe da una lettura “consapevole” della bolletta.
Premettiamo che incontro minori difficoltà nel leggere le Centurie di Nostradamus – scritte in francese medievale utilizzando un impianto sintattico di derivazione latina – che una bolletta dell’ENEL ma, se le parole hanno un senso, c’è qualcosa che non quadra. (Carlo Bertani)
Effetto - voto in USA: Prodi manderà soldati in Afghanistan
12 novembre 2006
STATI UNITI - L'effetto del voto in USA sarà questo, vedrete: che su richiesta americana, Prodi D'Alema
e Parisi manderanno più soldati italiani in Afghanistan.
E non in presunte operazioni di pace; a combattere i Talebani.
Non è un'ipotesi: lo scrive a tutte lettere il New York Times: «L'Europa dovrà sobbarcarsi un peso maggiore» nelle guerre di Bush.
Perché adesso che è stato licenziato Rumsfeld, è più difficile dire di no alla Casa Bianca.
Per capire che finirà così, basta leggere i giornali della sinistra italiota, da La Repubblica a L'Unità, a Il Manifesto, a Liberazione: tutti contenti perché, dicono, in USA hanno vinto le sinistre.
C'è da ridere.
Ha vinto il partito democratico, che è cosa completamente diversa.
I democratici USA si distinguono dai repubblicani perché sono a favore dell'aborto e dei matrimoni gay; ma sulla politica estera, vogliono la stessa cosa: garantire ed ampliare l'impero americano. Chiamare Nancy Pelosi, la potentissima speaker della nuova maggioranza democratica al Senato, una di sinistra, è come chiamare «signora» Vladimir Luxuria: il risultato di un malinteso davanti alla toilette.
Sul Medio Oriente, Nancy Pelosi è sulla linea, diciamo, di Sharon.
In agosto, quando i bombardieri israeliani devastavano il Libano dalle fondamenta, proclamò che «Israele si sta solo difendendo».
Gli israeliani la amano tanto che, ad Haifa, hanno intitolato uno stadio di calcio al nome di suo padre, ex-sindaco di Baltimora.
Nancy Pelosi - come la maggior parte dei democratici, del resto - ha sempre votato a favore di tutte le avventure del presidente Bush: sì all'invasione dell'Afghanistam, all'aggressione all'Iraq, alla riduzione delle libertà personali motivate dalla «lotta al terrorismo», sì alla tortura, sì alla eliminazione delle garanzie legali per i sospetti di terrorismo, sì ad una eventuale guerra anche all'Iran.
Ciò che ha innervosito la Pelosi, i democratici e il loro elettorato, non è che Bush abbia fatto delle guerre, ma che le stia perdendo, e malamente.
Che Rumsfeld abbia fatto pasticci tali, e con tale arroganza e incompetenza, che una decina di generali hanno chiesto le sue dimissioni: fatto di gravità inaudita, che ha fatto capire ai poteri forti statunitensi (il cosiddetto Establishment) che si rischiava ormai una rivolta dell'apparato bellico più potente del mondo. (Maurizio Blondet)
Carta Prepagata Quick Web? NO GRAZIE!!
10 novembre 2006
Ieri 9 novembre mi sono recato allo sportello Bancomat di Unicredit Banca di Santa Giustina Bellunese dove ho il conto corrente, volevo prelevare con la mia Carta Prepagata Quick Web l'importo di 50 euro, avendo la necessità urgente di acquistare un farmaco importante per mantenermi in buona salute.
La mia carta prepagata in questione risulta avere il misero un saldo di 183.49 euro, è successo che: il bancomat dopo avermi chiesto di digitare il codice mi rispondeva a video che il sistema non poteva momentaneamente fare quel tipo di operazione, e di riprovare più tardi...
Più tardi mi diceva sempre dopo aver digitato il codice che non era possibile effettuare operazioni e di rivolgermi all’agenzia, quindi entravo in agenzia e chiedevo spiegazioni, la prima è "riprovi allo sportello Bancomat interno", con il risultato identico, a questo punto partono le verifiche sui computer, dopo un'ora la risposta: "lei ha digitato il codice errato, la sua carta risulta bloccata, ora abbiamo provveduto a sbloccarla, da domani mattina funzionerà regolarmente, bla bla bla".
Questa mattina ho ronfato fino a mezzogiorno quando la mia Cagnetta Patty mi ha sbrandato reclamando che dormo troppo, dopo il caffè e doccia mi sono ricordato che la farmacia mi stava aspettando, il farmaco che devo assolutamente prendere mi attendeva al prezzo di 47,18 euro, sono tornato al Bancomat verso le ore 13 ho inserito la tessera prepagata Quick Web, ho digitato il codice, il terminale risponde che non era possibile fare operazioni di rivolgermi all'agenzia eh! eh!!...
Entro quindi in agenzia con la speranza che finalmente il problema venga risolto, ma haimè non sarà cosi, mi rivolgo al cassiere che del resto mi è anche simpatico, mi risponde che: di quelle carte prepagate non sa nulla dichirandosi incompetente e mi indica l’ufficio della consulente L.R. che sta di fronte alle casse, alla quale rispiego il problema, L.R. fa una verifica al computer, dopo 9 minuti mi dice di riprovare al terminale Bancomat interno che si mangia inesorabilmente la tessera per codice errato invitandomi a rivolgermi alla mia agenzia, (ero già li), vedendo nel volto di L.R. un'espressione di soddisfazione.
A questo punto dico: "questa tessera prepagata mi sta creando dei problemi sono certo di avere digitato correttamente il codice, me ne date un'altra trasferendo il saldo da questa trattenuta dal vostro terminale?"
L.R.: "è una procedura complessa ci vogliono 10 giorni".
Rispondo: "allora datemi i contanti e chiudete la tessera che il Bancomat ha trattenuto.
L.R. "ci vogliono sempre 10 giorni".
La signora L.R. va dal direttore dell'agenzia parlotta per qualche minuto e ritorna con una proposta ignobile parlando a bassissima voce per non essere sentita dai clienti vicini:
L.R.: "noi le possiamo dare 50 euro per le sue necessità prelevandole dal suo conto corrente (il mio conto corrente presenta un saldo di 39,52 euro, accettando la proposta mi sarei indebitato per 10,48 euro) e tra 10 giorni le daremo i 183,49 euro che sono al saldo della sua tessera Quick Web trattenuta dal nostro terminale Bancomat per codice errato".
Sorridendo e divertito la mia risposta è stata che: "ritengo tutto questo assurdo".
Stizzita la signora L.R.: "è cosi da regolamento!"
Voi lettori penserete che me la stia prendendo con dei poveri diavoli che devono essi stessi rapportarsi a regolamenti?
Se ho bisogno di liquidi per pagarmi una medicina, ne ho bisogno e basta. Unicredit Banca ha un regolamento che non consente di usufruire dei miei soldi quando voglio io? Questo è assurdo in ogni caso.
Rispondo: "NO! questa proposta non l'accetto, non mi interessa, con voi ho solo avuto dei problemi, vede signora, gestisco un sito internet che parla di Banche e questa cosa voglio raccontarla a tutti, Buona giornata!"
L.R. corre verso l'ufficio del direttore mentre esco dall'agenzia sghignazzando tra me e me.
(Giovanni Sandi)
Funzioni e costi delle Banche Centrali di Emissione
9 novembre 2006
L’istituto di emissione monetaria dovrebbe dosare l'offerta di denaro in modo idoneo a stabilire e mantenere la condizione che abbiamo definito di euflazione, ossia equilibrio tra quantità di denaro disponibile e quantità di beni disponibili, in modo da creare stabilità dei prezzi e progresso economico, prevenendo sia l'inflazione che la deflazione.
Questo è il compito principale. Se i magazzini sono pieni di beni inutilizzati e la gente sta a casa disoccupata, sebbene vi sia bisogno di assumere lavoratori abbastanza ma "non ci sono soldi per pagarli, vuol dire che il sistema che controlla l'emissione del denaro e i tassi di interesse è gestito in modo antisociale e va cambiato, anche perché ovviamente sta facendo gli interessi non della nazione, o delle nazioni, ma dei banchieri privati.
Che costo annuale dovrebbe avere tale servizio?
Risposta: Euro 100.840.000.
(Avv. Marco Della Luna)
Effetto serra: inquinamento o arma segreta?
8 novembre 2006
I cambiamenti climatici sarebbero frutto di esperimenti militari
A giudicare dai messaggi che si scambiano su Internet, i complottisti di tutto il mondo sono in subbuglio per la pubblicazione del rapporto sul riscaldamento climatico di Sir Nicholas Stern, già capo economista alla Banca Mondiale. Il rapporto Stern prevede le solite catastrofi da effetto serra: i ghiacci polari che si sciolgono, New York e Londra che finiscono sott'acqua per il sollevamento dei mari, desertificazioni che provocano crollo dei raccolt
i, migrazioni di centinaia di milioni di affamati, guerre per accaparrarsi acqua e cibo sempre più scarsi... Le sole cose nuove nel rapporto sono due: l'urgenza - l'apocalisse comincerà, dice, entro un decennio - e il calcolo dell'impatto dei cataclismi sull'economia mondiale: se non si agisce subito spendendo l'1% del prodotto lordo globale per ridurre le emissioni industriali, i cataclismi ci costeranno il 20% del Pil del mondo, insomma una crisi economica da far impallidire quella del 1929.
Ma i complottisti, su Internet, si chiedono: perché questo rapporto esce proprio adesso? E perché viene amplificato con strepitosa grancassa dai media? E perché a proporre il programma di riduzione dei gas nell'intero pianeta - che richiederebbe un grandioso sforzo coordinato di tutti i Paesi - è Tony Blair, un politico al lumicino e in calo di popolarità? C'è chi risponde: Blair ha trovato un modo di distrarre l'opinione pubblica inglese dai disastri bellici in Iraq e Afghanistan, e sviare il dibattito politico verso un altro allarme. C'è chi sospetta: è un piano per far arretrare i livelli di vita dell'intera umanità, programmato a tavolino dai “poteri forti” finanziari mondiali. E c'è chi dice di peggio: l'allarmistico rapporto serve ad addebitare il riscaldamento del pianeta alle emissioni delle industrie, per nascondere la vera causa: gli esperimenti militari di modificazione del clima.
Come vedete, fra i complottisti ci sono i moderati e gli estremisti. Ma non si pensi a dei mattoidi convinti che Elvis Presley sia ancora vivo, o che gli Usa ci nascondano la verità sugli Ufo. Spesso, i più estremisti sono scienziati e docenti universitari.
Come il professor Michel Chossudowsky, docente all'università di Ottawa. Da anni denuncia presunti esperimenti delle forze armate Usa volte a «provocare uragani, nebbie, precipitazioni, tempeste e siccità per uso militare». Cita un documento sugli armamenti futuribili della Us Air Force, dal titolo “Air Force 2025” , in cui si legge a chiare lettere: «La modificazione del clima offre nel quadro bellico un ampio ventaglio di opzioni per sconfiggere o coercire un avversario. Negli Stati Uniti, la modificazione del tempo atmosferico diverrà parte della sicurezza nazionale, con applicazioni all'interno e all'estero».
Fantasie fantascientifiche, direte voi. Ma Chossudowsky denuncia una colossale e misteriosa installazione che esiste dal 1992 in Alaska, nella pianura di Gokona, e che i militari chiamano Haarp, sigla che sta per “High-Frequency Active Auroral Research Program”. Un nome - Programma aurorale di ricerca attiva sulle alte frequenze - che già solletica tutti i sospetti. Le poche foto del sito mostrano, oltre a qualche edificio, file e file di antenne che coprono ettari di terreno; nuove antenne vengono aggiunte ogni anno. (Maurizio Blondet)
Quotidiano piacentino LIBERTA' di lunedì 6 novembre 2006
6 novembre 2006
![]() |
|---|
2007 CAPODANNO COL BOLLO
GRATIS PER CHI HA DI PIÙ
AUMENTO PER CHI HA DI MENO
IL CAPODANNO DELL’OLTRAGGIO
4 novembre 2006
Il Capodanno dell’oltraggio al comune senso del pudore porta con sé l’inizio dell’attuazione della “prode finanziaria del terrore”.
Il bollo-auto prodiano, ignorato da tutti i massmedia, passa dal “governo” senza logos ad un inverno senza ethos, quello del 2007!
Il “governo”, decretando l’esenzione del bollo per tre anni (meno di 1300 cc) o due anni (più di 1300 cc) alle auto Euro 4 o future Euro 5, acquistate sino al 31/12/2007, rottamando una delle circa 11 milioni di auto Euro 0 o Euro 1, quelle cioè precedenti al 1996, storiche escluse (le storiche, più di 20 anni di vita, sono circa due milioni e mezzo), ha sorvolato sul fatto che in compenso i possessori di auto Euro 3, 2, 1, e 0, dovranno pagare di più un bollo, che da 2,58 € al kW salirà a 3 € per le auto più vecchie.
In base ai dati 2005 ACI, si tratta di oltre 32 milioni di veicoli sino a 20 anni di età.
Gran parte di questi cittadini con auto vecchie e molto vecchie, ambirebbe certamente ad acquistarne una nuova. Ma per fare questo passo, occorre avere le giuste risorse. E non è certo l’incentivo dell’esenzione dal bollo a determinarle. Per molti, l’auto vecchia - e quindi a basso costo - era, e rimane, l’unico modo per poter tirare avanti, ed andare a lavorare. Per cui anche a bollo maggiorato, saranno costretti a continuare allo stesso modo.
Una misura apparentemente fatta per l’ecologia si dimostra pertanto di favore per chi ha le risorse, e punitiva per oltre 30 milioni di cittadini, e soprattutto per i poveri.
È per questo motivo che il parlamento dovrebbe dunque provvedere ad abolire una misura così iniqua. Altrimenti la risoluzione non potrà che essere l’EPICHEIA, cioè non pagare alcunché, in quanto l’esenzione del bollo per auto Euro 4 e 5 è non solo un oltraggio al comune senso del pudore, ma un insulto all’intelligenza di tutti. (Giovanni Sandi)
La tassa regressiva
2 novembre 2006
Prova e riprova, tenta e ritenta, correggi la Finanziaria qua, cambiala di nuovo là, Prodi, Visco e Padoa-Schioppa sono riusciti a inventare la tassazione regressiva.
Tale è infatti l’aggravio del bollo auto, aggravato in base all’età delle macchine: chi ha l’auto nuovissima E-4 ed E-5 paga come prima; chi ha la E-3 paga di più, e ancor più chi ha una E-2, moltissimo chi ha la E-1.
Insomma sono colpiti gli italiani che hanno auto vecchie più di quelli che si possono permettere l’ultimo modello; puniti quelli che si tengono l’auto da dieci anni, e non certo per piacere ma per necessità; premiati quelli che hanno i mezzi per cambiarla spesso.
Tassazione regressiva: che torchia più crudelmente chi ha i redditi più bassi.
E pensare che un tempo il cavallo di battaglia della sinistra era la «progressività» dell’imposizione fiscale.
Per questo si sono sempre opposti alla tassazione puramente proporzionale, ad aliquota unica, detta «flat tax»: con la motivazione che un prelievo del 30 % per chi denuncia 200 mila euro l’anno come per chi ne denuncia 10 mila, è ingiusto.
Chi guadagna di più deve contribuire più che in proporzione: «giusto» è che chi ha 200 mila euro annui paghi il 30 %, e chi ne ha solo 10 mila paghi, magari, il 12 %.
Per questo la sinistra si è opposta, anzi ha deriso, la proposta di «flat tax» (proporzionale e non progressiva) promessa da Berlusconi (altra promessa non mantenuta, del resto).
La cosiddetta sinistra non si è mai lasciata convincere dalla teoria, comprovata nei fatti dalla fiscalità americana, che una tassazione modesta e uguale per tutti accresce anziché diminuire il gettito fiscale, perché disincentiva l’evasione e l’elusione. (Maurizio Blondet)
Il Baath alla riscossa, Marines alle corde
2 novembre 2006
«Baghdad è sotto assedio. Gli insorti sunniti hanno tagliato tutti i collegamenti stradali tra la capitale e il resto dell’Iraq. Tribù sunnite ben armate circondano attualmente gran parte di Bahdad e stanno combattendo contro le milizie sciite per completare l’accerchiamento».
Queste righe che appaiono sull’Independent hanno una qualità che non troviamo sui nostri giornali e TV.
Questi, dell’Iraq, ci mostrano immagini di attentati insensati e stragi enigmatiche, inspiegabili. Invece, il giornale britannico identifica il quadro generale che le atrocità (e i media) oscurano: la guerriglia sunnita è alla riscossa, sta eseguendo un piano strategico e strappando successo dopo successo.
Merito di Patrick Cockburn, l’inviato inglese, straordinario e coraggioso giornalista.
Da Arbil nell’Iraq del nord, scrive vere cronache di guerra, che i nostri media - fors’anche per ignoranza delle realtà militari - non ci raccontano.
La sera scorsa i nostri stupidi TG ci hanno mostrato immagini di un pulmino carbonizzato, raccontandoci che trenta passeggeri di quel pulmino sono stati catturati da armati e portati via. Perché?
Nessuna spiegazione: i musulmani sono belve impazzite, è la conclusione che vogliono farci raggiungere.
Invece Cockburn spiega cosa sta succedendo in realtà: che «i guerriglieri sunniti stanno spingendo fuori gli sciiti» da Mahmoudiya, Balad e Bakuba - che sono tre cittadine-bazar, stazioni di sosta per camionisti e zone di poveri mercatini, poste tutt’e tre lungo importanti vie che portano a Baghdad - per stringere la loro presa sulla capitale.
«Gli sciiti», riferisce Cockburn, «sono fortemente asserragliati nelle loro posizioni dentro Baghdad, ma rischiano la vita quando devono prendere le strade d’uscita».
Il pulmino coi trenta sciiti è stato fermato appunto a Balad.
L’azione è feroce, come ci si deve aspettare da tikriti; spietatamente, sottraggono alle bande sciite l’acqua in cui nuotano, ossia la popolazione generale, svuotando gli abitati col terrore.
Spietato, ma razionale, secondo i dettami classici della guerra partigiana. (Maurizio Blondet)
COME VIVERE SENZA MALATTIE E SENZA MEDICINE
1 novembre 2006
AeRrePiCi - Associazione per la Ricerca e la Prevenzione del Cancro
La medicina ideale
Cosa potremmo ragionevolmente chiedere alla medicina? Quali risultati potremmo sperare che le tecniche mediche ci potrebbero regalare in un futuro più o meno lontano?
1) La guarigione o la prevenzione delle due malattie che costituiscono la maggior causa di morte: infarto e cancro.
2) La guarigione o la prevenzione delle malattie invalidanti della "tarda età", come arteriosclerosi e artrosi.
3) La guarigione o la prevenzione delle malattie croniche gravi quali: diabete, Alzheimer, sclerosi multipla ecc...
4) Allungamento della vita media e innalzamento del limite medio della salute, ormai fermo da decenni a 58 anni; in altre parole una lunga vecchiaia attiva e senza acciacchi.
5) Trattamenti terapeutici o, ancora meglio, preventivi, rapidi, indolori, poco costosi, non invasivi, "sena effetti collaterali".
Più o meno questo è ciò che quasi tutti ragionevolmente si aspettano, a prezzo di lunghe, costosissime ricerche e di grandi finanziamenti, dai grandi e misteriosi laboratori e dalle grandi menti della medicina. In un futuro, ahimè, non troppo vicino...
| Ebbene, OGGI questi cinque punti sono una REALTA' alla portata di tutti. |
|---|
In questo opuscolo spiegherò le basi storico scientifiche di alcune recenti, fondamentali scoperte della medicina moderna; come mai esse non siano ancora applicate universalmente e, cosa più importante, come utilizzarle per rendere reali nella nostra vita questi cinque punti: e senza chiedere il permesso al ministro della salute...
L’incredibile credito della Banca d’Italia
31 ottobre 2006
Tra i vari documenti pubblicati nel sito web della Banca d’Italia, ce n’è uno molto interessante che riguarda “la finanza pubblica”, contenuto nella “relazione annuale”, e riportato all’interno della sezione “relazione economica”. Nel complesso, un documento molto lungo che il governatore produce a beneficio dei suoi astanti nella cornice della “assemblea generale ordinaria dei partecipanti” che si tiene il 31 maggio di ogni anno.
Nella relazione del 2006 a pagina 115, in corrispondenza della voce “debito al netto delle attività del tesoro verso la banca d’Italia”, troviamo delle cifre sconcertanti: per l’anno 2005, tale debito ammontava a 1.493,542 miliardi di euro. In altre parole, una cifra che sembrerebbe quindi corrispondere ad un credito di pari entità che la banca d’Italia vanta nei confronti dello Stato. Da notare che il totale del “debito delle amministrazioni pubbliche” dello stesso anno era praticamente lo stesso, pari a 1.508,176 miliardi di euro. (Andrea Gianni)
«False Flag» il 3 novembre?
31 ottobre 2006
Il messaggio dice: «Faccio trapelare questa informazione perchè convinto che il mio governo stia per commettere tradimento. Essi sanno, grazie alla nostra intelligence radio-satellitare, che gli israeliani si preparano a colpire la nostra flotta nel Golfo il 3 novembre e far passare l'attacco come un'aggressione di sottomarini iraniani - ma nulla delle nostre intercettazioni è stata passata alla Royal Navy. Firmato Caporale H.».
Il messaggio è apparso sul sito http://iraqwar.mirror-world.ru/article/107147, e può essere naturalmente un falso.
Speriamo che lo sia.
In ogni caso sentiamo il dovere di diffonderlo, perché la situazione nel Golfo in queste ore ha l'apparenza di uno scenario preparatorio a qualcosa di orrendo.
Dal 31 ottobre sono in corso grandi manovre aeronavali, volute e guidate dagli USA, che simulano (dice la Associated Press) «attività di blocco di contrabbando di armi nucleari» (sic). (Maurizio Blondet)
I terroristi di Cernobbio
6 settembre 2006
…e lo Stato s’indigna, s’impegna,
poi getta la spugna con gran dignità…
Fabrizio de André – Don Raffaé – 1990
Come ogni anno, il Gotha dell’economia, dell’industria e della politica s’incontra a settembre a Cernobbio per definire le linee guida dell’economia italiana: l’anno economico non inizia mai il primo di Gennaio ma il primo di Settembre, dopo il ritorno dalle vacanze e quando si deve preparare la Finanziaria.
Ah, che bel gioco la Finanziaria ! Uno spazio tutto virtuale nel quale scrivere cifre che non saranno mai vere, perché tutti sanno che le cose andranno diversamente, ma è importante sapere che a settembre lo Stato deve redigere la sua legge Finanziaria: uno Stato rimandato a settembre tutti gli anni.
A settembre tutti sono più seri ed attenti: le parole che più vanno di moda sono “rigore” e “sviluppo”, mentre “speranza” e “benessere” vengono rinviati alla prossima campagna elettorale, mica sono fessi.
Per giustificare quello che ci fregheranno nel prossimo anno devono trovare delle giustificazioni: gli scorsi anni era la crescita a non essere sufficiente, il gettito fiscale scarso (con tutti quei condoni…) e bisognava tirare la cinghia.
Oggi la crescita è un po’ aumentata ed il gettito fiscale pure: come giustificare la “mannaia” per il 2007?
La prima scusa è l’Europa: ragazzi, se vogliamo rimanere in Europa mettetevi a novanta gradi e rimaneteci, perché per stare nell’UE bisogna sollevare il sederino, non lamentarsi e, possibilmente, cantare.
Per parecchi anni Tremonti fece delle leggi Finanziarie che non vinsero il primo premio soltanto perché quelle di Paolo Cirino Pomicino sono tuttora un record imbattuto: l’ex ministro democristiano ripropose il famoso “gioco delle tre carte” nella finanza, dopo che era stato proibito persino nelle aree di servizio delle autostrade.
Nel 1992, l’allora ministro Goria se ne andò in televisione a dire che “entro qualche mese non ci sarebbero più stati soldi per pagare stipendi e pensioni”, ed inaugurò con quell’esternazione una serie di Finanziarie che ricacciarono in gola agli italiani la voglia di vivere. Non si fanno più figli in Italia? E lo crediamo bene: con la cinghia che ci fanno tirare passa anche l’appetito, altro che far figli. (Carlo Bertani)
L’assalto a Mosca è fallito
16 agosto 2006

Molti commentatori hanno richiamato le similitudini esistenti fra le campagne di Russia – napoleonica e dell’Asse – con l’assalto al Libano: se il paragone regge, dobbiamo riconoscere che Mosca non è stata conquistata e che l’esercito israeliano dovrà ritirarsi dal Libano, scornato e depresso.
In realtà, il vero “assalto a Mosca” non c’è stato poiché l’obiettivo primario della guerra era lo scontro aperto con la Siria , la caduta del regime di Assad e l’aggiunta di un nuovo “tassello” nel Risiko che Pupazzetto Bush tiene aperto sulla scrivania dello Studio Ovale. Papà glielo ha appena regalato, e Giorgetto ha addirittura imparato a riconoscere l’Iraq, l’Italia e la Nuova Zelanda nel planisfero: mamma Barbara è così contenta dei progressi del pargolo che gli farà trovare un bel pony e due pistole a tappi “Pecos Bill” nel ranch di Crawford.
Senza lo scontro con la Siria , però, tutta l’operazione israeliana perde completamente significato: il porto di Tartus continua ad essere il terminal dell’oleodotto che parte dall’Iraq, gli accordi con la Turchia per nuovi oleodotti e per sottrarre acqua alle sorgenti del Tigri per portarla in Israele non ne risultano certo facilitati e, ciliegina sulla torta, a novembre Bush dovrà rispondere di fronte all’elettorato americano di questa nuova e sensazionale “vittoria” della diplomazia statunitense in Medio Oriente. Anche il Libano sono riusciti a giocarsi: è proprio vero che anche le formiche, nel loro piccolo, s’incazzano. (Carlo Bertani)
In memoria di Giacinto
Grave perdita per l’Umanità, la Cultura e la Scienza
È morto Giacinto Auriti
|
|---|
Il giorno 11 agosto 2006 è venuto a mancare il Prof. Giacinto Auriti: Accademico, Docente Universitario, Ideologo, Giurista di Chiara Fama. Ha insegnato, nelle Università di Roma e di Teramo, Filosofia del Diritto, Diritto internazionale, Diritto della Navigazione. Ha presieduto commissioni internazionali ed ha curato la parte commerciale del Codice Civile Greco.
Uomo generoso dalle preclari virtù, Giacinto Auriti era amato da innumerevoli amici e discenti, d’ogni parte d’Italia e d’ogni ceto sociale e credo politico, che dall’insegnamento dell’Amico e Maestro si sono arricchiti culturalmente, moralmente e spiritualmente. Maestro di vita e di pensiero ha forgiato uomini, creato scuole; cattolico di pura fede, si è sempre impegnato per la realizzazione concreta della dottrina sociale della chiesa.
Filosofo e studioso geniale, Giacinto Auriti ha teorizzato il “valore indotto della moneta” che lo condurrà alla elaborazione di una proposta di legge sulla “Proprietà Popolare della Moneta” presentata al Senato della Repubblica. Uomo di grande coraggio ha rivelato al mondo la grande truffa dei signori della moneta, gli usurai dai colletti bianchi, che si sono appropriati del diritto di stampare moneta a costo zero lucrando del corrispettivo valore creato dai cittadini che l’accettano come mezzo convenzionale di pagamento.
La fama del prof. Giacinto Auriti raggiunse ogni angolo della terra quando realizzò nel suo paese natale, Guardiagrele, cittadina dell’Abruzzo, il Simec (simbolo econometrico), ovvero la “moneta locale”. Avrebbe meritato il Nobel, invece subì l’avversione bancaria e giudiziaria: persecuzioni che non fiaccarono il suo spirito indomito, ma che certamente minarono lentamente il suo fisico.
Gli studi e le teorie scientifiche, contenuti in numerosi libri scritti dal prof. Giacinto Auriti, hanno avuto vasta divulgazione e pratica applicazione in diverse nazioni, in America e in Europa: in Germania sono diverse comunità che, indisturbati dal potere politico, hanno adottato la moneta locale e complementare.
Un grave lutto per il mondo accademico e per la società; una irrimediabile perdita per quanti l’amarono e ne seguirono l’insegnamento, e ne piangono ora la dipartita. Il nostro animo è triste, per aver perduto un Amico e un Maestro. I nostri sentimenti di profondo cordoglio sono per i suoi cari, la fedele consorte Rachele Olivieri (di nobile famiglia napoletana), e i figli adorati: Michela (giornalista), Francesca (medico), Clelia (laureata in economia e commercio), Raffaella (commercialista), Filippo (Avvocato).
Giacinto Auriti era un gigante del pensiero, in un mondo accademico di pigmei.
Crotone è stato il primo comune capoluogo in Italia dove nel 2001 ,dopo una sua lezione magistrale, il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno per il riconoscimento della proprietà dell’euro ai popoli europei e non alla BCE .
Ettore e Rita piangono per la morte del prof Giacinto Auriti, loro maestro di vita, e che in più occasioni hanno avuto l’onore di avere ospite nella loro città dove ha relazionato su argomenti molto importanti per l’attuazione del quarto potere costituzionale concepito sulla finalità di restituire allo Stato la funzione monetaria e al popolo la proprietà della moneta. Questa riforma è diventata ormai indispensabile per uscire dall’asservimento al “signoraggio bancario” e dare inizio a un regime di democrazia integrale in cui i popoli non abbiano solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria, per vivere tempi nuovi a dimensione umana, liberi dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile dei debiti non dovuti alla grande usura.
Grazie Maestro, perché attraverso i tuoi insegnamenti, ci hai dato le armi per combattere nella concreta speranza di vivere tempi migliori.
Ettore e Rita Affatati
La Bonino Telecomandata
10 agosto 2006

La violazione della legge della privatizzazione del 1997 ha giustificato l'opposizione del governo alla vendita di Autostrade, che essendo una "golden share" non può essere venduta senza l'autorizzazione del governo, dell'ente concedente. Questa resistenza del governo giunge un po' inaspettatamente, dopo la convinta approvazione di Prodi e l'esecuzione della fusione senza molti problemi. Come abbiamo già avuto modo si spiegare, è un'eccezione ragionevole e intelligente, ma forse vana perché presto si attiverà quel "meccanismo invisibile" della Comunità Europea che sbaraglia le ragioni nazionali nell'interesse della "libera circolazione dei capitali".
Di tale timore se ne carica subito Emma Bonino, divenuta Ministro delle Politiche Comunitarie e del Commercio Internazionale, dopo aver smesso di fingersi no-global insieme con il Banchiere Soros. Ammiriamo molto la tempestività dei suoi interventi, che, in maniera ormai automatica se non "telecomandata", giungono non appena sono in discussione temi di liberalizzazione o di privatizzazione. Ricordiamo benissimo l'enfasi delle sue "lotte radicali" quando denunciò l'esistenza di 450.000 profughi kossovari, genocidi e treni blindati: urlò così tanto che decisero un intervento aereo per farla smettere.
La sua sfolgorante ed illustre carriera l'ha condotta ad assumere una posizione importante sia all'intero del governo che sulla scena internazionale, evidentemente le lotte radicali hanno dato i suoi frutti.
Libanesi cavie umane?
8 agosto 2006
A Qana, non c'erano installazioni Hezbollah
LIBANO - «In Libano i civili verranno sterminati senza alcun umano rispetto in quanto gli israeliani stanno testando, nella caccia agli uomini di Hezbollah, un sofisticato sistema di intercettazioni delle comunicazioni e di identificazione degli impulsi delle fonti elettroniche che consentirà in poche settimane lo sterminio della fazione armata nemica, che non immagina di essere la cavia di una tale terribile sperimentazione».
Lo ha detto Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato ed esponente di Italia dei Valori.
«Questi sistemi di intercettazione, uniti a una brillante attività di intelligence, faranno sì che l'esercito israeliano chiuda la partita con il movimento Hezbollah - ha continuato - ma il fatto che le comunicazioni provengano spesso da edifici abitati da civili non fermerà la furia di Israele, che ha messo in conto uno sterminio necessario, ma inevitabile».
«La vita di un militante del partito di Dio nei calcoli di Tel Aviv può valere decine di vittime civili. Non è un caso che non sia stata ancora accettata la tregua umanitaria proposta dall'Unione Europea e dalle Nazioni Unite - ha sottolineato l'esponente di Italia dei Valori - in quel caso, il corridoio umanitario rischia di impattare contro la strategia di Israele, che mira a estirpare Hezbollah e non può permettersi fughe di terroristi dal teatro delle operazioni. Lasciare che Israele guadagni tempo per pianificare questa strage che avrà migliaia di vittime civili, tra cui donne e bambini, è un atto di negligenza contrario ad ogni buonsenso e che peserà sulla coscienza di coloro che hanno temporeggiato inutilmente».
Questa affermazione è stata diffusa dall'agenzia Apcom il 4 agosto.
E' credibile?
In Libano è in corso un esperimento con le vite umane innocenti?
L'eccesso di morti tra i civili è il prezzo che Israele paga volentieri per mettere a punto e affinare un sistema nuovo e sofisticato di intercettazione e identificazione? (Maurizio Blondet)
La nafta avanza nel Mediterraneo
8 agosto 2006

La marea nera provocata dal bombardamento israeliano della centrale termoelettrica di Jiyyeh ( 30 km a sud di Beirut), il 13-15 luglio, si sta diffondendo sempre più nel Mediterraneo. Dai serbatoi in fiamme è fuoriuscita una quantità di nafta (del tipo Ifo-150) che potrebbe aver raggiunto le 35mila tonnellate. A causa dei venti che soffiano da sud-ovest e delle correnti marine, la marea nera si è estesa in direzione nord-est ricoprendo oltre 80 km di coste libanesi, rocciose e sabbiose, dove si concentrano le attività della pesca e del turismo. I danni ambientali sono molto maggiori di quelli visibili: trasformandosi in catrame, gran parte della massa oleosa si depositerà sul fondo del mare danneggiando gravemente gli organismi vegetali e animali delle acque costiere, le più ricche di vita. Continuando a estendersi, la marea nera è arrivata il 3 agosto sulle coste siriane, contaminandone oltre 7 km . Da qui potrebbe raggiungere Cipro, Turchia e Grecia. (Manlio Dinucci)
Human Right Watch: Israele criminale di guerra
4 agosto 2006
Le asserzioni di Israele su Hezbollah che si fa scudo dei civili? «Pura fantasia», dice Peter Bouckaert: «ho documentato uccisioni di civili in Kossovo, Irak, Afghanistan e Cecenia, ed ho visto attacchi contro siti militari che hanno condotto alla morte di civili. In Libano è tutta un’altra storia: Israele ha colpito abitazioni e auto senza che ci fosse alcun obbiettivo militare nelle vicinanze». (1)
Bouckaert è direttore di Human Right Watch (HRW).
Questa rispettata organizzazione non governativa ha appena diffuso un rapporto, frutto di constatazioni sul campo, dal titolo inequivocabile: «Fatal strikes - Israel’s indiscriminate attacks against civilianas in Lebanon».
Cinquanta pagine in cui si leggono atrocità deliberate.
«Le forze israeliane hanno sparato con aerei e artiglieria su decine di automezzi civili, spesso segnalati da bandiera bianca, che fuggivano dalla zona degli scontri». (2)
Il 15 luglio, sono stati così massacrate a sangue freddo 21 persone, di cui 13 bambini, che fuggivano da Marwahin, «e senza un Hezbollah né un’arma nelle vicinanze».
Il 17/7, ad Aitaroun, una bomba giudaica ha sterminato 11 civili, fra cui sette membri di una famiglia di cittadini canadesi di origine libanese in vacanza: «Ancora una volta, nè Hezbollah né armamenti in vista».
Il 19 luglio, 26 persone ammazzate in un bombardamento che ha «spianato un intero quartiere, e nessun segno che fosse un bersaglio militare».
Il 23 luglio, aerei di David mitragliano una colonna di decine di auto che scappavano dopo aver ricevuto dagli israeliani l’intimazione di evacuare immediatamente: almeno 7 morti, «e ancora una volta nessuna prova di un'attività militare nella zona».
Beckaert potrebbe continuare: «Ho il taccuino pieno di casi simili».
Del resto, nonostante le loro negazioni, sono i comandi stessi israeliani ad ammettere che non fanno differenza tra civili e combattenti.
Haim Ramon, ministro della Giustizia (sic) sionista ha sancito all’inizio del conflitto: «Tutti coloro che si trovano nel sud del Libano» dopo il volantinaggio che intima l’evacuazione «sono terroristi in relazione con gli Hezbollah».
Sicchè, commenta Bouckaert, se uno è troppo spaventato per scappare, malato, ferito o troppo povero per pagarsi un taxi che ti chiede mille dollari per portarti via, sei un terrorista e puoi essere ammazzato.
Del resto, aggiunge, ho visto cosa è successo a chi ha obbedito all’ingiunzione.
«Le strade sono seminate di auto civili devastate, parecchie ancora con la bandiera bianca pendente dal finestrino».
Israele ha dichiarato che quelle auto portavano armi.
«Israele si prefabbrica le scuse per giustificare i suoi omicidi di civili», replica il direttore di HRW.
Israele fa peggio.
Imbocca giornalisti servili a mentire suoi delitti. (Maurizio Blondet)
Razzi hezbollah? Non credeteci più
4 agosto 2006
Chi bombarda veramente...
LIBANO - Hezbollah riesce ancora a lanciare in un solo giorno 200 missili in Israele?
Anzi, a distanze di 70 chilometri mai prima raggiunte?
Scusate, ma non è più possibile crederci.
Attualmente, il territorio da cui opera Hezbollah è soggetto ai feroci rastrellamenti e alle operazioni di «pulizia» armata di una forza d'invasione di 10-20 mila soldati israeliani su mezzi corazzati.
La forza Hezbollah era valutata, all'inizio delle ostilità, sui 2 mila, 5 mila uomini al massimo.
Ora questa forza, sicuramente degradata da tre settimane di bombardamenti di violenza estrema, non può essere che tutta impegnata corpo a corpo nel contrastare un nemico quattro volte superiore in uomini, e con mezzi addirittura schiaccianti per volume di fuoco e novità tecnologiche, dai puntatori al laser ai rilevatori di calore all'infrarosso.
E questo, per di più, in un territorio che è stato «ripulito» con massacri dalla popolazione sciita (un milione di espulsi dalle bombe), ossia prosciugato - stante il detto di Mao - dell'«acqua» in cui i pesci-guerriglieri possono nuotare.
Dunque, i combattenti sono ridotti alle scorte e al munizionamento che hanno preventivamente accumulato, e che sicuramente stanno rapidamente esaurendo.
Lo ha detto lo stesso Olmert: «L'infrastruttura degli Hezbollah è stata interamente distrutta. Più di 700 postazioni-comando Hezbollah sono state spazzate via».
E allora da dove Hezbollah è in grado di lanciare 200 razzi?
Con quali rastrelliere e automezzi, se non ha certamente più la possibilità di spostarli e di celarli?
No, è incredibile.
Quello che ci raccontano è tutto falso, tutta propaganda. (Maurizio Blondet)
Prescott Bush, detto “Gamby” il socio di Hitler
3 agosto 2006

Il padre di "Poppy” si chiamava Prescott Sheldon Bush. Come lo sarebbero stati a loro volta i suoi discendenti, fu membro della Skull & Bones, società che gli permise di entrare in contatto con le famiglie Harriman e Walker, formatesi anch’esse a Yale. L'unione con Dorothy Walker, figlia del ricco industriale George Herbert Walker, non era destinata a generare solo molti figli, ma anche grandi affari tra il clan dei Bush e quello dei Walker (sempre sotto l'ala protettrice degli Harriman e dei Rockefeller, naturalmente).
Il 20 ottobre 1942, dieci mesi dopo la dichiarazione di guerra al Giappone e alla Germania da parte degli Stati Uniti, il presidente Roosevelt ordinò la confisca delle azioni della Union Banking Corporation (UBC) in quanto accusata di finanziare Hitler e di avere ceduto quote azionarie a importanti gerarchi nazisti. Prescott Bush era allora azionista e direttore dell'UBC. Una questione del massimo interesse, considerato che, dopo essere salito al potere nel 1933, Hitler aveva decretato l'abolizione del debito estero tedesco, contratto in larga parte in seguito al Trattato di Versailles.
Libano-Israele: l'ora della verità?
3 agosto 2006

Il bombardamento da parte dell’esercito israeliano del quartiere di Haret Hreik è una «violazione del diritto umanitario», ossia un crimine contro l’umanità, ha dichiarato domenica 23 luglio Jan Egeland, segretario generale aggiunto dell’ONU agli Affari Umanitari.
«E’ orribile. Non sapevo che bombardassero gli isolati di abitazioni gli uni dopo gli altri», ha detto, visitando il quartiere devastato.
«E’ una violazione del diritto umanitario» (1).
Ma il bombardamento di Haret Hreik non è certamente il solo a essere una «violazione del diritto Umanitario».
E il bombardamento di questo quartiere non ha certo avuto luogo perché lì «si trovava il Quartier Generale dell’Hezbollah», secondo il miserabile alibi che alcuni giornali e giornalisti «embedded» offrono servilmente all’animalità degli assassini israeliani.
Dal 12 luglio, infatti, tutto il Libano viene bombardato, bruciato, distrutto, massacrato.
Tutto il Libano sarebbe dunque «il Quartier Generale dell’Hezbollah»? (Jacqueline Amidi)
Il lecchino
26 luglio 2006
Il leccaculismo è una pratica sempre molto diffusa, cui si dedica una folta schiera di sbavanti mezzecalzette; donnette e omini inclini al baciastivali.
![]()
Costoro, privi di qualsiasi decente dote per emergere, si rifugiano in quella che è diventata una vera e propria disciplina di vita: la leccata.
La slinguata è un'arte; c'è chi la dispensa così frequentemente da acquisirne una padronanza assoluta. Tale sopraffina tecnica si sviluppa e s'impone nel nostro sistema sociale sempre più gerarchicizzato e burocraticizzato. Per piacere agli altri, per far carriera devi evitare d'essere sincero, devi sottrarti dal dire ciò che pensi. Meglio adulare, incensare, ossequiare, lodare, lusingare.
Ci sono diverse categorie, dalla "lecchina lungimirante", che slingua oggi per incassare domani, allo "slinguatore erga omnes", che sbava su chiunque, lasciando la scia della sua fetida saliva in ogni dove. Ci sono poi quelli che agiscono per terze persone: i ruffiani, i lenoni, i prosseneti. C'è, inoltre, la signorina starnazzante, la segretaria che decanta la bellezza dell'orrenda cravatta del capo e che è sempre pronta a portargli il caffè; costei, più che a leccar piedi si esalta nel baciar capocchie.
Il leccaculismo fa molti proseliti anche in quei loculi istituzionali che sono gli uffici pubblici. L'impiegatuccio si arruffiana per una vita intera, al fine di diventare qualcuno (anche se più spesso diventa qualcosa). Per lui è normale baciar deretani a ripetizione, pur di raggiungere un traguardo da decantare alla mogliettina insipida o da sventolare in faccia al collega della stanza accanto.
L'allisciamento del prossimo, di colui che ti può servire, che ti può favorire, non è una forma spontanea, bensì un calcolato metodo che esalta l'ipocrisia e il servilismo. Ed è inquietante notare come l'homo lecchinus non abbia pudore di ridurre volutamente la propria dimensione morale. (Mauro Gioielli) tratto da: http://www.altromolise.it
Il mondo come lo vuole Giuda
15 luglio 2006

Guardo a Beirut le strade arate dalle bombe, le case sventrate, i ponti crollati, i serbatoi di carburante in fiamme, persone urbane in fuga senza sapere dove, in abiti occidentali anche eleganti, e vedo: è così che Israele vuole ridurre il mondo.
Non si fermerà fino a che non l’avrà ridotto a macerie.
Vuole farlo anche a noi.
Lo aveva detto chiaro, in un’intervista all’Observer del 21 settembre 2003, Martin Van Creveld, il docente di storia militare all’università ebraica di Gerusalemme: «Noi possediamo centinaia di testate atomiche e razzi, e possiamo lanciarli su bersagli in ogni direzione, magari anche su Roma. La maggior parte delle capitali europee sono bersagli delle nostre forze armate. Voglio citare il generale Moshe Dayan: ‘Israele deve essere come un cane pazzo, troppo pericoloso da provocare’. Le nostre forze armate non sono le terze per forza, ma forse le seconde al mondo. Noi abbiamo la capacità di trascinare giù il mondo con noi. E possono assicurarvi che ciò accadrà, prima che Israele cada».
I missili atomici israeliani hanno Roma, Parigi, Londra come bersagli «agganciati».
Van Creveld ce lo ha voluto far sapere: prima di crollare nelle fiamme del nulla, Israele vuole trascinarci tutti con sé.
Sansone con tutti i filistei.
Israele è disperato: sa che, nonostante tutti i suoi arsenali, come al demonio, al leone ruggente dell’Apocalisse, «gli è concesso poco tempo». (Maurizio Blondet)
Attenzione, apocalisse in vista
14 luglio 2006

LIBANO - La seconda invasione israeliana del Libano può essere l’inizio di una più vasta e definitiva offensiva: con l’intento di arrivare alla liquidazione della Siria e al bombardamento dell’Iran per distruggerne le ambizioni nucleari.
L'offensiva militare è di una violenza inaudita - oltre 100 raid aerei in poche ore che hanno distrutto decine di ponti, strade e infrastrutture, fra cui l’aeroporto di Beirut ai bordi della capitale, hanno fatto 50 morti e oltre 100 feriti innocenti, fra cui come al solito numerosi bambini - ma è ancora nulla in confronto all’offensiva mediatica e propagandistica che vediamo dispiegata in queste ore. “Israele attaccato”, “Israele in pericolo”, strillano i giornali noachici.
Rivelatrice l’esultanza con cui Il Foglio titola in rosso e a tutta pagina: “Il grande jihad contro Israele”: è cominciata la lotta decisiva del Male contro il Bene, e finalmente Israele ha ragione.
E’ stata provocata da un “Paese sovrano” (sic), il Libano.
Sono stati gli Hezbollah, dietro cui c’è “l’ombra di Damasco e di Teheran”.
Bisogna tenere la mente fredda, ed analizzare con intelligenza e spirito d’intelligence la disinformazione nebulizzata in queste ore, perché nelle stesse menzogne da guerra psicologica c’è il bandolo della verità.
Per esempio, è pieno di informazioni tra le righe il commento che pubblica su Il Giornale
R.A. Segre.
Questo personaggio, il cui vero nome è Vittorio Dan Segre, è il corrispondente da Israele del quotidiano di Berlusconi: ma è “giornalista” nello stesso senso in cui lo è Renato Farina,
anzi peggio. (Maurizio Blondet)
Al Qaeda migliora le PR
12 luglio 2006

Da quando i messaggi di Al Qaeda vengono diffusi dalla ditta americana IntelCenter, la comunicazione dei terroristi è vistosamente migliorata.
Adesso i messaggi audio-video sono più frequenti.
Vengono annunciati in anticipo di 38 o 72 ore da «siti islamici» mai meglio identificati.
E quando compaiono, appaiono «impaginati» molto meglio dei primi, diciamo così fatti in casa: foto fissa di Bin Laden su sfondo nero, voci fuori campo, occasionalmente Al-Zawahiri che parla e dà le ultime notizie, sempre più spesso corredate da video e collages di video montati in modo molto professionale che devono comprovare - come dubitare di immagini? - la verità dei delitti di cui Zawahiri rivendica la paternità ad Al Qaeda.
Soprattutto, i nuovi messaggi sono molto più puntuali.
L’ultimo esempio è chiarificatore.
A un anno dagli attentati del metrò di Londra, proprio mentre la comunità musulmana britannica chiede a gran voce un’inchiesta su quel che è veramente successo, e Blair la nega («costerebbe troppo»), mentre in quella comunità si domanda ormai ad alta voce come mai i quattro attentatori, alcuni dei quali diciottenni che vivevano coi genitori, non abbiano lasciato nemmeno due righe alla mamma, o alla moglie o alla fidanzata; come mai non si siano fatti riprendere con un kalashnikov in mano a rivendicare il proprio imminente martirio, come fanno tutti i terroristi che si rispettino, ecco il puntuale intervento. (Maurizio Blondet)
USA spia conti bancari. La UE finalmente protesta
10 luglio 2006

L’Unione Europea chiederà «spiegazioni» a Washington sulle operazioni di controllo e spionaggio sui conti bancari internazionali, che gli USA hanno intrapreso con la scusa della «guerra al terrorismo».
Così almeno ha votato a Strasburgo il parlamento europeo, con una risoluzione votata da 302 contro 219.
E piacerebbe conoscere i nomi dei 219 che hanno votato a favore dell’intrufolamento americano nei segreti bancari altrui, anzi nostri.
Un mese fa alcuni giornali - americani, non europei - hanno rivelato che la CIA aveva ottenuto il permesso di curiosare sulle transazioni bancarie tra istituti e conti di tutto il pianeta, a cui sovrintende un potente e segretissimo istituto belga interbancario, lo SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication).
Era stato lo stesso istituto - sulla cui proverbiale riservatezza le banche clienti e azioniste facevano affidamento - a squadernare i conti dei suoi clienti allo spionaggio USA.
Senza avvertire i clienti, ovviamente.
La cosa «può dar luogo a forme molto vaste di spionaggio industriale ed economico», ha notato il parlamento, evidentemente appena uscito dall’età dell’innocenza.
Uno dei motivi reali dello spionaggio USA è proprio questo; quello di tracciare i conti dei «terroristi islamici» o di «Al Qaeda» è ovviamente un pretesto assurdo, visto che queste fantomatiche entità possono servirsi dei circuiti finanziari informali della carità islamica, che si basano sulla parola e non lasciano tracce sui computer. (Maurizio Blondet)
I palestinesi come pellerossa
7 luglio 2006
nuove considerazioni
Giorni fa mi è capitato di paragonare le sofferenze dei palestinesi sotto il tallone israelita al destino degli indiani d’America, chiusi in riserve sempre più piccole, privati a poco a poco delle basi economiche della loro vita (nel caso, attraverso il furto di terreni e lo sterminio deliberato del bisonte, oggi animale semi-estinto), strangolati e soffocati dai nuovi padroni della terra.
Era un’osservazione fatta di sfuggita.
Adesso un lettore precisa questo concetto, con una serie agghiacciante di paralleli.
Paragonare i palestinesi ai pellerossa non è una semplice metafora: ricevono lo stesso trattamento, in base alla stessa ideologia del dominatore, e alla stessa ipocrisia occidentale.
In forma di lettera le considerazioni che seguono sono state inviate al «maggior quotidiano italiano», senza ottenere, naturalmente, né riscontro, né risposta.
Maurizio Blondet

L’attuale «escalation» nella guerra antipalestinese da parte di Israele, la fa sinistramente sempre più assomigliare alla guerra contro le tribù indiane da parte degli Stati Uniti d’America nell’ 800.
Bisogna premettere che verso il 1840 fu proclamata, in America, la teoria denominata «Manifest Destiny», per cui il Paese doveva essere assegnato ad una sola parte, naturalmente la migliore, per razza, religione, ecc., e gli americani si dedicarono con zelo alla sua realizzazione.
Analogamente, in Israele, si fa riferimento alla biblica «dazione perpetua» del Paese da parte di Dio al Suo popolo eletto.
Questa identità nei principi costitutivi dei due Stati, contribuisce inoltre, a mio avviso, a comprendere le profonde ragioni della ferrea alleanza tra America e Israele.
Entrambe pretendono di avere un «manifest destiny» a sfondo religioso fondamentalista.
Lo storico britannico Arnold Toynbee ha rilevato la differenza con cui gli spagnoli cattolici trattarono le popolazioni indie, convertendole - la regina Isabella chiarì subito che quelli erano uomini, e avevano un’anima - e il trattamento che gli anglosassoni protestanti riservarono ai loro indiani.
Quei coloni, protestanti, si ritenevano «il vero Israele» e leggevano nella Bibbia le prescrizioni su come trattare i nemici, gli «amaleciti», i «cananei» che già abitavano nella terra «promessa» ai bianchi: ucciderli tutti fino all’ultimo, senza alcun tentativo di integrazione. (Giancarlo Soravia)
"Lo scandalo di Di Pietro". Sulla "legalità" del debito
5 luglio 2006
Con riferimento alle informazioni che già vengono diffuse sui contenuti della prossima manovra finanziaria 2006, sento di esprimere le seguenti riflessioni sul presunto indebitamento dello Stato Italiano. Ogni anno, supinamente lo Stato accetta di "indebitarsi" con i signori dell'euro per cifre da capogiro. (N.V.)
Tassisti, i nuovi «kulaki»
3 luglio 2006

Allora è chiaro, finalmente, quali erano i poteri forti che ostacolavano lo sviluppo in Italia:
i tassinari.
Quali lobby occulte si sottraevano alla competizione globale difendendo i loro privilegi con manovre dietro le quinte: i panettieri.
E chi bloccava lo sviluppo?
La casta dei farmacisti.
Ora, disciplinate queste categorie, l'Italia rifiorirà, la ricerca scientifica farà passi da gigante
(i panettieri la impedivano, mica i baroni universitari), i cervelli non fuggiranno più all'estero, tutto costerà meno.
Non hanno niente da temere i 146 mila consulenti che lo Stato e le regioni pagano 2 miliardi annui di euro.
Niente gli strapagati di Bankitalia, la cui utilità sociale è pari a zero.
Niente i 600 dipendenti dell'Ufficio Italiano Cambi, che continuano a prendere stipendi niente male anche se da 19 anni il controllo sui cambi non c'è più.
Nessun rischio di diventare «competitivi» sfiora i baroni universitari, con quei begli stipendi a cui non corrispondono né studi né ricerche.
Questi, i ricchi di Stato, i grand commis con posto sempre pronto fra Tesoro e Goldman Sachs, non sono parassiti.
I parassiti sono stati smascherati: sono gli artigiani a partita IVA. (Maurizio Blondet)
Cina, giro di vite sui blog
3 luglio 2006
L'aumento di informazioni invise al regime di Pechino spinge le autorità ad un nuovo giro di vite: blog, forum e siti personali nel mirino delle forze di polizia. Ma il web cinese continua a crescere senza sosta

Pechino - Le autorità cinesi hanno annunciato attraverso l'agenzia Xinhua una nuova iniziativa per purificare Internet dai contenuti più invisi all'amministrazione di Pechino. "Sempre più contenuti illegali e malsani si stanno spandendo attraverso blog e motori di ricerca", ha detto il funzionario di governo Cai Wu in un comunicato ufficiale, "ed è per questo che prenderemo misure per riportare il sistema sotto il nostro controllo".
"Dobbiamo velocizzare lo sviluppo di nuove tecnologie per amministrare e salvaguardare Internet", ha aggiunto Cai. La Cina impiega già decine di migliaia d'agenti che "battono" la Rete e localizzano gli utenti più "pericolosi": un grande dispiegamento di risorse per tamponare ogni tipo d'informazione giornalistica e documentativa che remi in direzione opposta rispetto a quella decisa dal Partito unico della Repubblica popolare.
I dettagli tecnici di questa ultima operazione liberticida del governo cinese non sono stati rilasciati. Tuttavia, secondo alcuni osservatori ed accademici locali che si interessano al problema della libertà d'espressione in Cina, il giro di vite intende stroncare il cosiddetto giornalismo di base: in sostanza, l'azione combinata di una nuova legge e di sofisticati sistemi tecnologici di controllo dei dati porteranno alla criminalizzazione dei blogger che vorranno avvalersi del "diritto di cronaca". (Tommaso Lombardi)
Televisione e media: l’oppio dei poveri!
3 luglio 2006

Se «le religioni sono l’oppio dei popoli», «la televisione e i media in generale sono l’oppio dei poveri».
Ovviamente mi riferisco ai poveri di Spirito, ai poveri dentro, nell’animo, che si accontentano, proprio per questa carenza interiore, per questo vuoto, di quello che il tubo catodico e gli altri canali d'informazione, ”regalano” loro giorno dopo giorno, senza preoccuparsi se i messaggi gentilmente offerti dal Sistema sono veri oppure no, e soprattutto se ci sono altre notizie che non vengono dette o che vengono oscurate.
Il populino che l’intellettuale statunitense, Noam Chomsky, chiama «gregge disorientato».
Partiamo da un dato di fatto assodato e dimostrabile: i media in generale, in quanto aziende e/o società per azioni, sono tutti controllati. Non entro nel merito delle varie forme di controllo diretto e indiretto: redazionale, azionariato, politico ed economico (sponsor, banche controllanti, ecc.), anche perché mi porterebbe lontano. Ma gli esempi di censura e di auto-censura, mediatica sono innumerevoli.
Per questo non possiamo pretendere che le informazioni che ci arrivano dentro casa, siano, non dico vere, ma almeno obiettive. E infatti non lo sono, e in un sistema come quello attuale non potranno mai esserlo.
Ma andiamo avanti nel ragionamento. (Marcello Pamio)
La fabbrica dei trucchi. A pieno ritmo
2 luglio 2006

L'immagine realizzata dalla IntelCenter, mostra Osama bin Laden con sotto il logo As-Sahab.
L’ultimo messaggio di Osama bin Laden - quello dove il protagonista fa l’elogio funebre della sua «spalla», Al-Zarkawi - era stato addirittura annunciato in anticipo.
Un sito web islamico (come al solito, nulla viene specificato in proposito) avrebbe annunciato un imminente messaggio del capo diretto «alla nazione islamica, ai mujaheddin in Iraq e alla Somalia».
Un annuncio pubblicitario che portava il marchio di As-Sahab, descritta dalla Associated Press (non scherzo) come «la casa di produzione dei video di Al-Qaeda».
Ma di fatto, a segnalare il «prossimamente sui vostri schermi» sono stati due istituti americani, il SITE Institute e l’IntelCenter, definiti (senza ridere) «due gruppi indipendenti con sede in USA che forniscono informazioni anti-terrorismo al governo e ai media».
IntelCenter ha informato che il messaggio promesso sarebbe stato diffuso entro le 36 ore (1).
Quando è arrivato, l’audio messaggio, di 19 minuti, è risultato adorno di vecchi video di Al-Zarkawi e di una foto fissa di Bin Laden.
La Cia ne ha confermato l’autenticità.
E’ dal 2004 che Bin Laden non appare più in video.
Nel 2005 non ha diffuso alcun messaggio.
Ma quest’anno la casa di produzione si è attivata a pieno ritmo: quattro audio, una vera campagna mediatica. (Maurizio Blondet)
COERENZA UMANA e ANIMALE
1 luglio 2006

Nel mondo animale può senz’altro dirsi coerente un esemplare il cui comportamento non contraddice la sua natura. Se per esempio una chioccia, dopo aver fatto le uova, non le covasse, potrebbe essere detta incoerente. Ma in tal caso bisognerebbe considerare che la coerenza animale non ha alcuna implicazione etica, dato che la coerenza qui riguarderebbe il mero istinto di sopravvivenza. La “logica” del mondo animale è sopravvivere, star bene, e la chioccia cova per star bene, come è nella sua natura animale.
Nel mondo umano si attribuisce di solito alla coerenza della chioccia un aspetto morale, ma si cade in errore: osservando che, dopo aver deposto le uova, la chioccia si pone dolcemente su di esse, si attribuisce a tale agire sincera dedizione, dato che di tanto in tanto, con la preveggenza di esperta massaia, la chioccia rivolta poi le uova in modo che il fecondo calore del suo corpo raggiunga tutte le parti dei grembi calcificati dove si sta sviluppando la sua covata. Così, grazie alla sua costanza e sollecitudine, infine le uova si schiudono, e ne escono i pulcini. Allora il mondo umano ingenuo trova qui un genuino esempio d'intelligente e responsabile maternità, che influisce perfino sul linguaggio e si dice per esempio “madre chioccia” per indicare una madre molto protettiva. Presto però il giudizio critico del mondo umano scopre che le cose non stanno proprio così. Infatti i dati di osservazione scientifica indicano che in seguito a certi processi ghiandolari, la chioccia, dopo aver deposto una covata di uova, avverte al petto un calore inconsueto; allora si guarda intorno in cerca di qualcosa di fresco che possa alleviare quella sgradevole sensazione di calore al petto, e si abbassa sulle uova perché le trova fresche; dopo un po' però queste cominciano a scaldarsi, e la chioccia le rivolta in modo che il lato fresco venga a trovarsi in alto, per poi tornare subito a godersi il refrigerio che esse continuano ad offrirle. Dopo che ha ripetuto questa manovra un sufficiente numero di volte, le uova si dischiudono e la chioccia, sbalordita, si trova davanti ad una covata di pulcini. In pratica essa è stata indotta con uno stratagemma del suo mero istinto naturale a star bene a sedersi sulle uova, e ciò ha dato risultati eccellenti come se la chioccia avesse saputo coerentemente che cosa stava facendo. È dunque una consolante illusione credere la chioccia sia dotata di coerenza morale quando, diretta dalle proprie ghiandole, si accovaccia sulle uova. La sua coerenza riguarda la ricerca del refrigerio, non l’accudimento protettivo dei suoi futuri pulcini.
Nel mondo umano è detto coerente colui che, con fatti o con parole, non disdice o contraddice ciò che prima ha affermato o pensato. (N.V.)
Uccisione dell’Orso Bruno: messaggio simbolico per il Papa?
30 giugno 2006

Il 26 giugno è finita in maniera tragica l’avventura dell’orso scappato dal Parco dell’Adamello in Trentino e giunto in Germania, per la precisione in Baviera.
Dopo 7 (sette, fine di un ciclo) settimane di caccia sfrenata, le autorità tedesche hanno optato per abbattere il terribile plantigrado!
Pensate, si trattava di un pericolosissimo orso bruno, di 2 anni di vita, quindi di un cucciolo!
Come mai la forestale, i veterinari, le forze di polizia non sono riusciti a stenderlo con qualche proiettile narcotizzante - come viene fatto per i grandi rinoceronti - e invece l’hanno ammazzato? E soprattutto: come mai tutti i media europei ne hanno dato un così ampio risalto? Servizi giornalistici e televisivi, agenzie e perfino l’adozione (quando ancora era vivo) da parte del Papa. A che pro? O meglio: Cui Prodest?
Anche se l’ultima uccisione analoga di un orso bruno in Baviera, risale a 170 anni fa, non giustifica per niente un così dispendio di mezzi mediatici!
Siamo così introiettati dentro questo Truman Show, che il povero orso (le cui spoglie saranno imbalsamate e deposte nel castello di Nymphenburg) è stato scaraventato, suo malgrado, verso un intramontabile destino da eroe nazionale.
Pensate che il corpo della Guardia Forestale ha chiamato l’ultimo elicottero Erickon S64F proprio «Orso Bruno», in onore dell’animale; e dulcis in fundo, la LAV ha chiesto al Commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi, di permettere alla nazionale di calcio italiana di portare il braccio a lutto nella partita di stasera in Germania.
Ma vi rendete conto dove siamo arrivati? Ovviamente non può essere questa la spiegazione, con tutto rispetto per l’animale in sé: ci deve essere qualche altra spiegazione.
Venivamo ad una ipotetica (ma forse più realistica) interpretazione: il simbolo dell’Orso è il simbolo dell’attuale papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, per cui l’uccisione mirata e ingiustificata dell’Orso in Baviera - terra del Pontefice - è un segnale chiaro e diretto all’ex responsabile del Sant’Uffizio… (Marcello Pamio)
Esportiamo la democrazia
29 giugno 2006

C'è uno Stato al mondo che ha violato 72 risoluzioni ONU e mai nessuna superpotenza o nessuna coalizione internazionale è intervenuta per obbligarlo a rispettarle.
Questo stato è Israele.
C'è uno Stato che ha invaso territori da cui non si è mai ritirato, che ha sradicato popolazioni autoctone, sostituendole con altre appartenenti ad una sola nazionalità religiosa, provenienti da parti lontanissime del mondo, senza che nessuno abbia osato parlare di pulizia etnica.
Questo stato è Israele.
C'è uno Stato al mondo che fa della lotta la terrorismo il pretesto per esercitare uno spietato terrorismo di Stato e una politica di spopolamento portata avanti a marce forzate e senza che nessuno intervenga.
Martin van Creveld, noto docente di storia militare all'università ebraica di Gerusalemme ha evidenziato che ciò corrisponde ad una strategia precisa, perché «se dovesse protrarsi a lungo, il governo potrebbe perdere il controllo del popolo. In campagne come questa le forze anti-terrorismo perdono perché non riescono a vincere e i ribelli vincono perché riescono a non perdere. Considero inevitabile la disfatta totale di Israele. Ciò significherebbe il crollo dello Stato e della società israeliani. Distruggeremmo noi stessi».
E in questa situazione, proseguiva, sempre più israeliani finiscono per considerare il «trasferimento» dei palestinesi (cioè la loro deportazione negli Stati limitrofi nda) l'unica salvezza.
Questo Stato è Israele.
C'è uno Stato al mondo che ha violato il trattato di non proliferazione nucleare e contro il quale non è mai stata presa alcuna forma o anche solo minaccia di sanzione.
Questo Stato è Israele. (Domenico Savino)
Lo scambio di petrolio proposto dall'Iran
28 giugno 2006

I. Le economie degli Imperi
Uno stato-nazione tassa i propri cittadini, mentre un impero tassa gli altri Stati-Nazione. La storia degli imperi, da quello greco a quello romano, da quello ottomano a quello inglese, insegnano che l'economia di ogni singolo impero si basa sulla tassazione delle altre nazioni. L'abilità imperiale di tassare ha costruito una sempre migliore economia e un sempre migliore esercito. Una parte delle tasse andavano a migliorare gli standard di vita dell'impero, l'altra parte andava a migliorare l'esercito che serviva a rafforzare la raccolta di tasse.
Storicamente, le tasse si sono sviluppate in varie forme, dall'oro all'argento, dai soldi, agli schiavi, al bestiame e alle risorse agricole. L'impero domandava e lo stato consegnava e la tassazione era sempre diretta. Lo stato assoggettato consegnava direttamente le merci all'impero.
Per la prima volta nella storia, nel 20° secolo, l'America era stata in grado di tassare indirettamente, attraverso l'inflazione. Non forzava il pagamento diretto delle tasse come gli imperi predecessori, ma distribuiva invece la sua valuta flat, il dollaro americano, alle altre nazioni, in cambio di merci con la conseguenza di inflazionare e abbassare di valore questi dollari e pagare indietro ogni dollaro con meno merci in modo da catturare la differenza come tassa imperiale.
La bancarotta del «meno Stato» (in USA e Italia)
27 giugno 2006

Mai avrei immaginato di leggere su un grande giornale americano una critica del concetto stesso di «privatizzazione».
Invece ciò è avvenuto: sul New York Times, l’editorialista Frank Rich espone in un puntiglioso, furente articolo tutti i fallimenti dell’ideologia iper-liberista che ha voluto trascinare a forza il «mercato» nello «Stato».
Se questo avviene, vuol dire che la bancarotta dell’ideologia privatista è ormai irreversibile. Bancarotta soprattutto morale.
Che cosa dice il New York Times?
Proverò a sunteggiare, invitando il lettore a leggere gli scandalosi casi americani con la mente all’Italia.
Frank Rich mette sotto accusa il concetto di «competitive sourcing».
Ossia quella concezione dello Stato voluta da Bush, Cheney e dai liberisti conservatori, secondo cui l’ «efficienza» consiste nell’appaltare le funzioni pubbliche a ditte private, messe in concorrenza con concorsi d’appalto competitivi.
Uno Stato sempre più «piccolo» che non ha più apparati propri, non fa nulla in proprio, riducendosi ad agente pagatore dei servizi che un tempo erano pubblici. (Maurizio Blondet)
Hai bisogno di un fornello? Usa il cellulare
27 giugno 2006
Di Sue Mueller – 14 giugno 2006
Traduzione per www.disinformazione.it di Stefano Pravato

Molte organizzazioni inclusa l'industria dei telefoni cellulari minimizzano sovente il rischio per il cervello delle radiazioni dei cellulari. Risultati di studi a breve termine sono stati usati per convincere i consumatori che l'uso di un telefono cellulare non è associato a tumori del cervello o cancro, che si sviluppano solo decenni dopo l'esposizione.
Ad essere imparziali, nessuno conosce esattamente quanti danni possa provocare un telefono cellulare.
Recentemente, i media hanno reso noto uno studio che mostra come la radiazione dei telefoni cellulari ha talmente tanta energia che ci si possono cucinare le uova.
Nell'esperimento, i ricercatori hanno posto un uovo in un portauovo di porcellana (perché conduce bene il calore), e hanno messo un cellulare su un lato e un altro cellulare sull'altro. Quindi i ricercatori hanno chiamato da cellulare all'altro e hanno mantenuto i telefoni accesi dopo la connessione.
Durante i primi 15 minuti, non è cambiato nulla. Dopo 25 minuti, comunque, il guscio dell'uovo ha cominciato a scaldarsi e a 40 minuti la superficie dell'uovo è divenuta dura. I ricercatori hanno trovato che la bianca dell'uovo era diventata solida benché il tuorlo fosse ancora liquido. Dopo 65 minuti, tutto l'uovo era ben cotto.
Lo studio mostra quanto pericolosa sia la radiazione dei cellulari. Le persone dovrebbero cercare di evitarne l'uso. Anche se finora nessuno ha provato che la radiazione dei cellulari possa provocare qualcosa di clinicamente significativo. Analogamente nessuno è ancora riuscito a confutare l'esistenza di un tale rischio
Ai bambini si dovrebbe proibire l'uso dei cellulari perché i loro cervelli stanno ancora crescendo e sono particolarmente vulnerabili alle radiazioni.
© 2004-2005 by foodconsumer.org unless otherwise specified
Tratto da: www.disinformazione.it
Io so solo che ho un "microwave leakage monitor" comprato 20 anni fa in america (quando non esistevano
i cellulari), serve per controllare la schermatura del forno a microonde.
Ha due zone, verde e rossa, con il forno la lancetta quasi non si muove.
Accostato all'auricolare del telefonino, quando è in trasmissione la lancetta si spiaccica sul rosso.
Se dovessi dare retta alle istruzioni, dovrei spegnere immediatamente il "forno" e portarlo di corsa all'assistenza tecnica!
Fabio Ferri 03.07.06 01:09 | Commento postato sul blog di Beppe Grillo |
Isteria armata di atomica
26 giugno 2006
|
|---|
«Se necessario, noi [israeliani] faremo tutto il necessario per assicurare la nostra sopravvivenza, compreso un attacco nucleare preventivo» contro l’Iran.
Così un tizio chiamato Jonathan Ariel, un operativo del Mossad, in un’analisi piena di minacce non solo per Teheran, ma anche per la Russia e l’Europa (1).
Vale la pena di citarne i passi salienti, per coglierne il tono follemente isterico.
«Nel 1936, quando Hitler marciò nel Rhineldand, gli alleati non reagirono, benchè allora avrebbero potuto entrare a Berlino in due settimane. Nel 1938, di nuovo lo lasciarono fare, benchè gli alleati avrebbero potuto entrare a Berlino in due mesi. Poco dopo l’‘appeasement’ di Monaco, la Russia firmò un patto di non-aggressione con Hitler, ponendo le basi di quella che sperava sarebbe stata la disfatta dell’Occidente, e di aprire la via al dominio della Russia in Eurasia, da Lisbona a Vladivostok».
Dopo questa cosiddetta «analisi storica», Ariel continua:
«Ora c’è l’Iran, guidato da Ahmadinejad, un pazzo e malvagio maniaco uguale [ad Hitler]. La sua ideologia è un miscuglio di nazismo e di mahadismo, con in più uno schizzo di maoismo: il cocktail letale composto delle più malefiche ideologie della storia umana. Secondo le stime più accettate, entro il 2008, esattamente 70 anni dopo che Chamberlain tornò da Monaco annunciando di aver ottenuto ‘la pece per il nostro tempo’, il regime islamo-nazista iraniano avrà la bomba atomica. Sembra che la comunità internazionale abbia cominciato a prendere coscienza del pericolo, non è certo, anzi al contrario, che ciò porterà a passi concreti e concertati perché ciò non appaia. Inoltre, anche se l’Occidente riesce ad agire unito, non c’è garanzia che la Russia non esca con una riedizione del patto Ribbentrop-Molotov. Putin sta seriamente meditando di ingannare l’Occidente. Questa settimana sono emerse prove allarmanti che la Russia sta facendo proprio questo». (Maurizio Blondet)
La Pillola del suicidio
26 giugno 2006

La fluoxetina, il principio attivo della pillola universalmente nota col nome di Prozac, tanto contestata perché sembra provocare il suicidio, è stata autorizzata in Europa a tutti i bambini dagli otto anni in su. L'EMEA (l'Agenzia Europea per la Sicurezza e l'Efficacia dei Farmaci), dopo questa decisione, ha raccomandato ulteriori verifiche da parte della Eli Lilly, l'azienda produttrice. Ma intanto il farmaco all’estero ha già provocato 1885 suicidi.
Il "Freedom of Information Act" ha portato alla luce molte verità poco note sullo psicofarmaco. L'azienda farmaceutica nel corso di prove cliniche ha constatato che un paziente su cento, dopo aver assunto il farmaco, sviluppa tendenze suicide, prima assenti. Molti scienziati sono stati sollecitati a sostituire parole come "tentato suicidio" con "overdose", e "tendenza al suicidio" con "depressione".
La storia di questo psicofarmaco ha messo più volte in evidenza il pericolo in esso celato. Commercializzato per la prima volta nel gennaio del 1988, ad oggi sono stati registrati ben 26.623 casi di reazioni avverse e si conoscono 900 effetti collaterali.
L'antidepressivo frutta $1,73 miliardi di dollari l'anno e si può ben comprendere quali interessi economici vi stiano dietro. Saturato un mercato si è sempre tentato di estendere il predominio su un altro. Così è stato quando si è passati dal mercato americano degli adulti a quello dei bambini, molto più fragile. Ora che 400 mila minorenni negli Stati Uniti lo consumano, si è tentato di introdurlo anche in Europa. (Davis Fiore)
Karzai non è più tanto amerikano
25 giugno 2006
«Nelle ultime quattro settimane sono stati uccisi 600 afghani. Anche se sono Talebani, sono figli di questa terra»: il presidente Hamid Karzai ha convocato una conferenza-stampa (la prima in sei mesi) per criticare apertamente con queste parole le truppe USA e britanniche della NATO impegnate nella brutale «guerra al terrorismo», ossia a contrastare i Talebani che sono di nuovo in avanzata nel sud dell'Afghanistan.
Karzai ha invitato i comandi occidentali a «rivedere i metodi con cui conducono la guerra al terrorismo».
Perché, ha detto, «non è accettabile che in tutti questi combattimenti stiano morendo degli afgani». (1)
Insomma una chiara presa di distanza dai suoi protettori.
Perché sono stati gli americani a mettere Karzai al posto in cui si trova: uomo di fiducia della petrolifera Union Oil California Company (la Unocal, che ha recentemente inglobato la Chevron), vissuto a lungo in USA, Karzai non riuscirebbe a stare sulla poltrona presidenziale un solo giorno, senza la presenza a Kabul di 8 mila uomini della NATO e le attività militari degli 11 mila anglo-americani che contrastano i Talebani nel sud, a suon di bombardamenti aerei.
Il suo potere reale del resto, come si maligna, termina nel raggio di 30 chilometri dal centro di Kabul.
Se un uomo così comincia a prendere le distanze, i casi sono due: o per gli americani le cose vanno peggio di quel che si dice e Karzai pensa al suo domani, o ha trovato dei nuovi «amici». (Maurizio Blondet)
Il Bilderberg si spacca sull’Iran
23 giugno 2006

OTTAWA - Al gruppo Bilderberg, l’assemblea dei miliardari in corso presso Ottawa, sembra si sia prodotta una frattura tra i membri americani e quelli europei su un possibile attacco alle installazioni nucleari dell’Iran.
Così almeno sostiene James Tucker, l’unico giornalista al mondo che - da fuori - riesca a sapere qualcosa su quel che si dice nelle riunioni annuali del Bilderberg, che si svolgono a porte chiuse.
Secondo Tucker, la delegazione americana, folta di politici e di lobbysti, ha fatto di tutto per convincere gli europei a non escludere l’opzione militare contro l’Iran, anzi nel caso a parteciparvi. Robert Zoellick, vice-segretario di Stato, ha sostenuto che mantenere viva la minaccia di un attacco è necessario per indurre gli ayatollah ad abbandonare il loro programma nucleare.
«Sbagliato», gli ha risposto un europeo che Tucker (o i suoi informatori interni) non è stato in grado di identificare: «l’Iran, semplicemente, rifiuta di piegarsi alle vostre minacce. Lasciate perdere l’invasione, risparmiateci un sacco di guai».
William Luti, assistente speciale di Bush per la Difesa, e Richard Perle (l’ex consigliere del Pentagono che progettò l’invasione dell’Iraq) hanno insistito: con le maniere forti, gli Stati Uniti cercano soltanto di impedire la proliferazione delle armi atomiche e di rendere il mondo «più sicuro».
Lo stesso europeo ha replicato: «Come sarà sicuro il mondo se voi attaccate l’Iran, e se l’Iran risponde tirando missili sul vostro alleato Israele? Israele ritorcerà lanciando sull’Iran la bomba atomica, ed ecco la ‘proliferazione’».
Molti hanno ricordato infatti che Israele non ha firmato il trattato di non-proliferazione, e che ha la bomba atomica dal ‘63. (Maurizio Blondet)
NSA progetta l'intercettazione del Web
23 giugno 2006
Il Web 2.0 è il terreno di caccia per l'intelligence americana. Lo rivela il New Scientist, che avverte: l'intelligence americana inizia a ravanare nei social network. Lo spettro del programma Total Information Awareness

Washington (USA) - Ci siamo: come avevano predetto alcuni tra i più critici osservatori, l'intelligence americana non ha alcuna intenzione di rinunciare al preziosissimo serbatoio di informazioni rappresentato dal cosiddetto "Web 2.0" o, per meglio dire, da alcuni dei servizi che maggiormente caratterizzano questa celebre definizione dell'evoluzione della rete.
Sono i cosiddetti social network, infatti, ad essere entrati a pieno titolo nel terreno di caccia ai dati delle persone della NSA - National Security Agency, il braccio più potente e ricco dei Servizi segreti americani.
A rivelarlo è un'inchiesta del New Scientist: l'autorevole rivista scientifica ha infatti messo insieme un paio di rapporti presentati da funzionari del Dipartimento di Stato e di società vicine alla NSA, definendo i reali scopi delle nuove attività di rilevamento in rete. Il quadro che ne esce è impressionante e ricorda da vicino gli archiviati ma mai morti progetti del TIA, il famigerato progetto dell'ammiraglio Poindexter (vedi foto), il Total Information Awareness.
L'idea di NSA è piuttosto ovvia, secondo il giornale scientifico: oltre ad incrociare i database delle telecomunicazioni con quelli commerciali e finanziari, che già consentono all'intelligence di costruire nutriti dossier personali su chiunque ritenga utile tenere d'occhio, i Servizi possono ora mettere le mani sulle molte informazioni che nei network sociali in rete milioni di individui postano a beneficio di chi ne fa parte.
Prodi e «l’amico Putin»
22 giugno 2006

MOSCA - L’accordo ENI-Gazprom lo stava facendo Berlusconi: misteriosi bastoni tra le ruote, nel consiglio d’amministrazione dell’ente, l’hanno liquidato, o meglio ritardato fino alle elezioni e al cambio di regime a Roma.
Ora si capisce perché: l’accordo lo doveva fare Prodi.
Perché è un buon accordo, bilaterale, da Stato a Stato e non abbandonato al «libero mercato», secondo la tradizionale politica italiana - alla Mattei, da quel che si può capire. «Le nostre relazioni nel campo dell’energia non sono più quelle tra venditore e cliente», ha detto Prodi all’uscita dal Cremlino: «ora si tratta della presenza italiana sul mercato russo e della presenza russa sul mercato italiano».
Dal canto suo, Putin ha annunciato che Mosca osserverà l’Energy Charter (vedi sotto) «nei riguardi dell’Italia» (sottinteso: esclusi gli altri) senza nemmeno che il parlamento russo lo approvi.
La cosa ha stupito non poco Andrey Kolesnikov, il giornalista di Kommersant esperto del settore, che da settimane aveva sentito Putin e i suoi scagliarsi contro l’Energy Charter come «un documento che discrimina la Russia» e «in contrasto con il concetto russo di sicurezza energetica». (Maurizio Blondet)
Occhio alla tortura, può capitare anche a noi
20 giugno 2006
Con la scusa della necessità - combattere il terrorismo - in Europa ci stiamo abituando a tollerare l’intollerabile.
Il rapporto dell’europarlamentare svizzero Dick Marty accusa a chiare lettere vari Paesi ritenuti civili (Inghilterra, Germania, Svezia) fra cui quello in cui viviamo, l’Italia, di aver consegnato alla CIA dei detenuti in propria custodia, di aver fornito informazioni su persone che poi la CIA ha sequestrato e portato in «carceri segrete» non segnate sulle carte geografiche, nell’Est o in Paesi islamici, dove i malcapitati sono interrogati sotto tortura, di aver permesso l’atterraggio degli aerei della CIA dedicati a questi trasferimenti, senza far domande.
Sento già l’obiezione: ma quelli sono terroristi, sono musulmani sospetti delle peggiori nefandezze, non è il caso di stare a sottilizzare.
Il fatto è che «non sappiamo» chi siano questi sequestrati, detenuti segreti, torturati.
Sappiamo di un cittadino tedesco, libanese di nascita, detenuto per mesi e rilasciato su richiesta del governo tedesco: il poveretto era stato arrestato solo per la faccia da medio-orientale che ha, ha subito maltrattamenti e torture, per mesi la sua famiglia non ha saputo nulla di lui. (Maurizio Blondet)
La realtà supera, ancora una volta, la fantasia!
20 giugno 2006

“Lo hanno arrestato come un bandito!”
Emanuele Filiberto di Savoia
“Ma un bravo poliziotto, che sa fare il suo mestiere,
sa che ogni uomo ha un vizio, che lo farà cadere…”
Francesco Dé Gregori – Il bandito e il campione
Primo di Aprile 2006: se qualcuno vi avesse avvicinato in strada, per chiedervi quali di questi tre eventi era il più probabile nei famosi “prossimi 100 giorni”:
Berlusconi perde le elezioni;
La Juventus finisce in serie B;
Vittorio Emanuele IV arrestato per associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione.
Avreste risposto con un’alzata di spalle : «Oh grullo, che stai a dire: Berlusconi lè belle che cotto, lo dicon anche i sondaggi…le altre son tutte bischerate…»
Invece viviamo nel più fantasmagorico cabaret planetario mai esistito, dove il gioco delle parti è oramai la regola e non l’eccezione: i re gestiscono un giro di puttane e i grandi capitalisti un giro di arbitri; le une e gli altri – dobbiamo ammetterlo – sono figure di grande potere, giacché amministrano i più amati aspetti ludici dell’esistenza, gioco e sesso.
Forse il regal rampollo è soltanto un giocherellone, un player che si era messo “in affari”: chi lo arresta? Un giudice, ovviamente, che però si chiama Woodcock – quasi Woodstock – un magistrato italiano che, per rispettare i canoni della commedia, assume un nome anglosassone, fugando così definitivamente i sospetti che durante la Seconda Guerra Mondiale – mentre i poveri alpini crepavano gelati in Russia – la monarchia italiana facesse pappa e ciccia con quella inglese.
Ma la storia non finisce nemmeno qui: poteva mancare il giornalista-profeta che aveva intuito tutto?
In anni lontani, quando in paesi come il Sudafrica c’erano regimi dichiaratamente razzisti e la comunità internazionale aveva dovuto – almeno pro-forma – sottoporli all’embargo sull’acquisto di armi, il nostro reale rampollo divenne rappresentante della Agusta (sì, quella degli elicotteri) e, non si sa come, riuscì ad aggirare – forse grazie alle sue nobili origini – le maglie dell’embargo.
Risultato? Tanti begli elicotterini made in Venegono (Varese), con le nere mitragliatrici ai portelli laterali, pronte a colpire chiunque si ribellasse ad un regime che lasciava morire per terra la vittima di un incidente stradale se non arrivava l’ambulanza esattamente correlata al gruppo razziale d’appartenenza del ferito. (Carlo Bertani)
La "conversione" di Licio Gelli
19 giugno 2006
Giù le mani da Previti e Cossiga. Dopo l’ironico corsivo del Foglio, che ha così commentato il “passaggio” di Licio Gelli al centrosinistra sancito dalla prolusione di Linda Giuva D’Alema all’Archivio di Stato di Pistoia, siamo andati ad incontrare il venerabile riconvertito ai valori no global. Il quale dice basta non solo alla guerra in Iraq ma anche alle missioni in Afghanistan e Kosovo, spingendosi a chiedere lo smantellamento delle basi Nato in territorio italiano. E parla per la prima volta del suo stretto rapporto con alcuni piduisti eccellenti.
Era nell’aria, ma solo oggi se ne ha piena conferma: la campagna acquisti del centrosinistra che ha dirottato sulle sponde uliviste uomini come Ugo Intini, Domenico Fisichella e, giù giù nel napoletano, il forzista Sergio De Gregorio, mette a segno un colpo da Maestro (è il caso di dirlo) portando a casa un nuovo, valoroso “compagno”, che oggi rilascia interviste ispirate al pensiero no global. Anche perchè lui, quando le cose le fa, preferisce farle fino in fondo. Quindi, se decide di passare a sinistra, ne sposa senza esitazioni le istanze più radicali. Acciacchi permettendo, aspettiamoci d’ora in poi di ritrovarlo a marciare confuso in un corteo di no Tav e, soprattutto, di vederlo scendere in campo per fermare la guerra in Iraq.
Ma certo, stiamo parlando proprio di lui, del Gran Maestro Licio Gelli, fresco di conversione ai valori dell’Unione dopo ottant’anni di onorata militanza nel fronte massonico-conservatore costellato da sospetti di stragismo. Dopo lo storico ribaltamento di fronte, sancito a febbraio dalla donazione all’archivio di Stato pistoiese della parte “presentabile” dei suoi cimeli e la stretta di mano con Linda Giuva D’Alema, autrice dell’altisonante prolusione in veste di archivista, abbiamo chiesto al Venerabile un incontro ravvicinato per capire se la nuova appartenenza ideologica facesse emergere umori, ma soprattutto notizie inedite, sugli scenari politici in atto e sulla recente storia del Paese. (Rita Pennarola)
Trasmissione di LaRouche in internet
del 9 giugno 2006
18 giugno 2006

LaRouche ha fatto del ruolo e della figura di Rohatyn nella distruzione dell'industria USA uno dei temi centrali della conferenza tenutasi a Washington il 9 giugno e trasmessa su internet. Tra gli ospiti d'onore in sala un settantina di politici e sindacalisti, molti dei quali hanno poi animato un'intensa discussione. L'eroina dei diritti civili dei neri d'America Amelia Boynton Robinson, presidente d'onore del movimento Solidarietà, ha rivolto un appello molto diretto al pubblico americano e internazionale.
Normali cronache del Quarto Reich
17 giugno 2006
GAZA - Una famigliola sulla spiaggia di Gaza che fa il picnic; una nave da guerra israeliana compare nel mare e la bombarda.
Sette morti di tre generazioni, fra cui tre bambini.
E’ accaduto il 9 giugno, ma naturalmente, poiché il forte ha tutta la forza, anche quella di imporre sui media la sua menzogna, la verità è oscurata dalla versione del malvagio regime giudaico: «forse» è stato Hamas, questi islamici sono folli e irrazionali.
Invece il più ovvio cui prodest salta agli occhi: Hamas, il gruppo «terrorista», l’irrazionale, stava comportandosi in modo fin troppo ragionevole e moderato.
Da 18 mesi mantiene una tregua unilaterale, nonostante i continui attacchi, assassinii e provocazioni israeliane, nonostante lo strangolamento economico e la miseria crescente.
Ha persino proposto una tregua di mezzo secolo, purchè Israele accedesse a qualche negoziato coi palestinesi.
Contrariamente alla menzogna infinitamente ripetuta Ismail Hanyeh, il capo del governo di Hamas, legittimato dal voto del suo popolo, s’è impegnato a riconoscere lo Stato ebraico, purchè esso riconosca il diritto all’esistenza di uno Stato palestinese, e torni nei confini del 1967 come ripetutamente richiesto dall’ONU e dal diritto internazionale. (Maurizio Blondet)
Ramadi come Falluja, altro martirio
16 giugno 2006
IRAQ - Sopra Ramadi è cominciato l’attacco aereo.
I caccia bombardieri solcano il cielo.
Decine di migliaia fra marines e «soldati» del nuovo esercito iracheno, ossia miliziani sciiti e squadroni della morte, convergono sulla città.
Gli altoparlanti americani avvertono la popolazione (questa capitale della provincia di Anbar ha 50 mila abitanti più di Falluja) del «forte attacco imminente».
Decine di migliaia di abitanti restano tuttavia nelle loro case, non sapendo dove andare e temendo le milizie sciite.
Ma ormai da settimane, in realtà, Ramadi viene strangolata.
Al modo in cui Israele soffoca i palestinesi di Gaza.
«Ramadi è stata privata di acqua, luce, telefoni e altri servizi da circa due mesi», ha detto un visitatore della città al giornalista iracheno Dahr Jamal. (Maurizio Blondet)
Bilderberg 2006: da Ahmadinejad a Putin e Chavez
16 giugno 2006
Il gruppo elitario Bilderberg si è riunito dall’8 all’11 giugno 2006.
Il lussuosissimo albergo scelto è stato il Brook Street Resort appena fuori Ottawa.
Circa 120 membri, tutti appartenenti alle più alte sfere della finanza, dell’industria e dell’economia si sono incontrati per discutere e decidere - bevendo dell’ottimo champagne - le linee guida da far poi mettere in pratica ai “camerieri dei banchieri”, cioè ai politici.
Quest’anno si sono scervellati, tra le altre cose, nel trovare una “soluzione” ai grossi problemi chiamati: Ahmadinejad, Chavez e Putin.
Il presidente iraniano, definito dai media l’Hitler del Terzo millennio, ha la grossa responsabilità di aver inaugurato la prima borsa regionale indipendente del petrolio al mondo. Se ne è parlato parecchio di questa borsa, ma poi non si è saputo più nulla. Ebbene, la borsa che avrebbe accettato euro al posto di dollari, è stata effettivamente aperta il 21 marzo 2006 nella città di Asslavieh[1], definita per questo la “capitale energetica della Repubblica islamica”.
Ma le grandi compagnie straniere occidentali l’hanno disertata a causa delle tensioni create ad hoc dall’amministrazione statunitense con la crisi (ovviamente inventata) del nucleare bellico. Il direttore Mohammad Javad Asemipour, responsabile della nascente piazza di scambio del greggio, si è dimesso proprio a causa di questo flop, e sarà sostituito probabilmente da Mehdi Karbasian, un economista molto vicino all'ex presidente Ali Akbar Hashemi Rafsanjani[2]. Ricordo che l’idea della borsa indipendente non è di Ahmadinejad, ma risale a due anni fa, quando alla guida c’era Mohammad Khatami.
E’ la borsa regionale il problema che sta mettendo l’Iran nel centro del mirino di missili e caccia (ricordo che due portaerei statunitensi e una francese si sta dirigendo proprio nel Golfo…). Il nucleare bellico iraniano c’entra come c’entravano le armi di distruzione di massa di Saddam: semplici scusanti per l’intervento armato.
Pensate ad una borsa petrolifera che accetta euro al posto di dollari; pensate a Eurolandia, Cina e moltissimi altri paesi, che potrebbero diversificare le enormi riserve di dollari; e pensate soprattutto ad un dollaro che si sta svalutando sempre più. Il tutto condito da una situazione economica statunitense da pre ‘29.
Se i dollari venissero rimessi nel mercato (e Cina e Russia lo stanno già facendo), gli Stati Uniti non riuscirebbero a riassorbire i miliardi causando una iperinflazione. Possono permettere un simile scenario? Assolutamente no! (Marcello Pamio)
Chi viene a conoscenza del Signoraggio, tramite Internet...
15 giugno 2006
Chi viene a conoscenza del Signoraggio, tramite Internet, riceve una forte impressione con reazioni che possono andare dallo sdegno all’odio.
Venire a sapere che il Debito Pubblico è creato dalla incredibile concessione degli Stati a organizzazioni private, (Banche Centrali con soci privati), di emettere a costo tipografico monete cartacee, acquistate dagli Stati al valore nominale, superato il primo momento di stupore, genera profonde reazioni emotive: è come se in un istante ci crollasse addosso il Mondo.
Pensando alla immensa potenza economica di tali organizzazioni (Il capitale della Banca d’Italia supera di più del 20% l’ammontare dell’intero Debito Pubblico Italiano), si percepisce un senso di impotenza e ci si domanda come mai i Politici non trattano questo argomento, ma si occupano di cose che in confronto sono bazzecole.
Eppure questo problema è stato sviscerato da personalità quali Douglas, Louis Even ed altri, e da vari decenni dal Prof. Auriti, ma i Cittadini sanno solo ciò di cui parla la Televisione e la Stampa.
I Politici o ignorano la problematica del Signoraggio ed allora sono inadeguati alle funzioni che vogliono svolgere, oppure la conoscono e tacciono per quieto vivere. (Nicolò Giuseppe Bellia)
Comitato per la salvaguardia del Golfo di Trieste
14 giugno 2006
Oggetto: Pericoli del gas naturale liquefatto per la popolazione
Vi informiamo in merito al progetto di collocare due rigassificatori di GNL (gas naturale liquefatto) nel golfo di Trieste uno off-shore della ENDESA ed uno terrestre nel vallone di Zaule di GAS NATURAL.
Il GNL è un idrocarburo fossile, è un gas naturale (principalmente costituito da metano) raffreddato a circa -160°C . Il raffreddamento a -160° permette che 600 litri di gas siano condensati in circa 1 litro di liquido GNL. Il liquido viene poi immagazzinato in grandi contenitori isolati termicamente. Le tipiche gasiere di GNL usate oggi sono lunghe più di tre (3) campi di calcio, sono alte dodici (12) piani e contengono 123,42 milioni di litri di GNL che equivalgono a 74 miliardi di litri di gas.
Ecco cosa può accadere ad una nave gasiera Al largo di Hong Kong da due giorni sta bruciando una nave gasiera, la Gaz Poem, che trasporta 20mila tonnellate di metano. La nave potrebbe saltare in aria con conseguenze allarmanti. Il vento finora ha tenuto le fiamme lontane dal serbatoio della metaniera, che è ancorata a 38 chilometri dalle coste di Hong Kong. L'equipaggio, 34 persone, ha abbandonato la nave domenica mattina, dopo che l'incendio è esploso nella sala macchine. A causa della violenza del rogo e del rischio di una esplosione, per tutta la giornata di ieri i vigili del fuoco non sono riusciti a avvicinarsi alla nave che batte bandiera panamense. Un funzionario della capitaneria di porto di Hong Kong ha confidato che le autorità sperano che l'incendio possa esaurisi da solo complice anche il forte vento e le intemperie. Ma è una scommessa pericolosa. Dal "Giornale di Brescia" del 26 novembre 2002 |
|---|
Il terminal off-shore che si vorrebbe realizzare davanti alla costa tra Grado, Pirano e Trieste dovrebbe contenere 320.000 metricubi di GNL che equivalgono a 320 milioni di litri di GNL, che equivalgono a 192 miliardi di litri di gas. La capacità annua sarebbe di 8 miliardi m3/anno con 85 navi anno, circa una ogni 4 giorni.
Il terminal gas terrestre che si vorrebbe realizzare a Trieste nell’area ex Esso, dovrebbe contenere 300.000 metricubi di GNL che equivalgono a 180 milioni di litri di GNL in due serbatoi, a fianco del terminale della SIOT, dei depositi costieri e del termovalorizzatore dell’ACEGAS. Il pontile di attracco delle metaniere risulterebbe proprio all’ingresso del canale navigabile. Pure questo impianto avrebbe una capacità di 8 miliardi m3/anno, con l’arrivo di circa 110 navi anno per un arrivo di una ogni 3 giorni. Ricordiamo che per la legge Seveso 2, alla quale questi impianti sono considerati a rischio di incidenti rilevanti, riportando il concetto di “effetto domino” cioè di maggiori pericoli derivanti dalla vicinanza di altri impianti pericolosi ( Depositi costieri di Trieste e Muggia, Alder, Linde Gas, Servola Spa, GTS, Si.lo.ne Srl, SIOT Spa )
Dal Britannia alle liquidazioni
13 giugno 2006
Rinascita www.rinascita.info del 5 giugno 2006
L’allievo prediletto del fu, dello scomparso, professor Caffè, il Gran Timoniere del Sacco d’Italia, e cioè di quelle privatizzazioni e “liberalizzazioni” (sic) che hanno di fatto azzerato ogni partecipazione e vigilanza pubblica - e cioè di tutti noi - sulle aziende strategiche, fondamentali, nazionali (dall’energia alle telecomunicazioni, dai trasporti alle banche), mercoledì ha parlato.
Il “primo giorno” di Henry Paulson quale nuovo segretario al Tesoro Usa, è stato dunque anche il “primo giorno” dell’ex direttore generale del Tesoro italiano, del delfino di Ciampi.
A Washington l’amministratore delegato di Goldman & Sachs, a Roma il direttore generale della stessa banca d’affari nonché vicepresidente della Goldman & Sachs International.
A Washington Paulson va al timone del Tesoro - come dichiarato dal suo presidente, Bush - ''grazie a un'intima conoscenza dei mercati finanziari” e e cioè a dettare il ribasso del dollaro per bloccare ulteriormente le esportazioni dai Paesi dell’euro.
A Roma Draghi ha dettato, di pari passo, gli ultimi accorgimenti per sfasciare lo stato sociale: la rapina del tfr da investire in borsa sotto l’etichetta di “fondi pensione”, il completamento delle svendite di Stato, l’assenso preventivo - chiamato “indifferenza” - sulle fusioni tra istituti bancari e cento altre riforme finanziarie di struttura.
Beppe Grillo a rapporto da Romano Prodi
13 giugno 2006
![]() |
|---|
Il giorno 8 giugno il comico Beppe Grillo si è recato a palazzo Chigi, nella foto la stretta di mano tra i due, uno mascherato con occhiali scuri e l'altro che guarda altrove, a detta del Sciur Beppe, avrebbe consegnato le proposte discusse nel suo blog, noi crediamo che sia andato a fare il punto della situazione ed a prendere ordini, inoltre abbiamo scoperto dov'era il Sciur Beppe il 2 giugno 1992, a presto rivelazioni eclatanti. (staff-signoraggio.it)
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=808842&Sectionid=5&Editionid=5
http://www.iltempo.it/Approfondimenti/index.aspx?id=808839
http://www.quicasa.it/articolo/680.html
http://www.quicasa.it/articolo/684.html
Orfani del Monopoli di tutto il mondo: unitevi!
12 giugno 2006
Sarà proprio vero che il petrolio sale di prezzo? Non sarà, per caso, che siamo noi occidentali a “scendere”?
“Essenza, benzina o gasolina,
soltanto un litro: in cambio ti do Cristina.
Se vuoi la chiudo pure in monastero,
ma dammi un litro d’oro nero!”
Rino Gaetano – Spendi spandi effendi – 1977
Negli ultimi anni gli analisti economici internazionali attendono il crollo dell’economia mondiale, poiché la situazione economica della maggior potenza mondiale – gli USA – è prossima alla bancarotta: complesse alchimie finanziarie cercano di coprire ciò che oramai non è più possibile nascondere (a meno d’essere degli assidui fan dell’informazione di regime).
Con simili abissi di debiti – che comprendono il saldo con l’estero, il deficit di bilancio statale e l’indebitamento delle famiglie – non si tratta di stabilire “se” avverrà, ma “quando” avverrà. Insomma, il re è nudo ed oramai sono in tanti a gridarlo.
I recenti, violenti squilibri fra le monete e l’oro indicano non più il nervosismo del mercato, bensì una fase oramai parossistica, da “esaurimento nervoso” dell’economia internazionale. (Carlo Bertani)
Vladimir Putin e l’ascesa del petro-rublo
10 giugno 2006
“Se, un giorno, i maggiori produttori di greggio domandassero euro in cambio dei loro barili, avremmo l'equivalente finanziario di un attacco nucleare”.
[ Bill O' Grady, A.G. Edwards ]
La Russia ha in mente un attacco preventivo agli Stati Uniti, di tale portata da far innescare un crack del mercato ed un disastro economico in America.
Il 10 di maggio, durante il suo discorso al Parlamento sullo Stato della Nazione, il Presidente Vladimir Putin ha annunciato che la Russia renderebbe il Rublo “internazionalmente convertibile”, così da poterlo utilizzare nelle transazioni riguardanti petrolio e gas naturale. Al momento, il petrolio viene esclusivamente valutato in dollari. L'annuncio di Putin risuona come un annuncio di guerra.
Se la Russia dovesse proseguire il suo progetto di conversione, le banche centrali, attraverso l'Europa e l'Asia, ridurrebbero i loro depositi in dollari spedendo miliardi di biglietti verdi in surplus verso gli Stati Uniti. I contraccolpi sull'economia americana non possono che essere catastrofici, gettando il paese in profonda depressione se non in recessione: gli Stati Uniti non sarebbero in grado di ri-assorbire i miliardi di dollari al momento in circolazione per le transazioni legate al petrolio senza entrare in un violento circolo di iper-inflazione.
E' rimorto Al Zarkawi
9 giugno 2006
BAGHDAD - Proprio quando la storia della strage compiuta dai Marines ad Haditha comincia ad occupare le prime pagine.
Giusto nel momento in cui Bush al più basso dei sondaggi, e Rumsfeld apertamente deriso dai media per la sua gestione della guerra, avevano bisogno di esibire un successo, anche piccolo.
Ed esattamente nel giorno in cui il parlamento iracheno sotto occupazione ha accettato i candidati ministri della Difesa e degli Interni proposti dal primo ministro, Nuri Al Maliki, il quale aveva appena dichiarato di voler schiacciare l'insorgenza sunnita in Iraq.
Proprio in questi momenti, giustappunto, gli americani hanno ammazzato Al-Zarkawi.
Ammazzato da due F-16 che hanno tirato bombe di precisione, dato che, come ha spiegato la CNN, i Marines non erano in posizione giusta.
Sul posto, i soliti abitanti del luogo hanno mostrato le macerie, un orsacchiotto di pezza e un sandalo da bambino, giurando che nelle case distrutte non c'erano terroristi, ma donne e ragazzini. Ma l'apparato militare USA ha esibito la prova suprema: una foto in primo piano della faccia di Al Zarkavi.
Forse una foto scattata dagli aerei?
Seguirà analisi del DNA.
In ogni caso, nella foto pare proprio una faccia morta.
Speriamo. (Maurizio Blondet)
Perchè oggi la BCE ha alzato il tasso di sconto? Annunciando ulteriori aumenti a breve?
8 giugno 2006
Per ridurre la folle ripresa economica europea da loro stessi paventata, quindi sono degli ignobili strozzini, nemici del popolo, perchè vogliono ostacolare la ripresa? Perchè vogliono ridurre il denaro in circolazione?
Per ridurci in povertà, alla fame!!
Questi, oltre ad essere strozzini, sono terroristi.
In arrivo la grande stangata firmata Prodi
8 giugno 2006
Avete un'auto datata, non euro 4? Ci pensa lui a farvela rottamare, l'individuo delle lobbies bancarie e delle multinazionali. Noi invece siamo uomini, preferiamo cercare l'energia negata, per le nostre automobili, per le nostre case, per le nostre imprese.
![]() |
|---|
![]() |
|---|
Hispanico cercasi
8 giugno 2006
Anche le strappone che fanno marketing lungo i marciapiedi delle strade si sono ormai uniformate alla strepitoso ricorso al credito al consumo, alcune di loro propongono campagne pubblicitarie veramente stuzzicanti della serie «trombami oggi e paghi a rate a cominciare da Gennaio 2007» consentendo così di poter aumentare il fatturato dei propri servizi pur in un momento di contrazione di mercato.
Grazie a queste sensazionali opportunità adesso è possibile consumare subito il rapporto sessuale senza preoccuparsi delle successive conseguenze debitorie. (Eugenio Benetazzo)
Esercitazione segreta in USA
7 giugno 2006
Il 19 giugno, migliaia di funzionari dell’amministrazione e di 50 agenzie federali saluteranno le famiglie, riempiranno una valigetta secondo le istruzioni (obbligatori torcia elettrica, una confezione di detersivo e due asciugamani) e si dirigeranno verso i bunker pre-determinati: comincerà così la più grande esercitazione mai condotta di «continuity of government» - volta ad assicurare l’ininterrotta gestione del potere sotto attacco terroristico e nucleare (1).
Un indizio in più che un attentato «islamico», così necessario per giustificare l’aggressione all’Iran, si starebbe avvicinando.
L’esercitazione (Forward Challenge 2006) va compresa nel quadro di un ampliamento straordinario di procedure risalenti agli anni ‘50, quando la presidenza Truman approntò una serie di rifugi dove il governo americano avrebbe continuato ad operare sotto attacco atomico.
Le viscere rocciose di Mount Weather, sulle alture del Blue Ridge in Virginia, furono scavate per ricavarne immensi bunker attrezzati con apparati di sopravvivenza e comunicazione, dove avrebbero trovato riparo la maggior parte delle agenzie e dei ministeri.
Per il Congresso fu approntato nel West Virginia un hotel apposito, il Greenbrier, sotto il quale fu costruita tutta una rete di cunicoli e rifugi corazzati.
Gli Stati Maggiori riuniti si sarebbero rifugiati nel sottosuolo granitico di Raven Rock, o Sito R, presso Camp David.
Subito dopo l’11 settembre, la Casa Bianca ha rispolverato il piano imprimendogli
un significato più allarmante.
Dapprima, ordinando ad un centinaio di funzionari del più alto livello di vivere e lavorare a rotazione fuori Washington in località segrete, pronti a subentrare al governo in caso di emergenza, irreperibilità o impossibilità del presidente.
Poi, a poco a poco, tutte quante le funzioni di governo sono state coinvolte: dal dipartimento dell’Istruzione all’agenzia per le piccole industrie, dagli archivi nazionali fino all’ufficio-brevetti e al controllo e registro passaporti.
Insomma non più un apparato leggero per emergenze passeggere, ma l’intero governo e la normale amministrazione diventano segreti e operano dai bunker.
Uno scenario da colpo di Stato permanente. (Maurizio Blondet)
Il terrorismo di Oriana Fallaci
7 giugno 2006
L’Alzheimer colpisce più le donne che gli uomini!
Non si sa perché, ma a confermarlo sono i risultati di una ricerca pubblicata su l’Archives of General Psychiatry[1].
Oriana Fallaci, giornalista, scrittrice, politologa, esperta di religioni, di odio razziale e maestra suprema nel fomentare lo scontro di civiltà, soffre di “demenza senile”? Non si sa con esattezza, ma la cosa certa è che le sue ultime dichiarazioni fanno pensare a seri disturbi mentali...
Dopo affermazioni - per certi versi anche condivisibili - su Prodi e Berlusconi, definiti «due fottuti idioti»[2](«fucking idiots»), dopo essersi scagliata assurdamente contro i messicani che manifestano in piazza con la loro bandiera, il suo accanimento ha preso la consueta strada dell’Islam e dei musulmani in generale.
L’autrice di “La rabbia e l’orgoglio” poteva farsi mancare un po’ di rabbia? Assolutamente no!
Questa volta però le sue farneticazioni hanno raggiunto e superato il penalmente perseguibile: ha detto infatti di voler “far saltare in aria il luogo di culto islamico” di Colle Val d’Elsa in provincia di Siena, e minacciato di costituire una “associazione con finalità di terrorismo internazionale”.
Qualcuno potrebbe anche pensare che il prolungato isolamento della “vecchietta” in un grattacielo di New York potrebbe averle procurato qualche danno cerebrale, ma le cose forse non stanno così.
La Fallaci, e i suoi veleni trovano sempre spazio nei media ufficiali, in particolar modo in quelli gestiti da Ferruccio de Bortoli (direttore del “Corriere della Sera” quando ha pubblicato gli abstract del suo libro e direttore editoriale RCS quando ha lanciato il suo libro), perché sono funzionali. Ma funzionali per chi?
Ovviamente per coloro che da sopra la scrittrice fiorentina hanno tutti gli interessi a fomentare l’odio razziale e lo “scontro di civiltà” in un momento storico caldissimo. (Marcello Pamio)
Gli USA dietro il sequestro dei diplomatici russi?
6 giugno 2006
Sabato scorso a Baghdad.
Una Chevrolet Suburban.
L’auto si ferma a 400 metri dall’ambasciata russa, perché alcuni dei passeggeri - diplomatici di Mosca - vogliono comprare della verdura.
Compare un gruppo di uomini armati che bloccano il veicolo ed aprono il fuoco.
Vitali Titov, una delle guardie di sicurezza russe, viene ferito gravemente, e morirà poco dopo.
Gli armati prendono quattro dei diplomatici, li caricano a forza su un minibus e spariscono, mentre dall’ambasciata accorrono persone per dare una mano ai colleghi: troppo tardi.
Adesso, da Mosca si alzano varie voci che accusano i comandi USA di essere dietro il rapimento (1).
L’unica voce che accetta di darsi un nome è Abbas Halaf, che è stato ambasciatore dell’Iraq a Mosca.
«Gli USA vogliono punire la Russia per le sue attività nella regione e specialmente in Iraq».
Ed ha ricordato un «incidente» avvenuto ai primi di aprile 2003: nei primi giorni dell’invasione americana, una colonna di auto con il personale dell’ambasciata moscovita a Baghdad, che stava abbandonando il Paese, fu attaccata a mitragliata da truppe USA praticamente al confine con la Siria.
Gli americani parlarono di un «errore», anche se le auto avevano ben visibili le bandiere e i contrassegni diplomatici.
Ci furono diversi feriti gravi.
Calipari non fu il primo a subire gli «errori» dei gloriosi Marines. (Maurizio Blondet)
Il MI6 domina il commercio mondiale della droga
6 giugno 2006
Potrà essere una rivelazione per molte persone il fatto che il commercio globale della droga è controllato e gestito dalle agenzie di spionaggio. In questo traffico mondiale di droga, l’intelligence britannica regna sovrana. Come sanno bene le persone informate su questo argomento, MI5 e MI6 controllano molte delle altre agenzie di spionaggio al mondo (CIA, MOSSAD, ecc..) in un’ampia rete di intrighi e corruzione che ha la sua base di potere globale nel “miglio quadrato” della City di Londra. Il mio nome è James Casbolt ed ho lavorato per il MI6 in “operazioni occulte” di traffico di cocaina con l’IRA ed il MOSSAD a Londra e Brighton fra il 1995 e il 1999.
Il Bilderberg riunito: cosa deciderà per noi?
5 giugno 2006
Anche quest’anno James Tucker è riuscito a sapere dove e quando si riunirà il gruppo Bilderberg: nel lussuoso albergo Brook Street Resort, appena fuori Ottawa, dall’8 all’11 giugno.
Tucker è un giornalista dell’American Free Press e ha dedicato la vita a carpire qualche segreto del Bilderberg, il segretissimo consesso dei potenti euro-americani.
A questo club esclusivo, fondato nel 1954 dai Rockefeller e da Bernardo d’Olanda per fare affari nell’ambito della NATO (il principe Bernardo fu coinvolto nello scandalo Lockheed) si accede solo per inviti.
Gli invitati sono un centinaio o poco più fra i maggiori capitalisti, banchieri e miliardari vari dell’Occidente, con il loro seguito di servitori di lusso: ossia politici, analisti strategici, sindacalisti di riferimento.
Ogni anno si trovano in un posto diverso, guardato da un muro impenetrabile di guardie private. Regolarmente, apre il convegno la regina d’Olanda, Beatrice.
Alla fine, nessun comunicato stampa.
I giornalisti non sono graditi.
Salvo qualcuno, gradito a lorsignori perché tiene la bocca chiusa.
David Rockefeller, membro permanente del Bilderberg, ringraziò questo tipo speciale di giornalisti muti nel ‘91 con queste parole: «ci sarebbe stato impossibile sviluppare il nostro progetto per il mondo se fossimo stati sotto i riflettori mediatici in tutti questi anni».
Ma grazie agli eletti amici della stampa, aggiunse, «il mondo oggi è più sofisticato e preparato ad avanzare verso un governo mondiale. La sovranità sovrannazionale di banchieri mondiali ed un’èlite intellettuale è preferibile all’autodeterminazione praticata nei secoli passati». (Maurizio Blondet)
Nei secoli fedeli
5 giugno 2006
Non v'è parola che suoni bene sulle labbra dei re come la parola "perdono".
William Shakespeare – Riccardo II – Atto V, Scena III
Dall’Iraq si susseguono notizie di massacri contro cittadini inermi, famiglie sterminate all’interno delle loro case con l’esplosivo, ragazzini ammazzati come cani agli angoli delle strade. Perché si giunge a tanto?
Eppure, i giovani soldati americani che sparano non sono dei marziani e neppure dei selvaggi analfabeti: sono persone come noi, che prima di pattugliare le polverose strade irachene navigavano in Internet seduti alle loro scrivanie d’adolescenti, corteggiavano le ragazze, giocavano a baseball od a soccer.
Come può avvenire la brutale trasformazione che rende un giovane aperto alla vita un assassino? Cosa muta nel suo animo per condurlo a varcare i confini della comune morale e scatenare gli impulsi del sangue? (Carlo Bertani)
2 giugno Festa della Repubblica Italiana Occupata Militarmente ( da oggi "R.I.O.M." )
2 giugno 2006
![]() |
|---|
vedi articolo: 25 aprile, discutibile anniversario della liberazione
C'è un complotto per negare i complotti
2 giugno 2006
Non c’è nessun complotto nella storia.
Mai.
L’11 settembre 2001, l’immenso tragico attentato, è opera di Al Qaeda.
E’ normale, dopo aver frequentato una scuola di volo e non aver imparato, a detta degli istruttori, nemmeno a pilotare bene un apparecchietto da turismo, mettersi alla cloche di un colossale Boeing e colpire tre su quattro bersagli determinati.
E’ normale che due grattacieli d’acciaio alti mezzo chilometro, colpiti «lateralmente» da aerei, cadano in modo perfettamente «verticale»; e che ne cada un terzo, l’edificio 7, mai colpito da alcun aereo, nella stessa perfetta verticalità.
E’ normale che qualcuno, sei o sette giorni prima dell’11 settembre, abbia speculato al ribasso sulle azioni delle due linee aeree che sarebbero state colpite dal disastro - di fatto scommettendo che sarebbero crollate in Borsa - con un volume di scambi superiore del 700% rispetto al consueto.
E’ normale che un Boeing lungo 50 metri e largo 44 non lasci traccia di sé sul prato del Pentagono, non strini nemmeno la verde erbetta, nulla.
E’ normale.
Chi si pone quelle domande è un complottista, un mattoide, un ossessionato.
(Maurizio Blondet)
Campionato del mondo col botto?
31 maggio 2006
Il calcio oramai è alla frutta, e quando dico frutta intendo proprio alla fine di tutto.
Dopo innumerevoli scandali che hanno coinvolto la politica, l’economia, la finanza, adesso è la volta degli sport miliardari: il calcio nella fattispecie.
Siamo passati da “mani pulite” ai “piedi sporchi” ai “fischietti d’orati”.
Un vero e proprio sistema canceroso, dove Luciano Moggi altro non è che uno dei tanti manovratori (a sua volta manovrato da coloro che stanno in alto…) che oggi non serve più, e perciò viene scaricato come il classico capro espiatorio.
Le cellule tumorali però sono ovunque: arbitri venduti e comprati a suon di mazzette e regali; giocatori che tra festine a luci rosse e bianche, fanno poi i divi in televisione; società sportive (dai bilanci falsificati) diventate Spa e quotate addirittura in borsa; giornalisti che conoscendo perfettamente il sistema non hanno mai denunciato nulla, perché ne facevano parte.
L’ho già detto e continuerò a dirlo: il Re è nudo!
E se non bastasse tutto questo, qualcuno parla di un possibile attentato in Germania durante il Mondiale di calcio!
Purtroppo non è uno scherzo, anzi, le fonti da cui arriva questa tremenda notizia sono serie e vanno prese in considerazione: i servizi d’intelligence israeliani e il leader democratico americano Lyndon LaRouche.
LaRouche ha avvertito pubblicamente il 24 maggio scorso che Bush e il suo controllore Dick Cheney, stanno pianificando un attacco militare preventivo contro l’Iran esattamente tra giugno e l’inizio di luglio. Tale allarme si basa su alcuni rapporti provenienti da fonti militari ad alto livello che mettono in allarme di “possibili attentati terroristici in Germania durante i mondiali di calcio”. Ma l’attacco all’ex Persia cosa c’entra con il Mondiale? C’entra eccome, e adesso lo vedremo… (Marcello Pamio)
Luci e ombre del governo Prodi
26 maggio 2006
Il nuovo governo Prodi si presenta in una luce contraddittoria. Nel discorso programmatico pronunciato il 19 maggio al Senato, Prodi ha presentato una svolta negli indirizzi di politica estera, sostenuta da una forte critica alla guerra in Iraq e alla “guerra al terrorismo”, anche se, verosimilmente, sulle modalità e i tempi del ritiro delle truppe cambierà poco rispetto a quanto era già stato deciso. Nella parte economica, ha presentato un programma all'insegna della globalizzazione. Nella nomina dei ministri egli ha fatto notevoli concessioni ai poteri extra-nazionali. La seconda fila però, vede una consistente presenza di sottosegretari che hanno appoggiato le iniziative e le proposte di Lyndon LaRouche.

Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, ex direttore della Banca d'Italia ed ex membro del board della Banca Centrale Europea, è un sostenitore del “cancro finanziario” inventato da Greenspan, cioè i derivati, fin dai primi anni Novanta. Inoltre egli condivide l'idea delle “nazioni fallite” teorizzata da Robert Cooper, consigliere di Toni Blair e sostenitore dell'Impero come miglior sistema politico nell'era della globalizzazione. Prima del voto, Padoa Schioppa aveva contribuito a stilare un promemoria per conto dell'Istituto Affari Internazionali, affiliato allo Institute for International Affairs di Londra, che dettava il programma di governo per chiunque avesse vinto le elezioni del 10 aprile. Il primo dei 15 punti del documento comanda “il consolidamento della partecipazione dell'Italia all'Euro”, chiedendo di “smetterla di lamentarsi sulla nostra partecipazione all'Euro o addirittura di paventare un'uscita”.
Sporchi trucchi delle Banche Centrali
25 maggio 2006
Il crollo dei mercati azionari mondiali è stato accompagnato da alcune manovre dietro le quinte che vale la pena di sottolineare.
E' ovvio che il calo del dollaro viene pilotato dalla Federal Reserve: così svaluta l’immenso debito americano, e screma il potere d’acquisto delle montagne di dollari in possesso di Cina, Giappone Germania ed altri esportatori, specie petroliferi.
I grandi detentori di dollari hanno tentato di resistere.
Tokio specialmente ha manipolato il cambio dello yen, perché un dollaro basso sottrae valore ai profitti degli esportatori nipponici e alle multinazionali che hanno comprato imprese in USA.
La Germania ha brontolato, perché un rafforzamento dell’euro danneggia il suo export.
Mosca ha minacciato di sostituire il dollaro come riserva.
Poi è arrivato l’ordine dal Bilderberg per bocca del suo membro Martin Wolf, direttore del Financial Times: «lasciate cadere il dollaro, altrimenti è il collasso globale!».
E tutti hanno ubbidito. (Maurizio Blondet)
Le interrogazioni parlamentari che non ricevono risposta
23 maggio 2006
Quando le interrogazioni parlamentari toccano argomenti scomodi, nessuno risponde
![]() |
|---|
Chemtrails
21 maggio 2006
Cari concittadini ci stanno avvelenando...
...siamo tutti, quasi morti!!
In Italia c’è molta disinformazione ma di scie ce ne sono in gran quantità, ogni giorno sopra l’Umbria, l'Abruzzo, la Campania, la Toscana, il Veneto, la Sardegna, la Lombardia, il Lazio, la Puglia, (quante ne sono rimaste?) c'è un'attività intessissima. (Basta pensare alle più di 120 basi Nato/Usa installate in Italia dopo la guerra persa.
Tra le poche voci che si sono alzate in Italia c’è quella degli abitanti della vallata Feltrina colpiti da un grave aumento dei casi di cancro dopo la comparsa delle scie. Si è arrivati ad un interrogazione parlamentare anche grazie all’abbondante documentazione filmata, realizzata dagli abitanti in un esteso lasso di tempo.
Purtroppo anche in questo caso il silenzio ci lascia perplessi. Il ministro Martino ha poi risposto dichiarando che le scie visibili sono frutto di "normali" attività di aerei. Chemtrails Italia
Anche in Francia Chemtrails France
L'Onorevole Teodoro Buontempo ci riprova !!
18 maggio 2006
La segreteria dell'Onorevole Teodoro Buontempo ci invia questa E-mail:
----- Original Message -----
From: "Buontempo Teodoro" <buontempo_t@xxxxxx.it>
To: <staff@signoraggio.it>
Sent: Thursday, May 18, 2006 6:58 PM
Subject: Moneta popolare. Signoraggio
Si invia la bozza della proposta di legge sulla moneta popolare dell'onorevole Buontempo presentata per la XV legislatura. Noterete che si tratta di una riscrittura della proposta della precedente legislatura con l'obiettivo della maggiore chiarezza e di incisività sul tema in oggetto, senza allargarsi a campi sicuramente collegati al tema del signoraggio che tuttavia portano il discorso in troppe direzioni a un tempo.
La proposta viene sottoposta oggi all'ufficio competente, sarà disponibile tra gli stampati alla fine della procedura di validazione, che richiede due, tre settimane; in vista di una eventuale discussione sono sempre graditi commenti e osservazioni.
Distinti saluti
Segreteria Onorevole Buontempo
Marco Lombardi
Aereo sul Pentagono? Giornalisti Vergognatevi!
18 maggio 2006
La categoria dei giornalisti, si sa, non si smentisce mai!
E’ arcinoto che i “signori delle novelle”, non rappresentano altro che il megafono - ben oliato - del Regime mediatico; ma quello che hanno avuto il coraggio di raccontare e far vedere in questi giorni ha raggiunto l’apoteosi: l’Assoluto!
Lo avete presentato come un filmato inedito rilasciato dal Pentagono e quindi come una “anteprima mondiale”. Mi riferisco a quei due fotogrammi che immortalerebbero il presunto Boeing del volo 77, andato a sbattere (secondo gli esperti) contro il Pentagono!
(Marcello Pamio)
[Immagini eloquenti sull'11 settembre]
Ali Babà e i Quaranta Ladroni
Ovvero: come ti trasformo i soldi in informazione e faccio in modo che l’informazione serva solo a far soldi.
16 maggio 2006
Il nostro – come affermò Sciascia – è un paese senza memoria e verità, ed io per questo cerco di non dimenticare.
Rocco Chinnici, giudice ucciso dalla Mafia a Palermo il 29 luglio del 1983
Da pochi anni stiamo assistendo al “boom” della “disinformazione”, soprattutto sul Web; qualche decennio or sono si chiamava ”controinformazione”, ma trent’anni fa non c’era il Web: non per questo non si cercava di contrastare le “sirene” di regime, anzi.
Uno dei più clamorosi eventi di controinformazione fu senz’altro la pubblicazione de “La strage di Stato”, apparso in libreria pochissimi mesi dopo la strage di Piazza Fontana. Grazie a quel libro, fu possibile inquadrare dal primo atto lo svolgersi della strategia d’attacco che il capitalismo internazionale stava mettendo in atto per proteggere le grandi ristrutturazioni dell’industria. Bisognava colpire su due fronti: da un lato l’enorme incremento di produttività che il superamento del fordismo generava non doveva essere ridistribuito, dall’altro le istanze di rinnovamento sociale portate avanti dai tanti movimenti dovevano apparire come sogni di mezza estate, utopie, pericolosi salti nel buio.
In quegli anni la tecnologia stava compiendo balzi da gigante e la rivoluzione dei chip informatici automatizzava i processi industriali, sostituendo intere catene di montaggio gestite dagli operai con robot e sistemi automatizzati. Pochissimi anni dopo sarebbe iniziata la rivoluzione informatica dell’amministrazione, non più gestita con archivi cartacei e registri ma con l’elettronica: entrambi i processi sono tuttora in corso.
Gli enormi incrementi di produttività che l’automazione industriale generò furono trasformati in capitali, non in beni destinati a chi li aveva prodotti: ciò condusse da un lato all’affermazione della finanza sul lavoro, dall’altro all’arricchimento dei finanzieri ed all’impoverimento dei lavoratori. (Carlo Bertani)
Ma passa da dietro!! (una curiosità da RAINEWS24)
14 maggio 2006
La curiosità: Draghi passeggia sotto Palazzo Grazioli, ma non entra
Il neo governatore della Banca d'Italia Mario Draghi cammina a piedi lungo Via del Plebiscito, ma quando e' ormai a pochi metri da Palazzo Grazioli, la residenza-ufficio di Silvio Berlusconi, i cronisti che stazionano li' davanti lo riconoscono, gira sui tacchi e si allontana.
I cronisti pero' lo inseguono e lo raggiungono, ma Draghi per parecchio non risponde alle loro domande continuando a fare una telefonata con il suo cellulare. Solo a distanza di sicurezza da Palazzo Grazioli parla ai giornalisti che insistono nel chiedergli se stava andando a far visita al premier. "Sto facendo una passeggiata solitaria per le strade di Roma - risponde il governatore - non mi capita spesso di venire nella capitale". Una versione poco convincente.
Roma, 30 dicembre 2005
Ahmadinejad: lost in traslator
12 maggio 2006
Ma se le dichiarazioni di Ahmadinejad che lo rendono il cattivone di stagione fossero state a) tradotte male e b) prese fuori contesto?
Era l’Ottobre dello scorso anno quando tornammo a casa, accendemmo la radio e sentimmo terrorizzati la notizia che il presidente Iraniano negava che l’ Olocausto fosse avvenuto e diceva che lo stato di Israele doveva essere cancellato dalla carta geografica. ‘Cristo’ pensammo, “questo pazzo si mette allegramente nelle loro mani con questo tipo di retorica”
Da allora “la crisi missilistica Cubana alla moviola”, come un accademico ha descritto l’imbroglio USA-Iran, è montata a grave allarme con l’articolo di Seymour Hersh sul New Yorker che riferisce che la Casa Bianca è pronta ad un bombardamento nucleare.
Quei bravi ragazzi global del Fondo Monetario Internazionale
8 maggio 2006
Siccome la situazione italiana non è molto distante da quella Argentina di qualche anno fa, proponiamo un articolo del 2002 che fa comprendere - se ancora ce ne fosse bisogno - il vero scopo del Fondo Monetario Internazionale...

Indovinello: Qual è la differenza fra Tony Soprano e il Fondo Monetario Internazionale? Risposta: nessuna, eccetto il fatto che Tony e i suoi compari mafiosi, che estorcono denaro e impoveriscono una manciata di persone nel New Jersey, sono personaggi televisivi; il FMI, invece, fa le stesse cose a centinaia di milioni di persone nel mondo reale.
L’ultima vittima in ordine di tempo dell'organizzazione è l’Argentina: la terza economia, per importanza, dell'America Latina è stata fatta deragliare dalle politiche del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che hanno già devastato popolazioni ed economie da Mosca a Jakarta riempiendo al contempo i forzieri delle banche e delle organizzazioni finanziarie.
E queste politiche sono state ideate proprio qui, negli USA.
Miliardi di Stato e bare tricolori
7 maggio 2006
Sarà allora D'Alema a recare «l'ultimo saluto» ai cosiddetti nostri ragazzi, gli alpini caduti in Afghanistan?
Forse, nelle more del mercato per il Quirinale, sarà ancora Ciampi.
In carica per l'amministrazione corrente, che comprende il «cordoglio ufficiale».
Come ipocrita Ciampi riesce meglio: toccherà con le mani le bare coperte dal tricolore, sembrerà (agli idioti, che sono i più) un vecchio padre affranto per i figli suoi perduti.
Com'è buono!
Ripeteranno i c...
Ma ha avuto il lavoro facile, coi primi morti in divisa.
Quando diverranno venti o quaranta o duecento, lo spettacolo falso del buon padre distrutto diventa impossibile.
La ripetizione frenetica delle pompose mestizie rischia effetti alla Petrolini.
E poi manca il tempo e la voglia di «presenziare», mettere corone, passare in rivista i picchetti. D'Alema, se sarà lui, darà un taglio.
Perché la guerra in Afghanistan produrrà altri morti.
E non in battaglie, ma per gli ordigni improvvisati a lato strada: basso costo, effetto demoralizzante sicuro.
E sempre meno improvvisati, poi: abbiamo visto a cosa riducono le corazzature presunte dei mezzi Fiat con cui abbiamo mandato là «i nostri ragazzi» tanto amati da Ciampi.
Abbiamo già provato come la Fiat armava i ragazzi nostri, con quali scatole di sardine, nella seconda guerra mondiale.
I nostri politicanti di sinistra, come quelli di destra, condividono la cieca convinzione che gli USA sono invincibili, quindi conviene servirli.
In Afghanistan, gli USA hanno già perso.
Le nostre truppe e gli altri europei dell'ISAF mantengono una finzione d'ordine nella sola Kabul, proteggono il governo fantoccio e spettrale di Karzai, il dirigente Unocal, la petrolifera californiana: a venti chilometri attorno, comincia la terra di nessuno.
Lì, operano gli americani.
Con puntate offensive dagli elicotteri e occasionali lanci di missili, ammazzando a casaccio assembramenti sospetti che spesso sono matrimoni, con donne e bambini.
Quando gli elicotteri degli omicidi ripartono, tutto resta come prima: poteri feudali, signori della guerra, mercanti d'oppio.
E talebani in ripresa.
Il presunto occupante non ha alcun controllo del territorio. (Maurizio Blondet)
Kabul: la bomba distrugge un autoblindo Puma italiano
5 maggio 2006
Se non lo avete capito, la missione ISAF da oggi la comandiamo noi Inglesi, è chiaro?
...scoppia la bomba che uccide 2 Alpini...
tanto per metterli tutti in riga questi Italiani, che fanno davvero le missioni di Pace!
...quanti nostri militari sani di mente dovranno ancora morire prima che un governo italiano sano di mente decida di ritirare le truppe dagli interessi delle compagnie petrolifere??
USA: già operativo l'esercito segreto
3 maggio 2006
WASHINGTON - Può accadere dovunque: in Indonesia o in Venezuela, ma anche in Italia.
Notte.
Berretti Verdi con visori notturni e pesantemente armati irrompono nella casa di un imam sospetto, di un giornalista ritenuto ostile, di un parlamentare, di un ufficiale delle nostre forze armate; ne sterminano la famiglia, incendiano l’appartamento, portano via l’uomo legato e con un sacco in testa.
Tutto questo è possibile.
Perché Donald Rumsfeld ha attuato il suo piano più ambizioso: un esercito segreto da lanciare in «rappresaglie rapide» e azioni di commando «antiterrorismo» in ogni paese del mondo, «al di là delle zone di guerra», e anche nel territorio di Paesi alleati.
Senza alcun limite legale.
L’esercito segreto, che è stato preparato negli ultimi tre anni, si chiama «Special Operations Command» (SOCOM) ed ha sede a Tampa.
Consta di 53 mila uomini, tutti dei corpi speciali, che saranno presto aumentati di altri 13 mila.
La nuova arma decreta e rivela il potere del Pentagono, ossia di Rumsfeld e dei suoi consiglieri israeliani (da Richard Perle a Michael Leeden), su ogni altra istituzione americana.
Il segno più chiaro che gli Stati Uniti sono dominati dagli autori di un colpo di Stato.
(Maurizio Blondet)
Tutti a Pecora
3 maggio 2006
La festa è finita. Vi siete divertiti, vi siete strafogati, avete cantato e ballato fino all’inverosimilie e vi siete indebitati. Adesso è il momento che cominciate ad aprire gli occhi ed a svegliarvi dal torpore innocente del tanto qualcuno ci penserà. Ma soprattutto è il caso che cambiate. Che vi cambiate. A cominciare proprio dalle mutande. Un copioso stock di mutande d’acciaio è il miglior investimento che potete fare per il vostro benessere e per la consistenza del vostro portafoglio nei mesi ed anni a venire.
Per chi fosse ancora imbambolato e intorpidito dal bombardamento mediatico del tubo catodico con i suoi pupazzetti e show strippacervelli, vi riassumo qui sotto l’attuale scenario planetario in termini di parametri e congiunture strutturali raggiunte:
Oggi è festa, EVVIVA!!
1 maggio 2006
Tutti i lavoratori oggi festeggiano, mi chiedo quanti di questi sono contenti del proprio lavoro, coloro che invece sono disoccupati si sentiranno un po' strani, alcuni avranno quel brutto senso di colpa, insomma, quando mamma ti guarda e ti dice "cercati un lavoro hai 35 anni siamo stufi di mantenerti, la pensione non basta più", si prova un senso di frustrazione, ma voglio dare una pacca sulla spalla a tutti i disoccupati oggi non è la festa dei lavoratori ma degli schiavi, a cui faccio tanti auguri di presa di coscienza.Buon primo maggio a tutti. (Giovanni Sandi)
Andreotti for President
29 aprile 2006

Per ben quattro volte al Senato si è votato per scegliere la seconda carica dello Stato.
I due sfidanti: da una parte l’ex sindacalista Franco Marini e dall’altra l’ex di tutto, Giulio Andreotti.
Andreotti è stato sette volte Presidente del Consiglio, otto volte Ministro della Difesa, cinque Ministro degli Esteri, due Ministro delle Finanze, del Bilancio e dell’Industria, una sola volta Ministro del Tesoro e dell’Interno, e per ultimo, ma non per importanza, vicino alla mafia, ma questo solamente una volta e fino al 1980! (Marcello Pamio)
25 aprile, discutibile anniversario della liberazione
25 aprile 2006

Anni fa discutevo spesso con un mio amico piu' grande, purtroppo 13 anni fa un infarto lo ha portato sotto terra, durante una discussione sulla seconda guerra mondiale disse: "il 25 aprile anniversario del passaggio da un'occupazione all'altra, altro che festa della liberazione!!"
Scoppia il turismo
24 aprile 2006

3 esplosioni devastanti in Egitto ci confermano le acute previsioni della Etleboro, gli obbiettivi non sono quelli indicati che rimangono sempre nella lista dei probabili.
Gli effetti mediatici di questi tre attentati eseguiti in perfetta sincronia lo sono eccome.
L'Egitto paese che ha fondato una parte importante della propria economia sul turismo è per la seconda volta colpito al cuore, il FMI gongola sapendo che un'economia in ginocchio altro non può fare che indebitarsi ulteriormente, poi sappiamo tutti che cosa sia AL QUEDA e per chi non si è ancora levato le spesse fette di salame dagli occhi fornite dai media mondiali al servizio dei soliti ignoti bombaroli, proponiamo la pillola rossa fornita gratuitamente da ETLEBORO ITALIA. [Giovanni Sandi]
21 Aprile: chi è il vero capo della mafia?
21 aprile 2006
Quando Giovanni Falcone cominciò ad interrogare Don Masino Buscetta sui collegamenti mafia-politica-poteri forti, questi, che fino a quel momento aveva collaborato al di la di ogni aspettativa, si rifiutò di rispondere e si giustificò dicendo: "signor giudice, io di questo non parlo, perché se lo facessi metterei a rischio la sua vita".
La strategia anglo-americana dietro le privatizzazioni in Italia: il saccheggio di un'economia nazionale
16 aprile 2006
Documento diffuso dall'EIR e dal Movimento Solidarietà il 14 gennaio 1993
Il 2 giugno 1992, a pochi giorni dall'assassinio del giudice Giovanni Falcone, si verificava in tutta riservatezza un altro avvenimento che avrebbe avuto conseguenze molto profonde sul futuro del Paese. Il «Britannia», lo yacht della corona inglese, gettava l'ancora presso le nostre coste con a bordo alcuni nomi illustri del mondo finanziario e bancario inglese: dai rappresentanti della BZW, la ditta di brockeraggio della Barclay's, a quelli della Baring & Co. e della S.G. Warburg. A fare gli onori di casa era la stessa regina Elisabetta II d'Inghilterra. Erano venuti per ricevere alcuni esponenti di maggior conto del mondo imprenditoriale e bancario italiano: rappresentanti dell'ENI, dell'AGIP, Mario Draghi del ministero del Tesoro, Riccardo Gallo dell'IRI, Giovanni Bazoli dell'Ambroveneto, Antonio Pedone della Crediop, alti funzionari della Banca Commerciale e delle Generali, ed altri della Società Autostrade.
A bordo del Britannia vi era anche l'On. Emma Bonino (perchè anche lei?).
Via un padrino ne arriva un altro
13 aprile 2006
Il quotidiano britannico The Independent il 12 aprile 2006 pubblica in prima pagina il titolo: "End of the line for the Goadfather, and Italy's stop mafia boss is arresteted in Sicily, con la foto di Berlusconi. Che tradotto fa: "La fine della storia del Padrino, e il capo della Mafia è arrestato in Sicilia"
La vergognosa saga delle elezioni
11 aprile 2006
Il balletto ridicolo e vergognoso delle elezioni, anche questa volta ha messo a nudo il Re.
Un Re, che qualcuno ha il coraggio di chiamare politica, ma che in realtà è tutto tranne che l’Arte di governare le società.
Decine di milioni di persone hanno assistito a proiezioni, exit pool, continui ribaltamenti tra destra e sinistra e viceversa, per l’intera nottata.
Accompagnati per manina da personaggi come Emilio Fede, Enrico Mentana, Bruno Vespa e tutti gli altri commedianti televisivi che non sapevano come comportarsi mentre lo spoglio proseguiva altalenante: una volta tocca a Prodi e meno di un minuto a Berlusconi.
Per non parlare delle forbici sparate dalla ditta incaricata e pagata per i sondaggi: Nexus. (Marcello Pamio)
NO EURO denuncia Bankitalia e BCE ??
31 marzo 2006

Il 30 marzo 2006 è avvenuto un fatto storico: il movimento politico No Euro ha denunciato alla magistratura due istituzioni tanto blasonate e temute, la Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea.
Per la prima volta un gruppo di persone ha deciso di provare concretamente a rescindere i fili che legano le mani ai politici che dovrebbero governare lo Stato in nome e per i cittadini e a portare a conoscenza di questi il modo in cui il Sistema Bancario ha reso schiava un intera nazione e il suo popolo.
LEGGIAMO: questa di seguito è l'e-mail che una nostra
collaboratrice ha inviato all'Onorevole Antonio Di Pietro,
ha risposto!!
Lei certamente sa che ogni cosa che si propone di fare ammesso che arrivi a governare il paese, sara' impossibile. Prima di tutto, occorrera' risolvere la questione della Sovranita' Monetaria, che Lei sapra' e' l'ostacolo principe ad ogni iniziativa politica, che non sia nell'interesse delle banche centrali e commerciali.
La risposta clicca qui
Denaro dal nulla
tratto da: Il segreto più nascosto di David Icke
Oggi gli iniziati e gli uomini della Elite controllano la politica, le banche, gli affari, i servizi segreti, la polizia, gli eserciti, l'istruzione e i media di tutto il mondo. Forse il più importante di questi settori, in termini di controllo, è quello delle banche. La creazione e la manipolazione del denaro.
Si basa sulla creazione di denaro che non esiste e che viene prestato a persone ed aziende in cambio di interessi. Ciò crea un debito enorme per i governi, le aziende e la popolazione in generale, che sono così più facilmente controllabili. Essenziale in tutto questo è stato permettere ai banchieri di prestare denaro di cui non sono in possesso. Funziona così: se io o voi abbiamo un milione di sterline, possiamo prestare un milione di sterline. Semplicissimo. Ma se una banca possiede un milione di sterline, può prestare dieci volte tanto e più, e gravare quei soldi di interesse. Se anche solo un numero esiguo di quelle persone che teoricamente hanno i "soldi" depositati nelle banche andassero oggi a ritirarli, le banche chiuderebbero i battenti in mezz'ora perché quei soldi non ce li hanno. Il denaro delle banche è un mito, un'altra truffa. Quando andate in banca a chiedere un prestito, la banca non stampa neanche una banconota nuova, né conia nuove monete. Si limita a digitare la somma del vostro prestito sul vostro conto corrente. Da quel momento in poi pagate alla banca interessi su ciò che non è altro che denaro digitato sullo schermo (denaro virtuale). Eppure, se non riuscite a rimborsare il prestito che non esiste, la banca può intervenire e, in tutta legalità, espropriarvi beni che invece esistono, come la casa, la macchina, la terra e tutto quello che possedete, per un valore pari a quello che compare sullo schermo. Inoltre, poiché il denaro non viene messo in circolazione dai governi, ma dalle banche private che concedono prestiti ai clienti, le banche controllano la quantità di denaro in circolazione. Più prestiti decidono di elargire, più denaro viene messo in circolazione. Qual è la differenza tra un boom economico e una depressione economica? Solo una: l'ammontare del denaro in circolazione. Tutto qui. E, attraverso questo sistema, le banche private, controllate da quelle stesse persone, decidono quanti soldi saranno in circolazione. Così possono creare periodi di prosperità e di crisi a loro piacimento. Lo stesso succede con le borse, i cui agenti spostano miliardi di miliardi di dollari al giorno nell'ambito dei mercati finanziari e bancari, determinandone così l'ascesa o la caduta, lo sviluppo o il controllo. I crolli della borsa non accadono così per caso, accadono perché qualcuno li fa accadere.
La maggior parte del "denaro" in circolazione non è denaro materiale, banconote e monete. E' costituito da cifre che passano elettronicamente da un conto corrente su un computer ad un altro, attraverso bonifici bancari, carte di credito e libretti di assegni. Più denaro, elettronico o di altra natura, è in circolazione, maggiori attività economiche possono svolgersi e, quindi, più prodotti vengono comprati e venduti, maggiore è il reddito di cui dispongono le persone, e maggiori sono i posti di lavoro disponibili. Ma la cricca finanziaria ha sempre cercato di creare dei boom elargendo molti prestiti e poi staccando la spina. Economisti e giornalisti economici strapagati, la maggior parte dei quali non ha idea di quello che sta accadendo, vi diranno che i boom economici e le crisi rientrano nel cosiddetto "ciclo economico". Balle! Si tratta invece di una manipolazione sistematica messa in piedi dalla Elite per appropriarsi della vera ricchezza del mondo. Durante un boom molte persone finiscono per indebitarsi ancora di più. Un'attività fiorente implica che le aziende chiedano ulteriori prestiti per comprare nuovi macchinari ed incrementare così la produzione. La gente chiede prestiti per comprarsi una casa più grande e una macchina nuova e più cara, perché ha fiducia nel suo futuro economico. Poi, nel momento più conveniente, i maggiori banchieri, coordinati dalla rete di società segrete, alzano i tassi di interesse per diminuire la richiesta di prestiti e iniziano a richiedere il pagamento dei prestiti già accesi.
Così facendo, i prestiti diminuiscono e ciò ha come conseguenza la sparizione dalla circolazione di unità monetarie (il denaro nelle sue varie forme). Questo fa diminuire la domanda e comporta anche una riduzione dell'occupazione perché non ci sono abbastanza soldi in circolazione per alimentare l'attività economica. Così le persone e le aziende non guadagnano abbastanza da rimborsare i loro prestiti e finiscono per fallire. A questo punto le banche si appropriano delle loro vere ricchezze, le loro aziende, la casa, la terra, la macchina, in cambio del mancato pagamento di un prestito che non è mai stato niente di più che delle cifre digitate su uno schermo.
Gli Stati Uniti per esempio, invece di crearsi del denaro proprio privo di interesse, i governi lo prendono in prestito dal cartello di banche private e rimborsano sia l'interesse che il capitale tassando la popolazione. Le somme fantastiche di denaro che pagate sotto forma di tasse vanno dritte alle banche private per rimborsare prestiti che i governi potrebbero crearsi da soli, emettendo denaro privo di interessi. Perché non lo fanno? Perché l'Elite controlla i governi tanto quanto le banche.
Ciò che chiamiamo "privatizzazione" è la svendita dei beni dello Stato al fine di impedire la bancarotta causata dal debito creato dalla banche. I paesi del Terzo Mondo stanno cedendo il controllo della loro terra e delle loro risorse ai banchieri internazionali poiché non sono in grado di rimborsare i grossi prestiti elargiti loro, di proposito, dalle banche proprio per intrappolarli in questa situazione.
PIL = INCALCOLABILE IDIOZIA
La notizia della crescita del Pil (il cosiddetto prodotto interno lordo del cui calcolo nessuno sa niente) paventata da una parte politica, potrebbe benissimo essere smentita dalla parte politica avversa come occultismo di Stato. Ma se l’occulto divenisse palese, il giochetto sarebbe scoperto. Penso al Cicap, comitato per lo smascheramento del paranormale fasullo. A chi è in grado di dimostrare la “scientificità” del calcolo del Pil, il Cicap non dovrebbe forse offrire gli stessi soldi che promette a chi riesce a dimostrare scientificamente un fatto paranormale?
Il calcolo del Pil è infatti una bufala alla Vanna Marchi. Si fa “ad occhio”, in quanto è un’impresa impossibile. Dal 1971 gli economisti si sono infatti “convertiti” al Pil, ma prima di quella data, sapevano ed affermavano in coro che tale calcolo era una vera e propria assurdità scientifica. Cos’è successo dunque nel 1971? È successo che il “pagabile a vista al portatore”, che era scritto sulle nostre vecchie lire, è stato derealizzato, in quanto furono abolite la convertibilità e le riserve auree. E sostituendole col Pil, a mo’ di “garanzia” per la “serietà” delle emissioni di cartamoneta, si continuò (e si continua) ad emettere denaro, come se tale fatto notorio non fosse noto.
Oggi il Pil è di fatto il “pil-astro” che sorregge la pretesa dei signori tipografi (così si dovrebbero chiamare gli attuali banchieri delle “Banche Bassotti” emittenti) di emettere debito anziché credito, i quali pretendono non solo “prestare” banconote - indebitando così gli Stati del valore nominale di esse anziché di quello meramente tipografico - ma perfino gli interessi! Così avviene che sul pilastro di questa frode (legalizzata, in quanto la “banca d’Italia” - in realtà “banda d’Italia” S.p.A. con scopo di lucro - si è da decenni autonominata Istituto di Diritto), i cittadini sono tenuti all’oscuro, mentre i politicanti di destra, di sinistra e di centro, fanno mostra di credere al Pil, come se il calcolarlo fosse davvero possibile. Hanno interesse a far credere alla serietà di quel pilastro, perché, in base ad esso, possono percepire stipendi dieci volte superiori a quelli del popolo, sempre più ignaro, e sempre più muto seguace di correnti politiche apparentemente litiganti ma in realtà tutte d’accordo nel fregare il cittadino.
Ecco perché se un’eminenza grigia, creatrice di moneta dal nulla (o se chi per essa) dice che il Pil è aumentato dello 0,7, il governo in carica gongola, mentre l’opposizione si rode. Questo è vero. Ma si rode solo perché il messaggio dell’eminenza grigia è il seguente: “Non vincerete alle prossime elezioni, in quanto chi governa ora, rientra nei nostri piani di “ordine mondiale”, e non vogliamo opposizioni ad esso!” Ora infatti, dopo l’Iraq, è la volta dell’Iran… Ed ecco perché Ezra Pound affermava che i politici tutti “sono i camerieri dei banchieri”. Bisognerebbe chiedersi chi è che ha dato per primo la notizia di quello 0,7, e individuandolo, si potrebbe star certi di trovarsi di fronte ad uno 007 con licenza di uccidere. Questo è il mio parere, che ovviamente non cambierebbe se in luogo dello 0,7 si fosse parlato di uno 0,7 con segno negativo.
Credo che se un solo studioso del calcolo del Pil fosse in grado di dimostrarne la scientificità, tale calcolo sarebbe utile, così come è utile il teorema di Pitagora, e l’economia mondiale non sarebbe in crisi com’è. In altre parole, se la fede del politico nel Pil fosse in buona fede, diventerebbe operante, in quanto l’autorità politica sarebbe autrice (da auctor) di qualcosa di valido, vale a dire di opere di giustizia, e la sua parola diverrebbe credibile. Ma poiché il calcolo del Pil è assolutamente ascientifico, nessun politico ha in realtà voglia di impegnarsi, e dunque ci si ostina solo a creare norme economiche, perdendo così il senso della giustizia, che è norma di luce. Pertanto, lo Stato di diritto si muta in diritto di Stato, che distrugge gli agrumi per farne aumentare il prezzo, distruggendo l’economia, e generando, in quanto terrorismo di Stato, risposte terroristiche.
Un premio per chi sa calcolare il PIL
(Da “L’INTERVENTO” di Nereo Villa sul quotidiano piacentino LIBERTÀ del 17 agosto 2005)
Lettera dalla Danimarca:
Qui in DK non c'e' nessuno che dorme alla stazione... tutti hanno diritto infatti ad una sistemazione.
Il 25% delle case è del comune che decide a chi assegnarle . Ovviamente prime in lista famiglie con bambini , e per chi ha già una casa , o è single l'attesa sarà più lunga , ma esiste una graduatoria e di diritto la casa spetta e viene assegnata a tutti, qualora si sia fatta regolare domanda .
Ho anche una certa esperienza personale a riguardo, sia per la prima casa assegnatami quando arrivai in DK , che per uno sfratto dovuto a cause non dipendenti direttamente da me.
Sono ben informata dal comune stesso sul sistema delle graduatorie, non so a cosa si riferisce la persona che scrive che in DK non c'è diritto ad una casa.
Riguardo l'assicurazione da pagare durante la fase lavorativa , è solo una delle due opzioni, e non è obbligatoria, infatti anche non pagando questa assicurazione (che si aggira attorno alle 800kr mensili e non tutti possono permettersela) si ha diritto ugualmente dopo 6 mesi , adesso non so se abbiano spostato un anno ma non credo ..ad un assegno (la sociale) in base alle proprie spese di affitto e del mangiare, più un ulteriore aiuto per l'affitto, il cosidetto Bidrag , si arriva quindi attorno ai 1500 euro come dicevo...
certo il Bidrag non è assegnato a chi ha un lavoro con un reddito medio alto, è possibile che molti non ne siano a conoscenza proprio per questo , in genere è il comune stesso ad avvisare qualora si rientri nella fascia che ha diritto al Bidrag .
Tutti quelli che percepiscono la sociale, o che hanno uno stipendio minimo conoscono sicuramente il Bidrag.
Lo stato danese, da come si può leggere sui libretti informativi accessibili a tutti , fa ogni tentativo per integrare le famiglie nel proprio paese di origine, qualora fosse possibile, appunto se c'è una base, questo dopo il primo anno di asilo. E non li accetta qualora non rientrino nell'ordinanza delle proprie leggi sull'immigrazione e sull'aiuto dei profughi, leggi che sono tra le più civili del mondo...in Italia ed forse anche altrove li reimbarcano in massa...! Qui queste cose non esistono...certo una persona che è nata e vive qui, fa una sua valutazione, diversa da uno straniero che conosce ed ha vissuto un altro tipo di esperienze.
Certo sarebbe bello ospitare tutti coloro che chiedono rifugio, purtroppo si corre il reale rischio che alcuni di coloro che conoscono il sistema (spesso tra famiglie che vivono qui e quelle rimaste nei paesi di origine, c'è il passa parola) detto scherzosamente da molti del "paese dei balocchi", non abbia un'effettiva necessità di spostarsi, ma per molti è un modo per sfruttare il sistema danese, e lo stato danese ne è al corrente, per questo adotta le misure per arginare questo tipo di problema.
Per fortuna chi ha fatto le leggi in questo paese lo ha fatto coscienziosamente e nel rispetto di tutte le culture . Si trova forse solo negli Stati Uniti una così numerosa e variegata mescolanza di razze, non si può dire che non sia un paese ospitale, ovviamente deve continuare a garantire, se non migliorare, il sistema ed i diritti di tutti i cittadini che vi abitano.
La migliore garanzia è di trovare lavoro in DK. La Dk aiuta concretamente tutti i suoi cittadini, grazie al sistema delle tasse, che garantisce uno stipendio a tutti.
Lo scopo di divulgare opere, che rimangono in genere sconosciute al Cittadino, proprio a causa dell'omertà di coloro che hanno interessi nell'occultazione della Sua Sovranità e nella produzione di panschiavismo.
Mentre costoro oggi difendono banche e banchieri, cioè i manipolatori del capitale italiano, dovremmo incominciare ad occuparci di tali opere, in quanto in esse sono riscontrabili eventi illuminanti e sintomi precisi del cancro sociale rappresentato dagli istituti bancari a livello mondiale.
In questo sito sono riportati testi, informazioni e documentazioni, prese da Internet, senza NESSUNA ottica politica, né di Destra, né di Sinistra, né di Centro. Questo occorre dirlo da subito, per non cadere nell'errore di snobbare, sottovalutare o addirittura ignorare un articolo e un'informazione solo perché scritto dall'opposizione. Opposizione che poi, inevitabilmente, ogni pochi anni, cambia e torna ad essere maggioranza, e viceversa. Tanto per far capire che occorre leggere tutto, senza guardare al nome dell'autore (e del suo inevitabile schieramento politico) se non per vedere che si tratta di una persona vera, e non inventata
Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n° 62 del 7/3/2001.















Aguzziamo la vista 





















