L’economia italiana nel rapporto annuale dell’Istat

Strano affresco quello che emerge dal rapporto annuale dell’Istat sulle condizioni del paese nel 2013 presentato di recente. Mentre nel corso del 2013 la crescita economica internazionale continua, seppur debole e inferiore ai ritmi pre-crisi con un rallentamento sia nelle economie avanzate (per le quali la crescita si è attestata all’1,3% dall’1,4% del 2012), sia in quelle emergenti (4,7% nel 2013 rispetto al 5% del 2012), nell’economia italiana continuano i segnali negativi: il Pil italiano si è contratto nuovamente (-1,9%), riportando il livello dell’attività economica leggermente al di sotto di quello del 2000. Conseguentemente la spesa per consumi delle famiglie è calata per il terzo anno consecutivo (-2,6%), seppure con un’intensità minore rispetto a quella del 2012 (-4%). Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in termini reali ha registrato in media d’anno un calo dell’1,1% (rispetto al -4,6% del 2012). Solo le esportazioni nette hanno fornito un contributo positivo alla crescita economica (per 0,8 punti percentuali): le esportazioni di beni e servizi sono cresciute nel 2013, seppure marginalmente, rispetto all’anno precedente (0,1%), le importazioni hanno invece registrato un nuovo calo (-2,8%). Nel 2013 l’inflazione è calata nettamente, in un quadro caratterizzato dal perdurare della fase direcessione economica e di debolezza della domanda di beni di consumo. Nella media del 2013, il tasso di crescita dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività si è più che dimezzato, scendendo all’1,2% dal 3% del 2012. La fase di rallentamento dell’inflazione è proseguita nel 2014. La variazione tendenziale dell’indice nazionale dei prezzi al consumo è scesa a marzo allo 0,4%, per poi risalire allo 0,6% in aprile. Inoltre, mentre nei primi mesi del 2014 gli indicatori anticipatori mostrano la prosecuzione della ripresa dell’attività economica sia nelle economie di tutti i paesi avanzati sia nei mercati emergenti, dagli indicatori quantitativi dell’andamento dell’economia italiana nei primi mesi del 2014 giungono segnali sempre più incerti.