Le Ong per i diritti umani contro la politica di guerra israeliana

Israele insiste nell’affermare che scopo della sua offensiva militare contro Gaza consiste esclusivamente nel colpire obiettivi terroristici. Tuttavia, secondo gli ultimi dati diffusi dalle  Nazioni Unite , nel computo corposo dei palestinesi uccisi nel corso dell’offensiva israeliana contro Gaza i combattenti di Hamas costituirebbero solo una piccola parte. Secondo i funzionari medici a Gaza, oltre 630 palestinesi sono stati uccisi dall’inizio del conflitto . Tra questi, l’ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite stima che circa 150 siano minori e 87 membri di gruppi armati. Inoltre, secondo i dati forniti dall’organizzazione Save the Children, quasi un terzo delle persone rimaste ferite sarebbero bambini.

Proprio per questa ragione, Osama Damo, uno dei membri del team di Save the Children a Gaza, in un’intervista rilasciata al quotidiano britannico ‘The Telegraph’, ha denunciato: ” l’operazione militare corrente di Israele contro Gaza può essere, senza dubbio definita, come una guerra contro i bambini”. Il Centro Al Mezan per i diritti umani a Gaza ha presentato ai giornali i nomi e le età  di quei 132 caduti, con un’età al di sotto dei 18 anni e morti tra il 7 e il 21 luglio.

Secondo Robert Turner, a capo dell’organizzazione delle Nazioni Unite per il soccorso ai rifugiati palestinesi nel vicino oriente (Unrwa l’acronimo inglese):  “i numeri sono più grandi e la proporzione  superiore a quella del conflitto del 2012. In sei anni siamo già alla terza guerra. I bombardamenti sono ormai pratica quotidiana, parte della vostra vita e influiscono sullo sviluppo dei bambini. Abbiamo bisogno subito di un’immediato stop alla guerra”.