Scie chimiche: precipitato un aereo “chimico” segreto sulle colline di Sanremo?

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Qualcosa di anomalo è veramente accaduto la mattina dell’11 Dicembre sulle colline di Sanremo, ma per le autorità di sarebbe trattato di un “falso allarme”

Nella mattinata dell’11 Dicembre, numerosi cittadini del comprensorio sanremese-bordigotto si sono rivolti ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine e agli organi di informazione locali denunciando di aver visto un aereo che volava a bassa quota e di aver udito subito dopo un’assordante deflagrazione con conseguente spostamento d’aria, e visto il levarsi di una colonna di fumo dalle colline tra Coldiroli, una frazione di Sanremo, e Montenero, frazione di Bordighera.

Attraverso il sito Tanker Enemy, Rosario Marcianò ha denunciato come le autorità locali e i giornali, nonostante le numerose segnalazioni dei testimoni, si siano affrettate a liquidare il tutto come un “falso allarme”, riportando di “accurati sopralluoghi” sul luogo del presunto incidente “conclusisi senza esito”.

Tutta questa fretta nel liquidare in questo modo l’accaduto e di derubricarlo a “falso allarme” desta molti sospetti e stona con le dichiarazioni delle tante persone che sono state partecipi dell’evento, una delle quali riferisce: “Leggo ora la notizia del ‘falso allarme’ per un aereo caduto. Abito a Montenero. Oggi pomeriggio verso le 15.40 circa ho sentito un forte boato ed ho pensato fosse una scossa di terremoto anche perché in casa si è spostato il letto e il mio cane ha iniziato ad abbaiare spaventato. Non so nulla dell’aereo, ma il rimbombo è stato molto forte”.

L’episodio, come rileva Marcianò, non lo si può certo archiviare come falso allarme. Qualcosa è effettivamente accaduto. Scartando l’ipotesi del sisma, che del resto non è stata confermata da nessuno dagli istituti di rilevamento e che non è certo collegabile alle volute di denso fumo viste dai testimoni dopo il boato, è plausibile che un aereo impegnato nelle operazioni di geoingegneria clandestina si sia schiantato. Si è trattato forse di un drone o di un’altra unità utilizzata per l’irrorazione di sostanze chimiche che percorreva un corridoio ad hoc sopra il Ponente ligure. Fatto è che quella è una rotta percorsa abitualmente da aerei sia civili che militari, come evidenziato da Flightradar 24.

Come ha osservato sempre Marcianò, il mostruoso traffico sui nostri cieli di velivoli chimici (la cui presenza viene sempre categoricamente smentita e occultata dalle autorità militari), le cui rotte spesso si intersecano pericolosamente con quelle di ordinari voli militari e civili, in passato ha già provocato diversi incidenti, come ad esempio la collisione tra due aerei sulla Sila, già denunciata a suo tempo dal sito Tanker Enemy.

Si tratta di sinistri, come rileva Marcianò, “su cui le fonti di regime hanno diramato versioni a tal punto inverosimili e surreali da indurre a ritenere che davvero ogni tanto l’oliato ingranaggio del genocidio globale si inceppi”.

Qualunque sia la verità e come effettivamente si siano svolte le cose, la versione ufficiale del “falso allarme” non regge e non è credibile. Se decine di testimoni vedono un aereo precipitare, con un conseguente boato e il levarsi di una colonna di fumo, non possono aver avuto tutti simultaneamente un’allucinazione collettiva. E se si fosse trattato di un aereo civile sarebbe stata immediatamente diramata la notizia, con l’avvio repentino delle consuete, in questi casi, operazioni di ricerca e di soccorso. Stesso discorso se si fosse trattato di un incidente che avrebbe coinvolto un aereo militare ufficialmente in volo.

Ma, siccome gli aerei e i droni che quotidianamente irrorano sostanze chimiche sui nostri cieli “ufficialmente” non esistono e le autorità, sia politiche che militari, si ostinano a negarne caparbiamente l’esistenza, non c’è da stupirsi che, anche in questo caso, si sia trattato per loro di un “falso allarme”.

Avrei voluto veder cosa sarebbe successo se, invece di precipitare sulle colline boscose del Ponente ligure, uno di questi “aerei fantasma” fosse precipitato su una grande città o su un centro abitato, facendo magari decine di vittime. Anche in quel caso le autorità e i giornali avrebbero derubricato la cosa a “falso allarme”?

Nicola Bizzi

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