NON SI PUO’ PIU’ ANDARE AVANTI IN QUESTA BARBARA MANIERA. E’ NECESSARIO ADOTTARE UNA NETTA SEPARAZIONE DELLE CARCERI Uccide 77 persone ed ha faccia tosta di appellarsi ai Diritti dell’Uomo!

Dal carcere presso cui è stato rinchiuso col massimo della pena detentiva prevista dall’ordinamento locale (21 anni al termine dei quali si possono aggiungere ulteriori 5 prorogabili a discrezione del giudice per un numero indefinito di volte), il massone e rosa-croce norvegese Anders Breivik (Oslo 13 Febbraio 1979), sedicente islamofobo, sionista di fede protestante, ritenuto responsabile unico dei due attentati occorsi in Norvegia in data 22 Luglio 2011 (77 decessi, circa cento feriti), per tramite del suo legale Avv. Geir Lippestad, si appella alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.  Ciò che il condannato non vuole accettare è la condizione di isolamento cui è sottoposto; inoltre ha avanzato forti proteste da quando gli è stata alienata la facoltà di leggere le missive dei suoi “ammiratori”. Sarebbero atti in contrasto con quanto riportato nei celebri 30 Articoli della Dichiarazione del 1948, ha fatto presente il suo difensore. Ora, che si tratti di una smaccata posizione provocatoria come quella del “caffè troppo freddo”, non c’è ombra di dubbio alcuna. Ma il problema è un altro, ovvero: il carcere non è da intendersi come luogo di sofferenza, bensì di PUNIZIONE. Il carcere, almeno sulla carta, risulta essere il luogo al cui interno, chi si è macchiato di un reato, è obbligato a trascorrere un determinato arco di tempo (riabilitazione) al temine del quale poter ritrovare la propria corretta collocazione nel tessuto sociale nettato, ravveduto e rieducato. Ciò premesso, se la Legge consente al reo di poter promuovere azioni provocatorie, va rispettata, anche se rognoso, ma è la Legge. Altrimenti che si provveda a variarla. Capisco che le mie parole faranno incazzare qualcuno/a, pazienza. O si sta alle regole o si piomba nell’anarchia. Ciò su cui dobbiamo riflettere è ben altro, ovvero: può, un essere umano che ha intenzionalmente provocato la morte di uno o cento suoi simili, essere ritenuto degno di potersi appellare ai diritti umani? A ben pensarci, la risposta è no! Un no grande come una casa. Infatti, la logica ci suggerisce sempre per il meglio; e siccome chi uccide con l’intenzione di eliminare fisicamente un suo simile, dimostra automaticamente di non essere “Umano” bensì disumano, ne consegue che la Dichiarazione dei Diritti Umani non può essere riconosciuta applicabile in tal senso poiché l’aggettivo plurale Umani, è riservato solo ed esclusivamente ai soli esseri Umani. Non ai disumani. La soluzione, come scrissi anni fa, è che ci vorrebbero due sistemi carcerari distinti e separati in cui nel primo far confluire tutti i reati TRANNE l’omicidio; e riservare il secondo esclusivamente per gli omicidi, luoghi da cui non si esce più e si lavora in miniera fino alla morte, senza limiti d’età. I diritti dell’Uomo, a cui accenna capziosamente il furbetto norvegese, non possono essere applicati a chi uccide L’UOMO! Nota Bene Sebbene in passato vi sia stato chi abbia avanzato l’ipotesi che Anders Breivik fosse malato di mente, va ricordato che da una perizia svolta di recente è emerso che il suo stato di salute mentale rientra in un quadro di assoluta normalità; eccezion fatta per uno smodato egocentrismo che non può essere considerato un dato patologico. E per questa volta ci sentiamo di condividere pienamente l’analisi in quanto solo un egocentrico dai ricchi natali come il Breivik, all’età di 18 anni, ha potuto permettersi il lusso di perdere qualcosa come 250 mila euro giocando in borsa; e sempre e solo un viziato all’età di 21 si può sottoporre per capriccio ad un intervento di chirurgia estetica teso a modellare l’aspetto di mento, naso e fronte, com’ebbe a fare nel 2000.  Poi, più acutamente, c’è stato chi ha tirato in ballo il poco noto MK-Ultra e chi il l’istituto Tavistok… quell’istituto inglese… guarda caso da piccolo Anders Breivik trascorse parte della vita a Londra, città in cui si è recato parecchie volte prima di chiudere ogni contatto col padre naturale che, dopo il divorzio, non ha più fatto rientro in Norvegia.  Per chiunque avesse voglia di approfondire la questione riguardante Anders Breivik ed il progetto mk-ultra, rimandiamo al seguente link:http://www.informarexresistere.fr/2011/07/27/a-oslo-lo-strano-caso-del-massone-fondamentalista-e-sionista-islamofobico-anders-behring-breivik/).

Andrea Signini