Oddiomio, aiutaci tu! I punti del risveglio.

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I punti del risveglio

Internet è un pericoloso strumento creato originariamente per estendere il controllo delle masse. Ahimè qualcosa è andata per storto nel gozzo dei porci ed ora stanno cercando di correre pietosamente ai ripari. Sono in esame un numero crescente di limitazioni e criteri di censura. Se il modello cinese aveva fatto accapponare la pelle, quello di stampo occidentalistico non è da meno, anzi. Almeno in Cina, le persone ben sanno che il tutto dipende dallo Stato padrone e possono autonomamente scegliere di farsi ammazzare manifestando apertamente il dissenso. Qui da noi, invece, pretendono di farlo in maniera silente, capziosa. Non siamo nemmeno rispettati come esseri viventi. Ci ritengono dei coglioni allo stato di Natura. Ci trattano come bambini rintronati. E forse, a ben vedere, lo siamo pure. Ma io, che non ho alcuna intenzione di piegare la testa, scrivo. Nella speranza che qualcuno possa comprendere che sette miliardi di teste non possono e non devono essere sfruttate e ridotte a mondezza da 50 bastardi in giacchetta. In rete, da qualche tempo a questa parte, sono presenti schegge di fulgida logica. Desidero molto sottoporre all’attenzione delle persone più sensibili alcuni punti. Più che altro spunti riflessivi senza i quali siamo da punto e a capo. I punti sono molti. Per questioni di praticità, saranno generati più articoli con il nome di VOL. UNO, DUE, TRE, ecc.

  1. Come possiamo continuare ad accettare la competizione sul lavoro? Essa, ci è stato detto, tempera le capacità ed affina le facoltà. Falso: produce frustrazione. E, la psicologia elementare lo riconosce: un soggetto frustrato consuma in eccesso. Ergo, visto che non si può essere sempre sulla cresta dell’onda, quando qualcun altro/a prende il nostro posto conquistato sgomitando e compiendo mignottate (perché le compiamo tutti e tutte) cadiamo in depressione e ci consoliamo consumando cibo, bevande, abbigliamento, hi-fi…

  2. Come possiamo accettare di dedicare un solo giorno alla settimana a noi stessi ed ai nostri cari e passare gli altri sei a sgobbare fuori orario come animali da soma? Produciamo a costo della cosa più preziosa, l’unica che non torna mai e che ha una fine: la Vita.

  3. Accettiamo l’umiliazione sempre, ogni singolo giorno. Ne siamo così assuefatti che nemmeno ci rendiamo più conto che quando ci arrabbiamo è solo perché ci hanno appena umiliati. E lo accettiamo perché abbiamo imparato, a nostra volta, ad umiliare chi è a noi inferiore. E così il cerchio si chiude ad libitum.

  4. Siamo stati educati a credere che aiutare il prossimo costituisca un peso. Non a caso si usa dire “farsi carico di…”. Siamo stati convinti/e di appartenere ad una classe di privilegiati. È bastato riempirci casa di elettrodomestici squallidi che consumano energia, un paio di automobili da quattro soldi acquistate a rate ed una vacanzetta di sette giorni l’anno per ritenerci abbienti. Ma stiamo con le pezze al culo e non lo riusciamo a capire. Tutti e tutte abbiamo costante bisogno di aiuto, chi più chi meno. E quell’aiuto ci DEVE pervenire dallo Stato di cui siamo parte. Non si parli più di “far carico”. Nessun carico, amici ed amiche. Nulla di più abominevole.

  5. L’educazione di regime ci ha insegnato che è corretto far sì che siano i privati (veri accentratori di potere e tesori) a gestire i nostri miserrimi profitti derivanti dal lavoro. E siamo stati indotti/e ritenere che così sia giusto. E guai a chieder loro conto di cosa facciano coi nostri denari sudati. Chi si è spinto a tanto è stato eliminato fisicamente (Lincoln, Mattei, Kennedy, Matteotti, Pasolini; oppure ridotto alla follia: Ezra Pound.

  6. Abbiamo passivamente accettato che questi luridi usurai privati destinino immense risorse per compromettere la felicità di quegli ultimi angoli di Pianeta liberi dal giogo dell’usura. Attraverso i loro lacchè (giornalisti piegati) abbiamo imparato definire terroristi persone che difendono la loro casa. E, sempre grazie al lavaggio del cervello dei giornalisti osceni, siamo giunti ad esultare quando un piccolo governatore viene destituito. Siamo digiuni di Storia, non sappiamo nulla di cosa ci accada attorno eppure siamo pronti ad esultare come pupi rimbecilliti alla caduta di un soggetto che abbiamo imparato come pappagalli a definire “dittatore”. Un essere che stava semplicemente affermando i diritti della sua gente. Assurdo!

Gli altri punti, in un altro articolo.

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