Samantha ci conquista lo spazio.

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Il prossimo novembre l’Asi (Agenzia spaziale italiana) inaugurerà la seconda missione di lunga durata sulla Iss (la stazione spaziale internazionale), Futura, che porterà con sé la prima astronauta italiana nello spazio.

Questa donna è Samantha, Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Asi e pilota dell’Aeronautica Militare.

È la terza donna in Europa. La britannica Helen Sharman per prima e la francese Claudie André-Deshays seconda.

Il 24 novembre sarà nello spazio, dopo una selezione che l’ha vista primeggiare su più di 8 mila astronauti.

La Missione ISS 42/43, che porterà il nuovo equipaggio sulla stazione spaziale internazionale. La dottoressa Cristoforetti seguirà le ultime fasi di un programma con ben otto progetti di ricerca. Innazitutto riguardanti le reazioni del corpo umano all’assenza di peso (cinque su otto) e le analisi biologiche su campioni cellulari a microgravità (due).

Con questa missione Samantha porterà con sé nello spazio la stampa in 3D; infatti l’ultimo progetto consiste in una macchina-dimostratore per la progettazione di una stampante 3D automatizzata in assenza di gravità.

Così commenta Maria Cecilia Guerra, viceministro del lavoro e delle politiche sociali con delega per le pari opportunità: “è una gioia quando una donna si fa strada in un mondo genericamente maschile. […] Lo considero un successo per l’Italia e per tutte le donne”.

Penso invece che finché donne, anziani e stranieri (riuniti nel sondaggio condotto dal diversity management lab della Università Bocconi) saranno oggetto di tanta attenzione e precauzioni come le note quote rosa, sarà evidente che si tratta di minoranze da tutelare, di specie in estinzione, di deboli. E le donne in questo gruppo non dovrebbero rientrare.

 

Giselda Campolo

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