L’Italia e’ la metà turistica più costosa d’Europa

Va bene avere un patrimonio artistico e culturale al di sopra della media, una gastronomia invidiata da tutto il mondo e paesaggi ineguagliabili. Ma avere le potenzialità per sfruttare tutto questo tesoro e non riuscirci perché fra tasse, gabelle, balzelli e mancanza di opportune strategie di marketing e valorizzazione diventiamo poi i più costosi del Vecchio Continente, sa davvero di beffa. E non potrebbe essere altrimenti, stando ad uno studio diffuso da Coldiretti sulla base di dati Eurostat 2013 in materia di affluenze turistiche. Il Bel Paese resta una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo, ma fare le vacanze nei nostri hotel ed alberghi costa mediamente il 10% in più rispetto al resto d’Europa e sicuramente più di ogni altro paese dell’area mediterranea. A frenare l’affluenza degli stranieri, sono gli elevati costi legati al soggiorno nelle nostre strutture attravero l’introduzione da qualche anno di odiose tasse e sovrapprezzi da far pagare ai turisti che, unita ai problemi strutturali che sta vivendo il settore turistico a causa della crisi voluta ed imposta dalle carogne massoni e bilderberghine, spiega e rende l’idea abbastanza bene di quanto ogni anno in termini di PIL ci stanno costando le vergognose manovre improntate all’austherity. Anche in un turismo che, se improntato alla sostenibilità sotto tutti i punti di vista, potrebbe rappresentare una grande opportunità occupazionale su cui poter far leva per rilanciare questo martoriato paese. Una situazione che poi produce quale logica conseguenza la fuga verso altre mete più a buon mercato come la Spagna, la Grecia ed il Portogallo se vogliamo restare nell’ambito dei paese tradizionalmente rivali o addirittura il Montenegro e la Croazia, parlando delle new entry di questi ultimi anni. Soggiornare in quei paesi infatti costa assai meno e questo spiega perché c’è stata una vera e propria fuga dal nostro paese, che è anche difficile da stimare in termini di potenziale incremento del nostro PIL. Il livello di tassazione più basso riesce infatti a colmare il gap in termini di attrazioni turistiche e questo spiega perché la Spagna ha conquistato lo scorso anno il primo posto per i visitatori internazionali, seguita poi a ruota da Grecia, Malta e Portogallo. Il nostro paese non figura nei primissimi posti, perché nel 2013 ha perso sia i turisti italiani che stranieri, ed anche per quest’anno la tendenza non si discosterà: un italiano su tre alloggerà – secondo Coldiretti – in albergo (28%), mentre aumenta il numero di chi preferisce soggiornare nelle abitazioni in affitto (19%), di proprietà (14%) o da parenti ed amici (17%). In aumento, grazie all’ottimo rapporto qualità/prezzo i villaggi turistici ed i Bed and Breakfast (7%), così come gli agriturismi (3%). Franco Svevo