Robin Williams: SOLO COME UN… UOMO!

Schiatta un tossicodipendente hollywoodiano e in rete scoppia la mania di postare sue immagini corredate di frasi, come se a proferirle sia stato lui in persona e non che si sia limitato a recitarle secondo copione scritto, per altro, da emeriti sconosciuti con uno stipendio da fame.

Di Robin Williams (Chicago 1951 – Tiburon 2014) nessuno ha mai saputo nulla. Era un buono di cuore, si mormora. E forse le cose stavano davvero così. Infatti la sua morte è tipica dell’essere umano solo, incompreso. Ha tutta l’aria della morte di un uomo che si attendeva molto dalla vita ma che ha solamente avuto cose che non lo hanno reso felice. Sino a ieri, giorno dell’annuncio della prematura scomparsa, nessuno aveva mai visto la sua immagine apparire sul web né tanto meno sui social-networks, che ora sono letteralmente presi d’assalto. Il tenore è pressoché identico: foto di Williams che sorride, oppure travestito da donna delle pulizie, e frasetta commovente con tanto di chiosa in stile anglosassone (che fa tanto figo) R.I.P. Uno spettacolo davvero deprimente che la dice lunga sulla condizione mentale degli italiani e delle italiane. Si fosse levata una, dicasi una, voce contraria al senso di marcia della mandria internettiana. Ma che, nemmeno per sogno! Tutti a piagnucolare a gettare frasette idiote senza senso nel net-oblio e basta.

Ma vi rendete conto che quell’uomo è soltanto l’ultima vittima di un elenco di vittime lunghissimo? Come fate a limitare la vostra capacità espressiva con un “like” od una frasetta prosaica? Ma non riuscite a comprendere che egli sia stato uno dei tanti morti per abuso di droghe ed alcool che sistematicamente l’industria di Hollywood sforna senza soste? Che aspettate ad indignarvi se proprio gli volevate così tanto bene? Cosa volete di più per puntare il dito contro il sistema marcio di quell’industria oscena che recluta gente normale e la sfrutta all’osso per fare soldi, costi quel che costi? La colpa di queste morti è tutta di quel mondo orribile che si cela dietro alle macchine da presa, che si annida negli uffici di gente della quale s’ignora l’esistenza. Tutti magnati il cui unico scopo e fare cassetta e rincoglionire il pubblico bovino. Droga, festini, ricatti. Questa è l’opera hollywoodiana. Un tritacarne feroce in cui per non cadere nei gangli acuminati tocca tenersi sempre sul filo, sperare in un ingaggio, per rinviare il temuto momento dell’oblio a cui sono consegnati quanti non resistono, quanti non si piegano. E giù a prostituirsi, ad ingoiare umiliazioni, a far man bassa del proprio onore, purché si appaia nuovamente, anche in una particella da pezzenti. Giovani vite convogliate a suon di dollari a fare di tutto, a mostrarsi in ogni condizione. Se così non facessero, sarebbero radiati dal giro e fine delle trasmissioni. E voi come reagite all’ennesimo beniamino ammazzato da questo sistema? Scrivete RIP? Vi commentate da soli e da sole…

La lobby hollywoodiana non perdona. O dentro o fuori. Pochi riescono a rimanere sulla cresta a lungo, si possono contare sulle dita di una mano. E ci riescono compiendo bassezze inenarrabili calpestando amicizia ed altri valori essenziali alla vita. Ecco perché poi si ammazzano di droga: per non pensare a quale punto sono scesi pur di continuare a sopravvivere. E si badi bene: la maggioranza resta lì anche perché invischiata mani e piedi in sètte pseudosegrete come la scandalosa scientology, la stessa che ha impedito a John Travolta di curare il figlio ammalato, poi deceduto1.

E veniamo allo sterco di satana, o denaro, che dir si voglia: tutta la quantità allucinante di denaro che la stragrande maggioranza degli attori e delle attrici guadagna in una vita piena di successi, si riducono ad una megavilla in Sunset Boulevard e la solita magione alle porte di San Francisco. Luoghi in cui finiscono a dormire una tantum poiché il resto delle notti lo trascorrono sui letti delle cliniche per disintossicazione che fanno affari d’oro. Un fiume di denaro che investe e modifica la vita di un essere umano con la passione per la recitazione. Loro, i lobbisti di Hollywood, lo sanno bene. E speculano. Un eccesso di denaro che fa di questi aspiranti artisti una manica di incapaci a cui solo la droga riesce a rimettere le idee a loro posto. Ma apparentemente però. E quando inevitabilmente qualcuno tira le cuoia, voi imbelli, scattate come falchi a piazzare la vostra anglo-idiozia. Ma non vi fate pena?

Ma chi sono in realtà questi disgraziati attori ed attrici? Voi popolo bue, ne conoscete alcuni/e attraverso qualche ora di filmetti e nulla di più. Pellicole in cui essi/e stessi/e sono costretti/e a recitare copioni contenenti frasi che nemmeno hanno mai pensato in vita loro. Ma voi imbecilli che guardate tale robaccia, arrivate a farvi pilotare al punto da ritenere che siano proprio loro a vivere quelle scene! Infatti scrivete quelle frasi sotto alle loro immagini!!! Quanta pena mi fate. E se penso che il 99% di voi nemmeno abbia mai seguito dall’inizio alla fine capendo tutto per filo e per segno un film in lingua originale, lo sconforto mi atterrisce del tutto. Vedete film doppiati da attori ed attrici – quelli sì coi fiocchi – italiani ed italiane. Sono loro e non altri a dare quella “potenza” alle pellicole americane, a dare un’anima a gente come Williams che non abbiamo mai incontrato in vita nostra. Provate a concentrarvi sul labiale una volta. Scoprirete che è tutto finto. E’ solo farina di attoroni italiani ed attorone italiane e basta. Addirittura i testi sono del tutto trasformati rispetto agli originali. Sono completamente stravolti anche nel lessico. Ad esempio, nella saga di “Ritorno al futuro” in Italia Martin veniva appellato dalla madre come Levi Strauss, per via dei pantaloni che indossava. Ma nella pellicola originale, in quella americana, la madre lo chiamava Calvin Klein!

Mi sarebbe piaciuto notare un cambiamento nell’italietta che non cambia mai e si lamenta perché mai nulla cambia. Invece mi sono dovuto ricredere per ‘ennesima volta. Chiedere di pensare ad un popolo che bada al calcio ed al gossip è troppo, me ne rendo conto. Per voi sta bene così, vi sentite realizzati/e scrivendo una battuta sotto alla faccia di uno dei personaggi interpretati da un uomo solo come era Robin Williams. Siete così aridi/e da arrivare a compiere questi micro-gesti inutili.

Va bene così. Significa che siete cotti a puntino per l’ingresso della troika. Quella forse avrà la capacità di risvegliarvi un po’ dal lugubre torpore in cui siete caduti e vivete. Certo, l’arrivo della troika sarà amaro anche per me. Ma io spero ancora che qualcuno, presto o tardi si risveglierà. E ce la metto sempre tutta, come in questo articolo.

Andrea Signini

1 “Per Scientology l’autismo non esiste, come non esistono la depressione o la schizofrenia. La psichiatria è una «macchina di morte», gli psicofarmaci «veleno». A causa delle frequenti crisi epilettiche, Jett aveva bisogno di un farmaco, il Depakote. Per Travolta, darglielo voleva dire disobbedire. Non darglielo, rischiare”…

per l’intera vicenda, cfr.: http://xenu.com-it.net/txt/travoltafuga.htm