Marra: Le prime 12 cose da fare per risolvere i problemi della società, ma innanzitutto per fermare l’involuzione climatica e l’inquinamento atomico e non che la causa, che altrimenti in breve ci annienteranno. Cose tutte impossibili da realizzare se prima la società non giunge alla comprensione del modo di formazione del pensiero di cui a La storia di Giovanni e Margherita, e quindi alla riformulazione della cultura, laddove per cultura si intenda il modo che gli uomini mediano di dover avere in comune nel vedere la realtà.

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PREMESSA

È cosi tanto tempo (millenni) che gli uomini si affannano a formulare proposte basate sul bene, il bello, il giusto e l’utile, che è forse il caso di chiedersi perché non hanno mai funzionato.
La risposta è che, a questi livelli di metodo nell’esercizio del pensiero e dell’essere, l’errore consiste nell’avere degli obiettivi, perché non possono essere raggiunti.
Occorre cioè un nuovo metodo, un nuovo modo di esercitare il pensiero, che può essere solo frutto di una nuova cultura, laddove per cultura si intenda: modo che gli uomini mediano di dover avere in comune nel vedere la realtà.
Una nuova cultura che consenta di giungere a nuove forme del conoscere rispetto a tutto quanto già si sa.
Una cultura che può nascere solo se la società e i singoli infrangono la barriera del loro inconscio fittizio causando così la fine dell’attuale stadio (stadio dell’abiezione) dello strategismo (che è la chiave di lettura del comportamento umano e la principale causa del malessere dell’uomo di oggi) e l’inizio di un’era in cui lo strategismo – che è necessario, perché la vita è comunque rapporto di forza – divenga leale, o almeno più leale.
Accadrà? Credo di sì, altrimenti in breve supereremo (se non l’abbiamo già superato) il punto di non ritorno dell’involuzione climatica e ci estingueremo.
Fermo restando però che non accadrà se prima la società non avrà bene introitato quello che ho scritto nel 1985, in La storia di Giovanni e Margherita, circa il modo di formazione del pensiero.

Le prime 12 cose da fare

-1) Abolire l’uso del termine ‘consumatore’, perché riconduce al consumismo, cioè a quella subordinazione dell’uomo alle logiche economiche, anziché delle logiche economiche all’uomo, che ci ha rovinati.

-2) Ridurre a pochi giorni la durata delle cause, specie dinanzi alla Corte Costituzionale: -a) triplicando, o se occorre persino decuplicando, il numero dei magistrati; -b) meccanizzando radicalmente la giustizia; -c) fissando criteri automatici obbligatori di assegnazione delle cause ai giudici o delle indagini ai pm per evitare la predeterminazione dell’esito delle indagini e dei processi mediante le strategie di assegnazione; -d) legando l’automatismo delle carriere dei magistrati a criteri oggettivi; -e) eliminando la giustizia amministrativa; -f) rendendo possibili le azioni di responsabilità nei confronti dei magistrati, da impossibili, e infatti inesistenti, che sono oggi.

-3) Rendere pubblica mediante confisca penale la Banca d’Italia, confiscando quindi anche quel 15% circa della BCE di proprietà della Banca d’Italia, e aprendo così gli occhi del mondo sul signoraggio primario e causando quindi le condizioni per poterli eliminare.

-4) Eliminare il signoraggio secondario (lucro sui prestiti di denaro altrui)eliminando l’anatocismo, l’accredito differito dei versamenti, le commissioni di massimo scoperto (e altre analoghe), e pareggiando i tassi attivi a quelli passivi, in modo che gli interessi vadano ai proprietari dei soldi (e allo Stato in relazione agli interessi frutto dei prestiti realizzati mediante il moltiplicatore monetario), e giammai alle banche che, non essendo proprietarie dei soldi, hanno diritto solo al compenso per i servizi.

-5) Attribuire ai parlamentari europei il potere di iniziativa legislativa, e al Parlamento europeo il potere di promulgare le leggi, che oggi non ha perché è un finto Parlamento che serve solo da alibi alla Commissione e al Consiglio, che sono i veri legislatori dell’UE e sono nelle mani della burocrazia, a sua volta al soldo delle lobby bancarie.

-6) Promulgare la mia legge (del 1995) in sei articoli sull’etichettatura dei prodotti agricoli e ittici nella vendita al dettaglio, perché la riconoscibilità delle cose, e la comprensione del perché alcune sono buone e altre no, è il punto di partenza di un enorme sviluppo dell’agricoltura e della pesca, dell’economia in generale, della buona alimentazione e della civiltà.

-7) Promulgare la legge sugli imballaggi, che pur essa giace nei cassetti del Parlamento europeo dal 1994, per così sostituire il polistirolo con un ‘polistirolo’ fatto di cereali, vietando inoltre l’uso della plastica, a partire dalle bottiglie, ottimizzando le reti idriche per incrementare l’uso dell’acqua di rubinetto.

-8) Istituire sussidi pari alle retribuzioni per i disoccupati, da pagare, come qualsiasi altra cosa, semplicemente stampando (o creando elettronicamente) i soldi necessari (cosa che – lo ribadisco – non produrrà alcuna svalutazione: approfondisci dal documento sul signoraggio da marra.it), perché si dice da secoli che le macchine avrebbero liberato l’uomo dalla schiavitù del lavoro e, ora che l’hanno liberato, questo fenomeno deve essere interpretato appunto come liberazione, non come disoccupazione.

-9) Fermare le produzioni dannose in quanto inutili, perché l’occupazione va garantita altrimenti che producendo inutilmente inquinamento.

-10) Avviare – sempre con i soldi che si stamperanno, ‘monetizzando’ così la società – un’immensa riconversione industriale consistente in questa prima fase nella creazione di un altrettanto immenso processo di ristrutturazione delle città e dei territori, nonché di arresto dell’inquinamento e disinquinamento dei mari, delle terre e dei cieli, usando per farlo, e per fare ogni altra cosa, forme di energia pulita, che esistono già e possono essere prodotte immediatamente su vasta scala, ma vengono osteggiate per favorire il petrolio.

-11) Avviare la meccanizzazione di ogni aspetto della vita civile a partire, oltre che dalla giustizia, dalla Pubblica Amministrazione.

-12) Fermare immediatamente le centrali atomiche, perché Fukushima sta purtroppo per darci la ‘grande sveglia’ (vedi l’articolo da signoraggio.it), e farci capire che occorre uno sforzo enorme del mondo intero per spegnerla, ma c’è ovviamente un rischio altissimo che altri drammi atomici si scatenino.

Alfonso Luigi Marra