Renzi si toglie la maschera e si fa sostenere da Carlo De Benedetti

renzi_mascheraCi siamo già occupati dell’Homo Massonicus Matteo Renzi, denunciando i suoi retroscena, le sue reali mire e la massonicità della cultura a cui appartiene. Ebbene, le notizie di oggi ci confermano quanto avessimo ragione: la maschera di “bravo ragazzo”, di “uomo nuovo” così laboriosamente applicata dalle agenzie di marketing pubblicitario sul volto del Sindaco di Firenze, è definitivamente caduta.
Carlo De Benedetti, l’uomo “del sistema” per eccellenza, il perno centrale che ha permesso, dopo la caduta della Prima Repubblica, la definitiva svendita del nostro patrimonio pubblico alla grande finanza internazionale e l’assoggettamento del nostro Paese ai poteri forti della speculazione, ha annunciato pubblicamente il proprio incondizionato sostegno a Matteo Renzi.
Non solo De Benedetti ha annunciato che voterà per Renzi alle primarie-farsa del PD, ma che si adopererà per sostenere un’eventuale candidatura dell’ex enfant prodige alla Presidenza del Consiglio. Il manager di Ivrea ha anche dichiarato che alle scorse primarie aveva appoggiato Bersani, ma soltanto perché non conosceva ancora “abbastanza bene Renzi”, vale a dire non aveva ancora capito quanto quest’ultimo fosse il vero garante de “sistema” e del Nuovo Ordine Mondiale.
Non occorre che ricordi ai lettori di questo blog tutti gli scandali degli ultimi vent’anni che hanno visto coinvolto Carlo De Benedetti, con la tacita e interessata connivenza dei governi di centro-sinistra. Esiste a riguardo un’ampia letteratura di denuncia.
Il manager, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, si è dimostrato piuttosto freddo con il bilderberghino Letta e con il suo Governo, perché a suo giudizio l’attuale premier avrebbe “tradito le sue aspettative”, dichiarando di guardare adesso a Firenze, parlando a ruota libera della necessità di un ricambio generazionale ai vertici del Paese e delle istituzioni. “Noi possiamo e dobbiamo favorire questo ricambio”, ha detto De Benedetti. “Dobbiamo anche lasciar fare, dobbiamo permettere a chi ha voglia e animo di costruire il futuro di questo Paese di farlo”.
Parole inquietanti, queste di Benedetti, che io traduco liberamente più o meno così: “Cari Rotschild e Rockfeller, cari vertici della finanza mondiale e del sistema usurocratico-bancario, siccome l’attuale generazione di politici italiani non è poi così tanto funzionale al “sistema”, occorre voltare pagina e appoggiare tutti insieme chi potrà meglio garantire il nostro business”.

Addirittura De Benedetti, in visita a Firenze, si è lasciato andare in un paragone molto esplicito e che toglie ogni dubbio: parlando del David di Michelangelo in relazione alla necessità di “aria nuova”, ha ricordato ai giornalisti come il biblico David sia diventato re di Israele e di Giudea ad appena 37 anni.

Nicola Bizzi