Robert (BoB) Kennedy, buon 88° compleanno

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Qualora fosse uscito dalle cucine dell’albergo di Los Angeles nella stessa maniera in cui vi fece accesso, invece di trovare la morte, molto probabilmente Robert Kennedy, oggi, avrebbe spento ottantotto candeline, contornato dall’amore della moglie Ethel e dei loro figli e delle loro figlie (ne ebbero in tutto undici). E, con tutta probabilità, David Kennedy (il quarto filgio) non sarebbe rimasto sconvolto a vita dalla morte del padre che, per disgrazia, vide in diretta TV e che gli costò la morte per overdose.

Purtroppo, come invece sappiamo, le cose andarono diversamente quel 5 Giugno 1968: Bob fu ucciso. Fece la stessa identica fine del fratello John: entrambi colpiti al cranio da proiettili. Su entrambi, poi, gravano sospetti/certezze di inside-job.

Era il 1968, quello che una parte di illusi storici si ostinano a ricordare come anno da incorniciare (la prima messa officiata in lingua italiana; occupazioni e disordini nelle Università e nelle scuole; scioperi della classe operaia… insomma, la solita Italia che conosciamo bene). Ma nel Mondo bipolare, nel clima della Guerra Fredda, il 1968 lo si ricorda per la raccapricciante e vertiginosa escalation di violenza: i massacri in Vietnam (orrore a My Lai), in Messico (orrore di Tratelolco in cui fu gravemente ferita l’indimenticata Oriana Fallaci), la ripresa del potere comunista in Cecoslovacchia. In quell’anno, il Mondo perse due colonne portanti a causa della scomparsa di Bob ed il reverendo King. Lui sì che portò in piazza i veri milioni di persone, mica i “milioni inventati” da quel “fallito di successo” di Walter Veltroni al Circo Massimo!!!

Quei due stavano letteralmente riscrivendo la Storia, erano amici, si stimavano e si rispettavano. Avevano in serbo per noi un radioso futuro. Ma la longa manus del male usuraio li ha voluti uccidere prima che fosse troppo tardi: il ritorno alla white house di un Kennedy, ad appena un lustro da JFK, avrebbe loro reso la vita difficile, per non dire impossibile. “Ogni società ha il tipo di criminali che si merita”, ripeteva Bob… 

 

Happy Birthday Bob!

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