Mercato di carne ed ossa

 

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Senza tanti giri di parole, è verosimile affermare che il fenomeno dello spostamento di masse umane dall’Africa e dall’Oriente verso l’Italia (da un continente, verso una piccola Nazione), sia, sotto ogni punto di vista logico, un fenomeno pilotato.

Ora, il problema numero uno da risolvere è individuare CHI sta manovrando questi flussi; il secondo è capire quale impatto stia determinando e, dulcis in fundo, delineare quali conseguenze deriveranno dal medesimo impatto.

In primo luogo, tocca sgomberare il campo dal fattore politico, cosicché si possa procedere a far chiarezza al di là delle strumentalizzazioni di cui ci occuperemo in finale.

Un dato è certo: chi giunge in Italia dall’Africa o dall’Oriente non ci giunge per propria spontanea volontà. Ma ci giunge grazie ad una rete di contatti che si occupa del reclutamento, del trasporto e della successiva sistemazione di questa gente. E chi si occupa di queste mansioni specula sulla pelle dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Altrimenti non sarebbe plausibile, logicamente parlando, ritenere che un soggetto ad esempio del Ghana, con uno stipendio medio di un dollaro la giorno, possa decidere di propria spontanea volontà di abbandonare la famiglia, i cari e gli amici e scappare dalla sua terra natia per finire non si sa bene dove senza uno straccio di garanzie in tasca. Inoltre, sempre per logica, ci dovremmo porre il seguente quesito: come può un soggetto, che vive in un villaggio privo di qualsivoglia infrastruttura, arrivare a pensare quale direzione prendere per arrivare qui? E con quali danari sosterrebbe un viaggio, come ci viene detto, di mesi e mesi e pagare l’imbarco da migliaia di euro? È impensabile. Questa è la risposta.

Dunque è matematico che vi siano persone atte a dare informazioni e direttive su come fare, dove andare e come agire. Questo qualcuno, è chi appartiene alle élite locali il quale è in contatto con le élite europeiste.

Dunque ci sono degli speculatori che sfruttano la povera gente ignorante, ne amministrano il futuro in base ad un piano criminoso e, senza pelo sullo stomaco, se ne servono per generare introiti meschini.

Al fine di conferire una dimensione suggestiva e far digerire ad un popolo di idioti, quale quello italiano di oggigiorno, tale meccanismo, entrambe le élite hanno stabilito la creazione della figura del traghettatore. Figura che nell’immaginario di dantesca memoria è stata sempre rappresentata da un essere spregevole. Infatti, chi finisce in galera (quelle poche volte che viene catturato) è sempre e solo il barcaiolo. Non altri. Ottima trovata, ma poco efficace se parliamo estromettendo la politica dal discorso, come stiamo facendo in questa occasione di riflessione.

Stabilito che gli artefici (CHI) sono le élite presenti sulle due sponde, non resta che concentrare l’attenzione sull’impatto che ciò determina.

Prima di tutto, vi è un impatto di carattere umano il quale si ripartisce su due fronti: quello africano/orientale e quello di noi autoctoni. I primi vengono illusi con false promesse di un radioso futuro pronto a spalancare loro le porte del paradiso in terra; e poi ci siamo noi italiani/e che, invece, veniamo sottoposti/e ad una pressione di carattere lessicale e psicologico da paura.

Se i primi finiscono per brevi periodi (grazie alla volpe dell’interno) in alloggi confortevoli in cui ricevono l’ordine di gettare il cibo e dar vita a manifestazioni infiltrate ed ultraorganizzate sfacciatamente insopportabili al fine di irritare la sensibilità popolare (su cui torneremo dopo); noi italiani/e siamo messi/e nella condizione di rivangare stupidamente nel nostro recente ed offuscato passato fascista alla ricerca di una giustificazione – introvabile – per permetterci di esprimere palese dissenso. Operazione quanto mai ridicola, anacronistica e per giunta aggravata dalla restrizione lessicale del termine più in voga oggigiorno: razzista. Un termine che non ha mai attecchito nel nostro encefalo in quanto quello latino mediterraneo è un popolo storicamente aperto ed ospitale che del colore della pelle non si è mai curato. Ma il ridicolo sta nel fatto che, ad accusarci di razzismo, sia proprio quella parte nordeuropea la quale ha costruito il proprio crasso presente economico/finanziario proprio sfruttando e schiavizzando i continenti da cui giunge l’umanità di cui parliamo. Mi riferisco a Francia, Germania, Inghilterra, Olanda e Belgio in particolare. Terre che hanno estratto e continuano ad estrarre ogni Bendidìo a costo zero senza far ricadere nemmeno una briciola sul popolo saccheggiato ma anzi coartandolo in un sistema allucinante.

E’ l’europeina para-atlantica degli usurai che gestiscono le politiche statuali, dirette da ometti e donnette privi/e di spina dorsale totalmente proni/e ai loro desiderata, che oggi osa puntare il dito insanguinato contro il sano popolo italiano per sputargli addosso sentenze tanto oscene quanto illogiche ergo inaccettabili. Sono questi passacarte da strapazzo che vantano amici, fratelli, padri, nonni, bisnonni e trisavoli sciacalli ed assassini ispirati al calvinismo materialista più cieco che ci chiamano razzisti dalle pagine dei loro quotidiani diretti da altri servi di quel potere che si regge sul nulla. Ed è proprio questa mancanza di palle che suscita in noi italiani/e un senso di stupore misto a fiera ripugnanza.

Questa sudditanza al mondialismo che non mostra cenni di filantropia, che si crogiola nel solco tracciato dal fallimentare capitalismo orlato di bieco comunismo neocons a fare più specie.

Da questa copula ideologica, è fiorito il modo di parlare politicamente corretto, inaugurato da un eminente lobbista come Bill Clinton, quello che si faceva spompinare da una stagageur in vena di farlo nero. L’ennesima tappa dell’agenda mondialista, ha messo le radici proprio qui.

Ed eccoci all’impatto.

L’impatto sarà duro tanto per chi è stato sbattuto qui ad interpretare la parte del poveraccio che evade da una realtà di guerra (guarda caso guerra ideata ad hoc dall’atlantismo millenarista) perché presto si ritroverà in strada ad elemosinare un tozzo di pane da mettere sotto ai denti oppure a spacciare per vivere (gli uomoni) o si ritroverà su di un freddo marciapiede a vendere il proprio corpo (le donne); quanto duro lo sarà per noi italiani/e. Noi ormai incistati dal verbo televisivo. Incapaci di esprimere un sentimento se non per frasi preconfezionate dalla politica. Quella politica che di politico ha conservata la sola veste lessicale smarrendo quella semantica/filosofica insegnataci da San Tommaso d’Aquino secondo il quale politica equivale a “morale sociale, cioè scienza di ciò che l’uomo, come animale socievole, deve fare, orientandosi verso un determinato fine”. In parole povere la Politica con la P, che nasce dalla filosofia Politica in cui essa “è riflessione razionale, seguita da azione concreta”. Quanto di più distante dalle nostre pupille.

L’azione deriva dall’essere e il modo di agire da quello di essere… sembrano parole al vento oggi.

Tale impatto sarà per noi tanto più duro quanto più tempo lasceremo ancora trascorrere prima di eliminare la metapolitica contemporanea da mezzo. Da questa masnada di decerebrati non caveremo un ragno dal buco, sappiatelo.

La soluzione finale.

Alla fine le cose non andranno certo come lorsignori hanno previsto. Ci potete contare. I loro piani fanno acqua da ogni parte e sono destinati a cadere loro addosso. La Storia è piena di eventi simili creati ad arte e poi risoltisi in un nulla di fatto. Certo, per mettere mano ai casini determinati in questi tempi buii ci vorrà molto lavoro ma l’essere umano è formato per mettere ordine, lo fa da quando calca questo pianeta. E forse lo faceva anche prima su un altro pianeta prima di questo.

E sapete chi e come rimetterà ordine prima che prenda forma la fantozziana realtà del nuovo ordine mondiale che tutti i capetti di Stato recitano come un mantra per compiacere i loro padroni? Saranno proprio i nostri fratelli e le nostre solerre dell’Africa nera.

Per Secoli hanno subìto che a schiacciarli fosse il tacco di ferro dei padroncini nordeuropei. L’Africa li hanno sopportati prendendosi dosi inenarrabili di insulti, regalando loro miliardi e miliardi di vite umane. Ma l’africano, severo, ponderato e paziente, ha atteso che i tempi maturassero. Ed ora è quasi, dico quasi, pronto per muovere il suo primo passo all’interno della Storia dei bianchi idioti.

Le avvisaglie ci sono tutte. Da ultimo le esternazioni sull’ebola e sull’aids proferite dal Dottor Cyril Briderick, eminente Professore liberiano di Patologia Vegetale secondo il quale le summenzionate patologie non sarebbero altro che strumenti messi a punto nei laboratori (dei bianchi idioti) allo scopo di ridurre la popolazione africana, e non solo aggiungo io. Che questi due virus siano sorti da un accoppiamento tra uomo e scimmia e dall’ingestione di guano di pipistrello è una cazzata che batte persino i risultati della commissione Warren.

E non sarà né l’islam né il cristianesimo né altro a fiaccare il fiero negro lungo questo cammino che si è disegnato autonomamente senza che fosse stato il vile bianco nordeuropeo a passargli il gessetto. No, con loro questi giochi non troveranno terreno fertile. Il negro è per natura refrattario sebbene si lasci suggestionare. Oggi è musulmano o cattolico, domani tornerà animista in un baleno!

Sarà questa l’Africa del Vero nuovo ordine mondiale. Non ci sono dubbi. Che se lo stampino bene in fronte quelli di Bruxelles e di Washington per primi. E lo facciano presente soprattutto a quel farabutto di Henry Kissinger, quello che, col tatto che lo contraddistingue, ebbe a definire la popolazione mondiale “inutili mangiatori di cibo” e poi venne premiato col Nobel per la Pace nel 1973 mentre mandava in frantumi il democratico Cile. Un essere che a noi italiani ha regalato 55 giorni indimenticabili nel 1978. henry Kissinger, l’essere disumano che da sempre, assieme ai sodali Rothschild, Soros e compagnia bella, anzi orrida, anela alla riduzione della popolazione mondiale.

Non so quanto ancora mi resterà da vivere, ma so per certo che se non toccherà a me farmi due risate nel momento in cui la torre di Babilonia crollerà di nuovo al suolo, sarà qualcuno che ha letto queste righe. Il giocattolo delle agenzie delle nazioni unite è sull’orlo di fare bum, come il giocattolo di colui che “viene dalla fine del mondo”.

Andrea Signini