MARRA: La legge sull’etichettatura: la legge che avrebbe salvato l’economia italiana (del 6.4.1995).

La «Legge per l’etichettatura degli alimentari nella vendita al dettaglio», che pubblicai il 6.4.1995 in sei articoli, che nell’aprile 2017 ho ridotto ad un solo articolo, avrebbe – tra l’altro – trasformato l’Italia nel Paese leader del settore leader, gli alimentari, e dunque nel Paese più ricco del mondo. Ma non piaceva alle multinazionali che dominano il Mondo..

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Proposta di legge per l’etichettatura
degli alimentari nella vendita al dettaglio

Relazione per gli On. Sig. Deputati e Senatori.

Onorevoli Colleghi, premesso che i frutti della terra e del mare hanno una gamma di sapori che variano dall’ottimo al pessimo secondo innanzitutto il luogo in cui sono stati prodotti o pescati, è indispensabile che l’Italia fornisca ai cittadini uno strumen­to per poterli distinguere e quindi scegliere. Oggi infatti l’ignaro cittadino, vedendo mescolati sui banchi di vendita i prodotti di tanti luoghi, non riesce a distinguerli se non a posteriori e senza potersi spiegare le diversità di gusto. Con il risultato, tra l’altro, in tanta confusione, della perdita di una serie di sapori fondamen­tali. Perdita grave perché l’alimenta­zione è tra­sversale a tutte le attività umane, e le culture si formano per la più parte proprio nella sfera conviviale. In Italia, ad esempio, stanno gradualmente scomparendo dalle abitudini alimentari una serie di prodotti di altissi­ma qualità che nessuna forma di agricoltura o di allevamen­to, per quanto accorta o sapiente, potrebbe mai ricreare in condizioni ambientali diverse: prodotti man mano soppiantati da altri magari più convenienti da produrre altrove, ma che non raggiungono gli obiettivi di una alimentazione di qualità, ed hanno generato un inaccettabile appiattimento dei gusti specie nelle nuove generazioni, del tutto indife­se perché prive di una memoria storica che consenta in qualche modo dei paragoni. Una situazione che ha pesantemente danneggiato anche la nostra economia ed ostacola i produttori che voles­sero cimentarsi nelle produzioni di qualità, perché andreb­bero incontro a costi che il mercato, non essendo in grado di distinguere, non restituirebbe. Gravi anomalie alle quali occorre porre rimedio median­te una legge che consenta la qualificazione analitica dei prodotti al dettaglio mediante cartelli o etichette esplica­tive. Una legge che in Italia avrebbe un impatto maggiore che altrove perché non è un mistero che i prodotti agricoli e ittici italiani sono di un livello qualitativo senza uguali nel mondo. Un livello qualitativo che abbiamo il diritto e il dovere di garantire anche alle genti degli altri Paesi.

«LEGGE SULL’ETICHETTATURA DEGLI ALIMENTARI. Art. 1) I prodotti alimentari destinati al pubblico devono recare un’etichetta o un cartello visibili e tali da non indurre in errore dai quali risulti il loro nome in italiano ed il Comune, la Regione, il Paese e l’azienda di origine. Deve altresì essere descritta in modo sufficiente a soddisfare le esigenze conoscitive dei cittadini la modalità di produzione o, per i prodotti selvatici, di raccolta, pesca o caccia, secondo un regolamento da emanarsi entro 90 giorni in funzione attuativa dei fini informativi tutti di cui a questa norma».

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