Napolitano abolisce vecchi retaggi monarchici

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Non siamo più una monarchia, ma il cerimoniale di corte è a tutt’oggi qualcosa che va rispettato lì al Quirinale. E, dal momento che tutte le monarchie europee si modernizzano, basti pensare al matrimonio borghese del principe William, anche l’Italia vuole la sua dose di spregiudicata inottemperanza al rigido cerimoniale di tradizione.

Napolitano, infatti, già al discorso d’inaugurazione dell’anno giudiziario aveva deciso di sedere accanto al presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, rifiutando il suo posto al centro dell’aula. Ora ha deciso di tagliare il trono presidenziale da qualunque cerimonia. D’ora in poi ci sarà una seduta tra il pubblico.

Per l’Ansa è un fatto “simbolico in tempi di crisi”.

Simili esempi di sobrietà populista si diffondono a macchia d’olio, quando la fascia politica vuole cavalcare opportunisticamente proteste e disagi.

Il tanto chiacchierato sindaco messinese, Renato Accorinti, ha infranto ogni regola di cerimoniale presentandosi scalzo ai consigli e perfino agli incontri al vertice a Roma con la sua magliettina “no ponte”. E le tende degli uffici del consiglio comunale ora si lavano a casa, per risparmiare le spese di tintoria.

Sì perché sono queste le piccole cose che fanno andare avanti l’Italia, che fanno rientrare i conti pubblici, mantenere sobri gli italiani, e che fanno sopportare i riscaldamenti chiusi nelle scuole e al Conservatorio di Messina dove i musicisti suonano con le dita ghiacciate, le sciarpe al collo e cappelli in testa.

Sì questi gesti di sobrietà ci scaldano il cuore, e così non abbiamo bisogno di inquinanti mezzi di climatizzazione. Quelli li lasciamo al pomposo cerimoniale monarchico da abolire.

Giselda Campolo