L’orrore per le preferenze: entra in scena il Renzusconismo per salvaguardare gli interessi della casta

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L’intera casta politica non spreca occasione per demonizzare i piccoli partiti e il voto di preferenza, l’ultimo baluardo di democrazia elettorale

La sentenza della Consulta della Corte Costituzionale ha parlato chiaro. Anche se, con la recente pubblicazione delle sue motivazioni, abbiamo appreso con grande rammarico che essa non deve intendersi con effetto retroattivo (la casta politica presente in Parlamento e lo stesso Giorgio Napolitano avranno tirato un sospiro di sollievo), ha comunque delegittimato il famigerato Porcellum, ribadendo l’assoluta incostituzionalità delle liste bloccate e dell’assenza di voto di preferenza. In sostanza, si tratta di una sentenza che ribadisce la necessità di ritornare ad un sistema proporzionale puro con indicazione del voto di preferenza.

Siccome siamo in Italia, un Paese senza più alcuna sovranità ma in cui il teatrino della politica dimostra che tutto quello che esce dalla porta può rientrare tranquillamente dalla finestra, la truffa ai danni dei Cittadini è sempre dietro l’angolo.

Tramontato da tempo il nefasto Veltrusconismo, vediamo che, quando si tratta per la casta di salvaguardare i propri interessi, la regola dell’inciucio è sempre all’ordine del giorno.

Il recente incontro, nella sede del PD, fra l’uomo delle multinazionali Matteo Renzi e il massone Silvio Berlusconi ha sancito ufficialmente l’entrata in scena del Renzusconismo, una nuova forma di Veltrusconismo all’ennesima potenza, finalizzata a spianare al boy scout di Rignano sull’Arno la strada verso Palazzo Chigi e a garantire al Cavaliere un probabile salvacondotto per i suoi guai giudiziari. É infatti molto probabile che, con Renzi alla segreteria del Partito Democratico, venga in un certo modo allentata la morsa di una certa magistratura nei confronti del Berluskaiser e si vada verso una sua piena rilegittimazione politica.

Ma l’effetto immediato del Renzusconismo è stato l’intesa fra i due leader per arrivare ad un’ennesima legge elettorale liberticida e confezionata “su misura”, in spregio alla sentenza della Consulta e a totale vantaggio dei loro due partiti.

Ho sempre personalmente ritenuto il bipolarismo un’aberrazione, un qualcosa di estraneo alla nostra tradizione politica, un osceno scimmiottamento del sistema americano sicuramente imposto all’Italia da logiche esterne e riconducibili a gruppi di potere transnazionali per generare una parvenza fittizia di democrazia e per mettere a tacere tutte le possibili voci di dissenso non omologate con due schieramenti fotocopia l’uno dell’altro. La sentenza della Consulta ha probabilmente quindi terrorizzato i fautori di questo sistema, che sono immediatamente corsi ai ripari nel tentativo di difenderlo a tutti i costi, mettendo sul tavolo la proposta di una legge elettorale aberrante che di fatto reintroduce le liste bloccate e sbarra la strada al voto di preferenza. Contemporaneamente, gli alfieri del Renzusconismo hanno avviato una massiccia campagna mediatica, sguinzagliando nei vari talk show televisivi, sia della RAI che della Mediaset, mezze cartucce della politica con l’incarico di pontificare contro il voto di preferenza, di demonizzarlo, come se fosse la più grave delle minacce alla democrazia.

Il voto di preferenza è un diritto sacrosanto dei Cittadini, rappresenta l’ultimo baluardo di democraticità nei sistemi di voto, ma è sicuramente una minaccia per le poltrone di certi personaggi e per le decisioni preconfezionate delle segreterie di partito. E insieme al voto di preferenza questi biechi personaggi tornano a demonizzare anche i piccoli partiti, non nascondendo il loro desiderio di annientarli, di cancellarli dalla politica del Paese.

Addirittura, in quel teatrino dei politicanti che va in onda ogni mattina su La 7, un parlamentare del PD è arrivato a ipotizzare di abolire il voto di preferenza anche per le elezioni Comunali e per le Europee, sostituendolo con liste bloccate che prevedano la scelta dei candidati con delle assurde primarie.

Siamo veramente al delirio! Basta con le primarie farsa! Basta con le prese in giro! O ridanno ai Cittadini la possibilità di scegliere i propri candidati ed i propri partiti, anche i più piccoli, sulla scheda elettorale, o gli Italiani non voteranno più, accorgendosi di quanto il voto sia diventato inutile.

Il silenzio di questi giorni del Movimento 5 Stelle sulla questione è significativo. Sotto sotto le liste bloccate e l’assenza di un voto di preferenza fanno comodo anche a Grillo e Casaleggio per contenere il crescente dissenso interno che si ritrovano ad affrontare e per collocare nel nuovo parlamento che verrà deputati e senatori di esclusiva fiducia e meglio pronti ad obbedire alle loro direttive di quelli attuali.

Questa oscena e gattopardesca casta politica non merita più niente dagli elettori. L’astensionismo o l’annullamento della scheda dilagheranno e la travolgeranno. É fisiologico e inevitabile. Sono già delegittimati in partenza, eppure si sentono ancora qualcuno, pensano di contare qualcosa, si permettono di pontificare.

Gli unici due leader politici degni questo nome che hanno capito il problema sono Alfonso Luigi Marra del PAS e Marco Rizzo del Partito Comunista. Sono gli unici due che difendono a spada tratta il sistema proporzionale e il voto di preferenza.

Invito gli Italiani che ancora ragionano con la propria testa a non dare il proprio voto a chi ancora difende il bipolarismo e le liste bloccate e attacca il voto di preferenza.

Il bipolarismo è un cancro da estirpare. Solo estirpandolo e liberandosene una volta per tutte l’Italia potrà cominciare un percorso per diventare un Paese normale. Un percorso che prevederà necessariamente il ripristino del primato della Politica, una nazionalizzazione della Banca d’Italia, il riappropriarsi delle nostre sovranità, politiche e monetarie, l’uscita dai trattati vessatori europei e una definitiva liberazione dal giogo della tecnocrazia di Bruxelles.

Nicola Bizzi

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