L’importantissima sent. Cass 350/2013 suscita una vergognosa (emblematica) reazione dei giudici di merito e dei CTU perché colpisce le banche stabilendo che (ovviamente) c’è usura nei mutui sol che, computando il tasso di mora, l’usura vi sia al momento del contratto.

strilloLa Cassazione, con la sentenza n. 350/2013 – che è tanto fondata quanto ovvia, perché non fa altro che riprendere l’art. 1815 del cc – ha statuito che «si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori».

Recita infatti l’art. 1815, co 2, del cc: «Se sono convenuti interessi usurari (Cod. Pen. art. 644 e seguenti), la clausola è nulla e gli interessi sono dovuti solo nella misura legale».

Sentenza innovativa solo nel senso che la giurisprudenza di ogni grado era prima così piegata agli interessi delle banche da aver ‘rimosso’ il fastidioso art. 1815 cc.

Sennonché – udite udite – in un loro convegno, i CTU (che nelle cause banche servono solo ad aggravare i costi, perché non si vede perché i giudici non debbano controllare i conteggi degli avvocati, anziché quelli dei CTU), sono insorti all’unisono contro la Cassazione facendosi forti di alcune sentenze di giudici di merito così addolorati dal fatto che la Cassazione si è finalmente pronunziata contro le banche, da avere incredibilmente ‘tuonato’ contro la fondatissima 350/2013 definendola ‘creativa’, laddove la verità è che è incredibile che continuino, persino contro gli articoli del codice civile, ad essere così apertamente favorevoli alle banche.

Un’insurrezione giudiziaria a favore delle banche che lascia di stucco, e che costituisce un evento mai visto in 41 anni di professione.

Cos’è accaduto? Sono state le banche che hanno sobillato i CTU, mediamente molto più legati alle banche che ai codici, o sono stati loro stessi ad insorgere spontaneamente perché la 350/2013 rompe i fruttuosi equilibri esistenti tra certi giudici, i CTU e le banche? O sono vere entrambe le cose? ..Ai posteri l’ardua sentenza..

La cosa più buffa è che nessuno di questi sfacciati, dopo aver detto che la 350/2013 è creativa, è stato capace di aggiungere una parola di spiegazione su questa ridicola, mera asserzione: cosa del resto impossibile perché la sentenza è ineccepibile, visto che è previsto ed è ovvio che il contratto usuraio dia luogo all’usura di per se stesso e prima ancora che le condizioni previste si verifichino, ovvero a prescindere sia dall’eventualità che il mutuatario vada in mora, sia dalla concreta corresponsione degli interessi di mora.

La cosa importante è però vedere cosa accadrà ora: riusciranno le banche, tramite gli uomini del bilderberg, disseminati ovunque, a convincere la Cassazione a ‘tornare all’ovile’, o il ritrovamento della dignità da parte della Cassazione è definitivo, per cui difenderà la sua fondatissima sentenza?
Alfonso Luigi Marra