Premio Pino Pascali 2014: vince Plessi

Fabrizio Plessi vince il premio Pino Pascali. Dal 5 luglio al 7 settembre la sua opera è stata esposta al Museo d’Arte Contemporanea della Fondazione Museo Pino Pascali. L’artista realizza, infatti, delle istallazioni anche multimediali che hanno per base semantica l’acqua, sia come elemento che come metafora di transizione tra vita e morte, di purificazione e di nascita. Un’acqua intesa come scorrere, uno scorrere che può essere anche un fiume di lava. In questa occasione le proiezioni hanno creato dei fiumi verticali e orizzontali all’interno del museo come se ne tracciassero le coordinate, come se l’acqua con le sue linee fosse l’anima del mondo rappresentato dal museo. E sono state intese come una risonanza dei lavori di Pino Pascali che incentrava il suo operato ad esempio sul concetto di Confluenze, o di Cascate. Ma lo spazio espositivo sarà gestito anche tramite cascate-proiezioni accompagnate da suoni, illuminazioni che creavano l’idea dell’onda con una compresenza di materiali sia digitali che virtuali, ma anche materiali plastici come il carbone, il legno, il ferro, il marmo, la paglia. Una commistione che egli chiama cangiante elettronico e che si fonda su questa idea di riflessi. Che ha una risonanza ampia in Europa, se pensiamo ad esempio che a Colonia, alla Kunsthochschule für Medien, esiste la cattedra di Umanizzazione della Tecnologia, creata appositamente per Fabrizio Plessi. Una lunga carriera, quella di Plessi, particolarmente agevolata dalla multiformità delle qualità che lo hanno visto spaziare tra tutte le forme artistiche contemporanee comprese moda e media. Un artista che ha partecipato a 12 Biennali di Venezia, che ha esposto al Guggenheim di New York e Bilbao, al Centre Pompidou, al Museo Ludwig a Colonia e a Budapest. Vincitore della Quadriennale di Roma, migliore artista ad Hannover. Mentre appena aperto, nel 2013, il Plessi Museum sul passo del Brennero. Un artista premiato, ne siamo sicuri, anche per la sua grande capacità di unire cinema, opera lirica, teatro, scenografia, tv, moda e più in generale l’arte in qualunque sua forma, e in un qualunque sua tecnica. Un modo di vedere la creazione, che Pascali amava profondamente. Giselda Campolo Ne è autorizzata la duplicazione con citazione della fonte