Marra: Il massone Luther King: un sogno bellissimo ma per un fine pessimo…

imagesInnanzitutto, non importa quanto è bello il tuo sogno, se non sei un massone – o meglio ancora un bilderbeghino, un trilaterino, un aspenino eccetera – i media non diranno una parola di esso e non ti verrà mai data la possibilità di accedere a posizioni importanti, pubbliche o private che siano, dalle quali poterne parlare.

Diciamo che, come minimo, se non sei un iscritto a questi club, dovrai allora essere un simpatizzante di sicura fede. Benché, negli ultimi anni, le dinastie bancarie che controllano la massoneria e tutte le altri organizzazioni illegali che da essa discendono, portano avanti solo gli iscritti; perché ormai sono pochissimi i capi di Stato e comunque i politici, giornalisti, ‘scienziati’, ‘filosofi’, ‘scrittori’ eccetera, di una qualche notorietà, che non siano interni ai vari ‘club’.

Quanto al famoso sogno di Luther King è stato un po’ come il riconoscimento della libertà sessuale alle donne, che è la vera essenza della ‘rivoluzione’ del 1968: fu cioè una cosa bellissima, ma fu voluta dal potere per fini, non di civiltà, ma di consumo; perché se non si fossero liberate le donne non sarebbe stato possibile avviare la società dei consumi.

Fu cioè una lotta tra il vecchio potere, il potere clerico-fascista, e il nuovo potere consumistico. 

Una lotta che il potere consumistico vinse facilmente, perché è chiaro che il vecchio potere, ottuso e prevaricatorio, non ‘prometteva’ altro che sottosalario, superlavoro e repressione sessuale e sociale, sicché non poteva che essere travolto da quello nuovo, che prometteva libertà su tutti i fronti, retribuzioni e diritti.

Retribuzioni e regolamentazione del lavoro che furono realizzati attraverso la Statuto dei lavoratori e la legge sul nuovo processo del lavoro, che furono il pane quotidiano per diversi anni anche per me che, proprio nel 1973, anno di promulgazione di quelle leggi, iniziai a fare l’avvocato in materia di lavoro e previdenza, per poi diventare, nel 1975, avvocato della Camera del Lavoro (ero avvocato per il Sud di alcune grandi categorie, come gli elettrici, nonché dei 14 comuni della Zona Flegrea).

Una vera e propria bellissima epopea, che avrebbe però avuto bisogno di alcuni correttivi, ovvero del supporto di una cultura di ispirazione umanistica, anziché consumistica.

Supporto la cui carenza, in alcuni decenni, ha dato a quella importantissima liberazione, non solo delle donne ma dell’intera società, connotazioni tali da mettere in forse la continuazione della vita dell’uomo sul pianeta.

Eravamo ad esempio una società in cui, in ambienti meridionali, scrivevo giorni fa in un altro documento, i figli davano del voi ai padri, che li schiaffeggiavano fin quando avevano la forza di alzare la mano (un mio amico e collaboratore, Biagio Cosenza, di Carbonara di Nola, all’età di oltre 50 anni, ha sempre dato del voi al padre fino a quando, pochi anni fa, il padre è morto).

Tradizioni poi sostituite da altre di cui la nostra intera società non sa più con che parole celebrare la bontà, la modernità, la civiltà, l’intelligenza eccetera, ma che devono avere in sé qualcosa che non va (nei fini e quindi nei modi in cui vengono esercitare), perché hanno fatto diventare di massa cose come il malessere sociale, la depressione, la psicosi, la droga, la fraudolenza, il malcostume ecc.

Allo stesso modo, il massone Luther King, con il suo sogno di uguaglianza e libertà senza distinzione di razza, che non era poi di una così straordinaria novità, è stato ad un certo punto prescelto dal potere e sostenuto affinché quel messaggio prendesse forza, dato che, come nel caso della liberazione sessuale femminile, non sarebbe mai stato possibile realizzare una vera società consumistica se prima non fosse avvenuta l’integrazione del mondo, non solo nero ma, in generale, ‘non bianco’.

Un’integrazione, dunque, anche qui, giustissima, come la liberazione sessuale femminile, ma che, in quanto realizzata solo per fini consumistici, non è stata orientata in un modo che generasse vera civiltà, perché gli Stati Uniti – per fare un esempio (cruciale) di inciviltà – sono oggi il paese che più di tutti sta distruggendo il pianeta (producono da soli il 25% dell’inquinamento, e sono i responsabili morali del ‘residuo’ 75%) e, in questo crimine contro l’umanità, hanno ‘democraticamente’ unito tutte le possibili razze.

Un’inciviltà che stanno facendo il possibile per esportare ovunque con sistemi tipo da ultimo la guerra alla Siria che, però, per fortuna, mi sembra il mondo stia rifiutando. 

Anche se bisogna fare un grande sforzo di divulgare la controinformazione perché il potere bancario, attraverso ‘uomini’ (da nulla) come Obama o altri servi sciocchi, visto che il tentativo di attribuire al governo di Assad l’uso delle armi chimiche non ha funzionato, cercherà ora di creare ‘scuse’ più efficaci. E non bisogna dimenticare che abbiamo a che fare con degli squilibrati che, ai fini delle loro strategie di dominio, non hanno esitato a fare cose come abbattere le torri gemelle.

29.8.2013

                                     
                                                              Alfonso Luigi Marra