Lucio Fontana a Parigi │ Ritrovato Le Jour di Fontana

Una mostra completa che espone dai primissimi lavori degli anni ’20 agli ultimi del 1968.

Dal 25 aprile al 24 agosto Fontana è per la prima volta in Francia dopo il 1987, anno in cui la sua produzione fu esposta al museo parigino Pompidou.

Non solo le tele più note, ma anche 200 sculture insieme a ceramiche e installazioni.

Esposta anche l’opera a fondo oro identificata proprio nelle scorse settimane come Le Jour. Una tela che non era stata inserita, fino a questo momento nel catalogo ragionato di Fontana, ma che sembra essere proprio quella realizzata in casa del collezionista belga Luis Bogaerts nel 1962.

Bogaerts, infatti, non si era lasciato sfuggire l’occasione e aveva ripreso e fotografato l’esecuzione dell’artista proponendola alla televisione belga che la trasmise lo stesso anno.

Nel 2007 la ripresa era stata proiettata al Palais de Tokyo di Parigi, suscitando l’interesse per l’opera ritrovata appunto quest’anno.

Dopo il caso di Warhol sembra evidente che le nuove tecnologie sono una risposta importante anche per la storia dell’arte.

Una mostra con numerosi spunti creativi che può suggerire qualcosa anche a noi amici di Fermiamo le banche. Perché l’idea dello squarcio sulla tela, del velo di Maja,  potrebbe ispirare, a un pittore che fosse fra noi, un modo originale per rappresentare il nostro concetto meglio di qualunque slogan, incidendolo nelle coscienze.

Un Tiziano fra noi, forse costruirebbe un telaio doppio al quale cioè sono state fissate due tele, una dietro l’atra. Su quella più in dentro raffigurerebbe immagino un bel giovane a cavallo, come fosse un re, tutto vestito di porpora in un bosco quasi incantato ma fatto di volpi che si divorano da sole e lupe che allattano, e tal cavaliere ritratto come se arrestasse d’improvviso la sua cavalcata, sorpreso da un discreto osservatore. E avrebbe tra le mani, raffigurate secche come quelle della morte, delle buste di denari, squarciate anch’esse, dalle quali cadono al suolo così tante monete d’oro che in quelle bisacce certamente non sarebbero potute entrare. E sulla tela montata più in avanti l’artista rappresenterà una realtà naturale di foresta e animali giocosi, di uccelli che volano, beccano e si rincorrono. Questa tela allora sarà squarciata in più punti, e questi punti permetteranno di vedere il cavaliere oscuro dietro essa: l’allegoria della banca.

Giselda Campolo

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