Marra: timore che la Cassazione, il 7.11.13, non cassi la vergognosa negazione dei giudici partenopei del diritto agli indumenti protettivi e al loro lavaggio per fognaioli, netturbini, seppellitori e giardinieri di Napoli.

 

cassazione-giudici-2Marra: Cassazione Lavoro: ragionevole timore che il 7.11.13 non cassi la vergognosa negazione dei giudici partenopei del diritto agli indumenti protettivi e al loro lavaggio per migliaia di fognaioli, netturbini, seppellitori e giardinieri del Comune di Napoli.

Credo proprio che i fognaioli, ma anche i netturbini, i seppellitori e i giardinieri, del Comune di Napoli siano i lavoratori europei più esposti alla sporcizia.

Sennonché il Tribunale e la Corte d’Appello Lavoro partenopei, che condannano giustamente i privati (tra cui l’ASIA, per i suoi netturbini) che espongono alla sporcizia i loro dipendenti senza indumenti adeguati, negano invece quello stesso diritto, con argomentazioni di una pretestuosità singolare per la sua sfacciataggine, oltre che a quegli stessi netturbini per il periodo in cui erano comunali, ai fognaioli, ai seppellitori, ai giardinieri e ai pulitori delle spiagge dipendenti del Comune di Napoli.
D’altra parte – scrive da decenni la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – la magistratura italiana non è imparziale quando giudica la pubblica amministrazione..
Anzi, aggiungo io, è legatissima da rapporti di ogni specie sia ad essa che alle banche e alla politica.
Al limite quindi sdegna, ma certo non meraviglia, se i giudici napoletani condannano i privati ma assolvono il Comune sostenendo in pratica, incredibilmente, nelle loro sentenze che, sol che siano comunali, i fognaioli, i netturbini e i giardinieri, possano addentrarsi in jeans e maglietta senza problemi e senza temere infezioni nelle fogne, tra la spazzatura della città e delle spiagge, tra i defunti, e nel lerciume dei giardini pubblici.
Né devono temere – sempre secondo quei giudici – che quei jeans e quelle magliette possano infettare gli indumenti dei figli e delle mogli quando li lavano nelle lavatrici di casa, peraltro del tutto inadeguate, perché si tratta di tipi di sporcizia che richiedono trattamenti particolari.
Centinaia di sentenze che, ancorché anomale, conto poco siano riformate dalla Cassazione, il 7 novembre 2013, perché non ritengo che le molte sentenze di condanna della Cassazione in fattispecie analoghe costituiscano precedenti, visto che lì si è trattato di condannare privati, laddove qui si tratta di condannare il Comune di Napoli.
Un pessimismo verso la cassazione che ha radici profonde ed è legato al modo in cui l’ho sempre vista operare: non solo compiacente con i potenti e cinica con i deboli, ma soprattutto indifferentemente super-permissiva (ad esempio con le banche) o giustizialista secondo quanto le conviene; giuridicamente rozza o sofisticata o cervellotica secondo se vuol coprire, negare, asserire ecc.
In pratica una ‘giustizia’ – e anche delle ‘forze dell’ordine’ – vu cumprà, il cui livello di indifferenza al diritto, il cui opportunismo, la cui pochezza, la cui iniquità e mancanza di neutralità, ha superato da decenni i limiti di ogni decenza.

Una ‘giustizia’ e delle ‘forze dell’ordine’ piene di segreti innominabili, grumi inqualificabili, massoni deviati e non, collusioni inimmaginabili, e che fanno di tutto per sfruttare la paura che generano nell’ambito di una guerra contro noi che invece dovrebbero proteggere.
Una ‘giustizia’ e delle ‘forze dell’ordine’ che fingono di proteggerci dalla mafia solo per depistarci dal fatto che non ci proteggono dalle banche, alle quali consentono di rubare sei settecento miliardi l’anno attraverso la pratica illecita dell’anatocismo, delle commissioni di massimo scoperto, dell’accredito tardivo dei versamenti, dei tassi passivi esosi sui prestiti di denaro altrui, dei tassi attivi infimi sui soldi tuoi eccetera, per non parlare del signoraggio: crimine che gode del loro più accanito sostegno.
Una ‘giustizia’ e delle ‘forze dell’ordine’ che fingono di non sapere che le tasse sono illecite e non vanno pagate ma abolite, perché servono solo a rastrellare denaro inverato per comprare dalla BCE e dalla Banca d’Italia il denaro da inverare che lo Stato deve invece produrre da sé a costo zero senza creare alcun debito pubblico né generare alcuna svalutazione, come spiego nel mio documento sul signoraggio, che fingono di non conoscere, perché sono oltretutto così intorpiditi dal benessere da aver perso ogni acume sicché, come tutti gli ottusi, non si fidano, mormorano tra loro a mezze parole che conviene non toccar nulla, che non si sa mai, che stanno bene così, che se cambiasse qualcosa magari influirebbe sui loro grassi stipendi, sugli agi, i  vantaggi..
Una ‘giustizia’ e delle ‘forze dell’ordine’ che non sanno dove stia di casa la dignità; che sanno meglio di te le cose di cui le accusi, ma se ne fottono; una ‘giustizia’ e delle ‘forze dell’ordine’ affariste, che fanno commercio della ricerca di festuche nell’occhio altrui negligendo la trave nel proprio; che quando ‘irrompono’ corrusche nelle aziende è per spaventarti e indurti a pagarle; una ‘giustizia’, un apparato pubblico, delle ‘forze dell’ordine’, costituiti, scrivevo venti anni fa: «..da un enorme numero di individui di poco conto, i quali, speculando sulla loro invisibilità, si muovono tuttavia con l’arroganza di chi sa di poter contare sulla collusione di un vasto contesto .. sentendosi coperti dall’immunità basata sull’esercizio sistematico della minaccia, appreso del resto per guadagnarsi la vita, perché è da manuale che gente così, se la si va a conoscere meglio, la si ritrova attrezzata al di sopra delle sue possibilità e piena di posti, pensioni, licenze, permessi speciali, doni, favori, servizi, forniture di alimentari e caccavelle per sé, per il parentado, per le commarelle e per i comparielli tutti meglio che se fossero politici della così detta prima repubblica».
Un mostruoso apparato che dobbiamo battere o batterà definitivamente sia noi che la civiltà; un apparato di ‘onesti’ che sono in realtà una pericolosa accozzaglia di ipocriti succhiasangue.
23.10.2013