Niente Senato elettivo

In pochi giorni grazie anche al metodo del ‘canguro’ sono riusciti ad essere bocciati quasi tutti gli emendamenti in discussione anche i più ostici che avrebbero potuto vedere i frondisti Pd unirsi con quelli di F.I. più le opposizioni e veder così battuta la maggioranza come accaduto oggi. L’emendamento più pericoloso che avrebbe potuto creare più problemi al premier è sicuramente quello presentato da Augusto Minzolini ,il primo di una serie che riproponeva un sistema bicamerale e un Senato elettivo, ma i 171 contrari hanno superato i 114 favorevoli e così  in questo caso la riforma del governo non ha visto cambiare neanche una virgola dal suo testo originale sull’elezione dei nuovi inquilini di Palazzo Madama.

Questo clima che sembrava essersi rasserenato almeno prima del voto sull’emendamento della Lega Nord, secondo voci di corridoi, aveva permesso ai due relatori, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, di limare le proposte di mediazione su alcuni punti ancora aperti, come quello sulle firme per i referendum e per i ddl di iniziativa popolare, nonché le modalità di elezione del presidente della Repubblica, argomenti caldi che rischiano di compromettere ancora una volta il buon esito dei lavori in Aula e di ripresentare il problema dell’ostruzionismo come forma di protesta.

Che dire sembrerebbe quindi che Renzi abbia ascoltato in pieno il suggerimento-ordine di mettere sul tavolo anche la riforma elettorale, tant’è che lo stesso premier ha affermato che parte dell’Italicum verrà modificato direttamente in Aula durante la discussione del nuovo Senato. Non ci resta che vedere che ne sarà delle nostre nuove Istituzioni e del modello con cui avremo la possibilità, si spera di potere leggere nel futuro i nostri rappresentanti…

 

Guerriero del risveglio