L’esercito ucraino accusato dell’utilizzo di armi chimiche

Nel corso di un’intervista rilasciata all’agenzia d’informazione Ria Novosti, il comandante Strelkov ha lanciato accuse dure e dettagliate contro i militari di Kiev. Secondo il comandante delle milizie di autodifesa di Donetsk, al termine dei bombardamenti effettuati dalle truppe governative alla periferia di Slaviansk, gli ospedali della città avrebbero cominciato a riempirsi di feriti recanti chiari sintomi di contaminazione da cloro.

Secondo i primi dati raccolti dalle milizie di autodifesa, l’esercito ucraino starebbe utilizzando cloropicrina: “abbiamo le prove ed intendiamo renderle pubbliche”, ha sentenziato Strelkov, aggiungendo che, nonostante il cessate il fuoco, l’esercito continua a bombardare una serie di quartieri alla periferia di Slaviansk. Il primo bilancio delle vittime registra un morto e feriti.

Nel corso di questa nuova offensiva contro il bastione ribelle di Slaviansk, l’esercito di Kiev sarebbe riuscito a occupare la strada intorno alle località di Nikolaevka e Nikiforovka, circondando l’intera città.  Per la seconda volta, i comandi della milizia popolare di autodifesa, l’esercito irregolare che, armi in pugno, si oppone alle forze militari del governo, sono tornati a denunciare  l’uso di armi chimiche  da parte dell’esercito ucraino, nel corso della sua offensiva contro la regione ribelle del Donbass.

Anche il governatore popolare della repubblica popolare di Donetsk, Pavel Gubarev, ha denunciato il ferimento, con armi chimiche, di diverse persone in seguito ad un attacco dell’esercito ucraino contro il villaggio di Semiónovka nei pressi di Slaviansk. A tal proposito, Roman Kolodkin, l’ ambasciatore russo a L’Aja, città nella quale ha sede l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), non ha escluso la possibilità , per Mosca, di presentare  all’Opac una richiesta di investigazione sul presunto utilizzo, da parte dell’esercito, di armi chimiche nell’Ucraina orientale.