Riforma della Magistratura, tutto in alto mare

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Passano gli anni, falliscono i colpi di Stato armati, passano quelli di palazzo ma i giudici sembrano immuni. Anzi, sembrano accentrare un potere sempre maggiore. Ed è proprio così! Il problema che si manifesta da anni a questa parte è semplicemente legato alla durata dei processi. L’Europa burocrate chiede chiarezza, minaccia, scrive, si agita ma… tranquilli, qui siamo in Italia, mica a Bruxelles. Quest’oggi, a radio24, la radio di Confindustria, è stato sollevato anche un altro problema: “Quando la decisione di un giudice in primo grado viene ribaltata in secondo grado, chi deve pagare? Chi ha operato nel giusto: il primo od il secondo”? La risposta sta, per “natura”, nel terzo ed ultimo grado, appare chiaro. Ma altrettanto chiaro resta il problema di fondo: qualcuno/a ha sbagliato e deve pagare. Oddio, deve… dovrebbe!!! e poi, chi dovrebbe, in caso, appioppare il conto al magistrato disattento? Dovrebbe farlo uno/a di loro! Bene e questo, se non vado errato, non si configurerebbe come un conflitto d’interessi? Risposta: sì. Ce lo vedreste un magistrato di un Tribunale, dare torto ad un collega col quale prende il caffè da trent’anni?

 

E dunque? Cosa si potrebbe escogitare? Una riforma. E quale? Un tribunale popolare, sembrerebbe la risposta indolore.