SCORTE IMMENSE DI PETROLIO A ROMA

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È tutto qui il nostro petrolio

Roma non ha bisogno di bigliettini da visita. Semmai ne dessero a Bruxelles, o Strasburgo. Qui a, nella capitale d’Italia e del Mondo, non abbiamo bisogno di nulla. L’unico desiderio è quello di vedere un’amministrazione attiva. Non se ne può più di questa sfilza d’incapaci anelanti, tutti mossi dal solo ed unico obbiettivo: sedere sulla poltrona dei cesari. Tanto di cesareo al massimo possono vantare i natali, non altro. Basterebbe investire quattro soldi – dicasi quattro soldi – per rimettere in forma il Circo Massimo, ad esempio. Quattro assi di legno coperti da lastre di marmo ed il gioco è fatto. Ricostruire il podio centrale e ripristinare gli spalti. E sapete cosa? Telecamere, tante telecamere che riprendano le corse delle bighe e che rivendano alle emittenti di tutto il mondo gli eventi. Spettatori in tutto il globo terrestre potrebbero assistere ad un trionfale avvenimento, effettuare scommesse e vivere l’illusione del passato. Immaginate per un attimo: una bella serata romana, al centro di Circo Massimo un immenso braciere da cui si levano alte le fiamme. Bei ragazzi e belle ragazze col capo cinto di allori e coperti colla tipica toga bianca in uso alle classe senatoriale con la banda color porpora ed un bel paio di crepidae, le calzature con lacci di cuoio intrecciato, i quale e le quali presentano lo spettacolo, danno il via alle competizioni ed elogiano i vincitori. Tutto un gioco, uno splendido gioco. Offrire uno spettacolo simile alla gente di Roma e di tutt’Italia, nonché ai milioni di turisti che annualmente si recano in visita qui e che delusi fanno ritorno nelle nazioni di provenienza in cui narrano il degrado dilagante in cui l’Antica Roma è stata confinata da almeno settanta lunghi anni a questa parte, sarebbe qualcosa di straordinariamente semplice. Provate ad immaginare il successo di un’iniziativa di questo tenore. Un pienone annunciato per i Secoli a venire. Una fonte di entrate senza limiti e confini. Incrementabili a dismisura con pratici accorgimenti tipo: destinare una sezione centrale a chi paga un biglietto VIP più alto, invitare sul palco gente scelta a caso tra la folla, permettere (dietro congruo pagamento) un giro in biga. Ve ne rendete conto? Chi tra giapponesi, canadesi, australiani eccetera, rifiuterebbe essere immortalato in una situazione del genere? Affittare a tutti i partecipanti e le partecipanti le toghe senza le quali non si potrebbe partecipare all’evento. Con un chilometro di stoffa bianca, si potrebbero realizzare centinaia di toghe che si potrebbero affittare per anni ed anni. Tutto ciò aprirebbe le porte al lavoro giovanile per centinaia di persone oggi disoccupate, rilancerebbe Roma nella lista delle preferenze per i week-end, creerebbe un indotto fantasmagorico. Ma soprattutto solleverebbe il destino di Circo Massimo, oggi ridotto a latrina per cani. Da quando nelle nostre case si è introdotto il sistema satellitare chiunque ha potuto vedere i nuovi canali: non fanno altro che mandare in onda ogni genere di immondizia televisiva: dalle trasmissioni riguardanti i malati mentali che imbottiscono le proprie abitazioni all’inverosimile con oggetti di ogni sorta, alle trasmissioni sulle mini spose americane, dalle aste statunitensi ai banchi dei pegni, ai pescatori, ai finti dispersi che per sfamarsi addentano qualsiasi essere vivente, scorpioni vivi inclusi. Tutto ciarpame, tutta anti-cultura, tutta merda (cito da vocabolario) inutile. Immondizia di cui non sappiamo che farcene. Invece, rilanciare il nostro patrimonio inestimabile che nessuno su questa Terra possiede, riportando in vita quelle fasi che hanno fatto sognare intere generazioni di tutto il Mondo sui banchi di scuola, rimettere in pista le bighe e collocarle nella loro cornice naturale nel centro della Città Eterna avrebbe un senso. Pensate per un istante ad una coppia in viaggio di nozze a Papete: accende il televisore e si gode una gara di bighe in diretta!!! Potendo scommettere sul vincitore. Un’emozione unica al mondo che nessuna macchinetta elettronica potrà mai donare a chicchessia. Altro che slot machines! Altro che gratta e vinci! È tutto qui il nostro petrolio. Eppure, nonostante ciò nessuno sembra averlo capito. Sindaco Ignazio Marino, ho il progetto ed i disegni pronti. Ho perfino realizzato un preventivo di massima. Non ha che da chiedere. Si faccia ricordare per aver dato vita ad un sogno e non ad un incubo, l’ennesimo! Recentemente, in un servizio de “Le Iene” a cura di Enrico Lucci, è apparso un soggetto curioso. Un uomo che di certo deve avere alle spalle una fitta rete di collaboratori di elevatissimo prestigio. Un uomo semplice, sgrammaticato ma di successo tuttavia. Ebbene costui, secondo quanto affermato, sarebbe pronto a dar vita ad una ricostruzione della Roma Imperiale facendo ricorso all’impegno finanziario di un emiro. Sindaco Marino, lei non deve far ricorso a nessuno. Roma è piena di disoccupati che verrebbero di corsa a lavorare ad un progetto simile. Nelle sue mani di sindaco della città c’è un tesoro senza pari. Non si collochi sul medesimo piano di Rutelli, Veltroni ed Alemanno. Quei tre sono già stati dimenticati da chi ha un pizzico di sale in zucca. Io il mio l’ho fatto. Ora tocca a lei.

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