Non c’è più limite alla perversione umana: fermiamo la Zooerastia!

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Si sta diffondendo in tutto il mondo, anche in Italia, la violenza sessuale sugli animali

Pare proprio che alla follia e alla perversione umana non ci siano più limiti!

La Federazione Italiana per i Diritti degli Animali ha recentemente lanciato un allarme relativo ad una grave pratica che sta dilagando in Italia e in molti paesi europei e del mondo. Stiamo parlando della Zooerastia, la violenza sessuale sugli animali. Si tratta di un abuso sessuale molto più diffuso di quanto si possa pensare e che spesso si conclude con la morte delle povere bestiole vittime di questa pratica che alcune associazioni vorrebbero addirittura legalizzare.

In alcuni paesi che si definiscono “civili”, questa pratica viene tollerata, con il pretesto di una legislazione a riguardo poco chiara se non del tutto assente. In Danimarca essa è addirittura legale e la Feder F.I.D.A. Onlus ha denunciato la presenza nel paese scandinavo di veri e propri “bordelli” dove animali come cani o cavalli vengono messi a disposizione dei clienti.

Se in paesi come la Malesia è risaputo che gli oranghi vengono fatti prostituire, all’interno di gabbie, mettendoli a disposizione di uomini che ne abusano, non ci si aspetterebbe che pratiche simili venissero tollerate anche nei “civili” Stati Uniti d’America, dove il Senato ha recentemente approvato un disegno di legge, presentato da un comitato di militari, che ha abolito l’articolo 125 del Codice della Giustizia Militare (U.C.M.J.) che proibiva ai soldati U.S.A. il sesso con gli animali. E, sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, in ben 15 Stati (Alabama, Connecticut, Hawaii, Kentucky, Nevada, New Hampshire, New Jersey, New Mexico, North Carolina, Ohio, Texas, Vermont, West Virginia, Wyoming, District of Columbia), a Guam e nelle Samoa americane la Zooerastia non viene perseguita penalmente.

Sono numerosissime le denuncie raccolte in tutto il mondo da associazioni animaliste. In alcune di esse si parla di veri e propri “stupri di gruppo” ai danni di pecore, bovini, maiali, cavalli, asini ed altri animali, che avvengono in stalle dove i proprietari organizzano a pagamento queste “serate di svago”. Spesso gli animali, prima di essere stuprati, vengono drogati, legati e immobilizzati, ed è frequente la pratica di avvolgere loro sul muso e intorno alla bocca del nastro isolante per evitare che emettano lamenti o che mordano i loro aguzzini. E pare che vi sia una forte richiesta per “accoppiarsi” con animali esotici e rari, per “incontri” con i quali vi sarebbero persone disposte a pagare cifre anche esorbitanti.

Il dato più allarmante è che esistono in Europa numerose associazioni di praticanti della Zooerastia che ne chiedono la piena legittimazione, sostenendo che si tratti di un “legittimo orientamento”, di una “stile di vita”. Una di queste associazioni, chiamata Zeta, in Germania raccoglie oltre 100.000 iscritti, e il suo Presidente, tale Michael Kiosk, si definisce “fidanzato” con un cane lupo, un pastore tedesco di otto anni, con il quale ammette di avere ripetuti e frequenti rapporti sessuali. Kiosk rilascia spesso interviste a radio, giornali e televisioni, sostenendo impunemente di battersi per i “diritti” di quelli come lui.

Il problema in Italia, per quanto sia diffuso, è poco noto all’opinione pubblica e viene spesso sdoganato come una “banale” pratica sessuale, con la complicità di quella mentalità diffusa che porta molti nostri connazionali a trattare e considerare gli animali alla stregua di oggetti.

Il sito internet www.cronacamilano.it ha denunciato che in Italia, nel 2010 “sono stati segnalati e registrati 22.300 annunci online di ricerca ed offerta di sesso con animali, equivalenti a 12.000 link free equindi liberamente accessibili anche a bambini. Non da ultimo, inoltre, in numerosi dei siti menzionati sono i bambini, insieme agli animali, i protagonisti dei filmati pornografici offerti”.

In Italia, la Legge 189 del 20 Luglio 2004 sul “Maltrattamento di animali” prevede sanzioni per chi “per crudeltà o senza necessità cagiona una lesione ad un animale, ovvero lo sottopone asevizie, o a comportamenti, o a fatiche, o a lavori insopportabili”. Masi tratta di una legislazione molto blanda e facilmente aggirabile. In pratica, come denuncia la Feder F.I.D.A. Onlus, non esiste una norma chiara e specifica che vieti o sanzioni lo stupro sugli animali.

Come rilevano molti psichiatri, la Zooerastia si configura sempre in una mente malata, con una patologia ben definita che non riguarda solo la sfera sessuale, ma anche una insita necessità di violenza. Le statistiche parlano chiaro: è infatti molto frequente che chi stupra gli animali prima o poi passi a farlo con esseri umani, soprattutto donne e bambini.

Esistono in tutto il mondo, e purtroppo anche in Europa, delle potenti lobby di potere che tutelano certe pratiche e fanno indebite pressioni sui governi e sui parlamenti affinché vengano approvate norme che le permettano o le legalizzino. Tutto questo è inaudito e intollerabile!

Una campagna di sensibilizzazione sul problema è stata lanciata dalla Federf  F.I.D.A. onlus, che ha anche avviato una petizione per chiedere al Parlamento Europeo che la Zooerastia diventi un reato penale. La si può trovare online, in diverse lingue, a questo indirizzo: www.thepetitionsite.com/775/188/975/stop-alla-zooerastia

Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a simili pratiche, se è vero che, come scrisse il Mahatma Gandhi, “la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.

Nicola Bizzi

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