MARINO DIMESSO? L’ENNESIMA ILLUSIONE chi e’ Marino? Chi lo ha creato?

Oggi, giovedì 8 Ottobre 2015, il Sindaco di Roma Ignazio Marino, ha rassegnato le dimissioni… sebbene con riserva (potrà ritirarle entro 20 giorni, come ha personalmente chiosato). Sorvolando su quest’ultima pagliacciata – tanto non tornerà – dobbiamo analizzare il punto di fondo di questa ennesima illusione metapolitica. I pupari (coloro i quali tirano i fili dei burattini in politica) hanno architettato la cosa con sopraffina abilità. Prova ne è il fatto che tutta la Capitale, stasera, sta esultando alla notizia; ma non sa cosa succederà a breve- Il nostro compito, adesso, consiste nell’analizzare passo dopo passo cosa abbiamo lasciato e cosa ci attende. Sappiate che c’è del losco. E questo losco sta nella tecnica dei tempi e nel metodo. Infatti, i pupari hanno dapprima fatto sì che venisse eletto, con una esigua partecipazione alle urne, un soggetto praticamente sconosciuto al grande pubblico ma ben conosciuto laddove si organizzano i piani politici per coglionare il popolo. Tanto per fare due conti rapidi, marino è stato eletto col 64% delle preferenze su una base del 45% dei votanti, vale a dire che è stato eletto col il 28% della popolazione totale, meno di un romano su tre. Ma questo è quello che passa la “democrazia del voto”… Grazie a ciò, i pupari, sapevano di poterlo “tenere per le palle”. Ne conoscevano vita morte e miracoli e anche quanto pelo sullo stomaco avesse uno che si sarebbe fatto sbattere fuori dagli Usa con disprezzo per aver fatto la cresta sui rimborsi (si veda: ilfoglio.it/…/ecco-la-lettera-con-cui-pittsburgh-smonta-pun…). Non a caso, appena insediatosi, marino salì alle cronache per la questione relativa alla panda parcheggiata nel centro storico. Il neosindaco si affrettò a dichiarare che la vettura non gli appartenesse, salvo poi essere emerso che l’avesse ceduta alla moglie Rossana Parisien Toldin, per 900 euro e con targhe nuove, addirittura munita di talloncino “ztl” per residenti (si veda: iltempo.it/…/marino-vende-la-panda-rossa-alla-moglie-1.1395…).  Poi fu la volta delle multe elevate per parcheggio non autorizzato nell’area “ztl” in capo alla stessa panda rossa. A questo punto, marino ebbe il fegato di affermare pubblicamente che tutte le multe erano state fatte sparire dai computer per mano di un esperto informatico (si veda:ilgiornale.it/…/multe-marino-nuova-accusa-lhacker-che-ha-ca…). Con questa immane balla, costui pretendeva di dissipare i sospetti fortissimi sulla sua condotta morale. Un esempio di sfacciataggine raccapricciante; e c’è da scommettere che tale condotta abbia fatto accrescere la libidine dei pupari che lo stavano monitorizzando per capire sino a dove si sarebbe potuto spingere. Poi fu la volta di “mafia capitale”. Marino si affrettò a prendere le distanze dai malavitosi ma quasi immediatamente emerse il fatto che egli avrebbe versato il primo assegno da sindaco nelle casse della cooperativa 29giugno, sebbene andasse a sbandierare ai quattro venti di non aver mai avuto rapporti con il creatore della cooperativa stessa, tale Salvatore Buzzi, uno degli esponenti di spicco di mafia capitale (si veda: tgcom24.mediaset.it/…/mafia-capitale-un-video-imbarazza-mar…). Poi, la paziente popolazione romana, ha addirittura dovuto subire lo sconcertante affronto dei Casamonica: gli zingari padroni di Roma. Siamo arrivati persino alla violazione dello spazio aereo capitolino da parte di un elicottero da cui sono fioccati petali di rosa. Segnale palese di un controllo istituzionale ridotto allo sbando più totale, come avrebbe commentato Noam Chomsky, “ci vuole del talento per non accorgersene”. Pensate solo per un istante se, al posto di petali, l’ISIS avesse lanciato antrace. Nessuno lo avrebbe impedito, visto che tutto il “cucuzzaro” non sapeva sulle spalle di chi dover fare ricadere la responsabilità di questa sesquipedale “svista” (Sic!)… E poi gli USA. Addirittura il papa lo ha sbugiardato in mondovisione.  Una sfilza di tristezze, umiliazioni ed offese memorabili che Roma non meritava davvero. Una Roma, ricordiamolo sempre, offesa anche nel ritocco grafico occorso ai suoi secolari simboli: la alienazione del titolo di Capitale; la perdita della corona dei Cesari rimpiazzata da cinque atroci palline colorate; e quell’ignobile Rome & YOU, una porcata inaudita, inutile ed inenarrabile di cui auspico un ripristino immediato dei vecchi simboli. (si veda: oma.repubblica.it/…/la_capitale_cambia_immagine_presentato_…nuovo_logo_rome_and_you-106992736/). Ma chi ha permesso che tutto ciò avvenisse, mentre la nostra Roma veniva letteralmente invasa di extracomunitari africani a cui hanno prontamente assegnato alloggi prestigiosi e case popolari in barba alle esigenze elementari di una consistente fetta di popolazione ridotta alla carità? Lui: Ignazio Marino del PD. Ma chi è costui? Da dove è saltato fuori? Allora, dovete sapere che costui è un genovese, nato a Genova il 10 Marzo del 1955. E’ stato più volte eletto senatore ma, come tanti altri suoi colleghi senatori, non lo conosceva nessuno in Italia. Salì alle cronache quando in qualità di presidente della commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e sull’efficienza del servizio sanitario nazionale, organizzo una marinata, una vera e propria messinscena. In quell’occasione, si recò in alcuni Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e denunciò lo stato orripilante in cui gli ospiti erano costretti a vivere. Anzi, a sopravvivere. Operazione prontamente ripresa dalla stampa di regime la quale si affrettò a sfornare servizi su servizi in cui marino veniva messo al centro di una nobile battaglia per i diritti e bla bla bla… Peccato però che anche in quella occasione Marino non si avvalse del proprio intelletto, bensì si limitò a ricopiare di fatto tutto il lavoro svolto molti anni prima da un medico di nome Roberto Cestari. Un uomo, a differenza di marino, dotato di genio e compassione pura, oltre che di amore per il prossimo ed indiscussa competenza in ambito medico-scientifico.  Tutto ciò è testimoniato dal capolavoro editoriale che venne pubblicato dal Dott. Cestari col titolo “L’inganno psichiatrico”. Libro straordinario di cui caldeggio vivamente la lettura chiunque; e da cui ho attinto varie volte per completare i miei pezzi. Come possiamo facilmente apprendere, sin dalle prime pagine del libro, l’esimio Dottor Cestari si recò, tra il 1991 ed il 1997, in decine e decine di strutture di OPG sparse su tutto il suolo nazionale. Egli poté compiere questa lunga serie di blitz grazie al sostegno personale giuntogli dall’amico siracusano Francesco Greco, senatore di sinistra degno di essere chiamato Onorevole (Sic!). Ed essi denunciarono tutto all’interno del libro menzionato sopra, malgrado solo un’esigua fetta della stampa coeva se ne rendesse conto e ne divulgasse le macabre scoperte. Dunque, la costruzione mediatica capziosamente confezionata dalla stampa di regime, servì esclusivamente a consentire l’ingresso ai piani alti della politica da parte dello sconosciuto Ignazio Marino il quale ne ha beneficiato al punto da poter essere rivenduto in tutta la Nazione come “il medico filantropo”. Un’operazione di maquillage sostanzialmente volta a mette in pista un emerito inetto, arrogante, spocchioso. Un soggetto gravemente minato nell’intimo da profondi complessi, come ha dimostrato egli stesso rivolgendosi con evidente squilibrio nei confronti della gente di periferia, come testimoniato da questo video: youtube.com/watch?v=GdtPgDfPqn0. O, come quando, intervistato da “Le Iene” di Italia Uno, perdeva l’equilibrio rischiando di cadere dalla bicicletta ad una distanza di 5 metri dall’intervistatore e malgrado l’evidente distanza tra i due, marino accuso l’intervistatore di averlo spinto per farlo cadere. Roba da pazzi. O, come tutte e tutti ricorderete, quando si lamentò di aver ricevuto una gomitata in testa dalla quale gli sarebbe spuntato “un bel bernoccolo”… ennesima marinata, del tutto inverosimile ed impossibile da credere ovviamente.  Sebbene queste azioni e queste scelte azzardate mettano in mostra il carattere inaffidabile di un soggetto come marino, sono tuttavia ritenute grandi qualità per essere in politica oggi come oggi che la finanza detta le regole. Possedere un profilo psichiatrico traballante e facilmente influenzabile (la scelta di omologare il suo viso a quello dei tanti ometti del PD e pennivendoli sedicenti di sinistra che si son fatti crescere la barba non è casuale ma un ordine proveniente da spin-doctors e look-manager) è una prerogativa ben ricompensata: avere teste pensanti in un’era come questa che stiamo attraversando, è un rischio che la finanza non vuole nemmeno prendere in considerazione, credetemi. Scegliere uomini scarsi è la loro unica via di salvezza. Concludo rendendo edotti voi lettori e voi lettrici circa una illazione che mi è stata riferita da parte di un soggetto che ho incontrato sotto all’ombrellone due mesi fa. La riporto in osservanza dell’Articolo 19 della Costituzione della Repubblica Italiana il quale recita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”. Ebbene costui mi ha confidato che “Marino ha fatto carriera perché si è prestato a fare le notti al padre di D’Alema il quale era allettato per una malattia molto grave. Quindi Massimo D’Alema gli ha reso il favore, piazzandolo in politica”. Ribadisco: queste parole mi sono state riferite da uno sconosciuto il quale me le ha confidate durante una conversazione da ombrellone; non esistono fonti accreditate o simili; e come tali io le riporto, facendo presente al Visconte Massimo D’Alema, verso il quale va tutto il mio personale rispetto e la mia più totale stima, che questa voce circola per tutta Roma, come ho poi potuto constatare e che, quindi, qualora non fosse veritiera, si dovrebbe adoperare tempestivamente per smentirla in quanto lesiva della sua onorabile immagine di politico e uomo pubblico. Ora la Capitale ha ritrovato il sorriso, ad un passo dal Giubileo per i 50 anni dal Concilio Vaticano II che tanti disastri ha generato fuori e dentro la Santa Romana Chiesa. Ma che si faccia tesoro dei mali occorsi: chi verrà dopo marino potrebbe essere anche peggio. Un dato è certo: l’esasperazione della gente è stata fatta salire con arte diabolica. Le premesse per sbattere fuori dal Campidoglio l’inetto genovese, c’erano tutte sin dalla prima ora. Eppure si è scelto di lasciarlo al suo posto. Si è voluto a tutti i costi far crescere il disprezzo e la rabbia. E chi ha ordinato che le cose si svolgessero in questo modo, ha calcolato che le dimissioni avrebbero innescato un senso di liberazione; momento propizio per piazzare colpi sinistri. Quando l’umore del popolo è alle stelle è molto più facile rivendere pan per focaccia. Apriamo bene gli occhi. Restiamo vigili. Non dobbiamo abbassare la difesa proprio ora che il peggio sembra passato. Gli architetti pupari, potete scommetterci, porteranno una nuova pietra in cantiere. Il nostro compito è quello di impedire che sia quella tombale sotto cui seppellire ciò che resta della nostra gloriosa città natale. Roma e tutto ciò che significa “ROMA” è un qualcosa che fa gola alla finanza e di conseguenza sono molte le formazioni da cui mantenere scrupolosamente le distanze. Ciò che adesso come adesso appare come la scelta più facile da compiere dal punto dio vista dei “cittadini” è invece una scommessa col demonio. Chi ha orecchie per intendere, intenda!

Andrea Signini