Poroshenko ordina il cessate il fuoco nell’area del disastro aereo

Nel corso della sua visita all’ambasciata malesiana a Kiev, il presidente ucraino Poroshenko ha reso noto: “ho appena dato le seguenti istruzioni ai comandi delle truppe impegnate nell’operazione “antiterrorismo” nel Donbass: l’esercito, per nessuna ragione,  dovrà condurre operazioni militari o aprire il fuoco nel raggio di 40 chilometri dal luogo della tragedia “.

 Il presidente Poroshenko ha reso noto anche di aver espressamente richiesto l’invio e la partecipazione di esperti russi alle indagini finalizzate alla ricerca delle cause della  caduta  del velivolo malese.

“Io, come presidente dell’Ucraina, già nei primi minuti dopo la tragedia, ho subito invitato i rappresentanti di quei paesi che hanno subito perdite: Paesi Bassi, Malesia, Germania, Regno Unito, Australia, Stati Uniti, dando, inoltre, precise istruzioni affinché venisse invitato anche un rappresentante della Russia, in modo da svolgere le indagini in modo trasparente”, ha concluso Poroshenko. 

Subito dopo l’incidente, le autorità centali ucraine avevano imputato la responsabilità dello schianto aereo ai ribelli, tuttavia, le prime ispezioni sembrerebbero smentire Kiev. L’Ucraina attacca i ribelli filo-russi: sciacallaggio sul disastro. Gli osservatori Osce entrano nella zona e trovano tutto intatto. E a smentire Kiev arriva anche una troupe della Cnn che smentisce, in un reportage dalla zona dello schianto, gli atti di sciacallaggio ai danni di bagagli e cadaveri. Alex Borodai, primo ministro dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, nega invece le accuse di Kiev secondo cui i suoi uomini avrebbero portato in un obitorio di Donetsk i cadaveri di almeno 38 vittime.